Conversazione telefonica con Gabriel Pombo Da Silva

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Compagni/e dell’Argentina sono riusciti a registrare una conversazione telefonica avuta con Gabriel Pombo Da Silva.
Gabriel, in particolare, parla dello sciopero della fame, che lui e Marco Camenisch inizieranno il 18 dicembre in solidarietà con il Simposio Internazionale contro l’isolamento. Resta confermata la data di inzio dello sciopero per tutti gli altri compagni, ovvero il 20 dicembre.
Di seguito il comunicato degli anarchici argentini e la conversazione da scaricare.
Per l’Anarchia!
Culmine
__________________________________________________

Audio de Gabriel Pombo Da Silva

.ExternalClass .ecxhmmessage P {padding:0px;}
.ExternalClass body.ecxhmmessage {font-size:10pt;font-family:Verdana;}La siguiente es una conversacion que grabamos con el compañero anarquista Gabriel Pombo da Silva, desde el dia de hoy (18 de diciembre) en Huelga de Hambre.

http://www.mediafire.com/file/j4y5wtmtat5/GABRIEL3.mp3
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.ExternalClass body.ecxhmmessage {font-size:10pt;font-family:Verdana;}

Los demas compañerxs excepto Marco Camenish, tambien en huelga desde el dia de hoy, iniciarian la misma el dia 20 de diciembre hasta el 1 de enero.
Las adhesiones recibidas hasta el momento son las siguientes: Gabriel (Alemania), Marco (Suiza), Juan Carlos, Francisco, Honorio y Alberto (España), Diego (Argentina), Sergio, Mike, Evelin, Luca y Pasquale (Italia).

OFENSIVA REVOLUCIONARIA DE UN LADO Y OTRO DE LOS MUROS!!
POR LA ANARQUIA!!

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Buenos Aires – Attaccato il centro di ritiro e pensione della polizia federale

fonte: Ai Ferri Corti – 17.12.09

Abbiamo attaccato il centro di ritiro e di pensione della polizia federale, in calle Callao, tra Viamonte e Tucumán.

In questo modo abbiamo fatto sentire il nostro ripudio per la recente estradizione dei compagni Marcelo Villarroel e Freddy Fuentvilla alle celle dello stato cileno.
Vogliamo che gli aguzzini sappiano che non riusciranno a spezzare i legami di solidarietà e di affetto che manteniamo verso tutti i ribelli cileni. Quel che hanno fatto è aprire un vaso di Pandora, aumentando la nostra rabbia vendicatrice.
L’abbiamo già detto e lo ripetiamo:
SCATENEREMO LA NOSTRA RABBIA SU DI VOI.
Inviamo un abbraccio solidale ai ribelli di tutto il mondo e lanciamo un appello ad estendere la tormenta sociale.

Nessuna aggressione senza risposta!!!
Solo la lotta ci rende liberi!!!

Células revolucionarias Brigada Severino Di Giovanni

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Gabriel Pombo Da Silva – ¡A la huelga! (esp/ita)

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Esta huelga de hambre que vamos a hacer es un gesto de amor insurrecto…
amor hacia personas que han dado su vida/libertad en el combate…
compañeros como “el Francés”, Paco Ortiz, Xosé (y todxs lxs asesinadxs en el FIES)… compañeros como Puig Antich, Agustín Rueda… Mauricio Morales, Zoe…

Mauricio Morales fue un compañero chileno muy conciencizado sobre el terrorismo estatal y el sufrimiento al que hemos sido expuestos lxs presxs a lo ancho del mundo y lo largo de la historia. Esta conciencia fue la que lo deteminó a poner su vida a riesgo…
el 22 de mayo el artefacto que quiso deponer en el cuartel de carceleros le explotó en la mochila que llevaba en la espalda causándole la muerte instantanea.

Su determinación de llevar a cabo la acción lo muestra el hecho de que iba armado con un revolver para asegurarse… no son muchxs lxs compañerxs que acompañan con hechos lo que dicen/escriben y por eso esta pérdida es trágica. Pero al mismo tiempo su lección de coraje a motivado a muchxs hermanxs en el mundo entero no solo a reflexionar sobre su muerte sino sobre su vida, su elección, su compromiso.

Una nueva generación de hombres y mujeres, guerrerxs, están dispuestxs a seguir su ejemplo como bien demuestran las acciones y comunicados que nos llegan de Chile, de Argentina, de México, de Grecia y otros lugares.

Es por ello/esto que considero que lo mínimo que nosotrxs podemos hacer en esta circunstancias es mostrar un gesto de amor
subversivo…

¡A la lucha inquebrantable contra la dominación!

¡A la huelga!

Gabriel – Aachen, 30 de noviembre

Hulega de hambre del 20 diciembre al 1 de enero de lxs siguientes presxs revolucionarixs:

Gabriel (Alemania), Marco (Suiza), Juan Carlos, Francisco, Honorio y Alberto (España), Diego (Argentina), Sergio, Mike, Evelin,
Luca y Pasquale (Italia).

*
* *

Gabriel Pombo Da Silva – A scioperare!

Questo sciopero della fame che ci apprestiamo a fare è un gesto d’amore insorgente… amore verso le persone che hanno dato la vita/libertà nel combattimento… compagni come “el Francés”, Paco Ortiz, Xosé (e tutti gli altri assassinati nel FIES)… compagni come Puig Antich, Agustín Rueda… Mauricio Morales, Zoe…

Mauricio Morales è stato un compagno cileno molto coscientizzato sul terrorismo statale e sulla sofferenza alla quale siamo stati esposti
noi detenuti nel mondo e nella storia. Questa coscienza è stata quella che lo ha determinato a mettere in pericolo la sua vita… il 22 maggio, l’ordigno che voleva collocare nella caserma dei carcerieri gli è esploso nello zaino che aveva sulle spalle provocandone la morte istantanea.

La sua determinazione ad effettuare l’azione è dimostrata dal fatto che aveva con sé una pistola per assicurarsi… non sono molti i compagni che accompagnano con i fatti quello che dicono/scrivono e per questa la sua perdita è tragica. Ma allo stesso tempo la sua lezione di coraggio ha motivato molti fratelli nel mondo intero non solo a riflettere sulla sua morte, ma sulla sua vita, la sua scelta, il suo impegno.

Una nuova generazione di uomini e donne, guerrieri, è disposta a seguire il suo esempio come ben dimostrano le azioni ed i comunicati che giungono dal Cile, dall’Argentina, dal Messico, dalla Grecia e da altri luoghi.

E’ per questo che considero che il minimo che noi possiamo fare in questa circostanza è di mostrare un gesto d’amore sovversivo…

Alla lotta indistruttibile contro il dominio!

A scioperare!

Gabriel
– Aachen, 30 novembre

Sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio dei seguenti prigionieri rivoluzionari:

Gabriel (Germania), Marco (Svizzera), Juan Carlos, Francisco, Honorio e Alberto (Spagna), Diego (Argentina), Sergio, Mike, Evelin,
Luca e Pasquale (Italia)

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Messico – Attentato esplosivo contro una concessionaria di moto e attacchi incendiari contro veicoli.

Alba di martedì 15 dicembre. Cellula del fronte per la liberazione della terra. Ancora una volta armati di tutto il nostro odio anti-antropocentrista abbiamo collocato un ordigno esplosivo all’esterno di una concessionaria della harley davidson, provocando la rottura delle vetrate. Inoltre, con l’ausilio di ordigni incendiari abbiamo ridotto in cenere 9 auto da lusso marca ford, chrysler, tra queste c’era

anche un camion. Il tutto si è verificato nel sud di Città del Messico, nella delegazione tlapan.

Quest’azione l’abbiamo realizzata in totale ripudio verso il vertice di Copenhagen, visto che i “leaders” lì presenti sono solo interessati al proprio benessere e vogliono trasformare il capitalismo in un nuovo capitale più malleabile, un capitalismo “verde” per sfruttare la terra con l’unico fine di ottenere profitti, perché se fossero interessati sul serio al riscaldamento globale (del quale essi sono gli unici responsabili) inizierebbero a distruggere tutte le grandi imprese e le macchine distruttrici come sono le auto. Inoltre, oggi il Messico presenterà le sue proposte per “combattere il cambiamento climatico”.


Noi non resteremo passivi ad osservare come distruggono il pianeta, noi attaccheremo fino ad osservare le fiamme dell’insurrezione sulle ceneri del capitalismo. Né con le operazioni “antianarchiche” né con le barriere ed i poliziotti in ogni incrocio riusciranno a fermarci.

Che la fiamma dell’insurrezionalismo non si estingua!
Fuoco al capitalismo e alle macchine distruttrici della terra!

Frente de Liberación de la Tierra – Célula Contra la Dominación Salvaje

Attraverso i mezzi di disinformazione abbiamo appreso che 3 compagni sono stati arrestati ingiustificatamente la mattina di martedì 15 dicembre, con l’accusa di aver effettuato il sabotaggio realizzato dalla nostra cellula. Li accusano di aver lanciato molotov contro le auto che, invece, noi abbiamo dato fuoco con ORDIGNI INCENDIARI,
consistenti in bottiglie di plastica piene di benzina ed altre sostanze che hanno dato vita ad un miscuglio incendiario.

Attraverso questo comunicato noi del fronte per la liberazione della terra – cellula contro la dominazione selvaggia– ci aggiudichiamo la responsabilità di tale attacco e svincoliamo i compagni dalla nostra azione, in quanto tali compagni NON appartengono alla nostra cellula.

Con questo, mettiamo ancora in evidenza l’inefficacia e la stupidità delle “autorità” e dei corpi polizieschi repressivi agli ordini dei loro padroni, in quanto trattasi di un disperato tentativo di cercare “colpevoli” responsabilizzando compagni estranei alle azioni di eco-sabotaggio, com’è stato il caso del compagno Ramsés Villareal.

Fuoco al sistema carcerario-penitenziario e di repressione!

Fuoco agli stupidi poliziotti!

Fuoco alle “autorità” di polizia!

Frente de Liberación de la Tierra – Célula Contra la Dominacion Salvaje-

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Juan Carlos Rico – Sul digiuno proposto da Gabriel Pombo

sciopero della fame 20 dicembre – 1 dicembre

Comunicato dal Centro di Sterminio di Madrid V – 7 dicembre 2009

Sul digiuno proposto da Gabriel Pombo (dal 20.12.09 al 1.1.10)

Come sapete sia io che un compagno di qui (Centro Penitenziario Madrid V)
non solo appoggiamo, ma assecondiamo e partecipiamo al digiuno (cosa
che abbiamo già fatto con i nostri precedenti comunicati);
abbiamo anche messo in chiaro che, in maniera indipendente ma anche
come contrasto positivo e di complementarità, abbiamo aggiunto
le condizioni specifiche in materia punitiva che subiamo nello Stato
spagnolo. Questo vuol mettere in evidenza che la questione
CARCERE-MORTE colpisce TUTTI I PRIGIONIERI, ma in “Spagna”
la situazione è di autentica pazzia, in cui lo sterminio dei
prigionieri è qualcosa di “naturale”.

L’altro giorno ho ricevuto la lettera di un anarchico italiano. Ha ragione.
Non dobbiamo dimenticare i compagni caduti in questa guerra sociale a
livello mondiale. MAI! Persone come Alfredo Maria Bonanno, del quale
ho letto molti dei suoi testi, soprattutto “La gioia armata”,
Christos Stratigopoulos, gli anarchici serbi, Zoe la compagna caduta
in Francia, Mauricio caduto in Cile, Xosé Tarrío che ci
ha lasciato da alcuni anni, Paco Ortiz al quale dobbiamo tanto.
Questi compagni (e moltissimi altri) sono caduti nella loro lotta
contro il dominio, come conseguenza del loro pensiero. “Agire
come si pensa” senza concessioni. Ricordarli deve servire per
qualcosa. Dovrebbe servire per qualcosa. Tutto questo che vi
commento, non è un ostacolo a che si inquadrino queste
giornate nella guerra simmetrica che manteniamo contro il
carcere-morte perché, a mio avviso, la più grande
offesa sociale che una persona possa soffrire è quella
determinata da altri “esseri umani” che dispongono che noi,
altri esseri umani, dobbiamo esser schiavi. NON DIMENTICHIAMO, NON
PERDONIAMO!

  • Libertà per tutti quelli che hanno già scontato la loro condanna.

  • Libertà per tutti i malati con patologie psichiche/fisiche incurabili.

  • Chiusura dei Centri di Detenzione per Minori (futuri inquilini dei Centri di Sterminio).

  • Libertà e giustizia popolare per le donne vittime degli abusi in prigione,
    così come per tutti i compagni perseguitati per esercitare
    l’inestimabile diritto del mutuo appoggio verso i prigionieri.

  • Abolizione dei “tribunali eccezionali” e delle “carceri nere”.
    In definitiva: distruzione dell’oscura industria dell’assassinio
    legittimato di massa (istituzionalizzato) “democraticamente”.

  • Fine delle legislazioni, a livello internazionale, in materia
    penale/punitiva, il cui supporto ideologico/morale si basa sul
    “diritto penale contro il nemico”. Se le cose stanno così,
    non ci dobbiamo nemmeno porre la risposta.

  • Scomparsa delle strutture dell’oppressione: carcerieri, giudici, poliziotti,
    medici-forensi e avvocati che proteggono l’esercizio della tortura e
    la praticano con totale impunità. Disprezzo verso quelli che
    acconsentono con il loro complice silenzio.

  • Scomparsa degli “spazi scuri” (d’isolamento) in cui si praticano
    atti sistematici ed esecrabili contro i detenuti. Gli isolamenti
    carcerari AMMAZZANO.

  • Lascino in pace i nostri familiari e amici. Che cessi il controllo delle
    comunicazioni su tutti gli aspetti e cessi anche l’umiliazione che
    subiscono i visitanti.

Se consentiamo che continuino a trattare così, amici, non
meritiamo di vivere come liberi esseri umani.

L’estensione della guerra contro la disuguaglianza è un dovere, non un
“picnic”.

Per l’estensione della guerra sociale permanente a livello mondiale! Per
la liberazione in ogni confine di questo mondo di tutti quelli che
subiscono gli effetti dell’autoritarismo/dominio! Per la VITA! Noi
non vi dimentichiamo.

Un abbraccio a tutte e tutti. A Nuria e a Marco Camenisch, a Joaquín
Garcés Villacampa, grazie.

NOI NON CI RASSEGNIAMO, MAI LO FAREMO.

NON USCIREMO GRATIS.

p.s.:
Che sia chiara una cosa. Io escludo completamente dalle mie azioni
individuali i violentatori sistematici/occasionali, i pedofili, gli
assassini di bambini, i maltrattatori, i trafficanti, i gangster
polizieschi/confidenti. La morale di questi dementi è la
morale delle istituzioni punitive borghesi. Si alimentano a vicenda,
per semplice analogia, trattandosi di istituzioni/individui che
disprezzano profondamente il diritto alla vita di altri esseri umani
che sono vittime delle loro pulsioni; inoltre, esercitano tale
attuazione assassina, propria delle istituzioni violenti borghesi,
protetti dall’imperante patriarcato e pertanto sono nemici di classe
e collaborazionisti del sistema carcerario. Il violentatore e colui
che maltratta in famiglia vengono compensanti all’interno del
carcere. Io con questa gente non faccio nemmeno un passo. Inoltre, io
non ho soluzioni per i loro comportamenti, semplicemente mi
provocano schifo e ripugnanza. Bisognerà cambiare molto
rispetto a molte cose, ma io non sono uno “scienziato”.

Juan Carlos Rico Rodríguez

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Juan Carlos Rico – EN RELACCIÓN AL AYUNO PROPUESTO POR GABRIEL POMBO

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Comunicado desde el Centro de Exterminio de Madrid V – 7 de Diciembre de 2009

EN RELACCIÓN AL AYUNO PROPUESTO POR GABRIEL POMBO (del 20/12/09
al 1/1/10)

Como sabeis, tanto yo, como un compañero de aquí ( C.P. Madrid V), no solo apoyamos, secundamos y participamos en dichos ayunos ( suscritos y refrendados por nuestros anteriores comunicados); también hemos dejado muy claro que, con independencia pero también como contraste positivo y de complementaridad, adjuntamos las condiciones específicas en materia punitiva que padecemos en el Estado español. Esto quiere poner de manifiesto que la cuestión CARCEL-MUERTE nos afecta a TODXS LXS PRISIONERXS, pero en “España” la situación es de autentica locura, donde el exterminio de lxs
prisionerxs es algo “natural”.

El otro día me llegó la carta de un anarquista italiano. Tiene razón. No tenemos que olvidar a lxs compañerxs caidxs en esta guerra social a nivel mundial, ¡NUNCA! . Gentes como Alfredo María Bonanno, del cual he leído muchos de sus textos, sobretodo “ el placer armado”; a Christos Stratikopulos; a los anarquistas servios; a Zoe, compañera caída en Francia; a Mauricio Morales, caído en Chile; a Xose Tarrio, que ya hace años que nos abandonó; y a Paco Ortiz, al que tanto debemos. Estxs compañerxs ( y muchísimos más) cayeron en su lucha contra la dominación, como consecuencia de su pensamiento .“Actuar como se piensa” sin concesiones. Recordarlos debe valer para algo. Debería valer para algo. Todo esto que os comento, no es óbice para que también enmarquemos estas jornadas en la guerra asimétrica que mantenemos contra la carcel- muerte, pues a mi entender, la mayor ofensa social que puede padecer una persona, es la que determinan otros “seres humanos” y que mantienen que otros seres humanos debamos ser esclavos. ¡ NO OLVIDAMOS NI PERDONAMOS!

  • Libertad para todxs que ya han cumplido su condena.

  • Libertad para todxs lxs enfermxs con padecimientos psíquicos/ físicos incurables.

  • Cierre de los Centros de Menores ( futuros inquilinos de los Centros de Exterminio).

  • Libertad y justicia popular para las mujeres victimas de abusos en prisión, así como para todxs lxs compañerxs perseguidxs por ejercer el deber inestimable del apoyo mutuo con lxs prisionerxs.

  • Abolición de los “ tribunales de excepción” y de las “ cárceles negras”. En definitiva, destrucción de la industria opaca
    del asesinato en masa legitimado ( institucionalizado) “
    democráticamente”.

  • Fin de las legislaciones, a nivel internacional, en materia penal/ punitiva, cuyo soporte ideológico/ moral se basa en el
    “derecho penal contra el enemigo”. Si esto es así, no nos debemos ni plantear la respuesta.

  • Desaparición de las estructuras de la opresión: de carceleros, de jueces, policías, políticos, médicos-forenses y
    abogados que amparan el ejercicio de la tortura y la practican con total impunidad. Desprecio a los que consienten con su silencio cómplice.

  • Desaparición de los “espacios oscuros” ( aislamientos) donde se practican actos sistemáticos y execrables contra lxs detenidxs. Los aislamientos carcelarios MATAN.

  • Dejad en paz a nuestros familiares y amigos. Que cese la intervención de las comunicaciones bajo todos los aspectos y la humillación que padecen los visitantes.

Si consentimos que nos sigan tratando así amigos, no merecemos vivir como seres humanos libres.

La extensión de la guerra contra la desigualdad, es un deber, no un “ picnic”.

¡Por la extensión de la guerra social permanente a nivel mundial !
¡Por la liberación en cada confín de este mundo de todxs lxs que padecen los efectos del autoritarismo/ dominación!
¡ Por la VIDA! No os olvidamos.

Un abrazo a todxs. A Nuria y a Marco Camenisch, a Joaquín Garcés Villacampa, gracias.

NO NOS RESIGNAMOS, NI LO HAREMOS JAMÁS.

NO OS VAMOS A SALIR GRATIS.

P.D.:
Que quede claro una cosa, yo excluyo completamente de mis acciones individuales a los violadores sexuales sistemáticos/ ocasionales, pedrastas, asesinos de niños, maltratadores, traficantes y gansters policiales/ confidentes. La moral de estos dementes, es la moral de las Instituciones punitivas burguesas. Se retroalimentan, ya que por simple analogía, al ser Instituciones/ individuos que desprecian profundamente el derecho a la vida de otros seres humanos que son víctimas de sus pulsiones; es más, ejercen dicha actuación asesina, propia de las Instituciones violentas burguesas, al amparo del patriarcado imperante y por lo tanto son enemigos de clase y colaboracionistas con el sistema carcelario. El violador, el maltratador es compensado en la carcel. Yo con estos no camino ni un paso. Es más, yo no tengo solución para sus parafilias, simplemente me dan asco y repugnancia.. Habrá que cambiar mucho repecto a muchas cosas, pero yo no soy un “ científico”.

Juan Carlos Rico Rodriguez

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FAI – l’esercizio poliziesco della provocazione dinamitarda…

C.d.C. della FAI

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana- FAI denuncia la
natura oggettivamente provocatoria e antianarchica delle esplosioni
di Milano e Gradisca d’Isonzo.

Il nome degli anarchici viene strumentalmente associato a deliranti rivendicazioni che accompagnano
detonazioni e fiammate, in un momento assai significativo, a poche
ore dallo svolgimento di decine e decine di manifestazioni pubbliche
che il Movimento anarchico ha promosso a Milano e in tutta Italia per
tenere viva la memoria della strage di Stato, dell’assassinio di
Pinelli e delle montature antianarchiche che quarant’anni fa a
piazza Fontana aprirono la stagione della strategia della tensione.

Lo Stato, i suoi apparati e i loro servi non possono tollerare che, a distanza di quarant’anni,
la memoria storica su quei tragici fatti sia ancora viva e presente
nell’opinione pubblica. Per i poliziotti di professione e per
quelli di vocazione, risulta intollerabile che nelle piazze, nelle
scuole, e nei luoghi di lavoro gli anarchici continuino a ricordare e
a far ricordare la natura criminale del potere e delle sue strutture
di dominio. Ed è per questo che, con infame puntualità,
la polvere da sparo viene utilizzata nel tentativo di coprire la
miseria in cui si dibatte la classe dirigente del paese.

Ancora una volta, la lotta antirazzista e l’opposizione ai Centri di Identificazione ed
Espulsione per immigrati viene criminalizzata attraverso l’esercizio
poliziesco della provocazione dinamitarda, proprio in un momento in
cui il livello del conflitto espresso dagli immigrati smaschera
giorno per giorno la natura totalitaria e razzista di questi lager
contemporanei.

L’acronimo FAI, associato a una presunta “federazione anarchica informale”, torna a
essere vigliaccamente utilizzato per creare confusione e gettare
discredito sull’impegno quotidiano profuso a viso aperto dai
militanti e dai simpatizzanti della Federazione Anarchica
Italiana nelle lotte sociali al fianco dei lavoratori, degli sfruttati, degli
oppressi. Respingiamo fermamente la provocazione, invitiamo i
cittadini a non lasciarsi confondere dal clamore mediatico ed
esortiamo gli operatori dell’informazione a non prestarsi a
logiche di interessata disinformazione.

Nel denunciare questo miserabile copione, esprimiamo tutto il nostro sdegno per l’infamia
di questi atti, funzionali alle logiche del potere, con cui si cerca
di distruggere e infangare quello che gli anarchici cercano di
costruire ogni giorno: una società libera dal potere, libera
dalla sopraffazione, in cui la solidarietà, l’uguaglianza e
la giustizia sociale siano pratiche reali e quotidiane.

Commissione di Corrispondenza
della Federazione Anarchica Italiana – FAI

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FAI – ancora dai giornali…

Pacco bomba alla Bocconi, il testo del volantino

«Abbiamo scelto di colpire dove meno ve lo aspettate- In una fredda notte d’inverno il fragore di una esplosione illumina la parola solidarietà, che torna al suo giusto significato concretizzandosi nell’attacco a un avamposto del dominio, dove si formano i nuovi strumenti e apparati del capitale, dove si affilano le armi che taglieranno la gola agli sfruttati»

Il volantino di rivendicazione della Fai, Federazione anarchica informale, per il pacco bomba recapitato alla Bocconi di Milano si apre con una citazione poetica tratta da un libro di Gabriel Pombo da Silva, anarchico spagnolo condannato nel 2004 da un tribunale tedesco a 13 anni di carcere nel processo «Aachen 4».

«Con una mano tenera e l’altra armata così esprimo la mia solidarietà guadagnando in ogni battaglia una somma di preziosa libertà»: questi i versi posti in apertura di ‘Diario e ideario de un delincuentè, un testo scritto da Pombo da Silva, che era evaso da un carcere di isolamento spagnolo dove aveva trascorso 14 anni.

«16 dicembre ore 3.00 AM, Milano, 2 kg di dinamite porteranno rivolta e distruzione», si legge ancora nelle prime righe. «Chi non terrorizza si ammala di terrore», continua
il documento.

«Abbiamo scelto di colpire dove meno ve lo aspettate. In una fredda notte d’inverno il fragore di una esplosione illumina la parola solidarietà, che torna al suo giusto significato concretizzandosi nell’attacco a un avamposto del dominio, dove si formano i nuovi strumenti e apparati del capitale, dove si affilano le armi che taglieranno la gola agli sfruttati».

«L’indignazione morale – continuano gli autori del volantino – per la costruzione di sempre nuovi campi di concentramento nel “civilissimo” occidente di inizio ventunesimo secolo, si trasforma in azione. Non coltiviamo eroismi, con questa nostra prima azione condividiamo semplicemente i rischi che sorelle e fratelli migranti vivono quotidianamente sulla loro pelle. Che la paura cambi di segno, siano ricchi e potenti a tremare, noi a ballare».

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FAI – sfogliando i giornali…

Trovati due pacchi-bomba, uno all’interno dell’Università Bocconi di Milano e l’altro al Cie di Gradisca d’Isonzo. Entrambi rivendicati dagli anarchici della Federazione Anarchica Informale (FAI), con una lettera arrivata nella nostra redazione.  In passato il gruppo aveva firmato altri pacchi bomba nell’ambito di azioni dimostrative tese a non colpire le persone.  Sul volantino c’erano anche le firme «Sorelle della libertà» e «Nucleo Maurizio Morales». Il volantino di rivendicazione, stando a quanto si apprende, sarebbe già stato pubblicato su un sito, avvertendo che l’attentato sarebbe solo un inizio di una nuova campagna. La Procura ha aperto un’inchiesta e
attende l’informativa della Digos di ricostruzione dei fatti e che con ogni probabilità arriverà giovedì mattina sul tavolo del procuratore aggiunto Armando Spataro.

All’Università Bocconi di Milano – Esploso solo in minima parte, l’ordigno che era regolato da un timer era composto da tre chilogrammi di dinamite ed era stato collocato all’interno di una nicchia, in uno dei corridoi di transito tra le diverse strutture del prestigioso ateneo milanese. Fortunatamente, della bomba, definita “seria” dagli analisti della Digos milanese , è scoppiato solo l’innesco. Il timer era sincronizzato per le 3 della scorsa notte: se esplosa completamente, la bomba avrebbe potuto provocare “danni ingenti alle cose”. Ad avvertire la polizia intorno alle 3.15 di notte è stato il custode della Bocconi, dopo aver sentito un violento colpo. Nel primo sopralluogo compiuto dagli agenti delle Volanti si è pensato ad un corto circuito, ma la successiva analisi compiuta dagli artificieri ha permesso di ritrovare parti di un tubo e di esplosivo non detonato. Mercoledì mattina il passaggio tra i due edifici è stato chiuso per qualche ora per consentire gli accertamenti degli artificieri, poi è stato riaperto è si è svolta regolarmente l’inaugurazione della mostra d’arte “Bag”, la nuova “Bocconi Art Gallery”.

Al Cie di Gradisca d’Isonzo–  Un portafoglio imbottito di polvere pirica è esploso, senza causare danni a persone e cose, al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. E solo la prontezza di spirito del direttore del Centro, Luigi Del Ciello, che si è accorto in tempo dell’innesco, ha evitato il peggio. Per le modalità dell’ attentato e il confezionamento dell’ordigno gli investigatori propendono per la pista anarco-insurrezionalista. Il pacco, è stato detto, era stato preceduto da volantini di minaccia e anche per questo si teme possa rappresentare l’inizio di una nuova campagna di attentati eversivi come quella del dicembre 2003, quando pacchi esplosivi furono recapitati oltre che a Romano Prodi all’Interpol e a Eurojust. A Gradisca, ieri sera, tutto si è risolto in pochi attimi, anche se la paura è stata tanta. Il portamonete era in una busta giallastra, probabilmente spedita dalla provincia di Milano, di 25 centimetri per 15, indirizzata indistintamente al Cie di Gradisca. La busta è stata recapitata insieme ad altra posta. Quando il direttore ha aperto il piccolo pacco si è accorto dell’innesco. Ha scaraventato il portamonete a terra dove è esploso. All’interno su un foglietto una rivendicazione che gli inquirenti, secondo i quali si è trattato di un atto dimostrativo, fanno risalire a un non meglio identificato gruppo anarco-insurrezionale. Subito è scattato l’allarme. La sorveglianza interna ed esterna del Cie è stata rafforzata. Il Prefetto di Gorizia ha riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che ha deciso appunto di aumentare i controlli. Preoccupazione è stata espressa dal sindaco di Gradisca d’Isonzo, Franco Tommasini.
“Francamente sono preoccupato per quanto successo ieri. Auspico e spero però che si tratti di un gesto isolato, frutto di qualche mente instabile. Sono preoccupato – ha spiegato il primo cittadino – perchè nel Paese c’è un clima difficile. Inutile aggiungere altro. Spero però che tutto finisca lì e che non ci siano altre ripercussioni. Rimane però un fatto inquietante. Come giunta comunale  stiamo lavorando per tranquillizzare la popolazione. Il nostro sforzo è totale. Questi fatti però non aiutano”. Proprio la scorsa settimana molte organizzazioni umanitarie della provincia avevano organizzato un incontro con i residenti del Cara, Centro di accoglienza richiedenti asilo, una struttura attigua al Cie. “Ma là la situazione è diversa – ha aggiunto Tommasini – perchè quelle persone si possono muovere e possono avere
rapporti con l’esterno. Al Cie la situazione è esplosiva anche se in questo periodo il numero dei presenti è calato”.

Il contenuto del comunicato

Il volantino, firmato “Sorelle in armi – Nucleo Mauricio Morales/FAI”, porta il titolo “Fuoco ai Cie”, i centri di identificazione ed espulsione. Si legge: “Due kg di dinamite porteranno rivolta e distruzione. Chi non terrorizza si ammala di terrore. Abbiamo scelto di colpire dove meno ve lo aspettate.  In una fredda notte di inverno il fragore di un esplosione illumina la parola solidarietà che torna al suo giusto significato concretizzandosi nell’attacco a un avamposto del dominio, dove siu formano i nuovi strumenti e apparati del capitale, dove si affilano le armi che taglieranno la gola agli sfruttati.
L’indignazione morale per la costruzione di sempre nuovi campi di concentramento nel ‘civilissimo’ occidente di inizio ventunesimo secolo, si trasforma in azione. Non coltiviamo eroismi con questa prima azione condividiamo semplicemente i rischi che sorelle e fratelli migranti vivono quotidianamete sulla loro pelle. Che la paura cambi di
segno, siano i ricchi e potenti a tremare e voi a ballare”.

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Arrestati 3 compagni anarchici in Messico

Salveco mpagni!

Vi inviamo il comunicato della Croce Nera Anarchica del Distretto Federale che invita ad una mobilitazione solidale verso i compagni Abraham López, Carlos Orozco e Fermín Gómez; arrestati ieri mattina dalle autorità del D.F.

Sebbene quest’anno che si conclude sia stato un anno di estensione della lotta anarchica in Messico, mostrando un innegabile salto qualitativo nelle azioni insurrezionali libertarie, abbiamo anche subito delle sconfitte, come l’arresto di questi giovani compagni o la detenzione del compagno Emmanuel Hernández Hernández.
Siamo tuttavia coscienti che la repressione dello Stato-capitale dimostra solo due cose: 1.) che l’antagonismo insurrezionale
 anarchico in Messico è oggi una realtà concreta, abbandonando per sempre l’immobilismo reazionario e l’attivismo nostalgico; 2.) che adesso, più che mai, bisogna prendere le precauzioni ed effettuare le azioni con cautela, pianificando bene le nostre attività.

Oggi, i nostri compagni detenuti, sanno che non sono soli, che la solidarietà ha smesso di essere lettera morta, da scrivere in minuscolo, per tornare ad essere SOLIDARIETA’ DIRETTA per i nostri compagni sequestrati. A riprova, ci sono le azioni dei compagni della Acción Anarquista Anónima di Tijuana ed i compagni della Brigada de Eco-saboteadores por la Venganza Nunca Olvidada di Coalcalco, di SOLIDARIETA’ DIRETTA per il compagno Emmanuel Hernández Hernández.

Per questo invitiamo a incrementare la SOLIDARIETA’ verso i nostri compagni sequestrati qui, in Cile, in Grecia, in Italia, in Spagna e in tutto il mondo.

Che s’illumini la notte!

Contro lo Stato-capitale!

Per l’Anarchia!

Coordinadora Informal Anarquista

________________________________

Comunicato della Cruz Negra Anarquista México, D. F.

Oggi, martedì 15 dicembre, alle 6 di mattina sono stati arrestati Abraham López Martínez e Carlos Orozco, entrambi di 16 anni e Fermín Gómez Trejo, di 17 anni, accusati d’aver lanciato molotov contro diverse auto parcheggiate nella colonia sur di Città del Messico.  Gli arresti sono avvenuti dopo che i vicini della zona hanno avvisato la polizia ed una pattuglia s’è imbattuta nei tre giovani.  La famiglia di Abraham afferma che s’è accorta dell’arresto solo alle 13, quando agenti della polizia giudiziaria si sono presentati al loro domicilio. Agli arrestati non è stato consentito l’uso del telefono per avvisare i propri familiari.  Abraham è un giovane libertario, studente presso il Colegio de Bachilleres. Partecipa attivamente al collettivo Tekap Anarquista del CCH Oriente, che è stato represso proprio una settimana fa. Al momento, la situazione dei compagni è incerta. Risulta che siano stati condotto al pubblico ministero della Agenzia 65 e di lì al Tribunale dei minori. Lanciamo un appello a tutti e tutte per ottenere l’immediata liberazione dei nostri compagni.

cna- df <cna_mx@hotmail. com>

Abbasso le mura delle prigioni!
http://abajolosmuros.wordpress. com

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Freddy e Marcelo in Cile

La notte di martedì la Gendarmería argentina ha consegnato
i compagni Freddy e Marcelo ad agenti della PDI, alla stazione di
frontiera di Liucura a Lonquimay.

Da lì in elicottero sono stati trasportati fino all’aeroporto di
Maquehue del comune di Padre de Las Casas, nella città di
Temuco per esser poi trasferiti su un aereo della PDI fino a Santiago
del Cile. Lì sono giunti alle 4 di mattina e sono stati
condotti alla caserma Borgoño della Policía de
Investigaciones.

Come trofei di guerra, i compagni sono stati costretti a sfilare davanti
alle telecamere di giornalisti alla ricerca di sensazioni forti:

Marcelo ha urlato contro di loro: “Fino a che ci sarà miseria,
ci sarà ribellione. Tenetelo presente, la sovversione potrà
dormire ma non scomparirà mai”.

Freddy ha continuato: ” Voi siete la stampa che ci ha condannati.
Senza processo noi siamo già stati condannati, voi siete i
primi criminali dello stato”
.

Immagini dell’arrivo di Freddy e Marcelo a Santiago su:
http://diyfusionxanarcopunk.entodaspartes.net/

I compagni cileni hanno intanto lanciato un appello alla
decentralizzazione delle azioni, pacifiche o violente che siano, in
modo che Freddy e Marcelo sentano la solidarietà dei compagni!

Culmine

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L’Argentina espelle i combattenti Marcelo Villarroel e Freddy Fuentevilla

 

Il governo argentino ha espulso i compagni Marcelo Villarroel e Freddy
Fuentevilla. I due sono stati trasferiti in aereo in territorio
cileno, all’interno di un’impressionante operazione di polizia.
I compagni sono giunti alle 22.45 di martedì, 15 dicembre, alla
frontiera Licura de Lonquimay (tra Argentina e Cile), per esser poi
trasferiti fino all’aeroporto Maquehue (Comune di Padre las Casas)
nella IX regione de La Araucanía e fatti salire su un
elicottero fino alla regione Metropolitana, in cui dovranno esser
interrogati dalla Procura.
Secondo quanto ha dichiarato con
prepotenza il sottosegretario degli Interni, Patricio Rosende,
“adesso è l’ora della giustizia cilena in modo che si
applichino le dovute sanzioni. Le gestioni per il loro trasferimento
sono state molteplici e sono culminate con un operativo della PDI che
li ha trasportati fino a Santiago”.
La servile autorità ministeriale ha annunciato che i due combattenti saranno sentiti in
procura alle prime ore di mercoledì, momento in cui la
Fiscalía Centro Norte “prenderà il controllo”.
“Adesso la giustizia cilena ha l’ultima parola, non c’è
impunità per nessun reato” ha affermato il
sottosegretario, lo stesso che ha dato ordini di presidiare
militarmente il territorio mapuche e che come componente della
amministrazione della Bachelet ha mantenuto l’impunità per i
responsabili degli oltre 70 assassinii della democrazia.
Marcelo e Freddy sono stati arrestati il 15 marzo 2008 a San Martín de
los Andes (Argentina). A causa di una montatura, secondo la quale i
due sarebbero i responsabili della rapina al Banco Security e
dell’assassinio dell’ufficiale Luis Moyano, i compagni avevano decido
di abbandonare il suolo cileno e di entrare illegalmente in
Argentina, con l’intenzione di salvaguardare la vita ed avviare una
istanza di rifugio umanitario.
“Lottatori sociali e orgogliosi combattenti popolari” così si definiscono i
due compagni che, durante oltre un decennio, hanno dovuto affrontare
criminalizzazione, tortura, repressione e detenzione.
Il 29 settembre 2008 si è tenuto il processo in Argentina, nel quale
sono stati condannati a 3 anni e 3 mesi di carcere per porto illegale
di armi da guerra.
Durante la loro permanenza nelle prigioni
argentine i 2 compagni sono stati vittime di perquisizioni e
pestaggi. Lo stesso trattamento è stato riservato ai familiari
e agli amici che si sono recati ai colloqui.

fonte: Sintonía Rebelde
Liberando la palabra secuestrada.
107.5 Radio Villa Francia

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Adhesión de Francisco Maya Fernández a la huelga de hambre de fin de año (esp/ita)

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Referente a la propuesta de Gabriel Pombo Da Silva. Lo que propone estoy muy de
acuerdo a la Huelga de Hambre del 20 de Diciembre al 1 de Enero.
Conmigo se puede contar en el Estado Español mando mi granito
de solidaridad A NIVEL EUROPEO INTERNACIONAL me comprometo a
iniciarla. Y dejando muy claro que esta reivindicación es
también para el Estado Español ya que aquí hay
un gran problema con las condenas y existe la cadena perpetua
encubierta, y muy bien caamuflada que la tienen… y hay que
desenmascarar al estado Español.

Solidaridad para el estado español y los países que refleja
Gabriel. Y solicitando la puesta en libertad de Antonio Porto Martín,
Manuel Pinteño, Amadeu Casellas. Libertad para Ramón
Maya López encarcelado en el CP de Aranjuez con el VIH SIDA…
aunque él desconozaca esta reivindicación lo pongo en
conocimiento… Libertad para todas las personas enfermas de todo el
mundo entero. Libertad para los menores en los centros del Estado
Español y de todo el mundo entero. NO A LA DOCTRINA PAROT. NO
A LA PENA CAPITAL. NO A LA REPRESIÓN. NO A LOS ABUSOS DE
PODER… NO A LA TORTURA de los detenidos y presos, etc. Y por
supuesto la iniciativa pretende ser un gesto de amor y resistencia…
Que se tomen medidas por los hechos ocurridos el pasado 22 de
septiembre a la compañera encarcelada en CP Madrid VII Rosa
Villalba Rojo. En mencionados centros y todo el mundo entero… NO AL
AISLAMIENTO.

Francisco Maya Fernández. Módulo 15, SOTO DEL REAL, 23/11/09.

__________________

Adesione di Francisco Maya Fernández allo sciopero della fame di fine anno

In merito alla proposta di Gabriel Pombo Da Silva, concordo con la sua
proposta di sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio. Su di
me si può contare nello Stadio spagnolo, invio il mio granello
di solidarietà A LIVELLO EUROPEO INTERNAZIONALE, mi assumo
l’impegno a partecipare. Voglio sottolineare che questa
rivendicazione è anche per lo Stato spagnolo, perché
qui c’è un gran problema con le condanne ed esiste l’ergastolo
mascherato, perché lo tengono ben nascosto… e bisogna
smascherare lo Stato spagnolo.

Solidarietà dallo Stato spagnolo e da tutti i paesi che menziona Gabriel.
Sollecito la liberazione di Antonio Porto Martín, Manuel
Pinteño, Amadeu Casellas. Libertà per Ramón Maya
López rinchiuso nel Centro Penitenziario di Aranjuez ed
affetto da AIDS… anche se lui non è al corrente di questa
proposta glielo faccio sapere… Libertà per tutte le persone
malate di tutto il mondo intero. Libertà per i minori detenuti
nei riformatori dello Stato spagnolo e di tutto il mondo intero. NO
ALLA DOTTRINA PAROT. NO ALLA PENA DI MORTE. NO ALLA REPRESSIONE. NO
AGLI ABUSI DI POTERE… NO ALLA TORTURA sui detenuti e prigionieri,
ecc. Certo, l’iniziativa ha la pretesa di essere un gesto di amore e
di resistenza… Che si prendano le misure per i fatti avvenuti lo
scorso 22 settembre alla compagna detenuta nel Centro Penitenziario
VII, Rosa Villalba Rojo. Nei centri menzionati e in tutto il mondo
intero… NO ALL’ISOLAMENTO.

Francisco Maya Fernández. Módulo 15, SOTO DEL REAL, 23/11/09.

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COMUNICATO della CRUZ NEGRA ANARQUISTA: Sull’arresto dei 15 dicembre a Madrid.

COMUNICATO
della CRUZ NEGRA ANARQUISTA: Sull’arresto dei 15 dicembre a Madrid.

(16/12/2009)

Ancora un volta i mass-media ci hanno informato, oggi, dell’arresto a Getafe
di una compagna anarchica. Ancora una volta i mass-media mentono
svergognatamente con l’evidente tentativo di criminalizzare quel che
qui vogliamo denunciare.

Sia quel che sia, non merita alcuna credibilità l’affermazione
secondo la quale la compagna T.H.H. sia la responsabile dell’invio
del pacco-bomba al dipartimento delle prigioni della Generalitat de
Cataluña, lo scorso mese di ottobre. Non lo crediamo, ma
vogliamo non essere malintesi. Lei, come qualsiasi altra compagna
colpita dallo Stato, ha il nostro appoggio incondizionato sia che nel
caso di una sua responsabilità per i fatti dei quali viene
accusata sia in caso contrario. Semplicemente non entriamo in questo
tipo di considerazioni.

Partiamo allora da un dubbio molto serio sulla sua responsabilità per
i fatti per i quali viene accusata. Un dubbio profondo che acquisisce
consistenza proprio mentre stiamo scrivendo questo testo, quando da
fonti della sua difesa abbiamo saputo che gli uffici di polizia in
cui si trova detenuta sono quelli della caserma della Guardia Civil
De Arroyo Molino, in cui domani è previsto il suo
interrogatorio. Nemmeno il tempo necessario per la detenzione
preventiva, non le applicano nemmeno alcun tipo di legislazione
speciale, il che con tutte le pertinenti riserve si deve alla
confusione della situazione. Tutto ciò ci porta a pensare che
non ci sia una solida base per l’accusa.

Ma questo non impedisce ai media di continuare a parlare della compagna
come di una “dirigente della CNA”. Qualificarla da
dirigente fa capire chi sono i giornalisti: persone incapaci di
concepire che nel mondo ci possa essere qualcosa che non si regga
sulla base di una relazione gerarchica. Dire che è integrata
nella struttura della CNA è totalmente falso. Ciò
definisce il ruolo che i media stanno giocando.

Chiariremo il senso di questa menzogna. Quando i corpi di polizia cercano di
concretizzare un’accusa, così come la procura, allora cercano
di portarla sempre al grado più estremo. Un grado che quando
si tratta di un fatto di natura politica non è altro che il
tentativo di avanzare un’accusa di “appartenenza a banda
armata”. Questa figura penale, per essere formalizzata, ha
bisogno che la persona sia collegata ad un’organizzazione che, in
accordo alla normativa internazionale, abbia una serie tale di
requisiti come la permanenza nel tempo, le rivendicazioni conosciute,
ecc. Quel che in alcune occasioni ha dato luogo al fatto che siano
comparse azioni di organizzazioni inesistenti, anche se non
riuniscono tutti i presunti tipizzati. In definitiva si tratta di
sollevare un problema tecnico per ingrandire l’accusa ed in questa
occasione, ancora una volta, i media sono venuti a mostrarsi come
servi che sono al servizio della repressione.

Tutta la nostra solidarietà alla compagna arrestata ed il nostro
desiderio è che domani possiamo averla di nuovo tra di noi.
Tutto il nostro disprezzo per coloro che tramano inghippi come quello
denunciato, con il chiaro intento di distruggere la vita di una
persona e. ben oltre. Questo è il fine ultimo della
repressione: cercare di dissolvere tutto il tessuto sociale che si
mostra contrapposto nelle parole e nei fatti.

SALUD Y ANARQUIA.

Federación
de Grupos de CNA Península Ibérica

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Spagna – Anarchica arrestata per un pacco-bomba

fonte: Europa Press – 15.12.09

La detenuta è una integrante del collettivo anarchico “Cruz
Negra”.

La Policía Nacional e la Guardia Civil hanno
arrestato a Getafe una integrante del collettivo anarchico “Cruz
Negra” con l’accusa di aver inviato in ottobre un pacco-bomba di
scarsa potenza alla Dirección General de Recursos y Régimen
Penitenciario de la Generalitat.

Fonti di polizia hanno confermato che l’arrestata è T.H.H., 25 anni,
che si suppone abbia inviato il 7 ottobre al numero 332 della calle
Aragó un pacco-bomba contenente una piccola quantità
d’esplosivo, neutralizzato dagli artificieri Tedax dei Mossos
d’Esquadra.

I Tedax avevano provveduto a far detonar l’ordigno sospetto in maniera
controllata, dopo aver verificato che conteneva una piccola quantità
d’esplosivo e dopo aver fatto sgomberare l’edificio. Non ci sono
stati feriti.

Non è la prima volta che gruppi della stessa ideologia cercano di
attentare contro gli uffici della Conselleria. Il 15 dicembre 2005
c’è stata una deflagrazione di un ordigno incendiario presso
la sede del Centro de Iniciativas para la Reinserción (Cire),
che dipende dalla Conselleria de Justicia. In quell’occasione vennero
arrestati 3 giovani legati a gruppi anarchici. Inoltre, il 22 ottobre
del 2004 alcuni sconosciuti hanno lanciato molotov contro la sede
della Conselleria de Justicia.

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Adesione/Adhesión di Juan Carlos Rico Rodríguez allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Dal bunker del C. P. Soto del Real, modulo 15, Madrid V

In merito al comunicato, emesso il 16 ottobre 2009, dal carcere nazi-tedesco di Aachen dall’amico/compagno Gabriel Pombo Da Silva sullo sciopero della fame che propone per dicembre (dal 20 dicembre al 1 gennaio 2010), non solo penso di aderire ma incoraggio tutti i compagni contestatori, ribelli, antiautoritari e refrattari a questo sistema di vita capitalista/sterminatore, in modo che facciano la loro parte e tutti quelli che non potranno per ragioni di salute che esprimano la loro dissidenza come dettato dalla loro coscienza e dalle circostanze.

Poiché la repressione, il carcere/morte, in definitiva l’assassinio organizzato, transnazionale/statale sono un fatto, a mio modo di vedere, la risposta deve esser data nell’ambito internazionale da noi che la subiamo direttamente.

Compagni ed amici! Nessuno muoverà un dito per noi, se non saremo noi stessi quelli che, lasciando da parte le nostre differenze e paure, impugniamo l’arma della rivolta e fronteggiamo i nostri nemici secolari. Quelli che pretendono configurare la libertà come uno slogan e che solo invocandola ne insudiciano il nome.

Per tutto questo: Solidarietà e Libertà! Per tutti i compagni, non solo quelli citati dall’amico Gabriel, ma anche per Manuel Pinteño, José Martín González, José Maria Pirla, José Medina Lomas, Antonio Porto, Antonio Rubiales Puerto, Juan José Garfia, Alfonso Martín Aracil, Amadeu Casellas, José Carlos Vila Mateo e tanti altri che sarebbe impossibile nominare.

Solidarietà e Libertà!

Per tutti quelli che soffrono, sia nello stato spagnolo che negli altri stati, le conseguenze di legislazioni punitive basate sul “diritto penale del nemico”, che non è altro che la configurazione pratica/giuridica dell’assassinio all’interno del tessuto carcerario per coloro che prendono posizione e lottano contro il terrorismo degli stati.

Mai più torture né morti in prigione, mai più ergastoli mascherati, mai più malati in carcere, mai più tribunali speciali, mai più minorenni incarcerati, mai più militanti arrestati per solidarizzare con i prigionieri e per denunciare il sistema mondiale di governo che beneficia le caste dominanti ed impoverisce ed assassina la gran parte dell’umanità.

Per tutto questo e per molto altro ancora vi incoraggio dalla mia reclusione a continuare non solo per noi che siamo qui, ma perché lo dobbiamo a tutti quelli che sono caduti in difesa di un mondo più libero, egualitario, basato sulla cooperazione e non sulla competitività egoista e depredatrice. In definitiva quelli che erano convinti che noi esseri umani ci meritiamo qualcosa di meglio e che è nelle nostre mani far sì che quel che è possibile. Ma soprattutto a quelli che ci seguiranno: che mondo gli lasceremo?

Un abbraccio a tutti, pieno di resistenza, forza, lotta e amore.

Non dovremmo perdere questa guerra contro gli ignoranti, perché l’ignoranza non è solo la maggiore delle miserie, ma è quella che ci conduce alla distruzione collettiva.

Nel carcere/morte di Madrid V-Soto del Real

Juan Carlos Rico Rodríguez

Centro Penitenciario de Madrid V (Soto del Real)

Ctra. Comarcal 611, km. 37,6

C.P. 28770 Soto del Real (Madrid)

España

______________

Desde el bunker del C. P. Soto del Real, modulo 15, Madrid V

Que en relación al comunicado emitido con fecha 16 de octubre de 2009 desde la prisión nazi-alemana de Aachen por el amigo/compañero Gabriel Pombo da Silva sobre la H. H que propone por diciembre (día 20 al 1 de enero 2010), no solo pienso secundarla sino que animo a todos los compañeros contestatarios, rebelde, antiautoritarios y refractarios a este sistema de vida capitalista/exterminador, a que hagan lo propio y a todo aquel que no pueda por motivos de salud, que manifieste su disidencia como su conciencia y circunstancia le dicten.

Ya que la represión, la cárcel/muerte, en definitiva el asesinato organizado transnacional/estatal es un hecho, a mi modo de ver, la respuesta se debe de dar en el ámbito internacional por las personas que más directamente lo padecemos.

¡Compañeros y amigos! Nadie va a mover un dedo por nosotros, si no somos nosotros mismos los que, dejando al lado nuestras diferencias y miedos, empuñamos el arma de la revuelta y nos posicionamos frente a nuestros enemigos seculares: Aquéllos que pretenden configurar la libertad como un slogan y que con su sola invocación ensucian su nombre.

Por todo lo dicho: ¡Solidaridad y Libertad! Para todos los compañeros, no solo los citados por el amigo Gabriel, sino también para Manuel Pinteño, José Martín González, José Maria Pirla, José Medina Lomas, Antonio Porto, Antonio Rubiales Puerto, Juan José Garfia, Alfonso Martín Aracil, Amadeu Casellas, José Carlos Vila Mateo y tantos otros que seria innumerable nombrar. ¡Solidaridad y Libertad!

Para todos los que sufren tanto en el estado español como en otros estados las consecuencias de unas legislaciones punitivas basadas en el ‘derecho penal del enemigo’, que no es ni más ni menos que la plasmación práctica/jurídica del asesinato dentro del entramado carcelario de aquéllos que se posicionan/luchan contra el terrorismo de los estados.

No más torturas ni muertes en prisión, no más cadenas perpetuas encubiertas, no más enfermos en prisión, no más tribunales de excepción, no más menores encarcelados, no más militantes encarcelados por solidarizarse con los prisioneros y denunciar el sistema mundial de gobierno que beneficia a las castas dominantes y empobrece y asesina a la mayor parte de la humanidad.

Por todo esto y mucho más os animo desde mi encierro a que sigáis en la lucha no sólo por los que estamos, si no porque se lo debemos a los que cayeron en defensa de un mundo más libre, igualitario basado en la cooperación y no en el competitivismo egoísta y predador. En definitiva los que estaban convencidos que las personas, los seres humanos nos merecemos algo mejor y que está en nuestras manos hacer que eso sea posible. Pero sobre todo a los que nos continuaran, ¿qué tipo de mundo les vamos a legar?

Un abrazo a todos lleno de resistencia, fuerza, lucha y amor.

No debiéramos perder esta guerra contra los ignorantes, porque la ignorancia no es sólo la mayor de las miserias, si no que nos aboca a la destrucción colectiva.

En la cárcel/muerte de Madrid V-Soto del Real

Juan Carlos Rico Rodríguez

Centro Penitenciario de Madrid V (Soto del Real)

Ctra. Comarcal 611, km. 37,6

C.P. 28770 Soto del Real (Madrid)

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Bulgaria – Antifascista condannato a 20 anni di carcere

Jock Palfreeman, 23 anni, australiano che ha trascorso qualche tempo a
Bristol, è stato condannato a 20 anni di carcere in Bulgaria,
il 2/12/09. Egli è stato in custodia cautelare nel carcere
centrale di Sofia per 2 anni.
A Sofia, alla fine di dicembre 2007,
è intervenuto quando ha visto un gruppo di una quindicina di
ultras bulgari, di chiara tendenza neo-nazi, mentre stavano
attaccando 2 rom.
La banda ha poi attaccato Jock con pezzi di
cemento. Il compagno, per difendersi, ne ha ucciso uno e ferito un
altro. Il morto veniva da una nota
famiglia bulgara con agganci politici.
2 anni più tardi,
dopo un lungo processo ricco di eventi con molte pratiche discutibili
e un sapore politico chiaro, Jock è stato dichiarato colpevole
in un evidente aborto spontaneo della giustizia. La legittima difesa
non è reato.

Approfondimenti
su: www.freejock.net e su bristolabc.wordpress.com
ABC Bristol

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Adesione di Luca e Pasquale allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

SOLIDARIETA’ ALLO SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI RIVOLUZIONARI

Esprimiamo la massima solidarietà e adesione allo sciopero della fame dei
prigionieri rivoluzionari che avverrà alla fine di Dicembre,
anche a livello internazionale. Vogliamo condividere con tutti i
prigionieri rivoluzionari questo importante momento di lotta, per la
libertà, contro gli omicidi in carcere, nelle questure, nelle
caserme e nelle strade, per mano di assassini in divisa al soldo
dello Stato. Contro un aberrante struttura che è il carcere
fatta di sopraffazione, tortura e disumanizzazione dell’essere
umano. Anche se siamo agli arresti domiciliari e non più in
galera, siamo consci nel nostro caso, delle limitazioni nell’azione
di contrasto all’amministrazione penitenziaria e allo Stato. La
nostra condizione attuale di arresto domiciliare ci vede comunque
isolati e rinchiusi in 4 muri, divisi dai nostri compagni, lontani
dalle lotte che portiamo avanti, per tentare di bloccarle e fermarle.
Cosa che lo Stato e il suo apparato repressivo di magistrati,
militari e polizia, troverà molto difficile!! Ci stringiamo
con passione, sempre al fianco in ogni atto di resistenza, a tutti i
prigionieri e le prigioniere rivoluzionari/e nelle carceri italiane
ed estere, tutti i prigionieri in Italia che lottano contro il
sovraffollamento, a tutti i combattenti per la libertà in ogni
luogo del mondo che soffrono la repressione, ai caduti per la
libertà, alle loro famiglie, a tutti gli arditi che di fronte
l’ingiustizia e il fascismo dello stato decidono di lottare!!!

Luca
Pasquale

tratto da: emiliaromagna.indymedia.org

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Comunicato di Pablo e Júbilo sullo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Salve a tutte/i,

restituiamo il saluto, per adesso solo per lettera, a tutte le espressioni di
solidarietà ricevute da un po’ di tempo a questa parte. Ci
hanno fatto salire il morale, sul serio compagni! Siamo stati
contenti di ricevere le ultime notizie.

Adesso, compagni, diciamo la nostra sullo “sciopero della fame solidale”
di 12 giorni, proposta avanzata dal compagno
Gabriel Pombo Da
Silva rinchiuso nel carcere di Aachen, Germania.

La nostra opinione (ne abbiamo già parlato con Margarito
[Cristian Cancino]) è quella di non aderirvi. Per il fatto che
ci troviamo per molti aspetti in una situazione sfavorevole e
instabile, di essere “imputati in un processo”, il che
significa direttamente avere la vulnerabilità giuridico-legale
di non poco conto e, anche se sembra ovvio dirlo, noi siamo “nel
ventre della bestia”. Il punto è che non essendo
condannati abbiamo ancora la chance di uscire da queste accoglienti
gabbie.

Sottolineiamo che questa decisione non è presa in relazione alla
sottomissione che cercano di infonderci o per non accettare o
comprendere le conseguenze dell’essere in una guerra dichiarata
contro il dominio ed i suoi sostenitori. Ma noi la vediamo come una
questione, per ora, strategica, cercando di non dar loro ulteriori
argomenti attraverso i quali continueranno ad ampliare i fascicoli
d’indagine, in quanto loro cercano solo di mantenerci sequestrati,
con il fine di coartare il nostro agire rivoluzionario (come se il
carcere lo impedisse, eh!) e infondere la paura della punizione
esemplare verso tutti quelli che pretendono sovvertire quest’ordine.

Ribadiamo, compagni, che è una decisione molto personale e ben
discussa… perché noi aneliamo la strada, quella condizione
meno restrittiva dalla quale siamo stati privati. Oltre ad esser
convinti che nella strada siamo di molto più “utili”
in tutti gli aspetti.

Non vogliamo contestualizzare ed adeguare i metodi di lotta che ci impone
il nemico, ma sì siamo consci che una guerra senza strategia
metodica né senza adeguata riflessione delle conseguenze
produca situazioni peggiori di quella attuale.

Senza l’intenzione di trasformare questo scritto in una retorica
rivoluzionaria, che è già abbondante, speriamo di
vederci nella terra vergine e fare dei sogni un materiale concreto
per una somma di squisita libertà.

Con affetto e convinzione,

Pablo y Júbilo
(forzatamente noto come Matías).

p.s.: scusateci per il ritardo della nostra risposta, meglio tardi che mai.


Nota:
Questo scritto è stato redatto dai compagni nella settimana
che va ad al 30 novembre al 6 dicembre, pertanto chiediamo scusa per
il ritardo nel diffonderlo dovuto a ragioni diverse che non ci hanno
permesso di realizzare quanto promesso.

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Chile – Comunicado de Pablo y Júbilo sobre la huelga de hambre de fin de año

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Hola a tod@s y devolviendo el saludo, por ahora en papel, a todas las
expresiones de solidaridad ocurridas de un tiempo a esta parte ¡¡ke
tanto nos suben la moral a nosotr@s l@s presios@s!! de verdad
cumpitas, que content@s hemos recibido las últimas noticia.

Ahora, compas, nos expresamos frente a la “huelga de hambre solidaria”
de 12 días propuesta por el compañero Gabriel Pombo da
Silva preso en la cárcel de Aachen, Alemania.

Nuestra opinión (ya conversada con Margarito [Cristian Cancino]) es de
no adherirnos a esta. Por el hecho de tener la condición por
muchos lados desfavorable e inestable, de ser “imputados en
proceso”, lo que significa directamente tener la vulnerabilidad
jurídico-legal para nada menor tomando en cuenta que aunque
sea una perogrullada decirlo, estamos “en las garras de la bestia”,
bueno, el punto es que al no ser condenados todavía tenemos
el/a chance de salir de estas acogedoras jaulas.

Dejamos en claro, que esta decisión no es tomada como reacción
al sometimiento que buscan infundirnos o por no aceptar o comprender
las consecuencias de plantearnos en una guerra declarada a la
dominación y sus sostenedores. Sino que lo vemos como una
cuestión, hasta este punto aún, estratégica,
buscando no darles más argumentos por medio de los cuales
sigan engrosando sus carpetas de investigación, que solo
buscan mantenernos secuestrados, siendo esta condición la
finalidad de coartar nuestro accionar revolucionario (como si la
cárcel lo impidiera, ja!) e infundir el miedo del castigo
ejemplificador a todo aquel que pretenda subvertir este orden.

Recalcamos compas, que es una decisión muy personal y bien discutida…
porque anhelamos la calle, esa condición menos restrictiva, de
la que nos encontramos privados.

Aparte de estar convencidos de que en la calle somos muchísimo más
“útiles” en tooodo aspecto.

No queremos contextualizar y adecuar los métodos de lucha a los
que nos impone el enemigo, pero si tenemos claro que una guerra sin
estrategia metódica ni su adecuada reflexión de
consecuencias producen situaciones peores que la actual.

Sin la intención de transformar este escrito en retórica
revolucionaria, aquella ke sobra, esperamos vernos en la lleca, lo
más luego posible y hacer de los sueños material
concreto para una suma de exquisita libertad.

Con cariño y convicción.

Pablo y Júbilo
(impositivamente conocido como Matías).

PD: Disculpándonos de la demora de nuestra respuesta, más
vale tarde que nunca.


Nota:
Este escrito fué sacado por los compas la semana del 30 de
noviembre al 6 de diciembre, por lo que nos disculpamos por la demora
de la difusión que se debió a diversos motivos que no
nos permitieron realizar este cometido.

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Montreal – Attaccate due filiali della Royal Bank

Comunicato – 10.12.09

La torcia olimpica è in città! Ieri sera, per festeggiare, due filiali della Royal Bank sono state attaccate a Montreal. La Royal Bank è uno sponsor dei giochi olimpici del 2010, che sono una grande vetrina per il capitalismo, il colonialismo, lo spostamento, la repressione ed in generale il cattivo gusto. Abbiamo fatto questa piccola cosa in solidarietà ai compagni sulla costa occidentale di questa vasta isola occupata.
Fuck alla RBC e fuck alle Olimpiadi – spegniamo le fiamme colonizzatrici ed accendiamo i qualche fuoco reale!

fonte: anarchistnews

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Faccia a faccia col nemico – Sulla perquisizione del “CSO Sacco y Vanzetti”

“E’ finita la guerra”… sono state le prime parole che abbiamo
ascoltato dopo la prima sessione di colpi da parte del gruppo ERTA
(Equipo de Reacción Táctica) della Policía De
Investigaciones, tutti incappucciati, armi in mano, caschi, scudi e
tutta una serie di strumenti e di feticci per la repressione sulle
loro divise. Alle 6 di mattina dell’11 dicembre…
Da mesi sapevamo che sarebbero venuti, perché tante erano le minacce
sulla bocca dei detentori del potere. Tutti hanno sproloquiato sulle
occupazioni, sul fatto che i centri sociali dovevano essere puniti
per il più imperdonabile dei delitti, quello di opporsi
all’autorità.
Settimana dopo settimana ricevevamo gli
avvertimenti dalla stampa. A nostro avviso c’è stato chi ha
orchestrato questa mossa strategica a soli due giorni dalle elezioni.
Di fronte all’inefficacia delle indagini sugli attentati degli ultimi
anni, si sono inventati una figura da arrestare o neutralizzare: “el
okupa”, giovane e vegetariano.


All’alba, siamo stati svegliati
dai colpi di alienati. Abbiamo cercati di difenderci con quel che
potevamo. Alle nostre grida di disprezzo hanno risposto con delle
raffiche di colpi, tipico dialogo del capitale, che senza il trucco
mostra l’uguaglianza tra la dittatura e la democrazia. Gli agenti
hanno fatto mostra dei nuovi giocattoli: fucili con mirino laser, gas
al peperoncino e pallottole di gomma. Due buffoni avevano pronti gli
estintori per paura del nostro fuoco. Entrando hanno proceduto a
distruggere tutto quel che incontravano: porte tetto, mobili,
pavimento, libri, foto, piante, ecc.
Volevano costringerci a
stare in ginocchio, mentre ci puntavano addosso i loro fucili. Al
nostro rifiuto sono partiti gli insulti, le offese ed infine le
manette ai polsi. Da quel momento mentre alcuni sbirri picchiavano,
altri distruggevano tutto, altri scattavano foto ed altri si
prendevano un caffè.
Dalla nostra casa hanno sequestrato:
indumenti, manifesti, bici, computer ed altro materiale. Dopo due ore
abbiamo ci hanno condotto in commissariato, mentre contemporaneamente
altre posti occupati erano anch’essi sottoposti a perquisizione.

Condotti nella BIPE (Brigada de Investigaciones Policiales
Especiales) siamo stati informati del fermo per aggressione contro
uno sbirro e per danneggiamenti di due blindati. Ci hanno mostrato
solo alcune delle cose sequestrate, come libri, riviste e centinaia
di CD. Ci hanno chiesto di accettare l’interrogatorio e ci hanno
strappato capelli per avere campioni di DNA, nonostante il nostro
rifiuto.
Siamo stati pesati, misurati, hanno preso le impronte
digitali ci hanno fotografati. Da lì siamo stati trasferiti al
Centro de Justicia e siamo rimasti sotto la custodia della
Gendarmería. Anche qui il trattamento è stato il
solito: insulti, umiliazioni, palpeggiamenti e colpi. Abbiamo dovuto
sopportare, ammanettati, una sessione di calci e pugni. I carcerieri
non sopportano che qualcuno mantenga la dignità, perché
essi non sanno neanche di cosa si tratti.
Dinanzi all’accaduto
c’è tanto da riflettere. La perquisizione simultanea è
un chiaro esempio dello stile italiano, mentre le perquisizioni alla
vigilia delle elezioni sono un procedimento molto noto in Grecia. E’
evidente che l’internazionalismo viene applicato dai nemici, che
condividono strategie e metodi d’azione. Di fronte
all’internazionalismo dei potenti, noi dobbiamo opporre
l’internazionalismo antiautorititario.
Non dimentichiamo che sono
stati gli stessi uffici ministeriali cileni a chiedere consigli al
magistrato italiano Antonio Marini per iniziare a comprendere le
posizioni anarchiche, insurrezionali ed antiautoritarie. Meno di un
mese fa è giunta la conferma che gli sbirri cileni stanno
ricevendo istruzioni da parte di agenti dell’FBI. Siccome la
repressione non conosce frontiere, è evidente che nemmeno la
solidarietà deve fermarsi su questioni geografiche imposte
dalle ansie di conquista di qualche monarca morto. Nostro terreno
d’azione è la Terra intera, non conosciamo frontiere né
barriere fittizie.
Con questo comunicato vogliamo che quel che è
accaduto a noi non resti all’interno dei nostri affetti più
intimi. I colpi che noi abbiamo ricevuto sono da inserire nella
guerra sociale, che il nemico ha intrapreso da molti anni.
Il vero obiettivo delle perquisizioni non era tanto quello della ricerca
di eventuali prove contro di noi, bensì nell’effetto dell’eco
che gli arresti avrebbero dovuto provocare… il segnale è
evidente: chi si oppone ad ogni forma d’autorità ha di fronte
a sé una plotone di sbirri, spari, furti, sequestri, botte e
umiliazioni.
Circostanze come questa ci fanno riflettere sul
bisogno impellente che moltiplichino le occupazioni, gli spazi
collettivizzati e le espressioni da strada con una chiara visione
antigerarchica.
Adesso siamo liberi, siamo tornati nel CSO,
stiamo cercando di ricostruire quel che possiamo. Ma sappiamo che in
futuro arriveranno altri attacchi, magari durante date emblematiche.

Intanto, inviamo un nostro affettuoso saluto a tutti i compagni
che quel giorno ci sono stati vicini, a coloro che hanno cercato di
venire alla casa occupata o fuori della BIPE, a coloro che hanno
difeso quel che restava della casa, a coloro che hanno mostrato la
loro solidarietà durante l’udienza e che ci hanno inviato
parole di incoraggiamento. Grazie compagni, grazie a tutti voi.

Forza e coraggio a tutti gli altri spazi perquisiti, in cui i
compagni si sono scontrati senza paura.

Un saluto anche ai compagni di altri parti del mondo che, nonostante
siano sequestrati da anni dallo Stato, mantengono viva la fiamma
dello scontro verso il potere e che prossimamente effettueranno una
settimana internazionale di agitazione all’interno delle carceri.

Infine, aggiungiamo un saluto e una riconoscenza allo sforzo
proveniente da altre regioni del Cile, in cui possiamo vedere
chiaramente come s’espande la sete di rivolta.

“E’ finita la guerra”… s’è sbagliato lo sbirro dell’ERTA !
LA GUERRA SOCIALE NON SI FERMA!!

“Ma è giunta l’ora che sappiano che non ci sono leggi che
rispettiamo, che se c’è da lottare li attaccheremo, che se c’è
da scontrarci ammazzeremo i loro cani, che se c’è da morire,
saranno essi a morire per primi. Ed il mio canto non è di
pianto, il mio canto non è di protesta, che questo canto sia
un canto di lotta”
canzone
del fratello, amico e guerriero

Mauricio Morales, il punky mauri.

Centro Social Okupado e Perquisito Sacco y Vanzetti
13 dicembre 2009,
$antiago, $hile

www.okupasaccoyvanzetti.blogspot.com

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Cile – Liberati tutti gli anarchici

In tarda serata i compagni anarchici cileni hanno rilasciato il seguente
comunicato. In realtà non c’è ancora un quadro esatto
di tutti i fermati e rilasciati. I giornali di regime hanno insistito
per tutta la giornata nel parlare di svolta nelle indagini sui
“bombazos”. Si tratta di un’indagine che va avanti da anni,
con l’ausilio di investigatori italiani e statunitensi, ma che fino
ad ora non ha portato a nulla. Si capisce che a 48 ore dalle elezioni
presidenziali il governo uscente voleva dare un segnale, ma è
stato un boomerang.

Culmine – 12.11.09

________________________

In un ulteriore esempio del circo idiota che si prepara per questo fine
settimana, 12 dei compagni fermati sono stati posti in libertà.
Si dice che gli 8 fermati dai Carabineros siano stati liberati senza
passare per il giudice di garanzia per la formalizzazione delle
accuse, in quanto non ci sarebbero elementi per avviare una inchiesta
giudiziaria. Eh! Non sono stati nemmeno capaci di immettere dei dati!

D’altra parte, i compagni della “Sacco y Vanzetti” sono
stati formalmente imputati di autodifesa ed attacco contro i cani
della PDI, ma sono stati liberati lo stesso malgrado i desideri dei
giornalisti-sbirri.
Quindi le operazioni di polizia sono state
uno show in cui lo Stato si è dimostrato incapace a delineare
un solo legame di colpevolezza. Sono così inefficaci. Non sono
capaci di beccare nessuno perché le loro stesse leggi lo
impediscono. Approfittiamone
e passiamo all’attacco. Sferriamo un colpo!

Conclusione.

Il potere cerca di intimidire. Per il momento non ci riesce perché
le sue montature sono rimaste impossibili. Anche così,
dobbiamo stare attenti perché in qualsiasi momento torneranno
a colpire con più forza. Per questo è necessario
controinformare quel che i media del capitale non riescono a capire.
Bisogna stare attenti, senza paura e senza regalarsi. Non bisogna
fornire una scusa. Non finirà fino a che non finirà la
società di classe. Per il momento: attenti, resistete e
attaccate.

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Cronaca delle perquisizioni cilene dell’11 dicembre

 

Alle 6 di mattina dell’11 dicembre sia i Carabineros che la PDI hanno
sottoposto a perquisizione 4 Centro Sociali Occupati e 2 case
private, a Santiago del Cile. Le perquisizioni sono da inserirsi
all’interno delle indagini sugli attentati esplosivi.

Il Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti,
nel centro della capitale, è stato perquisito da una squadra
militarizzata della Policía de Investigaciones (armata di
mitra, fucili ed armi corte). I compagni hanno resistito e si sono
scontrati con gli sbirri. 4 compagni sono stati arrestati e
trasferiti alla BIPE (Brigada de Investigaciones Policiales
Especiales) per aggressione a pubblico ufficiale. Dal CSO sono stati
sequestrati: bici, cellulari, libri, pennini, hard disk, ecc.

Contemporaneamente è stata perquisita La
Okupa La Idea
, nel centro della capitale, ed è la terza volta in pochi mesi.
Ad agire sono stati i Carabineros del GOPE (Grupo de Operaciones
Policiales Especiales), delle Fuerzas Especiales e del Labocar
(Departamento de Criminalística), tutti pesantemente armati.
Da La Idea hanno sequestrato pennini, hard disk, bici, propaganda,
ecc… Non risulta ci siano stati arresti in questo posto.

Sempre nel centro di Santiago è stata perquisita La
Okupa La Crota,
provvista
anche di una biblioteca chiamata Centro de Documentación
Anarkista Itinerante. Sul posto sono entrati agenti dei Carabineros
(GOPE, Labocar, Fuerzas Especiales e agenti in borghese), puntando
mitra e pistole. I compagni hanno difeso il posto. 5 di essi sono
stati arrestati per lesioni ai carabineros e trasferiti al 33°
commissariato di Ñuñoa. Dal luogo occupato gli agenti
hanno sequestrato bici, cd, pennini, documenti di ricerca,
propaganda, hard disk, cellulari, ecc.

La quarta perquisizione ai danni de La Okupa El Hogar,
nel comune del Bosque, realizzata dai Carabineros (GOPE, Labocar,
Fuerzas Especiales e agenti in borghese); anche qui sequestrato
diverso materiale.

Le due case perquisite si trovano nei comuni di Recoleta e di Macul.

12 sono i compagni arrestati
dal potere, in una visibile manovra di frustrazione nel non riuscire
ad ottenere risultati nel “Caso Bombas”.

A rompere, liberare, incollare, verniciare, lanciar sassi, incendiare,
detonare e comunicare… che l’offensiva e la vendetta si espandano
come la peste nera e che rimbombi nelle loro orecchie, perché
se toccano uno dei noi toccano tutti noi!

fonte:
Liberaci
ón Total, sempre su questo sito cileno: foto e video delle perquisizioni.

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Adesione di Evelin e Mike allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

ADESIONE ALLO SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI RIVOLUZIONARI

Abbiamo deciso di aderire allo sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio al quale partecipano a livello internazionale i prigionieri
rivoluzionari, perché lo accogliamo, e vogliamo condividerlo come “un gesto di passione”.

Seppur non nelle galere dello Stato, la nostra condizione di arresto domiciliare ci vede comunque rinchiusi e isolati. Il tentativo del
dominio è sempre quello di allontanarci dai nostri compagni per frammentare e poi fermare le lotte che portiamo avanti.

Ci rendiamo conto che, nel nostro caso, la protesta non darà fastidi o disagi all’amministrazione penitenziaria, ma la vediamo comunque come un modo per solidarizzare con i prigionieri rivoluzionari, per dare eco a questa protesta e per ricordare tutte le morti nelle carceri, nelle caserme e nelle strade per mano della violenza autoritaria dello Stato.

Ricordiamo Mauricio e tutti i caduti per la libertà, che portiamo sempre con noi, in ogni atto di resistenza, in ogni gesto di lotta.

Salutiamo i nostri compagni rinchiusi ad Alessandria, tutti i prigionieri che in Italia stanno lottando nelle carceri per il sovraffollamento e le condizioni inaccettabili in cui riversano e chi, fuori, da battaglia all’esistente, nell’attiva attesa che la ribellione faccia polvere dei muri che ci dividono.


Evelin,
Mike

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Cile – Fermati dodici anarchici

fonte di regime – 11.12.09

I Carabineros hanno arrestato altre 8 persone durante le perquisizioni effettuate questa mattina all’interno delle indagini per gli attentati esplosivi a Santiago del Cile, quindi la cifra totale degli arrestati sale a 12.

Degli otto arrestati dai Carabineros, cinque sono accusati di disordini, mentre gli altri tre sarebbero coinvolti nelle indagini sugli attentati. Sono stati tutti condotti al 33° commissariato dei Carabineros.

La gran parte degli arresti è avvenuta nelle case occupate. In tali luoghi sono stati sequestrati: cocaina in modica quantità, maschere antigas, caschi, letteratura anarchica, indumenti di color nero, guanti, computer, hard disk, video e fotografie, tutto materiale che è stato inviato al Laboratorio de Criminalística de Carabineros.

Le perquisizioni sono avvenute dopo un’indagine effettuata con intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di trarre elementi significativi.

Gli otto arrestati si sommano ai quattro detenuti da agenti della PDI, dopo che hanno attaccato la polizia durante la perquisizione del CSO Sacco y Vanzetti. I quattro soggetti sono stati condotti alla caserma della Brigada de Investigaciones Policiales Especiales (BIPE) della PDI.

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Cile – Perquisiti centri sociali e case occupate, compagni arrestati.

Culmine diffonde questo primo comunicato che ci è pervenuto dal Cile,
dove questa mattina si sono verficate perquisizioni di centri
sociali e case occupate da anarchici. I giornali cileni parlano già
di 12 arresti, almeno 8 dei quali dovuti alle indagini sui tanti
attentati esplosivi degli ultimi anni. Insomma, si tratta di un
attacco al movimento anarchico insurrezionale cileno, giusto pochi
giorni prima delle elezioni presidenziali.

Inviamo un forte abbraccio solidale ai compagni e alle compagne del Cile,
appena possibile forniremo gli aggiornamenti.

Saluti ribelli

Culmine

____________________________

Dalle 6 di mattina di oggi, 11 dicembre, contingenti armati della PDI e dei Carabineros hanno fatto irruzione nel CSO e Biblioteca Sacco y Vanzetti, nel centro di Santago. 4 compagni sono stati arrestati e
sono tuttora sequestrati nel BIPE (departamento 
especial de la policia de investigaciones). A quanto pare i compagni hanno resistito ai mercenari dell’ordine, almeno dai resti di vetri e di bottiglie rotte che abbiamo visto all’esterno della casa. Inoltre, le case occupate La Crota e La Idea sono state visitate dal nemico e sottoposte a perquisizione da un forte contingente armato.

Com’era da attendersi, per via dell’orario, non c’erano compagni fuori dalle case e tutta la zona circostante era custodito da sbirri con fucili, blindati e cellulari. Va aggiunta la complice presenza della stampa che attendeva come degli avvoltoi in ricerca delle carogne per diffamare come ha sempre fatto. Presenti, inoltre, agenti in borghese che procedevano a controllare i documenti delle persone “sospette”. (Fuori dalla Sacco y Vanzetti c’era un’auto azzurra che realizzava controlli del genere, mentre altri lo facevano a piedi).

Non sappiamo ancora se sono andati anche in altri spazi occupati.

Bisognava attenderci qualcosa del genere, il contesto ci mostrava che prima o poi il nemico avrebbe intrapreso la caccia, a maggior ragione adesso che siamo alla vigilia delle elezioni presidenziali cilene e quindi il governo di turno vuole lasciare con risultati concreti in merito agli attacchi che sono stati effettuati da un po’ di tempo a questa parte.

Tuttavia restare indifferenti a questa nuova aggressione repressiva contribuirà solo a rafforzare l’isolamento e la neutralizzazione dell’offensiva antiautoritaria dei quali il potere ha bisogno per annientare le idee d’azione contro l’autorità. Appoggiare i compagni è fondamentale per mantenere alto il loro morale e propagandare la solidarietà come un’arma in questa guerra a morte contro ogni forma di potere.

Lanciamo un appello a stare in allerta, informati, attivi e sul piede di GUERRA.

Ai compagni dei centri sociali e delle case occupate: non siete soli, sappiamo e ci assumiamo le conseguenze nel dichiararci ed agire come nemici quotidiani dell’autorità. Ma sappiamo anche che la solidarietà tra compagni è una pratica che trascende le mura di qualsiasi casa, gabbia o paese.

Con la fronte in alto, né vittime, né innocenti, A PROPAGARE LA GUERRA SOCIALE

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Chile – ALLANAMIENTOS A CENTROS SOCIALES Y CASAS OCUPADAS DURANTE LA MAÑANA.

ALLANAMIENTOS A CENTROS SOCIALES Y CASAS OCUPADAS DURANTE LA MAÑANA.   Desde aproximadamente las 6 am de hoy viernes 11 de diciembre, contingentes armados de la PDI y Carabineros han entrado al CSO y Biblioteca Sacco y Vanzetti ubicado en el centro de Santiago (sto domingo/bulnes). 4 compañerxs han sido detenidos y hasta el momento se encuentran secuestradxs en dependencias de la BIPE (departamento especial de la policia de investigaciones) Al parecer, lxs compañerxs dieron batalla a los mercenarios del orden por los restos de vidrio y botellas rotas que pudimos ver afuera de la casa..  Ademàs, las casas ocupadas LA CROTA (santa isabel / lira), y LA IDEA (sotomayor/catedral) tambien recibieron los golpes del enemigo siendo allanadxs por un fuerte contingente armado. .    Como era de esperarse, debido a la hora de los acontecimientos, no habìa compañerxs afuera de las casas, encontrandose el perimetro aledaño a las casas acordonado por policias portando armas largas y camionetas, furgones y micros policiales. Sumamos a esto  la presencia còmplice de la prensa que esperaba afuera como la lacra carroñera y difamadora que siempre ha sido, ademàs de la evidente vigilancia que policìas encubiertos realizaban y realizan aun en las inmediaciones haciendo controles de identidad a personas “sospechosas”. (Al menos en las inmediaciones de la Sacco y Vanzetti  un auto azul tipo yaris realizaba controles, al tiempo que otros a pie se paseaban por las calles) . No sabemos si han entrado o entraràn a otros espacios, por eso llamamos a informar sobre los acontecimientos que puedan ocurrir     Estos hechos eran de esperarse,el contexto ya nos demostraba que tarde o temprano el enemigo emprenderia  la caceria,  sobre todo cuando nos encontramos con una nueva eleccion presidencial y el gobierno de turno quiere irse con resultados concretos a como de lugar sobre los ataques que se han estado perpetrando desde hace ya bastante tiempo.    Sin embargo, quedarnos indiferentes ante esta nueva arremetida represiva solo contribuirìa  a fortalecer el aislamiento y neutralizaciòn de la ofensiva antiautoritaria que el poder necesita para aniquilar las ideas de acciòn contra la autoridad. Apoyar a lxs compañerxs es esencial para mantener su moral en alto y propagar la solidaridad como un arma en esta guerra a muerte contra toda forma de poder.   Llamamos a mantenerse alerta, informados, activos y en pie de GUERRA.   A lxs compas de los centros sociales y casas ocupadas: no estàn solxs, sabemos y asumimos las consecuencias de declararnos y actuar como enemigos cotidianos de la autoridad.Pero tambièn sabemos que la solidaridad entre compañeros es una practica que trasciende los muros de cualquier casa, jaula o paìs.   Con la frente en alto, ni victimas ni inocentes, A PROPAGAR LA GUERRA SOCIAL.

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La “vida loca” conviene…

La strategia difensiva di Amanda, secondo la quale l’invio del pacco-bomba è avvenuto in un periodo di “vida loca”, ha pagato. La Audiencia Nacional ha ridotto sensibilmente la condanna dai 132 anni ai 4 anni e 4 mesi di carcere. Colpisce, in particolare, l’attenzione che i giudici spagnoli hanno posto nel trovare qualsiasi attenuante al pacco-bomba. Una sensibilità oscena da parte di esseri che fanno marcire migliaia di individui nelle galere spagnole e che proprio in quel tribunale li torturano, come è avvenuto ai giovani baschi, pochi giorni fa. No. Questi non sono giudici sensibili; questi sono degli aguzzini della peggior specie, pronti a premiare solo chi si pente o dissocia dalle proprie azioni. Segue un articolo sulla sentenza tratto da un quotidiano spagnolo.

Culmine
– 11.12.09

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Il Tribunale riduce la condanna per Amanda Cerezo da 132 a 4 anni di carcere

fonte: Las Provincias

Cerezo, arrestata dalla Policía Nacional il 7 luglio 2003, è stata in carcerazione preventiva durante la fase  investigativa.
Tuttavia, fonti delle Instituciones Penitenciarias segnalano che «si trova in libertà dal luglio 2005». Quei due anni in cui è rimasta dietro le sbarre saranno tolti dalla condanna a 4 anni e 4 mesi di carcere; in tal modo dovrà scontare poco più di 2 anni di carcere.

Ma c’è sempre la possibilità di un ricorso al Tribunal Supremo. Come ha affermato il suo avvocato, Endika Zulueta, ci sono cinque giorni di tempo prima che la sentenza sia definitiva, cioè prima che ne venga decretato l’ingresso in prigione. “In questi giorni decideremo se ricorrere o meno contro a sentenza” ha detto il legale. Secondo l’accusa, l’esplosione all’ufficio postale equivale a nove tentativi d’omicidio; inoltre alla Cerezo venivano addebitati diversi attacchi incendiari ai danni di una scavatrice, di un bancomat e delle sede dell’Instituto de Formación Profesional de El Cabanyal.

La giovane di Valencia ha confessato di essere l’autrice del pacco-bomba e ha sostenuto che quei fatti erano dovuti alla sua “vida loca“. S’è mostrata pentita ed ha detto che è cambiata dopo la sua permanenza nel carcere di Picassent. La giovane, in seguito, è stata liberata perché “l’accusa non ha sollecitato una proroga di altri 2 anni”, ha puntualizzato Zulueta.

La condanna dell’Audiencia si basa sulla confessione dell’accusata. Considera che, nonostante la Cerezo avesse inviato il pacco con il proposito che esplodesse e causasse danni, la sua intenzione era che tali danni non sarebbero stati letali. La sentenza aggiunge che né Cerezo né il suo compagno di allora, condannato ad 8 mesi di carcere per gli attacchi incendiari, “appartengono a gruppi terroristi né collaborano con essi”. Secondo il tribunale non ci sono prove che effettuassero “azioni permanenti di tale natura, pertanto le loro azioni sono isolate o sporadiche”.

La Audiencia Nacional ritiene che i fatti commessi all’ufficio postale sono stati “gravi, ma non al punto da trasformare l’azione in terrorismo”.

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Incontro-Dibattito: “Marco Camenisch: Il percorso rivoluzionario di un prigioniero anarchico”.

Bergamo, 13 dicembre: all’interno della 3 giorni di editoria anarchica, domenica 13 si terrà un Incontro-Dibattito su “Marco Camenisch: il percorso rivoluzionario di un prigioniero anarchico.” Parteciperanno i compagni di Culmine che informeranno anche sul prossimo sciopero della fame internazionale da parte di compagni anarchici rinchiusi in diverse prigioni del pianeta. Attualmente sono già otto i compagni che hanno preannunciato lo sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio:

Gabriel (Germania), Marco (Svizzera), Juan Carlos, Francisco, Honorio, Alberto (Spagna), Diego (Argentina) e Sergio (Italia).

Il 12 ed il 13 sarà anche esposta la mostra su Marco Camenisch, che tratta i seguenti temi:

Dichiarazione di guerra al nucleare e a tutti i veleni di questo sistema.

Solidarietà internazionale e condivisione delle lotte dei Popoli Originari.

Sciopero della fame come strumento di lotta dentro la galera.

Ricordo di Mauri, anarchico cileno caduto in combattimento il 22 maggio 2009.

informazioni:

underground@inventati.org

culmine@riseup.net

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