Numero speciale di Presxs a la Kalle

Numero speciale di Presxs a la Kalle sulla settimana internazionale di agitazione e di pressione solidale per i compagni sequestrati dallo Stato cileno, dal 16 al 23 novembre

Salve compagni. Abbiamo
deciso di uscire con un numero speciale di Presxs a la Kalle,
in modo da valutare e riassumere le diverse azioni che sono state
realizzate durante la settimana solidale. Alcuni dei titoli degli
articoli:

· Editoriale

· …Sul temuto e
fantasmagorico vertice anarchico internazionale.

· Alcuni dei volantini
diffusi durante la settimana.

· Terzo comunicato di
Diego Ríos dalla latitanza all’interno della settimana
internazionale di agitazione e di pressione solidale per i compagni
sequestrati dallo Stato cileno.

· Ci separano le mura,
ci uniscono i desideri di accendere la rivolta… Valutazione e
proiezioni delle giornate solidali.

· Cronologia della
solidarietà attiva.

* errata corrige: la
pagina nr. 23 corrisponde a quella nr. 15…

Scaricare,
diffondere, copiare, stampare e fotocopiare!

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e-mail:
presxsalakalle@gmail.com

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Belgio – Indagini contro gli anarchici

fonte: Suie & Cendres – 08.12.09

Secondo le dichiarazioni rilasciate da un portavoce dei servizi segreti belgi circa la collaborazione di intelligence tra il Belgio e l’Olanda, è in corso un’inchiesta contro gli anarchici del Belgio. In questa indagine, i servizi segreti, la giustizia (Procuratore Federale di Bruxelles) e la OCAD, l’organo “per l’analisi della minaccia terroristica”, stanno lavorando insieme per eliminare gli anarchici (traduzione letterale, n.d.t.). L’OCAD ha presentato un’analisi per aiutare i ministeri della Giustizia e degli Interni alla lotta contro gli anarchici. Dall’inizio di quest’anno, almeno 60 attacchi hanno avuto luogo nei confronti delle imprese di costruzione collegate con i centri di detenzione per gli immigrati e le prigioni, e contro altre attività commerciali.

“Gli anarchici hanno organizzato un attacco contro la polizia”

In merito alle critiche rivolte alla polizia di Gent per aver fermato oltre 400 persone durante una manifestazione antifascista, le forze dell’ordine hanno dichiarato che si è trattato di un attacco premeditato contro degli agenti in borghese. Un poliziotto ha perso una parte della sua capacità visiva dopo essere stato colpito da un mattone in faccia da un anarchico con il volto mascherato.
Questo poliziotto sembra esser lo stesso che ha proceduto all’arresto di Jurgen. Ad un altro poliziotto, dopo essere stato gettato a terra e picchiato con bastoni, è stato riconosciuto un lungo infortunio. La polizia dice che non può arrestare gli autori, perché tutti gli anarchici avevano il volto mascherato e non sono riconoscibili dalle immagini prese dall’elicottero.

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Belgio in fiamme

fonte: Suie & Cendres

Attacco incendiario ai danni di un cantiere di Besix Pochi giorni fa è stato attaccato un cantiere della ditta costruttrice Besix. Dati alle fiamme un bulldozer, un veicolo, una catasta di legna ed un generatore di corrente.

Besix è l’impresa che sta costruendo il nuovo centro di detenzione per immigrati a Steenokkerzeel.

Charleroi – Distrutte le vetrine di un sexy-shop e di un negozio di abbigliamento maschile durante la notte del 29 novembre. E’ la terza volta, nel 2009, che il sexy-shop viene attaccato.

Gosselies, 08.12 – Attaccata una concessionaria della IVECO. Nonostante la sorveglianza, ignoti piromani hanno bruciato 6 camion.

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Messico – Azione diretta insurrezionale a Tijuana, Bassa California

Un saluto a quelli che lottano!

Non siamo una nuova organizzazione che presenta le sue adorate sigle ai mass-media di controllo e di
rincoglionimento. Non siamo una nuova guerriglia, né siamo un nuovo partito. Non siamo nessuna Avanguardia né pretendiamo esserlo, non dirigiamo né rappresentiamo nessuno.
Rappresentiamo solo noi stessi ed è per questo che abbiamo dato vita ad un gruppo d’affinità ed abbiamo deciso di autogestire la lotta contro tutto quel che ci opprime e ci sfrutta. Abbiamo deciso di attaccare, di dare la risposta alla morte imposta dallo Stato e dal capitalismo nella sua ossessione domesticatrice.

Avevamo preferito il silenzio. Agire nel totale anonimato. Tutti i mass-media di controllo al servizio degli sfruttatori hanno cercato di confondere quelli che lottano e ci hanno costretti a dire quel che essi occultano. Per il capitalismo e per lo Stato siamo tutti dei vandali e dei criminali, sappiamo che dietro la guerra al narcotraffico si nasconde la guerra contro gli oppressi, contro gli esclusi. Per questo abbiamo deciso di contro-informare di fronte alla menzogna ed alla manipolazione.
Esattamente una settimana fa, lo scorso lunedì, abbiamo attaccato con il fuoco libertario delle pattuglie nuove pronte per essere consegnate alle autorità municipali nel parcheggio del Bulevar OHiggins (sulla Vía Rápida) nella colonia Fortín de las Flores, assieme alla concessionaria Mazda y Mega Dulces, di questa città.
Siamo riusciti a distruggere 28 nuove pattuglie della Secretaría de Seguridad Pública Municipal, marca Pick Up Ford F-150 (tipo Lobo) 2010. 6 sono state totalmente distrutte e 22 hanno sofferto danni notevoli, il che significa perdite di milioni di pesos messicani.
Quest’azione non è un fatto vandalico, né un’operazione del “crimine organizzato”, agli ordini degli Arellano, del Dr  Caro, de El Teos o de el Muletas. Questa è un’azione anonima anarchica in solidarietà verso tutti i nostri prigionieri sequestrati dallo Stato, per la settimana di agitazione e di pressione solidale per i prigionieri sequestrati dallo Stato cileno ed in appoggio allo sciopero della fame del compagno Gabriel Pombo Da Silva come mezzo della lotta rivoluzionaria dei nostri compagni in prigione. La nostra azione in solidarietà al compagno Emmanuel Hernández Hernández, prigioniero a Città del Messico, ed in solidarietà a Gabriel Pombo Da Silva, Marco Camenisch, Juan Carlos Rico Rodríguez, Sergio María Stefani, Francesco Porcu, Alessandro Settepani, Leonardo Landi, Pablo Carvajal, Matías Castro, Axel Osorio, Diego Petrissans, Amadeu Casellas Ramón, Alfredo María Bonanno, Christos Stratigopoulos ed a tutti i prigionieri anarchici della guerra sociale.

Che il fumo delle fiamme insurrezionali della nostra azione giunga fin nelle loro celle, affinché possano annusare l’aroma libertario della benzina, il grido di ogni vostro nome risuonerà nelle orecchie dei potenti.
A moltiplicare il contrattacco, ad effettuare azioni in tutte le città.
La creatività insurrezionale non ha limiti!
Morte agli sbirri!
PRIGIONIERI SEQUESTRATI NELLE CARCERI DEL CAPITALE PER STRADA!

Fuoco alle carceri del mondo!
Acción Anarquista Anónima

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Messico – Rivendicazione attentato esplosivo contro banca Banamex


fonte: Fondazione Roscigna

All’alba del 7 dicembre, abbiamo fatto detonare due bombole di gas butano unite con nastro adesivo ad un ordigno artigianale composto da dinamite, una miccia ed un ritardante presso la filiale bancaria Banamex, nel municipio di Coacalco, nello Stato del Messico.

Purtroppo, per uno sfortunato difetto del nostro ordigno, le bombole non hanno fatto il loro lavoro, a differenza della dinamite che ha distrutto parte dell’infrastruttura, tutti i vetri e gli ingressi di questa infame filiale di famelici bancari.

L’abbiamo fatto noi, persone sconosciute per questo stato, persone dal volto coperto con le mani piene di vendetta disposte a rompere l’ordine stabilito ed a convertirlo in caos. Noi siamo il risultato di questo sistema, di questa alienante ed assurda società che giorno per giorno ha creato la sua stessa distruzione, le idee di abolizione scaturite dalle nostre menti e convertire nell’azione diretta.

Di nuovo noi eco-anarchici ci facciamo notare, di nuovo ci siamo burlati delle confuse parole della demagogia politica e abbiamo fatto saltare un’altra banca, un’altra filiale che significa tra le altre cose, oltre l’aspetto economico, la distruzione planetaria, l’ipersfruttamento di umani e di animali come mezzo per arricchirsi e riempire le tasche con l’addomesticamento ed il dominio su esseri senzienti.

Senza dubbi Banamex è stata una delle banche che ha svolto il lavoro di attrarre tutto il denaro prodotto dalla grande campagna sentimentalista-emotiva impartita dalla cerchia dei mass-media in relazione alla farsa di Telethon. Questo spettacolo con bambini perpetrato da una delle più grandi catene televisive è il miglior alibi affinché i grandi imprenditori evitino di pagare imposte e generino ulteriore ricchezza a spese dello sfruttamento umano, animale e della terra. Per questo agiamo noi, non tollereremo oltre gli atteggiamenti ipocriti delle imprese generatrici di antropocentrismo umano e le combatteremo in ogni istante.

Dopo un anno dalla morte dell’anarchico greco da parte della polizia autonoma noi ci esprimiamo in complicità e in solidarietà con la lotta degli anarco-insurrezionalisti greci, che il coraggio delle molotov scoppi nei corpi dei protettori dell’ordine! La nostra azione è diretta anche contro il vertice di Copenaghen, Danimarca; il riscaldamento globale non è un gioco, è un problema che riguarda noi tutti, un problema che ci preoccupa e per il quale abbiamo deciso di far qualcosa in modo che tutti i responsabili paghino e paghino molto caro. Il fatto che noi abbiamo lasciato due bombole di gas butano in questo giorno non è una coincidenza con questi due appuntamenti mondiali, si tratta di una dimostrazione della nostra solidarietà combattiva e rivoluzionaria come arma puntata sulla testa del nemico.

Approfittiamo di questo spazio anche per inviare parole di sostegno ai libertari arrestati dallo stato messicano: Víctor Herrera Govea, arrestato e torturato il 2 ottobre negli scontri con i granaderos di Marcelo Ebrad nel Distretto  Federale, e Emanuel Hernández Hernández accusato di detenzione e porto di molotov durante il Forum mondale dell’Acqua del 2006. Solidarizziamo con voi attraverso il nostro attacco esplosivo perché, anche se non ci siamo mai
visti in faccia, ci unisce un’idea, un sentire ed i nostri più fieri istinti di libertà, forza e resistenza per andare avanti. Vi auguriamo il meglio!

Facciamo sentire i nostri attacchi alle proprietà degli sfruttatori!

Violenza contro la violenza dell’autorità!

Non dimentichiamo, non perdoniamo!

Brigada de Eco saboteadorxs por la Venganza Nunca Olvidada

(Brigata degli Eco-sabotatori per la Vendetta Mai Dimenticata)

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UK – Attaccata la Manpower a Bristol

6 dicembre 2009: azione diretta contro il crumiraggio dell’agenzia interinale

“La notte del 6 dicembre gli uffici dell’agenzia interinale Manpower di Bristol sono stati attaccati con martelli. Tutte le vetrate sono state infrante. L’azione è stata effettuata in risposta agli attacchi contro i lavoratori in tutto il mondo da parte del capitale e dello Stato. Manpower è responsabile dell’assunzione di 30.000 “lavoratori” (leggasi “crumiri”) non sindacalizzati, per spezzare il recente sciopero dei lavoratori postali in UK. Beh, noi non dimentichiamo che, come dice un vecchio proverbio, un attacco contro uno è un attacco contro tutti!
Manpower è un simbolo, costringe migliaia di persone a posti di lavoro di merda senza dignità, sicurezza o via d’uscita. Le agenzie interinali oliano gli ingranaggi dello stato corporativo, in cui le persone sono totalmente spendibili per le esigenze dei padroni. Sono caratterizzate da notevoli aumenti di stipendio e ricompense per i tagli dei pochi, e le minacce per tutto il resto.
Il divario di classe tra ricchi e poveri è in crescita, quindi pensiamo che sia giunto il momento di agire come abbiamo fatto noi!
Nella guerra sociale, essi non hanno nulla da offrirci se non dei bersagli.

Fight the power! “

fonte: 325.nostate.net

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Cile – Attentato a Temuco

fonte: Fondazione Roscigna

All’alba del 7 dicembre, un potente ordigno esplosivo è scoppiato davanti alla farmacia Ahumadas nella città di Temuco (sud del Cile). L’ordigno artigianale era composto da un estintore riempito da polvere nera. Sul posto sono stati rinvenuti dei volantini, a nome di: Panclasta armati, inesorabili ed indesiderabili – Anonimamente associati.

Rivendicazione

Abbandoniamo qualsiasi tipo di organizzazione piattaformista, e ricorriamo alla propaganda per il fatto. Dimostrando che il dialogo con il potere mette in evidenza solo la nostra condizione di schiavi, attacchiamo dei pilastri strategici del controllo sociale: istituzioni governative, filiali bancarie, imprese costruttrici, industrie farmaceutiche di manipolazione mentale, concessionarie in mano ai privati, imprese per lo sfruttamento del legname, qualsiasi ente che promulghi, proliferi e finanzi questa vita di mercato e di sfruttamento. Allo stesso tempo, avanziamo un’analisi critica della società: la sua quotidianità alienata e riproduttrice del sistema capitale, basandoci su un criterio di rottura e di apatia verso lo Stato. Non siamo disposti a continuare a tollerare che si emancipi un falso benessere economico e materiale. E’ per questo che questo servizio assistenzialista (ispezione del lavoro), incaricato
di mantenere il popolo lavoratore in condizioni di vassallaggio, svincolando la realtà degli sfruttati, assegnando una falsa felicità per la vita di produttore, oltre questa centrale di traffico legalizzato di droghe, si inquadrano nella normalità imposta, che si basa sul benessere fisico e mentale delle persone, trattandosi più che altro di una automutilazione, sono ora i nostri obiettivi da attaccare…
Inviamo inoltre un messaggio a quei pagliacci elettorali che, vinca chi vinca, noi continueremo ad osteggiare, attaccare e far scomparire, guidati da un ideale di amore ed odio…

Esigiamo, infine, la liberazione di tutti i prigionieri politici e comuni sequestrati dallo Stato repressore, nei suoi conventi carcerari, la smilitarizzazione del territorio mapuche e la fine della persecuzione e del terrorismo di Stato nelle comunità in conflitto.

Che questo messaggio scuota quelle coscienze in letargo e che desti dal sonno, perché fino a che ci saranno umanoidi con sete d’esser governati, ci saranno coloro che resisteranno ed attaccheranno la loro maledetta esistenza.

Sappiamo dove sono e dove scovarli!

In costante guerra sociale e per la massificazione dell’azione armata, la loro morte e la loro distruzione saranno irrefutabili e ineguagliabili! boom!

In guerra con l’esistente!

Panclasta armados, inexorables e indeseables.
AA (anonimamente asociados)

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Cile – Sabotati uffici pubblici e attacco incendiario contro il ministero della giustizia a Linares

fonte: Liberación Total

La notte di giovedì 3 dicembre, verso le 24, ci siamo recati agli uffici pubblici del municipio, della tesoreria ed altri in cui i cittadini di questa città versano il denaro persino per poter lavorare legalmente, continuando a riempire le tasche dei borghesi di questo stato capitalista.

L’azione è consistita nel tagliare i cavi delle trasmissioni telefoniche, in questa maniera tutti gli uffici sono rimasti
scollegati ad internet, al fax ed alla telefonia… sono stati tagliati oltre 20 cavi. Quest’azione è stata commessa con la
presenza del custode, che riposava in quel momento… permettendo un miglior lavoro di sabotaggio.

Sull’attacco al ministero di giustizia, è stato effettuato alle 5 di mattina di sabato 28 novembre. Siamo entrati nel posto ed abbiamo sparso del combustibile su porte e finestre, e poi abbiamo dato fuoco. Purtroppo il fuoco non s’è diffuso come voluto e solo per pochi secondi la porta d’ingresso s’è vista avvolta dalle fiamme, lasciando solo una macchia nera in quel luogo immondo, in cui si dettano le sentenze, si inviano persone nei centri di tortura e detenzione, si ordinano le perquisizioni ed i cani da guardia dei borghesi impongono la forza e la violenza sulla cittadinanza ed i
popoli originari Mapuche…, nel momento della fuga, frustrati per non esser riusciti in quanto progettato, si è dato fuoco ad un cartellone pubblicitario di un politico.

BACTERIAS NEGRAS REVOLUCIONARIAS

(batteri neri rivoluzionari)

Danni e distruzione a questa società capitalista

Un MARICHIWEU per le comunità mapuche
Che ogni attacco si moltiplichi come i batteri

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Adhesion de Sergio Maria Stefani a la huelga de hambre de fin de año

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

El compañero Sergio se encuentra enjaulado en la cárcel de Alejandría, en prision preventiva por 270bis (asociacion subversiva), un supuesto sabotaje contra una linea ferroviaria y por el robo de un auto. El compañero también es vegano.

He decidido adherir a la propuesta de una huelga de hambre en las fechas que van del 20 de diciembre al 1 de enero. No es la primera vez que adopto esta forma de lucha y quizás volveré a repetir cosas que ya escribí en el pasado, pero quiero que las razones que me motivan sean inequívocas.

No estoy pidiendo nada a quien me tiene prisionero. De mi enemigo no me espero nada distinto de lo que siempre fomentó, mi rabia y el fortalecimiento en mi determinación a combatir.

No estoy pidiendo la piedad a nadie. Soy yo él que no puede compadecer ante quien permutó su libertad con la seguridad, salvo después darse cuenta de haber sido estafado.

No estoy pidiendo la solidaridad de los compañeros y de las compañeras desde afuera.

Ahorren vuestras energías e invertienlas en mejores maneras. Yo no quiero tomar de vosotros, sino dar, sumar mi fuerza a la vuestra para arrojarnos aún contra el enemigo.

Encerrados en la cárcel, aislados hasta de los demás presos, el poder sonríe satisfecho pensando que podría aniquilarnos, creyendo que con privanos de libertad podria doblegarnos, domarnos, domesticarnos.

Se equivoca, aún no se ha dado cuenta que hay animales que no se dejan poner la mordaza y que no hay paso mas incauto de lo de arrinconarnos con las espaldas al muro.

Mi voz tiembla de alegría, no de tristeza, mientras todavía aullo mi rabia y escucho su eco en las voces de Hermanos y Hermanas.

Un aullido para Mauri que el 22 de mayo de este año murió.
No “perdió” su vida, se la retomó en el momento que decidió luchar con cualquier medio.

Un aullido para Marco, Gabriel y todos y todas los demás revolucionarios actualmente en la cárcel. No nos quitaron la libertad, aquella pertenece solo a nosotros y nadie está en la condición de arrancarla mientras continuemos luchando..

Un aullido para Diego, todavía clandestino. Tus pasos son mis pasos y tu aullido que puede resonar en los espacios abiertos me calienta el corazón.

Un aullido para los fuegos de revuelta en Chile, como en Grecia y en otras partes del mundo. Si diferentes idiomas nos separan, la pasión que nos anima es la misma y nuestros aullidos resonan en la misma voz.

La solidaridad es un arma, pero solo cuando se transforma en bencina que hay que echar en aquellos fuegos de revuelta que la represión quisiera ver apagados.

Un compañero libre

_______________

La dirección de Sergio es:

Sergio Maria Stefani
Via Casale 50/A
15122 San Michele
(ALESSANDRIA)
Italia

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20 dicembre – 1 gennaio

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Per rendere più agevole la lettura e facilitare la ricerca degli scritti, comunicati ed altro materiale relativo allo sciopero della fame di fine anno, attuato da prigionieri rivoluzionari, in carceri di diversi paesi, Culmine ha aperto un’altra categoria: 20 dicembre-1 gennaio.

Continueremo a pubblicare le adesioni e le manifestazioni che si terranno nei prossimi giorni.

Fino ad ora, i compagni prigionieri che hanno preannunciato la loro adesione sono 8: Gabriel (Germania), Marco (Svizzera), Juan Carlos, Francisco, Honorio, Alberto (Spagna), Diego (Argentina) e Sergio (Italia).

Culmine

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Processi Benetton contro Comunità Santa Rosa Leleque e contro anarchici

Nella città argentina di Esquel è in corso un processo in cui l’Impero Benetton chiede lo sgombero della comunità mapuche Santa Rosa-Leleque. In questi giorni sono terminati gli interrogatori dei testimoni, tra i quali diversi antropologi, e ci si avvia alla sentenza.

Anche in Italia si è prossimi alla conclusione del processo contro due anarchici accusati di aver mostrato la propria solidarietà al popolo mapuche. Il 19 gennaio, infatti, terminerà il processo di Firenze contro i compagni Bis e Ter.

Ma com’è accaduto in Gulumapu, pochi giorni fa, oltre la giustizia dei codici penali c’è anche la giustizia mapuche, quella che non perdona!

Marrichiweu!

Pekeñ – Trapial

Comunicato della comunità mapuche Santa Rosa

Una ricerca sulla questione territoriale in Argentina evidenzierebbe che la metà del territorio è in mano a latifondisti stranieri. Perché si è verificata tale situazione?

E’ solo grazie ad alcuni contenziosi, come questo che si avvia alla conclusione, che sono iniziate delle ricerche su tante cose nascoste, confuse ed ingannevoli.

Si tratta del conflitto tra il popolo Mapuche da un lato e quello Argentino dall’altro. Siamo stati umiliati tante vole, il popolo/nazione Mapuche ha molte situazioni da far ripristinare, in maniera ancestrale, e non è cosa da poco.

Per farsi un’idea, la mapu (terra) non è un oggetto che possa esser messa in vendita, manomessa o addirittura sequestrata con del filo spinato.

La mapu ci dà la vita, ci protegge, ci osserva, ci corregge e c’incammina all’interno della sua purezza. Ma per molti è difficile comprendere questo, tanto grande è il lavaggio del cervello cui siamo stati sottoposti, in particolare da parte dei traditori, che con la lingua scritta hanno limitato la nostra vita come Mapuche.

Distruggono il nostro popolo, la nostra cultura, è piuttosto grave quel che fanno; per depistare i tanti errori e disastri commessi continuano a farli. Se in passato lo facevano con armi e torture tremende, oggi utilizzano maniere diverse.

La storia della comunità Santa Rosa Leleque coincide con le dichiarazioni rese nel processo da parte dello storico Ramón Minieri e delle antropologhe Claudia Briones e Ana Ramos. Le loro testimonianze hanno messo in evidenza la spoliazione della nostra terra, della nostra cultura e lo sradicamento di tutte le nostre famiglie.

D’altro canto Julio Argentino Roca (il generale autore del genocidio dei mapuche nell’800) cercò di eliminarci, la Compañía Tierra Del Sud iniziò a appropriarsi del nostro territorio ed il governo fu complice, ed oggi continua ad esserlo assegnando il diritto alla famiglia Benetton, il diritto a possedere grandi estensioni di terre, a suo tempo rubate a tante comunità mapuche.

Ma per quanto Benetton abbia potere economico ed influenza nel governo, che sia chiaro: non avrà mai il potere sulla natura, né arriverà a comprenderla.

Con tutte le atrocità che hanno fatto al nostro popolo, noi continuiamo a vivere, continuiamo a resistere nella nostra mapu.

Per giustizia, territorio e dignità.

Comunità Santa Rosa Leleque

Marichi weu Marichi weu!!!

04.12.09
comunidadsantarosaleleque@yahoo.com.ar

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Berlino – Rivendicazione dell’attacco contro la polizia

“Il 6 dicembre di un anno fa, Alexis è stato colpito a morte ad Atene.

Per commemorare lui e le successive rivolte, il 4 dicembre abbiamo
attaccato la centrale della polizia (BKA – Bundeskriminalamt) a
Treptow – Berlino, con bottiglie molotov, pietre e vernice
.
La BKA è un fattore chiave nella guida della collaborazione della sicurezza europea, con
l’obiettivo di distruggere le lotte sociali e responsabile della
condanna contra Axel, Florian e Oliver come presunti membri del
gruppo militante (mg).
Nostra solidarietà a tutti coloro che iniziano ad attaccare il dominio del potere e del capitale che
riversano la loro rabbia per le strade e combattono…

Citiamo solo alcui prigionieri:
– Tobias, Rigo e Yunus, nel centro di
detenzione di Moabit Hakenfelde e
– Alfredo, Christos, Ilias, Giannis e presunti membri del gruppo militante “La Cospirazione
delle Cellule di Fuoco” detenuti in Grecia.
Libertà
per tutti.
L’azione è anche una risposta alla continua
repressione e della liquidazione dei Brunnenstr. 183
per capire – si spingerà il prezzo ulteriormente in
altezza. autonoma Alexandros gruppo grigoropoulus “

fonte: directactionde.blogspot.com

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Adesione di un compagno rinchiuso nel carcere di Alessandria allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Ho deciso di aderire alla proposta di uno sciopero della fame nelle date comprese tra il 20 dicembre e il 1 gennaio. Non è la prima vota che adotto questa forma di lotta e forse mi ritroverò a ripetere cose che ho già scritto in passato, ma voglio che i motivi che mi spingono siano inequivocabili.

Non sto chiedendo nulla a chi mi mantiene prigioniero. Dal mio nemico non mi aspetto niente di diverso da ciò che finora ha sempre solo fomentato la mia rabbia e rafforzato la mia risoluzione a combattere.

Non sto chiedendo la pietà di nessuno. Sono io che non posso che compatire chi ha barattato la propria libertà con la sicurezza, salvo poi accorgersi di essere stato truffato.

Non sto chiedendo la solidarietà dai compagni e dalle compagne fuori.

Risparmiate le vostre energie ed investitele in modi migliori. Io non voglio prendere da voi, ma dare, sommare la mia forza alla vostra per scagliarci ancora contro il nemico.

Rinchiusi nelle galere, isolati persino dagli altri detenuti, il potere sogghigna soddisfatto pensando di poterci neutralizzare, di riuscire a privarci dalla libertà, spera forse addirittura di piegarci, ammansirci, addomesticarci.

Si sbaglia, ancora non ha capito che ci sono animali che non si lasciano mettere al guinzaglio e che non c’è mossa più incauta di spingerci in un angolo con le spalle al muro.

La mia voce trema di gioia, non di tristezza mentre urlo ancora la mia rabbia e ne sento l’eco nelle voci di Fratelli e Sorelle.

Un urlo per Mauri che il 22 maggio di quest’anno è morto. Non ha “perso” la vita, se l’è ripresa nel momento in cui ha deciso di lottare con ogni mezzo.

Un urlo per Marco, Gabriel e tutti e tutte gli altri rivoluzionari attualmente in galera. Non ci hanno tolto la libertà, quella appartiene solo a noi e nessuno sarà in grado di strapparcela finché continueremo a lottare.

Un urlo per Diego, ancora latitante. I tuoi passi sono i miei passi ed il tuo urlo che può risuonare negli spazi aperti mi riscalda il cuore.

Un urlo per i fuochi di rivolta in Cile, come in Grecia od in altre parti del mondo. Se differenti lingue ci separano, la passione che ci anima è la stessa e le nostre urla risuonano della stessa voce.

La solidarietà è un’arma, ma solo quando si trasforma in benzina da gettare su quei fuochi di rivolta che la repressione vorrebbe vedere spenti.

Un compagno libero

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Alcuni Prigionieri di Guerra dal carcere di Alessandria

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Dal 20 Dicembre al 1 gennaio ci sarà una protesta internazionale dei prigionieri rivoluzionari, anche con l’intento di ricordare Mauri e la sua determinazione nell’azione.

Noi abbracciamo sempre con gioia le proposte senza compromessi di altri prigionieri e reputiamo che lo sciopero della fame sia, nelle mani di un sincero combattente, uno degli strumenti di lotta rivoluzionaria in carcere. In questo senso noi aderiremo, ognuno secondo le proprie possibilità, non per chiedere qualcosa ai nostri carcerieri, ma nella speranza che la nostra forza superi queste grigie mura e possa accompagnarvi nell’agire rivoluzionario, consci che solo voi potete realmente colpire dove più nuoce.

Alcuni Prigionieri di Guerra dal carcere di Alessandria

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7 anni e 6 mesi di carcere per l’anarchico Ilias Nikolaou

Il tribunale di Salonicco ha condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere il compagno anarchico Ilias Nikolaou con l’accusa di essere il responsabile dell’esplosione di ordigni incendiari davanti all’edificio della Polizia Municipale ad Evosmos, la mattina del 13 gennaio 2009.

La Corte ha anche deciso di negare il ricorso all’appello.

Il processo è durato due giorni e giovedì, 4 dicembre, la Corte lo ha condannato per possesso di esplosivi e rischio di esplosione a persone e cose.

LIBERTA ‘AL COMPAGNO ANARCHICO ILIAS NICHOLAOU!

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Attentato contro l’ambasciata olandese in Cile

fonte: Fondazione Roscigna

La notte di mercoledì 2 dicembre abbiamo voluto fare un gesto di solidarietà per “l’appello internazionale di azioni per la liberazione delle attiviste arrestate in Olanda.”

La nostra azione è consistita nella collocazione di 3 bombe assordanti nell’edificio in cui si trova l’ambasciata dell’Olanda in Cile, in calle Apoquindo 3500, comune di Las Condes (Santiago).

Una delle compagne detenute in Olanda è stata arrestata il 29 ottobre e l’altra il 17 novembre. Entrambe sono accusate di aver liberato 5.000 visoni da un allevamento e di danneggiamenti materiali al centro di sterminio.

Approfittiamo di quest’azione per inviare loro molta forza ed affetto, perché nella lotta contro lo specismo non sono sole.

Con le esplosioni realizzate questa notte abbiamo anche scosso la falsa pace di uno dei comuni più abbienti di Santiago, in cui risiede la gran parte dei responsabili dello sfruttamento (in tutte le sue forme).

Il forte rumore botto delle bombe è stato avvertito ad oltre 300 metri di distanza, il che non ha lasciato nessuno indifferente.

Fino ad ottenere la libertà di tutti i prigionieri per aver lottato!

Le azioni continueranno…

Per la liberazione umana, animale e della terra, adesso!

Djurens Befrielse Front

(Frente de Liberación Animal in olandese)

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Argentina – Pestato un compagno prima del colloquio con Freddy e Marcelo

fonte: Hommodolars.org, 03.12.09

Oggi, mercoledì 2 dicembre, all’ingresso del carcere di Neuquén in cui sono rinchiusi Marcelo Villarroel e Freddy Fuentevilla, un nostro compagno che si era recato lì per un colloquio è stato pestato.

Si tratta di un compagno del F.A.R. (Frente de Acción Revolucionaria), che ha colloqui settimanali con i due prigionieri cileni. Dopo aver presentato i documenti, il compagno si è recato nel settore delle perquisizioni e lì è stato pestato dagli agenti antisommossa del G.E.A.R. L’ipotetica ragione di tale trattamento è dovuta al fatto che il compagno in questione è attivo nelle lotte sociali dei quartieri emarginati della città di Neuquén, con occupazioni e successivi sgomberi di terreni. In seguito al pestaggio gli è stato vietato il colloquio. Anche un altro compagno che era giunto fin lì da lontano s’è visto proibire il colloquio per aver espresso il proprio ripudio dinanzi al pestaggio.

Si tratta di un atteggiamento mafioso da parte della polizia di Neuquén con il fine di ostacolare l’appoggio solidale verso Freddy e Marcelo. Son già tanti i precedenti in tal senso, non ultimo lo stesso pestaggio subito da Marcelo, con la rottura di una costa, a settembre 2009.

Per la distruzione di tutte le prigioni!

Per il rifugio politico per Freddy e Marcelo!

Basta con la persecuzione dei lottatori sociali!

Apri gli occhi, è tempo di lottare!

Solo la lotta ci rende liberi!

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Risposta attiva – Respuesta activa

Culmine riceve e diffonde questo scritto da parte di un compagno prigioniero argentino. Si tratta di una riflessione sui suicidi di alcune compagne in carcere, scaturita dall’ultimo scritto di Gabriel Pombo Da Silva.

Risposta attiva

La morte si paga con la morte

Rispondere alle compagne assassinate…

A volte alcuni/e compagni/e cercano quella libertà tanto desiderata con una decisione sbagliata di optare per il suicidio, rendendo facile il lavoro allo stato, o cadendo in tunnel depressivi molto grandi, che non hanno contenzione e senza rendersi conto di perdere le speranze… noi sappiamo cosa possiamo attenderci dal nemico… odio e distruzione… ma dai compagni ci aspettiamo tutto il contrario… amore e solidarietà… cerco di mettermi nei panni dei compagni che sono condannati all’ergastolo… e penserei… qual è la mia speranza di tornare ad esser libero?.. quando vedrò il sole ed il sorriso dei miei cari una prossima volta?… gli avvocati non bastano, le richieste d’indulto sono utopiche quasi impossibili… allora, cosa si fa? attendere e vedere che i compagni invecchino in carcere, che si impicchino cercando la libertà?… no compagni, la risposta è una sola, dobbiamo strapparli dalle grinfie del nemico, non ci sono altre vie, dobbiamo strapparli da un tribunale, da un cellulare, dallo stesso carcere, dobbiamo provarci, e l’esito è scritto nella nostra del movimento quando dei compagni hanno avuto successo… dalla carbonaia del buen trato*… fino all’azione di Frosinone**, sono fatti reali. La solidarietà si realizza con i fatti e non con le parole… se non vengono liberati, molti la cercheranno nella morte ed il sistema continuerà a vincere, perché i movimenti che dimenticano i propri compagni nelle galere sono condannati al fallimento…

Saluti alle vite di Diana Blefari Melazzi, Romina Leota, Silvia Nicodemo e rispetto alle loro famiglie.

GUERRA AL CAPITALE, AZIONE DIRETTA E LIBERTA’!!!!!!!!

*
Si tratta del tunnel scavato da anarchici, tra i quali Gino Gatti, tra una carbonaia ed il carcere di Montevideo.

**
Anni ’70, altra evasione riuscita, stavolta da parte di compagni comunisti rivoluzionari.

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RESPUESTA ACTIVA

LA MUERTE CON MUERTE SE PAGA

RESPONDER POR LAS COMPAÑERAS ASESINADAS…

a veces algunos compañeros/as, buscan esa libertad tan deseada con una decision errada de optar por el suicidio, y hacerles facil el trabajo al estado, o por caer en pozos depresivos muy grandes y no encontrar contencion o sentir que pierden las esperanzas…..sabemos lo que podemos esperar del enemigo…odio y destruccion…pero de los compañeros esperamos todo lo contrario…amor y solidaridad…..trato de ponerme en el lugar de los compas que estan condenados a reclusion perpetua…y pensaria…cual es mi esperanza de volver a tener libertad?
cuando vere el sol y la sonrisa de mis afectos plenamente otra vez?….los abogados no alcanzan, los pedidos de indulto son utopicos casi imposibles…..entonces que se hace?

esperar a ver que los compañeros se vuelvan viejos en la carcel, se ahorquen buscando libertad…..no camaradas, la respuesta es una sola, tenemos que rescatarlos de las garras del enemigo no hay otra forma no hay otra posibilidad, tenemos que rescatarlos de un juzgado, de un camion de traslado, de la misma prision, tenemos que intentarlo, y el exito esta escrito en la historia del movimiento donde compañeros han exito…desde la carboneria del buen trato..hasta la accion de frosinone son hechos reales. La solidaridad se ejecuta con hechos no con palabras…sino obtienen libertad muchos buscaran la libertad en la muerte y el sistema nos seguira ganando, porque los movimientos que olvidan a sus compañeros en las carceles estan condenados al fracaso.

SALUD A LAS VIDAS DE BLEFARI MELAZZI, ROMINA LEOTA, SILVIA NICODEMO Y RESPETO A SUS FAMILIAS.

GUERRA AL CAPITAL, ACCION DIRECTA Y LIBERTAD!!!!!!!!!

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Adesioni allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Ad oggi, 2 dicembre, sono sette i compagni prigionieri che hanno preannunciato uno sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio. Via via diffonderemo i loro comunicati.

saluti ribelli

culmine



Gabriel Pombo Da Silva

c/o JVA Aachen

Krefelderstrasse 251

52070 Aachen

Deutschland

__________________


Marco Camenisch

Postfach 3143

8105 Regensdorf

Svizzera

_____________________


Juan Carlos Rico Rodriguez


Francisco Maya Rodriguez

CENTRO PENITENCIARIO DE MADRID V

Ctra. Comarcal 611, km. 37,6

28770 Soto del Real (Madrid)

España

___________________


Honorio Gómez Alfaro

CENTRO PENITENCIARIO DE MADRID IV

Ctra. N-V, km. 27,7

28600 Navalcarnero (Madrid)

España

______________________


Alberto Jiménez Alba

CENTRO PENITENCIARIO DE MADRID III

Ctra. Pinto-San Martín de la Vega, km. 5

28340 Valdemoro (Madrid)

España

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Diego Petrissans

C.P.F. Devoto (C.A.B.A.)

Bermudez 2651 (C.P. 1417)

P. 5 – C 2°

Argentina

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Argentina – Adesione di Diego allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Affinità con i compagni in sciopero della fame, organizzazione e risposta contro lo stato terrorista

La comunicazione è il principale legame nell’organizzazione dei compagni che rispondono alla repressione degli apparati di sicurezza di qualsiasi tipo di stato.

All’interno dell’organizzazione, le cellule d’azione diretta devono essere indipendenti le une dalle altre, in modo che gli esiti delle azioni segnino il cammino della guerra sociale per liberarci dal dominio e dallo sfruttamento. L’ermetismo delle parole all’interno del gruppo dei compagni che costituiscono tali cellule è doveroso per la protezione dei compagni, il loro ambiente, e la continuità delle azioni sovversive, non importa la quantità di quelli che si attivano, bensì la loro qualità umana, perché l’aspetto più importante della guerra sociale è quello di generare la coscienza, svegliare le menti, riscaldare il sangue ed esser consci delle conseguenze dei fallimenti nelle azioni estreme.
La rivoluzione non è un gioco, la rivoluzione inizia con la propria esistenza, con la propria coscienza, per poi diffonderla e contagiarla. Accompagno gli scioperi della fame in solidarietà internazionale ai compagni che lottano contro questo schifo di vita al quale siamo sottoposti in questo sistema di dominio mondiale di morte e di repressione nei giorni finali di dicembre ed il primo gennaio.

Ai compagni Gabriel, Claudio, Marco, Freddy, Marcelo, Karina, Leandro… e nella rivendicazione dei compagni caduti negli scontri durante fatti radicali e rivoluzionari estremi, per tutti… un saluto!!!
…sperando la libertà per tornare a sorridere di piacere e colpire il nemico, un forte abbraccio…

diego

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Argentina – Adhesion de Diego Petrissans

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

“AFINIDAD CON LOS CAMARADAS EN LA HUELGA DE HAMBRE, ORGANIZACION Y RESPUESTA CONTRA EL ESTADO TERRORISTA

La comunicación es el vínculo principal en la organización de los compañeros que responden la represión de los aparatos de seguridad de cualquier tipo de estado. Dentro de la organización, las células de acción directa deben ser independientes unas de otras donde los resultados de las acciones marquen el camino de la guerra social para liberarnos del dominio y la explotación. El hermetismo de las palabras dentro del grupo de los compañeros que integran dichas células es necesario para la protección de los compañeros, su entorno, y la continuidad de las acciones subversivas. No importa la cantidad de los que activa mas si su calidad humana, porque lo más importante de la guerra social es generar la conciencia, despertar las mentes, hervir la sangre y estar conciente de las consecuencias de los fracasos en las acciones extremas. La revolución no es un juego. La revolución comienza en la vida propia, en la conciencia propia, para luego extenderla y contagiarla. Acompaño las huelgas de hambre en solidaridad internacional de los camaradas/compañeros que luchan contra la basura de vida a la que somos sometidos en este sistema de dominio mundial de muerte y represión en los días finales de diciembre y principios de enero. Saludo a los camaradas Gabriel, Claudio, Marco, Fredy, Marcelo, Karina, Leandro… y en la reivindicación de los compañeros caídos en los enfrentamientos en los hechos radicales, y de extrema revolucionarios a todos ellos… salud!!!!….

Esperando la libertad para volver a sonreír de placer al golpear al enemigo un fuerte abrazo….

Diego”

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I Colori Uniti della Repressione contro gli Anarchici

CAMPAGNA CONTRO BENETTON A PROCESSO

Il 2 dicembre 2009, presso l’aula bunker di Firenze, inizierà il processo contro un anarchico e un’anarchica per associazione sovversiva (270 bis e 270 ter).

Sul banco dell’accusa figurano i COLORI UNITI DELLA VERGOGNA che dopo anni, grazie al ligio servizio della magistratura fiorentina, presentano i conti per i molti attacchi subiti dalle tante individualità solidali con il popolo Mapuche.

Indifferenti alle procedure giudiziarie e ai tentativi di mediazione con ogni multinazionale e istituzione, proseguiamo il nostro percorso di guerra a-sociale!

Ribellione iconoclasta contro chi ha fondato il proprio Impero sull’immagine!

Per la distruzione dell’esistente e per l’annientamento della società mercificata!

Bis e Ter
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Attaccate 4 banche a Bruxelles

“Nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 novembre 4 banche -Fortis, Dexia, Citybank e un Postamat- localizzate tra Ixelles e Neder-Over-Hembeek. Le banche hanno subito la rottura delle loro vetrate. Un bancomat è stato anche distrutto.
Con quest’azione prendiamo parte all’agitazione contro le prigioni di queste ultime settimane. Inviamo anche i nostri saluti ai compagni in carcere Jurgen e Paolo, ai quali mostriamo la nostra solidarietà continuando la lotta per le strade.

Contro tutte le prigioni.”

fonte: http://suieetcendres.blogspot.com

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Attacco incendiario contro un Rodeo a Santiago del Cile

fonte: Liberación Total

Complice la luna, abbiamo deciso d’illuminare l’oscurità della notte con la fiamma insorgente dei nostri cuori liberi e selvaggi.

Questa volta, in appoggio a tutti i prigionieri in guerra e nella settimana (non vertice illuso Rosende)* internazionale di agitazione e pressione per i compagni sequestrati dallo stato cileno.

Un saluto fraterno e complice ad ogni compagno, fratello e specie, sequestrato e rinchiuso dietro le sbarre. Proviamo la nostra fratellanza verso ognuno di voi e siete sempre presenti nelle nostre azioni…

Abbiamo attaccato con gioia la notte del 19 novembre il Rodeo sulla Panamericana, vicino alla Avenida El Parron, incendiandone la facciata e parte dell’interno in cui vengono custoditi diversi strumenti di tortura e di sfruttamento.

..Nostro obiettivo era quello di bruciarlo interamente, ma il danno s’è limitato solo ad una parte della recinzione.., ma anche così riteniamo che ogni azione ed attacco contro l’esistente ci determinino e ci liberino.

Abbiamo dato fuoco. Per dire che siamo qui, che siamo più che mai decisi, per la distruzione di questa società, di tutte le carceri e di ogni parvenza d’autorità.

Inviamo i saluti anche al nostro compagno Diego Ríos, ovunque ti trovi un caldo abbraccio, con il desiderio che la tua fuga sia eterna.

Per la moltiplicazione, la propagazione e l’acuirsi degli attacchi!!..

con amore, rabbia e fuoco… non ci fermeremo fino a ballare sulle ceneri di questa società!

Individualidades complices por el desmadre

*
Il governo cileno a proposito della settimana internazionale di agitazione e di pressione è giunto a parlare, attraverso il portavoce Rosende, di vertice anarchico con partecipanti da oltre 40 paesi e con rigidi controlli alle frontiere! – nota di Culmine

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Gabriel Pombo Da Silva sulla morte di Diana…

Ho appena ricevuto il volantino che parla della morte (=assassinio) di Diana Blefari Melazzi… triste e duro.

Indipendentemente dal fatto di sapere che carcere e morte sono consustanziali alla nostra scelta di lotta ed al nostro impegno combattente, provoca sempre dolore venire a sapere della tragica fine dei nostri compagni (siano o meno affini, siano e non siano noti, ecc.).

Sul “caso” di Diana sono stato messo al corrente dalla RAI 1… Dico bene: messo al corrente piuttosto che informato perché la TV è un organo integrale della propaganda del dominio. In tal senso quel che la RAI ha diffuso sulle circostanze della sua morte e sulla figura di questa militante comunista è ripugnante. A Diana l’hanno assassinata tre volte: quando l’hanno arrestata; quando in carcere è stata sottoposta al 41bis; e, una volta arrestata e isolata e morta hanno preteso infangarne la figura e la persona/impegno, trattandola da pentita.

Come sopravvissuto al genocidio FIES posso capire perfettamente le cause che hanno motivato la drastica decisione di Diana… Dico bene: decisione invece di scelta…

Si sceglie solo quando si è liberi… ed allora una persona privata della libertà decide cosa fare in base alle circostanze in cui si trova. Se fosse stata libera o in altre condizioni di carcerazione non avrebbe deciso di smettere d’esistere.

Quando si sopravvive peggio che una bestia, isolato e costantemente sottoposto ad una forte pressione psicologica; in uno spazio asfissiante, attorniato da criminali in divisa che ti fanno sentire in mille modi che che tu non sei nulla e non hai NULLA da aspettarti… qual è la logica?

La logica e la finalità del carcere, dell’isolamento, delle torture e della propaganda del dominio sono la morte…

Noi che abbiamo conosciuto (e ne siamo sopravvissuti) la spietata ferocia di questa logica non abbiamo alcun problema nel dichiarare la guerra senza tregua a tutti quelli che ci torturano, assassinano, violentano, ecc…

Guerra alla guerra senza tanta retorica di merda contro il sistema ed i suoi socialfascisti di merda..

Radicale? Tutti noi che andiamo fino alla radice di ciò che abbrutisce, avvelena, assassina e tortura, inesorabilmente ci radicalizziamo.

Le mura del carcere sono sufficientemente alte da non permettere che il comune dei mortali possa lanciarvi uno sguardo all’interno e farsi
un’opinione non filtrata dai propagandisti dei media su quel che accade qui dentro… Le sezioni d’isolamento (così come le diverse forme d’isolare) sono quanto c’è di più
profondo e illuminante di questo sistema selettivo di sterminio proletario.

I mass-media sono nelle mani dei nemici dell’Umanità, pertanto è “logico” che non sono affatto “neutrali” nel corso della guerra sociale (e lotta di classe… là dove la classe ha coscienza di se stessa in quanto tale) e “l’informazione”…

Le domande che un proletario si deve sempre porre sono: da dove viene l’informazione? Che finalità persegue? Chi “sceglie”
qual è la notizia e perché? Quali interessi politici ed economici ci sono
dietro ogni progetto organizzato?

Ma… tornando a Diana… Cos’è che non capisce la “gente” sulla sua radicale decisione di smetterla d’esistere in un luogo in cui non c’è posto per la speranza? Quale la differenza se uno che si mette la corda al collo e se sono i carcerieri a farlo?

Nessuno si mette una corda al collo se ha un minimo di speranze… se attorno ha fratelli e sorelle che ti amano e ti assistono, se nel calendario hai date significative che segnalano momenti piacevoli (un colloquio, una chiamata, una lettera, una scadenza di lotta, ecc… ) o divertenti in cui condividere sorrisi, parole, idee…

Cosa accade quando persino all’interno del carcere (che è già una sufficiente punizione) ti separano (disperdono) dai tuoi compagni
e dall’ambiente esterno in cui vivono le persone che ti sostengono e ti amano… Quando giocano perversamente con la corrispondenza, la
stampa, i colloqui, le telefonate ed altri “Diritti”? Cosa succede quando alla fine comprendi che tutto quel che puoi fare è vegetare come una pianta: senz’acqua, senza luce, senza sole e senz’aria?

Per gli stati-governi occidentali ed i loro mezzi di comunicazione è piuttosto semplice esigere i “Diritti Umani” ai paesi dell’Africa o dell’Asia senza guardare prima nel proprio cortile… Come quella frase del dito e della luna: alcuni guardano il dito ed altri la luna.

Quando dimentichiamo che la “prosperità economica” in cui viviamo oggi in “Europa” proviene da secoli di sfruttamento imperialista e coloniale sui continenti dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina, il discorso dei “nostri politici” non può offenderci… Ma quando abbiamo una chiara coscienza ed una memoria storica (classista), allora sono il revisionismo ed cinismo propagandistico del dominio capitalista a ferirci…

Personalmente, provo dolore dinanzi alla perdita di compagne e compagni (anche se non sono affini) sia per le conseguenze della loro decisione che per l’azione diretta o indiretta dei nostri nemici, perché un/una militante rivoluzionario/a non si “recluta” (come un soldato o poliziotto/carceriere) mettendo un annuncio in TV o su un giornale. Un rivoluzionario non si forma (o “uniforma”) in un’Accademia. Il Militare, il Poliziotto ed il Carceriere hanno il loro “lavoro” per soldi, il rivoluzionario per convinzione… Il rivoluzionario non definisce la sua attività come “lavoro”, ma come impegno.

Potrei scrivere centinaia di pagine spiegando/dicendo perché dobbiamo continuare l’impegno e la lotta di tutti i caduti sparsi nel mondo e nel corso della storia e senza tanta “moderazione” nelle parole, argomenti come nei mezzi

Gabriel Pombo Da Silva

Aachen, 16.11.09

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Gabriel Pombo Da Silva sobre la muerte de Diana…

Acabo de recibir el volante que anuncia la muerte (=asesinato) de Diana Blefari Melazzi*… triste y duro.

Independientemente de saber que cárcel y muerte son consustanciales a nuestra elección de lucha y nuestro empeño combatiente, siempre causa dolor enterarnos del fin trágico de nuestrxs compañerxs (sean o no afines, sean o no conocidxs, etc.).

Sobre “el caso” de Diana me había enterado por la RAI 1 (televisión pública italiana)… Y digo bien: enterarme que no informarme porque la t.v. es un órgano integral de la propaganda del dominio. En este sentido lo que la RAI ha difundido sobre las circunstancias de su muerte y la figura de esta militante comunista es repugnante. A Diana la han asesinado tres veces: cuando la han encarcelado; cuando dentro de la cárcel la han aislado en el “41bis”; y, una vez encarcelada y aislada y muerta han pretendido enfangar su figura y persona/compromiso tratandola de arrepentida.

Como superviviente del genocidio FIES puedo entender perfectamente que cosas motivaron la drástica decisión de Diana… Y digo bien: decisión que no elección…

Eligir solo se elije cuando se es libre… así pues una persona privada de libertad decide qué hacer en base a las circunstancias en las cuales se encuentra. Si hubiese estado libre o en otras condiciones de encarcelamiento no habría decidido optar por dejar de existir.

Cuando se sobrevive peor que una bestia, aislado y costantemente bajo una fuerte presión psicológica; en un espacio agobiante, rodeado de criminales uniformados que te hacen sentir de mil formas que tú no eres nadie y no tienes NADA que esperar… cúal es la lógica?

La lógica y la finalidad de la cárcel, el aislamiento, las torturas y la propaganda del dominio es la muerte…

Quienes hemos conocido (y sobrevivido) la ferocidad despiadada de esta lógica no tenemos inconveniente alguno en declararle la guerra sin tregua a todo y todxs lxs que nos torturan, asesinan, violentan, etc.

Guerra a la guerra sin tanta retórica de mierda contra el sistema y sus socialfascistas de mierda…

¿Radical? Todxs lxs que buscamos hasta la raíz de aquello que nos embrutece, envenena, asesina y tortura nos radicalizamos inexorablemente.

Los muros de la cárcel son lo suficientemente altos como para permitir que el común de los mortales pueda echar una mirada en su interior y hacerse un juicio no mediatizado por propagandistas de lo que aquí (entre muros) sucede… Los departamentos de aislamiento (así como las varias formas de aislar) son lo más profundo y clarividente de este sistema selectivo de exterminio proletario.

Los mass-media están en manos de los enemigos de la Humanidad así pues es “lógico” que tampoco ellxs son “neutrales” en el curso de la guerra social (y lucha de clases… allá donde la clase tiene conciencia de sí misma como tal) y la “información”…

Las preguntas que debe hacerse siempre un proletario son: ¿De dónde viene la información? ¿Qué finalidad persigue? ¿Quién “elige” qué es noticia y porqué? ¿Qué intereses políticos y económicos hay detrás de cada proyecto organizado?

Pero… volviendo a Diana… ¿Qué es lo que no entiende “la gente” sobre su radical decisión de dejar de existir en un lugar donde no hay para la esperanza? ¿Qué diferencia existe entre que unx se ponga la cuerda al cuello o te la pongan los carceleros?

Nadie se pone una cuerda al cuello si conserva un mínimo de esperanzas… si a su alrededor tiene hermanxs que le/a cuidan y quieren, si en el calendario tiene fechas significativas que señalan momentos placenteros (una visita, una llamada, una carta, una cita de lucha, etc., etc… ) o divertidos en los que compartir sonrisas, palabras ideas…

¿Qué sucede cuando incluso dentro de la cárcel (lo que ya es un castigo suficiente) te separan (dispersan) de tus compañerxs y del entorno exterior donde viven las personas que te apoyan y aman… Cuando juegan perversamente con tu correspondencia, prensa, visita, llamadas telefónicas y demás “Derechos”? ¿Qué sucede cuando por fin comprendes que todo lo que tu puedes hacer es vegetar como una planta: sin agua, sin luz, sin sol, sin aire?

Para los estados-gobiernos occidentales y sus mass-media les resulta muy sencillo exigirle “Derechos Humanos” a países de Asia o Africa sin mirarse ellos mismos al ombligo… Como es la frase aquella del dedo y la Luna: unos miran el dedo y otrxs la Luna.

Cuando olvidamos que la “prosperidad económica” en la que hoy vivimos en “Europa” proviene de siglos de explotación imperialista y colonial en los continentes de Africa, Asia y América latina el discurso de “nuestros políticos” no puede ofendernos… Pero, cuando tenemos una clara conciencia y memoria histórica (clasista) todo el revisionismo y cinismo propagandístico del dominio capitalista nos hiere…

A mi personalmente me duele la pérdida de todx compañerx (aún no siendo afines) sea por las consecuencias de su decisión como por la acción directa o indirecta de nuestrxs enemigxs porque un/a militante revolucionarix no se “recluta” (como un soldado o  policía/carcelero) poniendo un anuncio en la t.v. o periódico. Un revolucionario no se forma (o “uniforma”) en una Academia. El Militar, el Policía y el Carcelero hacen “su trabajo” por dinero, el revolucionario por convicción… El revolucionario no define su actividad como “trabajo” sino como empeño.

Podría escribir cientos de hojas explicando/diciendo porque debemos continuar el empeño y la lucha de todxs lxs caidxs a lo ancho del mundo y lo largo de la historia y ello/esto sin tanta “moderación” en las palabras, los argumentos como los medios

Gabriel Pombo Da Silva

Aachen, 16.11.09

*
Diana apareció ahorcada en la cárcel de Rebibbia (Roma) el 31 de octubre del 2009. Pocas horas antes le habían anunciado la sentencia de tercer grado, definitiva, a la cadena perpetua por su pertenencia a las Brigadas Rojas.

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Adesione allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio


In seguito all’appello lanciato da Gabriel Pombo Da Silva per uno sciopero della fame, dal 20 dicembre al 1 gennaio, da parte dei prigionieri rivoluzionari sparsi in carceri di diversi paesi del mondo, noi di Culmine abbiamo ricevuto l’adesione di Marco Camenisch ed adesso di un compagno spagnolo, Juan Carlos Rico Rodríguez, rinchiuso nel carcere di Soto del Real. Si tratta di un compagno che subisce una forte censura e pertanto è difficile che possa pervenire un suo comunicato. Apprezziamo, comunque, il suo voler partecipare a questa iniziativa di lotta e di solidarietà.

Ricordiamo che questa iniziativa parte spontaneamente dai compagni prigionieri innanzitutto per ricordare in maniera degna il compagno anarchico Mauricio Morales, caduto in combattimento il 22 maggio 2009, mentre collocava un ordigno esplosivo contro la scuola della polizia penitenziaria cilena. Certo, non si tratta di un ricordo alla memoria fine a se stesso, ma è invece il proseguimento dell’azione diretta di Mauri, con tutti i mezzi a nostra disposizione. I compagni prigionieri ricorreranno allo sciopero della fame, mentre all’esterno sarà la fantasia a guidare il nostro agire.

Non ci saranno delle manifestazioni specifiche, ogni individualità agirà come meglio crederà. Non c’è alcun punto o gruppo di riferimento. Culmine raccoglierà solo le adesioni e gli eventuali comunicati, articoli o scritti che compariranno nei prossimi giorni e soprattuto nel periodo indicato dalla proposta di Gabriel.

Ogni compagno prigioniero, se vorrà, potrà esporre le problematiche che vive nella sua reclusione, ma ricordiamo che questa è una iniziativa di lotta dedicata alla lotta anarchica anticarceraria, quella di sempre, quella rivolta alla distruzione violenta di tali strutture.

Recapiti dei compagni prigionieri che parteciperanno alla mobilitazione di fine anno:

Gabriel Pombo Da Silva – c/o JVA Aachen – Krefelderstrasse 251 – 52070 Aachen – Deutschland

Marco Camenisch – Postfach 3143 – 8105 Regensdorf – Svizzera

Juan Carlos Rico Rodríguez Centro Penitenciario de Madrid V (Soto del Real) – Ctra. Comarcal 611, km.37,6 –

C.P. 28770 Soto del Real (Madrid) – España

Saluti ribelli

Culmine

culmine.noblogs.org

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Adhesión a la huelga de hambre de fin de año

Siguiendo el llamamiento lanzado por Gabriel Pombo Da Silva para una huelga de hambre, del 20 de diciembre al 1 de enero, por parte de los presxs revolucionarixs dispersadxs en distintos paises del mundo. Nosotrxs como Culmine recibimos la adhesión de Marco Camenisch y ahora la de un compañero español, Juan Carlos Rico Rodríguez, encerrado en la cárcel de Soto del Real. Se trata de un
compañero que padece una fuerte censura y por lo tanto es difícil que nos pueda hacer llegar un comunicado suyo. Por lo mismo valoramos el hecho de querer participar en esta iniciativa de lucha y de solidaridad.

Recordamos que esta iniciativa surge espontáneamente de lxs compañerxs presxs, fundamentalmente para recordar dignamente al compañero anarquista Mauricio Morales, caído en combate el 22 de mayo del 2009, mientras colocaba un artefacto explosivo contra la escuela de la Gendarmería de Chile. Cierto, no se trata de un recuerdo a la memoria de por si, sino que la continuación de la acción directa de Mauri, con todos los medios a nuestra disposición. Lxs compañerxs presxs van a recurrir a la huelga de hambre, mientras al exterior será la imaginación en guiar nuestro accionar.

No habrá manifestaciones especificas, cada individualidad actuara come mejor le parezca. No hay algún punto o grupo de referencia. Culmine recolectara solo las adhesiones y los eventuales comunicados que aparezcan en los próximos días y sobre todo en el periodo indicado en la propuesta de Gabriel.

Cada compañero preso, si quiere, podrá exponer las problemáticas que vive en su encierro, pero recordamos que esta es una iniciativa de lucha dedicada a la lucha anticarcelaria anarquista, la de siempre, la que tiene que ver con la destrucción violenta de todas las prisiones.

Direcciones de los compañeros presos que participaran a la movilización de fin de año:

Gabriel Pombo Da Silva – c/o JVA Aachen – Krefelderstrasse 251 – 52070 Aachen – Deutschland

Marco Camenisch – Postfach 3143 – 8105 Regensdorf – Suiza

Juan Carlos Rico Rodríguez – Centro Penitenciario de Madrid V (Soto del Real) – Ctra. Comarcal 611, km. 37,6 – C.P. 28770 Soto del Real (Madrid) – España

Saluti ribelli

Culmine

culmine.noblogs.org

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Attentato incendiario contro un un sottosegretario greco

ATENE, 27.11.09 – Attentato incendiario ad Atente contro un ufficio del sottosegretario greco alla giustizia Apostolos Katsifaras. La polizia ha riferito che alcuni sconosciuti si sono introdotti nel palazzo cospargendo la porta di ingresso di benzina e incendiando il liquido. Il rogo ha provocato solo danni materiali, nessun ferito. Al momento non e’ giunta nessuna rivendicazione, ma la polizia attribuisce il gesto agli esponenti di un movimento anarchico che nei giorni scorsi hanno cercato di incendiare anche un ufficio di un deputato socialista.

fonte d’agenzia

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Attacco incendiario ad una macelleria di Santiago del Cile

fonte: Liberación Total

Lunedì 23 novembre, alle 23.50, abbiamo collocato un ordigno incendiario in una macelleria (sita nelle vicinanze dell’incrocio tra Zapadores e Juan Cristóbal, comune di Recoleta), attivato da un sistema ad orologeria di facile utilizzazione.

L’obiettivo non è stato quello di bruciare completamente il luogo, ma quello di creare danni al congelatore, carico di morte e torture.

Crediamo che l’azione offensiva sia in gran parte la forma di propagandare un’idea in base alla pratica, e per la moltiplicazione degli attacchi al capitale in tutte le sue espressioni: stato, carcere, laboratori, gabbie ed un numero infinito di obiettivi.

Per questo, abbiamo deciso di inserirla all’interno della settimana internazionale di agitazione per i prigionieri, in quanto identifichiamo nell’autorità e nella mercificazione della terra e dei suoi esseri il grande nemico in comune di tutte le lotte d’insurrezione antiautoritaria.

Vogliamo anche salutare ed inviare abbracci fraterni ai compagni prigionieri in tutto il mondo, specialmente a Pablo e Matías, Axel Osorio, Cristian Cancino, Pombo Da Silva ed a tutti i sequestrati e torturati dal capitale, siano essi animali umani che non umani.

Salutiamo anche ed inviamo molta forza ed energia ai compagni in guerra in Messico, Spagna, Grecia, Italia, USA e in tutto il mondo in modo che il loro attacco sia sempre più costante ed efficace contro ogni autorità.

Come dice una citazione: “La Terra non sta morendo, viene assassinata e gli assassini hanno nome ed indirizzo.”

Infine vogliamo dedicare questa ed altre azioni ai compagni e fratelli Diego Ríos e Mauricio Morales (ti inviamo affetto e abbracci, Forza Dieguito, fai si che i tuoi passi siano fermi e le tue impronte invisibili per il potere).

Nel nostro cuore c’è il tuo seme d’insurrezione, Punky Mauri!

Cellula autonoma
FRENTE DE LIBERACION DE LA TIERRA
Per la propagazione dell’insurrezione e la distruzione di questa schifosa realtà.

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Cile – Falsi allarmi bomba in solidarietà con i prigionieri

fonte: Liberación Total

Abbiamo scelto lunedì 16 novembre come una data che doveva esser dotata d’una qualità insorgente, non per rimembrarci qualcosa di specifico, bensì solo perché la motivazione che ci ha spinti era l’appello alla solidarietà ed alla pressione internazionale verso i compagni in prigione. Ci siamo messi d’accordo per effettuare un’azione che oltre la sua spettacolarità, potesse scuotere tutti i nostri compagni per agire durante questa settimana come punto d’inizio per fare dei diversi attacchi alla società un’azione quotidiana e lontana dai calendari per la rivolta.

La nostra azione è consistita nell’invio di alcune e-mails ai mass-media contenenti l’informazione che erano stati collocati degli ordigni esplosivi in diversi punti di Santiago, con il fine che sarebbero essi stessi gli incaricati d’informare sulla presenza degli ordigni, con l’incombenza che avrebbero dovuto assumere se ci fossero stati dei feriti.

Adesso e dopo aver constatato che non hanno diffuso né il comunicato dei presunti attacchi né nient’altro, riportiamo una riproduzione esatta del testo inviato perché lo consideriamo di gran valore sia per noi sia per salutare l’iniziativa della settimana solidale verso i nostri fratelli.

Stimate persone dei mass-media, vi incarichiamo del compito di avvisare:

Universidad de Los Andes: San Carlos de Apoquindo 2200 telefono 4129000
Universidad Finis Terrae: Juan Moya Morales 1310 telefono 2722731
Hospital DIPRECA: Vital Apoquindo 1200 telefono 2123448
Hospital Militar de Santiago: Av. Larraín 9300 telefono 2731520

che devono sgomberare i rispettivi edifici perché all’interno di ognuno di essi è stato collocato 1 ordigno esplosivo. Avete mezz’ora di tempo per lanciare l’allarme, altrimenti avrete sulla coscienza il peso delle vite che si potrebbero perdere.

Ah, avvisate anche i mezzi di comunicazione in modo che non si perda nulla.

Vi saluta allegramente il Comando Insurreccional “sgangherato”
Leon Pellisard.

Comunicato

Abbiamo collocato 4 ordigni esplosivi che saranno detonati da un sistema a telecomando all’interno di 4 luoghi in questo piccolo territorio chiamato santiago. 2 di essi simbolizzano il potere economico politico collegato intrinsecamente e storicamente all’educazione, questi corrispondono alle vicinanze delle università Finis Terrae (Juan Moya Morales 1310) e Los Andes (San Carlos de Apoquindo 2200). Gli altri 2 ordigni sono stati collocati in 2 importanti focolai di salute collegati con le forze repressive dello Stato, l’Hospital de Carabineros (DIPRECA, Vital Apoquindo 1200) e l’Hospital Militar (Av. Larraín 9300).

Abbiamo deciso di attaccare questi luoghi per far sapere a tutti voi che siamo disposti a gettare per intere le nostre vite per vedervi distrutti e saltare in aria. Non avremo alcun timore nel minacciare la vostra brillante sicurezza e quella delle vostre famiglie, come voi avete fatto giorno per giorno con noi.

Ogni azione sarà sempre centrata a distruggere qualsiasi indizio o germe di potere e d’autorità, provocando timore in ciascuno di quelli che mantengono quest’ingranaggio sociale.

Siamo dappertutto. Osserviamo, con attenzione e cautela, ogni movimento ed ogni spazio che condividete con i vostri complici. Siamo i vostri eterni nemici e siamo in agguato, camminando davanti a voi e puntandovi contro le nostre armi affilate, con il nostro cuore pieno di tutto l’odio contro di voi e di affetto per i nostri fratelli e compagni.

Non abbiamo paura delle vostre assurde minacce, sappiamo che (come ha detto il ministro Rosende) ci considerate degli sgangherati, e vogliamo farvi sapere che sì, lo siamo. Non ci interessa condurre le nostre esistenze sotto i vostri parametri d’esistenza, né far parte del vostro ripudiabile e marcio ordine sociale, facciamo d’ogni movimento un atto di rivolta contro di voi e tutto l’ordine imposto, ogni passo sarà una propaganda per il fatto, facciamo della nostra quotidianità un’azione che provochi terrore in tutti voi. Così proverete la paura, tremerete al timore di rendervi conto che la guerra è iniziata. Armatevi perché noi lo stiamo facendo e fino ai denti, e non esiteremo a premere il
grilletto sulle vostre teste. La guerra è già definita ed è a morte.

Saluti fraterni ed insorgenti pieni di forza per il compagno Diego Ríos, speriamo di averti eternamente nelle strade. Che il suono delle detonazioni giunga come musica alle tue orecchie.

Salutiamo anche i nostri fratelli sequestrati, sappiate tutti che non ci dimentichiamo di voi, né siete soli. Vi ricordiamo in ogni momento, ogni azione che realizziamo ha i vostri nomi registrati:
Axel Osorio, Cristian Cancino, Matías Castro, Pablo Carvajal, Flora Pavez, Marcelo Villarroel, Freddy Fuentevilla, Gabriel Pombo Da Silva (Aachen, Germania), Marco Camenisch (Svizzera), Amadeu Casellas (Spagna), Alfredo Maria Bonnano e Christos Stratigopoulos (Grecia), i compagni arrestati ultimamente in Italia e in particolare considerazione Leo, il compagno che era clandestino e tanti altri nel mondo.

A tutti i nostri fratelli caduti in combattimento, la memoria implacabile farà sì che i vostri nomi non saranno
dimenticati. Ogni azione torna a render presenti le vostre vite, perché un guerriero non morirà mai. Mauri, la polvere ti ricorda in ogni esplosione, in ogni azione insorta c’è un abbraccio per te, lo stesso per la compagna Zoe, in Francia.

Ci vediamo presto, ogni volta più forti e con le nostre migliori armi lucidate, mentre puntano i nostri nemici.

Gli appelli alla solidarietà insorta devono esser presi in considerazione e devono ricevere le risposte adeguate al conflitto in corso. Qualsiasi azione deve esser risaltata, perché abbiamo bisogno di esse per vincere.

Comando Insurreccional “desquiciado” Leon Pellisard

(commando insurrezionale “sgangherato” Leon Pellissard)

Questi 4 ordigni esplosivi saranno detonati 20 minuti dopo l’invio di questa e-mail. Se questo comunicato non viene reso pubblico in ognuno dei mass-media ai quali è stato inviato, scoppierà tutto il conglomerato della gente che lì si trova. Stiamo attenti e non esiteremo ad avviare il conto regressivo, se quest’esigenza non viene adempiuta esattamente.

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