Santiago del Cile – Attacco incendiario contro una macelleria

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

La notte del 25 dicembre è stato collocato un ordigno incendiario in una macelleria della ditta assassina Friosa, a Santiago.

L’ordigno era costituito da un bidone contenente benzina, circondato da spugne, attivato da un semplice timer chimico e nascosto sotto il tetto del centro di sterminio, in modo che il fuoco si propagasse meglio.

Il fuoco è riuscito distruggere gran parte del tetto di quello schifoso cimitero, in cui esseri vengono venduti come semplici oggetti di consumo.

Abbiamo dato fuoco a questo luogo perché in esso riconosciamo un sintomo evidente delle relazioni di potere esistenti nella società, imposte al fine di mantenere un sistema basato sull’annientamento e sullo sfruttamento, così come lo sono le carceri, le scuole, le fabbriche, le caserme, ecc.

Quest’attacco è in sostegno ai compagni che si trovano in sciopero della fame, non come sacrificio ma come gesto d’amore e d’agitazione, dimostrando che il carcere non li annienta e che la guerra si combatte sia dentro che fuori.

Alla memoria di tutti i compagni caduti in questa guerra, com’è il caso della cara compagna Soledad Rosas che prese la decisione di finirla con la vita mentre era detenuta. Così come il caro compagni Mauricio Morales che è morto per lo scoppio accidentale dell’ordigno che aveva con sé per attaccare la scuola dei carcerieri.  In questa guerra, dichiarata da secoli, nessun compagno è solo né dimenticato!

A Diego Ríos, la tua fuga, che facciamo nostra, è un’azione continua per la distruzione di tutte le carceri e le gabbie. Le tue parole sono forza ed energia per tutti noi che attacchiamo il potere ed è per tal motivo che con queste fiamme ti accompagniamo nella tua fuga.

fonte: Liberación Total

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Buenos Aires – Attacco incendiario contro il Banco Nación

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Comunichiamo che nella notte del 23 dicembre abbiamo incendiato il bancomat del Banco Nación, in calle Federico Lacroze 2600. L’ordigno era composto da 2 bidoni di benzina, sapone liquido e 4 bombolette di gas da campeggio, il tutto in collegamento con un artigianale, ma efficace, dispositivo incendiario.
Con questa semplice azione abbiamo iniziato ad aderire alle diverse forme di amore rivoluzionario verso i nostri fratelli in sciopero della fame, così come sottolineiamo che abbiamo memoria e non ci dimentichiamo di Freddy e Marcelo.

Con queste azioni noi abbracciamo tutti quelli che hanno uno spazio ed un tempo per poter apportare le distruzioni più energiche e fraterne.

BRIGADA DE LA CÓLERA (Mauricio Morales)

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Santiago del Cile – Attaccate le icone del natale

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

fonte: Fondazione Roscigna

La notte del 22 dicembre abbiamo installato un ordigno incendiario in un presepe (a grandezza reale) e un albero di natale alto circa 3 metri, all’interno di una recinzione disposta dal governo.
L’ordigno incendiario era composto da:
-Una bottiglia di benzina da 1,5 litri
-Una borsa ripiena di cotone
-Acido solforico
-Capocchie di fiammiferi pestate senza la parte in legno (più o meno una cucchiaiata)
-Un preservativo
La bottiglia era all’interno della borsa, avvolta nel cotone. Nel momento dell’installazione si è introdotto il preservativo ripieno di acido solforico e quest’ultimo a sua volta all’interno di una borsa che conteneva le capocchie dei fiammiferi. In questa maniera alla rottura del preservativo ci sarebbe stato il contatto con la polvere e quindi la fiammata che avrebbe incendiato la borsa con la benzina. .
Abbiamo attentato contro il presepe e l’albero di natale per essere simboli del potere che ha la religione nel suo lavoro alienante e oppressivo. Ripudiamo la loro schifosa festa, che in questi giorni pervade tutto, mentre degli zombie addomesticati accorrono in massa a comprare l’ultimo cellulare, gli abiti di marca, una nuova tv, l’auto dell’anno,
l’ultimo videogioco, ecc… Qualsiasi cosa che soddisfi l’ansia d’opulenza, il sentirsi bene per possedere quel che altri non hanno.

Quest’atto è in solidarietà con tutti i compagni prigionieri che si trovano in sciopero della fame, dimostrando che il carcere non li ha piegati e che la lotta continua e si diffonde.

Questo è anche un saluto di coraggio per tutti i compagni che sono stati colpiti dal potere, come nelle ultime perquisizioni ai danni di centri sociali ed occupazioni di santiago, dimostrando la disperazione dello stato di fronte alla sua incapacità di frenare gli attacchi. Un saluto anche ai compagni in messico, che sono accusati per le azioni del fronte per la liberazione della terra, e la compagna Tamara, in Spagna, accusata dell’invio di un pacco-bomba.
Per tutti voi compagni, un saluto di forza e di convinzione, perché nella guerra contro il potere nessuno è solo e ogni colpo sarà restituito.
Con l’installazione di questo ordigno incendiario nella notte del 22 abbiamo ricordato il punky mauri, a 7 mesi dalla sua morte… Compagno sei presente in ogni azione per la distruzione del potere e dell’ordine. .
E a te Diego, questa è la nostra forma di incoraggiarti e di abbracciarti, così come tu fai con noi con i tuoi comunicati.
Un messaggio anche a quelli che lavorano alla tua ricerca. Sappiate che le esplosioni, il fuoco ed altro possono  puntare ai vostri corpi.

Banda desquiciada incendiaria Punky Mauri

(banda sgangherata incendiaria Punky Mauri)

Note: *Bisogna avere precauzione con l’acido solforico perché è altamente corrosivo. Trasporta solo quel che ti serve ed in contenitori di vetro.
**Dipende dalla caratteristiche del preservativo il tempo che questo impiega a rompersi e ad avviare l’accensione.

p.s.: L’ordigno incendiario non ha funzionato come sperato, perché pare che qualcuno abbia visto le fiamme e sia riuscito a spegnerle. Per questo l’incendio non è stato completo, ma anche così la minaccia è stata e continuerà ad essere presente.

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Messico – Attaccata una proprietà distruttrice della terra

fonte: Liberación Total

Durante la fredda notte del 22 dicembre, la nostra cellula del Frente de Liberación de la Tierra ha attaccato di nuovo la proprietà di una delle imprese distruttrici degli ecosistemi in Messico.
Per la terza volta consecutiva in quest’anno, un altro attacco incendiario ha scosso l’impresa costruttrice CARSO. La nostra strategia è stata facile. Abbiamo fatto il giro della costruzione e, nell’oscurità, abbiamo trovato una livellatrice. Uno dei vetri del mezzo era rotto e di lì abbiamo introdotto un dispositivo incendiario, approfittando del fatto che le guardie si trovavano dall’altra parte della costruzione e che gli operai stavano lavorando duramente. Abbiamo attivato il dispositivo e ci siamo allontanati.

Dopo alcuni minuti la scintilla eco vendicatrice scaturiva dall’oscurità ed ha iniziato a bruciare il mezzo. All’interno della cabina splendeva una gran fiammata del fuoco del Fronte per la Liberazione della Terra. In seguito una gran nuvola di fumo ha coperto tutta la costruzione, allarmando le guardie, gli operai e i padroni, mentre la luna sorrideva al lato delle stelle, riempiendo quella tranquilla notte delle loro vite stanche di caos e confusione.
Mentre i servi dei distruttori della terra si davano da fare per spegnere il fuoco, noi ci siamo ritirati dallo scenario.

Questo è un nuovo messaggio per le imprese come CARSO. Noi non ci fermeremo, nemmeno quando arrestano i nostri compagni. Le azioni continueranno con pietre, molotov, bombe di gas butano, auto bruciate, animali liberati, scritte. La nostra idea è quella di spezzare l’ordine, la pace, la tranquillità e le leggi, per difendere quel che aneliamo.
Non possiamo lasciare il pianeta nelle mani di costruttori e politici. Siamo noi che dobbiamo cercare di cambiare le cose. Il COP 15 in Danimarca: si è trattato di una farsa. Sappiamo che il COP 16 in Messico sarà lo stesso, pertanto bisogna preparare la controffensiva in difesa della terra!

Un saluto solidale alle persone ultimamente arrestate dallo stato messicano. Tutto ciò non finisce, nemmeno disarticolando una cellula!

FLT – Estado de México

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Cile – Sul compagno arrestato durante la manifestazione del 23 dicembre

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Liberación Total informa che nel corso della manifestazione del 23 dicembre, in pieno centro di Santiago, in solidarietà con lo sciopero della fame internazionale di fine anno, 2 compagni sono stati arrestati. Uno di essi è stato liberato durante la notte, mentre l’altro è ancora agli arresti. Pare che vogliano accusarlo di porto illegale di arma da fuoco, nello specifico si parla di un fucile artigianale e di catene.

La lotta continua e non terminerà fino alla distruzione dell’ultimo residuo di questa società capitalista.

Resisti compagno!

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Cile – 11 anarchici fermati, anche una italiana, ed 1 arresto

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Santiago del Cile – A disposizione della giustizia è rimasto uno dei coinvolti negli
incidenti registrati il 23 dicembre da parte di un gruppo di
anarchici che ieri sera ha tenuto una manifestazione a la Alameda,
finita con 3 agenti dei Carabineros feriti, danneggiamenti della
proprietà pubblica e di quella privata.

I manifestanti hanno bloccato il transito ed hanno lanciato pietre ed
oggetti contundenti contro la polizia che cercava di controllare la
situazione e far desistere i giovani dall’atteggiamento violento. 2
agenti sono rimasti lesionati, mentre la filiale del Banco Ripley ha
subito la distruzione della porta di vetro, danni anche ad una moto
della polizia.

Sul posto è stato fermato J. A. S. M., 36 anni, al quale è
stato sequestrato un fucile artigianale. I soggetti si sono
raggruppati nelle vicinanze e lì è stato fermato F. J.
F. I., 31 anni, per aver lanciato una pietra che ha colpito un
sottufficiale, il quale ha riportato una contusione al torace.
Fermati anche altri 5 uomini, 2 donne ed 1 minorenne.

Verso le 2.00 i Carabineros hanno fermato E. F., 21 anni, cittadina
italiana con il visto da turista, N. P. S., dopo averli sorpresi
mentre vergavano delle scritte anarchiche sui muri.

Per il 36enne il fermo s’è tramutato in arresto, tutti gli altri
saranno sentiti oggi dalla procura; ma per il reato di maltrattamento
nei confronti dei Carabineros è previsto l’intervento della
procura militare.

fonte di regime

trad. Culmine, 24.12.09

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Marco Camenisch e Gabriel Pombo Da Silva salutano l’ISI

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Saluti solidali di un libero prigioniero anarchico

All’International Symposium against Isolation, 18-20 dicembre

Ecco che partendo da uno sciopero rivoluzionario della fame dal 20.12.2009 al 1.1.2010, condotto a livello internazionale da alcuni liberi prigionieri anarchici in galera ed ai domiciliari, saluto anche l’ISI di quest’anno e con ciò anche coloro che sono cadute/i in lotta e le prigioniere libere/i prigionieri liberi in isolamento in Turchia come sempre la mia più accalorata solidarietà e stima, lo stesso vale ovviamente anche per voi famiglie, amiche/amici e compagne/compagni delle prigioniere libere e dei prigionieri liberi e delle cadute e dei caduti, che fuori lottate in solidarietà!

Compagna Güler Zere, che anche la forza del mio amore ti possa raggiungere! Nello stesso modo in cui il tuo amore mi ha donato e mi dona forza e coraggio!

Solidarietà rivoluzionaria con la lotta di ogni persona sfruttata e d’ogni popolo sfruttato contro lo Stato, il capitale, l’imperialismo, il
patriarcato, contro ogni forma d’oppressione, di sfruttamento e d’addomesticamento!

Contro la repressione, la tortura e l’isolamento, per libertà e
giustizia, un’unica lotta!

marco camenisch

lager d’annientamento “democratico” Pöschwies,
Regensdorf, CH

15 dicembre 2009

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Caro compagno Cevdet Mutlu, care/i compas dell’ISI,

che quest’anno ha luogo da domani 18.12 al 20.12 a Londra.

Purtroppo anche Gabriel Pombo Da Silva, compagno anarchico prigioniero di Spagna, in galera in Germania, è sottoposto a molte “perdite” ed a molti “ritardi” della corrispondenza…

Con un messaggio di saluto vi ha comunicato, come anche io, l’oramai quasi “tradizionale” partecipazione! Ma per il pericolo “sparizione” del suo messaggio di saluto mi prega di comunicarvi, che vi ha inviato un messaggio di saluto e che anche lui in questi giorni è con voi, contro ogni isolamento ed in commemorazione dei caduti e delle cadute in lotta in Turchia e di tutte/i che sono cadute/i nella lotta contro il dominio assoluto sulla vita, i popoli e gli individui!Spero tanto che il suo messaggio, come anche il mio, da detto sciopero della fame internazionale che noi prigionieri anarchici rivoluzionari stiamo facendo, vi raggiunga in tempo. Se per le varie difficoltà ed i vari ritardi così non fosse, noi speriamo che sentiate lo stesso la nostra solidarietà e/o che anche in seguito vi possa far piacere!

Saluti solidali, di cuore e combattivi.

marco camenisch

lager d’annientamento “democratico” Pöschwies,
Regensdorf, CH

17 dicembre 2009

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Natale ad AnarcoPaperopoli…

articolo di Emilio López Arango

Abbiamo scelto di colpire dove meno ve lo aspettate”, scrivono le “Sorelle in armi” nel comunicato in cui rivendicano la bomba alla Bocconi. E invece non c’è mai stata una bomba tanto prevedibile, nel luogo e nel momento in cui più avremmo potuto aspettarcela.

Una bomba anarchica a Milano, nell’anniversario della morte di Pinelli. Una bomba anarco- nsurrezionalista, mentre al vertice di Copenaghen i black bloc attiravano (o distoglievano, a seconda del punto di vista) l’attenzione del pubblico mondiale. Una bomba in un ateneo privato, mentre gli studenti italiani manifestavano per la scuola pubblica. Una bomba gravida d’odio proprio mentre Berlusconi, percosso al volto ma non domo, si dichiarava sicuro della “Vittoria finale dell’Amore”. Tanto maldestre in fatto di detonatori, queste Sorelle, quanto raffinate nella scelta dei luoghi e dei momenti più suggestivi. Raffinatezza che molti hanno voluto trovare sospetta – non saremmo più in Italia se pochi minuti dopo il ritrovamento della bomba non fosse già fiorita una specifica dietrologia.
Ma bisogna anche capirci: abbiamo stragi che aspettano un colpevole da trent’anni, poliziotti che piazzano molotov… con simili precedenti è effettivamente dura per un’organizzazione
terroristica alle prime armi farsi prendere sul serio. Il comunicato non aiuta, perché le citazioni che fino a qualche anno fa avrebbero dimostrato inoppugnabilmente il radicamento delle Sorelle nell’anarcoinsurrezionalismo ‘latino’ (la citazione dell’anarchico spagnolo Pombo da Silva, il richiamo all’anarchico cileno Mauricio Morales), nell’era di google diventano facilmente falsificabili: chiunque può farsi una cultura su da Silva o Morales in dieci minuti, e magari condirla con un verso di De Andrè che fa sempre anarchia. Questo in effetti è il punto meno credibile del comunicato: un anarchico che cita De Andrè è un po’ banale, ma un anarchico che cita De Andrè fraintendendolo così (il Bombarolo che vuole terrorizzare per non “ammalarsi di terrore” è un borghesotto figlio di
papà) o è un ragazzino o un impostore. Brutta storia in entrambi i casi.
L’attenzione dei giornalisti si è concentrata sulla sillaba finale. Bastano infatti tre lettere, la
sigla Fai, per trasformare la bomba di un gruppo sconosciuto nell’ultima azione del più temibile gruppo terroristico italiano. La Fai, spiegano, sta per Federazione Anarchica Informale: e se ti dicono così, significa che la Fai ha già vinto. Non la guerra, ma almeno una battaglia di immagine contro la vera FAI, la Federazione Anarchica Italiana nata nel 1945, editrice della malatestiana Umanità Nova e depositaria della storia più nobile dell’Anarchia italiana. La storica FAI non ha mai perso un’occasione per dissociarsi dal gruppo di bombaroli che ne usurpa il nome: anche in questo momento sul suo sito compare un comunicato che “denuncia la natura oggettivamente provocatoria e antianarchica delle esplosioni di Milano e Gradisca d’Isonzo”. Fatica sprecata: ormai per il grande pubblico la Fai sono gli anarchici che mettono le bombe. “La principale minaccia terroristica di matrice anarco-insurrezionalista a livello nazionale», secondo l’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna). Se non proprio l’unica. Una “galassia”, scrive Paolo Colonnello sulla Stampa, addirittura un “universo che nel
2003 provò a colpire Prodi”. Visti gli effettivi attentati portati a termine sarebbe il caso di parlare, più che di galassia, di una costellazione. Una manciata di gruppetti, disseminati in tutt’Italia, senza nessuna velleità di costituire un movimento armato unitario (anzi, la frammentarietà è quasi rivendicata), che tra il 2003 e il 2006 hanno piazzato e spedito ordigni che anche quando sono scoppiati non sempre sono riusciti a guadagnarsi le prime pagine. Unico risultato concreto: oggi la sigla Fai è cosa loro. Fino al 2006 le periodiche consegne esplosive della Fai informale ribadivano l’esistenza di una corrente sotterranea violenta annidata tra le pieghe del “Movimento dei Movimenti”. Per i Movimenti invece la f ai informale non è mai esistita: si trattava di infiltrati, servi del potere. I loro comunicati, come s’è visto, non appaiono molto convincenti. Forse la sola testimonianza a favore della ‘genuinità’ della Fai è l’unico bizzarro comunicato divulgato su internet, dal sito Anarchaos.it (ma “a semplice scopo informativo”). Risale al Natale del 2006 e porta il nome di “Documento-Incontro della Federazione Anarchica Informale a 4 anni dalla nascita”. Dopo una cronistoria accurata delle azioni compiute dai gruppi prima e dopo la nascita della Fai informale, il Documento riporta i verbali di una
riunione natalizia in… “casa di Paperino”. Sì, perché per ragioni di segretezza i nomi degli esponenti dei vari gruppi (“COOPERATIVA ARTIGIANA FUOCO E AFFINI, BRIGATA 20 LUGLIO, CELLULE CONTRO IL CAPITALE, IL CARCERE, I SUOI CARCERIERI E LE SUE
CELLE, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE”
) sono sostituiti da quelli della banda Disney. E così, insieme a Paperino abbiamo Paperina (che milita nello stesso gruppo, ma con qualche dubbio in più), Pippo che insiste per vedere il bicchiere sempre mezzo pieno (“la crescita anche se minima c’è stata”), Archimede Pitagorico, che opera da solo e sembra il più pratico di esplosivi, Qui Quo e Qua che vorrebbero passare alle pistole, (“noi invece andiamo avanti a dinamite, diserbante e qualche manciata di polvere nera”), eccetera. Si capisce che siamo a mille miglia dallo stile serioso e contorto dei comunicati brigatisti. I quali, proprio perché seriosi e contorti, non erano poi così difficili da falsificare. Mentre la lunga conversazione dei Paperi con Pippo ha tutta la freschezza di una bicchierata in un casolare di campagna, il camino in un angolo, i cani sotto il tavolo a rosicchiare costolette. I Paperi che
festeggiano il Natale del 2006 e i quattro anni di Fai Informale non hanno per niente l’aria di infiltrati dei servizi: sono i primi a riconoscere che qualcosa non ha funzionato, ad esempio le bombe (“Magari fossimo degli specialisti, con tutte ste bombe e bombette in questi anni siamo riusciti a fare solo un paio di sbirri feriti! Fanno di più allo stadio la domenica!”), ma anche la comunicazione (“Internet per noi, che con l’informatica siamo a zero, è un problema”). Da bravi anarchici informali, non si troppo il problema di stabilire obiettivi comuni. L’unica idea accettata universalmente è la propaganda armata, poi ognuno per sé. E Archimede, che termina la riunione ansioso di “socializzare” con gli altri gruppi i suoi “fuochi d’artificio”, è il ritratto perfetto del bombarolo isolato, un po’ criminale e un po’ bambino, affamato di botti la notte di Natale. Troppo realista per essere finto? Diciamo che se è un falso, nel suo genere è un capolavoro. I dialoghi sono credibili e vanno giù che una meraviglia, come nei romanzi di Wu Ming (in effetti, se fossi un agente dei Servizi e dovessi inventarmi dialoghi del genere, da chi altri scopiazzerei?) Gli errori di ortografia non sono troppi, né troppo pochi. I paperi si scambiano le esperienze, battibeccano un po’, poi brindano all’Anarchia, senza trovare nessuna sintesi, perché
la sintesi non c’è. “Mi sembra che l’indicazione sia quella di continuare”, dice Archimede, ed è il Natale del 2006. Ma nei tre anni successivi, la Fai informale non piazzerà più nessuna bomba. Un lunghissimo “silenzio operativo”, come lo chiama l’AISI, interrotto una settimana fa alla Bocconi. Eppure c’è qualcosa di veramente singolare in un gruppo che non è un gruppo, ma una costellazione di gruppetti scarsamente coordinati tra loro, che in quattro anni piazzano una trentina di bombe, e poi all’improvviso tacciono all’unisono. È difficile immaginare Paperina, Pippo e Qui Quo Qua che da città
diverse aderiscono a un “cessate il fuoco” unilaterale. Se anche qualcuno l’avesse proposto, certo qualcun altro lo avrebbe rigettato. E allora cos’è successo? Magari niente di speciale. Forse Paperina è tornata a casa con più dubbi di quelli che aveva prima, ha mollato l’eterno fidanzato vestito da
marinaretto e si è laureata in zootecnia. Forse Qui ha trovato una rivoltella, si è sparato in tasca e ha accantonato la propaganda armata. Forse Archimede è esploso mentre preparava un attentato a capodanno, passando inosservato nei bollettini dei caduti del primo gennaio. Forse. Forse, più in generale, tra 2006 e 2007 è stato l’intero Movimento dei Movimenti a sfaldarsi, con migliaia di Paperine e Paperini che hanno cominciato a disertare cortei e centri sociali, mentre i loro leader si trovavano sistemazioni istituzionali (l’onorevole Caruso!) che alla lunga avrebbero danneggiato il loro carisma. Forse, svaporato il Movimento, non c’era nemmeno più bisogno delle frange narco-insurrezionaliste con le loro bombe demodé. Finché, all’improvviso, tre anni dopo quel Natale anarchico… non ve l’aspettavate, scrivono le Sorelle in armi, lontane parenti di Paperino e Paperina. In effetti no, ma è solo perché non sappiamo guardarci intorno. La scuola e l’università sono in fermento, la piazza si riempie di antiberlusconiani a cui non serve più nemmeno un partito per radunarsi (basta Facebook). Il Presidente, colpito da un pazzo, denuncia un clima d’odio montato da internet e dai giornali… no, decisamente, una bomba avremmo potuto anche aspettarcela.

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Sciopero della fame – Compagni fermati e carabineros “lesionati”

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Dalle agenzie di stampa cilene apprendiamo che la manifestazione del 23
dicembre, in pieno centro di Santiago, in solidarietà ai
compagni prigionieri in sciopero della fame è stata repressa.
Fonti di regime segnalano il fermo di 7 compagni, il danneggiamento
di immobili e la presunta lesione di 2 carabineros.

Culmine

_________________

Un gruppo di circa 70 giovani anarchici si è riunito in pieno
centro di Santiago, a la Alameda, aderendo ad una rete di prigionieri
in sciopero della fame in paesi come Germania, Spagna e Cile.

I manifestanti hanno occupato il marciapiede nord de la Alameda, il che
ha costretto l’intervento delle Fuerzas Especiales de Carabineros.

Secondo le informazioni fornite dal maggiore del 3° commissariato di
Santiago Centro, Claudio Rojas, 2 carabineros avrebbero riportato
lesioni ed alcuni immobili danneggiati.

La manifestazione s’è tenuta in appoggio ai compagni della loro
causa e che sono in carcere, in particolare per i casi di Matías
Castro di 20 anni e di Pablo Carvajal di 18, che sono in detenzione
preventiva per l’attacco incendiario al commissariato della Brigada
de Homicidios della PDI, avvenuto lo scorso settembre.

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Adesione di Pablo allo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

E’ giunta l’adesione del compagno prigioniero cileno Pablo Carvajal allo
sciopero della fame di fine anno. Ricordiamo che Pablo, assieme a
Matias, è stato arrestato per l’attacco al commissariato della
PDI. Pablo e Matias sono in carcerazione preventiva.

Attualmente i compagni prigionieri che hanno aderito allo sciopero della fame di
fine anno sono: Gabriel (Germania), Marco (Svizzera), Juan Carlos,
Francisco, Honorio e Alberto (Spagna), Diego (Argentina), Sergio,
Mike, Evelin, Luca e Pasquale (Italia), Matias e Pablo (Cile).

Sempre in Cile, Axel Osorio inizierà il 24 dicembre uno sciopero
della fame solidale e Marcelo Dotte solidarizza da dentro il carcere
con la settimana solidale, ma non effettuerà lo sciopero della fame.

Culmine, 24.12.09

___________________

Matias Castro y Pablo Carvajal, presos acusados por el ataque a la
PDI, se han adherido mediante ayunos a la propuesta de Gabriel pompo de
Silva. Esta huelga ya cuenta con: Gabriel (Alemania), Marco (Suiza),
Juan Carlos, Francisco, Honorio y Alberto (España), Diego (Argentina),
Sergio, Mike, Evelin, Luca y Pasquale (Italia), Matias Castro y Pablo
Carvajal ($hile).

Además Axel Osorio partiría el 24 de Diciembre con ayuno solidario y
Marcelo Dotte solidariza desde dentro de la carcel con la semana
solidaria, pero no realizará Huelga.

Vale decir que esta instancia promovida por Gabriel desde Alemania
es un gesto de amor insurrecto con quienes han dado su vida en el
combate. Por enumerar algunas personas, Gabriel dice “compañeros como
“el Francés”, Paco Ortiz, Xosé (y todxs lxs asesinadxs en el FIES)…
compañeros como Puig Antich, Agustín Rueda… Mauricio Morales, Zoe…”

Ante esta nueva generación de guerreros que ha ido emergiendo de las
entrañas del capitalismo, Gabriel presta gran atención en Mauricio, así
como quienes ha llevado a la propaganda por el hecho un modo de vida en
Argentina, Grecia y otros lugares.

fuente: Hommodolars.org

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Madrid – Corteo contro le carceri ed in appoggio ai prigionieri in lotta nel mondo

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Ancora un anno e fino all’ultimo giorno
dimostriamo il nostro ripudio verso lo stato ed il sistema
carcerario. Uno stato che ci rinchiude in un mondo in cui l’individuo
si trova immerso, in cui si impone con la forza la privazione della
libertà, dell’intimità e dove si è sottoposti ad
un sistema autoritario e gerarchizzato. Uno stato che sequestra
(recente è il caso della nostra compagna Tamara), che tortura,
umilia e perfino porta alla morte dei compagni, esseri cari e persone
che dimostrano un atteggiamento non sottomesso al regime dittatoriale
imposto, mettendo in pericolo i loro interessi politici, economici e
tutto il sistema sociale.
Mostriamo il nostro odio verso il
sistema carcerario dando tutto il nostro appoggio fino all’ultimo
minuto dell’anno ai compagni crudelmente sequestrati dalla società.

Leviamo in alto le nostre voci di ripudio con rabbia e chiarezza
di fronte ai tenebrosi che giorno dopo giorno assassinano milioni di
persone in tutto il mondo.
Abbasso le mura!!!
Prigionieri
liberi!!!

Madrid,
31 dicembre – stazione di Mostoles Central alle ore 12.00

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E’ mancato Tavo Burat

Dalla rete riportiamo questo comunicato.

Noi di Culmine ricordiamo
la vicinanza di Tavo a Marco Camenisch quando era rinchiuso nel
carcere di Biella e il suo sostegno solidale al popolo Mapuche.
Inoltre, ricordiamo piacevolmente il suo sostegno fornito alla
Campagna Contro Benetton.

Culmine

_________________

E’ mancato Tavo Burat, animatore del centro studi dolciniano e compagno
delle tante battaglie , non ultima della lotta No tav.

Tavo, uomo generoso, coraggioso, profondamente colto di una cultura non
astratta o formale, ma sempre radicata alla lotta reale contro le
disuguaglianze, per la dignità e la liberazione degli
oppressi. Lo ricordiamo con noi, in Val di Susa, per sostenere e
condividere la lotta contro il TAV, della quale amava la
consapevolezza, l’irriducibile opposizione ai poteri forti e la
responsabilità rispetto alle generazioni future.

Nelle sue parole il passato, anche quello più antico, sapeva tornare
vivo ed attuale, capace di parlarci e darci coraggio.

Ora sulle vie di Dolcino e Margherita siamo più soli. Ci resta,
vivo e fraterno, il ricordo del suo spirito libero.

Nicoletta e i Compagni della Credenza e del Circolo PRC di Bussoleno.

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Buenos Aires – Bruciato un furgone da lusso

fonte: Ai Ferri Corti, 22.12.09

All’alba di martedì è stato bruciato un furgone da lusso nel quartiere amburghese di Villa del Parque de la Ciudad di Buenos Aires.

L’azione è stata realizzata facendo ricorso alle famose molotov, che in un istante hanno illuminato le nera notte di questa città di cattive arie governata dall’abominevole flusso delle auto e dei suoi conduttori.

Il fuoco non solo ha incendiato il mezzo, ma ha avvivato la pratica della ribellione che tanti compagni stanno esercitando in tutte le parti del mondo.

Questo è un appello all’azione che ha ricevuto la sua risposta e speriamo rispondano gli altri compagni che lottano giorno dopo giorno per la liberazione, per l’anarchia.

Per la distruzione della civilizzazione e di tutti i suoi amici.
Fuoco a tutto quel che ci converte in schiavi.

Anarquistas

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Cile – Il GRUPO AUTÓNOMO AGUSTÍN RUEDA SIERRA rivendica attentato contro Zurich

fonte: Fondazione Roscigna

Con questa e-mail ci assumiamo la responsabilità dell’attacco dinamitardo effettuato questa notte contro l’edificio de “la chilena consolidada”, appartenente al gruppo economico Zurich. Tale azione s’inquadra nello sciopero della fame internazionale dei prigionieri politici proposto dal carcere-centro di sterminio di Aachen, Germania, da parte del compagno Gabriel Pombo Da Silva, dal 20 dicembre al 1 gennaio.

L’attacco contro questa compagnia, esponente del capitalismo finanziario cileno in alleanza con gli interessi capitalisti svizzeri, ha cercato di solidarizzare con Marco Camenisch, rivoluzionario  prigioniero dello Stato-Capitale svizzero.

Sebbene le parole non risolvono nulla, ci spiace che una persona abbia riportato un trauma acustico lieve, nonostante il progetto di una carica a bassa potenza cercasse solo di danneggiare l’infrastruttura del capitale.

Lanciamo un appello a dar fuoco alla polvere ed a continuare l’offensiva che non dimentica.

Fino a che ci sarà miseria, ci sarà ribellione!

Libertà ai prigionieri politici anticapitalisti del mondo!

GRUPO AUTÓNOMO AGUSTÍN RUEDA SIERRA*;

Santiago del Cile, lunedì 21 dicembre 2009.

*Agustín Rueda Sierra: anarchico torturato fino alla morte dai carcerieri nella prigione di Carabanchel per non aver voluto infamare i suoi compagni di fuga.

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Adesione di Matias Castro allo sciopero della fame internazionale

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Culmine informa che il compagno prigioniero cileno Matias Castro ha aderito alla mobilitazione internazionale da parte dei nostri compagni rinchiusi nelle prigioni di diverse parti del mondo. Con Matias sono 13 i compagni che aderiscono all’iniziativa:

Gabriel (Alemania), Marco (Suiza), Juan Carlos, Francisco, Honorio e Alberto (España), Diego (Argentina), Sergio, Mike, Evelin, Luca y Pasquale (Italia), Matias ($hile, ayunos solidarios).

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Gabriel – Lettera ai compagni di Presxs a la kalle

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Riflessioni di Gabriel Pombo Da Silva sull’affinità, l’informalità e la lotta di noi che siamo contro l’autorità (sia dentro che fuori).

Nota di Presxs a la kalle
Nostro malgrado dobbiamo comunicare che, non potendo assicurare l’uscita di un numero della nostra pubblicazione per la settimana internazionale di solidarietà (dal 20 dicembre al 1 di gennaio), abbiamo deciso di pubblicare/diffondere le riflessioni del compagno Gabriel Pombo Da Silva, prigioniero in Germania, prima che esca un nuovo numero.

Salutiamo il compagno e le sue riflessioni, ovviamente senza idealizzarlo ma avendone stima come uno che non si lascia piegare. Qui, il compagno riflette attorno alla modalità dello sciopero della fame come lotta, sull’affinità, sull’informalità e sull’agire di noi che siamo contro l’autorità.

Nonostante la polizia/stampa lo cataloghi come l’ideologo dell’insurrezionalismo e di alcune organizzazioni, da qui noi sappiamo che tutti contribuiamo con i nostri propri percorsi e riflessioni all’insurrezione, è in questa maniera che tra tutti costruiremo i percorsi di attacchi al capitale.

p.s. ai continui e attenti cyber-vigilantes:
non sforzatevi cercando legami e reti internazionali, non c’è bisogno di conoscersi per provare l’affinità, il bisogno di collaborare, apportare, contribuire, salutare i diversi compagni o pubblicazioni è proprio di noi che ci affratelliamo nella lotta. La nostra vita non si basa né acquisisce senso con il salario a fine mese, ma con le convinzioni.

Lettera ai compagni di Presxs a la kalle

Cari compagni,

è mia intenzione quella di contribuire con queste righe al prossimo numero di Presxs a la kalle che uscirà durante le giornate di lotta internazionale (dal 20 dicembre al 1 gennaio) in ricordo/omaggio ai compagni caduti in combattimento contro lo Stato/Capitale, le sue Carceri ed i suoi Carcerieri, ed il suo Sistema/Società Carceraria… In particolare, è fresca la memoria della morte in azione di Mauricio Morales e di Zoe… senza dimenticare l’assassinio della Brigatista Diana nell’infame dipartimento d’isolamento italiano appena due mesi fa… Anche se è stata lei (in un ultimo disperato atto per conservare la sua identità e la sua dignità politica) che s’è messa il cappio sul collo (e probabilmente siamo molti tra noi antiautoritari a non condividere il suo progetto politico), noi non abbiamo dubbi che qualsiasi morte in prigione è un delitto di stato e che la finalità del sistema carcerario (specialmente i regimi d’isolamento) è la distruzione della nostra personalità in tutti i suoi aspetti (sociali, politici, umani, ecc.) e il cosiddetto “reinserimento” che dicono di perseguire non è altro che: tradimento, pentimento e vergogna…

Sono più di 25 anni di carcere che porto sulle mie spalle (dei quali oltre 20 in isolamento) e non lo scrivo con “orgoglio” (che orgoglio si può avere ad essere prigioniero?) né con “tristezza”, è semplicemente una parte della mia storia personale.

In questi 25 anni di carcere non mi sono limitato a “scontare la  mia condanna”, ma a potenziarmi come individuo rivoluzionario e cosciente (da una prospettiva antiautoritaria) “divorando” letteralmente centinaia (o migliaia) di libri di storia, politica, filosofia, ecc…

Oltre quest’occupazione (che è anche una passione necessaria per ossigenare il cervello ed ampliare le conoscenze, pratiche e teoriche) e quella di scrivere (lettere, testi, poesie, libri… ), mi sono dedicato a lottare nel mio contesto assieme al resto dei detenuti: scioperi della fame, proteste, sommosse, ecc…

Per me è difficile accettare concettualizzazioni teoriche nella prassi di guerra contro il dominio ed i suoi molteplici sistemi e appendici… Con questo voglio dire che detesto gli aggettivi e la logorrea “politica” che inevitabilmente tutti noi mettiamo per segnalare-riassumere-sintetizzare ciò che diciamo di essere…

Penso che ciò che ciascuno di noi è va ben oltre le nostre rispettive idee o azioni. E’ l’intera traiettoria della vita di un individuo quella che ci dice se questo o quella sono un fratello, un affine o meno…

Per me il concetto “affine” va ben più in là di quello teorizzato dal compagno Bonanno (e, prima di tale compagno, dai gruppi di agitazione armata anticapitalista come i C.C.A.A. nella penisola iberica, i G.A.R.I. da un lato all’altro dei Pirenei o la FAI prima della Rivoluzione/Guerra Civile spagnola e la recente F.A.I.-informale…)… e tanti altri nel corso della storia fino ad oggi…

Non ha minor importanza l’affinità non politica che s’instaura tra individui ribelli (apolitici) che, senza condividere le nostre idee (politiche), possono servire per realizzare azioni d’importanza vitale in maniera reciproca…E’ un fatto che nel corso della nostra vita non sempre siamo circondati da compagni che condividono le nostre idee o progetti e, in tal senso, dobbiamo trovare complici attorno a noi e nel contesto in cui viviamo per sopravvivere e cercare vie d’uscita che permettano di spezzare il ristagno e/o l’isolamento in cui possiamo trovarci in tali periodi.

Penso, ad esempio, a situazioni/circostanze in cui abbiano bisogno del “vile metallo” per autofinanziarci e non troviamo compagni disposti ad effettuare l’esproprio (non sarebbe la prima volta) e possiamo realizzare tale azione con una di queste “affinità”.
O penso a circostanze come quelle che vivo oggi in questo paese, in cui
“partendo da quel che c’è” cerco di accompagnare lotte  (sempre con lo scopo di radicalizzarle) che, in principio, sono di carattere “legalitario” (“diritti umani”), ma che possono essere l’inizio di qualcosa che è sempre meglio di nulla.

In tal senso ricordo gli scioperi della fame solidali con l’associazione tedesca Iv.i, gli ergastolani italiani, ecc… che purtroppo non hanno dato i frutti sperati, ma non per questo non s’è cercato di andare oltre il carattere legalitario da parte di noi compagni antiautoritari che abbiamo preso parte a quelle iniziative in maniera simbolica.

Tutti noi sappiamo che “l’ideale” è camminare con compagni che vedano le cose come noi, ma sappiamo che le realtà variano da un contesto all’altro e le nostre idee devono adeguarsi proprio al contesto in cui ci troviamo.

Per esempio, in Germania sia i prigionieri politici che quelli sociali non vedono lo sciopero della fame come un’arma di lotta, il che per me è incredibile perché nella penisola iberica è parte integrante dell’arsenale di ogni ribelle e rivoluzionario, quale che sia la sua “tendenza”. In Italia la situazione è simile a quella tedesca. Non solo non viene considerato come arma strategica, ma viene duramente criticato in quanto considerato “autolesionista” e tante altre stupidaggini.

Le mie esperienze di lotta mi confermano che gli scioperi della fame, quando vengono seguiti collettivamente, generano legami di affinità e di coscientizzazione che vanno ben oltre le masturbazioni teoriche. Quando “digiuniamo” assieme stiamo dicendo ai nostri carcerieri che, sebbene in tali circostanze di merda in cui abbiamo a disposizione solo i nostri corpi e le nostre idee (ossia la dignità), siamo capaci di esprimere il nostro amore e la nostra rabbia.

Lo sciopero della fame viene considerato, dall’istituzione carceraria, come un atto di ribellione che a sua volta viene sanzionato come un atto di “cattiva” condotta, come ben sanno i compagni… E’ curioso, quindi, che le “critiche” ci piovano addosso da parte di certi compagni…

Continuando con il discorso sull’organizzazione informale e l’affinità, penso senza esitare che si tratti della miglior forma e mezzo per svilupparci e per lottare sia a livello individuale che collettivo.

Quando dico “svilupparci”, mi riferisco al senso più esteso della parola: svilupparci teoricamente (nella misura in cui condividiamo letture e “aggiustiamo” tra di noi il senso e il valore che diamo ai diversi concetti che si mischiano a livello teorico); svilupparci nella prassi (intendendo per prassi l’insieme delle attività che viviamo nella lotta e nel quotidiano); svilupparci come individui (non come singolarità che disprezzano il collettivo) con aspirazioni di crescita quantitativa e qualitativa; sia a livello teorico che organizzativo; sia nella azioni dirette che nella propaganda che dev’essere qualcosa in più della “autoreferenzialità”.

Personalmente, non mi considero un “antisociale” (forse, in tal senso, non comprendo il valore che voi in Cile date al concetto “Sociale” e/o “Anti-sociale”), bensì un Anti-sistema (intendendo per Sistema l’insieme delle Istituzioni che configurano e riproducono autoritarismo e competitività tra le persone, oltre la violenza e il terrore come fanno le dittature capitaliste o le nomenclature d’ogni tipo) che tuttavia aspira ad una proiezione di carattere Sociale in cui gli individui possano vivere liberi (sia in collettività o in maniera comunista anarchica) ed essere orientati (non “educati”) in libertà.

Ma certo…prima di teorizzare o sognare su quel che dovrebbe essere “la società futura” abbiamo il grandissimo compito di attaccare e di distruggere l’attuale sistema che non solo impedisce qualsiasi “utopia”, ma che sta provocando la precipitazione devastatrice ed irreversibile del Pianeta, della Natura e di tutta la Biodiversità… Inoltre, penso che l’organizzazione informale debba essere una federazione… Credo che la F.A.I. (informale) si sia espressa in maniera estesa sul perché Federazione, perché Anarchica e perché
Informale.

Mi consta che la mia presa di posizione “pubblica” (per mezzo di lettere, comunicati, ecc.) sulla F.A.I. (informale) abbia generato “disagi” tra molti compagni anarchici e che, naturalmente, io sia stato direttamente collegato a tale organizzazione. Da parte mia non penso proprio di “difendermi” da accuse sbirresche né di ritrattare davanti a qualsiasi movimento le mie idee e opinioni.

Forse non c’è bisogno d’una “sigla” specifica ed è “auspicabile” un progetto organizzativo insurrezionale in cui i gruppi d’azione si esprimano da se stessi in maniera “diffusa”, ma ho la sensazione che molte azioni possano essere facilmente negate o recuperate dal sistema (per non parlare della gente “non politicizzata” che non capirà né le nostre idee né le azioni)… Non so…

Infine, desidero esprimere a tutti voi, in Cile come in Argentina, l’enorme affetto e complicità, vicinanza e solidarietà che provo verso di voi e le “vostre” lotte che sento così mie come le mie idee d’azione e di libertà… Speriamo che nella vecchia Europa alcuni apprenderanno dalla vostra vitalità e dal vostro slancio!

Con queste righe vi lascio piccole riflessioni su alcune questioni…

Un abbraccio anarchico e rivoluzionario a tutti.

Gabriel

Aachen, 30 novembre 2009

www.presxsalakalle.blogspot.com

presxsalakalle@gmail.com

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Carta a lxs compas de Presxs a la kalle de Gabriel

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Reflexiones de Gabriel Pombo da Silva en torno a la afinidad, informalidad y la lucha de quienes estamos contra la autoridad (tanto adentro como afuera).

Nota de Presxs a la Kalle: Con mucho pesar, debemos comunicar que en vista de no poder asegurar la salida a la calle de un nuevo numero para la semana internacional de solidaridad ( Actualmente en desarrollo, desde el 20 de diciembre al 1 de enero), decidimos publicar/difundir las reflexiones del compañero Gabriel Pombo da Silva preso en Alemania, antes que salga un nuevo numero.

Saludamos al compañero y sus reflexiones, obviamente sin idealizarlo pero teniéndole la estima de quien no se deja aplastar. Aca el compa reflexiona en torno a la modalidad de la huelga de hambre como lucha, la afinidad, la informalidad y el actuar de quienes estamos contra la autoridad.

Muy a pesar de que la policía/prensa lo catalogue como el ideólogo del insurreccionalismo y algunas organizaciones, desde acá solo entendemos que todos contribuimos con nuestros propios caminos y reflexiones a la insurrección, es de esa forma que vamos entre todxs construyendo los caminos del ataque al capital.

PD a los continuos y atentos ciber-vigilantes: No se esfuercen buscando nexos y redes internacionales, no es necesario conocerse para sentir la afinidad, la necesidad de colaborar, aportar, contribuir, saludar a distintos compañerxs o publicaciones es propia de quienes nos hermanamos en la lucha.
Nuestra vida no se basa ni adquiere sentido con el salario a fin de mes, sino por nuestras convicciones.

Queridxs compañerxs;

Es mi intención contribuir con estas letras en el próximo número de Presxs a la kalle que saldrá a la luz durante la jornada de lucha internacional (del 20 de Diciembre al 1 de Enero) en recuerdo/homenaje a lxs compañerxs caidxs en combate contra el Estado/Capital, sus Cárceles y Carcelerxs y su Sistema/Sociedad Carcelaria… En particular fresco en la memoria la muerte en acción de Mauricio Morales y Zoe… sin olvidar el asesinato de la Brigadista Diana en el infame departamento de aislamiento de Italia hace apenas un par de meses… Pues aún cuando fue ella quien (en un último acto desesperado por conservar su identidad y dignidad política) se puso la cuerda al cuello (y posiblemente muchxs antiautoritarixs no compartiésemos su proyecto político) a nosotrxs no debe cabernos dudas que
toda muerte en prisión es un crimen de estado y que la finalidad del sistema carcelario (en particular los regímenes de aislamiento) es la destrucción de nuestra personalidad en todos sus aspectos (social, política, humana, etc.) y la llamada “reinserción” que dicen perseguir no es otra cosa que la traición, el arrepentimiento y la vergüenza…

Son más de 25 años de cárcel los que llevo a mis espaldas (de éstos más de 20 en aislamiento) y no escribo esto ni con “orgullo” (¿qué orgullo se puede tener por estar preso?) ni con “pesadumbre” es sencillamente una parte de mi historia personal.

En estos 25 años de cárcel no me he limitado a “cumplir mi condena” sino a potenciarme como individuo revolucionario y consciente (desde una perspectiva antiautoritaria) “devorando” literalmente cientos (o miles) de libros sobre historia, política, filosofia, etc…

Además de esta ocupación (que a su vez es una pasión necesaria para oxigenar al cerebro y ampliar conocimientos, prácticos y teóricos) y la de escribir (cartas, textos, poesías, libros…) me he dedicado a luchar en mi contexto junto con el resto de presxs: huelgas de hambre, plantes, motines, etc…

Para mí es difícil aceptar conceptualizaciones teóricas en la praxis de guerra contra el dominio y sus multiples sistemas y apéndices… Quiero decir con esto que detesto los adjetivos y la verborrea “política” que inevitablemente todxs nos ponemos para señalar-resumir-sintetizar aquello que decimos ser…

Pienso que lo que cada unx de nosotrxs va más allá de nuestras respectivas ideas o actos. Es la entera trayectoria vital de un individuo lo que nos dice si este o aquella es un/a hermanx, afín o no…

Para mi el concepto “afín”/”afinidad” va más allá de como muy bien lo ha teorizado el compañero Bonanno (y, antes que éste compañero, grupos de agitación armada anticapitalista como los C.C.A.A. en la Península Ibèrica, los G.A.R.I. a un lado y otro de los Pirineos o la FAI de antes de la Revolución/Guerra Civil española y la reciente F.A.I.-informal…)… y tantxs otrxs a lo largo de la historia y hasta hoy…

No me merece menos importancia la afinidad no política que se desarrolla entre individuos rebeldes (apolíticxs) que aún sin compartir nuestras ideas (políticas) pueden servir para llevar acabo acciones de vital importancia de modo recíproco…
Es un hecho que a lo largo de nuestra vida no siempre estamos rodeadxs de compañerxs que comparten nuestras ideas o proyectos y, en este sentido, debemos encontrar cómplices en nuestro entorno/contexto para sobrevivir y buscar salidas que rompan el estancamiento y/o aislamiento en el que podemos encontrarnos en dichos períodos.

Pienso, por ejemplo, en situaciones/circunstancias donde precisamos del “vil metal” para autofinanciarnos y no encontramos compañerxs dispuestxs a llevar a cabo la expropiación (no sería la primera vez) y podemos llevar ésta acción con una de estas “afinidades”. O pienso circunstancias como las que hoy vivo en este país y donde “partiendo de lo que hay” intento acompañar luchas (con la intención siempre de radicalizarlas) que, en principio, son de carácter “legalista” (“derechos humanos”) pero pueden ser
el inicio de algo que siempre es mejor que nada.

En este sentido recordar las H.H. solidarias con la asociación Iv.i, lxs ergastolani, etc… que lamentablemente no dieron los frutos esperados pero no por ello se intentó ir más allá del carácter legalista por parte de lxs compas antiautoritarios que formamos parte en las iniciativas de forma simbólica.

Todxs nosotrxs sabemos que “lo ideal” es caminar con compañrxs que ven las cosas como nosotrxs, pero sabemos que las realidades varían de un contexto a otro y nuestras ideas deben adecuarse precisamente al contexto en el cual nos encontramos.

Por ejemplo, en Alemania tanto lxs presxs políticxs como sociales no ven las huelgas de hambre como un arma de lucha, lo que para mí es increíble porque en la península ibérica forma parte del arsenal de todo rebelde y revolucionarix, sea de la “tendencia” que sea. En Italia ocurre algo similar a lo que ocurre acá. No sólo no es considerada como arma estratégica sino que es criticada duramente por considerar que es “autolesionista” y, qué se yo cuantas imbecilidades más.

Mis experiencias de lucha me confirman que las huelgas de hambre cuando son seguidas colectivamente generan lazos de afinidad y concienciación que van más allá de masturbaciones teóricas. Cuando “hambreamos” juntxs le estamos diciendo a nuestrxs carcelerxs que aún en estas circunstancias de mierda donde solo disponemos de nuestros cuerpos e ideas (vale decir dignidad) somos capaces de expresar nuestro amor y nuestra rabia.

La huelga de hambre es considerada por la institución carcelaria como un acto de rebeldía que a su vez es sancionada como un acto de “mala” conducta como bien saben lxs compañerxs… Es curioso pues que las “críticas” nos lluevan del lado de ciertxs compañerxs…

Continuando con esto de la organización informal y la afinidad pienso sin lugar a dudas que es la mejor forma y medio para desarrollarse y luchar tanto a nivel individual como colectivo.

Cuando digo “desarrollarnos” me refiero en el más amplio sentido de la palabra: desarrollarnos teóricamente (en la medida que compartimos lecturas y vamos “ajustando” entre nosotrxs el sentido y valor que le otorgamos a los diversos conceptos que se barajan en lo teórico); desarrollarnos en la praxis (entendiendo por praxis el conjunto de actividades que vivimos en la lucha y lo cotidiano); desarrollarnos como individuxs (no como singularidad que desprecia lo colectivo) con aspiraciones de crecimiento cuantitativo y cualitativo; tanto en lo teórico como en lo organizativo; tanto en las acciones directas como en la propaganda que debe ser algo más que “autoreferencial”.

Personalmente no me considero un “antisocial” (quizás en este sentido, no comprendo el valor que vosotrxs le dáis en Chile al concepto “Social” y/o “Anti-social”) sino más bien un Anti-sistema (entendiendo por Sistema el conjunto de Instituciones que configuran y reproducen autoritarismo y competitividad entre las personas, además de violencia y terror tal cual lo hacen las dictaduras capitalistas o las nomenclaturas de todo tipo) que no obstante aspira a una proyección de carácter Social donde lxs individuos pueden vivir libres (ya sea en colectividades o en comunismo anárquico) y ser orientadxs (que no “educadxs”) en libertad.

Pero claro… antes de teorizar o soñar con lo que debiera ser “la sociedad futura” tenemos una grandísima tarea en atacar y destruir el sistema actual que no solo impide toda “utopía” sino que está precipitando el curso devastador e irreversible del Planeta, la Naturaleza y la Biodiversidad toda…

Además de la organización informal considero que ésta debiera ser una federación… Creo que la F.A.I. (informal) expuso sobradamente porque Federación, porque Anarquista y porque Informal.

Me consta que mi toma de posición “pública” (a través de cartas, comunicados, etc.) en relación a la F.A.I. (informal) genera “incomodidad” entre muchxs anarquistas y que, por supuesto, se me relaciona directamente con dicha organización. Por mi parte ni pienso “defenderme” de acusaciones esbirrescas ni de retractarme ante movimiento alguno por mis ideas y opiniones.

Quizás no sea necesario un “acrónimo” específico y sea “deseable” un proyecto organizativo insurreccional donde los grupos de acción se expresen por sí mismos de forma “difusa”… pero tengo la impresión que muchas acciones pueden ser fácilmente negadas o  recuperadas por el sistema (por no hablar de la gente “despolitizada” que no acaban por entender, ni nuestras ideas ni las acciones)… No sé…

Por último deseo expresaros a todxs vosotrxs ahí en Chile como Argentina el enorme cariño y complicidad, cercanía y solidaridad, que siento hacia vosotrxs y “vuestras” luchas que siento tan mías como mis propias ideas de acción y libertad… ¡Ojalá en la vieja europa algunxs aprendan de vuestra vitalidad y entrega!

Con esta letras os dejo unas poquitas reflexiones sobre algunas cuestiones… Un abrazo anárquico y revolucionarios a todxs.

Gabriel

Aachen, 30 de noviembre del 2009

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presxsalakalle@gmail.com

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Carta de Marco Camenisch por la huelga de hambre internacionalista

Sobre la huelga de hambre colectiva del 20/12/2009 al 1/1/2010 de unxs presxs libres anarquistxs

Nosotrxs, unxs presxs libres anarquistas secuestradxs por el Estado y el capital entre otros paises en Suiza, Alemania, Italia, España y Argentina, estamos de acuerdo con la propuesta de nuestro compañero preso en Alemania, Gabriel Pombo Da Silva, a tomar parte en esta iniciativa.

Con la cual conmemoramos también nuestro compañero Mauricio Morales, caido en combate como guerrero social en el mayo de este año.

Estamos de acuerdo en que la huelga de hambre es para nosotrxs presxs libres uno de los medios y una de la expresiones de la participación, la solidaridad y el fortalecimiento en la lucha social dentro y fuera, contra la cárcel y la represion, pero también en general en la guerra social contra la opresión y la explotación.

Compartimos también las condiciones adecuadas para poder iniciar espontaneamente y autonomamente esta iniciativa.

Además, lxs anarquistas de la guerra social, adentro de la cárcel o afuera, compartimos el hecho de ser guerreras y guerreros, y nunca soldados de las distintas expresiones, de los distintos grupos, puntos de referencia y/o dogma (ni siquiera de los propios…) de esta guerra social.

Pero también estamos de acuerdo que nosotrxs los presos estamos dispersadxs a nivel internacional y de alguna manera siempre aisladxs, ya sea individualmente o en pequeños grupos, y que somos de generaciones y experiencias, tendencias y contextos, y en diferentes condiciones.

Aunque sobre la base de fuerza de la afinidad ahora expuesta en manera -por supuesto- muy rudimentaria, es tipico de lxs anarquistas, sobre todo porque no somos soldadxs sino guerrerxs, que a nivel individual o de grupo, actuamos y expresamos el contenido de un organismo autónomo e independiente.

En segundo lugar, la masiva restricción represiva de la comunicación entre nosotrxs y hacia el exterior, actuada en particular en Alemania y España, es un obstáculo grande, y quiero dar las gracias a lxs compañerxs en Italia del Culmine (y también de de otras experiencias de la solidaridad revolucionaria), por su gran compromiso solidario (recogiendo y difundiendo las adhesiones, las eventuales declaraciones, artículos, escritos y traducciones español-italiano, véase culmine@distruzione.org; culmine.noblogs.org) sin el cual el desarrollo y la difusión de esta iniciativa hubiera sido mucho más difícil, hasta imposible. Solidaridad con ellxs, que ahora estan bajo juicio y persecución política a través de la usual imputacion de asociacion subversiva de origen fascista y adentro del clima de restauración internacional!

Reitero mi declaración para la iniciativa del 9 al 16 de noviembre y todavía recuerdo a Mumia Abu-Jamal, que más que nunca esta amenazado de ser asesinado por el Estado a través de sus jueces y códigos.

Que nos afectan a todxs dentro y fuera, de alguna manera y dureza dentro de los pasajes y las situaciones inevitables y bastante reales, con que, hasta lograr su desmantelamiento, tenemos que confrontarnos en manera real, exacta, diversa y solidaria. Y a menudo también como cuestion nuda y cruda de supervivencia. Inevitablemente, muchas veces de manera contradictoria, pero siempre como primera contradicción del sistema (por ejemplo, la gestión política del proceso), ya que cualquier forma de dominación para su supervivencia, no puede renunciar a la fuerza de legitimacion de sí mismo.

Saludo y abrazo aqui de amor fraternal a Gabriel y José, en Alemania, los anarquistas encarcelados en Alessandria, y también en Italia a Nicola de María y a todxs lxs compañeros presxs revolucionarixs encarceladxs en Siano y en otros lugares, los dos anarquistas presos en Suiza, España, Francia, en Grecia, Christos y Alfredo y lxs demas, en Chile y Argentina a Marcelo, Freddy y lxs demas, junto con los presos políticos de la guerra de liberación Mapuche. Y cualquier otrx presx libre, anarquista o no, de la guerra social en todas partes!

Solidaridad con todas las luchas dentro y fuera, contra la prisión, el aislamiento y la represión en todo el mundo.

Solidaridad con la lucha de cada persona y pueblos oprimidos y explotados. Contra el Estado, el capitalismo, el imperialismo, el patriarcado, contra todas las formas de opresión, explotación y domesticación.

Libertad y justicia para cualquier vida, como derecho natural!

Una lucha que en última instancia debe unirnos con toda la diversidad y todas las luchas parciales. Y que se tiene que llevar para cualquier vida en la Tierra. La única alternativa a la aniquilación para todxs, y pronto!

Mauri, Zoe, Edo, Sole, Diana y muchos de ustedes que antes y ahora cayeron dentro y fuera, en la lucha revolucionaria: la lucha continúa y se fortalece!

Marco Camenisch,
campo de exterminio “democrático” Pöschwies, Regensdorf,
CH, 15 de diciembre 2009.

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Santiago del Cile – Attentato esplosivo contro compagnia assicuratrice

fonte: Liberación Total

Un attentato esplosivo ha provocato seri danni alla facciata
dell’edificio della compagnia assicuratrice “Chilena Consolidada”,
appartenente al gruppo svizzero Zurich, ed ha causato il trauma
acustico di una persona. Il fatto è avvenuto all’alba di
questo lunedì nel comune borghesizzato di Providencia.

L’esplosione ha provocato gravi danni alle vetrate della compagnia, ha rotto le
vetrate di una fermata del Transantiago ed ha causato un trauma
acustico ad una persona che si trovava nei paraggi.

Il fatto è avvenuto verso le 0.30 di lunedì 21 dicembre ed
ha allarmato le persone che abitano nella zona per la forte
detonazione, che sarebbe stata ascoltata fino ad 1 chilometro di
distanza.

Sul posto sono giunti gli artificieri del GOPE (grupo de operaciones
policiales especiales), in compagnia dello sbirro magistrato
Francisco Jacir, per le perizie del caso.

Sempre nella stessa nottata, un falso allarme bomba ha costretto il GOPE ad
evacuare uno dei terminal bus più grandi di Santiago,
generando caos e frustrazione tra agenti e cittadinanza.

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SCIOPERO DELLA FAME NON RIVENDICATIVO

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Questo sciopero della fame che ci apprestiamo a fare è un gesto d’amore insorgente… amore verso le persone che hanno dato la vita/libertà nel combattimento… compagni come “el Francés”, Paco Ortiz, Xosé (e tutti gli altri assassinati nel FIES)… compagni come Puig Antich, Agustín Rueda… Mauricio Morales, Zoe…

Non riesco a capire il ripudio verso lo sciopero della fame come metodo di lotta in Italia… Il mio primo sciopero della fame l’ho fatto a 17 anni (nel 1984) assieme ad altre migliaia di detenuti nelle carceri spagnole, perciò per me lo sciopero della fame è un qualcosa che non ho bisogno di dibattere con nessuno… chi non ha altre armi che il suo corpo non ha altra alternativa. Non “solo” ho fatto scioperi della fame, ma ho anche “sequestrato” carcerieri/poliziotti per fare sommosse e scappare o protestare… alcuni compagni miei hanno potuto sequestrare giudici e magistrati nel Tribunale.

In Italia lo sciopero della fame non solo non viene considerato come arma strategica, ma viene duramente criticato in quanto considerato “autolesionista” e tante altre stupidaggini.

Gabriel Pombo Da Silva, novembre 2009

Lo sciopero della fame a livello internazionale che i prigionieri rivoluzionari hanno iniziato il 20 dicembre 2009 non si prefigge alcuna rivendicazione!

A quanto pare diverse realtà libertarie, non solo italiane, sono cadute nell’equivoco di ritenere tale iniziativa una continuazione delle fallimentari lotte rivendicative anticarcerarie degli ultimi tempi, ad esempio ergastolani, 270bis e 41bis.

Questo sciopero della fame è “un gesto d’amore insorgente” nei confronti dei nostri compagni caduti in combattimento, con armi e bombe alla mano!

E’ per questo che Culmine reputa assurde tutte quelle pratiche che passano attraverso l’autorizzazione del nemico, a maggior ragione durante questo sciopero della fame in omaggio a chi di autorizzazioni non ne ha mai chieste!

Culmine
saluta con amore insorgente i compagni prigionieri rivoluzionari che usano il proprio corpo come arma.

Saluti ribelli

Culmine

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Cile – Attentato esplosivo contro centrale termoelettrica a Colbún

fonte: Liberación Total, 19.12.09

Un ordigno esplosivo di fabbricazione artigianale è scoppiato
all’alba all’esterno della centrale termoelettrica di Colbún,
a Concepción, a lato della Ruta 160.

L’esplosione è avvenuta verso le 24 ed ha colpito una cassetta di sicurezza
che conteneva un contatore dell’acqua, a circa 200 metri
dell’ingresso delle centrale. Lo scoppio avrebbe distrutto una
valvola che regola il passaggio dell’acqua.

I guardiani dell’impresa nell’udire l’esplosione hanno chiamato i
Carabineros che assieme agli artificieri del Gope sono accorsi sul
posto.

Gli sbirri hanno confermato la presenza d’un ordigno esplosivo,
aggiungendo che sul posto c’erano tracce di polvere nera e che
sarebbe stato utilizzato un detonatore provvisto di una miccia a
lenta combustione.

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Barcellona – Attaccate due banche in solidarietà a Tamara ed i prigionieri cileni

fonte: Fondazione Roscigna

Nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 dicembre abbiamo dato
fuoco a due banche nel Guinardó (Barcellona), due piccole
azioni di solidarietà.

In primo luogo vogliamo rivendicare quest’azione in appoggio a Tamara,
giovane di Madrid arrestata questa settimana con l’accusa d’aver
inviato un pacco-bomba al direttore delle Instituciones
Penitenciarias, quale responsabile dell’attuale situazione del
prigioniero Amadeu Casellas.
Indipendentemente dal fatto che lei
sia o meno l’autrice del fatto, sappiamo che quest’arresto s’inquadra
nel tentativo di frenare le dimostrazioni in sostegno ad Amadeu.
Fatto che è corroborato da diverse informative della polizia
catalana che stanno allarmando sulle pericolose relazioni che si
stavano tessendo attorno allo sciopero della fame del prigioniero
anarchico. E’ in tal direzione che intendiamo il suo arresto ed è
in tal direzione che dirigiamo la nostra solidarietà.
In secondo luogo, vogliamo manifestare il nostro più sentito
appoggio ai compagni prigionieri nello stato cileno. Allo stesso modo
che i nostri nemici non conoscono le frontiere, come evidenziato
dalla collaborazione italiana con la polizia cilena, lo stesso
facciamo noi, proletari internazionali. Non siete soli!

Dove c’è lotta c’è repressione!

Dove c’è repressione c’è solidarietà!

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Gabriel Pombo Da Silva – Lettera a Diego Ríos

Aachen, 26.11.09

Caro Diego,

sono ispirato a scriverti queste righe dalla complicità e dalla simpatia provocate dalle tue lettere (comunicati) dalla clandestinità. Non solo le tue lettere, ma il tuo atteggiamento ribelle in un mondo/società sempre più uniforme e sottomesso…

Gli odori che si respirano in un carcere non son per nulla straordinari, in generale la prigione odora di disinfettante economico, tabacco rancido, sudore nauseabondo di alcuni “maialini” allergici al sapone e alla doccia.

Gli unici che qui si “profumano” sono i carcerieri, gli assistenti sociali, gli psicologi ed i preti… Ai detenuti viene proibito di “profumarsi” per via della “omogeneità” o della “sicurezza”.

Per fortuna, l’aria e la pioggia (ancora) non sanno nulla delle proibizioni e per questo un’ora al giorno posso sentire come l’aria entra nei miei polmoni asmatici, provocandomi un delizioso solletichio…

Indipendentemente dalla pioggia e dall’aria, il carcere non è altro che una costruzione architettonica disegnata per disciplinare e controllare i movimenti/esistenze di quelli che sono sequestrati dalla società carceraria…

L’unico odore gradevole in un carcere lo portano i nostri fratelli che vengono a colloquio o quando tutto brucia per il fuoco di una sommossa… Questo sì è che è bello, compagno!
L’odore dei materassi che bruciano, il fumo che riempie le sezioni, i “profumati” terrorizzati e i “prigionieri” (che paradosso… ), i prigionieri liberi che scrivono striscioni, assicurano le posizioni, facendo di ogni oggetto di ferro un’arma e di ogni cosa infiammabile un falò…

L’insurrezione è bella quando si scatena… è incontrollabile (come la libertà) e sovversiva… in quei momenti il prigioniero non è prigioniero e delle conseguenze non se ne importa un cazzo.

Duri quel che duri, un’insurrezione è qualcosa che ti resta nell’anima, come un marchio a fuoco… i pestaggi, le torture, l’isolamento, la distruzione vendicativa delle tue cose (foto, lettere, libri, vestiti, ecc. ) son sempre le amare conseguenze della sconfitta, ma… immagini, momenti, suoni, odori ti accompagneranno per tutta la vita…

Il loro sistema di disciplina e di controllo, la loro amministrazione della tortura e della morta lenta si tengono in piedi fino a che possono dividerci con “premi e punizioni” (lo stesso che fuori), ma non quando siamo uniti e decisi a tutto.

Un’altra cosa che abbiamo sperimentato durante la ribellione insurrezionale è quella dei legami che si creano tra ribelli… amicizie che son solite durare tutta una vita.

Togli dalla tua mente quelle immagini stereotipate sul carcere, compagno, e godi della libertà (che non è altro che l’insurrezione) con piacere sovversivo…

Perdere le paure (inoculate da “piccoli”… e soprattuto da “adulti”) ci rende grandi e liberi e questo è molto di più di quel che gli uni e gli altri (carcerieri e politici) sono disposti a “tollerare” dai prigionieri e dai “cittadini”…

Siamo intollerabili e sovversivi!

Dalle celle del nord europa, un abbraccio pieno di libertà per te,
Diego…

Gabriel

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Gabriel Pombo Da Silva – Carta a Diego Ríos

Aachen, 26.11.09

Querido Diego,

me anima a escribirte estas letras la complicidad y simpatía que despierta en mi tus letras (comunicados) desde la clandestinidad. No solo tus letras sino tu actitud rebelde en un mundo/sociedad cada vez más uniforme y sumisa…

Los olores que se respiran en una cárcel no son nada extraordinarios, por lo general la prisión huele a desinfectante barato, a tabaco rancio, a sudor nauseabundo de algunos “chanchitos” que tienen alergia al jabón o a la ducha.

Lxs únicxs que por acá se “perfuman” son los carceleros, asistentes sociales, sicólogxs y curas… A los
presos se nos prohibe “perfumarnos” supongo por aquello de
 la “homogeneidad” o de la “seguridad”.

Por fortuna el aire y la lluvia (todavía) no conocen eso de las prohibiciones y por eso una hora al día puedo sentir como éste entra en mis pulmones asmáticos produciendome un cosquilleo delicioso…

Independientemente de la lluvia y el aire la cárcel no es más que una construcción arquitectónica diseñada para disciplinar y controlar los movimientos/existencias de aquellxs que son secuestradxs de la sociedad carcelaria…

El único olor agradable en una cárcel lo traen lxs hermanitxs que vienen a vernos o cuando todo arde por el fuego de un motín… Eso sí que es lindo compita! El olor de los colchones ardiendo, el humo llenando los Pabellones, lxs “perfumadxs” aterrorizadxs y “presxs” (qué paradoja… ) y lxs presxs libres escribiendo pancartas, asegurando las posiciones; haciendo de cada hierro un arma y de casa cosa que arde un “Coco”…

La insurrección es linda cuando se desata… es incontrolable (como la libertad) y subversiva… en esos momentos el preso no es preso y las consecuencias importan una mierda.

Dure lo que dure una insurrección es algo que se queda grabado a fuego en el alma… los palos, las torturas, el aislamiento, el destrozo vengativo de tus cosas (fotos, cartas, libros, ropas, etc.) son siempre las consecuencias amargas de la derrota, pero… esas imagenes, momentos, sonidos, olores te acompañarán toda la vida…

Su sistema de disciplina y control, su administración de tortura y muerte lenta se mantiene en pie en tanto pueden dividirnos con “premios y castigos” (pues como ahí afuera) pero no cuando estamos unidos y decididos a todo.

Otra cosa que experimentamos durante la rebelión insurreccional son los lazos que se crean entre rebeldes… amistades que suelen durar toda una vida.

Desecha de tu mente esas imagenes estereotipadas sobre la cárcel, compa, y disfruta la libertad (que no es otra cosa que la insurrección) con placer subversivo…

Perder los miedos (que nos han inoculado desde “peques”… y sobre todo los de “adulto”) nos hace grandes y libres y eso es mucho más de lo que unos y otros (carceleros y políticos) estén dispuestos a “tolerar” de presxs y “ciudadanxs”…

¡Seamos intolerables y subversivos!

Desde las mazmorras del norte europeo un abrazo lleno de libertad para ti,
Diego…

Gabriel

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Grecia – Azioni dirette esplosive e incendiarie contro il Pasok

Attentato esplosivo contro ufficio deputato Pasok

ATENE, 18 DIC – Un ordigno di piccola potenza e’ esploso oggi davanti
all’ufficio di un deputato del Pasok ad Atene provocando solo danni
materiali non gravi. L’ordigno, apparentemente alimentato a gas, e’
esploso riferiscono i media, mentre l’ufficio del deputato Nasos
Alevras era chiuso. L’attentato fa seguito ad una serie di attacchi,
apparentemente di matrice anarchica, avvenuti nelle prime ore di
stamane contro cinque sedi del Pasok nella capitale greca
.

Attacchi incendiari contro sedi del Pasok

ATENE, 18 DIC – Una serie di attacchi con ordigni incendiari, apparentemente
di matrice anarchica, sono stati compiuti nelle prime ore di stamane
ad Atene contro alcune sedi del partito socialista Pasok, al governo.
Gli attacchi contro cinque uffici del Pasok in vari quartieri della
capitale, secondo quanto informano i media, hanno provocato solo
alcuni danni materiali.

dalle agenzie

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Cile – Solidarietà Internazionale per i compagni in sciopero della fame

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Dalla prigione di Aachen ci è giunto un invito da parte del compagno
Gabriel Pombo Da Silva per coordinare/fare uno sciopero della fame
internazionale. L’obiettivo è di comunicare la proposta ai
compagni detenuti per vedere quanti sarebbero disponibili a
effettuarlo. Purtroppo non c’è stata l’adesione dei compagni
prigionieri cileni, ma l’invito riguarda anche la coordinazione di
molteplici azioni solidali da parte dei guerrieri che non si trovino
agli arresti. In tal maniera il minimo che possiamo fare come insorti
e solidali è di abbracciare quest’iniziativa e dare l’avvio
alla risposta che i nostri compagni sperano di ricevere. Infatti, non
dobbiamo dimenticare che in questa lotta il carcere è una
conseguenza quasi diretta (l’esperienza di compagni che si son dati
alla fuga insorgente rafforza tale affermazione) e quelli che cadono
tra le grinfie della bestia non devono esser dimenticati né
silenziati, per questo cercano di rafforzare la comunicazione e la
solidarietà complementare che si deve realizzare tra quelli si
trovano dentro e fuori le prigioni.

Da questo luogo del mondo denominato Cile, noi diciamo ai compagni che
aderiscono allo sciopero che la loro azione non sarà isolata,
né tanto meno passerà sotto silenzio. Il nostro impegno
è nella solidarietà, quella parola che non ha senso se
non viene portata alla pratica concreta, perché si dota di una
qualità rivoluzionaria solo quando siamo capaci di
materializzarla in un’azione che va ben oltre la spettacolarità
che può avere. E’ sempre un saluto ai compagni i cui corpi si
trovano sequestrati tra le mura di una prigione, così come è
un eterno saluto ai nostri compagni dei quali sentiamo tanto la
mancanza e che per situazioni diverse non sono più con noi,
come Mauricio Morales, fratello scomparso il 22 maggio in un’azione
diretta contro la scuola della polizia penitenziaria, la compagna
Zoe, scomparsa il 1 maggio mentre preparava un ordigno in Francia e
il nostro compagni Diego Ríos, che fino ad oggi si burla di
tutti gli organi repressivi dando vita alla propaganda per il fatto
per mezzo della sua vita, intraprendendo la sua fuga insorgente dal
24 giugno.

Approfittiamo di questa proposta per far sentire a tutti i nostri compagni, sia
prigionieri che scomparsi e perseguitati, che nessuno sarà né
dimenticato né solo. La guerra è già iniziata e
dobbiamo stare attenti, che non ci sorprendano sprovveduti. Affiliamo
le nostre armi che sono nostre condizioni e proiezioni per dimostrare
che non solo siamo sgangherati, ma che siamo guerrieri alla ricerca
di qualcosa in più della “attenzione”, cerchiamo di
vedere distrutta qualsiasi relazione di potere.

Per questo e molto altro, inviamo un appello a tutti quelli che sono
interessati a quest’iniziativa a partecipare al corteo da effettuare
il 23 dicembre alle 19, in Alameda angolo Ejército (pieno
centro di Santiago) ed a un presidio che si terrà davanti al
C.O.F.(carcere femminile) martedì 29 dicembre alle 12. Invitiamo anche a non fermarci qui, invitiamo i gruppi d’affinità e le individualità
insorte ad agire come detta la loro volontà, in quanto i
limiti per l’azione sono determinati solo dalla nostra fantasia.

Per la distruzione della società carceraria e di qualsiasi tipo di
società con logiche di potere. Che la solidarietà sia
efficace, reale, riproducibile, contagiosa e duratura come la peste nera.

Ci vediamo nella strade che serviranno per l’insurrezione.

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Santiago del Cile – Attacco incendiario contro edificio in costruzione ed un’auto

fonte: Liberación Total

Il giorno di ieri, mercoledì 16 dicembre, protetti dall’oscurità
abbiamo deciso di abbracciare il caos. Ci siamo armati di benzina e
molotov ci siamo preparati per attaccare.
Nostro obiettivo è stato uno dei tanti edifici (di quelli che non ci lasciano vedere il
cielo) in costruzione nella città di Santiago (non daremo
l’esatto indirizzo per non fornire dati alla polizia), con
l’intenzione di incendiare l’edificio o comunque alcuni strumenti che
servono per edificarlo, ma non riuscendo nel primo obiettivo ci siamo
dedicati al secondo.

Dopo aver sorvegliato la zona per un’ora, abbiamo deciso di entrare ma
abbiamo visto che c’era ancora del personale al lavoro. Per questo
abbiamo scartato l’incendio dell’edificio e ci siamo rivolti al
cantiere fino a trovare qualcosa che il fuoco avrebbe potuto
incendiare.

Abbiamo trovato delle travi di legno. Le abbiamo collocate in un posto
lontano dal gruppo dei lavoratori, vi abbiamo versato sopra della
vernice e 2 bidoni di benzina, e abbiamo dato fuoco.

Questo ha colpito gli operai che sono accorsi sul posto, ma il fuoco ha
divorato tutte le assi ed altro ancora. Comunque, avevamo con noi
ancora le molotov nello zaino e mentre stavamo andando via siamo
incappati in una bella sorpresa: un’auto, ma non quelle che circolano
nella periferia di Santiago.

Ci siamo avvicinati, abbiamo rotto i finestrini e abbiamo lanciato le
molotov all’interno del veicolo, all’istante è scattato
l’allarme per cui siamo fuggiti dal posto.

Quest’attacco non è gratuito, ma è da inquadrare all’interno della
guerra contro l’urbanizzazione che divide le nostre vite e che ci
strappa quel che di selvaggio c’è nel nostro spirito.
L’urbanizzazione è il simbolo del progresso, dell’abbandono
dei nostri istinti in cambio di un fittizio rifugio.

Dedichiamo quest’attacco anche a tutti i compagni che si trovano prigionieri,
con la fronte in alto. Che l’orgoglio e l’arroganza di fronte ai cani
in uniforme non cessino. Axel, Jubilo, Pablo, Cristian, Marcelo,
Freddy, noi qui fuori continuiamo a colpire il potere nelle sue
diverse forme.

Ai perseguitati Diego e Alistes, che i vostri passi svaniscano nella
clandestinità.

Un forte abbraccio anche ai nostri compagni colpiti dalle perquisizioni
negli ultimi giorni, quest’azione è per voi. Le perquisizioni
sono la dimostrazione della paura che allo Stato provocano le idee
antiautoritarie e la loro pericolosa proliferazione.

Non possiamo non menzionare e salutare con il più grande degli
amori il nostro fratello e complice Mauricio Morales, che il 22
maggio è morto abbracciando la sua amante: il caos, per via di
quella bomba che purtroppo è scoppiata nel posto sbagliato.
Sappiamo che quest’azione ti rallegrerà dovunque tu sia. Per
te, ti amiamo alla distanza.

Quest’attacco non lo dedichiamo al popolo, agli operai ed ai lavoratori. No! I
nostri desideri e le nostre azioni sono solo nostre, non le cambiano
con concetti così manipolati.
Non siamo avanguardia di nessuno, le nostre azioni rappresentano solo noi stessi e quelli che
si sentono nostri fratelli.

Siamo individualisti, antisociali e insurrezionali.

Ai potenti ed i loro cani: sappiate che non abbiamo più paura di
voi, siamo in piede di guerra.

Fino ad esser liberi e selvaggi!

Guerra alla civilizzazione, le sue logiche e le sue infrastrutture!

Vendetta contro le azioni del potere!

L’offensiva non si ferma!

Banda insurreccionalista Mauricio Morales*

*Sebbene in passato abbiamo rivendicato un attacco con questa sigla, in futuro
non continueremo a farlo, perché non vogliamo fissarci con
alcuna sigla o nome.

Ribadiamo, il nome della banda è solo per mostrare che non ti
dimentichiamo Mauri.

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Fuochi Svizzeri

La grave epidemia che sta colpendo le auto da lusso in tutta Europa, è
arrivata in Svizzera, dove sono già diversi i veicoli colpiti.
Purtroppo due compagni sono agli arresti, accusati di aver effettuato
alcune di tali azioni. Di seguito riproduciamo alcuni degli articoli
relativi a questa strana epidemia che, speriamo, si diffonda anche in
Italia.

Ringraziamo il compagno Marco Camenisch per la traduzione dal tedesco.

Fuochi per l’immediata liberazione di Marco Camenisch!

Culmine,
18.12.09

_______________

IGNOTI
INCENDIANO AUTO DA LUSSO

fonte:
Tagesanzeiger,
10 dicembre 2009

“Autonomi svizzeri copiano i metodi d’attentato dalla Germania ed incendiano auto d’appartenenti al Partito Popolare Svizzero e della polizia. Da metà novembre due giovani sono in carcerazione preventiva.(…)
Recentemente anche in Svizzera ci sono degli attentati alle auto”

Nella placida cittadina d’Argovia, tra marzo e novembre sono bruciate addirittura 8 vetture, definite dalla polizia “anzitutto della classe alta”, e una volante della polizia.

Da un mese sono agli arresti due presunti autori, ventenni anarchici e vegan “di buona famiglia, presi in flagranti”, cioè
sarebbero stati “avvistati” dagli sbirri alle 5 del mattino in un quartiere bene e poco dopo sono state incendiate due auto davanti alla casa di un politico PPS.

Come buon costume “nell’ambiente di sinistra radicale”, non hanno rilasciato dichiarazioni e per questo vengono minacciati di un minimo di 3 anni di carcere per “incendio qualificato”, vale a dire “mettendo in pericolo l’incolumità delle persone” perché in questo caso ci sarebbe stato il pericolo d’incendio della casa.

Non mancano gli appelli alla solidarietà e manifestazioni sotto le carceri dove sono sequestrati i compagni. Così anche l’ultimo weekend con compagne/i arrivate/i da “mezza Svizzera tedesca”.

Dal giornale 20Minuten, 07.12.09

Zurigo – Incendiate una Mercedes CLS e una LandRover Discovery. I responsabili sembrano essere gli autonomi di sinistra “pieni di rabbia per l’arresto di due anarchici ad Argovia abbiamo acceso un fuoco sotto due auto pregiate” dice il comunicato su un sito Internet del settore.

TV Svizzera francese, 11.12.09

Orbe (Vaud) – nella notte tra martedì e mercoledì tre auto incendiate in un parcheggio di Orbe.

RSI 1 Svizzera italiana, 14.12.09

Soletta – sconosciuti hanno incendiato nella notte tra domenica e lunedì 3 auto ed un albero di Natale, situato in una piazza del centro. I danni superano i 200.000 franchi. Per gli obiettivi e le modalità si sospettano degli estremisti di sinistra.

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Marco Camenisch sullo sciopero della fame di fine anno

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Sullo sciopero della fame collettivo dal 20.12.09 al 1.1.2010 di alcuni liberi prigionieri anarchici

Noi, alcuni liberi prigionieri anarchici sequestrati dallo Stato e dal capitale tra l’altro in Svizzera, Germania, Italia, Spagna e Argentina, siamo d’accordo con la proposta del nostro compagno sequestrato in Germania Gabriel Pombo Da Silva di prender parte a quest’iniziativa.

Con la quale vogliamo anche commemorare il nostro compagno Mauricio Morales, caduto in combattimento come guerriero sociale nel maggio di quest’anno.

Siamo d’accordo che lo sciopero della fame è per noi prigioniere libere uno dei mezzi ed una delle espressioni per la partecipazione, la solidarietà ed il rafforzamento nella lotta sociale dentro e fuori contro la galera e la repressione, ma anche generalmente nella guerra sociale contro l’oppressione e lo sfruttamento.

Condividiamo anche le condizioni adeguate per poter iniziare spontaneamente ed autonomamente quest’iniziativa.

Inoltre, noi anarchici ed anarchiche della guerra sociale in prigione o fuori condividiamo l’esser guerriere e guerrieri e mai pure soldati delle varie espressioni, dei diversi gruppi, punti di riferimento e/o dogmi (neanche dei propri… ) di questa guerra sociale.

Ma noi prigionieri condividiamo anche che siamo dispersi a livello internazionale ed in qualche modo sempre isolati, o individualmente o in piccoli gruppi, e che siamo di generazioni ed esperienze, tendenze e contesti, ed in condizioni diverse.

Pur sulla base di forza dell’affinità sopra descritta in modo ovviamente molto rudimentale, è, da anarchici, anzitutto perché non siamo soldati ma guerrieri che a livello individuale o di gruppo agiamo e ci esprimiamo nei contenuti in modo autonomo ed indipendente.

Dall’altro lato, la massiccia limitazione repressiva della comunicazione tra noi e verso l’esterno, attuata soprattutto in Germania ed in Spagna, è un grande ostacolo e voglio ringraziare di cuore le compagne ed i compagni in Italia de il culmine (ma anche delle altre esperienze di solidarietà rivoluzionaria) per il loro grande impegno solidale (raccolta e diffusione delle partecipazioni, delle eventuali dichiarazioni, d’articoli e scritti e traduzioni spagnolo-italiano; vedi culmine@distruzione.org; culmine.noblogs.org), senza il quale la realizzazione e la diffusione di questa iniziativa sarebbe stata molto più difficile fino a impossibile. E solidarietà anche a loro, ora sotto processo e persecuzione politica mediante i soliti articoli associativi di fascista memoria ed internazionale restaurazione!

Riannodo anche alla mia dichiarazione per l’iniziativa 9-16 novembre e ricordo ancora Mumia Abu-Jamal, che più che mai è minacciato d’assassinio di Stato tramite i suoi giudici e codici.

Che dentro e fuori ci riguardano tutte/i noi in qualche modo e durezza dentro passaggi e situazioni inevitabili e molto reali, con cui, fino al raggiungimento del loro smantellamento, dobbiamo confrontarci in modo reale, accurato, vario e solidale. E spesso anche come questione nuda e cruda di sopravvivenza. Spesso inevitabilmente in modo contraddittorio, ma sempre come contraddizione anzitutto del sistema (per esempio la gestione politica del processo), poiché ogni forma di dominio per la propria sopravvivenza non può rinunciare alla forza di legittimazione di se stesso.

Saluto ed abbraccio qui con amore fraterno Gabriel e José in Germania, i compagni anarchici prigionieri in Alessandria, e in Italia anche Nicola de Maria e tutte le compagne e i compagni rivoluzionari in prigione a Siano ed altrove, i due compagni anarchici prigionieri in Svizzera, in Spagna, Francia, in Grecia Christos ed Alfredo ed ogni altra/o, in Cile ed Argentina Freddy e Marcelo ed ogni altra/o, insieme alle prigioniere politiche ed ai prigionieri politici della guerra di liberazione Mapuche. Ed ogni altra libera prigioniera e libero prigioniero, anarchica e anarchico e non, della guerra sociale in ogni dove!

Solidarietà con tutte le lotte dentro e fuori contro la galera, l’isolamento e la repressione in tutto il mondo.

Solidarietà con la lotta d’ogni persona e popolazione oppressa e sfruttata, contro lo Stato, il capitale, l’imperialismo, il patriarcato, contro ogni forma d’oppressione, di sfruttamento e d’addomesticamento.

Libertà e giustizia per ogni vita, come diritto naturale!

Una lotta che alla fine deve unirci, con ogni diversità, ogni lotta parziale. E che deve essere condotta per ogni vita in Terra.
L’unica alternativa: l’annientamento per tutte/i, e presto!

Mauri, Zoe, Edo, Sole, Diana e voi innumerevoli di prima e di oggi che siete cadute/i, dentro e fuori, nella lotta rivoluzionaria: la lotta continua, e si rafforza!

marco camenisch, lager d’annientamento “democratico”
Pöschwies,
Regensdorf, CH, 15 dicembre 2009

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Comunicato di Freddy e Marcelo


Alle 11 di giovedì, 17 dicembre, dal M.A.S. (modulo di alta
sicurezza), con la stanchezza fisica di un estenuante viaggio e di
uno show mediatico-politico-giuridico-poliziesco, vogliamo segnalare
al mondo intero:
1
. Riaffermiamo la nostra decisione e
scelta di vita rivoluzionaria-libertaria, il nostro profondo orgoglio
di esser parte della storia di resistenza anticapitalista vissuta in
Cile negli ultimi 23 anni.
Ogni istante vissuto, ogni passo dato,
ogni avanzamento e retrocessione determinati dalla circostanze in cui
abbiamo combattuto sono alimento vitale per affrontare ciascuno degli
istanti di tensione di questa lotta che non si ferma, che non finisce
e che ogni istante si moltiplica in più posti, con volti nuovi
e con accenti diversi in questa comunità internazionalista che
crea legami e si riconosce dall’esser compagni e dalla complicità.

2. Di fronte a questa nuova lotta, a questo combattimento
col quale dobbiamo affrontare tutto il tessuto dello stato di polizia
cileno, abbiamo deciso che dall’unità e dall’articolazione,
dal coordinamento e dalla fratellanza tra le diverse microCulture di
resistenza dalle quali proveniamo, continueremo a sostenere questo
cammino costruendo tutto quel che è necessario per venirne
fuori da questa dura prova alla quale siamo sottoposti su tutti i
piani.
3. Nonostante suoni paradossale, stiamo bene sia
nel fisico che nello spirito. Non daremo loro il piacere, né
il gusto di farci vedere spezzati: Mai! Che sia ben chiaro…

Siamo pronti e preparati per tutto quel che viene e per questo lanciamo un
appello a prendere tutte le cautele e attenzioni necessarie, ma si
continuerà il percorso della lotta sovversiva, che è il
nostro cammino di realizzazione collettiva, per finirla con questa
società di classe, per concretizzare i nostri sogni di
rivoluzione sociale.

Un bacio e un abbraccio fraterno a tutti
e tutte i lottatori senza condizioni sparsi nel mondo, con dignità,
senza paura e con forza…

Apri
gli occhi è tempo di lottare!
Fino a che ci sarà
miseria ci sarà ribellione!
Solo la lotta ci rende
liberi!

Marcelo
Villarroel, prigioniero libertario

Freddy Fuentevilla, prigioniero
politico mirista
Prigionieri del mondo liberi!!

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