FAI – l’esercizio poliziesco della provocazione dinamitarda…

C.d.C. della FAI

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana- FAI denuncia la
natura oggettivamente provocatoria e antianarchica delle esplosioni
di Milano e Gradisca d’Isonzo.

Il nome degli anarchici viene strumentalmente associato a deliranti rivendicazioni che accompagnano
detonazioni e fiammate, in un momento assai significativo, a poche
ore dallo svolgimento di decine e decine di manifestazioni pubbliche
che il Movimento anarchico ha promosso a Milano e in tutta Italia per
tenere viva la memoria della strage di Stato, dell’assassinio di
Pinelli e delle montature antianarchiche che quarant’anni fa a
piazza Fontana aprirono la stagione della strategia della tensione.

Lo Stato, i suoi apparati e i loro servi non possono tollerare che, a distanza di quarant’anni,
la memoria storica su quei tragici fatti sia ancora viva e presente
nell’opinione pubblica. Per i poliziotti di professione e per
quelli di vocazione, risulta intollerabile che nelle piazze, nelle
scuole, e nei luoghi di lavoro gli anarchici continuino a ricordare e
a far ricordare la natura criminale del potere e delle sue strutture
di dominio. Ed è per questo che, con infame puntualità,
la polvere da sparo viene utilizzata nel tentativo di coprire la
miseria in cui si dibatte la classe dirigente del paese.

Ancora una volta, la lotta antirazzista e l’opposizione ai Centri di Identificazione ed
Espulsione per immigrati viene criminalizzata attraverso l’esercizio
poliziesco della provocazione dinamitarda, proprio in un momento in
cui il livello del conflitto espresso dagli immigrati smaschera
giorno per giorno la natura totalitaria e razzista di questi lager
contemporanei.

L’acronimo FAI, associato a una presunta “federazione anarchica informale”, torna a
essere vigliaccamente utilizzato per creare confusione e gettare
discredito sull’impegno quotidiano profuso a viso aperto dai
militanti e dai simpatizzanti della Federazione Anarchica
Italiana nelle lotte sociali al fianco dei lavoratori, degli sfruttati, degli
oppressi. Respingiamo fermamente la provocazione, invitiamo i
cittadini a non lasciarsi confondere dal clamore mediatico ed
esortiamo gli operatori dell’informazione a non prestarsi a
logiche di interessata disinformazione.

Nel denunciare questo miserabile copione, esprimiamo tutto il nostro sdegno per l’infamia
di questi atti, funzionali alle logiche del potere, con cui si cerca
di distruggere e infangare quello che gli anarchici cercano di
costruire ogni giorno: una società libera dal potere, libera
dalla sopraffazione, in cui la solidarietà, l’uguaglianza e
la giustizia sociale siano pratiche reali e quotidiane.

Commissione di Corrispondenza
della Federazione Anarchica Italiana – FAI

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