Attacco incendiario contro un’auto da lusso e sabotaggio di un trasformatore elettrico a Santiago del Cile

fonte: Liberación Total – 16.10.09

Ieri, mercoledì 15 ottobre, abbiamo deciso di interrompere l’ipocrita pace in cui si trovano sommersi gli sfruttati. Abbiamo deciso di vendicarci per la loro esistenza e per la nostra.

Alle 23.20, nel comune benestante di Vitacura, è stata incendiata un’auto da lusso, quest’azione è rivendicata da noi come una delle tante forme di attaccare questi maledetti.

Di fronte allo scenario nel quale si trovava il nostro obiettivo, piuttosto illuminato dalle luci della casa e dei lampioni, abbiamo lanciato una catena contro il trasformatore il quale dopo alcuni tentativi andati a vuoto ha fatto un botto lasciando gran parte della via senza luce. Nascosti, abbiamo atteso che i borghesi uscissero per vedere cosa stesse accadendo per poi tornare alla patetica sicurezza dei loro palazzi. Dopo una decina di minuti, siamo entrati nel giardino della casa in cui si trovava l’auto, abbiamo ispezionato il luogo e i punti di fuga. Abbiamo bloccato le porte di ingresso della casa in modo che i suoi abitanti non potessero spegnere il fuoco.

Quindi abbiamo provveduto a preparare l’azione incendiaria rovesciando 4 bidoni di benzina sull’auto ed altri 2 bidoni sulle ruote (per assicurarci che bruciasse completamente). Allora abbiamo scavalcato il recinto e ci siamo trovati in strada. A questo punto, abbiamo preso uno straccio imbevuto di benzina e l’abbiamo messo su una pietra, abbiamo dato fuoco allo straccio ed infine abbiamo lanciato il tutto contro l’auto. In pochi secondi il veicolo si è incendiato completamente e per un istante abbiamo contemplato il fuoco. Poi siamo fuggiti perché gli abitanti della casa, nel vedere che il loro bene pregiato stava ardendo, avevano iniziato a prendere a calci la porta. Ma non potendo aprirla hanno iniziato a gridare, allertando gli altri ricconi. In pochi secondi non eravamo più lì.

E’ giunto il momento in cui gli individui che si dichiarano in guerra contro la società siano coerenti, che si destino e provino la gioia squisita dell’azione diretta. Basta con le parole, iniziamo ad attaccare il nemico sotto il suo naso, colpiamo la sua sicurezza, mettiamo il terrore sotto i suoi occhi. Basta con l’esser vittime, causiamo noi le vittime.

Dedichiamo quest’attacco al compagno Mauricio Morales, che non può stare più con noi, ma che si trova in ogni azione insurrezionale finalizzata alla distruzione della civilizzazione. Inviamo un ardente abbraccio al compagno Diego Ríos, che la tua fuga sia eterna e ricorda che in tutti gli angoli di questa città ci sono individui selvaggi
che preparano le azioni. Ai compagni prigionieri Axel Osorio, Cristian Cancino, Matías Castro e Pablo Carvajal sequestrati dalla società: non ancora vi dimentichiamo, forza e coraggio, sputate sulla faccia dei carcerieri!

Ai nostri nemici, non crediate che le nostre azioni si fermeranno solo con le minacce di leggi e repressione. Ci faremo strada tra le vostre teste e vi distruggeremo. Non ci sono sbarre, leggi o uomini capaci di farla finita con il sentimento e le azioni insurrezionali.

Per la distruzione di questa e di qualsiasi società!
Fuoco alle carceri ed ai suoi
gendarmi, con o senza divisa!
Guerra sociale su tutti i fronti!
Vendetta!

Banda insurreccionalista Mauricio Morales

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Attaccata la sede del “quotidiano” greco Espresso

“Espresso” è un giornalaccio greco, di quelli che hanno bisogno di storie e immagini piccanti per poter vendere. Un giornalaccio del genere non ha esitato nello sbattere in prima pagina le foto dei compagni accusati di appartenere alla “Conspiracy cells” ed a sposare le accuse della polizia nei loro confronti.

Per questo motivo, oggi una decina di compagni si è recata sotto gli uffici del giornalaccio e, armata di mazze,  martelli, piedi di porco e punteruoli, ha spaccato la vetrata dell’edificio e distrutto alcune delle macchine lì parcheggiate, lasciando delle scritte in solidarietà agli indagati per le “Conspiracy cells”.

Intanto, da quando la polizia ha fatto irruzione nel loro quartiere dando vita ad un’occupazione militare di fatto, ogni pomeriggio alle 19.30 i residenti di Exarchia si riuniscono e scandiscono un solo slogan:
Fuori gli sbirri da Exarchia!

lib. tratto da occupiedlondon.org/blog – 14.10.09

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Attaccata sede del partito socialista francese

Villejuif  (Val-de-Marne) – Francia – Nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre è stata attaccata la sede del Partito Socialista. Distrutti i vetri del locale.

Contro tutti quelli che pretendono governare le nostre esistenze. In solidarietà con Alfredo Bonanno e Christos Stratigopoulos, arrestati in Grecia.

Per la Libertà!

Viva l’Anarchia!

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Cile – Comunicato della Banda Salvaje e Insurrecta en Guerra Contra la Dominación

Rivendicazione di un’azione diretta effettuata a Santiago del Cile

fonte: Fondazione Roscigna

La distruzione dell’ambiente per via dello sfruttamento da parte di esseri pieni di cupidigia sta portando la Terra al collasso. Non è una coincidenza che uragani, alluvioni, eruzioni, tsunami, terremoti e inondazioni, o come ingenuamente definiscono “catastrofi naturali”, spazzino via un notevole numero di persone e città.
Non è nemmeno una coincidenza che il potere, col trascorrere dei secoli, si accomodi dipendendo dalle sue necessità, è per questo che la pseudo-preoccupazione per l’ambiente riempie la bocca di presidenti e imprenditori, stimolando nuove forme di sfruttamento, le quali potranno non inquinare ma mantengono lo stesso la logica antropocentrica per la quale la Terra ed i suoi abitanti sono una risorsa sfruttabile per il beneficio di pochi.

Noi non accettiamo questa realtà d’inerzia, noi vogliamo veder crollare tutti i simboli e le ideologie che promuovono
qualsiasi tipo di sfruttamento.

E’ per questo che martedì 13 ottobre, con la complicità della notte e dei nostri desideri incendiari, ci siamo recati  verso il nostro obiettivo, simbolo dell’ecocidio e dell’espansione civilizzatrice: una scavatrice CAT che si trovava sulla riva del fiume Mapocho, nei pressi della stazione Cal y canto della metropolitana. Il gesto era ambizioso perché non sapevamo se il mezzo si trovasse ancora lì, in quanto lo avevamo visto di notte, alcuni giorni prima. Sapevamo che vicino alla scavatrice c’era un recinzione di legno e quindi 3 baracche della sicurezza cittadina.
A poche centinaia di metri si trova il 1° commissariato dei carabineros e dall’altro lato due caserme della PDI, oltre alle persone che molte volte vogliono trasformarsi in sbirro per un momento. Sapevamo dei rischi che comporta incendiare una scavatrice nel centro di Santiago, ma volevamo mettere allo scoperto la vulnerabilità del potere, agendo sotto il suo naso. La notte era fredda ed abbiamo cercato di placare l’entusiasmo per non rovinare il piano. Non c’era altro da fare, dovevamo solo aver fiducia nelle nostre capacità. Il materiale era già pronto, avevamo 2 litri di benzina, stracci, guanti, accendini, un martello e delle bombe incendiarie. Dietro il recinto c’era l’imponente e gialla struttura metallica. Con il martello avremmo spaccato uno dei vetri per poter entrare in cabina, ma non abbiamo
dovuto rompere nulla perché la porta era aperta. Quindi, abbiamo versato il combustibile nella cabina ed abbiamo lasciato stracci imbevuti dappertutto. Allontanandoci un po’ abbiamo dato fuoco alla bomba incendiaria e l’abbiamo lanciata all’interno della cabina. L’esplosione è stata rumorosa e meravigliosa. Il fuoco s’è rapidamente diffuso a tutto il mezzo. Era il momento di scappare, non potevamo restare a goderci lo spettacolo. Da lontano potevamo vedere come le fiamme avevano sorpassato il tetto della scavatrice e che i passanti stavano già volgendo lo sguardo verso quelle fiamme vendicative. Immediatamente sono accorsi i carabineros. Siamo riusciti a vedere i loro stupidi volti di stupore, siamo passati al loro fianco, ma non s’immaginavano che quelli che avevano dato fuoco erano così vicini. Abbiamo ascoltato mentre richiedevano rinforzi e l’ausilio dei pompieri. Era giunto il momento di allontanarci e perderci nell’oscurità.

Il giorno seguente abbiamo potuto apprezzare il fatto che il fuoco avesse distrutto tutta la cabina causando un notevole danno per la ditta costruttrice, danno che include anche la baracca di sicurezza all’interno del recinto, con quasi una decina di guardie…

Quest’azione è dedicata agli eco-sabotatori: Marco Camenisch, prigioniero in Svizzera per aver attaccato con esplosivi centrali nucleari e tralicci; Ted Kaczynski, prigioniero in Usa per aver attaccato con pacchi-bomba aeroporti, università e persone ai vertici di tali istituzioni; i compagni anarchici detenuti in Italia e accusati per diverse azioni.

Salutiamo anche Axel Osorio, Cristian Cancino, Matías Castro e Pablo Carvajal. Coraggio compagni, siamo con voi.

La solidarietà per tutti i prigionieri deve trasformarsi in fatti.

Questo sabotaggio è dedicato soprattutto a Mauricio Morales, compagno indomabile, che ha sempre avuto un gran rispetto e vicinanza verso la natura, ed allo stesso tempo un grande odio vendicativo contro tutti gli sfruttatori. Mauri, che il fuoco che ha illuminato questa fredda notte serva per illuminare il tuo indimenticabile sorriso.

E per te, compagno Diego Ríos, ti salutiamo e ti incitiamo per ogni passo che fai. Infine, diciamo ai nostri nemici che
continueremo ad attaccare le sue proprietà, che non smettano di spaventarsi. Vogliamo che abbiano paura perché la falsa tranquillità che ostentano non sarà eterna.

Abbiamo detto che questo era solo l’inizio…

Che si espandano e si moltiplichino gli attacchi incendiari, le bombe e i proiettili contro il potere!

*Banda Salvaje e Insurrecta en Guerra Contra la Dominación*

(banda selvaggia e insorta in guerra contro il dominio)

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Sabotaggio dell’alta velocità Madrid-Barcellona in solidarietà ad Amadeu Casellas

fonte: Fondazione Roscigna

Nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre è stato realizzato un sabotaggio ai danni della linea ferroviaria ad alta velocità (AVE) Madrid-Barcellona, all’altezza della provincia di Guadalajara, in solidarietà con il nostro compagno Amadeu Casellas Ramón.

Il sabotaggio è consistito nella collocazione di diversi ordigni incendiari provvisti di detonatore nella cabina e nei cavi di un trasformatore che alimenta la linea elettrica.

Esigiamo l’immediata messa in libertà di Amadeu, senza alcun tipo di condizioni, ed allo stesso tempo lanciamo un appello al movimento anarchico, affinché si moltiplichino tutti i tipi d’azione perché in questi momenti così critici, in cui Amadeu è in sciopero della fame da più di 88 giorni, non possiamo guardare dall’altro lato e dimenticarci di lui… Non possiamo venir meno.

LIBERTAD AMADEU CASELLAS
LIBERTAD PARA TODXS LXS PRESXS

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Spagna – “Vida loca?”

Premesso che le ricostruzioni giornalistiche delle nostre vicissitudini giudiziarie sono discutibili per definizione, premesso anche che -entro certi limiti- non è nostro compito quello di entrare nel merito delle scelte difensive di compagni colpiti dalla repressione, resta il fatto che quella della “vida loca”, della vita folle e caotica, non può che stupirci.

Se tali affermazioni fossero vere, se questa è la linea difensiva scelta dall’imputata di fronte alle gravi accuse, allora non ci resta che augurarle una vita ordinata all’interno del sistema.

Culmine ______________________________________

La anarquista que se enfrenta a 132 años de cárcel por atentar en Valencia dice que entonces tenía ‘una vida loca’

fuente: noticias.terra.es – 05.10.09

Amanda Cerezo García, la anarquista que se enfrenta a 132 años de cárcel por su presunta participación en cuatro atentados que se produjeron en Valencia entre enero y mayo de 2003, admitió hoy en la Audiencia Nacional su participación en una de estas acciones y trató de justificarla alegando que en aquel momento llevaba ‘una vida loca y caótica’.

La acusada, que se presentó ante el tribunal vistiendo un traje de chaqueta y asegurando que su vida ‘ha cambiado’ tras una estancia en la cárcel, reconoció durante la primera sesión del juicio que preparó el paquete-bomba que explotó el 24 de mayo de 2003 en un edificio de Correos situado en el número 175 de la calle San Vicente de
Valencia, causando heridas a nueve personas.

Sin embargo, al ser preguntada por qué llevó a cabo esta acción, que preparó a partir de ‘la información que había conseguido recopilar en internet’, indicó que no tenía ‘ningún motivo lógico ni racional’ y que en aquella época estaba ‘descarriada’. ‘No tenía trabajo, ni casa, ni familia’, alegó a preguntas de su abogado Endika Zulueta.

También dijo que no pretendía que el artefacto, que se encontraba en el interior de un sobre de color marrón, explotara cuando fuera manipulado por los funcionarios de Correos sino que lo dirigió a la ‘Plataforma Política España 2000’ porque su máximo responsable era ‘presidente de los empresarios de clubes de alterne’.
‘Lo hice por antipatía hacia él, por su condición fascista y machista’, dijo antes de señalar que ‘sólo quería asustarlo’.

La acusada, a la que el fiscal Miguel Ángel Carballo imputa nueve tentativas de asesinato, un delito de estragos y tres de daños, llegó a calificar su acto de ‘estúpido’. ‘No pensé en las consecuencias, estaba convencido de que (el artefacto) sería detectado y que sólo podría hacer ruido porque era un petardo grande’, indicó antes de señalar que nunca ha pertenecido a ninguna organización terrorista y ‘nunca’ ha estado ‘de acuerdo con el uso de la violencia’. OTROS TRES ATAQUES

Además, negó su participación en los incendios de una excavadora, un cajero automático de la entidad Bancaixa y la sede del Instituto de Formación Profesional de El Cabañal, que la Fiscalía también le imputa junto a su entonces compañero sentimental, José Alonso Sánchez, que se enfrenta a nueve años de prisión por reivindicar estos ataques.
Durante su declaración, Alonso Sánchez negó su participación en los hechos y aseguró que en realidad llamó a los periódicos para avisar de su existencia.

En la primera sesión de la vista oral, que se reanudará mañana, martes, ante la Sección Primera de la Sala de lo Penal, también testificó un funcionario del Cuerpo Nacional que señaló que los acusados fueron detenidos porque estaban siendo investigados por actos de sabotaje contra un proyecto de urbanización en El Cabañal. Según indicó, una vecina testificó que la acusada había mandado un paquete similar a la carta-bomba el día anterior a los hechos.

Según el escrito provisional de conclusiones del Ministerio Público, los dos procesados son ‘activistas anarquistas vinculados a un núcleo de libertarios’ que se conectaban a través del Ateneo Libertario de Valencia y, anteriormente, de un centro social alternativo denominado ‘Malas Pulgas’.

Ambos estaban de acuerdo en ‘utilizar medios violentos para la consecución de sus fines, que no eran otros que realizar actos de protesta, reivindicación y oposición frente a determinadas decisiones de las Administraciones públicas, siendo conscientes de que con sus acciones se alteraba la paz pública’. No obstante, el fiscal señala que ‘no formaban parte de un grupo determinado y organizado que tuviese por finalidad subvertir el orden constitucional y atentar contra la paz pública’.

En los otros tres los acusados reivindicaron sus acciones violentas con argumentos del estilo de ‘Abajo la tiranía del Estado’ o ‘Nosotr@s no nos conformaremos con poder reformar las instituciones actuales, sino que queremos destruirlas para siempre’. Entre la documentación que se les incautó había escritos titulados ‘El placer armado’,
‘Dinamita bajo el coche’, ‘Incendiario de ideas subversivas’ o ‘Terrorismo y violencia revolucionaria’.

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Banche e multinazionali attaccate nel centro di Atene


fonte: www.occupiedlondon.org/blog

Centro di Atene, giovedì 8 ottobre: pochi attimi fa un gruppo di compagni ha attaccato in pieno giorno banche e multinazionali all’incrocio tra le vie Solonos e Charilaou Trikoupi, sul limitare di
Exarcheia distretto di Atene. L’attacco è stato effettuato in solidarietà a Masouras, Hadjimichelakis e Yospas, i 3 giovani arrestati con l’accusa di partecipazione alla “Conspiracy of the Cells of Fire”.

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Barcellona – In solidarietà ad Amadeu, imboscata ad una pattuglia di sbirri.

fonte: A las barricadas

All’alba di lunedì 5 ottobre abbiamo deciso di attaccare Los Mossos. Compagno Amadeu, siamo con te.

La situazione: Carmel, quartiere operaio di Barcellona. Il caos urbanistico del franchismo ha creato centinaia di quartieri come questo in tutto lo stato. Strade strette, scalinate multiple e una viabilità senza ordine apparente fa si che con una conoscenza del terreno e con premeditazione questi siano degli scenari perfetti per un’imboscata.

Il metodo: alcuni contenitori per la spazzatura bruciano per strada, una telefonata avvisa Los Mossos su quanto accade. Con fortuna, una pattuglia giunge sul posto entro 5 minuti. Non appena gli sbirri scendono dall’auto e si avvicinano ai contenitori inizia la pioggia di pietre da una strada che si trova ad un livello superiore, circa 2 metri.

Il risultato: i due agenti fuggono spaventati in cerca di rifugio. I vetri della pattuglia sono completamente distrutti.

L’ingenua sicurezza che li caratterizza s’è vista beffata ancora una volta. Una delle cose che possiamo apprendere dai nostri fratelli greci è che con determinazione e creatività possiamo superare qualsiasi ostacolo.

Per l’estensione della lotta di classe!

Per la distruzione di tutte le galere!

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Barcellona – Disattivato un pacco-bomba di scarsa potenza

fonte: El Mundo – 7.10.09

Los Mossos d’Esquadra (polizia autonoma catalana) hanno effettuato una esplosione controllata di un pacco-bomba di scarsa potenza presso la Secretaría de Serveis Penitenciaris del dipartimento di Giustizia, al numero 332 di calle Aragón di Barcellona.

Lapolizia ha ricevuto l’avviso relativo ad un pacchetto sospetto poco dopo le 10 di mattina. Seguendo il solito protocollo, un gruppo di artificieri si è recato sul posto. Dopo aver verificato che il pacchetto conteneva una piccola quantità di esplosivo e che l’onda d’urto non sarebbe stata pericolosa, gli artificieri hanno provveduto a far esplodere l’ordigno sul posto.

Il ritrovamento dell’esplosivo è avvenuto in coincidenza con un presidio di una trentina di giovani anarchici che chiedevano la messa in libertà di un compagno, Amadeu Casellas, che si trova in prigione da 23 anni per aver assaltato delle banche negli anni ’70 e che, a quanto sembra, si trova adesso in sciopero della fame.

Per ora, gli agenti hanno evitato di collegare i due fatti. Le indagini sono ancora aperte, mentre s’è intensificata la sorveglianza della sede del dipartimento di Giustizia.

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Svizzera – Per la liberazione immediata di Marco Camenisch

Per la liberazione immediata di Marco Camenisch bruciata una macchina

fonte: Fondazione Roscigna

Rivendicazione del 16 settembre 2009

Nella notte tra il 15 e il 16 settembre abbiamo dato alle fiamme una macchina di lusso a Muttenz (presso Basilea). Con quest’attacco diamo un segnale contro questo sistema distruttore dell’ambiente e capitalista che mira solo alla distruzione dell’uomo e del territorio. E chiediamo l’immediata liberazione di Marco Camenisch che da 19 anni è ininterrottamente in galera. Quindi esortiamo tutte le persone in lotta rivoluzionaria di passare alla fiamma una macchina ogni settimana finché Marco è finalmente libero. Non dobbiamo mai finire di lottare per la sua libertà, ed ovviamente di tutte le prigioniere politiche, i prigionieri rivoluzionari e sociali di tutto il mondo!

Questa carrozza di lusso rappresenta questa distruzione ambientale, ma non solo questo, mette in mostra anche una classe che in tempi di crisi economica mondiale può permettersi tali costosi beni di lusso. Mentre i dirigenti si fanno pagare dei bonus milionari e godono la loro bella vita chi lavora, deve migrare, è in pensione e tira su da sola i figli subiscono dei ricatti sempre maggiori per accettare degli stipendi stracciati e per sopravvivere in situazioni di vita sempre più precarie. BASTA!

LOTTA RIVOLUZIONARIA

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Sabotaggi effettuati a Santiago del Cile

fonte: Archivo Severino Di Giovanni

Santiago, tra il 3 ed il 4 ottobre, $ile. Molte sono le ragioni che ci animano a sabotare l’ordine di quelli che consideriamo nostri nemici. Durante una improvvisata camminata nella nostra schifosa città, ci siamo imbattuti in proprietà di borghesi, macellai, dottori e banchieri, quelli che difendono e mantengono con le loro esistenze questo nauseabondo sistema di dominio, amanti della monotonia del lavoro-consumo, avviati a cercare di ottenere un po’ di potere, il che fornisce loro la tranquillità della quale hanno bisogno per poter dormine.

Abbiamo sabotato:

– 4 veicoli da lusso (3 suv 4×4 ed 1 auto) hanno subito il taglio delle ruote.

– 4 auto da lusso danneggiate con un elemento metallico. I disegni caotici tracciati hanno rovinato le costose vernici.

– 6 macellerie: siliconati sia le serrature che i lucchetti delle saracinesche.

– Siliconata anche una clinica di diagnostica psichiatrica.

– una filiale del BancoEstado ha ricevuto il lancio di pietre, con la distruzione della porta d’ingresso e la rottura di due vetrate.

Simboli del progresso e del potere, principali promotori della distruzione ambientale con sostanze tossiche, dall’uso del combustibile allo schifoso fumo che emettono, alla costruzione delle strade provocando deforestazione ed assassinio di migliaia di ettari selvatici; in effetti, dopo l’avanzata delle strade giacciono i copri freddi e dissanguati di molti animali. Per questo abbiamo deciso di agire contro tali macchine.

Corpi mutilati e ammucchiati, come semplici oggetti di consumo, è questo il panorama che non spaventa nessuno, con una benda sugli occhi l’antropocentrismo s’incarica di far credere che gli umani siano padroni della Terra, sfruttando per il loro bene tutto quel che esiste sul pianeta. Per questo abbiamo siliconato quelle macellerie, i cui proprietari hanno dovuto cambiare o riparare serrature e lucchetti.

Centri di condizionamento, repressori degli impulsi annessi che schedano le persone in base al comportamento, istituzioni che cercano di trasformarci in stampi adattati a strumenti di controllo, impegnati a sterminare qualsiasi idea dissidente dalla normalità e dall’ordine. Per questo abbiamo siliconato le porte d’accesso di una clinica di diagnostica psichiatrica, quando i funzionari erano ancora all’interno, in quel luogo non sono rinchiuse delle persone, ma solo si emettono delle diagnosi.

Istituzioni promotrici dello sfruttamento e del progresso, a costo di schiacciare e schiavizzare persone, animali e la terra. Per il capitalismo tutto è fonte di potere e di ricavi, impiantando l’ideologia del potere su tutto il mondo, mascherata in forme molteplici. E’ per il potere che le banche rappresentano che ne abbiamo attaccata una, distruggendo due vetrate, la porta d’ingresso e la struttura metallica.

Sappiamo che questi sabotaggi non hanno impedito che gli obiettivi attaccati continuassero a lavorare. S’è trattato solo di un freno momentaneo, di un fastidio per quelli che hanno fatto i conti con il nostro agire.

S’è trattato di un minimo gesto di solidarietà e di un saluto d’incoraggiamento per tutti quelli che hanno provato sulla propria pelle i colpi del nemico, che sono stati messi in gabbia e separati dai loro cari. Inviamo il nostro saluto: al compagno Axel Osorio, che ha dimostrato che le celle non l’hanno piegato e che la sua lotta continua, a Cristian Cancino imputato di essere il fornitore della polvere nera, ai compagni Pablo Carbajal e Matías Castro imputati dell’attacco al commissariato della PDI, ai compagni Daniel e Francisco recentemente processati in Italia per rapina e associazione sovversiva, ai compagni in Grecia accusati di appartenere ad una cellula responsabile di esplosioni, cellula che ha continuato ad attaccare, dimostrando l’inutilità del potere che accusa persone non legate agli attacchi, ai compagni in Messico, con l’arresto momentaneo di un compagno accusato di essere il responsabile degli attentati di settembre. Compagne/i siate forti perché il potere cercherà in tutte le forme di fermare
gli attacchi contro l’autorità.

La guerra è anche costata la morte di molti compagni in tutto il mondo, recentemente ci h strappato via il compa Mauri, per via di un incidente che si sarebbe potuto evitare. Mauri sarai ricordato come il guerriero che sei stato, amando i tuoi compagni e desiderando la morte dei tuoi nemici, un selvaggio in guerra contro la società.
Mauri per te queste e tutte le azioni che effettueremo!

Per il compagno Diego Ríos, che 4 mesi fa ha intrapreso la fuga e s’è dato alla clandestinità rifiutandosi di cadere nelle mani dell’autorità. Fuggi, Diego fuggi e continua ad esporre la vulnerabilità del potere. Da qui abbracciamo ogni parola dei tuoi comunicati e con queste azioni ti salutiamo.

Invitiamo tutte e tutti i compagni che leggeranno questo messaggio a continuare ad attaccare il potere su tutti i fronti. Coraggio compagni che nella guerra ci salutiamo e ci diamo forza attraverso l’azione.

Questo è solo l’inizio!

Banda Salvaje e Insurrecta en Guerra Contra la Dominación

(banda selvaggia e insorta in guerra contro il dominio)

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Grecia – Stralci di una rivendicazione

fonte: Culmine

Un lungo comunicato in greco è stato diffuso da parte del gruppo anarchico “Cospirazione delle Cellule di Fuoco“. Si tratta del primo comunicato dopo gli arresti dei 4 giovani, sospettati di appartenere a tale organizzazione.

Nel comunicato si afferma che i 4 arrestati sono estranei ai reati contestati, si rivendicano due attacchi dinamitardi, vengono forniti dei dettagli minuziosi sul come confezionano gli ordigni, si preannuncia come prossimo obiettivo il nuovo dirigente dell’EYP (national intelligence service) ed infine si invia un saluto a Christos e Alfredo.

Seguono solo degli stralci tratti dal comunicato in questione, stralci ripresi da diversi siti. Per chi conosce il greco:

athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1086508

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Il gruppo anarchico “Conspiracy of the Cells of Fire” si assume la responsabilità degli ultimi attacchi esplosivi

Il gruppo rivendica l’esplosione davanti alla casa di Louka Kasteli (membro del PASOK) avvenuta lo scorso 23 settembre e l’esplosione durante il comizio di Costas Karamanlis, avvenuto il 2 ottobre. Le due esplosioni non hanno causato vittime, ma solo danneggiamenti.

Il comunicato inizia col dire che in tempi difficili non abbandonano la lotta e che, malgrado le indagini della polizia, essi non si fermeranno.

In merito ai recenti arresti di 4 giovani accusati di terrorismo: “può trattarsi di una strategia da campagna elettorale… trucchi da intimidazione… non lo sappiamo e nemmeno riusciamo a capire la loro logica.” Si aggiunge che i giovani arrestati non hanno alcun rapporto con “Conspiracy of the Cells of Fire”.

Siamo orgogliosi delle nostre scelte e azioni, abbiamo il coraggio, il privilegio e l’onore di guardarci allo specchio, senza provare vergogna.”

Sull’attentato durante il comizio del primo ministro: “Abbiamo preso la decisione di collocare una bomba proprio contro di lui, per inviare un messaggio durante il suo ultimo intervento come premier, provocando il panico tra le autorità, costrette ad evacuare la zona.”

Infine: ” Salutiamo con piacere i compagni anarchici Christos Stratigopoulos e Alfredo Bonanno che, malgrado l’età, continuano a mantenere la loro intatta negazione e continuano lungo il cammino che hanno scelto.”

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Dalla clandestinità, 2º comunicato di Diego Ríos

E’ occhio per occhio, dente per dente (1)

Molti sono i sentimenti e le ragioni che mi spingono a buttar giù alcune idee ed a diffonderle in rete. Innanzitutto voglio ringraziare e sostenere fraternamente tutte le dimostrazioni d’affetto e le azioni di solidarietà insorgente che si sono succedute negli ultimi tempi (e quelle che verranno, perché no). Per me e per tutti noi che condividiamo il desiderio di distruggere questa società di schiavi passivi è sempre gradevole, eccitante e moralmente esaltante sapere degli attacchi temerari e costanti effettuati da gruppi e individualità che, nonostante la gravità del contesto repressivo, in ogni parte del mondo, non chinano la testa, continuano a mettere in pratica la pericolosa forza della libertà e non la custodiscono vigliaccamente sotto il letto, in attesa di tempi migliori.

E’ inevitabile riflettere, e molti lo fanno già come si trattasse di un’altra azione, attorno allo scenario in cui si svolgono le nostre esistenze/lotte (binomio inalienabile per i nemici dell’ordine esistente) in quanto, condividere e apprendere esperienze da altri e intensificare con cautela le proprie, diviene doveroso per evitare gli errori e le diserzioni avidamente attesi dalla repressione. La coerenza, l’apprendimento storico e l’immaginazione fanno parte di un arsenale che ci sprona a non fermarci mai. In effetti, sebbene noi ci scontriamo con un apparato tecnologico/militare, al contempo dobbiamo combattere in noi stessi il conformismo e la paura con cui la società (e tutte le espressioni moraliste, riformiste, intellettuali, consumiste, ecc.) cerca di sottometterci. Tutti noi che rifiutiamo d’esser complici, e che ci scontriamo con tutte le forme di autorità e di sfruttamento, dobbiamo riaffermare giorno per giorno l’avverso percorso che abbiamo scelto e mostrare a noi stessi che siamo degni dell’obiettivo al quale puntiamo. Son già diversi mesi che devo agire nella massima segretezza, evitando le ricerche dell’apparato di polizia che si muove dietro di me. Ho la certezza di essere la scusa mediatica perfetta, quella con la quale lo Stato-Capitale cercherà di restituire la falsa sicurezza e il dominio assoluto della vita, schernito da tante figure anonime, tutti i giorni, in tutti i luoghi. Son certo che l’apparato di polizia non abbia l’ingenuo sospetto che alla mia cattura disarticolerà una qualche organizzazione terrorista, anche se non mi parrà strano che se ne parlerà in questa maniera. Sanno che dietro di me non c’è alcuna struttura permanente o rigida, non invano cercano di comprendere teoricamente i gruppi d’affinità e l’organizzazione informale, e credo che sarebbe un errore
sottovalutarli. Oggi mi perseguono perché vogliono immobilizzarmi, vogliono -con una punizione esemplare per me- arrestare la propagazione di un’idea insurrezionale che porta necessariamente alla pratica. Mi perseguono perché pratico e promuovo un modo di vita che distrugge le basi dell’ordine imposto, perché faccio parte di una forza dinamica e diffusa, che cresce e pone in evidenza che non tutti ci adattiamo a sopravvivere all’interno della sottomessa routine dello sfruttamento, che non accettiamo la vita come una pratica burocratica obbligatoria e monotona che ci viene concessa, che siamo in tanti a non cercare il dialogo o le concessioni dalle autorità, ma che puntiamo alla loro totale distruzione.

Se oggi la mia volontà/fuga è espressione di quanto valicabile o vulnerabile possa essere il controllo del sistema, delle diverse maniere di affrontare la coercizione della nostra volontà o la sottomissione della società, voglio esprimerlo apertamente. Alla stessa maniera, riaffermo la mia libera scelta di vivere in clandestinità, il che non significa affatto “aver lasciato tutto”. Continuo a rifiutare il fatto che la vita sia sotto il dominio del potere economico, politico, poliziesco o in qualsiasi forma si esprima. Sono ostinato nel desiderio di unire la mia vita alla guerra contro l’esistente, il che rappresenta una tremenda sfida per ognuno di noi e per coloro i quali vogliono farlo. Credo nel bisogno e nella coerenza di esser testimoni vivi della negazione di questo mondo. Continuate con la propaganda per il fatto e la solidarietà, sempre con grande coraggio, muovendovi lontano dalle luci attraenti dello spettacolo del capitale. Gli errori e le sviste che ho commesso mi hanno condotto a questa situazione, scelta per mantenermi lontano da tutti quelli che amo e da tutto quel che faceva parte della mia quotidianità. Mi sono messo in questione ed ho dovuto apprendere, ed oggi devo fare degli sforzi in più per tenermi lontano dalle grinfie dei nostri nemici. Per me è cambiato tutto, ma i sentimenti e la forza son divenuti più forti.

Dal lontano cammino che percorro spero che le mie parole siano, in qualche maniera, un sostegno e un’espressione d’affetto per tutti i miei compagni e compagne, per tutti dentro e fuori le mura delle galere, che fanno parte di una forza e di un’energia d’inesauribile lotta.

Infine, saluto allegramente tutte le azioni di attacco al potere e, sperando che continuino, vi lascio.

Nota: (1) O le resta qualche dubbio sotto-ispettore Ismael Andrade?

nota di Culmine: Si tratta dell’agente della PDI che perso dei denti durante il pestaggio da parte di alcuni compagni, proprio davanti al suo commissariato.

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Messico – Rilasciato Ramsés, brutalmente repressa la manifestazione del 2 ottobre

Rilasciato Ramsés, brutalmente repressa la manifestazione del 2 ottobre

Mentre giunge la notizia della liberazione di Ramsés, ordinata da un giudice federale per averne considerato illegale l’arresto, i compagni anarchici messicani diffondono un elenco di 25 tra compagni e compagne che sono stati fermati durante la manifestazione del 2 ottobre. Altri fermi sono avvenuti a Oaxaca. Pare che quest’anno il corpo dei granatieri, che ha le funzioni di antisommossa, abbia impedito lo svolgersi della manifestazione arrestando delle persone ancor prima di arrivare ai punti di confluenza.

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Atene: rapina ad una banca, arrestati Alfredo Maria Bonanno e Christos Stratigopoulos

da agenzie, 02.10.09

ATENE – La polizia greca lo accusa di aver rapinato una banca. Alfredo Maria Bonanno, 72 anni, attivista e scrittore anarchico, e’ stato arrestato ieri nelle localita’ greca di Trikala. Insieme a lui fermato anche il 46enne greco Christos Stratigopoulos. Bonanno e’ considerato uno dei principali esponenti della corrente anarchico-insurrezionalista. Il suo saggio ‘La gioia armata’, nel 1977 gli valse 18 mesi di carcere.

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Messico – Sull’arresto di Ramsés e sui pompieri anarchici

La notizia dell’arresto di Ramsés, il 30 settembre a Città del Messico, si è diffusa solo dopo diverse ore dal suo
sequestro da parte delle forze dell’ordine. Con una chiamata ai suoi, Ramsés ha informato che era in stato di arresto per gli attacchi esplosivi degli anarco-vegani, ma non ha specificato quali.
Ha informato che si trova nelle celle della polizia giudiziaria, a Camarones, e che è stato pestato.

Subito dopo sono stati diffusi due comunicati, uno da parte delle Cellule Autonome di Rivoluzione Immediata e l’altro dal Coordinamento Anarchico Informale, in entrambi i comunicati si precisa che il compagno detenuto è estraneo alle organizzazioni insurrezionali informali messicane e si lancia un appello per la sua liberazione immediata.

Da segnalare che in questi giorni, in previsione della manifestazione del 2 ottobre in ricordo del massacro di Tlatelolco del 1968, si è scatenata una feroce polemica* tra i gruppi anarchici messicani, con la ricomparsa dei tanto odiati pompieri anarchici.

Siamo alle solite, basta una qualche esplosione… di felicità ed ecco all’opera i pompieri, quelli che non è il momento
adeguato, quelli che non esitano a darti del provocatore, quelli che…

Più o meno tutti noi abbiamo avuto a che fare con questi pompieri dell’anarchismo, proprio quando la repressione inizia a stritolare l’esistenza di compagne e compagni.

A morte lo Stato, i suoi servi e i pompieri rosso-neri!!!

Culmine

*
I comunicati e contro-comunicati relativi a questa polemica sono piuttosto lunghi ed il confronto è già partito male
perché i pompieri dell’anarchismo hanno subito insinuato che i cari insurrezionalisti messicani, informali bombaroli, siano dei provocatori gestiti dalla polizia! Il confronto/scontro è presente su alcuni siti di movimento di lingua spagnola.

___________________________________

1)
Comunicato delle Células Autónomas de Revolución Inmediata

Il detenuto Ramsés NON fa parte della nostra organizzazione

Oggi, 1 ottobre, ci siamo imbattuti nella sgradevole notizia dell’arresto di una persona di nome Ramsés, ex studente attivista della u.n.a.m. In merito, e assumendoci la responsabilità che ci spetta, diffondiamo questo comunicato che speriamo giunga alle orecchie dell’aberrante governo del distretto federale e a tutto il movimento libertario in generale.

Ramsés Villareal: NON FA PARTE DELLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE. Noi, che si siamo aggiudicati la responsabilità dell’attentato contro una concessionaria “renault” nel d.f., esigiamo pertanto la SUA LIBERAZIONE IMMEDIATA E INCONDIZIONATA.

E’ assurdo che si possa essere arrestati e picchiati solo per essere uno studente attivista, EVIDENZIANDO L’INCOMPETENZA DELLE POLIZIE, IL CHE E’ MOLTO PROBABILE.

DA PARTE NOSTRA LANCIAMO UN APPELLO ALLA SOLIDARIETA’ IN TUTTE LE FORME POSSIBILI, IN MODO DA OTTENERE L’IMMEDIATA LIBERAZIONE DEL COMPAGNO, CHE SARANNO COSTRETTI A RILASCIARE PERCHE’ NON HANNO PROVE (se non ipotesi) CHE LO POSSANO LEGARE ALLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE (o altre, certamente).

DA PARTE NOSTRA DICIAMO AL GOVERNO DEL D.F. CHE, SE NON LO LIBERANO AL PIU’ PRESTO, STIANO ATTENTI ALLE CONSEGUENZE PERCHE’ SIAMO DISPOSTI AD AGIRE UTILIZZANDO TUTTO IL NOSTRO POTENZIALE, E NON SOLO IN MESSICO POICHE’ ANCHE IN ALTRE PARTI DEL MONDO SI AGIRA’ ALLA STESSA MANIERA CONTRO GLI INTERESSI MESSICANI IN ALTRI PAESI.

E’ PIU CHE CERTO.

SOLIDARIETA’ A RAMSES VILLARREAL!!!!
LIBERTA’ ASSOLUTA E SENZA CONDIZIONI!!!
SOLIDARIETA’ RIVOLUZIONARIA INTERNAZIONALE!!!!

DA DOVE MENO SE LO IMMAGINANO:

Células Autónomas de Revolución Inmediata: Praxedis G. Guerrero

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2) Comunicato della Coordinadora Informal Anarquista

Comunicato urgente!

Solidarietà diretta al compagno Ramsés Villarreal Gómez.

Saluti a quelli che lottano!

Compagne/i,

Oggi è stato arrestato il compagno Ramsés Villarreal Gómez, con false accuse che cercano di coinvolgerlo con gli attacchi esplosivi contro lo Stato-capitale, effettuati a Città del Messico nel corso del mese di settembre.

In primo luogo specifichiamo, per evitare distorsioni e malintesi, che il compagno Ramsés non fa parte della Coordinadora Informal
Anarquista (CIA), né appartiene ad alcuno dei gruppi informali d’azione diretta, siano essi insurrezionali o anarco-ecologisti, gruppi che hanno deciso di portare avanti la lotta frontale contro lo Stato-capitale lungo tutta la geografia messicana.

Il compagno Ramsés è stato arrestato solo per i suoi ideali antiautoritari e per il suo attivismo rivoluzionario. Non vediamo perché dobbiamo mentire in merito. Il suo arresto evidenzia l’incapacità delle corporazioni repressive nello scovare “colpevoli” e la disperazione dei politicastri al servizio di Marcelo Ebrad (governatore del Distretto Federale, quello che comprende Città del Messico – n.d.t), aspirante alle elezioni presidenziali del 2010. L’arresto risponde solo alle pressioni dei mass media, alla forza esercitata dalla stampa borghese -incluse La Jornada e Proceso che mentono anch’essi o, nel migliore dei casi, vogliono “sangue” per soddisfare la società dello spettacolo-. L’arresto non risponde ad altro: è un tentativo di criminalizzare la protesta, la contestazione e la dissidenza. Stavolta -che strano- bisogna dare la lezione alla sinistra dello Stato-capitale, ai portatori della “speranza”.

Compagne/i, Ramsés è ancora detenuto nelle celle di sicurezza della Procuraduría General de la República a Camarones, Distretto Federale. NON LESINIAMO SFORZI PER LIBERARLO. Diamo briglia sciolta alla nostra immaginazione, scateniamo tutte le passioni e
focalizziamo tutta la nostra rabbia nella sua liberazione. Che la solidarietà diretta non si limiti e si espanda in tutto il pianeta!

Per l’immediata liberazione di Ramsés!

Per la scarcerazione di tutte e tutti i prigionieri del Messico e del mondo!

Per la distruzione delle galere!

Per l’estensione della guerra sociale!

Che s’illumini la notte!

Per l’Anarchia!

Coordinadora Informal Anarquista

Messico, pianeta Terra, 30 settembre 2009

CIA
Coordinadora Informal Anarquista

“La prospettiva violenta, l’azione diretta gestita dalla base, il sabotaggio, non sono azioni “più a sinistra” di qualsiasi altra che stia “a sinistra”; sono scelte determinate che detta l’autonomia degli interessi, scelte in cui la presenza anarchica attiva ha una grandissima importanza.”

A. M. Bonanno

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FERMIAMO LA MORTE NUCLEARE

“La rivitalizzazione di una vasta mobilitazione contro la mafia dell’atomo, i loro impianti attuali e piani d’ampliamento è ovviamente urgente.

Ma ci vuole un movimento costante ed in prospettiva capace di darle il colpo di grazia definitivo. La mia partecipazione solidale ad un tale movimento continua, ovviamente, ad essere scontata”.

Marco Camenisch

lager di morte Regensdorf, 2008

La mafia dell’atomo considera Marco Camenisch il paradigma dell’oppositore radicale, colui che sabota con le proprie mani gli impianti nucleari. Egli, infatti, è tuttora rinchiuso nelle prigioni svizzere per aver osato attaccare quegli stessi impianti di morte negli anni ’70, quando ancora ben pochi conoscevano la pericolosità di questa “risorsa energetica”.

Dopo una lunga reclusione Marco Camenisch, per non essersi né pentito né sottomesso al sistema, che ci vorrebbe tutti schiavi del progresso tecnologico illimitato, sta ancora affrontando i rigori della prigionia.

La coerenza con le sue idee libertarie, ecologiste ed antitecnologiche lo ha portato in tutti questi anni ad essere un costante stimolo per tutti coloro che resistono all’addomesticamento e all’alienazione imposti dalla cultura dominante; quella stessa cultura che ci ripropone il nucleare!

Quella stessa cultura che NOI CON MARCO vogliamo sovvertire!

Quella stessa cultura che, attraverso i suoi governi, ci vuol far credere che l’energia nucleare sia la sola in grado di alimentare lo sviluppo industriale futuro.

Noi oppositori del nucleare ripudiamo la presunta verità secondo cui l’energia nucleare rappresenterebbe la lotta al cambiamento climatico; un’energia sicura, economica, pulita e ad emissioni zero.

Non ci vuole molto, però, per capire che questa è l’ennesima falsa fede ambientalista propinata da un sistema che, oggi più che mai, vuole spacciarsi come amante della Terra e dei suoi abitanti.

Come è possibile credere che gli stessi avvelenatori del Pianeta con fabbriche e industrie, vere responsabili dell’inquinamento causa del cambiamento climatico, possano adesso presentarsi come “ecologisti” col ritorno al nucleare?

Una centrale nucleare è un disastro di per sé!

Distrugge il territorio già nel momento dell’estrazione delle materie prime e chi ci lavora e ci vive contrae facilmente cancro e altre malattie. Senza parlare poi degli scarti di lavorazione lasciati nell’ambiente circostante: veleno e radiazioni per le popolazioni locali e tutto l’ecosistema… Chernobyl insegna.

Tutta questa energia, come le cosiddette energie alternative, non può essere altro che un falso bisogno per una vita sempre più veloce e un “progresso” sempre più folle.

ELIMINIAMO IL NUCLEARE DALLA FACCIA DELLA TERRA!!!

MOSTRA CONTRO IL NUCLEARE

MOSTRA SU MARCO CAMENISCH

Sabato 10 ottobre, dalle ore 16.00

Piazza Cavour, Livorno

Culmine

Anarchici
e Anarchiche di via del cuore

Per maggiori informazioni:

www.freecamenisch.it

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John Zerzan su Chomsky e Jensen

fonte: johnzerzan.net, settembre 2009 – trad. culmine

Noam Chomsky è il personaggio di spicco della conferenza ecoNvergence di Portland – esperto politologo e perenne campione di quell’esausto e colossale fallimento che è la Sinistra. Più e più volte la ripetizione della stessa fallimentare canzone: vota per i Democratici (per esempio Kerry, Obama) e cerca di non occuparti di quanto sarà terribile qualsiasi aspetto della futura società di massa. Sostieni i regimi di sinistra e accusa il neo-liberismo per l’evidente eco-catastrofe (tema raramente menzionato da Chomsky).

Noi, invece, abbiamo proposto una riflessione più profonda. Noi vediamo che il disastro che colpisce e la natura esteriore e quella interiore (per esempio uccisioni di massa, popolazioni narcotizzate, cinismo postmoderno e insignificante) sia posto molto più profondamente di quel che pensa il racket Sinistra/Destra. Noi vediamo l’industrialismo come la causa immediata, l’ultimo e sempre più esteso prodotto dell’addomesticamento e della civilizzazione. Ad esempio, il riscaldamento globale è una delle precise misure dell’industrializzazione.

Ma opporsi al corso suicida dell’umanità impazzita significa inimicarsi Chomsky. Egli ci ha chiamati “genocidi”, asserendo che noi cerchiamo attivamente la morte di miliardi di persone! E’ ovvio che se/quando fallirà il sistema tecno-industriale, si verificherà davvero una morìa di massa (si sta già verificando adesso, in particolare tra le specie non umane). Quel che noi vogliamo è che ognuno inizi ad affrontare questa realtà, piuttosto che proseguire lungo l’attuale percorso suicida. Chomsky si è rifiutato di discutere sul suo epiteto e sulla nostra critica.

Derrick Jensen è un altro personaggio di spicco nella citata conferenza. Egli non è tipo da dialogo franco. Il suo spazio per il dibatto è fortemente censorio, intollerante verso domande o dissensi. Tuttavia s’è più volte interessato dell’anti-civilizzazione ed ha scritto dei buoni testi su tale argomento. Successivamente, sembra che abbia scoperto la Sinistra yuppie come un sentiero lungo il quale poter vendere più libri e divenire un grande conferenziere a pagamento. Invece di “noi dobbiamo smetterla adesso con la civilizzazione”, egli s’è procurato dei soldi per i suoi gruppi progressisti, come Common Dreams.

Progressisti –come Chomsky––cercano di mettere ordine alla salute di base, per loro bisogna solo riformarla. Per nessun motivo essi si oppongono alla civilizzazione, naturalmente. Cercare di avere un dialogo con persone di diverse concezioni è certo una buona idea, ma svendere i propri principi di base è tragico. Nel marzo 2009, durante la conferenza E-Law ad Eugene, Jensen ha detto: “Io non ho nulla contro le leggi. Noi dobbiamo avere leggi”. E così dobbiamo avere più poliziotti, tribunali, governi. Via via che l’opposizione di Jensen alla civilizzazione si stempera, diviene evidente che non è più anarchico di quanto non lo sia Chomsky. Anzi, adesso sta votando e sta cercando di avere un lavoro pregiato. Possiamo riflettere su come anche le idee più radicali possano essere cooptate e ricuperate dal sistema dominante e notare, tristemente, come questo sia il caso di Jensen. Chomsky, lo statista professore, non è mai stato un radicale (perfino la sua teoria linguistica, ora screditata, è conservativa), ma DJ una volta lo è stato. Non è piacevole mettere in rilievo poche cose in questo contesto, ma mi sembra che il pensiero critico, che è forse la nostra risorsa, ne abbia bisogno.
Sfortunatamente né Chomsky né Jensen sono aperti al dialogo, sia a su un piano personale che pubblico.

www.johnzerzan.net

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Grecia – La repressione si allarga, 6 compagni ricercati

Fonti di agenzia della Grecia segnalano che la retata della polizia ai danni di 4 compagni, sospettati di appartenenza a “Conspiracy of the Cells of Fire – Nihilist Splinter” (cospirazione delle cellule di fuoco – scheggia nichilista), non è finita. In effetti sono stati pubblicati i nominativi di altri 6 tra compagne e compagni, considerati membri dello stesso gruppo che negli ultimi tempi ha rivendicato numerose azioni dirette. I 6 sono attivamente ricercati su tutto il territorio greco e la polizia sostiene di essere in possesso delle loro impronte digitali.

Nello specifico le accuse sono: partecipazione ad attentati esplosivi, appartenenza ad un’organizzazione criminale, detenzione illegale di esplosivi.

L’antiterrorismo greco sta cercando eventuali collegamenti tra Conspiracy of the Cells of Fire ed il gruppo di guerriglia urbana Sect of Revolutionaries, il gruppo che s’è aggiudicato l’uccisione dello sbirro Nektarios Savvas.

I nomi degli arrestati:
Harilaos (21anni), Emmanouil (21), Myrto (21) e Panayiotis (20).

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Grecia – Arrestati 4 compagni con l’accusa di appartenenza alla Conspiracy of the Cells of Fire

Mercoledì 23 settembre, la polizia greca ha arrestato 4 giovani sospettati di essere i presunti autori di una serie di attentati dinamitardi. Gli arresti sono stati effettuati poche ore dopo l’esplosione di una bomba fuori dalla casa di un alto membro del Partito Socialista – PASOK. Il portavoce della polizia ha dichiarato: “abbiamo perquisito un appartamento ed abbiamo arrestato 4 persone, di nazionalità greca, sospettate d’aver partecipato ad attacchi esplosivi. Durante la perquisizione abbiamo trovato un ordigno esplosivo di fabbricazione artigianale consistente in una pentola a pressione e del materiale esplosivo. Sequestrati anche computer, una pistola e piani di attentati contro politici. Confiscati anche 4.000 euro, in altre perquisizioni.”

I 4 giovani sono accusati di appartenenza al gruppo anarco-insurrezionale Conspiracy of the Cells of Fire, che ha ha rivendicato numerosi attentati.

Reazione dei compagni

Il 25 settembre, alcuni compagni hanno lanciato molotov contro due sedi ateniesi del PASOK, provocando l’incendio di 2 auto.

Il 26, sabotaggi diffusi e successivi scontri tra compagni anarchici e la polizia nel centro di Atene. Dati alle fiamme contenitori della spazzatura e poi molotov e pietre contro gli sbirri.

Alcune azioni dirette rivendicate da Conspiracy of the Cells of Fire

19 maggio 2009: due bombe scoppiano in due caserme della polizia greca in costruzione, provocando danni minori, senza feriti.

11 luglio: scoppia una bomba all’ingresso della casa dell’ex vice-ministro Panagiotis Hinofotis ad Atene.

2 settembre: bomba danneggia un edificio governativo a Salonicco.

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Messico – Rivendicazione dell’attentato esplosivo contro Banamex

 

fonte: Liberación Total

Una nuova esplosione ha colpito una filiale di Banamex, in calle Constitución, colonia Viveros Milpa Alta. Si tratta del sesto attacco contro i simboli del potere in questo mese.

La Procuraduría General de Justicia del Distrito Federal (PGJDF) cerca di identificare i responsabili e valuta se collegare quest’attentato ai precedenti, che hanno sempre causato solo danni materiali senza feriti. Oltre alle indagini di rito si ricorrerà alle videocamere di sicurezza, specie quelle a protezione del bancomat, dove sono state abbandonate le bombole di gas butano, poi esplose.
Il vice-procuratore della PGJDF, Luis Genaro Vásquez, ha spiegato che tutti gli attacchi vengono commessi da gruppi di 2 o 3 persone, soprattutto giovani, che si coprono il volto con dei cappucci e che abbandonano le bombole di gas butano vicino a un grosso petardo, il quale funziona da detonante.

* * *

Comunicato:

Bomba in una filiale della Banamex

Ancora una volta abbiamo dimostrato quali sono i nostri nemici ed è così che alle 02.00 di questa notte la nostra cellula per la dissoluzione della civilizzazione ha deciso di unirsi alla lotta. E’ stato collocato un ordigno in una filiale della Banamex, nel sudovest del Distretto Federale, nella delegazione Milpa Alta. Come tutti sanno Banamex è una banca che promuove la tortura, la distruzione e la schiavitù. I motivi dell’attacco sono quelli di frenare questi bastardi, che sappiano che non siamo aggiogati, che non siamo vandali. I nostri nemici sanno perfettamente perché lo facciamo ed i loro alleati, i mass media, devono nascondere la verità, ma anche per essi abbiamo qualcosa di pronto.

Stop alla costruzione del carcere di Tlahuac. Fuoco alle galere! Prigionieri per strada! Stop alla distruzione delle riserve verdi per la costruzione della linea 12 della metropolitana!
Stop all’espansione del progresso! Abbiamo una lista infinita di ragioni che ci provocano rabbia ed odio. Allo schifoso sistema tecno-industriale diciamo che non ci fermeremo fino a quando non ne vedremo le ceneri.

La banca è stata distrutta, la vetrata, i tabelloni e i bancomat sono stati resi inservibili. I danni ammontano a 500.000 pesos messicani. Il quartiere è rimasto perplesso nel vedere la distruzione, la polizia non si aspettava il fatto. Uno di noi è addirittura passato davanti ad una pattuglia, a 100 metri dalla banca, e poi durante la fuga ci siamo burlati di un’altra pattuglia.

Alianza Subversiva por la Liberación de la Tierra, Animal y Humana.

Saluti all’ELF, ALF e agli
Eco-piromani della terra di detta località

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Comunicato di Daniele e Francesco sul processo

Ci chiamano terroristi perché così vengono etichettati i combattenti rivoluzionari e i guerrieri che si oppongono alla arroganza del capitalismo o dei singoli stati in ogni parte del mondo.

Ci chiamano rapinatori perché così vengono etichettati coloro che stanchi dello sfruttamento proprio e del prossimo, decidono di prendere senza chiedere una piccola parte delle ricchezze accumulate nelle tasche di pochi e di riportare passo dopo passo l’uguaglianza sociale.

Tutto ciò non può certo offenderci, noi sappiamo bene da che parte stare. Dall’imputazione di aver rapinato un ufficio postale e di averlo fatto per finanziare un’associazione sovversiva ci penseranno gli avvocati a difenderci. Noi, se il primo ottobre saremo in aula non sarà di certo per assistere all’insulso teatrino della giustizia ma solo ed unicamente per vedere voi, compagni e compagne, che non vediamo da più di due anni e chissà per quanto altro tempo ancora non potremo riabbracciare dato che l’esito del processo e tutt’altro che scontato.

Ma se c’è una cosa certa è che le inchieste e gli anni di galera non scalfiscono minimamente la nostra voglia di combattere contro lo sfruttamento dell’uomo, della natura e degli animali.

Non combattere per paura della galera vuol dire essere in galera anche fuori da queste mura.

Non combattere per paura di rovinarsi la vita o un futuro da sfruttato vuol dire aver condannato se stesso e gli altri ad una vita squallida e ad una morte prematura.

Non possiamo fare calcoli da ragionare e valutare il nostro impegno nella lotta con il codice penale in mano, non vale forse la pena di rischiare la miseria che stringiamo tra le mani per conquistarci la libertà!

Francesco e Daniele

Giovedì 1° ottobre ore 9:00

Aula bunker Firenze

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Anarco-insurrezionalismo spagnolo agli occhi dei p.m.

In Spagna la Procura Generale dello Stato ha da poco presentato la sua relazione relativa all’anno 2008. Una parte della relazione è dedicata al movimento anarco-insurrezionale nel paese iberico. Nulla di eclatante, da anni le procure europee lanciano l’allarme relativo al pericolo anarco-insurrezionale che starebbe per abbattersi, in particolare, sui paesi mediterranei del continente. Ciò nonostante è bene che siano divulgate queste perle dell’attività repressiva.

E’ singolare il fatto che, mentre in Italia la fantomatica ORAI del parruccone Marini non sia mai divenuta una realtà giudiziaria, i suoi colleghi spagnoli considerino un pericolo la permanenza di membri della inesistente ORAI nelle prigioni iberiche.

Solidarietà ribelle ai nostri compagni rinchiusi nelle celle spagnole!

Culmine

*
* *

Movimento anarco-insurrezionale

fonte: Fiscalía
General del Estado – Spagna, relazione per l’anno
2008

Dall’analisi e dallo studio dell’attività terrorista che ha visto come protagonisti i gruppi “anarco-insurrezionali” nel nostro paese durante l’ultimo anno, si evincono le conclusioni che passiamo ad esporre:

A) La gran parte delle azioni violente di carattere anarchico sono da ricondurre alle seguenti motivazioni:

Permanenza nelle carceri spagnole di membri della ORAI, permanenza del sistema penitenziario del FIES-CD (Ficheros de Internos de Especial Seguimiento-Control Directo), dimostrazioni di “solidarietà” nei confronti di anarchici detenuti o morti sia in Spagna che all’estero.

B) Obiettivi di quest’attività violenta sono stati soprattutto: edifici pubblici, agenzie immobiliari, banche, attività commerciali e rappresentanze diplomatiche di altri paesi.

C) Il modo d’agire criminale più utilizzato consiste nella collocazione di ordigni esplosivi e/o incendiari e nella realizzazione di atti vandalici.

D) La gran parte delle azioni violente sono state eseguite in date significative per il mondo anarchico, come l’anniversario di arresti significativi o lo svolgimento di processi, decisioni giudiziarie, campagne specifiche; anche se alcune azioni sono state registrate durante proteste contro grandi eventi internazionali e la conseguente azione di polizia.

E) Non ha ancora dato i suoi frutti il tentativo di dar vita ad un collettivo di detenuti anarchici, simile a quelle esistente tra i detenuti dell’ETA. Ma, a differenza di questi ultimi, le connessioni internazionali tra i detenuti anarchici sono maggiori e si agglutinano attorno alle figure di detenuti considerati referenziali in quanto a capacità ideologica. Pertanto, esiste un nucleo ideologico comune all’interno del movimento anarco-insurrezionale europeo il quale, anche se non si è plasmato nella creazione di un’organizzazione armata unitaria a livello internazionale, è riuscito a livello di cooperazione informale nella formazione di gruppuscoli autonomi con obiettivi comuni, coordinati in qualche maniera, che seguono le indicazioni che certi “ideologi” o referenti divulgano attraverso organi di espressione affini.

Attualmente la minaccia rappresentata dai gruppi di questa ideologia si è ridotta, per via delle operazioni di polizia effettuate nel 2003 e che hanno permesso la disarticolazione di 3 cellule anarchiche, responsabili per la gran parte delle azioni terroriste perpetrate in Spagna negli ultimi anni.

Ciò nonostante, poiché persistono certe circostanze che motivano questa tipologia di attentati (permanenza del FIES, detenzione di membri dell’ORAI e attivisti anarco- insurrezionalisti spagnoli), è prevedibile la continuazione di questo tipo di azioni nel futuro.

Le zone geografiche più inclini alla comparsa di nuovi gruppi o cellule violente di queste caratteristiche continuano ad essere le province di Madrid, Barcellona, Valencia e Burgos, luoghi che coincidono con il maggior numero di attivisti di questo movimento, dei collettivi contrari al sistema e delle occupazioni nel nostro paese.

Attualmente l’Unione Europea è divenuta uno dei principali obiettivi del Movimento Anarchico Insurrezionale perché è percepita, sempre più, come lo standard delle “Istituzioni oppressive del vecchio continente”.

Per questo motivo le date in cui vengono decisi aspetti importanti per il futuro dell’Unione Europea possono essere utilizzate dai gruppi anarchici più belligeranti per realizzare azioni violente ai danni di persone o istituzioni collegate con l’Unione, con il fine di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica ed ottenere una vasta copertura informativa.

Inoltre, bisogna tener presente il fatto che gruppi anarchici di alcuni paesi europei, incluso il nostro, possono realizzare azioni di sabotaggio e perfino attentati come forma di appoggio a campagne specifiche, a mobilitazioni contro la globalizzazione di carattere internazionale (Vertici europei, Costituzione europea, ecc.) e/o in solidarietà con anarchici deceduti, arrestati o condannati. In tali occasioni l’obiettivo delle azioni sarebbe collegato al paese in cui si verificano quei fatti.

Anarchismo insurrezionale

Nel corso del 2008 sono state registrate 3 azioni di questo tipo, due a Barcellona ed una a Santiago de Compostela; le prime due contro banche e la terza contro uffici municipali, senza che nessuna persona sia stata arrestata per legami con questo tipo di terrorismo.

31/08/2008, Santiago de Compostela – Collocazione di un ordigno incendiario in prossimità degli uffici del Concello (uffici per la riscossione municipale), in calle Presidente Salvador Allende. L’ordigno, che non è arrivato a prendere fuoco, era composto da una bottiglia di plastica al cui interno c’era liquido infiammabile, un barattolo d’insetticida, dei cerini di legno ed un pezzo di miccia legato con del nastro adesivo. L’azione è stata rivendicata il 2 settembre con un comunicato apparso sul sito internet di tendenza anarchica Klinamen.org.-


25/09/2008, Barcellona – Collocazione di due ordigni esplosivi, che non sono riusciti a scoppiare, uno nel bancomat de “La Caixa” nel paseo Maragall e l’altro nell’agenzia immobiliare “Fincas Bustillo”, sempre nella stessa via.

12/10/2008, Barcellona – Lanciata una molotov contro il bancomat della Deutsche Bank, nella Rambla Poble Nou. Sulla vetrata della banca è stata lasciata la seguente scritta: Fuoco al Capitale”.

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Freddy e Marcelo pestati in prigione dai carcerieri

In un lungo comunicato dell’associazione Zainuco di Neuquén si denunciano una serie di vessazioni ai danni dei reclusi nel carcere della Unidad de Detención Penal 11. Non solo, ma in due diverse circostanze i carcerieri sono passati alle vie di fatto ed hanno pestato Marcelo e Freddy, quest’ultimo è stato addirittura denunciato per il possesso di un’arma da taglio, stranamente non rilevata durante due perquisizioni degli squadroni antisommossa.

L’8 settembre i carcerieri hanno fatto irruzione all’interno del 2° padiglione sparando pallottole di gomma e gas lacrimogeni per un’ora. In seguito li hanno portati all’aria e lì, ammanettati, sono stati pestati vigliaccamente. Marcelo Villarroel ha subito la frattura di una costa e sino ad oggi non è stato visitato da nessun medico.

La notte di domenica 20 settembre, lo stesso gruppo speciale di carcerieri reprime il 3° padiglione ed approfittano dell’occasione per irrompere anche nel 5° e 1° padiglione, lanciando gas lacrimogeni nelle celle. in seguito portano i reclusi all’aria e li pestano alla grande.

I detenuti denunciano il pestaggio la mattinata del 21 e per questo il corpo speciale irrompe
nuovamente nel 1° padiglione in serata, procedendo a pestare i reclusi, tra questi Freddy Fuentevilla. Il compagno cileno ha una contusione in un occhio e lesioni su tutto il corpo. Non solo, ma adesso avrebbero trovato un’arma da taglio nascosta nel suo materasso e per questo rischia un nuovo procedimento penale. Arma da taglio non trovata nelle precedenti irruzioni e perquisizioni!

Da ricordare che Freddy e Marcelo hanno ormai scontato la metà della pena argentina e rischiano, da un momento all’altro, di essere estradati in Cile dove verrebbero processati per una rapina terminata con la morte di un sottufficiale dei carabineros. I due compagni lottano per il riconoscimento del rifugio politico in Argentina.

No all’espulsione

No all’estradizione

Rifugio politico in Argentina per Freddy e Marcelo

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Marcelo dal carcere di Neuquén: “Mauricio Morales Vive, La Guerra Sociale continua!!”

Son già trascorsi 3 mesi da quella notte del 22 maggio quando il compagno anarchico Mauricio Morales è morto per l’esplosione dell’ordigno che aveva con sé e che avrebbe dovuto collocare davanti alla Escuela de Gendarmería, sinistro servizio penitenziario, nel quartiere della avenida Matta, nel centro-sud di Santiago del Cile.

L’impatto della notizia è stato così grande che gli echi di quell’esplosione hanno continuato a risuonare in modo forte e senza sosta in diversi luoghi del mondo, provocando situazioni d’ogni tipo ma, soprattutto, mettendo in evidenza l’inevitabile crudezza acquisita dallo svolgersi della tanto negata guerra sociale nell’odierno Cile.

Non è stato facile per me poter riunire le idee e le riflessioni contenute in queste righe. Sono tanti i sentimenti che mi fanno oscillare tra l’ardente e illimitata passione e il fine e penetrante raziocinio, il quale cerca e riafferma una verità: il profondo amore per la vita degna e l’altissimo prezzo che dobbiamo pagare per essa ogni volta che ci ribelliamo con il corpo, il cuore e la mente. E’ per questo che dalla mia attuale condizione di prigioniero-ostaggio dello stato-capitale ma, ancor di più, da orgoglioso Sovversivo Autonomo e Libertario vorrei dire:

1) La morte fisica di Mauricio si riduce alla sola scomparsa del suo corpo e niente più, perché da quel giorno la sua vita, il suo simbolo, il suo darsi senza limiti, senza scuse né timori, s’è moltiplicato nella coscienza e nell’azione allo stesso modo delle idee che l’accompagnano.

Ancora una volta e con l’incommensurabile potenza d’un Rivoluzionario convinto, diviene reale il fatto di sapere che oggi sono centinaia le persone nel mondo che prendono il suo posto per continuare il cammino tracciato da migliaia di uomini e donne che hanno fatto delle proprie esistenze un meraviglioso canto di resistenza all’obbrobrio, di appello costante a prendere il controllo delle nostre vite, di consegna illimitata sapendo che spesso in questo percorso ci scontriamo con le perversioni più disumanizzanti nei confronti delle quali il potere cerca di spezzare lo spirito indomito di noi che il discorso dell’azione lo parliamo con i fatti e non con il chiacchiericcio di agitatori-istigatori e i loro logori slogans.

Dire che oggi Mauri è greco, catalano, uruguaiano, che è mapuche, italiano, argentino o basco… non è un mero trucco di delirante sintassi, bensì è un modo d’esser giusti con il sentire espresso da compagni e compagne di luoghi diversi e, allo stesso tempo, è una forma di rompere con l’incosciente settarismo di quelli che ritengono che per averlo riconosciuto hanno un qualche grado di proprietà su un caro fecondo.

Non solo ma oggi, a dispetto della sua soggettività, posso dire che tanti e tante di noi che non siamo stati suoi amici e nemmeno compagni diretti nell’affinità colpiti dal dolore di una morte repentina e accidentale, ce lo portiamo dietro dappertutto, come impronta indelebile nella nostra potente memoria di resistenza, rivendicandolo con forza come un lottatore generoso. Noi ci affratelliamo nella fondamentale coincidenza di sapere che nel combattimento diretto contro lo stato-capitale non ci sono tregue né tempi d’attesa, senza giustificazioni che valgano ad evadere la responsabilità storica nel fronteggiare un così demenziale ordine sociale.
Mauricio è per strada vivo e libero, assieme a quelli che lottano, ai perseguitati, a quelli e quelle che sono lontani/e, con noi che siamo prigionieri, con tutte e tutti noi che viviamo nella cruda realtà di scontro, senza schivare nulla, guidati da un forte istinto proletario, superando così qualsiasi pratica spettacolare pseudo-sovversiva del circo libertario.

2) La caduta di Mauricio è avvenuta in un contesto di innegabile guerra sociale e di crescente ribellione dinanzi al mostruoso lusso dei ricchi che non cessa d’aumentare. Non è un caso che il suo corpo sia deceduto a pochi metri dalla scuola della Gendarmería, in quanto la netta coscienza dell’esistenza di questa fabbrica di carcerieri e la necessità di attaccare una delle principali reti di punizione, isolamento e sterminio di proletari, rende conto della sua solida disposizione offensiva che travalica i limiti di svariate e inconsistenti teorie del conformismo che, mimetizzate dietro un ventaglio di linguaggi e simbologie, cercano di egemonizzare il controllo delle nostre menti per neutralizzare così le
continue rivolte quotidiane in cui viviamo immersi come individui ribelli e insorgenti, capaci di attivare senza attendere ordini da parte di nessuno, alimentati da un’incessante sete di giustizia.

Mauricio è il risultato collettivo di quei nuclei sovversivi che son cresciuti, silenziosamente, come da una scuola di vita per combattenti popolari, estendendo pratiche sociali d’organizzazione radicale, cospirazione, sabotaggio e diffusione dell’ideale libertario.

E’ di quei militanti che appartengono alle comunità di idee che verso la metà degli anni ’90 e in completa autonomia hanno insistito nella costruzione dall’orizzontalità, rompendo con le logore logiche di dipendenza organica da super-strutture fittizie dai nomi magniloquenti che non attraggono più nessuno, radicate nell’impotente cultura di una vecchia sinistra che non è altro che la sinistra del capitale, fraudolenta pantomima, inoffensiva dissidenza. In tale sforzo senza soste c’è stata la convergenza di diverse sensibilità e micro-culture di resistenza con l’apporto di tutti noi che vediamo e viviamo l’anticapitalismo da una stessa trincea nel campo popolare cileno.
Sono stati anni di ricostruzione sovversiva tra lo scoramento di massa del “non si può”, l’ostile incomprensione dei codardi progressisti e la persecuzione continua dello stato che non riposa alla ricerca dell’eliminazione totale dell’antagonismo proletario. In questa maniera e concordemente con tutte le lotte e gli sforzi effettuati per liberarci dal giogo capitalista del Cile degli ultimi 19 anni la guerra sociale è oggi una realtà così evidente come i raggi di sole che c’illuminano e che a volte non ci scaldano come vorremmo.

Militarizzazione della regioni del su del Cile in risposta alla crescente lotta del popolo mapuche. Investimenti milionari in tecnologie e risorse per rafforzare lo stato di polizia e neutralizzare così la protesta sociale. Criminalizzazione potenziata della gioventù popolare marginale, facendo del Cile il secondo paese dopo gli USA con il maggior numero di prigionieri in relazione alla quantità di abitanti. Indurimento delle norme giuridiche che regolano le cosiddette “libertà individuali” a favore della preservazione della proprietà privata, l’ordine pubblico e la pace sociale dei ricchi. Impunità garantita ai membri delle forze di sicurezza che ogni giorno torturano, reprimono, assassinano… mentre tutto il rigore della legge è riservato a chi si ribella. In definitiva il capitale e il suo raggiustamento borghese social -fascista, nel Cile della concertazione, ci hanno dichiarato guerra dal primo giorno e quelli che oggi hanno ostato affrontarli sono stati diffamati, perseguitati, sequestrati, stigmatizzati, assassinati. Per difenderci con dignità, per cercare di vivere liberi, senza padroni né schiavi, continueremo ad utilizzare tutte le armi che la vita e le diverse esperienze di lotta lasciato come apprendimento collettivo, come
incessante ricerca di un cammino di liberazione sociale tante volte vituperato con il sangue proletario dei nostri compagni caduti.

Che lo sappiano Mauricio, la sua famiglia, i compagni e gli amici… che lo sappiano lo Stato e quelli che lo difendono e lo mantengono… che lo sappiano i ricchi ed i lori sicari guardiani… che lo sappiano i sinistri conformi alla normalità capitalista che trafficano con la storia della lotta dei popoli… che lo sappiano i nazisti, i fascisti, i patrioti… che lo sappiano quelli che a tradimento si sono venduti per alcuni pesos, per salvarsi dalla prigione, per la paura… che lo sappiano i fratelli e le sorelle mapuche, i nostri amici e compagni che lo sappiano: è finita la ricreazione e la tranquilla quotidianità dei nostri carnefici… è terminato il festino prolungato e la loro immacolata onnipotenza; è terminata la loro pretesa impunità perpetua… non è una spavalderia, questo è un fatto, un impegno rinnovato per tutti quelli che non ci sono, per quelli di ieri, per quelli che verranno…

Per tutti i Mauricio, per l’incontenibile desiderio di essere e di vivere
emancipati, liberi e selvaggi…

Per la distruzione di tutte le prigioni, per il comunismo, per
l’anarchia:

fino a che ci sarà miseria ci sarà ribellione!!

Marcelo Villarroel
Sepúlveda, prigioniero libertario d’origine cilena,
dall’Unidad Nº11 de Neuken, Patagonia Argentina, fine agosto 2009

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Sabato 26 settembre – Giornata di solidarietà internazionale per Gabriel e José

Compagne e compagni della Croce Nera di Berlino e di altre organizzazioni antiautoritarie
tedesche hanno indetto una giornata di solidarietà internazionale per Gabriel Pombo da Silva, rinchiuso nel carcere di Aachen, e José Fernandez Delgado, rinchiuso nel carcere di Rheinbach.

La giornata inizierà con un presidio sotto il carcere di Aachen alle ore 11, in seguito il presidio si terrà sotto il carcere di Rheinbach alle 14.30 ed infine, alle 18, a Colonia si svolgerà un dibattito sulla repressione e sulle lotte contro il carcere.

Purtroppo i tempi molto stretti impediscono di dare il vita ad iniziative solidali simili, ma si spera in futuro di allargare queste situazioni di lotta anche in altri paesi.

Il sito della CNA-ABC di Berlino è:

www.abc-berlin.net

Lì si trovano il manifesto e il volantino relativi all’iniziativa solidale.

Un abbraccio ribelle e
solidale a Gabriel e José

Culmine

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Messico – Secondo comunicato delle Células Autónomas de Revolución Inmediata

Prima di tutto un saluto a quelli che lottano.

Con questo secondo comunicato vorremmo chiarire degli aspetti di cui si sta parlando all’interno di alcuni mezzi di “informazione”, i quali assieme alle autorità competenti del Distretto Federale stanno creando un assedio mediatico in merito alle ultime 3 detonazioni di ordigni esplosivi a Città del Messico.

1.- Il governo del Distretto Federale, attraverso le sue istituzioni investigative, ha affermato che sulla base del modus operandi realizzato nelle ultime tre esplosioni potrebbe trattarsi dello stesso gruppo, con la probabile eccezione dell’attentato alla concessionaria in cui è stato lasciato un messaggio (lo stesso che è stato distorto da alcuni media e dalla rivista “Proceso”, i quali sono arrivati a sostenere che responsabile è un gruppo “terrorista” spagnolo non esistente in Messico, perché nella rivendicazione si parla del compagno libertario Amadeu Casellas, il cui nome è stato storpiato in Gustavo Amadero Casellas e lo si è posto in legame con tale gruppo).

Allora, vi diciamo che il ricorso al gas butano negli ordigni esplosivi non è un fatto nuovo. E’ stato già utilizzato in altre occasioni da altri gruppi con altre tendenze politiche, per esempio nel 2006: 6 bombe dalla composizione simile sono state collocate dalla T.D.R. (Tendencia democrática revolucionaria), un’altra esplosione è stata realizzata con bombole di gas e un tubo galvanizzato nel dicembre del 2007 causando danni in un fast-food tipo k.f.c in località iztacalco, all’altezza della avenida Zaragoza e rivendicato da un altro gruppo anticapitalista. E nel 2008 lo stesso materiale ed un tubo galvanizzato sono stati utilizzati contro una banca, causando gravi danni. Il governo lo sa. Quindi, se le tre esplosioni si sono succedute a distanza di pochi giorni e se i materiali erano simili, si tratta di una mera coincidenza in quanto non c’è alcun coordinamento tra: il Frente Subversivo de Liberación Global, le Células Autónomas de Revolución Inmediata ed il Frente de Liberación Animal. Inoltre c’è da sottolineare il fatto che la settimana di azioni e di proteste contro MaxMara è una settimana internazionale di azioni che è stata convocata dall’Italia. E’ anche vero che dopo il primo attentato, quello contro la banca, la stampa ha dato una perfetta descrizione dei materiali utilizzati, i quali ben impiegati possono provocare molti danni alle proprietà dei potenti. Non è un caso che persone con una voglia infinità di distruggere o danneggiare questo sistema miserabile ed oppressore si siano sentite attratte nel farvi ricorso. Segnaliamo, inoltre, che noi abbiamo utilizzato un ordigno costituito da un quarto di polvere nera e altri tre ordigni con mezzo quarto di dinamite (in ognuno). Se qualcosa non
ha funzionato lo si deve ai nastri adesivi utilizzati per unire gli ordigni; avremmo dovuto usare un nastro più resistente (tipo quello americano) e stringere di più, in quanto la detonazione ha rotto il nastro che legava gli ordigni e li ha fatti cadere.

2.- Recentemente abbiamo trovato un articolo sul giornale “Milenio” in cui si responsabilizza una pagina di informazione web del Cile. La cosa oltre ad essere stupida è iper-assurda poiché “Liberación Total” è solo una pagina web d’informazione che riceve i nostri comunicati e quelli di altri gruppi e non ha alcun stretto legame con nessuna persona o gruppo che effettua azioni in Messico. Essi, nel ricevere i comunicati e le altre notizie, le pubblicano facendo un lavoro di informazione.
Lo slogan “liberazione umana, animale e della terra” è solo uno slogan molto diffuso e che viene utilizzato da tanti gruppi in tutto il mondo e da molti anni.

3.- Conclusione: se il governo cerca di risolvere il tutto dicendo prima che il gruppo F.L.A. è un gruppo imitatore e poi sostenendo che si tratta di uno stesso gruppo che ha realizzato i tre attentati dalle caratteristiche politiche differenti (sebbene simili), allora la sua incompetenza non è da imputarsi alla nostra responsabilità o a quella di altri gruppi.

Prima di salutarvi, vorremmo inviare un saluto a quelli che lottano. Continuare, nonostante le distorsioni da parte del governo (il che è normale). Sempre più fiamme, incendi, attacchi e sabotaggi.

Contro lo stato, la chiesa e il capitale… guerra sociale e solidarietà internazionale”

Dalla clandestinità,

Células Autónomas de Revolución Inmediata “Praxedis Gilberto
Guerrero”

Città del Messico, 15 settembre

fonte: Liberación Total

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Mapuche – Azioni di resistenza contro la latifondista Elsa Fernández

Gli Órganos de Resistencia de las Comunidades Mapuche en conflicto della CAM comunicano al nostro popolo e all’opinione pubblica quanto segue:

sabato, 12 settembre 2009, i nostri guerrieri hanno realizzato azioni di resistenza contro la
latifondista Elsa Fernández del fondo Brasil, sito al confine tra i comuni di Lautaro e Licur, a circa 45 chilometri da Temuco.

Queste azioni hanno l’obiettivo di espellere i latifondisti e le imprese forestali dal Territorio Mapuche e di sostenere il processo di recupero delle terre da parte delle nostre comunità in conflitto.

Questa è anche una maniera in cui i nostri Órganos de Resistencia del Territorio Mapuche-Nagche esprimono il proprio ripudio nei confronti delle condanne subite dai nostri fratelli rinchiusi nelle carceri dello stato cileno ed anche la nostra maniera di comunicare. Infatti, fino a quando ci saranno prigionia politica e condanne, queste azioni continueranno ad esser effettuate dai nostri guerrieri, appoggiati da tutte le comunità mapuche.

Riaffermiamo, infine, il nostro convincimento nel seguire il sentiero tracciato dai nostri avi, che con fermezza si sono offerti alla causa della giustizia e della dignità del nostro meraviglioso ed eroico Popolo Nazione Mapuche.

La Coordinadora è più rafforzata che mai nella sua lotta per il Territorio e l’Autonomia.

Territorio e Autonomia alla Nazione Mapuche!

¡¡¡¡¡Weuwaiñ!!!!!

Órganos de Resistencia Territorial

ORT-CAM

FUORI LE FORESTALES ED I LATIFUNDISTI DAL TERRITORIO MAPUCHE

TERRITORIO E AUTONOMIA PER LA NAZIONE MAPUCHE

CON LEMUN E CATRILEO

¡¡WEUAIÑ!!

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Messico – Rivendicazione dell’attentato esplosivo contro MaxMara

fonte: Liberación Total

I fatti:
Verso le 3 di mattina di questo lunedì, una detonazione ha distrutto la vetrata frontale e parte della facciata del negozio di MaxMara. Sul posto sono stati trovati 3 cilindri di circa 30 centimetri di altezza contenenti gas butano, generalmente usato per le saldature ed in vendita nelle ferramenta.
Agenti della Secretaría de Seguridad Pública del DF hanno isolato il luogo ed hanno sollecitato l’intervento degli artificieri e del pubblico ministero del coordinamento territoriale numero 1 a Miguel Hidalgo, in seguito sono iniziate le indagini di rito. Si tratta della terza settimana consecutiva in cui avviene un attacco esplosivo nel Distretto Federale (
quello che comprende la capitale, Città del Messico – ndt).
Martedì scorso c’è stata un’esplosione ai danni di una concessionaria Renault nei pressi dell’aeroporto e circa due settimane fa un ordigno è esploso in una filiale bancaria del
BBVA a Tlalpan.

Comunicato:

Il Frente de Liberación Animal (F.L.A) rivendica l’attentato esplosivo contro una boutique della catena di vestiti e pellicce “MaxMara”, sita in una delle zone più borghesi di Città del Messico. La distruzione dell’ordine imposto dallo stato con la sua tecnologia e i suoi militari è stata ancora una volta imminente. La rabbia esplosiva degli abolizionisti ha riempito di allegria le strade con un’altra bomba, scoppiata in Messico questo 14 settembre.
Con quest’azione mettiamo in chiaro che la lotta contro il sistema antropocentrico continua il suo corso, in quanto attacchi diretti e frontali sono doverosi contro i negozi che lucrano sullo sfruttamento animale in questa società distruttrice della terra e di quelli che ci abitano.
Con questo sabotaggio sosteniamo la settimana internazionale contro MaxMara. Non è stata una coincidenza l’esplosione che ha distrutto la facciata di detta compagnia. non è stato un capriccio né un gesto per richiamare l’attenzione, come certamente dirà la stampa sensazionalista, ma s’è trattato di una risposta al dominio, alla reificazione e alla mercificazione di milioni di animali (visoni, cincillà, volpi, procioni, ecc.), cresciuti negli infernali allevamenti, che non sono altro che campi di concentramento in cui gli animali non umani vengono sottomessi e costretti a vivere una vita di totale prigionia, in attesa della tortura e dell’assassinio, malati e impazziti per la negazione della vita selvaggia.
La multinazionale MaxMara ha pensato che gli attacchi contro i suoi negozi avvenissero solo in Europa, come sta accadendo da anni. Ma noi adesso l’abbiamo colpita, vogliamo che questo negozio smetta di vendere pellicce, che rompa definitivamente i legami con i grandi allevamenti di visoni per l’industria della pelliccia, vogliamo l’abolizione del sistema nella sua totalità, non mercanteggeremo, né ci adatteremo alle riforme, né negozieremo la libertà degli animali, perché oggi non c’è giustizia, ci siamo solo noi.

Oggi, la polizia si vanta tanto sulla sicurezza, con le centinaia di videocamere installate a Città del Messico, con le sue ronde, con gli agenti in borghese che girano armati per le strade, con i suoi convogli militari, con i posti di blocco dell’esercito ed i microfoni per le strade. La polizia sostiene che non si potrà fare più nulla sotto il suo naso.

Oggi, noi abbiamo dimostrato che tutto ciò è inutile quando ci sono la rabbia e la sete di vendetta contro tutto quel che simbolizza e rappresenta la civilizzazione robotica, alienante e monotona.
Infatti, ogni giorno si apprezza l’indifferenza dell’uomo civilizzato dinanzi alla vita naturale e selvaggia dei pochi animali che sopravvivono in questo agonizzante pianeta. Preoccupandosi più per l’ambizione del denaro, per essere più degli altri nel possesso dei beni materiali, non fregandosene nulla del prezzo col quale lo stanno facendo, milioni di animali vengono privati della libertà e degli habitat selvaggi. La natura viene addomestica e mercificata in modo che le città possano espandersi. Gli uomini non si fermano a riflettere sulle ripercussioni che hanno tali azioni. Oggi la gente si lamenta tanto per le inondazioni e dà la colpa a tutti, ma non pensa che il suo sentimento di superiorità che ha sulla flora e sulla fauna e i suoi interessi contrapposti sulla natura sono il problema centrale di tutta la questione. Un
esempio evidente lo possiamo osservare a Città del Messico dove il taglio degli alberi e la cementificazione degli spazi verdi impediscono che la terra assorba le piogge torrenziali.

Noi diciamo che tutto sta per cadere, poiché il sistema politico-economico messicano decade sempre più. Adesso c’è la crisi economica, le bombe scoppiano in diversi punti della città, le piogge causano distruzioni per migliaia di pesos, persone sequestrano aerei e migliaia di individui sono sempre più contro la politica neoliberale-specista-patriarcale, che pretende difendere a tutti i costi il sistema tecnologico-industriale con i suoi apparati poliziesco-militari. Non ci parrebbe strano che le ipotetiche previsioni in merito ad una sovversione sociale possa avverarsi nel 2010, è per questo che lo stato ha cercato di sedare la crisi che stiamo subendo con il caso dell’influenza suina, la militarizzazione del paese, la criminalizzazione della protesta sociale e il controllo che il governo federale vuole imporre con la nuova carta d’identità contenente il DNA e l’impronta oculare.

Se le ipotetiche previsioni di un sollevamento sociale nel 2010 si concretizzeranno, in vista di questa prospettiva noi persone con idee anarchiche, contro il sistema e antiautoritarie (mettiamo in chiaro che il fatto che l’umano si ponga al di sopra delle altre è un atto autoritario e generatore di gerarchie) abbiamo iniziato a fare la guerra all’ordine imposto, come lo fecero i guerriglieri magonisti nel 1910. Già sin d’ora diciamo che se nel 2010 ci sarà un “cambiamento”, come da sempre hanno fatto i potenti (aggiustamenti di taglio riformista) e tutto resta uguale, noi continueremo ad attaccare come stiamo facendo adesso contro questa dittatura globalizzata, come fece Herón Proal nel movimento anarchico degli inquilini di Veracruz nel 1922, dopo la “rivoluzione” messicana.
Perché questa guerra non è solo per la liberazione animale, umana e della terra, visto che questa guerra sono stati loro ad iniziarla migliaia di anni fa, rubando gli istinti selvaggi dell’animale umano,  distruggendo gli ecosistemi, inquinando i fiumi con sostanze tossiche, addomesticando animali per i propri interessi monetari, spingendoci verso l’estinzione, rubandoci la vita. Oggi non abbiamo più nulla da perdere, ma abbiamo molto da guadagnare.
Con questo comunicato prendiamo nettamente le distanze: dalle organizzazioni piene di personaggi che credono di poter cambiare qualcosa seguendo gli stessi valori del sistema (passività, conformismo, leggi di protezione animale, accettazione), da qualsiasi collettivo animalista, dal movimento riformista di liberazione animale, da qualsiasi luogo pubblico, alternativo, o di qualsiasi controcultura giovanile. Questi giovani (alcuni) si fanno chiamare radicali, anche se l’unica cosa che li distingue dal resto della popolazione è il modo di vestirsi e nient’altro. Costoro continuano a contribuire al sistema come qualsiasi altra persona, infatti molti di essi sono consumisti, tossici, alienati, solo estetica e musica.
La cospirazione internazionale è sempre più grande.
Nemmeno con l’imminente repressione potranno fermarci. Siamo da tutte le parti, sorvegliando, ottenendo informazioni per il prossimo attacco, cospirando nell’oscurità e alla luce della luna.
Mettiamo anche in chiaro che la nostra cellula non è e non vuole essere leader in questa serie di attentati, crediamo nell’individualità delle persone che hanno effettuato queste azioni e riconosciamo il loro coraggio nel farlo.

Che la fiamma
non si spenga!
Duri contro MaxMara!

ps: Ringraziamo la stampa sensazionalista e contraddittoria perché grazie ai suoi articoli siamo riusciti a confezionare questi ordigni. Avevamo solo una vaga idea sul come farli, ma voi ci avete dato una mano.

ALF/FLA
(Animal LiberationFront/Frente de Liberación Animal) México

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Cile – Proteste per il 36º anniversario dell’11 settembre

fonte: Liberación Total

Anche questo anniversario dell’11 settembre è stato segnato da diverse azioni: barricate notturne con blocchi stradali, scontri tra poliziotti da un lato e universitari e proletari dall’altro, esplosioni dinamitarde, incendi di camion nel territorio mapuche, attacchi a commissariati e veicoli della polizia e numerose chiamate che avvisavano la presenza di bombe. Nonostante la polizia abbia annunciato forti misure per evitare i disturbi, la notte dell’11 è stata caratterizzata dalle proteste su tutto il territorio: saccheggi, incendi, sbirri feriti, spari e una intera nottata di
scontri.

Prima della notte dell’11…

I primi scontri si sono verificati davanti alle università tra studenti incappucciati e le forze dell’ordine a Santiago, Valparaíso e Concepción. A Santiago una studentessa è stata ferita alla testa dai carabineros e all’Accademia gli scontri tra manifestanti e la PDI hanno provocato il ferimento di un agente di polizia e l’arresto preventivo di due compagni, per tentato omicidio.
Nei pressi dell’università di Concepción, dopo gli scontri tra manifestanti e carabineros, uno studente imputato di aver lanciato delle molotov è stato arrestato.

In seguito a tali scontri le lezioni universitarie sono state sospese.

La notte del 4 settembre i primi scontri tra le forze antisommossa e circa 200 abitanti del quartiere proletario di Cerro Navia. I manifestanti hanno bloccato le strade con delle barricate e lanciato molotov e bombe carta contro gli agenti. Sempre nella stessa notte, altri scontri nel quartiere de La Pincoya, un centinaio di manifestanti ha bloccato le strade e distrutto un autobus.

Barricate la mattina del 9 a Valparaíso, altre barricate la notte dello stesso giorno.

Mercoledì 9 una esplosione ha scosso il circolo dei sottufficiali dei carabineros a Santiago. Nel comunicato di rivendicazione si invitava a manifestare e a colpire la polizia.

Il 10 bloccata l’autostrada di accesso a Concepción.

Sempre giovedì 10, 40 manifestanti coperti da passamontagna hanno bloccato le strade a Recoleta. Lanciate bombe di vernice e pietre contro le pattuglie della polizia, il tutto in solidarietà ai compagni caduti Claudia López e Jhonny Cariqueo. 7 giovani sono stati arrestati.

La notte del 10, un centinaio di manifestanti ha attaccato il 14° commissariato di San Bernardo, provocando la risposta dei carabineros con lacrimogeni e pallottole di gomma.

Venerdì 11 gli artificieri hanno disattivato due ordigni esplosivi nella stazione metro di Villa Alemana. Gli ordigni erano collocati all’interno di un bidone della spazzatura, a fianco di un bancomat.

Venerdì 11, due ordigni hanno scosso la tranquillità di Concepción. Uno è scoppiato mentre transitava un treno merci che trasportava soda caustica e cloridrato di sodio. La polizia ha affermato che l’obiettivo era quello di far deragliare il convoglio, cosa che non è avvenuta. Notevoli i danni materiali, valutati sui 2 milioni di pesos. L’ordigno consisteva in un estintore ripieno di polvere nera, attivato da una miccia a lenta combustione. Nella stessa città è stato trovato un secondo ordigno, che non è esploso.


Venerdì 11 a Valparaíso gli artificieri hanno disattivato un ordigno esplosivo trovato nei pressi dell’università.

Venerdì 11, bomba carta lanciata davanti alla casa di Iván Isla, procuratore capo di Curacautín, in territorio mapuche.

Numerosi avvisi di bombe hanno mantenuto occupati gli artificieri. Sgomberate scuole, università e attività commerciali.

La notte dell’11…

Giunta la notte sono state tante le località illuminate dal fuoco delle barricate. Cartelli stradali, arredo urbano, macerie… tutto è servito per alimentare il fuoco e per impedire che si spegnesse.
Saccheggiati e distrutti supermercati, banche, scuole, negozi… Pietre, bastoni, molotov e pallottole contro i commissariati e gli sbirri.

Circa 15 quartieri di Santiago e diversi altri nel resto del Cile sono rimasti senza energia elettrica a causa dei sabotaggi, con catene, ai tralicci.

A Macul saccheggiato e distrutto un supermercato della catena Terpel. Nello stesso quartiere s’è tentato di rubare un bancomat, lasciato poi per strada.

A Renca attaccato il terminal degli autobus, con il danneggiamento di una decina di mezzi.

A San Bernardo i manifestanti hanno attaccato con pietre e bastoni il 14° commissariato, scontri a lungo con i carabineros.

A La Pintana attaccato un commissariato con pietre, molotov e pallottole.

Saccheggiato il primo piano di una scuola a La Florida. Altre due scuole saccheggiate e distrutte a La Granja.

Attaccati 4 carabineros a Conchalí che custodivano un supermercato della catena Unimarc, nel tentativo di saccheggiarlo.
Saccheggiati il supermercato della catena A Cuenta a La Granja, il supermercato Alvi a San Bernardo, una panetteria a Cerro Navia ed una farmacia a Maipú.

Nel quartiere La Victoria forti scontri con gli agenti. Pietre, molotov e pallottole contro gli sbirri. Gli stessi manifestanti hanno tentato di dar fuoco alla sede locale del Partido Comunista.

A Villa Francia scontri con la polizia, gli scontri sono durati fino all’alba.

A Talcahuano, regione del Bio-Bio, il sergente dei carabineros Luis Barrientos Montaña è stato fermato mentre tornava a casa. Gli sconosciuti prima gli hanno rubato soldi e oggetti personali, poi lo hanno abbandonato sul posto e gli hanno bruciato la macchina.

In territorio mapuche un gruppo di incappucciati è penetrato nel Fundo Brasil ed ha effettuato un nuovo attacco incendiario. Bruciati un capannone, una casa e due trattori. Il fondo è di proprietà della latifondista Elsa Fernández, in conflitto da anni con i mapuche.

Alla fine di tutte le proteste si sono verificati 3 omicidi di giovani, in strane circostanze. Secondo la stampa e le famiglie dei deceduti le cause sarebbero da attribuire a fatti estranei dalle proteste. Ma sono in diversi a ritenere che la polizia abbia un qualche legame con i 3 omicidi.

206 è il totale delle persone fermate in tutto il Cile, la gran parte per furto o disordini.

19 gli agenti feriti, tra quali segnaliamo:-
maggiore Carlos Abarza Chávez del 43° commissariato di Peñalolén, per ustione da acido sul collo e su un braccio.
– capitano Luis Alvarado Barrientos del 36° di La Florida, colpito da una pallottola tra il collo e l’orecchio.-
sottotenente Nicolás Sepúlveda González del 16° di La Reina, colpito da pallottole.
– sergente Amedes Lorca
Fuentes del 16° di La Reina, colpito da pallottole.
– sottufficiale Pedro Huili Huala del 41°di La Pintana, colpito sulla bocca da una pietra.
– carabinero Sebastián Pino, Bustos del 25° di Maipú, colpito sulla testa da una pietra.
– carabinero Juan Fuentes del 36° di La Florida, frattura dell’omero causata dai manifestanti.
– carabinero Manuel Gómez López del sotto-commissariato Pablo Silva Pizarro, colpito al cranio da una pallottola.

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