Cile – Proteste per il 36º anniversario dell’11 settembre

fonte: Liberación Total

Anche questo anniversario dell’11 settembre è stato segnato da diverse azioni: barricate notturne con blocchi stradali, scontri tra poliziotti da un lato e universitari e proletari dall’altro, esplosioni dinamitarde, incendi di camion nel territorio mapuche, attacchi a commissariati e veicoli della polizia e numerose chiamate che avvisavano la presenza di bombe. Nonostante la polizia abbia annunciato forti misure per evitare i disturbi, la notte dell’11 è stata caratterizzata dalle proteste su tutto il territorio: saccheggi, incendi, sbirri feriti, spari e una intera nottata di
scontri.

Prima della notte dell’11…

I primi scontri si sono verificati davanti alle università tra studenti incappucciati e le forze dell’ordine a Santiago, Valparaíso e Concepción. A Santiago una studentessa è stata ferita alla testa dai carabineros e all’Accademia gli scontri tra manifestanti e la PDI hanno provocato il ferimento di un agente di polizia e l’arresto preventivo di due compagni, per tentato omicidio.
Nei pressi dell’università di Concepción, dopo gli scontri tra manifestanti e carabineros, uno studente imputato di aver lanciato delle molotov è stato arrestato.

In seguito a tali scontri le lezioni universitarie sono state sospese.

La notte del 4 settembre i primi scontri tra le forze antisommossa e circa 200 abitanti del quartiere proletario di Cerro Navia. I manifestanti hanno bloccato le strade con delle barricate e lanciato molotov e bombe carta contro gli agenti. Sempre nella stessa notte, altri scontri nel quartiere de La Pincoya, un centinaio di manifestanti ha bloccato le strade e distrutto un autobus.

Barricate la mattina del 9 a Valparaíso, altre barricate la notte dello stesso giorno.

Mercoledì 9 una esplosione ha scosso il circolo dei sottufficiali dei carabineros a Santiago. Nel comunicato di rivendicazione si invitava a manifestare e a colpire la polizia.

Il 10 bloccata l’autostrada di accesso a Concepción.

Sempre giovedì 10, 40 manifestanti coperti da passamontagna hanno bloccato le strade a Recoleta. Lanciate bombe di vernice e pietre contro le pattuglie della polizia, il tutto in solidarietà ai compagni caduti Claudia López e Jhonny Cariqueo. 7 giovani sono stati arrestati.

La notte del 10, un centinaio di manifestanti ha attaccato il 14° commissariato di San Bernardo, provocando la risposta dei carabineros con lacrimogeni e pallottole di gomma.

Venerdì 11 gli artificieri hanno disattivato due ordigni esplosivi nella stazione metro di Villa Alemana. Gli ordigni erano collocati all’interno di un bidone della spazzatura, a fianco di un bancomat.

Venerdì 11, due ordigni hanno scosso la tranquillità di Concepción. Uno è scoppiato mentre transitava un treno merci che trasportava soda caustica e cloridrato di sodio. La polizia ha affermato che l’obiettivo era quello di far deragliare il convoglio, cosa che non è avvenuta. Notevoli i danni materiali, valutati sui 2 milioni di pesos. L’ordigno consisteva in un estintore ripieno di polvere nera, attivato da una miccia a lenta combustione. Nella stessa città è stato trovato un secondo ordigno, che non è esploso.


Venerdì 11 a Valparaíso gli artificieri hanno disattivato un ordigno esplosivo trovato nei pressi dell’università.

Venerdì 11, bomba carta lanciata davanti alla casa di Iván Isla, procuratore capo di Curacautín, in territorio mapuche.

Numerosi avvisi di bombe hanno mantenuto occupati gli artificieri. Sgomberate scuole, università e attività commerciali.

La notte dell’11…

Giunta la notte sono state tante le località illuminate dal fuoco delle barricate. Cartelli stradali, arredo urbano, macerie… tutto è servito per alimentare il fuoco e per impedire che si spegnesse.
Saccheggiati e distrutti supermercati, banche, scuole, negozi… Pietre, bastoni, molotov e pallottole contro i commissariati e gli sbirri.

Circa 15 quartieri di Santiago e diversi altri nel resto del Cile sono rimasti senza energia elettrica a causa dei sabotaggi, con catene, ai tralicci.

A Macul saccheggiato e distrutto un supermercato della catena Terpel. Nello stesso quartiere s’è tentato di rubare un bancomat, lasciato poi per strada.

A Renca attaccato il terminal degli autobus, con il danneggiamento di una decina di mezzi.

A San Bernardo i manifestanti hanno attaccato con pietre e bastoni il 14° commissariato, scontri a lungo con i carabineros.

A La Pintana attaccato un commissariato con pietre, molotov e pallottole.

Saccheggiato il primo piano di una scuola a La Florida. Altre due scuole saccheggiate e distrutte a La Granja.

Attaccati 4 carabineros a Conchalí che custodivano un supermercato della catena Unimarc, nel tentativo di saccheggiarlo.
Saccheggiati il supermercato della catena A Cuenta a La Granja, il supermercato Alvi a San Bernardo, una panetteria a Cerro Navia ed una farmacia a Maipú.

Nel quartiere La Victoria forti scontri con gli agenti. Pietre, molotov e pallottole contro gli sbirri. Gli stessi manifestanti hanno tentato di dar fuoco alla sede locale del Partido Comunista.

A Villa Francia scontri con la polizia, gli scontri sono durati fino all’alba.

A Talcahuano, regione del Bio-Bio, il sergente dei carabineros Luis Barrientos Montaña è stato fermato mentre tornava a casa. Gli sconosciuti prima gli hanno rubato soldi e oggetti personali, poi lo hanno abbandonato sul posto e gli hanno bruciato la macchina.

In territorio mapuche un gruppo di incappucciati è penetrato nel Fundo Brasil ed ha effettuato un nuovo attacco incendiario. Bruciati un capannone, una casa e due trattori. Il fondo è di proprietà della latifondista Elsa Fernández, in conflitto da anni con i mapuche.

Alla fine di tutte le proteste si sono verificati 3 omicidi di giovani, in strane circostanze. Secondo la stampa e le famiglie dei deceduti le cause sarebbero da attribuire a fatti estranei dalle proteste. Ma sono in diversi a ritenere che la polizia abbia un qualche legame con i 3 omicidi.

206 è il totale delle persone fermate in tutto il Cile, la gran parte per furto o disordini.

19 gli agenti feriti, tra quali segnaliamo:-
maggiore Carlos Abarza Chávez del 43° commissariato di Peñalolén, per ustione da acido sul collo e su un braccio.
– capitano Luis Alvarado Barrientos del 36° di La Florida, colpito da una pallottola tra il collo e l’orecchio.-
sottotenente Nicolás Sepúlveda González del 16° di La Reina, colpito da pallottole.
– sergente Amedes Lorca
Fuentes del 16° di La Reina, colpito da pallottole.
– sottufficiale Pedro Huili Huala del 41°di La Pintana, colpito sulla bocca da una pietra.
– carabinero Sebastián Pino, Bustos del 25° di Maipú, colpito sulla testa da una pietra.
– carabinero Juan Fuentes del 36° di La Florida, frattura dell’omero causata dai manifestanti.
– carabinero Manuel Gómez López del sotto-commissariato Pablo Silva Pizarro, colpito al cranio da una pallottola.

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