Anarco-insurrezionalismo spagnolo agli occhi dei p.m.

In Spagna la Procura Generale dello Stato ha da poco presentato la sua relazione relativa all’anno 2008. Una parte della relazione è dedicata al movimento anarco-insurrezionale nel paese iberico. Nulla di eclatante, da anni le procure europee lanciano l’allarme relativo al pericolo anarco-insurrezionale che starebbe per abbattersi, in particolare, sui paesi mediterranei del continente. Ciò nonostante è bene che siano divulgate queste perle dell’attività repressiva.

E’ singolare il fatto che, mentre in Italia la fantomatica ORAI del parruccone Marini non sia mai divenuta una realtà giudiziaria, i suoi colleghi spagnoli considerino un pericolo la permanenza di membri della inesistente ORAI nelle prigioni iberiche.

Solidarietà ribelle ai nostri compagni rinchiusi nelle celle spagnole!

Culmine

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Movimento anarco-insurrezionale

fonte: Fiscalía
General del Estado – Spagna, relazione per l’anno
2008

Dall’analisi e dallo studio dell’attività terrorista che ha visto come protagonisti i gruppi “anarco-insurrezionali” nel nostro paese durante l’ultimo anno, si evincono le conclusioni che passiamo ad esporre:

A) La gran parte delle azioni violente di carattere anarchico sono da ricondurre alle seguenti motivazioni:

Permanenza nelle carceri spagnole di membri della ORAI, permanenza del sistema penitenziario del FIES-CD (Ficheros de Internos de Especial Seguimiento-Control Directo), dimostrazioni di “solidarietà” nei confronti di anarchici detenuti o morti sia in Spagna che all’estero.

B) Obiettivi di quest’attività violenta sono stati soprattutto: edifici pubblici, agenzie immobiliari, banche, attività commerciali e rappresentanze diplomatiche di altri paesi.

C) Il modo d’agire criminale più utilizzato consiste nella collocazione di ordigni esplosivi e/o incendiari e nella realizzazione di atti vandalici.

D) La gran parte delle azioni violente sono state eseguite in date significative per il mondo anarchico, come l’anniversario di arresti significativi o lo svolgimento di processi, decisioni giudiziarie, campagne specifiche; anche se alcune azioni sono state registrate durante proteste contro grandi eventi internazionali e la conseguente azione di polizia.

E) Non ha ancora dato i suoi frutti il tentativo di dar vita ad un collettivo di detenuti anarchici, simile a quelle esistente tra i detenuti dell’ETA. Ma, a differenza di questi ultimi, le connessioni internazionali tra i detenuti anarchici sono maggiori e si agglutinano attorno alle figure di detenuti considerati referenziali in quanto a capacità ideologica. Pertanto, esiste un nucleo ideologico comune all’interno del movimento anarco-insurrezionale europeo il quale, anche se non si è plasmato nella creazione di un’organizzazione armata unitaria a livello internazionale, è riuscito a livello di cooperazione informale nella formazione di gruppuscoli autonomi con obiettivi comuni, coordinati in qualche maniera, che seguono le indicazioni che certi “ideologi” o referenti divulgano attraverso organi di espressione affini.

Attualmente la minaccia rappresentata dai gruppi di questa ideologia si è ridotta, per via delle operazioni di polizia effettuate nel 2003 e che hanno permesso la disarticolazione di 3 cellule anarchiche, responsabili per la gran parte delle azioni terroriste perpetrate in Spagna negli ultimi anni.

Ciò nonostante, poiché persistono certe circostanze che motivano questa tipologia di attentati (permanenza del FIES, detenzione di membri dell’ORAI e attivisti anarco- insurrezionalisti spagnoli), è prevedibile la continuazione di questo tipo di azioni nel futuro.

Le zone geografiche più inclini alla comparsa di nuovi gruppi o cellule violente di queste caratteristiche continuano ad essere le province di Madrid, Barcellona, Valencia e Burgos, luoghi che coincidono con il maggior numero di attivisti di questo movimento, dei collettivi contrari al sistema e delle occupazioni nel nostro paese.

Attualmente l’Unione Europea è divenuta uno dei principali obiettivi del Movimento Anarchico Insurrezionale perché è percepita, sempre più, come lo standard delle “Istituzioni oppressive del vecchio continente”.

Per questo motivo le date in cui vengono decisi aspetti importanti per il futuro dell’Unione Europea possono essere utilizzate dai gruppi anarchici più belligeranti per realizzare azioni violente ai danni di persone o istituzioni collegate con l’Unione, con il fine di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica ed ottenere una vasta copertura informativa.

Inoltre, bisogna tener presente il fatto che gruppi anarchici di alcuni paesi europei, incluso il nostro, possono realizzare azioni di sabotaggio e perfino attentati come forma di appoggio a campagne specifiche, a mobilitazioni contro la globalizzazione di carattere internazionale (Vertici europei, Costituzione europea, ecc.) e/o in solidarietà con anarchici deceduti, arrestati o condannati. In tali occasioni l’obiettivo delle azioni sarebbe collegato al paese in cui si verificano quei fatti.

Anarchismo insurrezionale

Nel corso del 2008 sono state registrate 3 azioni di questo tipo, due a Barcellona ed una a Santiago de Compostela; le prime due contro banche e la terza contro uffici municipali, senza che nessuna persona sia stata arrestata per legami con questo tipo di terrorismo.

31/08/2008, Santiago de Compostela – Collocazione di un ordigno incendiario in prossimità degli uffici del Concello (uffici per la riscossione municipale), in calle Presidente Salvador Allende. L’ordigno, che non è arrivato a prendere fuoco, era composto da una bottiglia di plastica al cui interno c’era liquido infiammabile, un barattolo d’insetticida, dei cerini di legno ed un pezzo di miccia legato con del nastro adesivo. L’azione è stata rivendicata il 2 settembre con un comunicato apparso sul sito internet di tendenza anarchica Klinamen.org.-


25/09/2008, Barcellona – Collocazione di due ordigni esplosivi, che non sono riusciti a scoppiare, uno nel bancomat de “La Caixa” nel paseo Maragall e l’altro nell’agenzia immobiliare “Fincas Bustillo”, sempre nella stessa via.

12/10/2008, Barcellona – Lanciata una molotov contro il bancomat della Deutsche Bank, nella Rambla Poble Nou. Sulla vetrata della banca è stata lasciata la seguente scritta: Fuoco al Capitale”.

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