Messico – Attacco contro la costruzione della metropolitana e i suoi guardiani

fonte: Fondazione Roscigna, 05.11.09

La notte del 4 novembre siamo usciti alla luce della luna tra affini per sabotare le imprese distruttrici dell’ambiente.

Stavolta è toccata alla ditta CARSO legata al gruppo CICSA, tra i cui proprietari figura il bastardo Carlos Slim. Questo gruppo, assieme a ICA e ALSTOM, sta distruggendo gran parte dell’ecosistema con la costruzione di una nuova linea della metropolitana a Città del Messico, imponendo il suo maledetto progresso su specie animali e diversi tipi di alberi.

Un cantiere di questa ditta si trova all’esterno dell’autostrada del circuito esterno messicano dello Stato del Messico. Il cantiere si trova proprio ad un lato dell’autostrada, dopo aver passato un canale fognario.

Il terreno era perfetto, molti alberi coprivano le nostre sagome scure. Armati con i nostri zaini, incappucciati e decisi, abbiamo attraversato le corsie in cui sfrecciavano le auto a gran velocità, abbiamo saltato la recinzione facendo attenzione a tagliare il filo spinato per rendere la fuga più facile, abbiamo seguito un piccolo sentiero e a ridosso di un albero ci siamo separati ed abbiamo diviso il nostro materiale.
Alcuni compagni si trovavano a destra ed altri a sinistra, il segnale per iniziare ad attaccare era la fiammata di una molotov che, purtroppo, non è andata a buon fine, ma il fuoco ha illuminato il cantiere della CARSO. Allora è partita una fitta sassaiola, seguita dal lancio di bottiglie e di bombe di acido (composte da biglie e piccoli oggetti di metallo). I poliziotti federali che si trovavano nel cantiere sono usciti per capire cosa stesse accadendo, ma non hanno potuto far nulla perché noi dopo l’attacco ci siamo nascosti dietro gli alberi e subito ci siamo ritirati. Gli sbirri non potevano inseguirci perché ci divideva il canale fognario e non c’erano ponti nelle vicinanze. Prima di uscire dalla zona abbiamo lanciato degli ordigni composti da dinamite, carta, una miccia e degli oggetti di metallo per aumentare il potere distruttivo. Gli scoppi hanno prodotto una grande eco nel mezzo della notte, allarmando la mal nata polizia federale.

Quest’attacco non è stato effettuato solo contro questo cantiere che distrugge l’ambiente, ma anche contro la polizia. Abbiamo dimostrato che possiamo esser forti se siamo noi a decidere ed a lottare per quel che vogliamo.

Solidarietà con i prigionieri e con le persone sotto inchiesta a Guadalajara, DF, León, Estado de México e del mondo!
Perché tutti abbiamo qualcosa di Barry mentre lasciamo le parole ed entriamo nell’azione. Con quest’azione l’abbiamo ricordato!

Frente de Liberación de la Tierra

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Nuovo attentato esplosivo, stavolta contro il Banco Estado di Recoleta, a Santiago del Cile

fonte Radio Bio-Bio, 05.11.09

Il fatto è avvenuto verso le 02.00 di questa notte quando -secondo alcuni testimoni- un’auto azzurra s’è fermata davanti alla banca, all’incrocio tra Dardignac e Recoleta, ed alcuni individui sono scesi per depositare l’ordigno.

La detonazione ha provocato seri danni ai vetri della banca ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere un principio d’incendio a causa dell’esplosione.

Da fonti preliminari raccolte dal Gope dei carabineros l’ordigno era costituito da un estintore ripieno di polvere nera ed aveva un sistema meccanico di detonazione.

Non sono stati trovati volantini o scritte che permettano di attribuire l’azione a qualche gruppo.

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Nuovo gruppo greco

Un nuovo gruppo, che si definisce ” La Cellula dei Ribelli”, ha rivendicato la sua responsabilità per l’attentato esplosivo di domenica, in un centro commerciale nella periferia nord di Kifissia.
Il gruppo ha diffuso un comunicato in cui si afferma che l’attentato, che ha causato ingenti danni al negozio d’abbigliamento Gant, mira a “creare un senso di insicurezza e di panico tra coloro che hanno motivo di essere preoccupati “.

“La Cellula dei Ribelli” ha dedicato l’attacco ai 3 presunti membri dell’altro gruppo di guerriglia urbana, la Cospirazione delle cellule di fuoco, in carcere e alle altre 6 persone ricercate dalla polizia.

“Siamo in guerra e stiamo prendendo una posizione,” ha affermato il gruppo in risposta al ministro Michalis Chrysochoidis che ha dichiarato che il governo è “in guerra” con i terroristi.

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Chi era Efraín Plaza Olmedo?

L’ultima azione esplosiva in Cile è stata rivendicata dalla Banda Dinamitera Efraín Plaza Olmedo, ecco quel che i compagni anarchici cileni scrivono su di lui:

Efraín Plaza Olmedo

nota biografica da Liberación Total

Efraín Plaza Olmedo: falegname e anarchico, leggeva scrittori come Max Stirner e gli piaceva scrivere, autore del testo “Cercati un revolver”.
Credeva nell’azione individuale come forma di combattimento nella lotta contro il capitale e lo sfruttamento. Credeva anche che si dovesse esser armati in ogni momento, è per questo che nel 1909, a 23 anni, si comprò un revolver. Nell’inverno del 1912, Efraín si recò nel centro di Santiago del Cile con l’evidente intenzione di ammazzare qualche borghese. Sparò contro due rappresentanti della la classe alta, ammazzandoli. Poi cerò di darsi alla fuga, ma fu fermato dai cittadini che cercarono di linciarlo, mentre lui gridava:
“Ho la soddisfazione di aver vendicato gli oppressi”.

Durante l’interrogatorio affermò che “egli pensava che solo con mezzi violenti poteva cercare di rimuovere l’attuale stato di cose”.
Inoltre aggiungerà che il revolver l’aveva comprato
“per dare la morte al Presidente Pedro Montt e ad alcuni capi militari responsabili della mattanza della Escuela Santa María”.
Pedro Montt, che era stato presidente del Cile, era il responsabile diretto di quella mattanza, ma da diverso tempo se n’era andato in Europa, per cui Efraín non poté ammazzarlo.

Dopo la sua azione, la stampa e l’opinione pubblica si addentrarono nel sempre attuale dibattito sulla violenza. Alcuni anarchici, per mezzo del periodico “La Batalla”, diranno: “Fratello! Gli idioti ti chiamano assassino e noi ti chiamiamo giustiziere”. Invece i pompieri della rivolta, quelli che sempre cercano di smarcarsi parlando delle condizioni, lo catalogarono come un deviato mentale, dicendo che il suo modo d’agire rappresentava un individuo con una estrema sensibilità verso gli abusi del potere.

Durante il processo il procuratore, chiedendo al giudice di condannarlo, afferma che:

L’imputato reo Plaza Olmedo mantiene la sua dichiarazione in cui confessa di essere l’autore del duplice crimine (…) che uscì di casa con il revolver in tasca deciso ad ammazzare un borghese (…) che dopo la mattanza degli operai di Iquique, avvenuta tempo prima, aumentò la sua indignazione la catastrofe nella miniera ‘El Teniente’ e per questo decise di attaccare la borghesia per vendicare la classe operaia. Insiste nel fatto che il crimine è stato commesso con tutta la premeditazione e ripete che le sue idee sono anarchiche”.

Verso la metà del maggio 1913, Efraín riceve una condanna a 20 anni di carcere, oltre delle pene accessorie per ognuno degli omicidi, con l’attenuante della irreprensibile condotta anteriore, che gli ha impedito la condanna a morte.

Una volta in carcere, Plaza Olmedo continuerà con le sue azioni di protesta. Una serie di comunicati inviati ai suoi compagni de “La Batalla”, informavano che il direttore lo costringere ad assistere alla messa della domenica dopo averlo fatto ammanettare e picchiare dai gendarmi. Ciò nonostante egli non lasciava che il prete pronunciasse una sola parola, insultando sia lui, che i gendarmi e il giudice. Di ritorno in cella, continuava con gli improperi contro il sacerdote ed il giudice, per cui cercavano di ammanettarlo mani e piedi, ma lui resistiva colpendo a sua volta i carcerieri.

I suoi costanti disordini sfoceranno in innumerevoli conflitti. Cercò di propagandare il suo ideale anche tra gli altri reclusi. Gli scioperi della fame e le sommosse si moltiplicarono, così come i reclami di fronte alle autorità della Penitenciaría de Santiago. Per questo venne punito con una reclusione solitaria e senza diritto a colloqui per 4 anni. In seguito fu trasferito alla Penitenciaría de Talca, per spezzare i legami con i suoi compagni. Ma l’appoggio ad Efraín da parte della stampa anarchica e da individualità aumentò.

Il movimento militare dei giovani ufficiali dell’esercito, con la sua svolta a sinistra del gennaio 1925, nel tentativo di guadagnare simpatie operaie, dichiara l’indulto per Efraín. La prima domenica di marzo 1925, esce dalla Penitenciaría de Talca all’età di 39 anni, con 13 anni di prigionia politica e 56 mesi d’isolamento totale alle spalle. Al giornale Acción Directa dirà: “Il carcere non mi ha afflitto, compagni! Io ho sempre vissuto al margine del dolore nel carcere”.
Da allora parteciperà attivamente alle mobilitazioni degli inquilini di Santiago, per un ribasso degli affitti e per il miglioramento delle condizioni di vita dei settori popolari urbani.

Il 27 aprile 1925 un corpo viene rinvenuto ai margini della strada per Conchalí, vicino ad un canale e sotto un robusto salice. Era Efraín Plaza Olmedo. La stampa anarchica affermerà: “Suicidio o assassinio? Non ci interessa. Ad ogni modo additiamo il capitalismo, additiamo lo Stato, come i grandi responsabili della morte di quest’uomo che con la sua parola ripiena di bontà e d’amore e con la sua azione rivoluzionaria ha fatto vacillare i loro interessi bastardi”.

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Rivendicazione dell’attentato all’Hotel Marriott di Santiago del Cile

fonte: Fondazione Roscigna, 04.11.09

E’ stato avvertito. E, prima di noi, altri compagni avevano fatto lo stesso avvertimento. La tranquillità del mondo che dà vita a difensori e amministratori di quest’ordine di fame e di schiavitù è finita.

Alle 13.45 di ieri 3 novembre un nutrito gruppo di compagni s’è burlato di tutti i sistemi di vigilanza e di controllo montati sul ghetto oriente degli sfruttatori della città di Santiago, per far detonare una potente carica esplosiva diretta a scoppiare nella hall principale dell’Hotel Marriott, sito in avenida Kennedy, comune di Las Condes, oltrepassando tutti gli stretti margini dei mezzi di disinformazione che nelle loro pagine hanno cercato di minimizzare il fatto in maniera ridicola.

Come segno di una umanità che gli sfruttatori non conoscono e delle quale veramente non meritano, abbiamo avvisato telefonicamente la reception 15 minuti prima dell’esplosione; soprattutto perché i lavoratori ingovernabili (se ve ne sono in quel luogo) potessero uscire fuori e rallegrarsi alla vista dell’Hotel Marriott mentre esplodeva (ai lavoratori complici abbiamo lasciato un avviso nel caso vogliano collaborare con la polizia). Se la reception ha obbedito agli ordini di non far perder minuti di lavoro sgomberando l’edificio ed ha inviato le guardie al servizio del padrone a morire per le loro briciole salariali, di questo i padroni dell’edificio sono gli unici responsabili.

Specifichiamo che quest’azione non è diretta a danneggiare o pregiudicare qualsiasi persona; siamo coscienti di chi stiamo attaccando. Attacchiamo direttamente le persone responsabili del sostenimento di quest’ordine putrefatto che si nutre del furto ai danni dei lavoratori per mezzo delle AFPs (fondi pensione – ndt), con lo sfruttamento lavorativo che utilizza il terrorismo padronale per convertire il lavoro in una domanda sociale che solo riproduce questa società schiavista, con la reclusione di persone in quartieri costruiti come carceri, i quali a loro volta riproducono la violenza capitalista promossa dagli sfruttatori, con l’esistenza di un sistema sanitario mercificato ed escludente che mantiene nell’incertezza la vita di milioni di persone, con il mantenimento di un sistema educativo che ha deviato e deformato la lotta assembleare portata avanti dagli studenti medi. Attacchiamo i privilegiati che sostengono a loro piacimento questa società sfruttatrice a base di sangue, morti, miseria e terrore permanente.


Insomma, non stiamo facendo altro che attaccare i veri terroristi, i padroni di questo mondo, i quali iniziano a sentire le conseguenze di questa guerra sociale stabilita da essi.

Lo reiteriamo: questo è un attacco cosciente, è un atto carico di contenuto libertario, è un atto di guerra, è un atto di espressione antiautoritaria pianificata ed eseguita con tutta la creatività di menti che cercano di esser libere. In questo percorso abbiamo optato per l’autonomia che ci permette di essere imprevedibili e di scegliere i nostri obiettivi secondo le nostre percezioni ed analisi. L’azione che abbiamo da poco effettuato ne è un esempio, un esempio della spontaneità che ci permette l’opzione citata e che ci permette anche di continuare con il nostro agire burlandoci costantemente degli apparati repressivi e di controllo di questo Stato terrorista.

Lo Stato non ha un’esistenza mitica né epica, nemmeno è frutto del consenso sociale, bensì è nato come apparato di potere assoluto rimpiazzando quello delle monarchie. Semplice teoria politica di base. Di quella politica il cui epicentro è l’Europa classica, genocida e xenofoba, quella che è esportata sotto diverse etichette a seconda del gusto dei consumatori bisognosi di formule, generalmente incarnate nelle figure dei suoi esponenti, che si vedono e si sentono (coscientemente o meno) chiamati ad illuminare con la “luce” del “vecchio mondo” questa morte sociale e schiavista. In questo mondo siamo nati. In questo mondo si sostiene la figura dello Stato, la ragion d’essere di tutti gli Stati. Sotto questi Stati siamo cresciuti. Ma noi li rinneghiamo. Rinneghiamo e rinunciamo al loro potere su di noi.
Rinunciamo alla nazionalità imposta, dichiarandoci Apolidi. La guerra già è stata dichiarata. L’esistenza degli Stati l’ha dichiarata.

Comprendiamo che l’esistenza dei dominatori all’interno di una società, borghesi o burocrati che siano, ha una relazione diretta con l’esistenza dello Stato. Sono essi che lo costituiscono, lo riproducono e lo rafforzano, potenziando e estendendo le relazioni sociali basate sull’autoritarismo e sul dominio su milioni di persone. Sono essi quelli che si credono “illuminati”, quelli che si vedono favoriti dall’esistenza dello Stato. Quale esempio concreto possiamo menzionare quel che sta accadendo oggi nel Territorio Mapuche: una brutale repressione o persecuzione da parte dello Stato cileno contro i weichafes (guerrieri) con l’unico scopo di difendere gli interessi dei citati dominatori.

Attacco. Questa è la massima scelta da un notevole numero di organizzazioni in questa guerra sociale. Attacchiamo gli spazi fisici in cui si svolge la quotidianità degli sfruttatori. Attacchiamo i centri di pianificazione dell’occupazione economica e militare dei territori in cui abitiamo. Attacchiamo la simulata perfezione del violento mondo che rappresentano.

Questi esseri noi attacchiamo con la nostra azione, gli sfruttatori che mantengono vivo questo Stato terrorista; questo gendarme che difende i borghesi e i burocrati che, tuttavia, oggi non è riuscito a proteggere.

Oggi abbiamo bombardato quest’edificio, domani saranno altri.

Gli attacchi di questo tipo continueranno, si incrementeranno e si acuiranno… attenzione.

VIVA LA LOTTA INSURREZIONALE DEL POPOLO MAPUCHE PER LA SUA AUTONOMIA!

PER L’ESPLOSIONE DI QUESTO MONDO: ATTACCHI PIANIFICATI E DIRETTI AI
CENTRI DEI DOMINATORI!

CHE PROLIFERINO I GRUPPI INFORMALI D’AZIONE ANTIAUTORITARIA!

Banda Dinamitera Efraín Plaza Olmedo

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Cile – Moto della sicurezza incendiate nella Universidad de Concepción

fonte: Ai Ferri Corti, 04.11.09

Un gruppo di incappucciati ha incendiato questa mattina 3 moto appartenenti al personale che si occupa della sicurezza all’interno della Universidad de Concepción.

L’attacco è avvenuto alle 06.00, quando almeno 5 incappucciati sono entrati nel campus e, davanti all’ufficio della vigilanza, hanno versato del combustibile sulle moto ed hanno dato fuoco. I veicoli sono stati totalmente distrutti.

Alle 6 di mattina è arrivato un gruppo di 5 o 6 persone, con il volto coperto, ed hanno scaraventato le moto a terra ed appiccato il fuoco, per poi fuggire verso il settore nord. Non è stato trovato nessun volantino, né scritta da parte di qualche gruppo che rivendicasse questo attacco incendiario” ha detto un agente di polizia.

Mentre gli incappucciati correvano sul retro dell’Università, hanno anche dato fuoco ad una videocamera installata sulla Casa de Estudios.

Le autorità universitarie hanno annunciato che denunceranno coloro che risulteranno responsabili di quest’azione.

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Attacco incendiario e falsa bomba contro un jaripeo* a Città del Messico

fonte: Liberación Total

Nel pomeriggio di sabato, 31 ottobre, la cellula contro il dominio sugli animali (F.L.A-C.C.D.A) provvista di un ordigno incendiario e di una falsa bomba si è recata in un jaripeo che si sarebbe svolto nella delegazione Contreras. Tale spettacolo è basato sull’inganno e sulla sofferenza animale, per questo vengono utilizzati i tori. Nel giungere all’obiettivo ci siamo accorti che quest’azione sarebbe stata relativamente facile perché non c’erano né luce né sicurezza, per cui siamo passati ad agire sotto il naso della maledetta gente antropocentrica che si trovava lì. Un ordigno incendiario è stato collocato in un cerchione di un camioncino della protezione civile e nello stesso veicolo è stato lasciato un messaggio che avvertiva che altri ordigni erano stati collocati sul posto e che tra questi vi era una bomba. In effetti la bomba è stata collocata in un rimorchio. Il camioncino ha preso fuoco e lo “spettacolo” è stato sospeso alla ricerca degli altri ordigni.

Vogliamo precisare che tale “bomba” era falsa, perché non vogliamo che altri animali, umani e non, siano feriti.

Non faremo riposare gli sfruttatori, adesso sono essi che quelli che non dormiranno tranquilli.

Non facciamo spegnere la fiamma che inizia a ravvivarsi con gli attacchi dei mesi scorsi.

Liberación animal

Frente de Liberación Animal-Célula Contra la Dominación Animal (F.L.A-C.C.D.A)

*jaripeo: “gioco” pubblico fatto cavalcando i tori.

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Santiago del Cile – Esplode una bomba in una banca vicina all’Hotel Marriott

fonte: Fondazione Roscigna, 03.10.09

Una bomba è scoppiata questo pomeriggio, poco prima delle 14.00, davanti alla banca BCI, posta su un lato dell’Hotel Marriott, in avenida Kennedy del comune di Las Condes, a Santiago del Cile.

Nell’esplosione è rimasto ferito un guardiano dell’hotel e si sono registrati danni ai vetri dell’entità bancaria a causa dell’onda d’urto. Il guardiano, con lesioni lievi, è stato trasportato all’Hospital del Trabajador.

Pochi minuti prima dell’esplosione, il guardiano aveva trovato una valigetta sospetta in uno dei bagni dell’Hotel Marriott e l’aveva portata all’esterno. Proprio in quell’istante la bomba è scoppiata, davanti alla banca BCI.

Il personale di sicurezza dell’Hotel Marriot era riuscito ad avvisare gli artificieri del Gope sul ritrovamento del pacchetto sospetto, ma questi non sono riusciti a disattivare l’ordigno.

Sul posto s’è recato il procuratore che indaga sulla serie di attentati esplosivi che si sono verificati nel paese, Francisco Jacir, il quale ha avviato le prime ricerche.

Funzionari del Laboratorio de Carabineros (Labocar) e del Gope hanno realizzato le perizie del caso, mentre il traffico è stato deviato per permettere il lavoro dei periti.

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Spagna – Liberati cervi, sabotati un veicolo e un generatore in memoria di Barry Horne

fonte: Liberación Total

Alcuni mesi fa siamo venuti a conoscenza che una ditta chiamata Venison Deer (www.venisondeer.com) localizzata a Marugán, Segovia, si dedicava all’allevamento di cervi per venderne i cadaveri a ristoranti e macellerie. Inoltre parte dei cervi erano utilizzati per ripopolare terreni di caccia ed un ospedale di Toledo, come materiale per la sperimentazione.

Noi crediamo che qualsiasi animale con la capacità di soffrire si meriti dei diritti innegabili. Forse il più importante di essi è il diritto a non esser utilizzato come risorsa. Questi cervi venivano sfruttati come risorsa alimentare o risorsa per quelli che si divertono ammazzando o ancora come materiale da laboratorio.
Certo, Venison Deer è un esempio di come tutte le forme di sfruttamento animale siano collegate tra di esse e siano tutte ugualmente detestabili.

Dopo diverse settimane di ricerche sulla ditta e numerose visite notturne alla fattoria, la notte del 30 ottobre ci siamo recati nel paese di Marugán per restituire la libertà ai cervi, quella libertà che l’imprenditore specista Javier Martín aveva rubato. Per 3 ore abbiamo tagliato il filo spinato della recinzione, abbiamo sabotato un veicolo 4×4 e il generatore elettrico. Dopo aver tirato giù oltre la meta della recinzione, abbiamo spinto i cervi verso le molteplici vie di fuga. Sappiamo che almeno 50 di essi sono riusciti a riacquistare la libertà e all’alba abbiamo pensato che molti altri si saranno resi conto che non c’era più nessuna recinzione che li impediva di tornare nelle campagne.
Comunque, se qualche cervo è rimasto dentro, torneremo per tiralo fuori.

Inquadriamo questa liberazione all’interno delle azioni in memoria del compagno Barry Horne, che ha dato la sua vita il 5 novembre 2001 in uno sciopero della fame per la liberazione animale.

Frente de Liberación Animal

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L’offensiva non dimentica… – Gabriel Pombo Da Silva

Dopo aver letto il libro recentemente pubblicato in Cile: “Mauri… l’offensiva non ti dimentica”1sono rimasto rapito dalle idee-sentimento-esistenza di questo compagno caduto in combattimento il 22 maggio, così come quelli che l’hanno conosciuto personalmente.

Le presunte “contraddizioni” che emergono dal suo pensiero e dalla sua esistenza non son altro che conseguenza e riflesso della sua personale evoluzione, della sua fame e del suo interesse nell’acquisire conoscenze (e risposte) che gli sono servite per interpretare se stesso e il suo ambiente (politico-sociale-filosofico-storico) e per dotarsi di strumenti teorici con i quali combattere il sistema del dominio e della società spettacolare…

Vedendo il suo vecchio fumetto in cui il suo “Acratín” legge Bakunin, Kropotkin, Malatesta, Proudhon e Reclus egli cerca di spiegarci “qualcosa” sull’Anarchia… citando E. Reclus scrive: “Anarchia non è disordine ma, anzi, la più alta espressione dell’ordine”…

Immagino che questa sia stata la sua fase (o periodo) di fede nel collettivismo e nel comunismo libertario… in seguito entra in contatto con le idee di Ted Kaczynsky, Max Stirner, Severino… ecc, ecc… e si definisce “individualista”…

Insomma, scopriamo (e decifriamo) uno “spirito” inquieto alla ricerca permanente… una mente “eclettica” nel senso positivo del termine, ovvero: ricchezza interiore che, per forza, sbocca in una eterodossia difficile da aggettivare…

Questo processo di maturazione si riflette nel suo trascorso vitale: nelle parole delle sue canzoni, nelle lettere, nelle tracce dei suoi testi, nelle conversazioni e, come no, nel resto della sua vita…

Probabilmente non è riuscito a conoscere il pensiero di Ricardo Mella (un anarchico galiziano che la “Chiesa Ortodossa Anarchica” qualifica come “individualista”, mentre lui preferiva definirsi “anarchico senza aggettivi”), ma son certo che gli sarebbe piaciuto, soprattutto perché è di quest’anarchico senza aggettivi la frase: “le ostriche non possono esser convinte parlando”…

Non siamo pochi noi anarchici a pensare che l’esempio di quel che vogliamo e desideriamo inizia da noi stessi… che l’unico vincolo non mistificato si chiama “affinità” e che l’organizzazione informale è la miglior forma di potenziarci/svilupparci come individualità (e quindi anche come collettività) libere ed egualitarie. Perché si tratta proprio di questo: di libertà e di uguaglianza, di orizzontalità e di solidarietà.

La “democrazia” ci “permette” d’esser “liberi” (liberi consumatori, liberi votanti, liberi nei suoi valori), ma non uguali; mentre le nomenclature ci permettono d’esser “uguali” (uguali nella povertà, uguali nei doveri, uguali… ), ma senza libertà… O era il contrario? O è la stessa cosa?… In entrambi i casi (dittatura capitalista o capitalismo di Stato) i loro Sistemi sono la delega delle responsabilità e l’autoritarismo che organizza la società dall’alto verso il basso…

La ribellione (come la rivoluzione) non chiede permesso a nessuno, è una scelta cosciente che si esercita quando l’esistente che ci opprime in tanti modi ci fa schifo fino alla nausea… e tanto meno “rispetta” le leggi, e i i suoi legulei, che sono emanate per favorire quelli che possono pagarle.

Parlare di ribellione (come di rivoluzione) implicitamente porta a parlare di repressione… quando si parla di repressione come si trattasse di un “fatto” in una certa maniera è come se stessimo considerando la ribellione e la resistenza come qualcosa di sbagliato o incidentale o, peggio ancora, una “tara”…

Questo impegno e questo compromesso (della libertà/uguaglianza) sono quelli che guidano i nostri passi e fecondano la nostra immaginazione, attraversando Oceani e Continenti…

Ha ragione il compagno Axel Osorio2 quando scrive: “Qualsiasi ordigno può essere disattivato, la nostra volontà mai. I cavi che accendono il nostro odio, la nostra azione, il nostro amore per la libertà, questo canale non potranno mai bloccarlo, non ci sono riforme o correzioni nei confronti del nostro disprezzo verso il potere.”

Certo, se di qualcosa hanno paura gli oppressori non sono i nostri ordigni artigianali (alla fin fine su questo campo ci superano), ma delle idee che ci determinano a rompere lo status quo, dell’amore che ci spinge a superare ogni ostacolo e pericolo e ci trasforma in temerari… Paura che le paure che ci vendono smettano di essere efficaci e reali e che le nostre idee ed azioni inizino a de-costruire il loro Sistema di merda…

Infine… sono tante le idee-riflessioni e sentimenti che son scaturiti fuori mentre leggevo questo libro in ricordo di Mauri…

Ma… vorrei contribuire ricordando Mauri con delle giornate di lotta internazionale a misura delle nostre possibilità… senza dimenticare la situazione in cui si trovano i compagni cileni in Argentina…

Come prigionieri abbiamo a disposizione solo il nostro corpo come arma… in tal senso uno sciopero della fame simbolico (dal 20 dicembre al 1 gennaio) è l’unica possibilità (vista la dispersione geografica/carceraria) che trovo fattibile tra compagni antiautoritari…

I compagni e le compagne che vogliono aderire a questo sciopero della fame (nelle date precedentemente indicate) per onorare la  Memoria di Mauri e di Zoe e tutti i lottatori sociali caduti in combattimento possono scrivere ai compagni di Culmine –  culmine@distruzione.org- e questi si incaricheranno di pubblicare/coordinare le adesioni, i comunicati, ecc.

Speriamo che l’offensiva contro lo Stato-Capitale (e i suoi sbirri) sia contagiosa e virulenta…

Da parte mia abbraccio i compagni imprigionati ad Alessandria (e nel resto d’Italia), in Argentina, in Cile, in Grecia e nel resto del mondo… abbraccio Marco Camenisch in Svizzera (auspicando che si riuniscano le forze tra tutti noi in modo che lo liberino immediatamente…) … e naturalmente abbraccio tutte le individualità e gruppi affini che tanta tenerezza e solidarietà ci danno con la loro indistruttibile presenza.

Per l’Anarchia!

Gabriel

Centro di sterminio Aachen – 25.10.09

1
Gabriel ha avuto accesso ad una bozza del libro “Mauri…l’offensiva non ti dimentica”, che raccoglie scritti, disegni ed esperienze sue e dei suoi compagni. Questo libro uscirà in Cile durante la settimana internazionale di solidarietà e di agitazione con i sequestrati dallo stato cileno, dal 16 al 23 novembre.

2
Il compagno Axel non ha scritto questa frase in particolare, sono stati degli anonimi compagni ad esprimere le sue parole in un capitolo del libro.

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La ofensiva no olvida… – Gabriel Pombo da Silva

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Tras la lectura del libro recientemente editado (en Chile): “Mauri… la ofensiva no te olvida”1
me quedé ensimismado reflexionando sobre las ideas-sentimientos-existencia de este compañero caido en combate el 22 de Mayo, asi como quienes lo conocieron personalmente.

Las supuestas “contradicciones” que emanan de su pensamiento y existencia no son más que consecuencia y reflejo de su evolución personal, de su hambre e interés por adquirir conocimientos (y respuestas) que le han servido para interpretarse asi mismo y su entorno (político-social-filosofico-historico) y dotarse de herramientas teóricas con las que combatir el sistema de la dominación y la sociedad espectacular…

Viendo su antiguo Comix donde su “Acratín” lee a Bakunin, Kropotkin, Malatesta, Proudhon y Reclus intenta explicarnos “algo” sobre Anarquía… citando E. Reclus escribe: “Anarquía no es desorden sino, por el contrario, la más alta expresión del orden”…

Supongo que esta es su fase (o periodo) de creencia en el colectivismo y el comunismo-libertario… más adelante entra en contacto con las ideas de Ted Kaczynsky, Max Stirner, Severino… etc, etc… y se define como “individualista”…

En suma, descubrimos (y desciframos) un “espiritu” inquieto en permanente búsqueda… una mente “ecléctica” en el sentido positivo del termino, es decir: riqueza interior que, por fuerza, desemboca en una heterodoxia difícil de adjetivizar… Este proceso de maduración es reflejado en su discurrir vital; en las letras de sus canciones, en sus cartas, en los esbozos de sus textos, sus conversaciones y, como no, en el resto de su vida…

Posiblemente no llegó a conocer el pensamiento de Ricardo Mella (un anarquista Gallego que la “Iglesia Ortodoxa Anarquista” denomina como un “individualista” pero que él prefería decir “un anarquista sin adjetivos”) pero estoy seguro que le hubiese gustado, sobre todo, porque de éste anarquista sin adjetivos viene la frase aquella de: “a las ostras no se las puede convencer hablando”…

No somos pocxs lxs anarquistas que pensamos que el ejemplo de lo que queremos y deseamos empieza en nosotrxs mismxs… que el único vínculo no mistificado se llama “afinidad” y que la organización informal es la mejor forma de potenciarnos/desarrollarnos como individualidades (y por extensión colectivamente) libres e igualitarios. Porque precisamente de esto se trata; de libertad e igualdad, de horizontalidad y solidaridad.

La “democracia” nos “permite” ser “libres” (libres consumidores, libres votantes, libres en sus valores) pero no iguales y las nomenclaturas nos permiten ser “iguales” (iguales en pobreza, iguales en obligaciones, iguales… ) pero sin libertad… ¿O era al contrario? ¿O es lo mismo?… En ambos casos (dictadura capitalista o capitalismo de estado) sus Sistemas son la delegación de responsabilidades y el autoritarismo que organizan la sociedad de arriba hacia abajo…

La rebelión (como la revolución) no pide permiso a nadie es una elección consciente que se ejerce cuando lo existente que nos oprime de tantos modos y manera nos asquea hasta la nausea… y mucho menos “respeta” leyes y leguleyos que están hechas para favorecer a quienes pueden pagarla.

Hablar sobre rebelión (como la revolución) lleva implícito la represión… cuando se habla sobre la represión como si se tratase un “suceso” en cierto modo estamos considerando la rebelión y la resistencia como si fuese algo erroneo o accidental, o lo que es peor: una “tara”…

Este empeño y cometido (el de la libertad/igualdad) es el que guía nuestros pasos y fecunda nuestra imaginación, atraviesa Oceanos y Continentes…

Tiene razón el compañero Axel Osorio2 cuando escribe: “Cualquier artefacto puede ser desactivado, nuestra voluntad nunca. Los cables que encienden nuestro odio, nuestra acción, nuestro amor hacia la libertad, ese conducto jamás podrán cortarlo, no hay reforma ni corrección en nuestro desprecio al poder.”

Ciertamente si de algo tienen miedo lxs opresores no son de nuestros artefactos caseros (al fin y al cabo en este terreno nos sobrepasan) sino de las ideas que nos determinan a romper el “status quo”, del amor que nos empuja a superar todo obstaculo y peligro y nos vuelve temerarixs… Miedo de que los miedos que nos venden dejen de ser efectivos y reales y comiencen nuestras ideas y acciones a deconstruir su Sistema de mierda…

En fin… son muchas las ideas-reflexiones y sentimientos que he tenido a lo largo de la lectura de este libro en recuerdo a Mauri…

Pero… quisiera contribuir recordando a Mauri con unas jornadas de lucha internacional en la medida de nuestras posibilidades… sin olvidar la situación en que se encuentran los compañeros Chilenos en Argentina…

Como presxs solo disponemos de nuestro cuerpo como arma… en este sentido una huelga de hambre simbólica (del 20 de Diciembre al 1 de Enero) es la única posibilidad (dada la dispersión geografica/carcelaria) que encuentro factible entre compañerxs antiautoritarixs…

Lxs compañerxs que deseen sumarse a esta huelga de hambre (en las fechas indicadas anteriormente) para honrar la Memoria de Mauri y Zoe y todxs lxs luchadorxs sociales caidxs en combate pueden escribir a lxs compañerxs de Culmine -culmine@distruzione.org- y estxs se encargaran de publicar/coordinar las adhesiones, comunicados, etc.

Esperemos que la ofensiva contra el Estado-Capital (y sus esbirros) sea contagiosa y virulenta…

Por mi partre abrazo a lxs compañerxs encarcelados en Alessandria (y resto de Italia), en Argentina, en Chile, en Grecia y el resto del mundo… A Marco Camenisch en Suiza (deseando que aunemos esfuerzos entre todxs para que lo suelten ya…) … y por supuesto a las individualidades y grupos afines que tanta ternura y solidaridad nos traen con su inquebrantable presencia.

Por la Anarquía!

Gabriel

Centro de exterminio Aachen – 25.10.09

1
Gabriel tuvo acceso a una pre-edicion del libro “Mauri…la ofensiva no te olvida”, el cual recopila escritos, dibujos y experiencias de él y sus compas. Este libro saldrá a la calle en chile para la semana internacional de solidaridad y agitación con lxs secuestradxs por el estado chileno del 16 al 23 de noviembre.

2
El compa Axel no escribió esa frase en particular, fueron compañerxs anonimxs que expresaron sus palabras en un capitulo del libro.

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Svizzera – Azione contro il consolato generale tedesco

Oggetti: repressione/galera

Autrici/autori: libertà per ogni prigioniera/o per motivi politici

Nella notte di venerdì 20 ottobre abbiamo attaccato il consolato generale tedesco con la vernice. Con quest’azione esprimiamo la nostra solidarietà con i condannati nel procedimento mg e diamo un segnale contro la guerra
imperialista.

Il 16.10.2009, Florian, Axel e Oliver sono stati condannati a vari anni di prigione. I condannati erano accusati di partecipazione alla “Militante Groupe” e di aver depositato nel 2007 degli ordigni incendiari sotto dei mezzi
dell’esercito federale, mezzi parcheggiati per manutenzione sull’area della ditta MAN.

La mg dal 2001 attaccava con varie azioni lo Stato ed il capitale e nella sinistra rivoluzionaria lanciò una discussione sulla militanza.

Molti dei suoi attacchi erano contro le ditte degli armamenti, l’esercito federale ed altre istituzioni che direttamente o indirettamente profittano della guerra imperialista.
Tali ditte, come MAN e DHL (ditta delle poste tedesche), guadagnano miliardi con le guerre imperialiste ed il riarmo. Ci saranno le guerre finché ci sarà una società basata sulla concorrenza e lo sfruttamento, è parte immanente al sistema capitalista. Per questa ragione la mg non solo lottava contro lo sfruttamento, la guerra e la repressione, ma anche per una società senza classi, per il comunismo.

Con questa prospettiva rivoluzionaria ed i suoi attacchi contro lo Stato ed il capitale diventò questione prioritaria per la giustizia di classe. La repressione di Stato, come strumento dominante, colpiva.

Libertà per Mumia Abu-Jamal

Dal processo nel 1982 nel quale Mumia Abu-Jamal fu condannato a morte, egli è in galera. Inizio aprile, l’ultima richiesta possibile per una ripresa del processo fu rigettata senza commenti dalla corte suprema USA. Manca la decisione se la condanna a morte sarà commutata in ergastolo o eseguita.

Mumia Abu-Jamal faceva parte del Black Panther Party ed era giornalista che fino ad oggi anche dalla galera lotta per la propria storia ma anche per la sua prospettiva, vale a dire una società senza sfruttamento ed oppressione.

La nostra solidarietà è per Florian, Axel ed Oliver, Mumia Abu-Jamal, e per tutte/i colpite/i dalla repressione per la loro lotta per una società senza classi.

Libertà per ogni prigioniera/o per motivi politici!

Contro lo sfruttamento, la guerra e la repressione – per una società senza classi!

trad. dal ted. marco camenisch,
galera Regensdorf, Zurigo, 26.10.09

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Uno strano comunicato… sull’attacco armato al commissariato di Atene

fonte: www.occupiedlondon.org/blog – 30.10.09

Un gruppo, comparso per la prima volta, che si fa chiamare “Gruppi di Auto-difesa Popolare Proletaria” s’è aggiudicato la responsabilità dell’attacco al commissariato di Ayia Paraskeui, avvenuto martedì 27 ottobre ad Atene. Il comunicato, pubblicato da un quotidiano di Atene, sembra essere autentico. Tuttavia, in greco, la sigla
utilizzata da questo nuovo gruppo è “OPLA”, la stessa dell’infame gruppo armato costituitosi all’interno del partito comunista stalinista (OPLA – Organizzazione di Difesa dei Combattenti Popolari), il cui scopo era anche quello di assassinare i dissidenti all’interno del partito ed i combattenti della resistenza che si fossero posti a sinistra del partito stalinista.
Va da sé, quindi, che noi come anarchici non appoggeremo mai un gruppo simile che potrebbe metterci di fronte al muro. Detto questo, il comunicato è peculiare (per usare un eufemismo!) e la traduzione, a nostro parere, ne vale la pena.
Il comunicato inizia con una citazione dal Manifesto del partito comunista internazionale, seguito da una citazione di Nikos Zachariadis, segretario generale del partito comunista stalinista dalla metà degli anni ’30 alla metà degli anni ’50 (con alcuni intervalli).
Traduciamo il resto del comunicato:

“Le condizioni estreme che stanno prendendo forma in seguito alla crisi del capitalismo, l’intensificazione del terrorismo statale e parastatale, rivolgono un pressante invito alla costituzione della struttura di auto-difesa di massa e popolare per trattare con essi.

Di fronte al regime di terrore che le forze della repressione statale assieme alle bande fasciste cercano di installare negli spazi in cui convivono il proletariato e la gioventù, i lavoratori e le lotte, un regime di terrore che vorrebbe includere un ambiente ideale per il buon funzionamento del passaggio delle perdite causate dalla crisi del capitalismo al capitale della classe lavoratrice, il movimento popolare rivoluzionario deve prendere immediatamente tutti gli incentivi necessari, tutte le misure organizzative e tecniche che consentiranno al proletariato di combattere il terrorismo e cancellare i piani degli sfruttatori.
In tal senso, un attacco contro l’Ufficio dell’Esercito-Polizia (termine per la forza dello Stato utilizzato durante la guerra civile greca – ndt) del Nord-Est dell’Attica è stato organizzato da un gruppo di combattenti proletari.
Contro il terrorismo armato dell’esercito della plutocrazia ci opponiamo con la nostra auto-difesa dinamica.
L’opportunismo tentennante, le defezioni e soprattutto la tolleranza stanno conducendo alla stanchezza, all’indebolimento ed allo sterminio del proletariato e del movimento rivoluzionario.
Una chiamata alle armi, nella lotta per la dittatura del proletariato e del comunismo.
Lunga vita all’OPLA, lunga vita al 28 ottobre 1946!”

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Salonicco – Rivendicazione… automatica

A partire da questa rivendicazione, Culmine inizia a diffondere delle comunicazioni o scritti di una certa importanza avvalendosi anche dell’ausilio del traduttore automatico. Chi è abituato a tradurre sa molto bene quanto lacunosa e ridicola possa essere una traduzione automatica, ma è anche vero che non siamo studenti di in un corso di filologia classica. Siamo in guerra contro l’esistente e ci preme che degli scritti circolino tra i compagni, anche con il rischio che si possano commettere degli errori in buona fede.

Per gli storici dell’anarchismo, Severino era un autodidatta della peggior specie, di quelli che continuavano a far errori grammaticali, a differenza dei grandi del pensiero libertario dell’epoca. Ma l’armonia delle sue bombe continua ancora ad esser percepita da noi refrattari delle accademie, a differenza dei tomi impolverati dei suoi contemporanei sottoposti alla “critica roditrice dei topi”.

Saluti ribelli

Culmine

*
* *

Rivendicazione dell’attacco esplosivo al consolato di Salonicco


Imprigionato dagli anni ’80, da oltre 20 anni, l’anarchico Amadeu Casellas paga il prezzo della scelta individuale. Accusato di rapinare banche che servivano per finanziare occupazioni di fabbriche ed azioni dirette, un momento in cui la massa e l’individuo, i ribelli e il governo avevano istituito una forza integrata all’interno del proletariato spagnolo.  Il governo spagnolo noto per le sue pratiche repressive, il risultato di pericoloso per la stabilità sociale, il movimento rivoluzionario per molti anni, cercando e, infine, è in grado di essere diffuse per mezzo di assimilazione e di persecuzione, per isolare e testare la parte più attiva del rivoluzionario ieri e oggi. Come risultato, molti attivisti possono trascorrere tutta la vita in carcere e anche morire in essa.
Le battaglie dietro le sbarre non si fermano. I detenuti, nonostante le condizioni di devastante esperienza all’interno del carcere, non si sono fermati nella lotta per i “diritti”, ma soprattutto per la loro stessa dignità.
Uno di questi è il Casellas, che con scioperi della fame e molti altri tipi di denunce dimostra che mai la lotta per un rivoluzionario finisce e continua ad esistere in tutte le circostanze possibili.  Dopo gli atti di sabotaggio, l’occupazione ed i percorsi dinamici che hanno avuto luogo in Spagna, abbiamo deciso di onorarlo con un dispositivo incendiario davanti al consolato spagnolo di Salonicco in solidarietà al-attivista anarchico Amadeu Casellas.
Lo sciopero della fame può essere fermato, ma la lotta continua.
Fino alla liberazione del prigioniero, fino alla distruzione di tutto il mondo. Ultima carica.

Camera Internazionale per la diffusione della violenza rivoluzionaria

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La conceria di Benetton batte cassa e il governo argentino paga

fonte: le pecore nere

Forse non tutti sanno che Benetton possiede una grande conceria in Patagonia e che, sfruttando la crisi economica mondiale, tale attività imprenditoriale tira avanti con i sussidi agli operai da parte del governo argentino. Questa la cronaca di un giornale argentino.

Trelew – Dopo aver investito circa 15 milioni di dollari per metter in marcia, nel parco industriale della città patagonica di Trelew, una conceria che si pensava potesse trattare 60.000 cuoi al mese, il gruppo italiano Benetton ha posto il freno a mano al progetto.  Adesso nell’enorme installazione di 15.000 metri quadrati, con macchinari importati dall’Italia, lavoreranno meno di 10 operai. Compañía de Tierras Sud Argentino, la filiale locale del gruppo italiano, pensava che la conceria Fabril Patagónica divenisse un gradino in più nel processo di integrazione verticale dei suoi affari con gli ovini.

Tuttavia, colpita da una caduta delle vendite per via del contesto internazionale, Fabril Patagónica ha oggi un deficit mensile superiore ai 130.000 dollari. Tale situazione di crisi ha permesso a Benetton di accedere al programma di riconversione produttiva (Repro) che consiste in sussidi che lo Stato argentino elargisce ai lavoratori. In pratica lo Stato consegna ad ogni lavoratore 600 pesos mensili, a patto che il padrone non licenzi gli operai.

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Cile – Detonazione controllata in un commissariato di Viña del Mar

fonte: Fondazione Roscigna

Con una e-mail inviata alla sede di Valparaíso–Viña del Mar di Radio Bio-Bio, in cui si segnalava che “a quanto pare non hanno trovato il regalo che abbiamo lasciato agli assassini del potere”*, è stato diramato un allarme a tutti i commissariati della quinta regione.

In seguito a tale allarme, un funzionario di polizia ha trovato una bomba alle 09.30 di questa mattina, 30 ottobre, a pochi metri dal commissariato, in un luogo solitamente utilizzato come stazionamento auto.

Personale del Gope dei Carabineros ha disattivato l’ordigno esplosivo, collocato nelle vicinanze della tenenza dei Carabineros del settore di Nueva Aurora, nella parte alta di Viña del Mar.

Secondo quanto riportato dai guardiani del potere, l’ordigno era composto da un estintore riempito di polvere nera, con una attivazione elettrica e meccanica, due pile ed una miccia. Fino ad ora e dopo l’avviso a radio Bio-Bio nessun gruppo s’è aggiudicato la responsabilità dell’attentato.

* testo dell’e-mail inviata a radio Bio-Bio:

“A quanto pare non hanno trovato il regalo che abbiamo lasciato agli assassini del povero popolo, guardiani dei ricchi non crediate che le aggressioni che avete commesso contro il popolo mapuche resteranno impuni… chi crede che non siamo in guerra si sbaglia”

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Attentati esplosivi ad Atene e Salonicco

fonte: Liberación Total

Una bomba è scoppiata all’alba di venerdì 30 ottobre davanti alla casa della ex ministro dell’Educazione, Marietta Gianakou, che attualmente fa parte del gruppo conservatore nell’euro-parlamento. Una chiamata anonima, alle 4.12, effettuata a due mezzi d’informazione ha avvisato che entro 20 minuti un ordigno esplosivo sarebbe esploso nella casa di Marietta, al civico 10 di via Demertzis, quartiere di Patissia, Atene.

La polizia è subito accorsa sul luogo ed ha evacuato l’abitazione. All’interno di una borsa è stato trovato l’ordigno. Alle 4.32 l’ordigno è esploso causando danni alla facciata ed anche ad un’auto parcheggiata nelle vicinanze. Non ci sono stati feriti. La polizia ha segnalato che l’ordigno consisteva di un recipiente metallico e di un sistema ad orologeria come detonante. L’attentato è stato rivendicato dalleConspiracy of the cells of fire.”

Un secondo attentato si è verificato nel centro della città di Salonicco. Un ordigno composto da bombole di gas da campeggio è esploso davanti al consolato spagnolo della città. L’esplosione ha provocato solo lievi danni, senza alcun ferito.L’attentato è stato rivendicato dalla “Camera internazionale per la diffusione della violenza rivoluzionaria” in solidarietà con Amadeu Casellas.

Inoltre, sono rimaste danneggiate 4 auto ed una moto per un’esplosione provocata da bombole di gas da campeggio poco prima della mezzanotte, nel quartiere ateniese di Kalithea.

Gli attentati si sono verificati pochi giorni dopo l’attacco armato ad un commissario nel nord di Atene, con il fermento di 6 poliziotti, dei quali uno si trova ancora in gravi condizioni. Un gruppo denominato “Organizzazione per l’Autodifesa Popolare Proletaria” s’è aggiudicato la responsabilità dell’attacco in una lettera inviata ad un quotidiano greco. Il nuovo governo greco, socialista, ha promesso di finirla con le attività dei gruppi anarchici e di estrema sinistra.

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Attaccati gli uffici dei Giochi Olimpici ad Atene

fonte: Liberación Total

Un nuovo attentato esplosivo si è verificato all’alba di mercoledì, 28 ottobre, nel quartiere di Pangrati, ad Atene.
Verso le 4 di mattina una grande detonazione ha svegliato i residenti prossimi agli uffici dei Giochi Olimpici, siti al civico 3 di via Pirro. L’esplosione della bomba ha causato danni materiali alle strutture degli uffici e a due veicoli parcheggiati nelle vicinanze.
Nessuna persona è rimasta ferita. La polizia s’è recata sul posto per le indagini di rito. Fino ad ora nessun gruppo s’è
aggiudicato l’attacco.

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Salgono a 7 i feriti in seguito all’attacco ad un commissariato di Atene

fonte: Fondazione Roscigna, 28.10.09

Dai giornali online della Grecia si apprende che i feriti in seguito all’attacco armato ai danni del commissariato di polizia di Agia Paraskevi, Pentelis Street, No. 10, alle 21:40 del 27 ottobre, sono saliti a 7.

Ferito un cittadino, un agente di polizia, un agente di polizia in prova equattro tirocinanti delle guardie speciali. Tutti i feriti si trovavano fuori dal commissariato. Sei feriti sono stati medicati nell’ospedale della Croce Rossa ed un settimo, piuttosto grave, è ricoverato presso l’ospedale militare.
Raccolti sul luogo almeno trenta proiettili. Si presume che siano stati utilizzati dei kalashnikov. Queste armi sono state utilizzate in passato sia dal gruppo “Lotta Rivoluzionaria” e che dalla “Setta dei Rivoluzionari“. Le indagini vengono svolte da agenti dell’antiterrorismo greco.

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Lettera aperta di Christos Stratigopoulos al ministro di Giustizia greco

Christos Stratigopoulos ha scritto la seguente lettera aperta dal carcere di Amfissa, il 9 ottobre 2009. La lettera è stata indirizzata al ministro di Giustizia greco, Kastanides.


Onorevole ministro Signor Kastanides

Sono un anarchico detenuto nel carcere di Amfissa, dove sono arrivato di recente. Ovviamente, lei può capire che io oggi ho lo stesso rapporto con il socialismo che lei con l’antiautoritarismo. Mi rivolgo a lei perché proprio ieri ho ascoltato al telegiornale che il signor Giorgos Papandreou (premier greco) ha esortato i suoi nuovi ministri ad “agire come antiautoritari verso l’autorità”.

Per quel che mi riguarda, sono sempre stato un sostenitore delle azioni e non delle chiacchiere a vuoto. Questo è il motivo per il quale mi hanno ultimamente arrestato e non certo per le mie convinzioni.

Non voglio scocciarla ulteriormente, onorevole ministro di Giustizia. Ma francamente devo dirle che, se io fossi nella condizione di decidere sulla questione del sistema penitenziario, distruggerei le carceri o perlomeno le chiuderei. Personalmente, immagino diversi modi di render sociale la cosiddetta giustizia. Non riesco proprio a pensare come lei possa essere nella condizione di supportare le decisioni riguardanti il sistema penitenziario.

Comunque la devo informare, se non ne è conoscenza, che le prigioni greche ed in particolare quella di Amfissa in cui adesso mi trovo sono solo ad un passo dai campi di concentramento nazisti o dai rispettivi campi che si trovavano nel cosiddetto blocco orientale.
Una visita come nuovo ministro di Giustizia, ne sono certo, le proverebbe che sto dicendo la verità.
Chiudendo la lettera, vorrei rivolgerle un’ultima domanda: cosa intende fare con le attuali condizioni delle carceri greche? Continuerà a stipare le persone come topi all’interno di esse o sarà in grado di creare condizioni di vita non dico umane ma più accettabili per tutti i detenuti?

Può darsi che lei sia già al corrente che i suoi servitori del suo diritto chiamino proprio questa prigione di Amfissa il crematorio.

Dopo profonda riflessione,
Christos Stratigopoulos

Anarchico greco

fonte: smolikas2@gmail.com

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Terminato lo sciopero della fame di Amadeu Casellas

Il 21 ottobre è terminato lo sciopero della fame di Amadeu Casellas, sciopero iniziato il 15 luglio. La decisione presa da Amadeu è venuta dopo due crisi che l’hanno portato praticamente al coma. Intanto la giudice di sorveglianza aveva già firmato l’autorizzazione a legarlo ed intubarlo per l’alimentazione forzata. Attualmente si stanno controllando tutte le funzioni dei vari organi a rischio.

info: llibertatamadeu.blogspot.com

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Settimana internazionale di agitazione e di pressione solidale con i compagni sequestrati dallo Stato cileno


-dal 16 al 23 novembre 2009-

Per la premura di moltiplicare le azioni, sia dentro che fuori le prigioni, così come per l’urgente bisogno di
retro-alimentazione che dovrebbe esserci tra questi due mondi che alla fin fine vivono le stesse contraddizioni (portate al limite dentro le galere) in cui siamo costretti da un nemico che già dalla nascita ci ha dichiarato guerra, noi ci azzardiamo a proporre dall’azione una lotta contro l’isolamento, lotta che tempo fa è stata vinta da quelli che hanno osato perdere la paura, lotta della quale oggi non sembra che resti nemmeno un ricordo (senza offendere quelli che hanno tratto preziose lezioni da quelle esperienze).

La crescita delle pratiche antiautoritarie ha indubbiamente uno dei grandi precursori, per quel che riguarda la dinamica scaturita all’interno dello Stato cileno nell’ultimo decennio del XX secolo, nella retro-alimentazione tra i prigionieri politici e i solidali sorta a partire dall’arresto degli ex-membri del Movimiento Juvenil Lautaro (MJL) e di tutto un attivo lavoro che s’è andato producendo dal collettivo chiamato “Kamina Libre” (solo come esempio, poiché da questo sono scaturite altre
iniziative). Tutto ciò ha significato da una parte grandi risultati che potrebbero essere raggruppati in 3 punti:

1 – la rottura dell’isolamento tra i prigionieri, chiamati politici, e quelli che hanno lottato per le strade in loro  solidarietà,

2 – la forza propagandistica che venne riversata sull’opinione pubblica facendo sì che il problema dei compagni sequestrati non passasse inavvertito,

3 – i risultati in quanto a fratelli liberati grazie alle azioni portate avanti sia dentro che fuori le carceri.

Dall’altro lato, quanto descritto ha significato e significa una ricca esperienza per tutti quelli che lottano ogni giorno contro lo Stato-Capitale. Ciò malgrado, è difficile capire come nel presente siano così scarse le azioni solidali verso i guerrieri che si trovano dietro le sbarre.

Sono proprio queste pratiche di solidarietà e di coraggio quelle che vogliamo rivitalizzare e intuiamo che per farlo non ci sono argomenti che possano esser d’intralcio. Sono in tanti che non sono disponibili ad agire nella diversità delle più possibili forme perché sostengono l’assurdo inganno che viviamo intensi momenti repressivi. Ad essi noi rispondiamo, senza voler entrare in assurde discussioni politiche, con la concretezza della storia. Quando i compagni hanno combattuto per la libertà dei prigionieri dell’ex-MJL non si vivevano di certo periodi tranquilli. Ricordiamo che il ritorno alla democrazia non è stato un approdo facile, ma un periodo piuttosto pesante simile a quel che oggi ci asfissia. D’altra parte molti tra i guerrieri che ebbero la sfortuna di finire in prigione vivevano quella situazione con carichi giudiziari abbastanza simili a quelli che colpiscono adesso un compagno come Cristian Cancino. Pertanto pensiamo, senza voler essere arroganti bensì con l’umiltà di un vero guerriero, che quest’urgente bisogno di farci carico dell’esperienza del passato e della situazione del presente ci costringe a tirar fuori tutto il coraggio per le strade o dentro le celle in cui ci troviamo per esser coerenti con il nostro discorso d’azione e di solidarietà.

L’invito è, per quest’occasione, di rivivere quel che mai sarebbe dovuto passare all’oscurità, di riconoscerci di nuovo in una dinamica d’azione contro questa società e pertanto contro le carceri e i suoi carcerieri, con creatività e coraggio facciamo del nostro discorso una pratica senza limiti, in azioni diverse che possono andare da una scritta sul muro fino a quel che il tuo desiderio ti spinge a fare. L’idea è quella di superare le possibilità, superare la teoria e passare all’azione… “Se non tu, chi? Se non ora, quando?”.

Quest’iniziativa pretende anche che i prigionieri (mapuche, anarchici, ex-frentisti, ecc… ) alzino la voce e comunichino tutto quel di cui hanno bisogno, tutto quel che pensano, provano e soffrono, perché consideriamo che anch’essi devono passare all’azione e possono aderire a quest’appello. Non sono morti e, nonostante la ridotta mobilità, sono diverse le maniere in cui possono agire e far propaganda sia sulla loro situazione che sulle loro idee. Oggi abbiamo l’urgenza che i compagni sequestrati si facciano vivi ed al tempo stesso che i compagni che invece possono muoversi solidarizzino nei modi che preferiscono… Rompere l’isolamento e dar fuoco alla immobilità sono questioni urgenti.

Vogliamo proporre come dinamica la possibilità che ogni prigioniero e/o prigioniera faccia pervenire ai suoi affini quelle richieste che sono più urgenti, così come delle riflessioni e possibili azioni, e che ci sia la forma di render pubblici questi aspetti di maggior importanza attraverso l’azione di propaganda, che diffonda e mobiliti attorno allo stato di tale o talaltro compagno. Crediamo che le maniere in cui si possa far propaganda siano infinite, come già detto, ma consideriamo pertinente che una volta per tutte usciamo per le strade e le inondiamo con i nostri slogan, le nostre azioni ed i nomi dei nostri compagni prigionieri.

D’altra parte l’appello a solidarizzare è esteso a tutti quelli che nel mondo si sentono toccati dalla situazione di guerra che si vive in questo territorio. Sappiano che in altri angoli del pianeta si sta lottando senza tregua ed è proprio per questo che vi invitiamo ad aderire all’iniziativa, a seconda delle vostre possibilità e voglie, a questa crociata antiautoritaria. Inoltre crediamo che noi che abbiamo deciso di opporci al mondo esistente non abbiamo frontiere e la prigione o morte di un compagno, ovunque accada, deve coinvolgere tutti noi. Apprendiamo come gratificanti esperienze tutte le azioni simili a questa che sono state realizzate soprattutto nel vecchio continente, dalle quali siamo riusciti a trarre lezioni che ci permettono oggi di fare questo piccolo sforzo.

Solo per avere certezze che in questa settimana solidale ci saranno azioni solidali sul nostro territorio, ed inoltre per dare un esempio sul fatto che le possibilità sono infinite, avanziamo due proposte che scaturiscono da noi e che speriamo servano per incentivarvi e stimolarvi. La prima di esse è un meeting che si terrà mercoledì 18 novembre 2009 alle ore 18.00 davanti al carcere Santiago 1, la seconda è un corteo in pieno centro di Santiago, zona di Ahumada/Alameda, venerdì 20 novembre a partire dalle ore 12.00.

Sappiamo che la lettura di queste righe potrà dar vita a delle critiche distruttive. Per noi l’intenzione non è quella di ridurre ad una settimana una lotta che non ha data né soste. Quel che noi vogliamo è (come tendenziosamente ripetuto in questo scritto) spezzare la passività, il silenzio e l’isolamento. Riconosciamo che con quest’umile proposta non riusciremo a finirla con la società-carcere, ma sì apporteremo all’azione/esperienza, alla trasformazione questa pratica in una conoscenza per crescere nelle nostre forme di agire.

Per concludere vogliamo solo insistere e gridare al cielo che la solidarietà è una pratica, è qualcosa di concreto che se ridotta a mera parola viene uccisa. Come dicevano i nostri compagni del passato: “La solidarietà tra anarchici non è solo questione di parole.”

Né l’immaginazione né la creatività hanno limiti.

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Gabriel Pombo da Silva sullo sciopero della fame di fine anno

Sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Mi affascina l’idea di coordinare/fare uno sciopero della fame per dicembre assieme ad altri compagni… Se ai compagni va bene, suggerisco uno sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio… si tratta di un lasso di tempo “ragionevole” (per me lo sciopero della fame è uno strumento strategico di lotta… Ossia, nella nostra situazione di sequestrati dallo Stato-Capitale, noi abbiamo solo questa forma di lotta, vista la dispersione dei compagni in differenti carceri/stati)… e dico “ragionevole” perché quest’iniziativa pretende essere un “gesto” di amore e resistenza e non un sacrificio…

Il crescente numero di compagni prigionieri (e “liberi”) assieme al sistema tipo “boycott” della corrispondenza che subisco mi impediscono di scrivere a tutte le individualità ribelli ed affini disperse per il mondo. Ma non darò mai a loro la soddisfazione di vedermi “piagnucolante” o “lamentevole” per queste condizioni e questi condizionamenti… se scrivo qualcosa deve essere un testo che inviti al piacere della rivolta e non al piagnisteo per le conseguenze del nostro agire/pensare.

Gli arresti di Alfredo Bonanno e Christos Stratigopoulos, in Grecia, sono la conseguenza di far quel che si dice… Posso farmi un’idea di quanto “scomodo” possa essere per lo Stato greco il tenere nelle proprie prigioni due compagni di tale statura.

Quanto ai compagni che sono stati “concentrati” ad Alessandria (Italia)… pare proprio trattarsi di un provvedimento contro il “proselitismo”… si son resi conto che le nostre idee attraggono certi ribelli sociali… E’ che ci sono forme peggiori di isolamento… come per esempio in Germania, dove ti attorniano di infami e violentatori…

Bene… sarebbe importante sapere con chi potremo contare su questo nuovo sciopero della fame… e che i compagni che vi parteciperanno tengano pronto un comunicato da diffondere prima dello sciopero stesso…

Sul contenuto dei rispettivi comunicati, sono d’accordo sul fatto che si menzioni la morte in combattimento di Mauricio Morales… io scriverò qualcosa in merito, così come una sensibilizzazione sull’asilo politico per Freddy e Marcelo in Argentina… senza dimenticarmi del nostro caro Marco.

Cercherò di vedere cosa si potrà fare con i prigionieri rinchiusi nello Stato spagnolo, ma non mi aspetto nulla da lì… più che altro perché la mia corrispondenza viene sempre confiscata dai carcerieri…

Un forte abbraccio anarchico

Gabriel

Aachen, 16 ottobre 2009

Pubblicato in presxs | Contrassegnato , , , , , | Commenti disabilitati su Gabriel Pombo da Silva sullo sciopero della fame di fine anno

Esplodono tre ordigni a Salonicco

Contro Camera di Commercio italo-greca

fonte: agenzie stampa – 21.10.09

Tre piccoli ordigni esplosivi a gas sono stati lanciati all’alba di oggi contro la sede della Camera di Commercio Italo-Ellenica a Salonicco, provocando solo qualche danno. Gli ordigni, usualmente utilizzati dagli anarchici,
sono stati lanciati da sconosciuti poco dopo le 5 locali, quando gli uffici erano ancora chiusi ed hanno infranto una vetrina della Camera, esplodendo e danneggiando non gravemente l’esterno dell’edificio. Nessuna rivendicazione è arrivata per l’attentato.

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La CAM dichiara la guerra alla repubblica del Cile

Comuicato Pubblico

COORDINADORA MAPUCHE ARAUCO MALLECO

Comunichiamo all’opinione pubblica nazionale ed internazionale quanto segue:

Considerando che non c’è stato alcun segnale da parte del governo nel porre fine alle forze repressive nelle nostre comunità, abbiamo preso la seguente decisione come Coordinadora Mapuche Arauco-Malleco:
esprimiamo pubblicamente la nostra rinuncia alla nazionalità del Cile e dichiariamo territorio della nazione autonoma mapuche quello che va dal fiume Bío bío al Sud, a partire dal riconoscimento esplicito che lo Stato ha fatto della sua esistenza nel Trattato di Tapihue del 1825, art. 19.

Pertanto consideriamo concluso qualsiasi tipo di dialogo con la repubblica del Cile e le dichiariamo guerra da oggi 20 ottobre 2009 in avanti. Lanciamo un appello a tutte le comunità a seguire lo stesso percorso per poter ottenere la totale espulsione di tutti quegli obiettivi che operano nella nostra nazione mapuche.

Pertanto abbiamo dato libertà d’azione agli órganos de resistencia mapuche per agire contro gli interessi capitalisti in territorio mapuche.

Per questo, rivendichiamo l’ultima azione realizzata dai nostri Weichafes Pehuenches, Nagche, Lafkenche, pichunches e huilliches (guerrieri delle varie zone in cui vive il popolo mapuche – ndt) delle Comunità Mapuche in conflitto della CAM e comunichiamo al nostro popolo e all’opinione pubblica quanto segue:

martedì, 20 ottobre 2009, i nostri Weichafes hanno effettuato azioni contro due camion della impresa forestal El Bosque, che stavano circolando lungo la strada che unisce Collipulli alla città di Angol, all’altezza di Cancura, nella Regione della Araucanía. I due
camion lavoravano per le Forestales, per questo sono stati distrutti.

Queste azioni hanno come unico obiettivo quello di ripudiare tutti gli ultimi atti di violenza contra la nostra nazione mapuche, e conseguentemente quello di appoggiare il processo di recupero delle terre delle nostre comunità in conflitto. Questa è anche una forna in cui i nostri Órganos de Resistencia del Territorio Mapuche- Pehuenches, Nagche, Lafkenche, Pichunches e Huilliche esprimono il proprio ripudio nei confronti delle condanne comminate ai nostri fratelli rinchiusi nelle diverse prigioni dello stato cileno e la forma di comunicare fino a che continueranno ad esistere prigionia politica e condanne. Queste azioni continueranno da parte dei nostri weichafe, sostenuti da tutte le comunità Mapuche della nazione mapuche.

Infine, riaffermiamo la nostra convinzione a seguire il percorso tracciato dai nostri avi che con coraggio si sono offerti alla causa della giustizia e della dignità del nostro meraviglioso ed eroico Popolo Nazione Mapuche. La Coordinadora è più rafforzata che mai nella sua lotta per il Territorio e l’Autonomia.

Fino a che ci saranno povertà e miseria per la mancanza di terre con politiche di stato che legittimano la spoliazione del territorio, la CAM continuerà ad esistere.

Con la forza dei nostra Futa Keche Kuifi y Weftun (rinascita dei nuovi guerrieri), che germinano e si moltiplicano in tutto il Territorio Mapuche per una causa che giorno per giorno si trasforma in una causa più sacra.

MARICHIWEU!
(dieci volte vinceremo!)

Órganos de Resistencia Territorial ORT-CAM

Territorio e Autonomia alla Nazione Mapuche!

WEUWAIÑ PU PEÑI, PU LAMNIEN!

FUORI LE FORESTALES E I LATIFONDISTI DAL WALLMAPU

TERRITORIO E AUTONOMIA PER LA NAZIONE MAPUCHE

CON LEMUN E CATRILEO

¡¡WEUAIÑ!!

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Spagna – Liberati oltre 17.000 visoni

fonte:  Europa Press, 20.10.09

La Guardia Civil ha conteggiato in 16.550 i visoni liberati oggi in 3 capannoni di Abegondo (La Coruña). Un altro migliaio di animali è stato liberato in una fattoria di Soria. La Guardia Civil ha avviato un’indagine per localizzare ed identificare gli autori, in quanto le porte dei capannoni mostrano segni di forzatura e le gabbie sono state aperte. I primi indizi segnalano che gli autori possano essere diverse persone. Alcuni anni fa, un caso del genere è stato rivendicato dal Frente de Liberación Animal. La Guardia Civil considera che questo gruppo “abbia poco di ecologico” in considerazione del rilevante danno all’ambiente causato dalla liberazione.

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Pisa, solidarietà con Marco Camenisch

SABATO 24 OTTOBRE dalle ore 16.00

PISA – STAZIONE LEOPOLDA

CONFERENZA-DIBATTITO SUL NUCLEARE

Interventi da parte di esperti sul nucleare, presentazione dell’opuscolo “Nucleare Mon amour” Edizioni Il Gabbiano, interventi sulla figura di Marco Camenisch e proposte di lotta contro il nucleare.
Verranno allestite la mostra contro il nucleare e la mostra su Marco Camenisch.

FERMIAMO LA MORTE NUCLEARE

“La rivitalizzazione di una vasta mobilitazione contro la mafia dell’atomo, i loro impianti attuali e piani d’ampliamento è
ovviamente urgente. Ma
ci vuole un movimento costante ed in prospettiva capace di darle il
colpo di grazia definitivo. La mia partecipazione solidale ad un tale
movimento continua, ovviamente, ad essere scontata”.

Marco Camenisch lager di morte Regensdorf, 2008

La mafia dell’atomo considera Marco Camenisch il paradigma dell’oppositore radicale, colui che sabota con le proprie mani gli impianti nucleari. Egli, infatti, è tuttora rinchiuso nelle prigioni svizzere per aver osato attaccare quegli stessi impianti di morte negli anni ’70, quando ancora ben pochi conoscevano la pericolosità di questa “risorsa energetica”.

Dopo una lunga reclusione Marco Camenisch, per non essersi né pentito né sottomesso al sistema, che ci vorrebbe tutti schiavi del progresso tecnologico illimitato, sta ancora affrontando i rigori della prigionia.

La coerenza con le sue idee libertarie, ecologiste ed antitecnologiche lo ha portato in tutti questi anni ad essere un costante stimolo per tutti coloro che resistono all’addomesticamento e all’alienazione imposti dalla cultura dominante; quella stessa cultura che ci ripropone il nucleare!

Quella stessa cultura che NOI CON MARCO vogliamo sovvertire!

Quella stessa cultura che, attraverso i suoi governi, ci vuol far credere che l’energia nucleare sia la sola in grado di alimentare lo sviluppo industriale futuro.

Noi oppositori del nucleare ripudiamo la presunta verità secondo cui l’energia nucleare rappresenterebbe la lotta al cambiamento climatico; un’energia sicura, economica, pulita e ad emissioni zero.

Non ci vuole molto, però, per capire che questa è l’ennesima falsa fede ambientalista propinata da un sistema che, oggi più che mai, vuole spacciarsi come amante della Terra e dei suoi abitanti.

Come è possibile credere che gli stessi avvelenatori del Pianeta con fabbriche e industrie, vere responsabili dell’inquinamento causa del cambiamento climatico, possano adesso presentarsi come “ecologisti” col ritorno al nucleare?

Una centrale nucleare è un disastro di per sé!

Distrugge il territorio già nel momento dell’estrazione delle materie prime e chi ci lavora e ci vive contrae facilmente cancro e altre malattie. Senza parlare poi degli scarti di lavorazione lasciati nell’ambiente circostante: veleno e radiazioni per le popolazioni locali e tutto l’ecosistema… Chernobyl insegna.

Tutta questa energia, come le cosiddette energie alternative, non può essere altro che un falso bisogno per una vita sempre più veloce e un “progresso” sempre più folle.

ELIMINIAMO IL NUCLEARE DALLA FACCIA DELLA TERRA!!!

Culmine

Anarchici e Anarchiche di via del cuore

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Messico – Attaccato un Burger King

Verso le 3 di mattina, di venerdì 16 ottobre, noi compagni della cellula della milicia incendiaria por la liberacion animal (M.I.L.A) ci siamo preparati per dare un altro colpo ad una delle multinazionali più antropocentriche e distruttrici della terra, ci riferiamo a Mc Donald’s. Purtroppo, giunti sul nostro obiettivo, ci siamo accorti che dei poliziotti vigilavano entrambe le entrate del locale. Ma non abbiamo permesso che questa cosa ci
impedisse di sferrare un colpo al capitalismo assassino. Pertanto, armati della nostra rabbia anti-antropocentrica e aiutati da 10 litri di combustibile, ci siamo diretti verso un’altra multinazionale ugualmente distruttrice. Stavolta l’obiettivo è stato un Burger King, nel sud della città. Giunti sul posto, abbiamo versato una quantità considerevole di combustibile ed abbiamo lasciato delle bottiglie, anch’esse piene di combustibile e dei dispositivi incendiari. Quindi ci siamo allontanati nell’oscurità sperando che i dispositivi facessero il loro lavoro e che il cielo venisse illuminato dal meraviglioso fuoco abolizionista ed anti-antropocentrico.

Quest’azione è stata pianificata per la giornata contro Mc Donald’s.
Vogliamo sottolineare che noi non accetteremo nessuna riforma o legge che protegga o assicuri un miglior assassinio nei macelli dei nostri compagni non umani, perché noi non lottiamo per i “diritti degli animali” come fanno i gruppi riformisti. Noi, invece, lottiamo per la liberazione animale e siamo contro gli atteggiamenti antropocentrici, specisti e di dominio e non riposeremo fino a quando non vedremo cadere tutte le gabbie e le sbarre delle prigioni, fino a quando non vedremo gli sfruttatori distrutti. Fino a quando un essere continuerà a soffrire per via di questa società
capitalista noi continueremo ad attaccare.

Trasformiamo queste parole in azione.

Milicia Incendiaria por la Liberación Animal (M.I.L.A)

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Svizzera – Automobili da lusso prendono fuoco per l’immediata liberazione di Marco Camenisch

Culmine informa che si sta espandendo la grave epidemia che colpisce le auto da lusso in Svizzera.

Almeno altri due veicoli hanno preso fuoco negli ultimi giorni nei pressi di Zurigo.

In entrambi i casi, le auto da lusso prima di spirare tra le fiamme hanno chiesto l’immediata liberazione di Marco e di tutti i prigionieri politici.

In un caso l’attacco incendiario è stato firmato da Revolutionäre Aktion (azione rivoluzionaria).

Seguono i comunicati in tedesco:

FREIHEIT FÜR MARCO CAMENISCH! Luxusauto angezündet!

30.09.09

Diejenigen, die sich weise auf das beschränkt haben, was ihnen möglich schien, sind niemals einen Schritt vorangekommen.“  Michail Bakunin

Feuer und Flamme den Knästen, dem Staat und Kapitalismus!
Wir haben heute nacht in Schlieren (Zh) ein Luxusauto abgebrannt. Dieses Luxusauto steht für einen Status, Macht und Geld. Unsere Flammen gelten für Marco Camenisch und allen revolutionären Gefangenen! Wir fordern seine sofortige Freilassung sowie aller politischen Gefangenen!
Den Justizbeamten, Richtern, Kapitalisten an den Kragen!
Revolutionäre Aktion

“Protectas” Auto brannte

Vorgestern Nacht (29.Sept) ging ein Auto der Firma “Protectas” an der Pfingstweidstr. in Flammen auf…
Für mehr Feuer im Alltag!

Freiheit für Marco Camenisch und alle anderen!

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Sull’azione di guerra dello Stato cileno in Wallmapu

Gli attacchi incendiari degli ultimi giorni ai danni di camionisti che percorrono alcune strade in territorio mapuche ha fornito al governo cileno il pretesto di dar vita ad una vera e propria azione di guerra. Ad esser colpite sono state delle comunità mapuche che vivono a Temucuicui. Non è stata una semplice operazione di polizia, tesa alla cattura dei presunti responsabili degli attacchi incendiari. L’irruzione nelle comunità è stata molto violenta e non sono stati risparmiati dei bambini che erano a scuola. Sette di loro hanno ferite da proiettili di gomma e molti altri presentano sintomi da asfissia per i lacrimogeni. Non è ancora possibile stilare il numero degli arrestati e dei feriti, ma sono oltre una decina. Alcune immagini relative all’azione di guerra su questo video:

http://www.youtube.com/user/folilmapuche#p/a/u/0/NZGjEBVltAg

Segue un comunicato della CAM che, lungi dal prendere le distanze dagli attentatori, invita il popolo mapuche alla resistenza armata.

Culmine, 18.10.09

______________

Si comunica all’opinione pubblica nazionale ed internazionale quanto segue:

1.- La comunità huahuanco localizzata in territorio pewenche solidarizza e ripudia tutte le perquisizioni e gli arresti effettuati dalle forze repressive dello stato cileno (PDI, carabineros e agenti in borghese), che hanno attaccato con armi di grosso calibro la comunità autonoma di temucuicui.

2.- Questi arresti dimostrano solo la disperazione dello stato cileno teso a frenare i pensieri di libertà ed autonomia. Per questo attaccano le comunità mapuche in conflitto che lottano per il recupero del territorio ancestrale.

3.-Basta con le montature politico-giudiziarie contro i nostri degni guerrieri. Fine alla militarizzazione delle comunità mapuche. No alla legge antiterrorista. No ai duplici processi: ordinari e militari.

La resistenza armata permette l’unità della nazione mapuche.

Libertà a tutti i prigionieri politici mapuche

Fuori Beatriz Hiriart dal territorio mapuche (governatrice della regione – ndt).

Seguendo il percorso tracciato da Lemun e Catrileo proseguiamo verso la liberazione nazionale mapuche

Lof huahuanco – C.A.M.

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