Cile – Falsi allarmi bomba in solidarietà con i prigionieri

fonte: Liberación Total

Abbiamo scelto lunedì 16 novembre come una data che doveva esser dotata d’una qualità insorgente, non per rimembrarci qualcosa di specifico, bensì solo perché la motivazione che ci ha spinti era l’appello alla solidarietà ed alla pressione internazionale verso i compagni in prigione. Ci siamo messi d’accordo per effettuare un’azione che oltre la sua spettacolarità, potesse scuotere tutti i nostri compagni per agire durante questa settimana come punto d’inizio per fare dei diversi attacchi alla società un’azione quotidiana e lontana dai calendari per la rivolta.

La nostra azione è consistita nell’invio di alcune e-mails ai mass-media contenenti l’informazione che erano stati collocati degli ordigni esplosivi in diversi punti di Santiago, con il fine che sarebbero essi stessi gli incaricati d’informare sulla presenza degli ordigni, con l’incombenza che avrebbero dovuto assumere se ci fossero stati dei feriti.

Adesso e dopo aver constatato che non hanno diffuso né il comunicato dei presunti attacchi né nient’altro, riportiamo una riproduzione esatta del testo inviato perché lo consideriamo di gran valore sia per noi sia per salutare l’iniziativa della settimana solidale verso i nostri fratelli.

Stimate persone dei mass-media, vi incarichiamo del compito di avvisare:

Universidad de Los Andes: San Carlos de Apoquindo 2200 telefono 4129000
Universidad Finis Terrae: Juan Moya Morales 1310 telefono 2722731
Hospital DIPRECA: Vital Apoquindo 1200 telefono 2123448
Hospital Militar de Santiago: Av. Larraín 9300 telefono 2731520

che devono sgomberare i rispettivi edifici perché all’interno di ognuno di essi è stato collocato 1 ordigno esplosivo. Avete mezz’ora di tempo per lanciare l’allarme, altrimenti avrete sulla coscienza il peso delle vite che si potrebbero perdere.

Ah, avvisate anche i mezzi di comunicazione in modo che non si perda nulla.

Vi saluta allegramente il Comando Insurreccional “sgangherato”
Leon Pellisard.

Comunicato

Abbiamo collocato 4 ordigni esplosivi che saranno detonati da un sistema a telecomando all’interno di 4 luoghi in questo piccolo territorio chiamato santiago. 2 di essi simbolizzano il potere economico politico collegato intrinsecamente e storicamente all’educazione, questi corrispondono alle vicinanze delle università Finis Terrae (Juan Moya Morales 1310) e Los Andes (San Carlos de Apoquindo 2200). Gli altri 2 ordigni sono stati collocati in 2 importanti focolai di salute collegati con le forze repressive dello Stato, l’Hospital de Carabineros (DIPRECA, Vital Apoquindo 1200) e l’Hospital Militar (Av. Larraín 9300).

Abbiamo deciso di attaccare questi luoghi per far sapere a tutti voi che siamo disposti a gettare per intere le nostre vite per vedervi distrutti e saltare in aria. Non avremo alcun timore nel minacciare la vostra brillante sicurezza e quella delle vostre famiglie, come voi avete fatto giorno per giorno con noi.

Ogni azione sarà sempre centrata a distruggere qualsiasi indizio o germe di potere e d’autorità, provocando timore in ciascuno di quelli che mantengono quest’ingranaggio sociale.

Siamo dappertutto. Osserviamo, con attenzione e cautela, ogni movimento ed ogni spazio che condividete con i vostri complici. Siamo i vostri eterni nemici e siamo in agguato, camminando davanti a voi e puntandovi contro le nostre armi affilate, con il nostro cuore pieno di tutto l’odio contro di voi e di affetto per i nostri fratelli e compagni.

Non abbiamo paura delle vostre assurde minacce, sappiamo che (come ha detto il ministro Rosende) ci considerate degli sgangherati, e vogliamo farvi sapere che sì, lo siamo. Non ci interessa condurre le nostre esistenze sotto i vostri parametri d’esistenza, né far parte del vostro ripudiabile e marcio ordine sociale, facciamo d’ogni movimento un atto di rivolta contro di voi e tutto l’ordine imposto, ogni passo sarà una propaganda per il fatto, facciamo della nostra quotidianità un’azione che provochi terrore in tutti voi. Così proverete la paura, tremerete al timore di rendervi conto che la guerra è iniziata. Armatevi perché noi lo stiamo facendo e fino ai denti, e non esiteremo a premere il
grilletto sulle vostre teste. La guerra è già definita ed è a morte.

Saluti fraterni ed insorgenti pieni di forza per il compagno Diego Ríos, speriamo di averti eternamente nelle strade. Che il suono delle detonazioni giunga come musica alle tue orecchie.

Salutiamo anche i nostri fratelli sequestrati, sappiate tutti che non ci dimentichiamo di voi, né siete soli. Vi ricordiamo in ogni momento, ogni azione che realizziamo ha i vostri nomi registrati:
Axel Osorio, Cristian Cancino, Matías Castro, Pablo Carvajal, Flora Pavez, Marcelo Villarroel, Freddy Fuentevilla, Gabriel Pombo Da Silva (Aachen, Germania), Marco Camenisch (Svizzera), Amadeu Casellas (Spagna), Alfredo Maria Bonnano e Christos Stratigopoulos (Grecia), i compagni arrestati ultimamente in Italia e in particolare considerazione Leo, il compagno che era clandestino e tanti altri nel mondo.

A tutti i nostri fratelli caduti in combattimento, la memoria implacabile farà sì che i vostri nomi non saranno
dimenticati. Ogni azione torna a render presenti le vostre vite, perché un guerriero non morirà mai. Mauri, la polvere ti ricorda in ogni esplosione, in ogni azione insorta c’è un abbraccio per te, lo stesso per la compagna Zoe, in Francia.

Ci vediamo presto, ogni volta più forti e con le nostre migliori armi lucidate, mentre puntano i nostri nemici.

Gli appelli alla solidarietà insorta devono esser presi in considerazione e devono ricevere le risposte adeguate al conflitto in corso. Qualsiasi azione deve esser risaltata, perché abbiamo bisogno di esse per vincere.

Comando Insurreccional “desquiciado” Leon Pellisard

(commando insurrezionale “sgangherato” Leon Pellissard)

Questi 4 ordigni esplosivi saranno detonati 20 minuti dopo l’invio di questa e-mail. Se questo comunicato non viene reso pubblico in ognuno dei mass-media ai quali è stato inviato, scoppierà tutto il conglomerato della gente che lì si trova. Stiamo attenti e non esiteremo ad avviare il conto regressivo, se quest’esigenza non viene adempiuta esattamente.

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