L’offensiva non dimentica… – Gabriel Pombo Da Silva

Dopo aver letto il libro recentemente pubblicato in Cile: “Mauri… l’offensiva non ti dimentica”1sono rimasto rapito dalle idee-sentimento-esistenza di questo compagno caduto in combattimento il 22 maggio, così come quelli che l’hanno conosciuto personalmente.

Le presunte “contraddizioni” che emergono dal suo pensiero e dalla sua esistenza non son altro che conseguenza e riflesso della sua personale evoluzione, della sua fame e del suo interesse nell’acquisire conoscenze (e risposte) che gli sono servite per interpretare se stesso e il suo ambiente (politico-sociale-filosofico-storico) e per dotarsi di strumenti teorici con i quali combattere il sistema del dominio e della società spettacolare…

Vedendo il suo vecchio fumetto in cui il suo “Acratín” legge Bakunin, Kropotkin, Malatesta, Proudhon e Reclus egli cerca di spiegarci “qualcosa” sull’Anarchia… citando E. Reclus scrive: “Anarchia non è disordine ma, anzi, la più alta espressione dell’ordine”…

Immagino che questa sia stata la sua fase (o periodo) di fede nel collettivismo e nel comunismo libertario… in seguito entra in contatto con le idee di Ted Kaczynsky, Max Stirner, Severino… ecc, ecc… e si definisce “individualista”…

Insomma, scopriamo (e decifriamo) uno “spirito” inquieto alla ricerca permanente… una mente “eclettica” nel senso positivo del termine, ovvero: ricchezza interiore che, per forza, sbocca in una eterodossia difficile da aggettivare…

Questo processo di maturazione si riflette nel suo trascorso vitale: nelle parole delle sue canzoni, nelle lettere, nelle tracce dei suoi testi, nelle conversazioni e, come no, nel resto della sua vita…

Probabilmente non è riuscito a conoscere il pensiero di Ricardo Mella (un anarchico galiziano che la “Chiesa Ortodossa Anarchica” qualifica come “individualista”, mentre lui preferiva definirsi “anarchico senza aggettivi”), ma son certo che gli sarebbe piaciuto, soprattutto perché è di quest’anarchico senza aggettivi la frase: “le ostriche non possono esser convinte parlando”…

Non siamo pochi noi anarchici a pensare che l’esempio di quel che vogliamo e desideriamo inizia da noi stessi… che l’unico vincolo non mistificato si chiama “affinità” e che l’organizzazione informale è la miglior forma di potenziarci/svilupparci come individualità (e quindi anche come collettività) libere ed egualitarie. Perché si tratta proprio di questo: di libertà e di uguaglianza, di orizzontalità e di solidarietà.

La “democrazia” ci “permette” d’esser “liberi” (liberi consumatori, liberi votanti, liberi nei suoi valori), ma non uguali; mentre le nomenclature ci permettono d’esser “uguali” (uguali nella povertà, uguali nei doveri, uguali… ), ma senza libertà… O era il contrario? O è la stessa cosa?… In entrambi i casi (dittatura capitalista o capitalismo di Stato) i loro Sistemi sono la delega delle responsabilità e l’autoritarismo che organizza la società dall’alto verso il basso…

La ribellione (come la rivoluzione) non chiede permesso a nessuno, è una scelta cosciente che si esercita quando l’esistente che ci opprime in tanti modi ci fa schifo fino alla nausea… e tanto meno “rispetta” le leggi, e i i suoi legulei, che sono emanate per favorire quelli che possono pagarle.

Parlare di ribellione (come di rivoluzione) implicitamente porta a parlare di repressione… quando si parla di repressione come si trattasse di un “fatto” in una certa maniera è come se stessimo considerando la ribellione e la resistenza come qualcosa di sbagliato o incidentale o, peggio ancora, una “tara”…

Questo impegno e questo compromesso (della libertà/uguaglianza) sono quelli che guidano i nostri passi e fecondano la nostra immaginazione, attraversando Oceani e Continenti…

Ha ragione il compagno Axel Osorio2 quando scrive: “Qualsiasi ordigno può essere disattivato, la nostra volontà mai. I cavi che accendono il nostro odio, la nostra azione, il nostro amore per la libertà, questo canale non potranno mai bloccarlo, non ci sono riforme o correzioni nei confronti del nostro disprezzo verso il potere.”

Certo, se di qualcosa hanno paura gli oppressori non sono i nostri ordigni artigianali (alla fin fine su questo campo ci superano), ma delle idee che ci determinano a rompere lo status quo, dell’amore che ci spinge a superare ogni ostacolo e pericolo e ci trasforma in temerari… Paura che le paure che ci vendono smettano di essere efficaci e reali e che le nostre idee ed azioni inizino a de-costruire il loro Sistema di merda…

Infine… sono tante le idee-riflessioni e sentimenti che son scaturiti fuori mentre leggevo questo libro in ricordo di Mauri…

Ma… vorrei contribuire ricordando Mauri con delle giornate di lotta internazionale a misura delle nostre possibilità… senza dimenticare la situazione in cui si trovano i compagni cileni in Argentina…

Come prigionieri abbiamo a disposizione solo il nostro corpo come arma… in tal senso uno sciopero della fame simbolico (dal 20 dicembre al 1 gennaio) è l’unica possibilità (vista la dispersione geografica/carceraria) che trovo fattibile tra compagni antiautoritari…

I compagni e le compagne che vogliono aderire a questo sciopero della fame (nelle date precedentemente indicate) per onorare la  Memoria di Mauri e di Zoe e tutti i lottatori sociali caduti in combattimento possono scrivere ai compagni di Culmine –  culmine@distruzione.org- e questi si incaricheranno di pubblicare/coordinare le adesioni, i comunicati, ecc.

Speriamo che l’offensiva contro lo Stato-Capitale (e i suoi sbirri) sia contagiosa e virulenta…

Da parte mia abbraccio i compagni imprigionati ad Alessandria (e nel resto d’Italia), in Argentina, in Cile, in Grecia e nel resto del mondo… abbraccio Marco Camenisch in Svizzera (auspicando che si riuniscano le forze tra tutti noi in modo che lo liberino immediatamente…) … e naturalmente abbraccio tutte le individualità e gruppi affini che tanta tenerezza e solidarietà ci danno con la loro indistruttibile presenza.

Per l’Anarchia!

Gabriel

Centro di sterminio Aachen – 25.10.09

1
Gabriel ha avuto accesso ad una bozza del libro “Mauri…l’offensiva non ti dimentica”, che raccoglie scritti, disegni ed esperienze sue e dei suoi compagni. Questo libro uscirà in Cile durante la settimana internazionale di solidarietà e di agitazione con i sequestrati dallo stato cileno, dal 16 al 23 novembre.

2
Il compagno Axel non ha scritto questa frase in particolare, sono stati degli anonimi compagni ad esprimere le sue parole in un capitolo del libro.

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