SCIOPERO DELLA FAME NON RIVENDICATIVO

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

Questo sciopero della fame che ci apprestiamo a fare è un gesto d’amore insorgente… amore verso le persone che hanno dato la vita/libertà nel combattimento… compagni come “el Francés”, Paco Ortiz, Xosé (e tutti gli altri assassinati nel FIES)… compagni come Puig Antich, Agustín Rueda… Mauricio Morales, Zoe…

Non riesco a capire il ripudio verso lo sciopero della fame come metodo di lotta in Italia… Il mio primo sciopero della fame l’ho fatto a 17 anni (nel 1984) assieme ad altre migliaia di detenuti nelle carceri spagnole, perciò per me lo sciopero della fame è un qualcosa che non ho bisogno di dibattere con nessuno… chi non ha altre armi che il suo corpo non ha altra alternativa. Non “solo” ho fatto scioperi della fame, ma ho anche “sequestrato” carcerieri/poliziotti per fare sommosse e scappare o protestare… alcuni compagni miei hanno potuto sequestrare giudici e magistrati nel Tribunale.

In Italia lo sciopero della fame non solo non viene considerato come arma strategica, ma viene duramente criticato in quanto considerato “autolesionista” e tante altre stupidaggini.

Gabriel Pombo Da Silva, novembre 2009

Lo sciopero della fame a livello internazionale che i prigionieri rivoluzionari hanno iniziato il 20 dicembre 2009 non si prefigge alcuna rivendicazione!

A quanto pare diverse realtà libertarie, non solo italiane, sono cadute nell’equivoco di ritenere tale iniziativa una continuazione delle fallimentari lotte rivendicative anticarcerarie degli ultimi tempi, ad esempio ergastolani, 270bis e 41bis.

Questo sciopero della fame è “un gesto d’amore insorgente” nei confronti dei nostri compagni caduti in combattimento, con armi e bombe alla mano!

E’ per questo che Culmine reputa assurde tutte quelle pratiche che passano attraverso l’autorizzazione del nemico, a maggior ragione durante questo sciopero della fame in omaggio a chi di autorizzazioni non ne ha mai chieste!

Culmine
saluta con amore insorgente i compagni prigionieri rivoluzionari che usano il proprio corpo come arma.

Saluti ribelli

Culmine

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