(es/en) Comunicado de Nunatak – Solidaridad con Arturo y Guido!

Arturo y Guido, dos de lxs compañerxs que animan la redacción de Nunatak-revista de historias, culturas y luchas de la montaña, fueron detenidos ayer por la noche mientras participaban en una concentración en Condove (Valle de Susa – Piamonte) que trataba de detener un tren Castor cargado con desechos nucleares líquidos procedientes del reactor de Garigliano.
La presencia de una docena de personas ha permitido detener este tren de la muerte, pero no ha podido parar la
detención de los dos compañeros. Ellos han hecho algo por nosotros, ahora nos toca a nosotros hacer algo por ellos.
Arturo y Guido a la calle! A detener el nuclear!
Vuestros/as compañeros/as de Nunatak.
* * *

Arturo y Guido tendrian que estar detenidos en la carcel de Turin, hasta el juicio que se celebrara en unos dias.

________________________________________________________

Nunatak communique – Let’s stop nuclear power – Freedom to Arturo and Guido

* sysiphus-angrynewsfromaroundtheworld

7/02/2011 – Arturo and Guido, two of the comrades that animate the writings of Nunatak, magazine of tales, culture and struggles of the mountains, were arrested last night while participating in a block at Condove (Valle Susa) trying to stop a Castor train loaded with liquid nuclear waste from the Garigliano reactor.
The presence of a few dozen people made it possible to stop this train of death, but not to bring home safely all those present. They have done something for us, now it’s up to us to do something for them.
Arturo Guido and free! Let’s stop the Nuclear!
Your comrades of Nunatak.

As soon as we find out if they are to remain in prison and where, we’ll make it known.

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su (es/en) Comunicado de Nunatak – Solidaridad con Arturo y Guido!

Atene – Rivendicazione di diversi attacchi incendiari

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/02/more-specifically-we-take.html

trad. dall’inglese all’italiano: Cenere

A questo punto specifichiamo che non consideriamo nessuna frattura o disaccordo che si verifica nella comunità anarchica immotivato perché molti si dichiarano anarchici ma agiscono in modo completamente opposto diventando informatori o calunniatori, al fine di raggiungere il loro obiettivo, che solo politico non è, agendo da contro-rivoluzionari e da nemici. (Riferendoci a loro precisiamo che, ogni volta in base alle circostanze e al bilancio che definiamo, scegliamo dal nostro arsenale le armi con le quali li attaccheremo. Stavolta abbiamo scelto le nostre argomentazioni politiche). Oltre a ciò, crediamo che sia possibile davvero che seri disaccordi politici non condurranno a grosse divergenze se teniamo a mente la grande importanza dell’azione comune. Anche quando la cooperazione non è fattibile, la frattura politica può essere evitata attraverso il mutuo rispetto e se questo non può accadere, le ragioni politiche che conducono alla frattura devono essere annunciate in pubblico.

Oltre alla personalità di ognuno c’è anche un profondo motivo strutturale che costituisce la radice dei diversi problemi: La svalutazione dell’organizzazione essenziale. In primo luogo, organizzazione significa dichiarazioni chiare, consapevolezza delle posizioni, del potenziale e del contributo di ogni individualità in un gruppo o di ogni gruppo nell’assemblea anarchica così come la definizione degli obiettivi che dovrebbero essere raggiunti. Le conseguenze di queste tragiche mancanze sono due: all’interno dei vari gruppi l’assenza di una presa di posizione della maggioranza dei partecipanti e il predominio di questa cultura della disorganizzazione offre terreno favorevole ad ogni tipo di leader che si distingue a causa dell’inattività generale solamente adulando, mentre a livello esterno, il lavoro non è essenziale e lo sviluppo essenziale non esiste. Inoltre nei famosi anfiteatri hanno luogo la maggior parte delle assemblee anarchiche che assomigliano più a un parlamento decadente con relatori noiosi piuttosto che il mondo che abbiamo sognato. Come abbiamo affermato nel nostro precedente testo in un mondo che è pieno di avvisi pubblicitari un pacchetto di testi in una strada è semplicemente inefficace. Esso non corrisponde ai nostri suggerimenti per affrontare individualmente ogni consumatore che ci sta vedendo in una posizione debole e incapace di far alcunché, il più delle volte se lui non ci sdegnerà si prenderà gioco di noi. Al contrario un’assemblea anarchica organizzata potrebbe creare serie occasioni che potrebbero bloccare il normale scorrere della nostra vita e potrebbero penetrare nel campo personale dei cittadini costringendoli a sentire.

Specifichiamo che la precedente critica non è riferibile totalmente a tutti i compagni appartenenti alla comunità anarchica così come abbiamo visto azioni pubbliche apprezzabili e significative.

In diversi periodi di instabilità del sistema, come tentativi di riforma in alcuni settori o periodi di crisi economica, nascono le “resistenze sociali” (individuale o generalizzata). Sostenitori di queste resistenze sono i gruppi i cui interessi sono direttamente attaccati (come i lavoratori che subiscono il taglio di stipendio) ma anche molte altre persone che raramente sono omogenee tra di loro. Le recenti misure economiche prese hanno fatto rivoltare una massa di persone differenti al fine di dimostrare, urlare, lamentare così come ha fatto scontrare nello stesso tempo molta gente che è rimasta a casa, piagnucolando perché “questo è il modo in cui deve essere fatto”.

La massa è costituita da elementi estremamente diversi. Da ridicoli e calunniatori paternalisti ad alcuni lavoratori che sperimentando il declino del lavoro e la conclusa moderna prosperità capitalistica escono in strada con il desiderio di scontrarsi. Dai soliti comunisti ai veri comunisti che violentemente attaccano poliziotti e banche. Dai piccolo-borghesi, che non possono più comprare macchine, vestiti costosi o altre persone, calmi e pacifici fino a ieri ma che ora sono rabbiosi e percepiscono un indefinito “qualcosa che non va bene”. Da uomini di partito a giovani che corrono per partecipare agli scontri di piazza. Questa mistura di persone, è ovvio che non può essere considerata come un singolo gruppo che esce per le strade, colpisce e protesta.

Noi crediamo che in queste condizioni i ribelli e gli anarchici dovrebbero esprimere le loro opinioni per come sono senza alcuna modifica o riduzione per risultare gradevoli o senza aggiustamenti di volta in volta. La partecipazione ad ogni eventi deve mantenere le caratteristiche dell’attacco e dell’intolleranza e non essere assorbita dal pacifismo o dalle intenzioni riformiste della massa eterogenea ( in effetti sarebbe desiderabile l’opposto ). Infatti crediamo che la prospettiva rivoluzionaria è stata creata per molte persone che partecipano a questi eventi e che sono stufe di tutti questi tipi di viscidi seguaci, le esperienze sono create per i giovani e non attraverso lo scontro e l’immagine della pace sociale viene rotta nella realtà. Dall’altro lato consideriamo ridicoli gli anarchici che cambiano le loro opinioni per adattarsi agli eventi, per esempio gli anarchici che protestano contro i tagli ai salari o i licenziamenti dei lavoratori, così facendo la contestazione diventa solo parziale. Ed è ugualmente ridicolo considerare tutti questi tipi di persone che partecipano a questi eventi come “masse rivoluzionarie” o applaudire agli scontri solo perché consistono in un grande numero persone (mero feticismo della quantità). Perché comunque consideriamo che le condizioni di instabilità che abbiamo menzionato qualche volta non sempre esistono, qualche volta sono affilate e qualche volta sono semplicemente disinnescate in molti modi senza che i loro risultati diventino ovvi, noi crediamo in generale che la nostra azione rimane ciò che è senza aspettare certe condizioni specifiche per maturare o certe rivolte semplicemente per partecipare.

Riguardo ai compagni ribelli la realtà di una guerra tangibile porta alla costituzione e organizzazione o all’imprigionamento senza gloria. In questo caso l’organizzazione ottiene una tale vitale importanza che non v’è bisogno di parlarne. Nel nostro tentativo di ridar forza e riaccendere gli attacchi di guerriglia colpire gli obiettivi non è sufficiente, dobbiamo anche analizzare la sua evoluzione nel tempo per rendere la sua realizzazione più efficace. Negli ultimi due anni sono nate organizzazioni rivoluzionarie che hanno attaccato e si sono sviluppate. L’aggiornamento del sistema democratico comporta automaticamente l’aggiornamento del nemico interno dello stato. Un evento chiave nel progresso storico dei gruppi guerriglieri è stato ciò che ha lasciato quel Dicembre con la sua eredità storica e d’esperienza, trasformando la diffusa violenza rivoluzionaria in una coscienza rivoluzionaria per alcuni nuovi combattenti. Si sono organizzati gruppi incendiari, hanno agito e raggiunto la diffusione delle loro percezioni e delle loro pratiche.

Comunque, nel Settembre 2009 dopo l’invasione dei poliziotti in una casa di un compagno è iniziato un nuovo capitolo. Arresti, mandati, comportamenti rispettabili e non vengono alla luce. Menzioniamo questo particolare caso non perché vogliamo descrivere cosa è successo ma al fine di concentrarci sull’attitudine dei gruppi e delle strutture che tutto ad un tratto hanno interrotto le loro azioni e per fare la nostra critica e autocritica. Il fatto che gli attacchi incendiari si sono fermati subito potrebbe essere spiegato in larga misura con il fatto che la polizia si è concentrata su alcune persone e contesti. Ovviamente se questo è stato l’unico motivo noi non potremmo criticare nulla in un testo come questo. Crediamo però che oltre al bersagliamento della polizia un’altra ragione è stata la paura diffusa o differentemente la mancanza di coscienza, i cervelli sgonfi che hanno sgonfiato bruscamente o differentemente la mancanza di conseguenze e costituzione, le “colonne portanti” che scompaiono dietro le rovine o differentemente membri passivi incapaci di continuare da soli solo con le armi. Infine identifichiamo le mancanze di sottostrutture materiali e politiche. Apparentemente, nel settore materiale e tecniche non abbiamo partecipato in ogni gruppo per conoscere il know-how e il backup che esso aveva sviluppato e l’unica cosa che vogliamo sottolineare è che la volontà intensa per l’azione dovrebbe coesistere con l’organizzazione e il continuo sviluppo volto all’aumento della potenza dei colpi ma anche per garantire che ogni individuo sarà in grado di difendere le sue scelte, anche nelle condizioni più difficili. In riferimento alle mancanze politiche nelle sottostrutture, per noi è evidente dal fatto che dopo Settembre 2009 e cosa è successo fino ad oggi, una minima pressione politica era stata esercitata dall’azione pubblica in solidarietà con i ribelli incarcerati e ricercati. In aggiunta la comunità anarchica che è associata con il pubblico, forma aperta di lotta che ha la sfortuna di vivere con la “cattiva unione” tra il vuoto dell’esistenza e il vuoto della mente, in poche parole, pettegolezzo. Dando alla polizia informazioni mette a rischio le persone, creando serie conseguenze equivalenti a quelle delle spie. Il disappunto della nuova gente a causa dei molteplici problemi della aperta comunità anarchica, che è stata menzionata prima in combinazione con la svalutazione delle loro azioni da un gran parte di questa comunità, conduce al graduale distacco dei gruppi guerriglieri dalla maggior parte delle procedure aperte, causando la rottura delle forze rivoluzionarie e conseguentemente l’indebolimento dell’azione anarchica. In chiusura consideriamo questo isolamento consapevole sbagliato ma non immotivato.

Riteniamo che l’arma più importante di ogni anarchico sia la critica basata su criteri politici al fine di essere capaci di rigettare qualsiasi cosa controproducente, controrivoluzionaria. Al posto della rinuncia e dell’antagonismo proponiamo la dialettica rivoluzionaria, il fermento politico, la composizione e non l’unificazione di tutte le correnti e il collegamento dei gruppi politici. Queste ultime linea potrebbero suonare solo come teoria ma non possiamo fare altrimenti perché ciò è esattamente quel che è. Esse sono le caratteristiche della mentalità che abbiamo al fine di intervenire nei processi pubblici aspettando per il nostro esperimento di ottenere carne e ossa attraverso l’azione.

Noi costruiamo con l’acciaio le nostre relazioni tra compagni, stando uno vicino all’altro e creando legami di sangue tra di noi. Presupponiamo rispetto reciproco ed equità tra di noi riconoscendo la diversità di ognuno. Proviamo a darci forza con gli elementi positivi dei nostri compagni che danno forza alla nostra individualità. Ci critichiamo a vicenda e riconosciamo i nostri errori facendo autocritica dandoci forza come individui, ma anche dando forza al progresso rivoluzionario del nostro gruppo. Viviamo senza gerarchia nel presente e non in un distante e incerto futuro che potrebbe non arrivare.

Rendiamo pratico il nostro rifiuto e proponiamo la continua e intransigente azione rivoluzionaria nel presente senza esitazioni e prevaricazioni. Armiamo i nostri desideri e guardiamo avanti al prossimo atto di guerra. Siamo sempre nel costante tentativo di uno sviluppo individuale e collettivo mettendo noi stessi in posizione d’attacco. Combattiamo il nemico con rabbia causando costanti danni fino alla vittoria finale. Rendiamo onore all’opzione rivoluzionaria del continuo attacco allo stato sapendo le conseguenze ed essendo sempre pronti a soffrire con onore e dignità.

Ci avventiamo di fronte al nemico capovolgendo la clessidra del tempo, aspettando il momento dell’esplosione e il congedo del nostro tempo antiautoritario. Inaspriamo la guerra seguendo l’evoluzione del nostro nemico e proviamo a cercare i suoi punti vulnerabili preparando il prossimo colpo. Questo è il modo che abbiamo scelto per muoverci e vivere.

Sentiamo le “grida di guerra” dei nuovi combattenti che prendono posizione con noi nella Guerra Rivoluzionaria, li invitiamo a organizzarsi e colpire il marciume del sistema. Organizzatevi, cercate nuove prospettive nella vostra azione, scambiate conoscenze tecniche ed esperienze, senza compiacersi, identificando le zone di stagnazione per farle evolvere. Preparate nuove sfide per i vostri lati più deboli. Scambiatevi cenni d’intesa a vicenda e rinnovate l’appuntamento per il prossimo attacco.

A tutti i giovani in cerca dei propri percorsi, proponiamo di dichiarare dinamicamente e in maniera militante la loro esistenza nei campi dove agiscono. Occupate le vostre scuole e danneggiatele provando il sentimento della distruzione. Attaccate i calunniatori e i vermi democratici che vi rappresentano e tentano di ripristinare la normalità con metodi sleali, i vostri genitori che dicono che loro vi capiscono ma sottolineano che questo non è il modo giusto di reagire e vi suggeriscono di seguire il riformismo e la sicurezza (come i sit-in, permessi per occupare, proteste pacifiche). In generale invitiamo i giovani a colpire i loro rappresentanti istituzionali e chiunque ne banalizzi la vita. Rivoltatevi e unitevi alla battaglia, distruggendo l’apparente bellezza della città. Disturbate la normalità e l’apatia sociale. Leggete libri e discutete. Cercate altri individui vicini alle vostre percezioni e provate a diventare forti. Concretizzate tutti i vostri desideri, voi siete i padroni nella vostra vita.

Crediamo che ogni gruppo rivoluzionario debba studiare e analizzare le azioni e gli scritti degli altri gruppi da tutti il mondo, per sottolineare le caratteristiche utili dell’azione e dei discorsi al fine di evolversi e arricchirne l’effetto globale. Da elementi chiaramente relativi all’operazione, per esempio come si organizza un attacco di guerriglia o informazioni relative all’aspetto materiale e tecnico, a opinioni politiche per certi temi.

Ovviamente, visto che la guerriglia forma ed è formata dalle condizioni nelle quali viene creata, ma anche si evolve dalle caratteristiche del luogo e del tempo dove viene sviluppata, in tutto il mondo esistono diversi tipi di gruppi ribelli, alcuni con affini percezioni politiche e altri senza. Visto che il significato della guerriglia non è chiaro e definito, dichiariamo che quando parliamo di guerriglia ci riferiamo ai guerriglieri rivoluzionari anarchici, ribelli e sicuramente altri gruppi con sicure caratteristiche ribelli e non alla guerriglia di gruppi militari o paramilitari. Dai ribelli maoisti nelle montagne cinesi o i ribelli palestinesi ai compagni anarchici in Cile e Argentina. Dalla guerriglia di liberazione nazionale dell’ETA (anche se recentemente sono capitolati) ai ribelli in Messico. E’ un fatto che pochi sono gli elementi che ci avvicinano ai ribelli palestinesi, la distanza politica è enorme. Comunque dobbiamo riconoscere il loro comportamento rispettabile, le loro decisioni di vivere nel pericolo per la loro visione rivoluzionaria, incuranti del fatto che i loro sogni sono molto lontani dai nostri. Inoltre, dall’analisi e lo studio delle azioni dei gruppi con differenti caratteristiche politiche, traiamo elementi utili e interessanti che sono utili nelle nostre stesse condizioni rivoluzionarie.

La guerra in ogni parte del pianeta, oltre alle guerre civili, comporta compagni imprigionati, compagni uccisi in battaglia e compagni che continuano insieme a noi a combattere liberi. Qui viene presentato il tema della solidarietà internazionale, la solidarietà non compressa nei confini e negli stati ma che internazionalizza la resistenza e ci porta vicino ai combattenti di tutto il mondo. Ogni imprigionamento di un compagno ovunque succede significa un colpo per le forze rivoluzionarie ma anche un motivo per continuare la guerra. L’arresto degli anarchici in Cile ad Agosto per il “caso bombas” che è stato finanziato dallo stato greco non ci lascia indifferenti. I compagni cileni dalle tane dell’illegalità (dalle tane dell’America Latina) rifiutano la partecipazione dei compagni arrestati ai gruppi dinamitardi e rivendicano la responsabilità per il collocamento delle bombe in vari obiettivi governativi e capitalistici. Resistiamo in solidarietà con i gruppi: FUERZAS AUTONOMICAS Y DESTRUCTIVAS LEON CZOLGOSZ, BANDA ANTIPATRIOTA SEVERINO DI GIOVANNI, FEDERACION REVUELTA 14F – BRIGADA GAETANO BRESCI, BANDA DINAMITERA EFRAIN PLAZA OLMEDO, MIGUEL ARCANGEL ROSCIGNA, TAMAYO GAVILAN, ANTONIO ROMAN ROMAN, COLUMNA DURRUTI, CARAVANAS ICONOCLASTAS POR EL LIBRE ALBEDRIO.

Salutiamo i nostri compagni anarchici in Argentina che con le loro azioni innovative contribuiscono alla prospettiva rivoluzionaria. Le rapine rivendicate dai “Nuclei Rivoluzionari, Brigada Luciano Arruga, Nucleo Diego Petrissans, Nucleo Leandro Morel, Nucleo Juan Bianchi, Collettivo 22 Agosto, Nucleo Simon Radowitsky”, espropriazioni di armi dalle stazioni di polizia dei “Nuclei Juan Bianchi, Nuclei Eroi della Settimana Tragica, Brigada Luciano Arruga” così come le rapine nel francese Carrefour in segno di solidarietà ai rom francesi della Brigada Luciano Arruga – Brigada degli Eroi 1917. Non dimentichiamo i compagni arrestati in Svizzera perché provavano a far esplodere un centro di nanotecnologie della IBM. Gli esempi, ovviamente, sono indicativi e in nessun modo vogliamo riassumere nomi e gruppi in un testo come questo. Resistiamo vicino ad ogni compagno che continua a combattere nel frangente della lotta, affiliamo la nostra azione ed erigiamo ponti di solidarietà con i combattenti di tutto il mondo.

Inoltre consideriamo che testi come questo debbano essere tradotti, così i compagni possono leggerli nelle proprie lingue. Inoltre vogliamo contribuire in questa direzione, così promettiamo che i nostri testi verranno tradotti.

Oggi, il significato della solidarietà è degenerato, nello stesso momento in cui molti compagni sono imprigionato o ricercati. Abbiamo sentito qualcuno parlare di schemi legali, per guerre senza precedenti (!) contro i ribelli e per tutti i ragazzi caduti o innocenti altruisti che si sacrificano sull’altare della guerra sociale e di classe e nell’invasione della sovranità. E ovviamente vediamo “la loro solidarietà” che adotta i caratteri cristiani della simpatia. Comunque siamo convinti che non dobbiamo niente a nessuno e nessuno deve niente a noi. Ci aspettiamo il peggio dal nostro nemico e lo stesso esso si aspetta da noi. Nello stesso modello, vale a dire la relazione (amichevole o ostile) anarchica libera e bidirezionale che costruiamo nelle relazioni di solidarietà.

I nostri rapporti tra compagni sono rivoluzionari e di conseguenza ogni movimento di solidarietà deve essere rivoluzionario ed aggressivo, deve acuire la guerra contro il nostro nemico comune.

Per questo motivo il prigioniero accetterà la nostra solidarietà quando essa mira precisamente a questo obiettivo. La solidarietà rivoluzionaria è rivolta ai sinceri e autentici, rispettabili ribelli, che sono sicuri e portano avanti le loro scelte ribelli dall’inizio alla fine, che non cercano soluzioni alternative nelle logiche legali, è rivolta a quelli che si mettono al posto del lupo e non dell’agnello.

Oltre al loro comportamento, ovviamente, non dimentichiamo che siamo uniti da un codice di valori comune o simile e da comuni scelte di lotta.

Infine, riteniamo che esso sia alla fine senza vergogna e controrivoluzionario per chiunque metta se stesso al posto della non-solidarietà a causa di un disaccordo personale. Non c’è posto per giochi politici o schemi nel processo dello sviluppo rivoluzionario sia individuale che collettivo.

Nel nome di questo sviluppo decidiamo, come guerrieri di una guerra non ortodossa, di diffondere il fuoco e l’insicurezza nei nidi del nemico. Continuiamo la guerra di logoramento…

Nello specifico rivendichiamo gli attacchi incendiari di:

Veicoli della COMPAGNIA NAZIONALE ELETTRICA ad Atene

Due macchine personali di due poliziotti ad Atene

Un furgone UPS ad Atene

Company’s ISI Hellas S.A. ad Atene

Fonte di ispirazione per la scelta dell’obiettivo della COMPAGNIA NAZIONALE ELETTRICA a Kapodistriou avenue è stata la stessa scelta del compagno Giannis Skouloudis, che in questo momento è prigioniero dello stato. Per lo stesso caso 4 compagni sono ricercati, compagni che hanno scelto il cammino dell’illegalità, attraverso una lettera che hanno pubblicato nella quale supportano le proprie scelte e analizzano le loro opinioni riguardo a un multiforme processo di lotta. Inoltre non dimentichiamo che questa particolare compagnia ha enormi responsabilità per lo sviluppo del capitalismo e in generale per lo sviluppo della civilizzazione a danno nostro e della natura. Un membro dei nostri rivelatori è entrato silenziosamente dal cortile di un vicino edificio e ha piazzato due ordigni incendiari di grande potenza. Dopo si è mosso nell’ombra non consentendo alle guardie di sicurezza presenti nell’edificio di osservarlo. Il momento in cui il personale di sicurezza ha notato il fuoco e l’esplosione era già troppo tardi…

La scoperta delle macchine personali dei poliziotti è la cosa più facile per noi come loro non esitano a muoversi con i loro classici pantaloni blu anche quando sono fuori servizio. Dunque il piazzamento di un piccolo ordigno di 1.5 litri è anche discreto ed efficace…!

Ascoltando gli ultimi eventi per il caso della Cospirazione delle Cellule di Fuoco abbiamo voluto sfidare i bastardi del dipartimento antiterrorismo con l’incendio di un veicolo di una compagnia di consegna rapida, nello stesso posto e momento dove loro stavano cercando covi e terroristi.

Infine, attaccando la compagnia che produce equipaggiamento militare “Interoperability Sistems International Hellas SA” vogliamo mandare un messaggio di minaccia ai collaboratori dello stato cileno e allo stato cileno stesso che ha arrestato, imprigionato e ricercato i 14 combattenti con l’accusa di attacchi ribelli. Abbiamo idee e codici di valori simili con i compagni in Cile e per questo motivo abbiamo risposto attivamente al loro appello internazionale di solidarietà. Questa particolare compagnia ha partecipato all’esibizione aeronautica internazionale presso le strutture dell’aviazione cilena. All’esibizione hanno preso parte molti ufficiali diplomatici, governativi e diplomatici. Inoltre questa compagnia è stata coinvolta attivamente nel mercato globale di prodotti militari, ed ancora questa compagnia ha contribuito alla conduzione delle guerre capitalistiche dal 1991, l’anno della sua fondazione. Così prima dell’alba un compagno si è avvicinato sul retro dell’edificio ed ha piazzato nella sua entrata una valigia contenente ordigni consistenti in diversi litri di benzina ed è scomparso lasciando dietro polvere e distruzione.

P.S. Dopo gli ultimi eventi nel caso della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, ci sentiamo davvero orgogliosi per i nostri compagni ribelli Panagiotis Argirou, Gerasimos Tsakalos e Haris Hadjimihelakis. Mandiamo loro saluti fraterni e la promessa che per quanto abbiamo diritto inquineremo l’aria dei nostri nemici con la paura. Dedichiamo a loro questi cinque incendi. Invitiamo tutti i ribelli del nostro tempo a continuare la guerra dentro e fuori le mura.

SOLIDARIETA’ A OGNI RISPETTABILE PRIGIONIERO DI GUERRA

ONORE A LAMBROS FOUNTAS MEMBRO DI LOTTA RIVOLUZIONARIA

Rete Rivoluzionaria Internazionale

Comportamenti devianti per la diffusione del terrorismo rivoluzionario

Cellula di azione anarchica

Pubblicato in azioni dirette, informalidad | Commenti disabilitati su Atene – Rivendicazione di diversi attacchi incendiari

Grecia – Lettera di Konstandina Karakatsani

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/02/letter-from-konstandina-karakatsani.html

trad. Cenere

Il 4/2/2011 mi sono presentata in aula dopo essere stata chiamata dal giudice al fine di dar voce con la mia presenza alla richiesta che ho presentato da un po’ di tempo, un rinvio del processo di qualche giorno. La mia apparizione in aula ha dato l’occasione ad alcuni avvoltoi-giornalisti di gettare il loro fango, dicendo anche che io non sono d’accordo con le richieste che sono state poste, creando e diffondendo un’immagine di un clima di frattura. Nei momenti di fedele servizio agli interessi governativi, alcuni media arrivato il giorno del processo hanno iniziato a far affilare i coltelli della corte sfidandola apertamente, ad esempio “adesso la giustizia ci mostrerà se è terrorizzata dall’imporre pesanti sentenze contro gli accusati” ecc.

Questo è continuato con l’inizio del processo dove loro hanno iniziato a mostrare estratti sempre adattati per diffamare e accompagnati da commenti propagandistici, mentre loro inoltre menzionavano il tragico “tentativo di fuga” a cui nessuno ovviamente crede, lo hanno semplicemente detto per ribadire che ci sono motivi per l’ubicazione del processo in una prigione e per giustificare il nostro non trasporto in un’aula regolare, qualcosa che risolverebbe tutti i problemi.

L’apice è stato ieri (4/2/2011) quando loro hanno usato il mio stesso comportamento per la creazione di un’immagine di un “fronte diviso tra gli accusati” con il chiaro obiettivo di svalutare lo sciopero della fame che i miei co-imputati hanno iniziato. Prima di tutto diventa chiaro che non importa cosa dice lo stato, che ci parla tramite notiziari e internet, non mi sono mai espressa a sfavore delle richieste. Semplicemente credo che la radice del male sia la legislazione nella sua totalità riguardo alle speciali condizioni di un processo.

Anche se questa lettera è principalmente una goccia di controinformazione nell’oceano della disinformazione io non posso certamente omettere altre cose importanti. E’ anche risaputo che io non ho mai detto in aula che accetto di essere processata in mia assenza. Nonostante io sia d’accordo, o in disaccordo, io partecipi o no allo sciopero della fame, qualsiasi scelta di lotta dei prigionieri per me è rispettabile. La mia presenza in aula non significa in alcun modo che io adotto il comportamento dei giudici che con insistenza rifiutano di accettare le richieste dei 4 miei co-imputati che ora sono in sciopero della fame.

Inoltre la mia presenza testimonia il mio rifiuto di concedere allo stato il privilegio di fare un processo senza avvocati e accusati, quindi senza l’altra parte, qualcosa che significherebbe fargli imporre facilmente il totalitarismo dei loro discorsi e delle loro decisioni. Io non voglio che l’aula sia trasformata in un cimitero dove verranno seppelliti i rifiuti delle accuse, i miei discorsi, la mia sostanza politica, la mia contestazione a coloro che ricoprono un ruolo costruttivo riguardo alle accuse, o a quelli che rendono false testimonianze, l’aver scelto la clandestinità, non riconoscendo alcuna accusa o azione giudiziaria, e naturalmente verrà seppellito il mio urlo contro i miei accusatori che, visto che loro semplicemente “hanno sospettato”, non hanno esitato a imprigionarmi.

Ma questi sono segnali del nostro tempo. La stagione del vampirismo economico della società, la crisi del sistema, la stagione dove la barbarie governativa è accentuata e protetta.

La stagione dei 30 e più prigionieri politici.

Konstandina Karakatsani

Prigione femminile di Koridallos


Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – Lettera di Konstandina Karakatsani

$hile – Artefacto explosivo hallado fuera de una sucursal de BancoEstado en Santiago

* lahaine.org/index.php?p=51153

_________________________

desde la prensa $hilena…

Por más de cinco horas, efectivos del Grupo de Operaciones Policiales Especiales (GOPE) de Carabineros realizaron pericias en una sucursal bancaria debido a alerta de bomba en la comuna de La Florida, sector sur de Santiago.

El artefacto explosivo fue encontrado a las 7:45 de la mañana por el guardia de seguridad en la puerta del cajero automático del BancoEstado ubicado en la intersección de las avenidas La Florida y San José de la Estrella.

Luego de ver una mochila sospechosa el sujeto llamó a Carabineros avisando de la presencia del objeto sospechoso lo que motivó un amplio despliegue policial en el sector, el que incluyó el corte de tránsito en la zona y el aislamiento de la sucursal bancaria en un perímetro de 250 metros.

Hasta el lugar llegó el fiscal de la zona sur, Pablo Sabaj, quien detalló que el artefacto estaba compuesto por dos extintores de 15 kilogramos adosados con cinta y un mecanismo de relojería. Pablo Sabaj tambien es parte de los fiscales destinados para el “caso bombas” a cargo del fiscal drogadicto-mitomano Alejandro Peña.

Luego de que un robot pequeño sacara del perimetro del banco el artefacto, se puso en práctica un segundo y más moderno robot antibombas perteneciente al GOPE, que logró llevar los dos extintores hasta un contenedor capaz de contener una explosión. Luego fue llevado a instalaciones del GOPE en la comuna de Cerrillos para su inspección.

Despues de la pericias realizadas se determino que los extintotes de fuego estaban rellenos con tres kilos de pólvora negra (1,5 kilos cada uno). Como también que el artefacto no fue desactivado como se dijo inicialmente, puesto que este no habría estallado porque registró una falla en el sistema de detonación.
Junto a la mochila se hallaron un gran número de panfletos donde se señalaba que el ataque se realizaba como venganza por la masacre de los 81 reos ocurrida durante el incendio de la cárcel San Miguel, el pasado 8 de diciembre. La policía dijo que los panfletos estaban escritos en lenguaje carcelario, conocido como Coa, pero que no presenta faltas de ortografía, como otros que se han encontrado en anteriores ataques con bomba.

En tanto, en la sucursal bancaria funcionarios del Laboratorio de Criminalística de Carabineros (Labocar) realizaron investigaciones como el levantamiento de huellas y revisión de las cámaras de seguridad.

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su $hile – Artefacto explosivo hallado fuera de una sucursal de BancoEstado en Santiago

(es/it) Buenos Aires – Ataques incendiarios contra tres automoviles

* Liberación Total

Comunicado:

Ruines defensores del sistema por la fuerza del dinero a palos y balas. Nuestra arma es el fuego que propagamos.
Porque lo que pasa es lo que se hace y lo que se dice aunque no parezca ser real para los que no quieren ver la realidad.
En la vacia madrugada del miercoles 2, uno de nuestros artefactos incendiarios quemo parcialmente un automovil en Lavallol y Santo Tome (Villa del Parque) ya que los bomberos acudieron rapido al lugar.
La noche del jueves 3 algo similar ocurrio en Arregui y Av. Segurola (Monte Castro) cuando quemamos una camioneta tipo las Lumina pero lamentablemente sus dueños estaban despiertos y lo apagaron rapidamente.
Y en la movida madrugada del domingo 6 provocamos la quema de una camioneta 4×4 que quedo reducida a cenizas en la calle Santo Tome y Av. Nazca (Villa del Parque) a media cuadra de donde los borregos disfrutaban del corso por la avenida.
Dedicado a los propagadores del fuego eco-anarquistas en Mexico, a los presos Adrian Magdaleno Gonzales y Braulio Arturo Duran Gonzales en ese pais, a lxs compañerxs presxs en Chile por el “caso bombas”, a Walter Bond que espera su juicio en Estados Unidos por acciones del FLA “Lobo Solitario”, y a los anarquistas presos en Grecia de “Conspiracion de las Celulas del Fuego” que tambien afrontan un juicio.

LIBERTAD A LXS PRESXS DEL MUNDO
GUERRA A LA SOCIEDAD
MUERTE A LA AUTORIDAD Y LA CIVILIZACION
EL AUTOCONTROL PERSONAL PUEDE CON EL CONTROL SOCIAL PREVALECIENTE


Amigxs de la Tierra

_________________________

Buenos Aires – Attacchi incendiari contro 3 auto

Comunicato:

Danneggia i difensori del sistema per la forza del denaro con bastoni e pallottole. La nostra arma è il fuoco che propaghiamo.
Perché quel che accade è quel che si fa e quel che si dice, anche se non sembra esser vero per coloro che non vogliono vedere la realtà.
Nella vuota notte di mercoledì 2, uno dei nostri ordigni incendiari ha parzialmente bruciato un’auto tra Lavallol e Santo Tome (barrio Villa del Parque), perché i pompieri sono subito accorsi sul posto.
La notte di giovedì 3 qualcosa di simile è accaduto tra Arregui e Av. Segurola (barrio Monte Castro), quando abbiamo dato fuoco ad un van, tipo Lumina, ma i proprietari erano svegli e sono accorsi rapidamente a spegnere l’incendio.
Nella nottata di domenica 6, piuttosto movimentata, abbiamo provocato l’incendio di un van 4×4, totalmente ridotto in cenere tra Santo Tome e Av. Nazca (barrio Villa del Parque) a pochi metri da dove i polli erano a passeggio.
Dedicato ai propagatori del fuoco eco-anarchico in Messico: i prigionieri Adrian Magdaleno Gonzales e Braulio Arturo Duran Gonzales, ai compagni e alle compagne prigionieri/e in Cile per il “caso bombas”, a Walter Bond – “Lupo Solitario” in attesa di giudizio negli USA per azioni dell’ALF, ed agli anarchici prigionieri in Grecia della “Cospirazione delle Cellule di Fuoco” anch’essi sotto processo.

LIBERTA’ AI PRIGIONIERI DEL MONDO
GUERRA ALLA SOCIETA’
MORTE ALL’AUTORITA’ ED ALLA CIVILIZZAZIONE
L’AUTOCONTROLLO PERSONALE PUO’ FARCELA CONTRO IL PREVALENTE CONTROLLO SOCIALE


Amigxs de la Tierra


Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su (es/it) Buenos Aires – Ataques incendiarios contra tres automoviles

$hile – Frustran dos bombas en BancoEstado de La Florida

*ArdeMoyano Records
www.youtube.com/user/CaboMoyano

Dos extintores de 15 kilos cada uno que tenían adosados un sistema de relojería, cables y que estaban unidos con cinta adhesiva, fueron llevados, en un contenedor resistente a explosiones, a insalaciones del Grupo de Operaciones Policiales Especiales (GOPE), al rededor de las 13:30 horas de Chile.
Todo se originó a las 8 de la mañana, cuando un guardia del BancoEstado (ubicado en Avenida La Florida #10301 esquina San José de la Estrella) se percató de un bolso sospechoso. De inmediato llamó a carabineros quienes evacuaron la zona en un radio de 200 metros por alrededor de cinco horas. Luego de que un robot y dos personas intentaran averiguar si realmente era una bomba, se decidió poner en práctica un segundo robot antibombas perteneciente al GOPE, que logró llevar los dos extintores hasta un contenedor. Luego fue llevado a instalaciones del GOPE en la comuna de Maipú para hacerlo detonar disparándole balazos a los extintores para que revienten, si es que tienen alguna carga explosiva, dato que aun no ha sido corroborado.
En el interior del bolso que contenía los extintores, se encontraron panfletos en protesta por la Masacre de San Miguel, ocurrida el 8 de diciembre del año pasado en el centro de exterminio del mismo nombre, donde murieron 81 presos. El bando firmante era el Grupo Proletariado 8 de Diciembre.

VIDEO:
http://www.youtube.com/watch?v=9Pe0mUrftfA

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su $hile – Frustran dos bombas en BancoEstado de La Florida

Comunicato di Nunatak – Libertà per Arturo e Guido

Arturo e Guido, due dei compagni che animano la redazione di Nunatak-rivista di storie, culture, lotte della montagna, sono stati arrestati questa notte mentre partecipavano al presidio che a Condove (Valle Susa) cercava di fermare un treno Castor carico di scorie nucleari liquide provenienti dal reattore di Garigliano.
La presenza di poche decine di persone ha permesso di fermare questo treno della morte, ma non di riportare a casa sani e salvi tutti i presidianti. Loro hanno fatto qualcosa per tutti noi, ora sta a noi fare qualcosa per loro.

Arturo e Guido liberi! Fermiamo il nucleare!
I vostri compagni e compagne di Nunatak.

Appena sarà noto se rimarranno in carcere e dove, lo comunicheremo.

Pubblicato in presxs | 1 commento

Santiago – MITING 14/02. NI UN DÍA MÁS EN PRISIÓN


La Fiscalía pedirá ampliación del plazo de investigación. ¿Qué haremos nosotrxs?

Hoy, más que nunca, hacemos un enérgico llamado a la solidaridad en todas sus formas.

14 DE FEBRERO: TODXS LXS PRESXS

DEL MONTAJE “CASO BOMBAS” A LA KALLE!!!

* solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

Pubblicato in 14 de agosto | Commenti disabilitati su Santiago – MITING 14/02. NI UN DÍA MÁS EN PRISIÓN

opuscolo: Odoteo/Crisso, MA CHI HA DETTO CHE NON C’E’‏

E’ uscito l’opuscolo “Ma chi ha detto che non c’è“, si può richiedere ad offerta libera a: lorodeltempo@yahoo.it

Ci sono testi che si preferirebbe fare a meno di scrivere. Ma la miseria dei tempi è tale che non ci sentiamo di tacere, soprattutto quando da entrambi i lati della barricata sociale si tenta di convincerci della irreversibile banalità di ogni rivolta. Da parte dello Stato e dei suoi riformatori, si tratta di un modo come un altro per indurci all’obbedienza: non perdete tempo con i sogni, non ne vale la pena, pensate al lavoro. ma ora, di fronte a un mondo che finalmente vacilla, sono i suoi stessi contestatori a sottolineare questo aspetto e ad invitare tutti a mettersi al servizio dei lavoratori che supplicano di essere sfruttati, a studenti preoccupati di non riuscire a fare carriera, a immigrati che chiedono solo di essere messi in regola…

Se una situazione sociale insostenibile urla la sua urgenza di rivolta, se storicamente quest’ultima ha quasi sempre trovato in futili motivi un pretesto per esplodere, se ne può concludere che bisogna affrettarsi ad accantonare le grandi idee ed accontentarsi delle piccole banalità?

Per quanto paradossale, lo Stato e molti dei suoi nemici si trovano oggi concordi su un punto: bisogna rinunciare ai desideri più folli per badare ai bisogni più immediati.

Ecco cosa ci spinge a scrivere queste righe.

Perché temiamo che, a furia di mimetizzarsi fra gli altri, si finisca col rinunciare definitivamente a se stessi. contro ogni realismo, per riprendere quei sentieri dell’utopia oggi abbandonati e dileggiati, è più che mai indispensabile allontanarsi dall’ombra proiettata della società. Occorre saper riprendere le distanze.

Occorre osare andare contro il proprio tempo“.

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su opuscolo: Odoteo/Crisso, MA CHI HA DETTO CHE NON C’E’‏

Grecia – Comunicato della Federazione Anarchica Informale / Cospirazione delle Cellule di Fuoco

La divisione illegale della Federazione Anarchica Informale / Cospirazione delle Cellule di Fuoco in un comunicato apparso -in greco- su:

http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1258276

rivendica la propria responsabilità per l’invio del plico esplosivo al ministero greco della giustizia.

Il documento è da intendersi anche come una risposta alle tante azioni dirette sparse per il mondo, in seguito all’appello della Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Appena possibile, pubblicheremo integralmente il documento in inglese, italiano e spagnolo.

Saluti ribelli

Culmine

Pubblicato in azioni dirette, informalidad | Commenti disabilitati su Grecia – Comunicato della Federazione Anarchica Informale / Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Greece – Deviant Behaviors for the spread of revolutionary terrorism-Cell of anarchist action

More specifically we take the responsibility for the arsons: Vehicles of NATIONAL ELECTRICAL COMPANY in Athens Two personal cop’s cars in Athens A UPS van in Athens Company’s ISI Hellas S.A. in Athens

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/02/more-specifically-we-take.html

ORIGINAL TEXT SEND IN GREEK AND ENGLISH http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1258029 http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1258030


At this point we clarify that we do not consider any rupture or disagreement that occurs in the anarchic community unreasonable because many declares that they are anarchists but they act with a completely opposite way becoming informers or slanderers, in order to achieve their aim, that only political is not, reaching in the level of counter-revolutionary and hostile. (Referring to them we point out, that each time, depending on the circumstances and the balances that we define, we choose from our arsenal the weapons with which we will attack them. This time we selected our political argument). Apart from this, we believe that it is possible that really serious political disagreements will not lead to huge gaps if we consider the great importance of common action. Even in the case where cooperation is unfeasible, political rupture can be avoided through mutual respect and if this cannot happen, the political reasons that led to the rupture must be announced in public.
Apart from the personality of each one exists there is also a deep structural reason that constitutes the root of multiple problems: the depreciation of the essential organization. Firstly, organization means clear statements, awareness of the position, the potential and contribution of each individual in a group or each team in the anarchic assembly as well as the definition of the aims that should be accomplished. The consequences of this tragic lacks are two: in the interior of various teams the absence of undertaking of responsibilities from the majority of the participants and the predominance of this culture of disorganization gives open ground for any kind of leaders who stand out through the general inactivity only by flattering, while in exterior level, work is not produced and essential development does not exist. Besides the famous amphitheater where most anarchic assemblies take place looks like more with a decadent parliament with boring speakers than the world that we are dreamed. As we claimed in our previous text in a world that is full of advertisements sharing a packet of texts in a street is simply ineffective. It does not match to our suggestions to deal individually with every consumer who watching us in a weak position and unable to do anything essential most times if he will not disdain us he will just make fun of us. On the contrary an organized anarchic assembly could create serious events that could block the normal flow of our life and could penetrate in the personal field of the citizens forcing them to listen. Continua a leggere

Pubblicato in azioni dirette, informalidad | Commenti disabilitati su Greece – Deviant Behaviors for the spread of revolutionary terrorism-Cell of anarchist action

Grecia – Sciopero della fame dei compagni della CCF Gerasimos Tsakalos e Michalis Nikolopoulos

* trad. dalla versione in spagnolo, su klinamen.org

Viviamo in Grecia in un periodo che rappresenta uno dei momenti più critici e cruciali, ma che costituisce anche una delle scommesse più grandi per il movimento anarco-rivoluzionario. Il dominio è ostacolato dall’ascesa qualitativa e quantitativa dei nostri attacchi, e sta ancora aumentando la sua tensione repressiva. Gli arresti dei compagni, la pubblicazione delle foto, le perquisizioni domiciliari ed il clima generale di una paura diffusa che si cerca d’imporre, fanno tutti parte di questo contrattacco.

La criminalizzazione delle relazioni tra amici e compagni costituisce un metodo già sperimentato e garantito dalle autorità giudiziarie e di polizia. I compagni anarchici Stella Adoniou, Dimitris Mihail e Hristos Politis* sono gli ultimi della lista delle persone che si trovano in carcere non per quel che hanno fatto, ma per le proprie convinzioni politiche e relazioni personali. Si tratta di una lista in cui le autorità giudiziarie cercano d’inserire anche la compagna anarchica Fee Meyer, con un ridicolo argomento: avere in casa dei testi scritti da prigionieri rivoluzionari. Questo è un “reato”.

In questo clima è iniziato il processo contro i membri della nostra organizzazione, come anche contro delle persone accusate di appartenervi senza che ve ne siano prove. Un processo che, trattandosi del primo di una serie di altri che seguiranno i casi di azione rivoluzionaria, in un certo senso caratterizzerà il trattamento riservato ai prigionieri politici da parte di tribunali eccezionali, specie per quel che riguarda le condizioni in cui si svolgeranno i processi a venire. Dall’inizio delle udienze s’è fatto sentire lo sforzo per isolare ed allontanare gli imputati dai compagni solidali con il ricatto della schedatura di coloro che presenziano al processo.

La solidarietà, trattandosi di una relazione interattiva, non può lasciare che i compagni imputati non intervengano in questa decisione dei giudici. Il fatto che gli imputati abbiano abbandonato l’aula, rifiutandosi di “legittimare” quella schedatura in loro presenza, dimostra che la loro posizione politica è orgogliosa ed è tra le più degne. Si tratta di una posizione che potrebbe costare abbastanza caro ai compagni che sono imputati senza prove di accuse pesanti, e che adesso potrebbero esser processati in contumacia. Si tratta di una lotta in cui è prioritaria la relazione di solidarietà tra gli imputati ed i compagni che vengono in un’aula di un tribunale eccezionale per appoggiarli e dar loro la forza.

Questa lotta la si porta avanti non per ottenere qualche vittoria provvisoria per questo specifico processo, ma per rivendicare un punto fermo ed imporlo in seguito in tutti i processi politici che seguiranno: la possibilità per i solidali di assistere senza ostacoli ad un processo.

Questa lotta si acuisce con l’inizio dello sciopero della fame. La nostra coscienza rivoluzionaria ci detta di stare al lato dei nostri compagni, iniziando da questo sciopero della fam e in solidarietà con la loro posizione.

Il 3 febbraio 2011 ha iniziato lo sciopero della fame, assieme agli altri compagni, Gerasimos Tsakalos, mentre Michalis Nikolopoulos inizierà dopo per via di certe difficoltà pratiche che hanno a che vedere con il fatto che è da poco in prigione.

In questo momento così critico per il movimento anarco-rivoluzionario, noi rispondiamo con un attacco su tutti i fronti. Non facciamo nemmeno un passo indietro. Dichiariamo il nostro rispetto ai compagni accusati in questo processo che hanno scelto un cammino difficile della lotta. La loro posizione fa salire la misura della coerenza rivoluzionaria. Inviamo dei caldi saluti a quelli che in questi tempi difficili stanno agendo e si stanno muovendo per la rottura con le diffuse strutture autoritarie. Caldi saluti a tutti i compagni e le organizzazioni che con azioni e comunicati hanno risposto all’appello per creare la Federazione Anarchica Informale/Rete Rivoluzionaria Internazionale. Di fronte ad essi innalziamo i nostri pugni da dietro le mura. E per finire, dedichiamo ai compagni del Settore Clandestino della nostra organizzazione un estratto -parafrasato- di Jean Marc Rouillan:

Per molto tempo son rimasto lì, come pietrificato, con la testa appoggiata alla parete, le mani in tasca, i ricordi che mi bombardavano, quelli di fuori, quelli delle nostre lotte… L’amicizia e la tenerezza di quelli che lottano abbracciandosi l’un l’altro, si scambiano i sorrisi ed i dibatti disordinati fino a mattina. Certo che siamo stati pieni dell’assoluto, della ebbra libertà degli indisciplinati, ma anche della ferma certezza che abbiamo difeso a qualsiasi prezzo una delle ultime barricate, prima dello schiacciamento totale. E ridevamo. Ridevamo sempre nell’oliare le nostre armi, fino a dire “addio” con un vecchio grido di guerra: PROVA A LOTTARE, PROVA A VINCERE…

VIVA L’O.R. COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO

VIVA LA LOTTA ARMATA PER LA RIVOLUZIONE
VIVA L’ANARCHIA

Michalis Nikolopoulos y Gerasimos Tsakalos

membri della Cellula dei Prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

4 febbraio 2011

*Si tratta dei compagni arrestati durante l’operativo antiterrorista del 4 dicembre 2010

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – Sciopero della fame dei compagni della CCF Gerasimos Tsakalos e Michalis Nikolopoulos

Grecia – Dichiarazione di sciopero della fame di 4 imputati per il caso O.R.CCF

* trad. dalla versione in spagnolo, su klinamen.org

Dichiariamo che oggi, giovedì 3 febbraio 2011, acuiamo la nostra mobilitazione e dal boicottaggio dal vitto carcerario passiamo ad uno sciopero della fame che durerà fino a che non otterremo il nostro obiettivo, ovvero che si smetta di registrare e conservare di dati di coloro che vogliono assistere al nostro processo, in maniera che possiamo tornare all’aula delle udienze con i nostri avvocati di fiducia.

Il fatto di non retrocedere in quel che esigiamo fortifica il nostro carattere. Come detto fin dal primo momento, non chiediamo ma esigiamo che si smetta di schedare i dati di compagni, amici e familiari, e di tutti quelli che hanno interesse di stare al nostro fianco nel momento in cui siamo processati. La gratitudine dell’apporto che costoro danno all’essenziale concetto della solidarietà e dell’appoggio ci obbliga ad assumere una posizione all’altezza delle circostanze. Pertanto, ripudiamo la decisione che il processo possa concludersi con il nostro consenso e la nostra partecipazione alle udienze: sarebbe un punto decisivo per cementare le future pratiche di persecuzione penale contro compagni nella lotta e rivoluzionari. Non accettiamo né quest’attacco contro il movimento di solidarietà, né i tentativi di isolare i prigionieri politici dopo averli processati da una sorta di tribunali militari. O terminerà il regime di terrore e di schedatura che si sta effettuando verso i solidali che vogliono assistere al processo, o dovrete processare delle sedie e dei microfoni vuoti.

D’altra parte, la dimensione del nostro caso è tale che, mentre alcuni di noi dovranno sicuramente affrontare delle pesanti condanne perché pubblicamente ed in modo aperto abbiamo rivendicato l’appartenenza all’organizzazione, altri tra noi dovranno correre il rischio di una condanna per molti anni. Quindi, continueremo ad esser ostaggi dello stato, in un regime che ci è stato imposto, all’interno di quelle caratteristiche che sottolineiamo: quella della criminalizzazione delle relazioni con familiari, amici e compagni.

Pertanto, sottoponiamo noi stessi ed i nostri corpi ad una prova, quella dello sciopero della fame, sapendo che si tratta di una lotta di resistenza dura e difficile, una lotta che non ci offre molti margini per muoverci ed agire, stando rinchiusi tra le mura. Considerando che la corte sta adottando tutte queste misure con l’intento di terrorizzare la gente solidale, concludiamo che non si tratta di una questione che riguarda solo noi, ma tutti gli imminenti processi di questo tipo che seguiranno. Sappiamo di non esser soli in questa lotta. Perciò, ringraziamo in anticipo tutti e tutte che, in qualsiasi maniera, esprimeranno la loro solidarietà verso il nostro caso.

LA VITTORIA E’ LA STESSA LOTTA

VIVA LA RIVOLUZIONE, VIVA L’ANARCHIA

Panagiotis Argyrou, Haris Hadzimihelakis, Panagiotis Masouras e Giorgos Karagiannidis

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – Dichiarazione di sciopero della fame di 4 imputati per il caso O.R.CCF

(es/it) México – Carta de el eco preso Adrian Magdaleno

* grupohastaelfinal.wordpress.com

Un par de guantes color gris de tela, una bufanda negra, unas gafas oscuras y mi libertad física pendiente de un hilo, fueron suficientes para convertir las palabras en acciones contra esta maquina que alimenta el progreso de la sociedad moderna, que con vanguardias tecnológicas han convertido el suelo verde en piso gris, han convertido el cielo azul en gris, han esclavizado al humanx, han esclavizado a la tierra, la vida salvaje en todos sus complejos aspectos la han deformado en algo vil y degradante. Las grandes corporaciones forman parte del engrane principal del sistema tecno-industrial, mismas que se encargan de dominar la naturaleza del humanx y de la tierra con los valores finalmente estructurados, como una fila de fichas de domino y que se derriba con un mínimo movimiento, la naturaleza representa la ultima pieza.

Estos valores e instituciones ponen en práctica desde antes que un humanx sea engendradx, desde antes que un vegetal sea germinado, diseñados para ser parte del sistema. Hay quienes fuimos hechxs con un defecto, al de no ser fieles a la maquina somos piezas inservibles.

Lxs que no tenemos a nadie, lxs que estamos dispuestxs a perder lo que amas, de perder tu libertad física, de arriesgar hasta tu vida misma. No hay excusa, tomas cualquier cosa que este disponible, no necesariamente C4, simplemente gasolina, pólvora y otro ingrediente adicional.

El sistema me hizo muchas heridas, el sistema me lastimo tanto, ahora le tengo rencor, ahora lo miro con fobia, por eso sigo de pie frente a el como conflicto personal solo el y yo, quien este a su lado, quien este a su servicio, será también mi enemigo.

Estoy preso y mi lucha ya no es contra el sistema, ahora el sistema lucha contra mi, tomo un suspiro y me resisto a cambiar, me resisto a tomar la misma forma de las almas vacías que me rodean y lo digo porque me siento comprometido con el sistema, estoy obligado a servir a la institución, no suficiente con tenerme preso tengo que demostrar que me estoy readaptando, tomando cursos de superación personal, talleres para aprender un oficio para salir y ser parte del sistema y ser una persona alienada.

Tengo una sentencia de casi 8 años, puedo pasar cuatro años aquí y todxs pensaran que me doblegaron, mientras yo sepa que no lograron nada, me fortalece para soportar el encierro y puedo reír pensando en el día que salga para seguir en la guerra.

Aquí estas en la misma lucha, aquí adentro es la misma sociedad compacta y exagerada en sus valores, es una copia de lo que existe afuera, me tienen en sus manos, pero no saben lo que aun tengo en las mías. Jamás podre acostumbrarme, nunca me sentiré cómodo, como nunca me sentí cómodo afuera. No me hago el mártir, ni quiero que me vean así. Pero es muy difícil sobrevivir aquí, aunque me da el carácter que mantiene mi rechazo al actual sistema que atenta contra la autonomía de todo o que comprende a la naturaleza, industrias que con su mera existencia han deteriorado a los ecosistemas, y han causado una de las grandes catástrofes ecológicas mas graves en el golfo de México, específicamente me refiero a la industria de combustibles fundamentales para otras industrias. Los daños ecológicos que producen las industrias no son lo único mal del sistema, también el estilo de vida que ha provocado el progreso tecnológico, suprimiendo las libertades humanas, han sometido al humanx a la detestable cotidianeidad y dependencia, todo esto causa alteraciones en el comportamiento, alteraciones que son clasificadas por la ciencia, institución al servicio del sistema. Ahora vivimos trastornadxs a los pies del reloj, nos mantienen ocupadxs y a cambio de un sacrificio te obligan a someterte ante los valores del sistema, eso o resístete y soportar la sentencia completa, parece poco 8 años, parece mucho 8 años, hacerle creer a esta institución que haz modificado tus pensamientos y por consecuente cambiar tus actitudes antisociales y ya no ser un peligro para la sociedad, una sociedad que nos odia, que bendice el momento de mi detención, ruegan porque pase el resto de mi vida en la cárcel, malditxs bastardxs! esta sociedad es la que mantiene vivo al sistema, esta sociedad le exige su desarrollo sin considerar el grave desastre que causa el desequilibrio de la naturaleza en general.

Hoy mas que nunca ponte la capucha, ataca las bases del sistema, ataca donde mas daño le causas, ataca sus instituciones, infíltrate en ellxs y corrompe, empuña la piedra, expande el fuego por doquier, que todo el progreso se vuelva cenizas, estoy preso y se supone que no debo decir estas cosas y lo único que les digo sabiendo que interpretaran mis palabras correctamente viendo mi situación, es que tomen el camino apropiado, logren el cambio con acciones legales, pacíficamente y sin cometer actos ilícitos, la seguridad es lo mas importante de lo contrario es posible que lleguen a la prisión.

Saludos!

Que se expanda el fuego, conflicto total contra el sistema!

Adrian Magdaleno Gonzales desde el Reclusorio Norte del DF, México

_____________________________________

Messico – Lettera dell’eco prigioniero Adrian Magdaleno

* grupohastaelfinal.wordpress.com

Un paio di guanti grigi di tela, una sciarpa nera, degli occhiali scuri e la mia libertà fisica appesa ad un filo. Tutto ciò è stato sufficiente a trasformare le parole in azioni contro questa macchina che alimenta il progresso della società moderna, che con avanguardie tecnologiche ha convertito il suolo verde in pavimento grigio, il cielo da azzurro a grigio, ha schiavizzato l’essere umano, la terra, la vita selvaggia in tutti i complessi aspetti, ha deformato il tutto in qualcosa di vile e degradante. Le grandi multinazionali fanno parte del principale ingranaggio del sistema tecno-industriale, lo stesso che si occupa di dominare la natura dell’umano e della terra con valori finemente strutturati, come una pila di pezzi da domino pronti a cadere al minimo movimento. La natura è l’ultimo di tali pezzi.

Questi valori e queste istituzioni entrano in gioco prima che un umano sia generato, prima che un vegetale sia germinato. Li disegna in modo che facciano parte del sistema. Ma ci siamo noi che siamo usciti difettosi, non essendo fedeli alla macchina siamo delle pedine inservibili.

Noi che non temiamo nessuno, che siamo disposti a perdere chi amiamo, la nostra libertà fisica, a porre in rischio la nostra stessa vita. Non ci sono scuse, afferra qualsiasi cosa a tua disposizione, non necessariamente il C4, anche solo benzina, polvere nera o un altro ingrediente.

Il sistema mi ha provocato molte ferite, il sistema mi ha fatto molto male, adesso io provo rancore, adesso lo guardo con rabbia, per questo continuo ad ergermi contro di esso come si trattasse di un conflitto personale tra me e lui, e chi sta dalla sua parte, al suo servizio. Anch’essi saranno miei nemici.

Sono prigioniero e la mia lotta non è contro il sistema, adesso è il sistema che lotta contro di me. Faccio un respiro e resisto al cambiamento. Resisto ad assumere la stesa forma delle anime vuote che mi attorniano e lo dico perché ho un compromesso con il sistema, sono costretto a servire l’istituzione. Non basta che io sia prigioniero, ma devo dimostrare che mi sto riadattando, seguendo i corsi di superamento personale, laboratori in cui apprendere un lavoro per poter uscire ed esser parte del sistema, essere una persona alienata.

Ho da scontare una condanna a quasi 8 anni, posso restare qui 4 anni e tutti pensano che riusciranno a piegarmi, ma io so che non otterranno nulla. Mi fortifico per sopportare la reclusione e posso ridere pensando al giorno in cui uscirò per continuare la guerra.

Qui ci si trova nella stessa lotta, qui dentro c’è la stessa società compatta ed esagerata nei suoi valori. E’ una copia di quella che esiste fuori, mi hanno nelle loro mani, ma non sanno che anch’io li tengo nelle mie. Non potrò mai abituarmi, mai starò comodo, come non mi sono mai sentito comodo all’esterno. Non faccio il martire, né voglio che mi vedano così. Ma è molto difficile sopravvivere qui, anche se sono supportato dal mantenimento del mio rifiuto all’attuale sistema che attenta contro l’autonomia di ogni cosa, della natura, come le industrie che con la loro mera esistenza hanno deteriorato gli ecosistemi ed hanno provocato una delle grandi catastrofi ecologiche più gravi del Golfo del Messico, mi riferisco in particolare all’industria dei combustibili fondamentale per le altre industrie. I danni ecologici che provocano le industrie non solo l’unico male del sistema, c’è anche lo stile di vita che ha provocato il progresso tecnologico, sopprimendo le libertà umane. Hanno sottomesso l’umano alla detestabile quotidianità ed alla dipendenza. Tutto ciò causa alterazioni nel comportamento, alterazioni classificate dalla scienza, istituzione al servizio del sistema. Adesso viviamo frastornati ai piedi dell’orologio, restiamo occupati ed in cambio di un sacrificio ti costringono a sottometterti ai valori del sistema. O accetti o resisti e sopporta una condanna, sembrano pochi 8 anni, sembrano molti 8 anni. Far credere a questa istituzione che hai modificato i tuoi pensieri e di conseguenza hai cambiato le tue attitudini antisociali e che non sei più un pericolo per la società, una società che ci odia, che benedice il momento del mio arresto, che prega perché passi in carcere il resto della mia vita. Maledetti bastardi! Questa società è quella che mantiene vivo il sistema, questa società ne esige lo sviluppo senza considerare il grave disastro che provoca lo squilibrio della natura in generale.

Oggi più che mai incappucciati, attacca le basi del sistema, attacca dove più gli fa male, attacca le sue istituzioni, infiltrati, corrompi, impugna la pietra, diffondi il fuoco dappertutto. Che tutto il progresso s’incenerisca. Sono prigioniero e si presume che non dovrei dire queste cose. L’unico cosa che vi dico, sapendo che le mie parole verranno interpretate in maniera corretta vista la mia situazione, è quella di prendere la strada appropriata. Ottenete il cambiamento con azioni legali, pacificamente e senza commettere atti illeciti. La sicurezza è l’aspetto più importante, in caso contrario c’è la possibilità che siate sbattuti in prigione!

Saluti!

Che s’espanda il fuoco, conflitto totale contro il sistema!

Adrian Magdaleno Gonzales dal Reclusorio Norte del DF, Messico

Pubblicato in informalidad, presxs | Commenti disabilitati su (es/it) México – Carta de el eco preso Adrian Magdaleno

México – Boletín “Demolición” N° 3 de Hasta el Final!

* grupohastaelfinal.wordpress.com

Temas:

-A un año del encarcelamiento de Adrian M.

-Extractos de carta de Adrian desde el Reclusorio Norte

-Listado de presxs eco anarquistas de México

Agradecemos su difusión!

boletin n3

Pubblicato in informalidad | Commenti disabilitati su México – Boletín “Demolición” N° 3 de Hasta el Final!

Grecia – El juicio contra Células del Fuego: días 5, 6 y 7


* klinamen.org

Lunes, 31 de enero. Día 5.

De nuevo, los únicos acusados presentes fueron 3 en libertad provisional: Rallis, Vogiatzakis y Giospas, que otra vez demandaron que se satisfacen las demandas de todxs lxs acusadxs, pues el libre (sin fichaje evidente) acceso de lxs solidarixs al juicio y grabación audio de los procedimientos. La respuesta que recibieron de la presidenta del tribunal era corta: “Ese asunto se acabó. Sobre las demandas se puede debatir, no se puede imponerlas”. También los abogados de oficio citados esta, ya tercera, vez se negaron a tomar el caso. Viendo que esa táctica es un callejón sin salida, los jueces decidieron…asignar de nuevo lxs abogadxs que fueron elegidxs por acusadxs mismxs y luego, siendo en acuerdo con sus mandantes, abandonaron junto con ellxs el juicio. De este modo, aquellxs abogadxs que tienen la confianza de las acusadxs se ven forzadxs de presentarse de nuevo en el juicio, que fue suspendido hasta el jueves, 3 de febrero.

Jueves, 3 de febrero. Día 6.

De lxs acusadxs fueron presentes solo 3 en libertad provisional (ausencia les costaría detención) pero se negaron a participar en procedimientos. Lxs abogadxs elegidxs por lxs acusadxs fueron presentes pero se negaron de representar a sus mandantes diciendo: “no somos empleados de los juzgados y no podemos asistir al juicio cuando nuestros mandantes no lo desean”. Jueces decidieron que a partir de mañana seguirán procedimientos sin su presencia. 4 de lxs acusadxs empezaron huelga de hambre. Esta es su declaración:

Declaración de los acusados en el caso de O.R.CCF

Declaramos que hoy, el jueves 3 de febrero de 2011, agudizamos a nuestra movilización y del boicot de comida presidiaria pasamos a una huelga de hambre, que durará hasta que vamos a obtener nuestro objetivo, es decir cuando se deje de registrar y guardar los datos de aquellos que quieren asistir al nuestro juicio y así por fin vamos a poder volver a la sala de juzgados junto con los abogados de nuestra elección.

El hecho de no retroceder en lo que exigimos acoraza a nuestro carácter. Como lo hemos dicho desde el primer momento, no pedimos sino demandamos que se deje de fichar todos, sean compañeros, amigos y familiares, a quienes importa de estar a nuestro lado a la hora que se nos está juzgando. El reconocimiento de aporte que esta gente da al concepto esencial de la solidaridad y del apoyo nos obliga de tomar una postura a la altura de las circunstancias. De esta manera, rechazamos la opción que el juicio se va a concluir con nuestro consentimiento y participación en los procedimientos: eso sería un punto decisivo para cimentar a las futuras prácticas de persecución penal contra compañeros en lucha y revolucionarios. No aceptemos ni a ese ataque contra el movimiento de solidaridad ni a los intentos de aislar a los presos políticos tras hacerles unos juicios al estilo de los tribunales militares. O se acabará el régimen de terror y fichaje que se lleva a cabo contra los solidarios que quieren asistir al juicio, o vais a juzgar unas sillas y micrófonos vacios.

Por otra parte, la dimensión de nuestro caso es tal que, mientras que algunos de nosotros seguramente se van a enfrentar a unas condena grandes puesto que, en público y de un modo abierto, hemos asumido pertenencia a la organización, los restantes sin embargo también nos enfrentamos al peligro de una condena de muchos años, por tanto vamos a seguir como rehenes del estado, en un régimen que nos fue impuesto, justo en esos marcos que recalcamos: de la criminalización de las relaciones familiares, de amistad y de compañeros.

Por lo tanto, ponemos nosotros mismos y nuestros cuerpos a una prueba, la de huelga de hambre, sabiendo que se trata de una dura y difícil lucha de aguante, una lucha que no nos deja mucho margen para movernos y actuar, siendo encerrados dentro de los muros. Considerando que el carácter del juicio es uno que está adoptando a todas esas medidas en un intento de aterrorizar a la gente solidaria, concluimos que no se trata de una cuestión que concierne solo a nosotros, sino a todos los inminentes juicios de este tipo que vendrán. Sabemos que no estamos solos en esta lucha. Por tanto, ya por adelantado decimos gracias a todos y todas que, en cualquier manera que sea, expresan su solidaridad con nuestro caso.

LA VICTORIA ES LA LUCHA MISMA

VIVA LA REVOLUCIÓN, VIVA LA ANARQUÍA

Panagiotis Argyrou, Haris Hadzimihelakis, Panagiotis Masouras y Giorgos Karagiannidis

* * *

Michalis Nikolopoulos de 23 años, que estaba en busca y captura desde septiembre de 2009, fue detenido hace una semana y actualmente está encarcelado en mazmorras de Trikala, publicó una declaración en que asume la responsabilidad política por pertenecer a CCF. Después de Haris Hadzimihelakis, Panagitis Argyrou y Gerasimos Tsakalos, Michalis es la cuarta persona que asume ser parte del grupo.

Declaración de responsabilidad por pertenecer a la Organización Revolucionaria Conspiración de Células del Fuego

El miércoles 26 de enero de 2011 en Atenas, mientras caminaba en Nea Kifissia por la calle Iliou, fui perseguido y luego detenido por cerdos uniformados de la brigada DI.AS.

Declaro, con toda claridad y con ORGULLO que soy miembro de la Organización Revolucionaria Conspiración de Células del Fuego, algo que por supuesto me hace honor, y sin arrepentirme sigo con mi cabeza arriba. A Partir de mi arresto, ya como un cautivo de Guerra Revolucionaria y preso político, paso de la sección clandestina a la célula de encarcelaos miembros de CCF. Mis ideas políticas, valores, puntos de vista y pensamientos eran expresadas, se expresan y van a ser expresadas por los discursos que surgen de la Organización Revolucionaria Conspiración de Células del Fuego. Soy anarquista y me percibo como parte del corriente nihilista y antisocial, puesto que, en un grado general, hoy en día toda la autoridad fue creada, desarrollada y se mantiene a base de conductas sociales que son lujuria por el poder y la pasividad, engendradas por la mayor parte de la sociedad actual y sus estructuras.

Por lo tanto, también ahora cuando me encuentro detrás de las rejas voy a seguir la Lucha y apoyar a nuestra organización, algo que se entiende por sí mismo. Además, también otras organizaciones de la guerrilla urbana de Grecia y del Frente Revolucionario Internacional/ Federación Anarquista Informal tendrán todo mi apoyo. Al mismo tiempo mando mi Apoyo, Fe y Amistad a los hermanos de la sección clandestina de O.R. CCF y les tengo que decir una cosa:”Hermanos, sean fuertes en LA LUCHA y en LAS BATALLAS que están rabiando… ¡TODO SIGUE!”

No me siento perdido por haber sido detenido…

No me siento perdido por haber sido fugado…

No me siento perdido por haber sido encarcelado…

No siento que la Lucha que llevamos a cabo está perdida…

PORQUE LA ÚNICA LUCHA PERDIDA ES ESA QUE NUNCA SE REALIZÓ

VIVA LA O.R. CONSPIRACIÓN DE CÉLULAS DEL FUEGO
VIVA LA LUCHA ARMADA POR LA REVOLUCIÓN

VIVA LA ANARQUÍA

PS. Esa declaración es simplemente nada más que un comunicado de asumir la responsabilidad y por esto no incluye a mis experiencias durante el arresto y la estancia en los lares de la sección antiterrorista. Tampoco contiene mis posiciones políticas en contexto general y en una manera más analítica, ni mis opiniones sobre la cárcel, sobre la fuga y sobre el hecho porqué he negado a presentarme el 17 de enero de 2011(pues cuando todavía estaba fugado) en los juzgados. Todo eso voy a publicar dentro de poco en forma de una carta.

Desde las mazmorras de la cárcel de Trikala

Mihalis Nikolopoulos

Célula de Encarcelados miembros de O.R.CCF

jueves, 3 de febrero de 2011

* * *

Viernes, 4 de febrero. Día 7.

La presidenta del tribunal leyó la declaración de Konstantina Karakatsani, en que ella se mostró dispuesta a comparecer en el juicio. Por esto pidió que se suspenda el juicio, puesto que sus abogados no pudieron estar presentes este día porque asistían a algún otro juicio.

La jueza se dirigió al padre de Konstantina diciendo:”Si vuestra hija quiere ayudar a su situación, lo que parece estar el caso, tienen que pedirle venir aquí con sus abogados. Vemos que está dispuesta de venir al juicio y nosotros por nuestra parte les queremos ayudar a todos.” Después de una pausa, Konstanina compareció y dijo que no ha despedido a sus abogados, simplemente no pueden venir. Por esto, se decidió de suspender el juicio hasta el lunes, 7 de febrero. Los 3 en libertad provisional fueron presentes y dijeron:”estamos presentes aquí, pero no participemos en los procedimientos porque no podemos defendernos de un modo imparcial.”

* * *

También el viernes, los dos presos anarquistas que asumieron la responsabilidad de ser miembros de CCF, Gerasimos Tsakalos y Michalis Nikolopoulos, publicaron una carta en que anuncian que empezarán la huelga de hambre:

Vivimos en Grecia unos tiempos que representan uno de los momentos más críticos y cruciales, y a la vez constituyen una de las apuestas más grandes para el ámbito anarquista revolucionario. El dominio se tropieza con la subida cualitativa y cuantitativa de nuestros ataques, y está aumentando todavía más su tensión represiva. Las detenciones de compañeros, las publicaciones de fotos, los allanamientos de casas y el clima general de un miedo difuso que se intenta de imponer, son la parte de ese contraataque.

La criminalización de las relaciones de amistad y de compañeros ya constituye un método comprobado y garantizado para las autoridades judiciales y policiales. Lxs compañeros anarquistas Stella Adoniou, Dimitris Mihail y Hristos Politis* son últimos en lista de las personas que están en cárcel no por lo que hicieron, sino por sus convicciones políticas y sus relaciones personales. Se trata de una lista en la cual las autoridades judiciales intentan meter también a la compañera anarquista Fee Meyer, tras un argumento ridículo que el hecho de tener en casa textos escritos por presos revolucionarios es un “delito”.

En tal clima se ha empezado el juicio contra los miembros de nuestra organización como también contra la gente acusada de pertenecer a ella sin que haya pruebas algunas contra ellos. Un juicio el cual, siendo el primero en una serie de otros que van a seguir de los casos de acción revolucionaria, en cierto grado va a determinar el trato de presos políticos por parte de los tribunales excepcionales, en lo que se refiere a las condiciones en cuales se realizarán juicios que vendrán. Desde el inicio de los procedimientos se hizo sentir el esfuerzo para aislar y alejar los acusados de los compañeros solidarios tras el chantaje de fichar aquellos que vinieron a los juzgados.

La solidaridad siendo una relación interactiva no podría dejar que los compañeros acusados no van a intervenir ante ese decisión de los jueces. El hecho que abandonaron la sala y se negaron a “legitimizar” ese fichaje con su presencia allí, muestra que su postura política es orgullosa y de lo más digna. Se trata de una postura que a los compañeros que están acusados sin pruebas de unos cargos graves y ahora corren peligro de ser juzgados en ausencia, les puede costar bastante. Se trata de una lucha en que prioridad tiene la relación de solidaridad entre los acusados y los compañeros que vienen a esa sala de un tribunal excepcional para apoyarles y darles fuerza.

Esta lucha se lleva a cabo no para ganar a alguna victoria provisional en ese juicio en concreto, sino para reivindicar una base y luego imponerla en todos los juicios políticos que vendrán después: la posibilidad para la gente solidaria de asistir sin estorbos a un juicio.

Esta lucha se agudiza con el comienzo de la huelga de hambre. Esto que nuestra conciencia revolucionaria nos dicta hacer es estar a lado de nuestros compañeros, empezar por nuestra parte huelga de hambre en solidaridad con su postura.

Como primero, el 3 de febrero de 2011 empezó la huelga de hambre junto con los otros compañeros Gerasimos Tsakalos, mientras que Michalis Nikolopoulos va a empezar más tarde, algo que se debe a ciertas dificultades prácticas que tienen que ver con su tan corta estancia dentro de los muros.

En este momento tan crítico para el ámbito anarquista-revolucionario respondemos con un ataque en todos los frentes. No hacemos ni un paso atrás. Declaramos nuestro respeto a los compañeros procesados en ese juicio que eligen un camino difícil de la lucha, su postura hace subir la medida de la coherencia revolucionaria. Mandamos unos saludos calurosos a los que en estos tiempos difíciles siguen actuando y moviéndose hacia la ruptura con las expandidas estructuras autoritarias. A todos compañeros y organizaciones que tras sus acciones y comunicados respondieron al llamamiento para crear la Federación Anarquista Informal/Red Revolucionaria Internacional. A ellos les alzamos nuestros puños desde detrás de los muros. Y para acabar, dedicamos a los hermanos del Sector Clandestino de nuestra organización un parafraseado extracto de Jean Marc Rouillan:

Durante mucho tiempo me quedo allí como petrificado, con cabeza apoyada a la pared, manos en los bolsillos, los recuerdos me bombardean, aquellos de fuera, aquellos de nuestras luchas…La amistad y la ternura de los que luchan abrazando uno al otro se derraman de nuestras risas y debates desordenadas hasta la mañana. Por supuesto que fuimos llenos de lo absoluto, de la libertad embriagadora de los indisciplinados, pero también de la firme certeza de que estamos defendiendo, a cualquier precio, a una de las últimas barricadas antes del aplastamiento total. Y nos reíamos. Nos reíamos siempre al engrasar nuestras armas, hasta decir “adiós”, con un viejo grito de guerra “ATREVETE A LUCHAR, ATREVETE A GANAR…

VIVA LA O.R. CONSPIRACIÓN DE CÉLULAS DEL FUEGO

VIVA LA LUCHA ARMADA POR LA REVOLUCIÓN
VIVA LA ANARQUÍA

Michalis Nikolopoulos y Gerasimos Tsakalos

miembros de Célula de Presos de Conspiración de Células el Fuego

4 de febrero de 2011

*Se trata de lxs compañerxs detenidxs durante la operación antiterrorista del 4 de diciembre de 2010.

* * *

Nuevo arresto de compañero

¡Cuidado! Ese caso no tiene nada que ver con las Células, pero es suficiente importante para incluirlo en este resumen. La descripción de los sucesos viene de la prensa burguesa.

A las 13.30 del mediodía de lunes de 31 de enero se realizó una expropiación a mano armada en Tesalónica. Dos personas han entrado en el Centro de Juventud (estatal) situado en barrio Neapolis cuando se celebraba allí la subasta de vehículos confiscados por policía de tráfico. Los atracadores se fugaron con botín de más de 35 mil euros. Pocos minutos después y cerca de ese lugar, los maderos de brigada DIAS rodearon el motocicleta de un compañero, Rami Sirianos de 23 años. Tenía encima una pistola CZ 75B cargada, una granada de mano y una carpeta de piel que contenía botín del atraco: casi 36 mil euros en efectivo, dos cheques (uno de 530 y otro 2 mil euros) y 83 recibos emitidos por la institución que organizó la subasta.

Después de algún tiempo fue detenido por policías secretas cerca de su casa otro compañero, K. S. de 28 años, el que luego supuestamente fue reconocido como segundo “malhechor”. Siguieron registros de casas en que viven los compañeros como también casa de una otra mujer. La policía ha robado en esas 3 casas ordenadores, tarjetas de teléfono, USB, una pistola de aire, “manuscritos y bosquejos de textos del contenido anarquista”, etc.

Desde el martes muchos medios de comunicación publicaron fotos de ambos compañeros y el número de teléfono, “anónimo y seguro”, para chivar. Rami y K. tuvieron siguientes cargos : delitos graves de “constitución de una banda criminal” y “atraco a mano armada”, además “infracción de la ley sobre armas”, “posesión de productos del crimen”, “fomento de delincuencia”, “desobediencia ante la autoridad”, etc.

Miércoles, los colegas del trabajo de K. publicaron una carta abierta en que desmienten las acusaciones policiales y confirman que a la hora del atraco el compañero se encontraba allí donde trabaja: en la autogestionada cantina de la universidad Aristotelos de Tesalónica. Mencionan que también las guardias, las trabajadoras de limpieza, profesores y estudiantes, pueden confirmar que K. estaba allí desde 10 de la mañana hasta 2 del mediodía. También hacen referencia a los supuestos testigos que mientras hablar sobre un atracador de “más o menos 1,65-1,70 de estatura” supuestamente “reconocieron sin duda” a K., que es 1,84.

El jueves, 3 de febrero los dos fueron llevados ante los jueces. Se presentaron testigos, por ejemplo una profesora de universidad, que confirmaron que a la hora del atraco el K. estaba en la Politécnica. Fue soltado en libertad sin fianza, con la prohibición de salir del país como única medida cautelar. Rami se negó a declarar, solamente dijo: “llevé a la práctica mi rechazo del trabajo asalariado”. Entró en cárcel preventiva, en concreto lo llevaron a prisión de Ioannina.

* * *

Acciones de solidaridad

El lunes 31 de enero fue quemada la moto privada de un madero de brigada DIAS en la zona de Sepolia como también una furgoneta de correos en Nea Smyrni, ambos en Atenas. Ese doble ataque fue firmado por Formación Revolucionaria por la Difusión del Caos y dedicado especialmente al recién detenido Michalis Nikolopoulos, pero también a todxs lxs restantes presxs anarquistxs en Grecia.

Hubo también acciones en extranjero, entre otras ya segundo ataque realizado en Estambul (Turquía) y dedicado a CCF. Aquí el comunicado:

Solidaridad en llamas con la Conspiración de las Células del Fuego

La estación central de AYEDAŞ, una de las principales compañías de distribución de energía en Kadikoy, Estambul, ha sido dañada con cocteles de molotov el 1 de Febrero en apoyo a los miembros de la Conspiración de las Células del Fuego encerradxs en prisión en Grecia. De esta forma declaramos que los miembros de las Células del Fuego no están solxs y que los corazones de sus compañeros en Turquía laten junto con los de ellxs.

UNX PARA TODXS, TODXS PARA UNX

INSURRECCIÓN, ACCIÓN, ANARQUÍA

Células Informales de Insurrección

* * *

El miércoles por el mediodía un paquete-bomba de pequeña potencia fue desactivado fuera del Ministerio de la Justicia. Paquete tuvo como remitente la Iniciativa Independiente de Los Aprendices de Abogados y fue destinado al ministro Kastanidis, pero los empleados del ministerio responsables de correspondencia lo consideraron como sospechoso y llamaron a la policía. El envío el dicho paquete todavía no fue reivindicado, no sabemos si se trata de una acción revolucionaria, simplemente lo mencionamos. Obviamente la prensa lo adjudica a CCF, mientras que el ministro de Protección de Ciudadano, Papoutzis, sugiere que se trata de la mafia.

Resúmenes de los días anteriores fueron publicados aquí:

http://www.klinamen.org/noticias/primer-dia-del-juicio-contra-celulas-de…

http://www.klinamen.org/noticias/el-juicio-contra-celulas-del-fuego-dias…

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – El juicio contra Células del Fuego: días 5, 6 y 7

Michalis Nikolopoulos rivendica la partecipazione alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/

trad. Cenere

Un altro arresto per il caso della “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”. Il 26 Gennaio Michalis Nikolopoulos è stato arrestato a Kifissia (parte nord di Atene), accusato in merito alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Il 28 Gennaio è stato condotto al Tribunale di Evelpidon dove c’era anche un presidio solidale. Poi si è dovuto presentare prima all’accusa (tribunale di Loukareos) per l’esecuzione del mandato d’arresto che pendeva su di lui da circa un anno e mezzo, visto che era latitante. Il compagno si è rifiutato di testimoniare, dicendo che non riconosce il procedimento ed è stato imprigionato. Il 3 febbraio ha rivendicato la propria responsabilità politica per la partecipazione all’Organizzazione Rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

RIVENDICAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE ALL’ORGANIZZAZIONE RIVOLUZIONARIA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO

Mercoledì 26 Gennaio, mentre ero in Iliou Street in Nea Kifissia ad Atene, sono stato inseguito e arrestato dai porci in uniforme della DIAS (squadra di poliziotti in moto).

Affermo chiaramente e con ORGOGLIO di essere un membro dell’Organizzazione Rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco, qualcosa che certamente mi onora e che impenitente mi fa continuare a tenere alta la testa. Dopo il mio arresto e come ostaggio della guerra rivoluzionaria e prigioniero politico, mi sposto dal gruppo illegale alla cellula dei membri imprigionati della O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Le mie idee politiche, i miei valori, percezioni e pensieri sono stati espressi, sono espressi e continueranno ad esserlo tramite i comunicati prodotti dalla O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Sono un anarchico e le mie percezioni sono vicine al nichilismo e all’antisocialità, visto che in generale la totalità dell’autorità esistente è stata creata, sviluppata e supportata grazie ai comportamenti dell’autorità e della passività prodotta maggiormente dalla società attuale e dalle sue strutture.

Continuando qualcosa che è certamente ovvio, anche ora che sono dietro le sbarre continuerò la lotta e supporterò la nostra organizzazione. Inoltre, altre organizzazioni della nostra guerriglia urbana avranno il mio supporto incondizionato, ma anche del Fronte internazionale rivoluzionario – Federazione Anarchica Informale. Simultaneamente invio il mio Supporto, la mia Fiducia e la mia Amicizia ai fratelli del gruppo illegale della O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco, e ho qualcosa da dir loro “Fratelli, forza con la LOTTA e con la BATTAGLIA che infuria … TUTTO VA AVANTI!”

Non mi sento perduto per il mio arresto…

Non mi sento perduto per la clandestinità…

Non mi sento perduto perché sono imprigionato…

Non mi sento perduto per la Lotta che portiamo avanti…

PERCHE’ L’UNICA LOTTA PERSA E’ QUELLA CHE NON E’ MAI INIZIATA

LUNGA VITA ALLA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO

LUNGA VITA ALLA LOTTA ARMATA PER LA RIVOLUZIONE

LUNGA VITA ALL’ANARCHIA

p.s. Questa particolare dichiarazione è semplicemente e solo una rivendicazione e non include la mia esperienza dell’arresto e della detenzione nella stazione dell’unità antiterrorismo. Non include le mie idee politiche per intero e più analiticamente, così come le mie percezioni riguardo alla prigione, alla clandestinità e al rifiuto di presentarmi in aula il 17.01.2011 mentre ero un fuggitivo. Tutto ciò sarà diffuso in un testo in futuro.

Dal buco infernale della prigione di Trikala

Michalis Nikolopoulos

Cellula dei membri imprigionati della O.R. CCF

Giovedì 3 Febbraio 2011

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Michalis Nikolopoulos rivendica la partecipazione alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Grecia – Aggiornamenti sul processo alla CCF

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/02/updates-on-trial-of-concspiracy-of_7007.html

trad. Cenere

3 febbraio

Imputati e avvocati assenti nell’aula della corte-prigione di Koridallos per il processo alla “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”. Questo non è mai accaduto nei tribunali militari.

Il processo a carico dell’organizzazione rivoluzionaria continuerà con il banco degli imputati vuoto e senza avvocati di difesa.

La corte considera improprio l’esercizio del diritto degli imputati di avere un difensore di fiducia e il loro comportamento ostruzionista, “che mira a far fallire o finire il procedimento per il caso, con lo scadere dei 18 mesi di carcerazione”.

Per questi motivo hanno deciso di continuare il processo senza la presenza degli imputati e senza gli avvocati difensori.

Il 3 febbraio l’udienza si è tenuta senza gli imputati ed i loro avvocati difensivi.

Quattro tra gli imputati Argirou, Hadjimihelakis, Masouras e Karagiannidis, come annunciato il 3 febbraio 2011, hanno smesso lo sciopero del vitto per iniziare quello della fame, per raggiungere i loro obiettivi – i documenti della gente che desidera essere presente in aula non devo essere né registrati né trattenuti, condizione necessaria per il ritorno in aula degli accusati rappresentati dagli avvocati scelti all’inizio.

Libertà per H. Hadjimihelakis, P. Argirou, G. Tsakalos, che hanno rivendicato l’appartenenza alla “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”, e a P. Massouras, K. Karakatsani, A. Mitrousias, G. Karagiannidis, che sono imprigionati per lo stesso caso.

Solidarietà a tutti gli anarchici e rivoluzionari imprigionati

LA PASSIONE PER LA LIBERTA’ E’ PIU’ FORTE DELLA PRIGIONE

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – Aggiornamenti sul processo alla CCF

(es/it/en) Argentina – Carta del compañero preso Leandro Morel

* Liberación Total

Mi nombre es Leandro Sebastian Morel, estoy detenido en la unidad 7 de la prov. del Chaco, a unos 1200 km de Buenos Aires. Hace casi un año fui trasladado aqui desde Marcoz Paz (bs as), en el marco de la causa por el atraco a la productora Ideas del Sur, propiedad de M. Tinelli, por la cual estoy secuestrado desde 2006.

Quiero expresar en estas lineas cierta inquietud que me motiva el haber sabido de acciones que se han realizado y reivindicado con mi nombre; una brigada que se rievindica atracos y atentados explosivos en uno de los cuales muere un trabajabor de limpieza; mas allá de las particularidades del caso y de las posibles afinidades o discrepancias, por motivos evidentes, me resulta llamativo que se reivindiquen este tipo de acciones con el nombre de una persona que se encuentra actualmente presa.

Lxs amigxs y compañerxs que de una u otra manera me son cercanos estan muy al tanto de mi situacion y de la manera que he elegido para afrontar los años de secuestro. Cualquiera que quiera informarse sobre mi situacion puede hacerlo dado el material que esta en distribucion. Este ultimo año, habiendo sido trasladado a un penal con regimen militar a 1200 km de mis seres queridos, he logrado recuperar el puntaje de conducta y concepto necesario que me acerca la posibilidad de progresiones de grado y acceso a regimenes de encierro menos duros.

Dada esta realidad me resulta muy dificil creer que estas personas esten interesadas en apoyarme de alguna manera. Quiero dejar constancia de mi parecer y compartir esta inquietud con todxs lxs compañerxs y amigxs y con todxs aquellxs que se encuentran en prision.

Con saludos fraternos

Leandro


Relacionado:
·
Sobre Brigadas y Otros Cuentos… Aclaraciones sobre los últimos acontecimientos en la región.

____________________________________________________________________________

Argentina – Lettera dal carcere del compagno Leandro Morel

Il mio nome è Leandro Sebastian Morel, sono detenuto presso la Unidad 7 della provincia del Chaco (nord Argentina), a circa 1.200 km. da Buenos Aires. Da quasi un anno sono stato trasferito qui dal carcere di Marcoz Paz (provincia di Buenos Aires). Sono sequestrato dal 2006 per via dell’assalto alla casa produttrice Ideas del Sur, di proprietà di M. Tinelli.

In queste righe voglio esprimere la mia inquietudine, motivata dall’esser venuto a conoscenza di azioni realizzate e rivendicate con il mio nome, da parte di una brigada* che s’aggiudica la responsabilità di assalti ed attentati esplosivi, in uno dei quali è morto un netturbino. Ben al di là della specificità del caso e delle possibili affinità o discrepanze, per ovvi motivi mi chiama all’attenzione il fatto che si rivendichino tali azioni utilizzando il nome di una persona che è attualmente detenuta.

Gli amici ed i compagni, che in una maniera o nell’altra mi sono vicini, conoscono molto bene la mia situazione ed il modo che ho scelto per affrontare gli anni di sequestro. Chiunque voglia informarsi sulla mia situazione può farlo, visto che il materiale è in distribuzione. In quest’ultimo anno, in seguito al trasferimento ad un carcere sottoposto ad un regime militare a 1.200 km. dai miei cari, ho recuperato dei punti sulla mia condotta, atto fondamentale per ottenere degli avanzamenti di grado ed infine l’accesso a regimi di reclusione meno duri.

Pertanto, mi risulta molto difficile credere che queste persone siano interessate ad appoggiarmi in qualche maniera. Voglio che sia noto il mio parere e che si condivida questa mia inquietudine tra tutti i compagni, gli amici e tutti quelli che si trovano in prigione.

Con saluti fraterni

Leandro

_____

* si tratta della “brigada anarquista… “

http://culmine.noblogs.org/post/2010/12/04/argentina-una-brigada-anarchica/

_____________________________________________

Argentina – Letter from prison from comrade Leandro Morel

* sysiphus-angrynewsfromaroundtheworld.blogspot.com

My name is Leandro Sebastian Morel, I am being held in Unidad 7 in the province of Chaco (northern Argentina), about 1,200 km. from Buenos Aires. For almost a year I have been transferred here from the prison Marcoz Paz (Province of Buenos Aires). I have been a hostage since 2006 for the attack on the manufacturer Ideas del Sur, owned by M. Tinelli.
In these lines I want to express my concern, due to having become aware of actions carried out and claimed with my name, by a Brigade* that claims responsibility for attacks and bombings, one of which resulted in the death of a garbage collector. Well beyond the specific case and possible affinities or differences, for obvious reasons I am drawing attention to the fact that such actions are being claimed using the name of a person who is currently detained in prison.
Friends and comrades, who in one way or another are close to me, are very familiar with my situation and the way I have chosen to face these years of sequestration. Anyone wanting to find out about my situation can do so, given that the material is in distribution. In the past year, following my transfer to a prison subjected to a military regime 1,200 km. from those close to me, I have gained points on my conduct, fundamental for advancing my level and finally able to access less harsh regimes of imprisonment.
Therefore, I find it hard to believe that these people are interested in supporting me in any way. I want to make my opinion known and have my concern shared among all comrades, friends and all those who are in prison.
With fraternal greetings
Leandro

* “brigada anarquista… “
http://culmine.noblogs.org/post/2010/12/04/argentina-una-brigada-anarchica/


Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su (es/it/en) Argentina – Carta del compañero preso Leandro Morel

Buenos Aires – Encuentro de mesas de difusion anarquista

Pubblicato in General | Commenti disabilitati su Buenos Aires – Encuentro de mesas de difusion anarquista

$hile – Encuentran explosivos en cárcel Colina 2, que serían parte de un plan de fuga

* Liberación Total

___________________________

desde la prensa chilena…

El mediodía de este miercoles se confirmó el hallazgo de 10 cartuchos de un poderoso explosivo al interior del módulo 3 de la cárcel Colina 2, el que posiblemente iba a ser utilizado en un intento de fuga por reos de alta peligrosidad.

Se trata del explosivo Tronex (ver en 2° imagen), usado para abrir piques en minería y cuya manipulación es sumamente riesgosa. Todos fueron hallados con sus correspondientes cordones detonantes e iniciadores.

Las cargas fueron encontradas durante un allanamiento, que se realizan periodicamente, mientras se revisaba el patio donde se descubrieron los cartuchos tapados que permanecían ocultos en un orificio entre el muro y el suelo (donde muestra el carcelero en la imagen).

Hasta el lugar llegaron funcionarios del Grupo de Operaciones Policiales Especiales (GOPE) de Carabineros para realizar diversas pericias para determinar el tipo de explosivo y origen de este. También hasta la cárcel llegaron funcionarios de la Unidad de Servicios Especiales Penitenciarios (USEP), antimotines, ante la tensa calma que habia mientras se desarrollan las indagaciones para individualizar a los responsables de los explosivos.

El módulo 3, ubicado en el sector Sur de la cárcel, es habitado por 161 presos (de un total de 2.214 reos) de alta peligrosidad, entre los que se incluyen quienes han cometido delitos de connotación social y homicidios, han participado en más de un intento de fuga, han cometido crímenes al interior del mismo penal o han sido condenados a cadena perpetua.
El jefe del Departamento de Seguridad de Gendarmería, Heriberto Muñoz, dijo que “la población penal de este recinto penitenciario es de alta complejidad y refractaria al sistema, y por tanto siempre está la posibilidad de que intenten vulnerar la seguridad”.

El presidente de la Asociación de Oficiales de Gendarmería, José Maldonado señaló que siendo explosivos, cuya distribución y uso son de regulación estricta, el Ministerio Público deberá resolver cómo fue pudieron ser obtenidos e ingresados por los reos. También señaló que entre estos reos hay quienes tienen la preparación que les permite utilizar este tipo de armamento.

Hasta el momento hay cuatro sospechosos, quienes fueron trasladados hasta la Cárcel de Alta Seguridad (CAS).

Cabe destacar que no es la primera vez que se intenta usar explosivos en una fuga desde el penal. Ya en 2002 hubo un intento de fuga usando este método, mientras que en 2003 se incautó una importante cantidad de amongelatina desde el mismo recinto carcelario.

Ver videos en la prensa: 1 y 2.

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su $hile – Encuentran explosivos en cárcel Colina 2, que serían parte de un plan de fuga

España – Juan Carlos Rico ante las acusaciones de ser persona racista por parte de II PP

(…) Resulta que el día 15 de Enero, por la tarde, alrededor de las 7:10 H, yo y un amigo mío tuvimos un altercado con 3 presos de origen marroquí, 3 abusones que llevaban 2 semanas en el módulo y querían imponerse al colectivo de presos a través de la utilización de la violencia. Todo vino porque uno de ellos nos pidió fuego y la verdad, no teníamos y así se lo dijimos y cuando se retiró (yo que entiendo un poquito de árabe) masculló que éramos unos hijos de puta ¡racistas!

Yo me acerqué y le dije que el porqué de esa expresión, y me contesta que no va por mí, entonces le dije que si no era por mí era por mi compañero y con todo su desparpajo me dijo que sí claro. Borja (mi compañero) se acercó y le dijo que el único hijo de… era él y el otro le lanzó un puñetazo, mi compañero lo esquiva y le dio un golpe en el puente de la nariz y le dejó noqueado, otro de los marroquíes saltó a por él pero yo lo contuve, diciéndole que la cosa iba entre dos hombres y que no se metiera. Total, que mi compañero en vez de ensañarse con él cuando estaba noqueado, le ayudamos a levantarse, a que se lavara en el servicio y le dijimos que nosotros no teníamos nada contra ellos, que había metido el cazo, y que las cosas se quedaran así…

Pero se curraron la traición y en la ducha afilaron dos palos de escoba (dos de ellos) y el tercero llevaba una cuchilla, y cuando estábamos todo el turno, al que noqueó Borja, lo llama a él. Yo me acerqué con Borja y según estaban hablando el marroquí sacó la estaca y le tiró una puñalada al cuello, menos mal que Borja tubo reflejos, si no lo mata pero con todo y con eso le alcanzó al cuello haciéndole una tremenda herida, como nosotros no teníamos nada para defendernos, según le dio a Borja yo cogí una silla y le di un sillazo, y en ese momento se abalanzaron a por mí el otro marroquí con la estaca de matar vampiros y el de la cuchilla y me empezaron a tirar, yo con el trozo de silla que me quedó (son de plástico duro) iba evitando las puñaladas y tajás que me lanzaban, pero eran dos y al final me hubieran “cogido” y ocurrió lo que tenía que ocurrir, los demás chavales se tiraron a por ellos con sillas y el resultado fue que los dos de las estacas, tuvieron que sacarlos al hospital y el de la cuchilla (se) libró porque se fue a la garita…

Nos aplicaron a 9 personas del módulo el art. 72 (aislamiento provisional) y encima, como nosotros no hablamos nada a los carceleros, nos maltrataron, pues nos fueron llevando uno a uno esposados hasta la enfermería, me consta que a Borja (y) a Manuel Torres les pegaron por el camino (hay 300 metros o más) y a mí, cuando bajaba por las escaleras del módulo esposado uno de los guardias me dio con el canto de la mano, rebotando mi cabeza contra la pared produciéndome un enorme chichón, y al final de la escalera el otro me puso la zancadilla, menos mal que yo ya me esperaba algo similar y a pesar de ir esposado a la espalda, caí de rodillas, con todo el peso en la rodilla izquierda, la cual se me hinchó como una manzana y así, me hicieron ir hasta la enfermería entre insultos y casi en cuclillas, que hasta que llegué, no veas… en fin.

Después de todo esto nos metieron el artículo 75.1 R.P. (limitación regimental) quitándonos el 72, y cuando nos vino la resolución de la dirección nos quedamos alucinando, pues más o menos (mi resolución se la di a N… [la abogada] que a los dos días se presentó allí [al C.P. de Madrid 3]) decía que la agresión tenía carácter xenófobo, que yo era un interno que durante mi trayectoria carcelaria, estaba siempre tratando de desestabilizar el régimen penitenciario y que estaba en contacto con grupos anti sistema ¡qué hijo putas!, yo interpuse Denuncia al Juzgado de guardia y al Juez de Vigilancia recurso contra el art. 75.1 R.P. (Régimen Penitenciario) diciéndole lo que había y que yo no era ningún racista y que jamás lo he sido, pues he sufrido toda mi vida el “racismo de clase” y odio a los racistas…. total (…) me han regresado (la Dirección General de Instituciones Penitenciarias, la estalinista Gallizo, que es lo que es) otra vez a 1ª fase (art. 91.3 R.P.) porque según ellos, soy una persona <<extremadamente peligrosa>>, ya ves que argumentación, o sea que por evitar que a un compañero lo mataran, soy <<extremadamente peligroso>>, los dos marroquíes se han quedado allí pues colaboraron con los carceleros y al de la cuchilla, se lo llevaron de cunda. Lo que más me ha dolido de todo esto es la acusación de xenofobia cuando hasta los carceleros saben, que yo jamás (y muchos de ellos me lo manifestaron) he sido xenófobo y mucho menos en relación a otras “nacionalidades”, es más el jefe de módulo que estaba el día de los hechos (curioso ¿verdad?) me manifestó que a mí me habían metido en el tinglado/montaje (en relación al tema de agresión racista) en primer lugar para quitarme de allí, pues les estaba dando a la Dirección del C.P.(Centro Penitenciario) muchos problemas con mis denuncias y en 2º lugar, para “desacreditarme”, cosa que no han conseguido, pues muchos chavales marroquíes del turno de abajo, incluso recriminaron a los agredidos que de una pelea, hayan montado la misma en base a una fundamentación racista y encima, estando yo por medio, cuando a muchos de ellos (incluso al que dio la puñalada al Borja) les he ayudado a hacer escritos (,) he denunciado algunas tropelías que los carceleros han hecho con ellos… ¡qué asco (…)! En fin por aquí, qué te voy a contar, esto es un Bunker. Es igual que (el C.P. de) Córdoba, con las ventanas chapadas, cacheos cada dos por tres, salimos a un pequeño patio (20 x 10 metros) dos personas, el agua no se puede ni beber, ya que te dan diarreas, un frío que no veas… en definitiva enterrados en vida literalmente y todo el día acosados, pero yo ya les dije nada más entrar (pues hay un montón de guardias de la década de los ’90 de [el C.P. de] Daroca, y yo estuve allí en el ’91) a un jefe de servicios que trató de currarse la charla paternalista conmigo, que les conocía muy bien por las torturas que sufrí en Daroca y que mi actitud no había cambiado, que sin me dejaban respirar , bien, si no, guerra (y) por decirles esto, me asignaron la peor celda de toda la galería 3 la nº 21… indescriptible la miseria que acumulaba dicha celda: habían defecado en la ducha y habían pintado con mierda las paredes, estaba llena de mocos y escupitajos y sangre reseca por toda la mesa… en fin que el primer día tuve que dormir en el suelo pues era el sitio más limpio y a pesar de llevar dos días limpiándola, todavía no he conseguido dejarla aceptable, pero bueno estos no me van a ahogar en mierda, y si piensan que me van a “acorralar” para que yo mismo me quite la vida, lo llevan muy mal; que entren y me maten a palos, no hay otra manera.(…)

(…) dale un abrazo a l@s compañer@s (…)”.

Juan Carlos Rico Rodríguez, 27 de Enero de 2011

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su España – Juan Carlos Rico ante las acusaciones de ser persona racista por parte de II PP

Athens – Bomb destroyed outside Justice Ministry

“Members of the police’s bomb disposal unit destroyed a suspicious package found at the Justice Ministry shortly before 2 p.m. on Wednesday in a controlled explosion outside the ministry building.

Police sources told Skai that the package had contained a small quantity of explosives. Officers were called to the building after ministry staff deemed the package to be suspicious.

The booby-trapped package had been addressed to the office of Minister Haris Kastanidis with the sender listed as «the independent initiative of lawyers,» The Associated Press quoted police spokesman Athanasios Kokkalakis as saying.

A wave of letter bombs targeting foreign embassies in Athens last November was subsequently claimed by the Conspiracy of the Cells of Fire guerrilla group. The campaign caused international alarm after one of the packages reached the Berlin office of German Chancellor Angela Merkel.”

* agency, wednesday february 2, 2011

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su Athens – Bomb destroyed outside Justice Ministry

(en/es) Istanbul – Solidarity on “fire” with Conspiracy of Cells of Fire

The central station of AYEDAŞ, one of the main power distribution companies in Kadikoy, Istanbul, has been damaged by napalm bombs on February 1st in support of members of the Conspiracy of Cells of Fire held in prison in Greece. We hereby declare that members of Cells of Fire are not alone and the hearts of their comrades in Turkey beats with them.
ONE FOR ALL, ALL FOR ONE!
INSURRECTION, ACTION, ANARCHY!
INFORMAL CELLS OF INSURRECTION

Media link: http://www.haberler.com/ayedas-a-molotof-kokteylli-saldiri-2509755-haberi/

________________

Estambul/Turquia- Solidaridad en llamas con la Conspiracion de las Celulas del Fuego

La estación central de AYEDAS, una de las principales compañias de distribuición de energía en Kadikoy, Estambul, ha sido dañada con bombas de napalm el 1 de Febrero en apoyo a los miembros de la Conspiracion de las Células del Fuego encerradxs en prisión en Grecia. De esta forma declaramos que los miembros de las Celulas del Fuego no estan solxs y que los corazones de sus compañeros en Turquia laten junto con los de ellxs

UNX PARA TODXS, TODXS PARA UNX

INSURRECCIÓN, ACCIÓN, ANARQUÍA

CELULAS INFORMALES DE INSURRECCIÓN

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su (en/es) Istanbul – Solidarity on “fire” with Conspiracy of Cells of Fire

Grecia – Assolti i “4 di Salonicco”

* http://www.occupiedlondon.org/blog/2011/01/31/490-all-thessaloniki-4-are-free/

trad. Cenere

I quattro compagni, incluso l’anarchico britannico Simon Chapman, sono stati giudicati non colpevoli (eccetto una accusa minore) dalla corte greca in merito alle accuse inerenti le proteste del Summit Europeo e degli scontri a Salonicco nel 2003.

Tutti e quattro gli accusati sono liberi. Tutte le accuse iniziali sono passate da “grave oltraggio a pubblico ufficiale” a “oltraggio minore a pubblico ufficiale”. Questo è un reato, passibile di una pena di 6 mesi con la condizione, ma nessuno di loro sarà incarcerato tranne che nel corso di questi mesi venga nuovamente accusato. Questo è stato il miglior verdetto possibile della giuria, dal momento che loro dovevano accusarli di qualcosa, al fine di “giustificare” i sei mesi trascorsi in carcere nel 2003.

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – Assolti i “4 di Salonicco”

(es/it)$hile -Tres bombas de ruido a la prefectura de carabineros en Puerto Montt

* vivalaanarquia.wordpress.com

Comunicado:

La noche del viernes 29 de enero,tres bombas de ruido fueron colocadas dentro de un recinto de la fuerzas del poder,en la prefectura de carabineros del centro de Puerto Montt.

Esta es una forma de solidarizar atacando directamente a los defensores de la autoridad,represores de los y las rebeldes que se levantan una vez mas en las calles,en las ciudades,en las carceles y en todo el mundo.

Esta accion pretendió ser un eco al llamado de solidaridad sin fronteras,a lxs compañerxs que estan siendo preocesadxs de conspiracion de las celulas del fuego en Grecia un saludo complice y lleno de fuerza,tambien a lxs acusadxs del espectacular "caso bombas" en $hile, sus palabras rompen barrotes,quiebran distancias y unen los lazos de quienes defendemos la lucha insurrecta por todas partes.

SALUDOS Y FUERZA A LOS INMIGRANTES EN HUELGA DE HAMBRE EN GRECIA!

APOYO Y COMPLICIDAD CON QUIENES SE REIVINDICAN COMO GUERRERXS EN LA CARCEL O BURLANDO A LA AUTORIDAD EN SU FUGA INSURRECTA!

EL UNICO TERRORISTA ES EL ESTADO!

ABAJO LAS CARCELES DEL MUNDO!

___________________________________________

Cile - Tre bombe assordanti davanti alla prefettura dei carabineros a Puerto Montt

* vivalaanarquia.wordpress.com

La notte di venerdì 29 gennaio, 3 bombe assordanti sono state collocate all'interno del recinto delle forze del potere, nella prefettura dei carabineros del centro di Puerto Montt.

Questa è una maniera di solidarizzare attaccando direttamente i difensori dell'autorità, i repressori dei/delle ribelli che si sollevano sempre più per le strade, nelle città, nelle carceri ed in tutto il mondo.

Quest'azione ha la pretesa di rispondere all'appello di solidarietà senza frontiere, da parte dei compagni sotto processo per il caso della Cospirazione delle Cellule di Fuoco in Grecia, a voi un saluto complice e pieno di forza, solidarietà anche agli accusati e le accusate dello spettacolare "caso bombas" in Cile, le cui parole spezzano le sbarre, annullano le distanze ed uniscono i vincoli tra noi che difendiamo la lotta insorgente in ogni dove.

SALUTI E FORZA AGLI IMMIGRANTI IN SCIOPERO DELLA FAME IN GRECIA!

APPOGGIO E COMPLICITA’ A QUELLI/E CHE SI RIVENDICANO COME GUERRIERI/E NELLE GALERE O CHE SI PRENDONO GIOCO DELL’ AUTORITA’ CON LA LORO FUGA INSORGENTE!

L’UNICO TERRORISTA E’ LO STATO!

ABBASSO LE CARCERI DEL MONDO!

Pubblicato in 14 de agosto, azioni dirette | Commenti disabilitati su (es/it)$hile -Tres bombas de ruido a la prefectura de carabineros en Puerto Montt

Severino Di Giovanni – 80 anni…

01.02.1931 – 01.02.2011


Sirio m’indica con un sorriso il cammino, e corro ansiosamente verso questo destino, con il bacio di lui sulla fronte!…

Severino Di Giovanni, 31.12.’29

Pubblicato in informalidad | Commenti disabilitati su Severino Di Giovanni – 80 anni…

(es/it)- Cajero automatico saboteado nuevamente en Buenos Aires

* Liberación Total

Comunicado:

Nuevamente salimos en la madrugada del domingo 30 de enero, a romper con esta realidad sus defensores y sus falsos criticos.

Otra vez rompimos los vidrios del cajero automatico de Jonte y Segurola en el barrio Monte Castro (el que esta al lado del hospital) a cascotazos. Esta vez tuvimos mas tiempo para destrozar ya que ningún miembro de la sociedad se encontraba cerca.

Solamente tenieamos la intencion de romper los vidrios del cajero, pero nos dimos cuenta que tambien podemos prenderlos fuego, por eso la proxima vez llevaremos gasolina.
A todos los que mueven el culo por la causa de la libertad sin miedo a la policia y sus secuaces.

Banda de Inadaptados Sociales

________________________

Bancomat sabotato di nuovo a Buenos Aires

* Liberación Total

Comunicato:

La notte del 30 gennaio abbiamo di nuovo attaccato questa realtà, i suoi difensori ed i suoi falsi critici.

Ancora una volta abbiamo spaccato con delle pietre i vetri del bancomat tra Jonte e Segurola, nel barrio Monte Castro (quello posto al lato dell’ospedale). Stavolta abbiamo avuto più tempo per la distruzione, perché nessun membro della società si trovava nelle vicinanze.

Avevamo solo l’intenzione di spaccare i vetri del bancomat, ma ci siamo resi conto che avremmo anche potuto dargli fuoco, per questo alla prossima porteremo con noi della benzina.

A tutti quelli che smuovono il culo per la causa della libertà senza timore della polizia e dei suoi seguaci.

Banda de Inadaptados Sociales

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su (es/it)- Cajero automatico saboteado nuevamente en Buenos Aires

Lettera dichiarante l’astensione dal vitto carcerario nelle prigioni greche

* informa-azione.info

Lo sappiamo da prima mano. Centinaia di sentieri conducono alla libertà e centinaia di disaccordi possono esserci tra coloro che lottano. Anche ogni individualità, ogni gruppo, ogni organizzazione rappresenta un’altra tendenza della comunità rivoluzionaria, tuttavia…

Sul tema c’è anche –> http://informa-azione.info/riflessione_di_tre_prigionieri_sulla_mobilitazione_nelle_carceri_greche

http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/02/letter-declaring-prison-food-abstention.html

Quando chiudiamo i nostri occhi nelle nostre menti appaiono sempre le stesse figure. Quando prendiamo le nostre decisioni lo stesso sorriso prende forma sulle nostre facce. Quando andiamo all’attacco i battiti dei nostri cuori sono gli stessi e quando cadiamo nelle mani del nemico sviluppiamo e diffondiamo la stessa forza. E condividiamo lo stesso orgoglio, la stessa stranezza, lo stesso cielo…

Colpire uno di noi, è colpire noi tutti. E la lotta di uno di noi, è la lotta di tutti noi. Le torture, i processi, le accuse di una generazione di guerriglieri, rivoluzionari, anarchici possono mirare a diverse cose, ma loro avranno sempre contro tutti noi.

Nella guerra che accentiamo con coscienza e che non ha fine, nessun rivoluzionario sarà solo.

L’aumento qualitativo e quantitativo delle ostilità, gli ostaggi di una guerra che si è sprigionata, sono e saranno trattati con una repressione proporzionata e aggiornata.

Soprattutto con locali, misure di sicurezza potenziate, il controllo di quelli che assistono ai processi, saranno inclusi nel progetto dell’opera teatrale della vendetta del governo.

L’urlo di guerra dei membri e degli accusati dell’organizzazione rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco inaugura nuove battaglie che da ora in poi si svolgeranno sul campo del nemico.

Ciò ci mostra che questa guerra non termina con l’arresto del combattente e continua sotto ogni condizione.

Dalle strade con barricate in fiamme, alle fughe attente nei vicoli delle metropoli, dal cortile di ogni prigione alle aule piene di “ekamites” (forze speciali), noi ci ergeremo al fine di difendere il nostro onore, libertà, lotta e rivoluzione.

Inoltre iniziamo l’astensione dal cibo da oggi giovedì* 27 gennaio come segno d’amicizia, rispetto e solidarietà rivoluzionaria alla lotta dei membri e degli accusati della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, che da un esempio luminoso di comportamento dignitoso e orgoglioso, opponendo l’intolleranza rivoluzionaria all’intolleranza dei loro accusatori e alla giustizia di stato.

Dimitris Fessas

Babis Tsilianidis

Dimitris Dimtsiadis

Prigione di Koridallos

Socratis Tzifkas

Gianni Skouloudis

Panagiotis Anastasiadis

Stelios Anastasiadis

Prigione di Avlona

P.S. Sappiamo che l’astensione dal cibo in prigione come mezzo di lotta ha le caratteristiche di un reclamo e ha uno scopo limitati, tuttavia lo facciamo in quanto aspetto dello spettro di possibilità a nostra disposizione e per supportare completamente come da noi deciso in queste condizioni particolari.

*Mentre nella prigione di Avlona abbiamo iniziato giorno 26.

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Lettera dichiarante l’astensione dal vitto carcerario nelle prigioni greche

(es/it) Madrid – Envían un sobre con balas y amenazas a la Embajada griega

* klinamen.org, 31.01.11

______________

La Embajada de Grecia en Madrid ha recibido un sobre con varias balas de pequeño calibre y un comunicado, según ha informado el Ministerio heleno de Exteriores. En el examen que a diario se realiza de la correspondencia, el sobre levantó las sospechas del agente de la Policía Nacional destinado a la legación, quien solicitó la intervención de una unidad especializada para el análisis del paquete y su apertura bajo un procedimiento seguro, han confirmado fuentes de la embajada.

Otro sobre de similares características se recibió el miércoles en el Consulado Honorario de Grecia en Barcelona, añade el Ministerio heleno de Exteriores en el comunicado, que ha ordenado a todas las misiones diplomáticas en el exterior que refuercen sus medidas de seguridad. El Gobierno griego no ha revelado el origen de los envíos ni si sospecha de algún grupo en concreto, pero la televisión estatal NET ha informado de que el comunicado amenaza a las autoridades griegas por el trato que puedan dar a compañeros de acciones detenidos.

El mes pasado, anarquistas italianos enviaron varios sobres con artefactos explosivos a varias embajadas en Roma, entre ellas la griega, en solidaridad con compañeros detenidos en Grecia, desde donde un mes antes el grupo anarquista ‘Conspiración de Núcleos de Fuego remitió casi una decena de paquetes bomba, dos de ellos dirigidos a la canciller alemana, Angela Merkel, y al primer ministro italiano, Silvio Berlusconi. El pasado 17 de enero arrancó en Atenas un juicio contra presuntos miembros del grupo ‘Conspiración de Núcleos de Fuego‘.

Fuente: Agencias

_______________________________________________

Madrid – Recapitata busta contenente proiettili e minacce all’ambasciata della Grecia

L’ambasciata della Grecia a Madrid ha ricevuto una busta contenente diverse pallottole di piccolo calibro ed un comunicato, secondo quanto ha informato il ministero degli Esteri della Grecia. All’esame al quale viene sottoposta la corrispondenza, la busta ha destato dei sospetti da parte dell’incaricato della Policía Nacional spagnola, che ha sollecitato l’intervento di una unità specializzata per l’apertura del plico.

Un’altra busta, dalle caratteristiche simili, è stata recapitata mercoledì scorso presso il consolato onorario della Grecia a Barcellona, aggiunge il ministero degli Esteri della Grecia. Quest’ultimo ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche di rafforzare le misure di sicurezza. Il governo greco non ha rivelato il mittente né ha lanciato alcun sospetto, ma la televisione statale NET ha informato che il comunicato minaccia le autorità greche per il trattamento subito da parte dei compagni d’azione arrestati.

Il mese scorso, anarchici italiani hanno inviato diversi pacchi esplosivi a varie ambasciate a Roma, tra esse quella greca, in solidarietà con i compagni arrestati in Grecia, dove circa un mese prima il gruppo anarchico “Cospirazione delle Cellule di Fuoco aveva inviato oltre una decina di pacchi bomba, due di essi diretti al cancelliere tedesco Angela Merkel ed al primo ministro italiano Silvio Berlusconi. Lo scorso 17 gennaio ha preso il via, ad Atene, un processo contro presunti membri del gruppoCospirazione delle Cellule di Fuoco“.

fonte: agenzie

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su (es/it) Madrid – Envían un sobre con balas y amenazas a la Embajada griega