“Una campagna contro la repressione degli anarchici nel mondo”

fonte: stampa di regime italiota, 23.12.10

«Una campagna contro la repressione degli anarchici nel mondo, forse collegata a quella lanciata dagli insurrezionalisti greci a novembre, anche se al momento non risultano plichi arrivati alla sedi diplomatiche greche. E’ l’ipotesi privilegiata da 007 e investigatori.
Oltre alla presenza nelle carceri elvetiche di alcuni italiani, compreso Marco Camenish, si ricorda che anche il Cile ricorre spesso nei documenti e nelle rivendicazioni degli anarchici italiani: gli attentati del dicembre 2009 all’università Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca d’Isonzo sono stati infatti rivendicati dalla sigla Sorelle in armi – gruppo Mauricio Morales. Morales è un anarchico cileno di 27 anni morto il 23 maggio del 2009 a Santiago del Cile, ucciso dall’esplosione di un ordigno che aveva nello zaino. La sigla risulterebbe vicina alla Federazione anarchica informale che in passato ha rivendicato diversi attentati in Italia e alla quale fanno riferimento gruppi e sigle dell’anarco-insurrezionalismo.
La polizia greca sta collaborando con quella italiana nelle indagini, viste le similitudini con i pacchi inviati a rappresentanze diplomatiche e a leader politici stranieri, fra cui Silvio Berlusconi lo scorso novembre. «Abbiamo ricevuto una richiesta di collaborazione e ci siamo già attivati in tal senso con la polizia italiana» ha detto all’Ansa il portavoce della polizia Takis Papapetropoulos. Secondo il portavoce, benchè non vi siano ancora elementi concreti per dirlo «è possibile» che esistano legami tra le due ondate di azioni dinamitarde che in Grecia furono rivendicate dall’organizzazione anarco-insurrezionalista Cospirazione dei Nuclei di Fuoco. Nella rivendicazione i Nuclei rivolgevano un appello internazionale alla guerra rivoluzionaria. I pacchi bomba inviati in Grecia, a basso potenziale esplosivo, fecero solo un ferito leggero. Alcuni furono spediti a leader stranieri, dal presidente francese Nicolas Sarkozy alla cancelliera Angela Merkel. Uno fu bloccato prima che raggiungesse a Roma l’ufficio di Silvio Berlusconi e fatto detonare dalla polizia italiana. »

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GIANNIS DIMITRAKIS TRIAL UPDATE – SENTENCED ANNOUNCED

* actforfreedomnow.blogspot.com, 23.12.10

Today was announced the final sentence at the court of appeals for comrade Giannis Dimitrakis. The sentence after the fusions is 12,5 years of imprisonment (less than the 35 years he got at the first trial). All together he was found guilty for the robbery in the national bank on Solonos str, (7 years imprisonment), guilty for mental support in the attempted homicide of the guard of the bank (6 years imprisonment), guilty for participating in a gang (4 years imprisonment), guilty for using a gun (2 years imprisonment). He was not recognized with mitigations but with the fusion of the sentences the final sentence is 12.5 years. The sentence he has to serve is 3/5 so Giannis Dimitrakis has to serve 7.5 years. He has already served almost 5 years. The room was full of supporters, that burst out in slogans and clapping after the announcement of the decision. The presence of the cops was discreet without EKAM (greek special forces) and masked ones as at previous trials. The speeches and points made of the defence lawyers were remarkable and they didn’t speak of a “victory” ofcourse but for a “proportional sentence that corresponds the charges” The comrade was led again to prison with his fists raised and in the next days he is expected to be led to Domokos prison from the prisons of Koridallos where he was kept temporarily for the trial.

THE PASSION FOR FREEDOM IS STRONGER THAN THEIR PRISONS

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AGGIORNAMENTI SUL PROCESSO D’APPELLO A GIANNIS DIMITRAKIS – DICHIARATA LA SENTENZA

Oggi è stata pronunciata la sentenza finale della corte d’appello per il compagno Giannis Dimitrakis. La sentenza è, fatta la somma, di 12 anni e 6 mesi di reclusione ( meno dei 35 chiesti in primo grado). È stato giudicato colpevole per la rapina alla banca nazionale in Solonos str. (7 anni di prigione), colpevole per il concorso morale nel tentato omicidio della guardia di sicurezza della banca (6 anni di prigione), per aver partecipato ad una gang (4 anni di prigione), per aver usato una pistola (2 anni di prigione). Non sono state riconosciute le attenuati ma il cumulo delle pene ammonta a 12 anni e mezzo. La pena deve essere scontata per i 3/5, quindi Giannis Dimitrakis dovrà scontare 7 anni e mezzo. Egli ne ha già scontati quasi 5. L’aula era piena di solidali, che hanno gridato cori e applaudito dopo l’annuncio della sentenza. La presenza dei poliziotti era discreta senza gli EKAM (reparti speciali greci) o poliziotti in passamontagna come nelle udienze precedenti. Le dichiarazioni e i punti chiave della difesa degli avvocati sono stati notevoli anche se loro non parlano ovviamente di “vittoria” ma di una “sentenza proporzionale alle accuse”. Il compagno, che ha alzato il pugno chiuso, è stato condotto nuovamente in prigione e nei prossimi giorni si aspetta che sarà condotto dalla prigione di Koridallos, dove è stato prigioniero durante il processo, in quella di Domokos.

LA PASSIONE PER LA LIBERTA’ E’ PIU’ FORTE DELLE LORO PRIGIONI

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traduzione: Cenere

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Germany – 9 December, arson attack on Astra Zeneca

* sysiphus-angrynewsfromaroundtheworld.blogspot.com

In the night of 9 december 2010 an arson attack took place on a building of Astra Zeneca(AZ) in Wedel, Germany. After cutting through the fence, four petrol bombs were placed at strategic points around a wing of the schooling building.

Astra Zeneca is one of the most important clients of Huntingdon Life Sciences(HLS) a contract lab that tests products on animals for any company that pays them for it. this sick company is notorious for their animal abuse. some abuse filmed by under cover people is workers hitting beagle dogs in the face and monkeys that wake up while their rib cage is being cut open. HLS has to close, by any means necessary.

This attack is meant as a warning to Astra Zeneca, and any other company using HLS. Drop HLS or deal with us.

this action is dedicated to all SHAC prisoners.

Militant Forces Against Huntingdon

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Germania – 9 Dicembre, attacco incendiario contro Astra Zeneca

Nella notte del 9 Dicembre 2010 un attacco incendiario ha colpito l’edificio di Astra Zeneca (AZ) a Wedel, Germania. Dopo aver tagliato la recinzione, sono state poste quattro bombe incendiarie nei punti strategici intorno alle ali dell’edificio scolastico.

Astra Zeneca è uno dei più importanti clienti di Huntingdon Life Sciences (HLS), un laboratorio che testa prodotti sugli animali per tutte le compagnie che pagano per questo. Questa azienda abominevole è nota per i suoi abusi sugli animali. Alcuni di questi abusi sono stati filmati di nascosto e mostrano i dipendenti che colpiscono i beagle in faccia e le scimmie ancora consce mentre gli si apre la gabbia toracica. HLS deve chiudere, in ogni modo necessario.

Questo attacco è da considerarsi come un avvertimento ad Astra Zeneca, e a tutte le altre compagnie che si rivolgono a HLS. Lasciate HLS o farete i conti con noi.

Questa azione è dedicata a tutti i prigionieri SHAC.

Militant Forces Against Huntingdon

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traduzione: Cenere

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Tonino agli arresti domiciliari

UNA BUONA NOTIZIA!!!

21.12.2010 –> Tonino ha ottenuto dal giudice gli arresti domiciliari e dovrebbe uscire in giornata dal carcere di Civitavecchia

* www.toninolibero.org

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STATEMENT OF MEMBERS OF CONSPIRACY CELLS OF FIRE

We declare that the recently arrested Giorgos Karagiannidis and Alexandros Mitrousias have nothing to do with our organization.

Gerasimos Tsakalos
Panagiotis Argirou
Haris Hadjimihelakis
Members of the Imprisoned Cell of the Conspiracy Cells of Fire

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On tuesday 7th of december the first 2 of the 6 arrested allegedly part of a “terrorist organization” were imprisoned.
Alexandros Mitrousias was sent to Patras prisons and Kostas Sakkas to the prisons of Navplio.
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* actforfreedomnow.blogspot.com

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$hile – Manifestación de Reos y Solidaridad en Antofagasta



* libertadalos14a.blogspot.com

Manifestación de Reos en carcel de antofagasta y disturbios en las afueras del penal
Como era de esperar, la prensa burguesa difundio que esta manifestacion carcelaria correspondia a un motin realizado por los internos, cuando en realidad se trataba de una protesta en denuncia de las condiciones en las que se encuentran los presos de dicha carcel (esta con el transcurso de las horas fue aumentando de nivel, ya en unas horas mas los reos llamaban a rebelion y motin como tambien los familiares que se encontraban afuera). Continua a leggere

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A.L.F. Snitch Resurfaces In Video: The FBI-Mozilla Connection

* voiceofthevoiceless.org

Justin Samuel turns up as programmer for new Firefox internet browser

Where is former Animal Liberation Front prisoner and FBI informant Justin Samuel now? Designing the internet browser you may be using to read this.

This week I was shown a video advertising the new Firefox 4 browser, and asked if the “Justin Samuel” in the new Mozilla Firefox promotional video is the Justin Samuel who entered a grand jury in 2000 and implicated me in six fur farm raids.

It was.

Watch the video at this link (click “watch video”). Justin Samuel is the second person speaking. The man who verifiably worked (or works) with the FBI is now ensuring the new Firefox browser “is the most secure browser out there”. Raising the question: how secure can a browser be when the man assigned to make it secure has a working relationship with the FBI?

Justin Samuel’s grand jury testimony

In 1997, myself and Justin Samuel orchestrated a series of mink releases across South Dakota, Iowa, and Wisconsin. After our indictment, Justin Samuel was the first to be arrested and offered his testimony against me in exchange for a reduced sentence.

You can read 86-page Justin Samuel’s grand jury transcript at this link. His testimony and promise to testify at trial was a major factor in my eventual prison sentence.

A.L.F. snitches: where they are now

While “where are they now” rumors of Animal Liberation Front / Earth Liberation Front informants abound, ranging from former straight edge mink feed cooperative bombers gone 7-11 employee drug addicts to SUV-firebombers gone SUV-drivers, the resurfacing of Justin Samuel is among the more timely and confirmed updates on just where A.L.F. informants end up when they betray their friends, their movement, and the animals.

In August I wrote about the curious micro-trend of Animal Liberation Front informants going into the computer security field. Darren Thurston, who implicated several people in Animal Liberation Front and Earth Liberation Front arsons, is now a computer security consultant. Justin Samuel, on his UC-Berkeley graduate student profile, posts several articles he authored on computer security before surfacing on the Mozilla Firefox 4 team.

It is not unreasonable to speculate this may be more than a coincidence. The FBI would have an interest in placing its prized “ecoterrorist” assets in privileged positions of root-level access into our digital lives – after they’ve burned all bridges in our real ones.

Animal Liberation Front informants in the computer security field: Coincidence, or strategically placed “men on the inside”?

Open letter to Mozilla Firefox

A few questions that might be posed to Justin Samuel’s current employers at Mozilla (these are really three ways of asking the same thing):

*Do you feel employing Justin Samuel, someone who has has worked with the FBI as an informant, to be a credibility-compromising to your product, and trust-eroding among its users?

*Can you brand Firefox a “safe and secure” browser with someone who signed a plea agreement obligating him to provide information directly to the FBI?

*Can anyone feel comfortable using Mozilla Firefox 4 knowing a person responsible for making it “secure” has a working relationship with a federal law enforcement agency?

While I don’t believe in “internet security” (and am aware of Google / CIA links) I’m still going with another browser… starting now.

– Peter Young

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Milano – Microspie e macrostronzi

* comunicato della Panetteria Occupata

Dopo la microspia ritrovata nel contatore elettrico della Panetteria Occupata, nel mese di novembre sono stati rinvenuti a casa di alcuni compagni (in un amplificatore, nella cappa della cucina e in un televisore catodico) degli apparecchi con microfono e trasmettitore da 300 Mhz con una portata di 2-300 metri. In un caso con l´aggiunta di un telecomando di attivazione a distanza (da alcune centinaia di metri) e in un altro con l´aggiunta di una microcamera collegata a trasmettitore in banda UHF della medesima portata.
Non è la prima volta e di certo non sarà l´ultima che compagni e compagne si accorgono di essere oggetto di attenzioni particolari da parte della magistratura, delle forze di polizia, dei
servizi segreti ma ci preme sottolineare quanto la presenza di una videocamera nella propria abitazione risulti una violenza particolarmente odiosa.
Non ci deve stupire che nell’attuale congiuntura economica, segnata profondamente dalla crisi e dalle ricette padronali antiproletarie, il lavoro che da anni i compagni e le compagne portano avanti con determinazione possa assumere oggi maggiore rilevanza sia nel campo proletario che, di conseguenza, da parte dello stato.
L´enorme produzione legislativa bipartisan di questi ultimi anni in materia di “pubblica sicurezza” ha reso via via più agile lo squallido lavoro degli agenti della repressione: dall’uso più che disinvolto delle intercettazioni ambientali all’introduzione di nuove fattispecie di reato dai contorni sempre più aleatori e discrezionali, dalla facilità con cui viene disposta la carcerazione preventiva all’inasprimento delle condizioni detentive, fra le quali certamente l´uso prolungato dell’isolamento.
Questa legislazione che si nasconde dietro l´impronta emergenziale unitamente al grado di militarizzazione e alla crescente presenza di gruppi neofascisti nei quartieri se da una parte
rivela i timori padronali ed il tentativo di contenere preventivamente una possibile ripresa dello scontro di classe su scala allargata, dall’altra disegna i contorni del modello di società che si apre di fronte di noi, di una democrazia autoritaria.
Eventi come questi non devono farci paura né intimidirci ma spingerci a lottare con maggior coraggio e determinazione e ad unire le forze.

Milano, 12 dicembre 2010

Panetteria Occupata – via conte Rosso, 20 (Lambrate)

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Athens – LETTER FROM THE SPECIAL BASEMENT O THE 6TH WING OF KORIDALLOS PRISONS

* actforfreedomnow.blogspot.com

Since the 29th of November, we the three political prisoners of the underground special wing 6 of Koridallos, defendants for the case of Revolutionary Struggle, participated in the mobilizations of the prisoners of all prisons which either with prison food abstention, or with hunger strikes fight for the improvement of certain provisions of the C.C. (Correctional Code) regarding the leave days, the probations and disciplinary matters, decent treatment and improvement of the detainment conditions, the abolition of certain draconian penal provisions, special detainment conditions, reduction of the life sentence as well as the release of disabled prisoners and cancer patients.

In the frames of these demands it is also claimed that the special antiterrorist legislations that occasionally have been voted are abolished, with most recent those that passed in August that the “progressive” Kastanidis passed secretly and where its allowed for anonymous witnesses to testify in trials of cases of armed revolutionary organizations and “organized crime” as well as the penalization of violent action of demonstrators in mass mobilizations as “terrorist actions”.

Is not not accidental the situation in which they passed these two provisions since the present minister of “Justice” Kastanidis participates in a government of traitors of the Greek people that executes the commands of the lenders of the international economic elite.

It is natural that along with the application of the Memorandum, the repression of the state for the defense of the regime since they await social explosions that can put at risk its existence itself.

Also among the demands of the prisoners is the abolishment of the special regime of detainment of political prisoners whether its the special wing in the F.P.K. (female prisons of koridallos) where are detained the sentenced for the 17N (17November organization), or the basement of the 6th wing.

The 6th wing is an isolated small wing and the basement in which we are kept has 8 cells of 2 people.

The 6th was a building – warehouse which was transformed into a detainment space in 2002 when the 17N arrests happened.

For many months, the arrested of the 17N experienced a regime of isolation where they were locked in the cells 23 hours a day, without free access to information and correspondence, while to the courtyard – grave 20 x 10 meters that sees only to the sky through a barbwire, they came out 1 hour 2 people at a time and with the escort of a prison guard.

Even though this special regime was abolished, the basement of the 6th continues to function despite all the insufficiencies of the building infrastructure in air, lighting and the big tightness of space since outside the cells only a narrow corridor 10 x 2,5 m for the prisoners to walk.

As anyone can realize we have the same space that the domestic animals have in a cage or in a pen.

To the basement of the 6th, the prison authorities sends either prisoners like us political, with the decision of the ministry, or prisoners that are branded dangerous (e.g. to escape) and are sent here for isolation, or prisoners which have problems with other prisoners from other wings.

Despite all this, recently, the prison authorities have crammed 20 detainees in the basement of the 6th, putting a third person in the cells of two, which slept in the floor while the maximum capacity is 16 individuals in such a narrow space.

On Friday the 10th of December in the afternoon, some of us protested this situation to the sergeant on shift who although justified us regarding that this situation offends human dignity, declared to us he cannot do anything because there is no other space to put the extra prisoners.

After few hours and just before the prison closed, we were informed that the minister of “Justice” of the troika, Kastanidis, is visiting the prisons of koridallos to “discuss” with a “delegation” of detainees the demands which have been placed with the mobilizations that are taking place all over greece in all prisons.

Then we decided the 19 prisoners of the basement, with common defiance, to deny to enter the cells at 8.00pm in the evening as sais the regulation of the prison and we demanded that the minister himself to come and visits the basement of the 6th and see the situation for himself.

Since we realize that the minister came to koridallos in order to make another political “communication funfair” meeting with a non-existent “elected self-organized committee of struggle”, we denied as it was proposed to us by the prison authorities that 2 individuals go as representatives of the basement of the 6th and we insisted that he should come down to the basement and that we will not enter the cells if he does not come. We had no intention to “discuss” with someone that, because of his political identity, the fake promises and the “i will” is his profession, e.g. he had promised when he was in the opposition to abolish the “hoodlaw” (law which says that if you cause damage while wearing a hood or mask, its a terrorist action) while now as minister of the troika of the International Monetary Fund, European Central Bank. and the E.U. applies even more draconian laws.

Naturally our demand that the minister comes to the basement of the 6th was not accepted either because the “honorable” minister denied, or because the sergeant denied to transmit our demand.

We then decided that we are not going to enter the cells all night if the basement of the 6th is not relieved of the overcrowding, which means the transport of the extra prisoners, something that finally happened at 11.30 at night.

Nothing of course guarantees that we will not have similar situations in the future.

The obvious that we demand is dignity and this consists the abolishment of the basement of the 6th wing, the abolishment of the special division where they keep the sentenced of the 17N, the abolishment of every special regime of detainment for any category of prisoners, while we support all the demands of our fellow prisoners that participate in the mobilizations.

The most and real criminals are not behind the prison walls. The real robbers and murderers, those that rob the greek people, that plunder the wages and the pensions, those that deprive the care and health, are in the “Megaro Maximou” (maximou mansion, the greek equivalent of the white house, in the ministerial offices, in the seats of parliament, in the bourgeois districts, in the villas and in the luxurious offices of the bankers, the businessmen and the shipowners.

K.Gournas, S.Nikitopoulos, N.Maziotis

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Atene – Lettera dalla sezione speciale del 6° braccio della prigione di Koridallos

Dal 29 Novembre, siamo tre prigionieri politici nel 6° braccio di detenzione speciale della prigione di Koridallos, imputati nel caso di Lotta Rivoluzionaria, abbiamo partecipato alle mobilitazioni dei detenuti di tutte le prigioni tramite l’astensione dal cibo della prigione o lo sciopero della fame per ottenere l’applicazione delle normativa del Correctional Code riguardanti i giorni di permesso, le pene e le questioni disciplinari, un trattamento decente e un miglioramento delle condizioni di detenzione, l’abolizione delle pene draconiane, il regime di detenzione speciale, la riduzione dell’ergastolo e il rilascio dei prigionieri disabili o malati di cancro.

Nel quadro di queste richieste reclamiamo l’abolizione delle leggi speciali antiterroriste che sono state votate, di quelle più recenti passate in Agosto e che il “progressista” Kastanidis ha approvato di nascosto e il fatto che sia concesso a testimoni anonimi di testimoniare nei processi dei casi di organizzazioni armate rivoluzionarie e “crimine organizzato” così come in quelli di criminalizzazione delle azioni violente, considerate “azioni terroriste”, dei dimostranti durante le mobilitazioni di massa.

Non è un caso che il momento nel quale sono state approvate queste due disposizioni vede l’attuale ministro della “Giustizia” Kastanidis partecipare al governo dei traditori del popolo greco ed eseguire i comandi dei dirigenti dell’élite economica internazionale.

È naturale che con l’applicazione del Memorandum, la repressione di stato per la difesa del regime si aspetta conflitti sociali che posso mettere a rischio la sua stessa esistenza.

Tra le richieste dei prigionieri c’è anche l’abolizione del regime di detenzione speciale dei prigionieri politici, incluso il regime speciale nella prigione femminile di Koridallos dove esse sono detenute per il caso dell’Organizzazione 17 Novembre, o nel padiglione del 6° braccio.

Il 6° braccio è un braccio piccolo e isolato, il nostro settore contiene 8 celle da 2 persone.

Il 6° braccio era un deposito che poi è stato trasformato in celle di detenzione nel 2002 dopo gli arresti della 17 Novembre.

Per molti mesi, gli arrestati della 17 Novembre hanno subito un regime di isolamento e la chiusura nelle celle per 23 ore al giorni, senza un libero accesso alle informazioni e alla corrispondenza, mentre nel cortile, una fosse di 20 metri per 10 dalla quale il cielo si vede solo attraverso il filo spinato, sono potuti andare a coppia per la durata di 1 ora con la scorta di un secondino.

Anche se questo regime fosse abolito, la sezione del 6° braccio continuerebbe la sua funzione nonostante l’insufficienza delle infrastrutture a causa della limitatezza di aria, luce e spazi, fuori dalle celle c’è solo uno stretto corridoio percorribile di 10 metri per 2,5.

Come chiunque può capire abbiamo lo stesso spazio che gli animali domestici hanno in una gabbia o in un recinto.

Nella sezione del 6° braccio, le autorità penitenziarie spediscono i detenuti politici, col benestare del ministro, o i prigionieri considerati pericolosi (con pericolo di fuga) e che sono mandati li in isolamento, o prigionieri che hanno problemi con altri prigionieri negli altri settori.

Oltre tutto ciò, recentemente, le autorità penitenziarie hanno ammassato 20 detenuti nella sezione del 6° braccio, inserendo una terza persona in celle da due, la quale dorme per terra, mentre la capienza massima sarebbe di 16 persone in questo spazio limitato.

Nel pomeriggio del 10 Dicembre, alcuni di noi si sono lamentati della situazione con il sergente di turno che pur giustificandoci dicendo che la situazione offende la dignità umana, ci ha detto che non può far nulla perché non c’è altro spazio per mettere i prigionieri in soprannumero.

Dopo alcune ore e appena prima che la prigione chiudesse, siamo stati informati che il ministro della “Giustizia” della troika, Kastanidis, stava visitando la prigione di Koridallos per “discutere” con una “delegazione” di detenuti le richieste che erano state lanciate durante la mobilitazione che ha avuto luogo in tutte le prigioni greche.

In seguito abbiamo convinto i 19 prigionieri della sezione, come provocazione collettiva, a rifiutare di entrare nelle celle alle ore 20 come dice il regolamento della prigione e abbiamo richiesto che il ministro in persona venisse a visitare la sezione del 6° braccio per vedere la situazione con i suoi stessi occhi.

Da quando abbiamo capito che il ministro sarebbe venuto a Koridallos giusto per fare l’ennesimo politico “incontro di facciata” incontrandosi con un non esistente comitato di lotta auto-organizzato, abbiamo rifiutato di farci usare dalle autorità penitenziarie inviando due rappresentanti della sezione del 6° braccio, insistendo che sarebbe dovuto scendere giù lui e che noi non saremmo rientrati in cella se ciò non sarebbe avvenuto. Non avevamo intenzione di “discutere” con uno così, per via della sua identità politica, false promesse e i “lo farò” tipici della sua professione, visto che lui ha promesso quando era all’opposizione che avrebbe abolito la “Legge Cappuccio” ( la quale dice che se provochi dei danni mentre indossi una maschera o un cappuccio, compi un’azione terroristica ) mentre ora, che è diventato ministro della troika del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e dell’Unione Europea, applica leggi ancora più draconiane.

Dopo abbiamo deciso che non saremmo rientrati nelle celle tutta la notte se la sezione del 6° braccio non fosse stata risolto il problema del sovraffollamento, che significa il trasporto dei prigionieri in soprannumero, qualcosa che è accaduto alla fine verso le 23.30.

Niente del genere garantisce che non ci troveremo in futuro in situazioni simili.

Ovviamente chiediamo dignità e questa consista nell’abolizione della sezione del 6° braccio, l’abolizione del regime speciale dove sono rinchiusi gli accusati della 17 Novembre, l’abolizione di ogni regime speciale di detenzione per ogni tipo di prigioniero, proprio perché diamo supporto alle richieste dei nostri compagni prigionieri che partecipano alle mobilitazioni.

I veri criminali non stanno dietro le sbarre della prigione. I veri ladri e assassini, quelli che rubano al popolo greco, quelli che saccheggiano gli stipendi e le pensioni, quelli che smantellano il sistema sanitario, sono nel “Megaro Maximou” ( ovvero l’equivalente greco della Casa Bianca ), negli uffici ministeriali, nei seggi in parlamento, nei quartieri residenziali, nelle ville e negli uffici lussuosi dei banchieri, degli uomini d’affari e degli armatori.

K. Gournas, S. Nikitopoulos, N. Maziotis

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traduzione: Cenere

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Argentina – Un’esplosione a Buenos Aires…

* Culmine, 22.12.10

Fonti di agenzia argentine hanno informato che il 20 dicembre s’è verificata la detonazione di un ordigno davanti ad una filiale del Banco Francés, all’angolo tra Carlos Pellegrini e Arroyo, a Buenos Aires. Pare si sia trattato di un “lanza-panfletos”, uno spara-volantini caricato con dell’esplosivo. Danni solo materiali alla vetrata ed agli infissi della banca.

Tra i frammenti dei volantini, i giornalisti e gli investigatori sono riusciti a decifrare il messaggio. La stessa rivendicazione è stata poi inviata ad alcuni siti, che l’hanno pubblicata.

Culmine stavolta ha deciso di non pubblicare il comunicato, perché c’è la convinzione che qualcosa non torni.

In effetti, il comunicato riporta la firma di “Individualidades anarkistas Jorge Baños”. Il personaggio nominato era un avvocato e leader del gruppo MTD (Movimiento Todos por la Patria), protagonista dell’assalto a La Tablada, del 1989. Ovviamente, per chi conosce un po’ la storia dei movimenti rivoluzionari latino-americani, si ha a che fare con personaggi lontanissimi dall’anarchismo. Ma allora, qual è il senso da parte di “individualità anarchiche” nel rivendicare tali personaggi nelle loro azioni?

Diverse le ipotesi, sulle quali -per ora- preferiamo non entrare. Sarà il movimento anarchico argentino, se vorrà, a fornire delle chiavi di lettura su quanto sta accadendo in quel paese.

Resta in ballo un problema molto vivo: come comportarsi di fronte a comunicati ed azioni del genere? E’ sin troppo facile chiudere la questione dicendo “sono sempre i servizi”.

Compito di un movimento rivoluzionario è anche quello di smascherare dei tentativi di provocazione e/o di infiltrazione al suo interno.

Il silenzio, facendo finta di nulla, è la peggiore delle soluzioni. E’ per questo motivo che continueremo a pubblicare delle notizie, tratte da fonti di regime, in cui degli anarchici vengono tirati in ballo, sia in Argentina che in qualsiasi altro paese; anche nel caso in cui dovessero essere totalmente estranei ai fatti imputati.

Diverso è il discorso dei comunicati di rivendicazione: su questi bisogna stare molto attenti a non fare -involontariamente- il gioco della repressione.

Per chi volesse approfondire l’argomento -recenti rivendicazioni non pubblicate da Culmine-, ecco tre link (due argentini ed uno messicano). Ogni lettore sarà in grado di leggere tra le righe le ragioni della nostra distanza da simili discorsi.

# # #

1) http://hommodolars.org/web/spip.php?article3687

2) http://cedema.org/ver.php?id=4227

3) http://www.lahaine.org/index.php?p=50115

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B$. A$: Contra las confusiones

* vivalaanarquia

Como siempre decimos, nosotros alentamos todos los ataques contra el Poder en todas sus formas. En el caso de la explosión ocurrida el 20/12/2010 en un Banco Francés de Retiro publicamos la noticia con el fin de que se conozcan los hechos que están sucediendo en esta región, pero el exponer el comunicado difundido no significa que desde aquí se esta de acuerdo con lo dicho por semejante reivindicación. Sabemos de la contradicción de mezclar la anarquía con la patria, pero también sabemos la diversidad mental que cada uno pueda tener en su cabeza, por eso y aunque creemos que puede pasar tranquilamente, no vamos a lanzarnos fácilmente a decir que agentes de la represión están detrás de todo esto o en parte.

De lo que estamos seguros es que estas reivindicaciones “fantasmas” no pueden perjudicar a ningún compañero porque ningún compañero reivindicaría a ningún patriota. Claro esta también que el Poder puede manejar las cosas a su antojo y tergiversar los hechos y las ideas de las personas como quiera, pero eso traspasa los limites de la lógica, algo de lo que ya estamos acostumbrados a ver en las distintas represiones que se dieron contra compañeros en varias regiones del mundo, como en el caso de Chile en el que acusan a unos compañeros de pertenecer a un grupo anarquista jerarquizado y centralizado. Y cosas de este estilo son las que se pueden esperar de los verdugos en sus intentos desesperados de encontrar algo concreto y convincente (para ellos) que condene a los compañeros que luchan por un mundo mejor contra toda autoridad.

Repetimos que no son compañeros anarquistas los que reivindican a Jorge Baños, en todo caso serán “confundidos”. Y si los servicios están tras eso, solo nos queda decir que no confundirán las ideas de libertad.

Concluimos con que nos pareció interesante publicar esta noticia por la repercusión que tuvo y porque nos alegramos de que se haya destruido un lugar como ese, mas allá de quien lo hizo. Desde acá nunca se dijo estar de acuerdo con lo expuesto en ese comunicado, solamente se publico y nada mas, para que surjan los comentarios, análisis y reflexiones que tengan que surgir. De esa manera dejar de manifiesto las intenciones nuestras y/o la de nuestros enemigos pero nunca obviar los temas que nos conciernen estemos o no de acuerdo con ellos.

Viva La Anarquía

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Firenze – Tramvia, binari ‘incatenati’ e scritte anarchiche

fonte: stampa toscana del 21.12.10

Questa mattina, secondo quanto reso noto da una nota dell’Ataf, binari della linea 1 del tram sono stati trovati ‘incatenati’: ignoti avevano infatti legato tra loro con una catena due semafori alle Cascine.

Oltre a sbarrare il cammino del tram con il catenaccio, hanno anche lasciato lungo i binari un cartello con scritte di tenore anarchico. Sull’episodio stanno indagando le forze dell’ordine. Il servizio del tram è stato sospeso per pochi minuti.

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$hile – AGITACIÓN ANTICARCELARIA

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(en) Comunicato della Cospirazione delle Cellule di Fuoco del 25 novembre

Tradotto in inglese il lungo comunicato della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, relativo ai 14 plichi incendiari dei primi di novembre 2010 ed al successivo arresto di due compagni. Si spiegano le ragioni dell’azione.

Il testo, in pdf, è su – http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1240921

A presto, si spera, le traduzioni in italiano e spagnolo.

saluti ribelli

Culmine

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Venezuela – Aprobada ley de censura a Internet

* El Libertario

Al final de la tarde del lunes 20 de diciembre la Asamblea Nacional de Venezuela aprobó, tras realizar su segunda discusión, la “Ley de Responsabilidad Social en Radio, Televisión y Medios Electrónicos”, una reforma a una ley anterior cuya principal novedad fue la inclusión explícita de normativas que afectan los contenidos a ser difundidos por medios electrónicos, no sólo por los proveedores de servicios o administradores de sitios webs, sino también por los usuarios y usuarias.

El artículo 28 de la ley establece como prohibiciones la difusión de los siguientes mensajes por Internet:

a) Inciten o promuevan el odio y la intolerancia por razones religiosas, políticas, por diferencia de género, por racismo o xenofobia.

b) Inciten o promuevan y/o hagan apología al delito.

c) Constituyan propaganda de Guerra

d) Fomenten zozobra en la ciudadanía o alteren el orden público.

e) Desconozcan a las autoridades legítimamente constituidas.

f) Induzcan al homicidio.

g) Inciten o promuevan el incumplimiento del ordenamiento jurídico vigente.

Los numerados como a, b, c, d, e y g tienen un alto contenido discrecional y una interpretación exclusivamente política. Las sanciones previstas por la difusión de los anteriores mensajes serán adjudicadas no solamente a los responsables de los medios electrónicos, sino también a los proveedores de servicios. Los dueños del medio electrónico serán sancionados con multas entre 3250 a 211250 bs (entre 755 y 49000 dólares). Asimismo se establecen multas cuando se difundan alguno de los mensajes prohibidos anteriormente, se utilice el anonimato o “Promuevan, hagan apología o inciten a alteraciones del orden público”. De esta manera el gobierno venezolano prohíbe que por Internet se convoque al ejercicio al derecho a la manifestación pacífica.

Las autoridades pueden suspender por 72 horas la difusión de los mensajes y dar inicio a medidas cautelares innominadas a los infractores e infractoras. La aprobación de esta ley forma parte del paquete de leyes que, con la excusa de la emergencia por lluvias, el gobierno venezolano esta aprobando de manera extraordinaria, y que junto a la Ley Habilitante constituyen la interrupción del hilo constitucional más grave realizado en el país desde el año 2002. De esta manera el presidente Chávez y la Asamblea Nacional bajo su control están promoviendo una democracia dictatorial en Venezuela.

Si desea consultar el texto completo de la ley en: http://www.derechos.org.ve/proveaweb/?attachment_id=9516

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Santiago – 23 de diciembre – Manifestación contra la cárcel


23 DE DICIEMBRE / 19:00hrs

PLAZA DE ARMAS /SANTIAGO

Un llamado a todxs a difundir la movilización masiva que en estos momentos llevan a cabo presos de las cárceles en todo el país, como la huelga de hambre de 90 presos desde el 13 de diciembre en la cárcel de alta seguridad.

A atarcar los dispositivos de desinformación creando redes de apoyo y solidaridad con lxs compañerxs en lucha antipenal.

info: libertadalos14a.blogspot.com

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Comunicados de el Pepa y el Vini apropósito de la transimión especial de la radio 1º de mayo el dia 14 de diciembre

Para la radio

Saludos a todos y a todas…

Tras 4 meses de un hostigamiento constante de a ellos e innumerables escritos, de pronto llego…. Una semana desde que ingreso, se tardaron en desmantelarla y rearmarla –por seguridad, dicen- y ahora esta acá, 3 hermosas perillas, un pequeño parlante. Onda fm, perfecta en su simplicidad, sellada de cualquier obertura – por seguridad-

Es mi indiscutible e insignificante victoria, de pequeños gestos, donde se logro entrar por fin, una radio desde la calle a la sección de máxima seguridad, todo un acontecimiento para la burocracia carcelaria.

Compas, escuche el especial del 14 de agosto esas 12 horas solidarias (no confundir con las 24 hrs de amor jajaj ) de pronto la celda se lleno de recuerdos, de voces, de risas y conversas de compás… me entere de las palabras de otros hermanos, compartí el mate imaginario… sencillamente, compartimos a la distancia (con los presos y con ustedes)

Un fuerte saludo y abrazos en revuelta

A seguir construyendo solidaridad y multiplicar las redes de complicidad!!!

Felipe Guerra | el pepa | preso político antiautoritario

14 de dic de 2010

* * *

Que día!!!! Empezó con tantos saludos, tantos abrazos y cariños. En fin! Tanto amor que traspaso estos fríos muros que nos separan. Escuche muchas voces familiares, después de mucho tiempo y esas voces amistosas me hicieron sentir que estaba entre ustedes, compartiendo nuestras vidas, nuestras alegrías y penas, lxs senti cerca, muy cerca, muy cerca.

Durante las horas que estuvimos (y estamos y estaremos) en contacto gracias a las ondas radiales llenas de libertad, logre volar lejos de este cubo de hormigón, volé entre mis seres queridxs, para poder sentir el valor que brinda su cariño, aquel cariño que ya no ocupa mi corazón, la mayoría del tiempo, no porque no exista, sino porque estoy lleno de odio, ¿y como no estarlo?, si todos los días al primer y ultimo ser “humano” que veo es este o este otro carcelero, que me mira con desprecio y arrogancia, pero el desprecio es mutuo y no solo con el, también con todo este sistema que oprime mi cuerpo, mi espíritu y mis ideas y que busca hacerme claudicar por medio de amenazas, actos represivos y terror. (pero no lo lograra).

Hoy a cuatro meses de nuestro secuestro se alza el grito de libertad, que logro hacer eco hasta nuestras jaulas durante horas. Agradezco a todxs aquellxs que hicieron posible esta transmisión solidaria. A esxs que no se rinden y que cortaron las calles y desplegaron propaganda denunciando este montaje. También saludo a cada ser del mundo que no baja su mirada ante el poder y emite un grito de desafiante rebeldía.

Lamentablemente el día no podía ser tan bueno, no, faltaba la mala noticia de la jornada, le revocaron la libertad a la Andrea -que gran muestra de “justicia”- y de vuelta a la Prisión, otra vez a ser un numero que engruesa las abultadas listas de los centros de exterminio del capitalismo, campos de concentración en donde los poderosose esmeran en recluir a todxs ellxs que son muy feos, muy pobres, muy malos o disidentes; a todo ser que moleste mas de la cuenta, a cualquiera que no quiera someterse a su fascismocracia impuesta.

Y ahora tras la masacre de los 81 reclusos de sn miguel se pone de moda, en lo políticamente correcto tener un discurso reformista del sistema carcelario ¿para que? Pues para convertir el negocio de los presxs en algo aun mas rentable, para los empresarios y el gobierno, la escusa perfecta para implementar mas cárceles concesionadas y mas gendarmes, jajaja y quien gana? No los presxs, solo los grandes consorcios, que lucran aun mas, sangrándonos poco a poco durante nuestra reclusión, solo falta que a alguien se le ocurra exportar presxs, cual producto de desecho. Lxs presxs seguiremos siendo solo estadística en este sistema que rinde pleitesía al dios dinero, seguiremos siendo tratadxs como productos defectuosos que deben ser separados de los buenos ciudadanos ¿y que mas vamos a esperar? Somos enemigos, algunos circunstanciales otros eternos y jurados.

Por estos días existe un clima de rabia y rebeldía en muchas prisiones, donde motines y revueltas expresan la rabia acumulada por años y años de injusticias y abusos de poder, unamos nuestras fuerzas, esta es una gran oportunidad para atestarle un buen golpe al poder, apuntemos nuestros dardos contra todxs aquellxs que nos mantienen alejadxs de lxs que queremos. Alcemos nuestras voces en gritos libertarios, taquemos de cualquier forma que este en nuestras manos, no claudicaremos, a derrumbar los muros de todas las prisiones un saludo libertario y rebelde a todxs los presos del mundo que se levantan en contra de sus carceleros, libertad a todos y todas las presas que el miedo no apague la llama de rabia y rebeldía en nuestrxs corazones.

Diego y Gabiota libres y contentxs!!!

¡¡Fin a la ley antiterrorista!!!

¡¡Fin a los montajes!!

¡¡Libertad a todxs lxs presxs!!

¡¡Fuego a la cana!!

¡¡Fuego al poder y al capitalismo!!

Vinicio Carlo Aguilera Mery

Preso político punk anarkista

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Cile – 14 dicembre: comunicati da el Pepa ed el Vini sulla trasmissione speciale di radio 1º de mayo.

Per la radio

Saluti a tutti e tutte…

Dopo 4 mesi di costante persecuzione e di innumerevoli scritti, eccomi qui… Una settimana dopo il mio ingresso, -tanto hanno messo per smontarla e rimontarla- per sicurezza dicono, eccomi con la mia radio. Tre piccoli pulsanti, un piccolo altoparlante, ad fm, perfetta nella sua semplicità, totalmente richiusa (sempre per sicurezza).

E’ la mia indiscutibile ed insignificante vittoria, fatta di piccoli gesti, da quando s’è riusciti a farla entrare. Una radio dal di fuori all’interno della sezione di massima sicurezza, un avvenimento per la burocrazia carceraria.

Compagni, ho ascoltato lo speciale del 14 agosto, quelle 12 ore solidali (da non confondere con le 24 ore d’amore, eh, eh!). All’istante la cella s’è riempita di ricordi, voci, sorrisi e conversazioni tra compagni… sono venuto a sapere degli altri compagni, ho condiviso il mate immaginario… semplicemente, abbiamo condiviso dalla distanza (con i prigionieri e con voi).

Un fuerte saludo y abrazos en revuelta

A continuare a costruire la solidarietà ed a moltiplicare le reti di complicità!!!

Felipe Guerra | el pepa | prigioniero politico antiautoritario

14 dicembre 2010

* * *

Che giornata!!! E’ iniziata con tanti saluti, tanti abbracci e tante tenerezze. Alla fine, tutto quest’amore ha travalicato queste fredde mura che ci separano. Ho ascoltato molte voci familiari, dopo tanto tempo e quelle voci amichevoli m’hanno fatto sentire che ero tra voi, condividendo le nostre esistenze, le nostre gioie e pene. L’ho sentito vicino, molto, molto vicino.

Durante le ore che siamo stati (e siamo e saremo) in contatto grazie alle onde radio piene di libertà, sono riuscito a volare lontano da questo cubo di cemento armato, ho volato tra i miei cari per poter sentire quanto vale il loro affetto, quell’affetto che non occupa più il mio cuore per la gran parte del tempo. Non è che non esista, ma è perché sono pieno d’odio. Come non esserlo? Se tutti i giorni il primo e l’ultimo essere “umano” che vedo sono tale o talaltro carceriere, che mi guardano con disprezzo ed arroganza. Ma il disprezzo è reciproco e non solo con essi, ma anche verso tutto questo sistema che opprime il mio corpo, il mio spirito e le mie idee e che cerca di farmi claudicare attraverso minacce, atti repressivi e terrore (ma non ci riuscirà).

Oggi, a quattro mesi dal nostro sequestro si eleva il grido di libertà, che ha avuto la sua eco nelle nostre gabbie per ore. Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile questa trasmissione solidale. Ringrazio quelli che non s’arrendono e che hanno bloccato le strade e diffuso propaganda per denunciare questa montatura. Saluto anche ogni essere che nel mondo non abbassa lo sguardo dinanzi al potere ed emette, con tono da sfida, un grido di ribellione.

Purtroppo la giornata non poteva essere così buona, la cattiva notizia è che hanno revocato la libertà di Andrea -che gran dimostrazione di “giustizia”-. Di nuovo in Prigione, di nuovo un numero che aumenta i gonfi elenchi dei centri di sterminio del capitalismo, campi di concentramento in cui i potenti si impegnano nel recludere chiunque sia piuttosto brutto, povero, cattivo o dissidente, insomma ogni essere che molesti più del dovuto, chiunque non voglia sottomettersi alla loro imposta fascismo-crazia.

Ed adesso dopo il massacro degli 81 reclusi di San Miguel è divenuto di moda ed è politicamente corretto tenere un discorso riformista sul sistema carcerario. Perché? Logico, per convertire l’affare dei detenuti in qualcosa di più vantaggioso, da parte degli imprenditori e del governo. La scusa perfetta per implementare altre carceri in concessione ed altri gendarmi, eh, eh! Chi ci guadagna? Non i detenuti, solo le grandi imprese, che lucrano sempre più, facendoci sanguinare poco a poco durante la nostra reclusione. Manca solo che a qualcuno passi per la testa di esportare i detenuti, come prodotti di scarto. Noi prigionieri continueremo ad essere solo statistica in questo sistema che rende omaggio al dio denaro, continueremo ad essere trattati come prodotti difettosi da separare dai buoni cittadini. Cosa potremmo aspettarci?. Siamo nemici, alcuni per delle circostanze, altri eterni e giurati.

In questi giorni si respira un clima di rabbia e di ribellione in molte prigioni, in cui sommosse e rivolte esprimono la rabbia accumulata da anni ed anni di ingiustizie ed abusi di potere. Uniamo le nostre forze, questa è una grande opportunità per assestare un buon colpo al potere, puntiamo i nostri dardi contro tutti quelli ci mantengono lontani da quelli cui vogliamo bene. Eleviamo le nostre voci con grida libertarie, macchiamo in qualche maniera le nostre mani, non claudicheremo, ad abbattere le mura di tutte le prigioni.

Un saluto libertario e ribelle a tutti i prigionieri del mondo che si sollevano contro i loro carcerieri, libertà per tutti e tutte i/le prigionieri/e

Che la paura non spenga la fiamma di rabbia e di ribellione nei nostri cuori.

Diego e Gabiota liberi e contenti!!!

Fine alla legge antiterrorista!!!

Fine alle montature!!

Libertà per tutti i prigionieri!!

Fuego a la cana!!

¡¡Fuego al poder y al capitalismo!!

Vinicio Carlo Aguilera Mery

Prigioniero politico punk anarchico

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$hile – Adjudicacion bombazo al departamento de tecnología e informática de Carabineros, en Independencia


* comunicado enviado a hommodolars.org

Mediante este estallido queremos recordar y vengar a los hermanos caidos en la matanza de san miguel y solidarizar con sus familias y con lxs diferentes hermanxs que se encuentran con movilizaciones al interior de lasd carceles.

Con este estallido queremos demostrar nuestro odio y desprecio a la nefasta institucion de lxs pacos,detonando la noche de ayer un artefacto en el lugar donde velan a sus muertos y lugar donde se encuentra la radio de los pacos. Vaya tambien nuestro inzurrecto saludo a lxs hermanxs encausadxs por el llamado caso bombas y a todxs lxs hermanxs secuestradxs por el estdo-capital a lo largo del mundo.

Que este sea tambien un llamado a seguir multiplicando los ataques buscando la venganza por los 83 hermanos asesinados y por todx ser pisoteado por esta sociedad asquerosa.

Venganza por la matanza de san miguel

Presxs del 14 de agosto a la calle

Desprecio y odio al fiscal peña y su jefe hinzpeter

abajo las carceles del estado asesino

Comando Vengativo 8 de Diciembre

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Cile – Rivendicazione dell’attentato esplosivo contro il dipartimento di tecnologia ed informatica dei Carabineros, a Independencia

* comunicato inviato ad hommodolars.org

Con questa esplosione vogliamo ricordare e vendicare i fratelli caduti nella mattanza di San Miguel e solidarizzare con le loro famiglie ed i diversi fratelli e sorelle che si stanno mobilitando all’interno delle carceri.

Con questa esplosione abbiamo voluto mostrare il nostro odio ed il nostro disprezzo verso la nefasta istituzione degli sbirri, facendo detonare nella notte di ieri un ordigno nel luogo in cui vegliano i loro morti e nel luogo in cui si trova la radio degli sbirri. Il nostro saluto insorgente è anche diretto ai fratelli ed alle sorelle accusati/e per il cosiddetto caso bombas ed a tutti i fratelli e sorelle sequestrati/e dallo Stato-Capitale in tutto il mondo.

Che questo sia anche un appello a continuare a moltiplicare gli attacchi, cercando la vendetta per gli 83 fratelli assassinati e per tutti i calpestati da questa schifosa società.

Vendetta per la mattanza di San Miguel

Prigionieri/e del 14 agosto liberi

Disprezzo ed odio verso il procuratore Peña ed il suo capo Hinzpeter

Abbasso le carceri dello Stato assassino

Comando Vengativo 8 de Diciembre

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Madrid – Saboteados 40 bancos y 10 inmobiliarias en Carabanchel

* madrid.indymedia.org

La noche del jueves 16 al viernes 17 fueron inutilizados alrededor de 40 cajeros y selladas las puertas de 10 inmobiliarias en el barrio madrileño de Carabanchel en respuesta a la amenaza de desalojo del CSOA Mercado Puerta Bonita.

…………….que se extienda la llama…………………..(-A-)

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Greece – Targeting as evidence. On the arrest on anarchist Christos Politis

translation of the letter of comrade Kostas Mparlis, who was arrested together with imprisoned comrade Christos Politis.

Christos Politis is acccused for participating in terrorists’ organization

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*athens.indymedia.org

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Targeting as evidence – On the arrest on anarchist Christos Politis

On Saturday December 4, around 16:00 and while we were sitting with the comrade and friend Christos Politis in a cafeteria in a central area of Exarchia, we became witnesses of a Hollywood-esque police mission. We would soon find out the hard way we were to become co-stars.

While we were uneasily observing the 20-30 policemen standing close to us and looking at the opposite direction, we decided to leave. To my surprise I saw them moving towards Christos and when I got closer to see what’s going on, they moved towards me too. They forced us to the wall, and they gave no answers to our questions on what’s going on. Amidst protestation from people working in or visiting the area, they lead us cuffed behind our back to Akademias street. There, they put us in a police car and with the company of a noisy convoy of motorbikes and cars they lead us to GADA (Athens Police Headquarters). On the way, a policeman on a motorbike approached the window of the car we were in and, calling us with our last names, he told us we were going to pay for a lot…

Once we were there (GADA) they lead us to the 12th floor and, following orders of someone they called “chief” they lead us to a room and immediately separated us from each other. I was put in an adjacent room cuffed behind my back, facing the wall, with three hooded men guarding me. In my repeating questions on why was I there, why was I cuffed and if was accused of anything, the only answers I got were “you will see” and “when you’ll be accused of something you’ll be the first to know”. They searched me top to toe for the umpteenth time, they thoroughly noted everything I had on me, subsequently put it in nylon bags and took it away.
Time was passing by and while I was still getting no answers, at a certain point towards nighttime I heard from a nearby area a newscast talking about arrests (men-women), guns, explosives, terrorist lairs and so on. The scenario that had been already constructed hours before our adduction, was now taking shape.
Later, while I was still tied up facing a wall and deprived of any communication or eye-contact with anyone, I demanded a chair to at least sit, which they gave me. Some hours later, I heard from outside the room some people saying “let’s see him now”. The door opened, the hooded guards turned me to face it and left. Their place was taken by others who tried to interrogate me. In their typical questions, and in their prompt to make a conversation that “might help me in my present state”, and in their asking me to provide “explanations to ease my situation”, the only answer I gave was that I wanted to know if I was accused of something and talk to my lawyer or otherwise, to be let go. After insisting for a while they commented “he is not cooperating” to each other and left the room. Their place was then taken by a hooded man and a more “pleasant” guy, who suggested I didn’t turn back to the wall and to chat for a bit instead. I gave him the same answer and I turned to the wall myself. Some hours later I heard some voices saying “he is going”. They got in, untied me and said “take your stuff, you’re leaving”. While I was gathering my stuff I repeatedly asked about Christos, for whom they told me he is being held.

Despite my 16-hours discomfort, the real discomfort began once I left GADA. While the lawyer couldn’t find out if Christos was accused of anything, I began to discover the attack of the media against me during my retention. I learned that I’m extremely “violent”, “blood-thirsty”, “ruthless” and more, according to the media. When I got home I found out that not only a search had been carried out with no witnesses apart from policemen, but also the lock had been changed. Still trying to realize what’s happening, what’s missing from my apartment and what I can do, I learn (from the media again) that my comrade Christos Politis is being charged (with non-existent evidence apparently) as a member of an armed organization, the name and actions of which were not specified. The following day in the court where the arrested of Saturday were being tried, there was a solidarity gathering. There I was informed by lawyers on the confiscation account on my apartment, which included the following “unspeakable” elements: old photographs, books, a knife inside a black holster with the inscription “Crete”, my computers, as well as a wisp of hair, which I suppose testifies to the fact that I cut my hair myself, and not the desire of the anti-terrorist sector (ATS) to have my DNA spare for any use. After I left the area of the courts, cops were waiting for me by my motorcycle. They stopped me and searched me and to my question “What now?” they told me the officer had something to tell me. After a couple of minutes, while comrades were gathering around me, they let me go. In the following two days, Christos is summarily remanded in custody, making evident that no evidence is needed, apart from the profile that the ATS concoct and leak through their cooperators, the journalists.

So the more non-existent the evidence, the more shameless the media mendacity that followed. Just like a cesspool exploding, unsigned publications emerged, which present me as a definite member of organizations and “temporarily free”, my house as a terrorist lair, and the ATS at fault for still leaving me wander free. Many comrades are photographed as members of one or another “organization”, completely unsubstantially, arrest warrants are being advertised on newscasts and so, what was already commonplace is being proven yet once more: that blood-thirsty, ruthless, cannibals and henchmen of the mechanisms of the system are the journalists and co., who reproduce this mud.

In a period of political, social and financial crisis, when the certainties provided by the system have collapsed and everything seems possible, the state, by personifying the internal enemy, by intensifying the suppression against the movement, diffuses it into all social levels. Where in the recent past in lack of evidence the state penalized personal relationships and friendships has now begun creating them in order to penalize them.
And if the state has decided to annihilate its political enemies by fabricating culprits and suspects, the journalists have undertaken the dirty work of slander and social isolation of those who are targeted.

As of my person, I declare that I am an anarchist and the only “organization” in which I actively participate for years is the one of the social fights which promote friendly relationships, solidarity with the oppressed and the fighters, the self-organizing, the horizontal structures, the clashes for the overthrow of the state and the capital, to the freedom of all of us.

BACK OFF RUFFIANS – GO FORTH COMRADES
FREEDOM TO CHRISTOS POLITIS
FREEDOM TO ALL PRISONERS UNTIL THE LAST JAIL COLLAPSES

Kostas Mparlis
16/12/2010

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Kostas Mparlis – Sull’arresto dell’anarchico Christos Politis

Sabato 4 Dicembre, intorno alle 16 mentre eravamo seduti con il compagno e amico Christos Politis in un bar nella zona centrale di Exarchia, siamo diventati testimoni di una hollywoodiana operazione di polizia. Presto abbiamo scoperto con difficoltà che saremmo diventati delle celebrità.

Mentre venivamo controllati con disagio da 20-30 poliziotti, che ci stavano vicini e guardavano nella direzione opposta, abbiamo deciso di andarcene. Con mia sorpresa li ho visti muoversi verso Christos e quando mi sono avvicinato per vedere cosa stesse succedendo, loro si sono avvicinati anche a me. Ci hanno sbattuti contro il muro, e non hanno risposto alle nostre domande riguardo cosa stesse succedendo. Viste le proteste delle persone che lavoravano nella zona, ci hanno portato ammanettati in Akademias street. Lì, ci hanno messi in una macchina della polizia e con la compagnia di un rumoroso seguito di moto e macchine siamo stati condotti al GADA (Sede principale della polizia di Atene). Nel tragitto, un poliziotto sulla moto si è avvicinato al finestrino della macchina dove stavamo noi e, chiamandosi per cognome, ci ha detto che l’avremmo pagata duramente…

Giunti al GADA ci hanno portati al dodicesimo piano e, seguendo gli ordini di qualcuno che chiamavano “capo” ci hanno trasferiti in una stanza e subito dopo ci hanno separati. Io sono finito, ammanettato, in una stanza adiacente, faccia al muro, con tre vigilanti incappucciati che mi controllavano. Nel mio ripetersi di domande sul perché mi trovassi lì, perché fossi ammanettato o se ero accusato di qualcosa, l’unica risposta è stata “lo vedrai” e “quando sarai accusato di qualcosa sarai il primo a saperlo”. Mi hanno perquisito da capo a piedi per l’ennesima volta, hanno verbalizzato tutto ciò che avevo con me, mettendo poi tutto in una borsa poi portata via.

Il tempo passava, mentre io non ricevevo risposte. Ad un certo punto nella notte ho sentito da un ambiente vicino un notiziario che parlava di arresti (uomo-donna),pistole, esplosivi, covi terroristi e quant’altro. Lo scenario che era stato già costruito ore prima del nostro arresto, adesso stava prendendo forma.

Dopo, mentre ancora ero ammanettato faccia al muro e privato di ogni comunicazione o contatto visivo con chiunque, ho richiesto una sedia per sedermi, e me l’hanno data. Qualche ora dopo, ho sentito da fuori la stanza che qualcuno diceva “Andiamo a vederlo ora”. La porta si aprì, le guardie incappucciate mi girarono per affrontarmi e andarono via. Vennero rimpiazzate da altri che cercarono di interrogarmi. Alle loro tipiche domande, e ai loro tentativi di fare una conversazione che “mi avrebbe aiuto nell’attuale stato”, alla loro richiesta di fornire “spiegazioni per chiarire la mia posizione”, l’unica risposta che gli ho dato è stata che volevo sapere se ero accusato di qualcosa e parlare al mio avvocato o altrimenti essere rilasciato. Dopo aver insistito un po’ si sono detti “non sta cooperando” e sono usciti dalla stanza. Sono stati sostituiti da un uomo incappucciato e da un tipo più “gentile”, il quale mi ha suggerito di chiacchierare un po’ e di non girarmi verso il muro. Gli ho dato la stessa risposta e mi sono girato verso il muro. Qualche ora più tardi ho sentito alcune voci che dicevano “lui sta per andare”. Sono entrati, mi hanno tolto le manette e hanno detto “prenditi le tue cose, stai per andare”. Mentre stavo raccogliendo le mie cose ho chiesto ripetutamente di Christos, e mi hanno detto che era stato imprigionato.

Nonostante le mie sedici ore di disagio, il vero disagio è cominciato una volta lasciato il GADA. Mentre l’avvocato non riusciva a capire se Christos fosse accusato di qualcosa, io ho iniziato a scoprire l’attacco dei media contro di me durante la mia detenzione. Ho scoperto che sono estremamente “violento”, “assetato di sangue”, “spietato” e altro ancora, secondo i media. Quando sono tornato a casa ho trovato che non solo era stata fatta dai poliziotti una perquisizione senza testimoni, ma anche la serratura era stata cambiata. Provando ancora a capire cosa stava succedendo, cosa mancava dal mio appartamento e cosa potevo fare, ho saputo (sempre dai media) che il mio compagno Christos Politis era stato accusato (apparentemente senza prove) di essere un membro di un’organizzazione armata, il cui nome ed azioni non erano specificati. Il giorno seguente nel tribunale dove gli arrestati di Sabato erano stati giudicati, c’è stato un presidio solidale. Lì sono stato informato dagli avvocati circa il mandato di sequestro del mio appartamento, che include il seguenti elementi “indicibili”: vecchie foto, libri, un coltello dentro un fodero nero con la scritta “Crete”, i miei computer, una ciocca di capelli, che suppongo dimostri che mi taglio i capelli da solo, e non desidero che la divisione antiterrorista (ATS) abbia il mio dna per qualsiasi uso. Dopo aver lasciato la zona del tribunale, i poliziotti mi stavano aspettando vicino alla mia moto. Mi hanno fermato e perquisito, e alla mia domanda “E ora?” mi hanno detto che un ufficiale aveva qualcosa da dirmi. Dopo un paio di minuti, mentre i compagni si radunavano intorno a me, mi hanno lasciato andare. Nei due giorni seguenti, Christos è stato sommariamente tenuto in custodia, rendendo evidente che non c’era bisogno di prove, eccetto il ritratto architettato dall’ATS e ciò che era trapelato attraverso i loro cooperatori, i giornalisti.

Quindi alla non esistenza di prove, sono seguite le falsità senza vergogna dei media. Come un pozzo nero che esplode, sono emersi scritti non firmati, che descrivevamo me come membro di un’organizzazione “al momento libero”, la mia casa come un covo terrorista, e l’ATS che si sentiva in colpa per avermi lasciato liberi. Molti compagni sono stati ritratti come membri di un’altra “organizzazione”, completamente inesistente, mandati di arresto sono stati diffusi nei notiziari e altro ancora, ciò che già si sapeva è stato ripetuto ancora una volta: che assetati di sangue, spiegati, cannibali e tirapiedi del meccanismo del sistema sono i giornalisti e chi diffonde questo fango.

In un momento di crisi politica, sociale e finanziaria, dove le certezze garantite dal sistema sono collassate e tutto sembra possibile, lo stato, tramite l’impersonificazione del nemico interno, l’intensificazione della repressione contro il movimento, si diffonde in tutti i livelli sociali. Se nel recente passato in mancanza di prove lo stato ha criminalizzato le relazioni personali e l’amicizia, adesso ha iniziato a crearle per poi criminalizzarle.

E se lo stato ha deciso di distruggere i suoi nemici politici fabbricando colpevoli e sospetti, i giornalisti fanno il lavoro sporco di calunniare e isolare socialmente coloro che sono loro bersagli.

In quanto a me, dichiaro che sono un anarchico e l’unica “organizzazione” dove partecipo attivamente da anni è quella dei conflitti sociali dove creo relazioni amichevoli, solidarietà con gli oppressi e coi combattenti, autorganizzazione, strutture orizzontali, lotta per il rovesciamento dello stato e il capitale, per la libertà di tutti noi.

State indietro ruffiani – Andiamo avanti compagni

Libertà per Christos Politis

Libertà per tutti i prigionieri fino a che l’ultima prigione crolli

Kostas Mparlis

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traduzione dall’inglese: * cenere

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Portogallo – Attaccata ambasciata svizzera di Lisbona in solidarietà con Costa, Silvia, Billy e Marco

* informa-azione.info – riceviamo da mail anonima

“Nella notte del 14 dicembre un gruppo di “ninja-ginja” ha attaccato
l’ambasciata svizzera con bombe di tinta ,scritte sui muri e saldando a
freddo la porta d’entrata.
trovando in una tranquilla mattina
lisbonense le scritte:” SOLIDARIEDADE COM OS ANARQUISTAS PRESOS.”
“LIBERTA’ PER BILLY, COSTA ,SILVIA E MARCO” “TODOS LIVRES”
hanno messo una pattuglia all’entrata………
la solidarieta’ e piu’ forte della loro sicurezza
la liberta’ e’ piu’ forte delle loro prigioni……
….. ora hanno paura anche in portogallo!”

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Buenos Aires – Un explosivo casero estalló en el cajero de un banco en Retiro

desde la prensa argentina del 20.12.10

Una bomba lanzapanfletos explotó en una sucursal del Banco Francés. El atentado se lo adjudicó un grupo llamado “Anarkista Jorge Baños” quien era integrante del MTP, fuerza que participó del copamiento del Regimiento de La Tablada.

Una bomba lanzapanfletos estalló esta madrugada en un cajero de la sucursal del Banco Francés ubicado en el barrio porteño de Retiro.
El hecho, donde no se registraron heridos, fue alrededor de las 3.50 en la calle Carlos Pellegrini 1413, de la ciudad de Buenos Aires.
La explosión provocó daños en el frente de la entidad en el séptimo atentado explosivo contra un banco en lo que va del año.
El ataque se lo habría adjudicado un grupo autodenominado “Anarkista Jorge Baños”. Personal de la comisaría 15 trataba esta mañana de establecer cuántas personas participaron en el hecho mientras que efectivos de Brigada de Explosivos analizaban los restos del artefacto.

Jorge Baños era integrante del Movimiento Todos por la Patria (MTP), agrupación política que participó del copamiento del Regimiento de la Tablada el 23 de enero de 1989.

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Dos bombazos registrados esta madrugada en Santiago

desde la prensa $hilena del 20.12.10

El Grupo de Operaciones Policiales Especiales (Gope) y Laboratorio de Criminalística (Labocar) de Carabineros indagan los dos atentados explosivos registrados esta madrugada en la capital, los que afectaron a una sucursal bancaria y un recinto de la policía uniformada.

De acuerdo a los antecedentes, a eso de las 00:15 horas, un artefacto explosivo de ruido estalló en la oficina del Banco Santander, situado en Vicuña Mackenna con Victoria, sector céntrico sur de la capital, a pocos metros del canal Megavisión.
La explosión causó daños en los ventanales del frontis y, según se informó, no se encontraron panfletos y nadie se ha reinvidicado el hecho.

Seguidamente, unos 15 minutos después otro bombazo ocurrió en un recinto policial, en Vivaceta 647 esquina de Retiro. También, se trató de un aparato artesanal de ruido y no se hallaron panfletos.

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Detectan uso de explosivo militar e industrial en ataque a recinto de Carabineros

Un explosivo industrial y militar fue el utilizado esta madrugada para atacar al Departamento de Tecnología de la Información y Comunicaciones de Carabineros, ubicado en la esquina de la Avenida Fermín Vivaceta y calle Retiro, en la comuna de Independencia.

La información fue entregada por fuentes de la institución policial, que indicaron que el ataque ocurrió a las 00.05 horas de este lunes y que el atentado que afectó a una sucursal del Banco Santander en Santiago Centro sucedió siete minutos más tarde.

De acuerdo a los datos entregados esta mañana a partir de las indagaciones hechas por el GOPE, el explosivo usado en el recinto policial era del tipo RDX y dinitrotolueno.

Hasta el momento no se ha podido establecer el tipo de contenedor del artefacto y la forma en que fue detonado, causando daños en la reja metálica, en seis vidrios, la mampara del hall y la puerta de una bodega. Tampoco se encontraron panfletos o rayados que permitieran dar pistas sobre los autores del ataque.

En cuanto a la bomba que explotó en la sucursal bancaria, se determinó que fue activada electrónicamente mediante un sistema de timer a base de dos pilas, y que fue transportada en un bolso de color negro.

El ministro del Interior, Rodrigo Hinzpeter, aseguró que los hechos ya están siendo investigados por el fiscal regional sur, Alejandro Peña, y dijo que el Gobierno espera “que se esclarezca si se trata de grupos y procedimientos nuevos o son los mismos de antes”.

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Ted Kaczynski – Un commento sul disastro petrolifero nel Golfo del Messico

[Nota: il seguente scritto può aiutarci ad analizzare le problematiche relative all’estrazione delle “materie prime” a livello globale.

trad. di Culmine dalla versione in spagnolo tratta da * rompiendoelasfalto.blogspot.com]

In generale, la gran parte della gente accusa del disastro la British Petroleum, l’industria petrolifera o le grandi multinazionali. E’ certo, naturalmente, che le multinazionali sono avide, spietate e disoneste, e che l’industria petrolifera, e la BP in particolare, hanno la responsabilità immediata di quanto accaduto nel Golfo del Messico.

Tuttavia, nella misura in cui la moderna tecnologia continua a progredire, si verificheranno disastri provocati artificialmente, in un modo o nell’altro. La supervisione, per quanto possa essere rigida, non potrà mai evitare tali disastri. Non solo perché ci saranno sempre l’irresponsabilità, la negligenza e gli errori, ma anche perché l’introduzione di una nuova tecnologia inevitabilmente comporta conseguenze che nessuno può prevedere in anticipo, per quanto scrupolosa e responsabile sia tale introduzione. (1) Questo è il motivo per cui i disastri di solito provengono da cause insospettate. Maggior è il potenziale apportato dalla tecnologia, più grandi saranno i disastri che si produrranno. (2)

Perciò, anche se la causa immediata del disastro del Golfo del Messico è la negligenza da parte di BP, la causa sottostante è la stessa moderna tecnologia in sé. La gente commette l’errore di vedere i moderni problemi in maniera isolata. Si verifica un disastro nel Golfo del Messico, pertanto dovremmo essere più rigidi con le compagnie petrolifere; il tasso di depressione clinica continua ad aumentare, pertanto dovremmo trovare migliori terapie; il pianeta si riscalda, pertanto dovremmo sviluppare nuove forme per produrre l’elettricità, ecc. La gente deve tener presente il fatto che tali problemi, e praticamente la totalità dei più gravi problemi dei tempi moderni, sono conseguenze dirette od indirette del progresso tecnologico. (3) Man mano che la tecnologia avanza, saremo sempre più intrappolati dai problemi, e non ce ne libereremo fino a che non faremo a meno del sistema tecnologico nel suo insieme. Se non ci liberiamo del sistema tecnologico, esso si libererà di noi, prima o poi.
Ted Kaczynski, 10 giugno 2010

Note:Traduzione da “A Comment on the Oil Spill” a carico di Último Reducto.
(1)
Technological Slavery, Feral House, 2010, pagg. 93 e 212. The Road to Revolution, Xenia, 2008, pagg. 78-79, 177-178.
(2)
Technological Slavery, pag. 278. The Road to Revolution, pagg 236.
(3)
Technological Slavery, pag. 268. The Road to Revolution, pagg 224-225.

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Santiago – Bombazo contra sucursal de BancoEstado

desde la prensa $hilena del 18.12.10

Esta madrugada un artefacto explosivo detonó al interior de una sucursal bancaria del BancoEstado, ubicada en la comuna de Renca en Santiago, dejando daños de consideración.

El artefacto de fabricación casera, y que habría sido elaborado con explosivo de tipo industrial causo daños en la parte de los cajeros automaticos del Banco destrozando los ventanales y el cajero, tambien se registraron daños en la muralla de concreto.

Hasta el lugar, situado en Avenida Eduardo Frei Montalva 2250, llegaron carabineros de Labocar, OS-9 y del GOPE quienes afirmaron que el objetivo de la explosión era robar el dinero del cajero automatico, pero que producto de la detonación gran parte del dinero se quemo y que lxs desconocidxs solo se habrian llevado cerca de 700 mil pesos.

En la sucursal del BancoEstado, que cuenta con cámaras de seguridad, no se hallaron panfletos ni rayados alusivos a alguna causa. Y hasta el momento ningun grupo se ha adjudicado el bombazo.

Carabineros entregó los antecedentes a la fiscalia Centro Norte.

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Santiago – Sobre lo ocurrido el 15 de diciembre

* vivalaanarquia.wordpress.com

Hoy miercoles 15 nos hemos reunido bajo la informarmalidad una veintena de individuxs para agitar por nuestr@s compañer@s pres@s detenidxs ya hace 4 meses por el caso salamandra.
donde nos reunimos en plena arteria capitalina para hacer un corte de calle donde comensamos en republica con alameda y terminamos en matucana en donde fueron atacados varios bancos supermercados multitiendas las cuales fueron destrozadas sus vitrinas las motos de telepiza fueron usadas como barricadas y fue saqueado el local dogguis donde se detruyo y uso como barricadas intrumentos de uso diario, y en el caso de fashion park fue destruida su vitrina y se repartio la ropa a la gente que esperaba la locomocion colectiva, a pesar de ser muy pocos compañer@s estubimos como 20 minutos haciendo daño a la inmovilaria prendimos varias veces barricadas para dificultar el avance policial 3 veces hubo precencia policial y a la tercera nos dispersamos ya que era un contigente grande.

en chile, wallmapu, argentina, mexico, grecia y suiza
presos y presas en guerra a la kalle
libertad a lxs compañerxs del caso bombas
por la destruccion de la sociedad carcelaria
mauricio morales presente
gabriela curilem y diego rios que su fuga sea eterna

SOLIDARI@S CON L@S PRES@S

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Santiago – Su quel che è accaduto il 15 dicembre

Oggi, mercoledì 15, ci siamo informalmente riuniti in una ventina di individui per agire e solidarizzare con i nostri compagni prigionieri da 4 mesi per il caso salamandra (“caso bombas”).
Ci siamo trovati in una delle principali arterie di Santiago per fare un blocco stradale. Abbiamo iniziato all’incrocio tra Republica e Alameda ed abbiamo finito a Matucana, dove sono state attaccati diversi supermercati, banche e negozi, distruggendone le vetrine. Le moto di Telepizza sono state usate per delle barricate ed è stato saccheggiato il locale Dogguis, che è stato distrutto. Usati per le barricate degli strumenti d’uso quotidiano. Nel caso di Fashion Park ne è stata distrutta la vetrina, ripartendo i vestiti tra la gente che attendeva gli autobus. Nonostante fossimo in pochi compagni, siamo stati per circa 20 minuti a danneggiare gli arredi urbani. Diverse volte abbiamo innalzato delle barricate per rendere difficile l’avanzata della polizia. Per 3 volte si son fatti vivi ed alla terza ce ne siamo andati, perché si trattava di un grande contingente.

In Cile, Wallmapu, Argentina, Messico, Grecia e Svizzera prigionieri e prigioniere in guerra liberi

Libertà per i compagni e le compagne del caso bombas
Per la distruzione della società carceraria
Mauricio Morales presente!
Gabriela Curilem e DiegoRios, che la vostra fuga sia eterna

SOLIDARI@S CON L@S PRES@S

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Lecce – Istigazione a delinquere!

* comunicato Sovversivi senza Associazione

La contestazione di questo reato è il perno su cui è ruotato il teorema accusatorio della Corte d’Assise d’Appello di Lecce, servito a condannare per associazione sovversiva 12 anarchici, con pene comprese tra un anno e cinque anni e cinque mesi. Siamo stati accusati di aver istigato gli immigrati internati nell’ex CPT “Regina Pacis” di San Foca affinché dessero vita a rivolte, evasioni, distruzioni del centro. È convincimento utile allo Stato e ai suoi servitori quello di credere che le rivolte nei CPT (ora chiamati CIE) siano frutto di un lavoro di istigazione svolto da pochi sovversivi, e non già pratica endemica alla stessa condizione di reclusione: quando un essere vivente è rinchiuso, spesso si ribella. La storia dei CIE, dalla loro nascita nel 1998 ad oggi, è la dimostrazione più chiara di questa affermazione.

Il “Regina Pacis” è stato un campo di internamento per stranieri poveri come tutti gli altri campi. Al suo interno veniva praticata ogni sorta di nefandezza: somministrazione massiva di psicofarmaci nei pasti per sedare gli internati, pugno di ferro nei loro confronti, pestaggi contro chi si ribellava o provava ad evadere. Non erano anomalie, né pratiche svolte da poche “mele marce”, bensì prassi normale svolte da tutti: dal direttore, don Cesare

Lodeserto, ai carabinieri che erano di guardia, agli operatori, passando per i medici che coprivano i massacri sistematici con falsi referti medici. Tutto ciò è anche venuto fuori pubblicamente, suscitando un po’ di scandalo e tanto imbarazzo nella curia leccese che gestiva il centro e nel mondo della politica che lo sorreggeva ideologicamente e lo difendeva pubblicamente. Affinché calasse il silenzio su queste nefandezze e questo imbarazzo, è stato necessario mandare don Cesare a fare il missionario per conto di Dio. Ora è in Moldavia, dove continua a fare le sue porcate e a ingrassare i suoi conti e quelli della

curia. Davanti ad uno scenario del genere, è l’esistenza stessa di questi centri a rappresentare una “istigazione a delinquere”, perché non si possono chiudere gli occhi davanti alla vita reclusa in quanto priva del giusto documento in tasca, di fronte alle torture inflitte per mano democratica e statale. Non si può tacere quando centinaia di disgraziati periscono nel deserto, in migliaia annegano nei mari o muoiono sugli scogli appena sbarcati, mentre altri ingrassano su tutto ciò in nome dell’accoglienza. Chiunque dovrebbe sentirsi

istigato davanti ad una situazione del genere, per fermare questo abominio. Chi non lo fa e resta nel silenzio si rende complice, come la maggioranza silenziosa dei tedeschi era complice di Auschwitz. Noi abbiamo raccolto questa istigazione e abbiamo reagito, e la discriminante non è stata il codice penale, bensì l’etica individuale.

Essere sovversivi, di fronte a tutto ciò, è davvero solamente il minimo…

Sovversivi senza Associazione

LUNEDÌ ORE 17, ATENEO DELL’UNIVERSITÀ DI LECCE, AULA B1

NON ABBIAMO UN AVVENIRE DA VENDERE, SOLO UN PRESENTE IN CUI GIOCARE

Lotta ai lager, vendetta statale, strategie repressive e urgenza della rivolta.

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$hile – Colectivo 22 de Enero: “Sistema de la Muerte”

* hommodolars.org

Nuevamente el sistema carcelario ha producido lo que el estado y seudos boliches han planificado , el exterminio de seres humanxs en una hoguera de injusticia social, de un estado mercantilista que solo se lucra una y otra vez de lxs mas pobres y postergadxs creando un sistema carcelario del vigilar y castigar , llevando al ser humanx a la humillacion y la denigración en la cual la sociedad burguesa se hace parte en cada golpe que da gendarmería a un/a internx , detrás de esx está la cuenta bancaria de la clase capitalista, que invierte en más carceles y represión y en menos libertad. . . Nosotros como Colectivo 22 de Enero, expropiador, antiautoritarista y libertario expresamos y vomitamos el repudio a todo sistema que humille y encierre “la idea” y el derecho a la expropiación , donde el capitalismo ha creado todos los mecanismos para tenernos inmersxs y exclavizadxs a su modernidad capitalista del gastar y consumir lo que no necesitamos

La revuelta ya está dada y en las carceles vamos a combatir la humillación y la tortura y el encierro con motín,huelga y rebelión antisocial

Hermanxs la revuelta comenzó bajo las llamas de los 83 hermanos caídos en el centro de exterminio de san miguel, es por eso que llamamos a luchar juntxs y tomar conciencia que todxs lxs presxs somos libres por derecho terrenal.

¡¡HUELGA ,MOTÍN Y REBELIÓN AHORA!!

¡¡GUERRA SOCIAL!!

COLECTIVO 22 DE ENERO

SERGIO VASQUEZ BARRIENTOS – ALBERTO OLIVARES FUENZALIDA

SECCIÓN MODULO A Centro de exterminio ex penitenciaria de santiago

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Temuco ($hile) – Marcha a 3 años del asesinato del weichafe Matías Catrileo

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Argentina: ANTE LA DETENCION SUFRIDA POR DENUNCIAR LA REALIDAD‏

* vivalaanarquia.wordpress.com

El dia 14 de diciembre fuimos secuestradxs por la policia de la provincia de la pampa en la ciudad de general acha, por dejar de manifiesto en las paredes que el estado y por ende su brazo armado la policia, asesina pobres; teniendo en cuenta las reiteradas muertes en comisarias y centros penintenciarios de la provincia que se han venido sucediendo, y tambien en relacion a las 4 muertes orquestadas por el gobierno nazional y el gobierno de la ciudad de buenos aires, sucedidas en villa soldati de personas que buscaban un pedazo de tierra para desarrollarse.
En cuanto a la detencion que duro aproximadamente 9 hs incomunicadxs y sin aviso al fiscal y con constantes amenazas (y prentendian pasarnos a alcaidia por 72 horas), se nos acuso de “izquierdistas y subversivos” . en la provincia ya encontramos procesamientos por pintadas politicas, por el momento se nos labro un acta de infraccion municipal, pero las continuas pericias en las pintadas y en nosotras, creemos se puede venir una accion judicial en nuestra contra, pero eso no lo sabremos hasta ke llegue la correspndiente citacion.
Un fraternal saludo Y abrazo a todxs lxs compas ke nos demostraron su solidaridad y afecto al enterarse de la noticia, y a quienes al ni bien enterarse de nuestra detencion hicieron constantes llamados a la comisaria, que influyo mucho para ke podamos recuperar la pronta y tan ansiada libertad.

KIENES CONCIENTES ACTUAMOS Y GRITAMOS CONTRA LAS INJUSTICIAS, SOMOS KIENES HACEMOS LA HISTORIA, KIENES TRANSFORMAMOS LA REALIDAD.
PORKE LA SOLIDARIDAD ES UN ARMA….
SALUD Y RS

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“ A noi della s/fiducia non ce ne frega un cazzo! SCONTRI! SCONTRI! ”

* comunicato anonimo sul 14 dicembre, a Roma

Dopo questa faticosa ma gioiosa e ardente giornata nelle strade di Roma la stampa di regime, ad ugual modo della polizia, si sta ingegnando per individuare, incolpare e condannare i facinorosi che hanno “devastato il salotto buono di Roma”. Oltre alle 23 persone fermate e alle tante malmenate in piazza, ora, come ai tempi di Genova, si risente parlare delle infiltrazioni dei cosidetti “Black Bloc” (e neanche si scrive così!) arrivati da mezza Europa per creare appositamente disordini. Solo “qualche studente romano” a quanto pare ha partecipato agli scontri…

E invece no, non è andata così. Ora, non perché sappiamo le verità e intendiamo diffonderla, ma vogliamo esprimere ciò che sicuramente molti di noi hanno percepito in piazza, in mezzo all’odore dei lacrimogeni e ai boati delle bombe carta: ERA LA RABBIA. E si è scatenata come una tempesta per le strade romane. Rabbia contro questo sistema, contro il governo e i suoi servi che non fanno altro che obbedire ciecamente ai suoi ordini. Sì, è stata l’esplosione di un rancore accumulato col tempo e tutti lo abbiamo capito e sentito… e non c’era nessun capo, leader, organizzatore che ha incitato alla violenza o alla non-violenza. Tutti i politicanti, gli attivisti della sinistra, i “disobbedienti” hanno fallito miseramente nel tentativo di coordinare e gestire le masse (come troppo spesso sono riusciti a fare). In Piazza del Popolo, dove ci sono stati gli scontri più duri, hanno prevalso la spontaneità e l’invenzione. Ognuno ha agito come meglio poteva, cercando di resistere ai lacrimogeni e alle cariche dei blindati, col coraggio e la passione di chi vuole mettersi in gioco.

Questo governo, come quello prima e come quello futuro, non accetterà mai una ribellione delle masse, una rivolta che attacchi direttamente e con violenza il potere. Per questo motivo molti di noi sono scesi in piazza senza preoccuparsi del risultato del voto di fiducia.

Abbiamo attaccato i simboli del potere e dell’oppressione, coscienti del fatto che domani le vetrine delle banche saranno sostituite e ai proprietari delle macchine di lusso danneggiate saranno rimborsati i danni, perché entrambi rappresentano il meccanismo del denaro che ci circonda e ci vorrebbe a lui asserviti in silenzio. Nessuna manovra poliziesca, cioè repressiva, riuscirà a toglierci questo profondo desiderio di rivolta. E tale insurrezione non potrà avvenire in nessun caso in modo pacifico perché i padroni, cioè chi possiede e conserva il potere, non lo permetterebbero mai. Il 14 dicembre, così ci auguriamo, è solo l’inizio di una rivolta sfrenata, senza capi né strutture che cercano di rivendicarsi le azioni per i propri progetti politici obsoleti.

Molte persone che con queste teorie e pratiche di “violenza e scontro” non si erano mai confrontate sono rimaste sorprese, incuriosite, ed alcune entusiasmate da questi scenari di guerriglia urbana….

Ed è questo il pericolo che minaccia il meccanismo governativo: il timore che questa scintilla possa diventare un incendio. Molte strutture e organizzazioni della sinistra, che impongono limiti e regole nelle situazioni di piazza per difendere e portare avanti i loro “percorsi” istituzionali, ieri, lo ripetiamo, sono state spodestate a favore di un’esplosione di rabbia focosa e aggressiva che Roma non vedeva da molti, molti anni.

Il fatto che siano state fermate “soltanto” 23 persone dopo scontri del genere non è di certo dovuto a un’organizzazione unitaria e pianificata, ma ciò è accaduto per il semplice motivo che gli sbirri non erano preparati a un livello di aggressività così alto. Questo ha determinato il cosiddetto “effetto sorpresa”…che è stato sfruttato in pieno! Quindi la prossima volta (che ci auguriamo ci sia, e anche molto presto) la polizia sarà di certo più preparata e molto probabilmente attuerà misure preventive per scongiurare fin da subito l’avvio di un’altra protesta così potente, visto che l’arma della repressione gioca sulla paura della gente.

Noi, per contro, ci rivendichiamo il bisogno personale e collettivo di un tipo di organizzazione che non sia basata necessariamente su assemblee infinite e riunioni per rimandare tutto al giorno dopo, ma vorremmo invece che si cominci anche in questo PAESE DI MERDA a concepire come possibile, utile e necessaria la pratica della rivolta, così come la rottura decisiva con le ideologie, pretesto usato da tutte le parti politiche per sopprimere le nostre libertà di espressione individuale, spontanee ed organizzate.

Finché ci sarà uno stato, finché i suoi sbirri/servi continueranno a opprimere, reprimere e uccidere,

finché continuerà lo sfruttamento della terra e degli esseri viventi, nessuna violenza sarà mai gratuita.

Supportiamo l’autorganizzazione.

Supportiamo l’imprevedibile.

Ogni pretesto, da oggi in poi, può diventare un’occasione.

Al fianco dei ribelli, solidali coi prigionieri

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