(es/it) $hile – Fiscalía pide penas entre 10 años a presidio perpetuo para acusados en caso bombas

Penas que van de los 10 años y un día de cárcel hasta el presidio perpetuo podrían recibir los 15 imputados (14 + 1 infame!) en el caso bombas, según la acusación presentada por la Fiscalía.

El fiscal metropolitano sur, Alejandro Peña, presentó su acusación en el Octavo Juzgado de Garantía de la capital, especificando las penas solicitadas al tribunal para cada uno de los procesados.

Las penas más altas recaen sobre los dos presuntos líderes de la asociación ilícita, según la Fiscalía Sur, Pablo Morales y Rodolfo Retamales, contra quienes se pide presidio perpetuo simple.

fuente: biobiochile.cl, 04.04.11

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Cile – La Procura chiede condanne tra i 10 anni di carcere all’ergastolo per gli accusati per il caso bombas

Pene che vanno dai 10 anni ed 1 giorno di carcere fino all’ergastolo potrebbero ricevere i 15 imputati (14 + 1 infame – ndt) nel caso bombas, secondo le richieste dell’accusa presentate dalla Procura.

Il p.m. della Fiscalía Sur, Alejandro Peña, ha presentato le sue accuse presso l’Octavo Juzgado de Garantía della capitale, specificando le condanne richieste per ciascuno dei processati.

Le condanne più alte sono per i due presunti leader della associazione illecita, secondo la Fiscalía Sur, Pablo Morales e Rdolfo Retamales, contro i quali si chiede l’ergastolo.

fonte: biobiochile.cl, 04.04.11

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culmine – iconoclasta

Il gruppo editore di Culmine informa che è stato aperto il blog iconoclasta che si occupa di individualità e gruppi d’azione anarchici, attivi nella storia e nel presente.

Saluti iconoclasti

Culmine

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Livorno – Ecco come è stato costruito l’ordigno


Lettera bomba, una traccia dalla busta E un dipendente delle poste ricorda il plico

La busta usata per l’attentato contro la Brigata Folgore è al centro delle indagini dei carabinieri. L’involucro, pur danneggiato dallo scoppio che ha gravemente ferito il tenente colonnello Alessandro Albamonte, potrebbe conservare tracce utili per le indagini. E intanto si è capito come è stata costruita la bomba.
La bomba.
In qualche modo si sarebbe ricostruito il meccanismo con il quale è stata confezionata la busta esplosiva che ha ferito il capo di stato maggiore della Folgore. La tecnica è quella abbastanza nota e relativamente semplice della lampadina a basso voltaggio cui è stato rotto il vetro e il cui filamento è stato infilato dentro una busta che conteneva l’esplosivo, un sistema utilizzato da gruppi eversivi anche in altre occasioni.
A quel punto è stato sistemato un cavo elettrico che collegava la lampadina con uno dei poli di una batteria da 9 volt, mentre un altro cavo è stato collegato all’altro polo. I due cavi sono stati fissati a due lastrine di metallo piazzate all’interno di una molletta di legno, tra le quali è stata sistemata una linguetta di materiale isolante a sua volta collegata con il lembo che chiude la busta. Quando la busta è stata aperta, la linguetta isolante si è spostata e i due poli sono entrati in contatto, provocando l’accensione del filamento della lampadina e lo scoppio che ha ferito il tenente colonnello Albamonte.
In cerca di tracce. I carabinieri del Ris hanno raccolto con cura meticolosa i frammenti della bomba esplosa al comando della Folgore di viale Marconi e li hanno trasferiti al loro laboratorio. Non è detto infatti che, nonostante l’esplosione, la busta non riservi qualche sorpresa in positivo, magari contenendo ancora al suo interno qualche traccia che inavvertitamente potrebbe essere sfuggita agli attentatori e che in qualche modo possa condurre alla “firma” genetica di una persona, come successe per l’attentato compiuto sempre secondo la Folgore nel 2006.
Un altro elemento da considerare è il tipo di esplosivo utilizzato: potrebbe essere polvere senza fumo, la classica polvere da sparo utilizzata per caricare le cartucce, che è piuttosto potente e resistente all’umidità, ma che, pur essendo in vendita nelle comuni armerie, deve sottostare agli obblighi di registrazione per chi la acquista.
Un problema non insormontabile (basta avere un amico cacciatore) ma che non si presenta certo se si usa della polvere nera: la si può ricavare aprendo dei comuni petardi che sono di libera vendita. Questo esplosivo è però meno potente e soggetto all’umidità.
Il viaggio della lettera. Uno degli interrogativi cui devono cercare di dare risposta gli inquirenti è da dove sia stata inviata la lettera esplosiva. Sembra proprio che uno degli impiegati del centro di smistamento delle Poste di via Masi abbia ricordato con buona sicurezza di aver maneggiato quella busta gialla indirizzata al capo di stato maggiore della Folgore.
L’uomo è stato sentito a lungo dai carabinieri in caserma. Altre ipotesi di lavoro potrebbero arrivare dalla comparazione con le buste utilizzate per gli attentati in Svizzera, dove una busta è esplosa all’agenzia per l’energia atomica, e in Grecia, dove è stata individuata e neutralizzata la lettera inviata ad un carcere ellenico. Da segnalare che quella busta recava la dicitura “Eufor Firenze”. E a Firenze sono apparsi ultimamente manifestini che invitavano a “spazzare i militari dalle strade». Forse non è stato solo un caso.

fonte: stampa toscana, 03.04.11

 

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Spring attacks from Informal Anarchist Federation (Italy, Greece, Switzerland)

* 325.nostate.net

April 2nd, 2011

Attacks by the Informal Anarchist Federation (FAI) across three countries in Europe. The targets are directed at military, nuclear-industrial and prison targets within the frame of international revolutionary solidarity. The European authorities are trying to withhold details of the claims accompanying the explosive devices for purpose of denying the ‘value of propaganda’.

31 March 2011 – Olten, Switzerland: A package bomb exploded in the offices of Swissnuclear (the Federation of the Swiss nuclear industry) giving two office workers superficial burns. The attack is claimed by the FAI who outline a vision of their ideas and vindicate the action in solidarity with Silvia, Costas and Luca who are imprisoned accused of planning to attack a center of IBM nanotechnology in Rüschlikon, Zürich.

31 March 2011 – Livorno, Italy: A package bomb has been delivered to the Ruspoli barracks, a center of the Parachutist Brigade Commando which serves in Afghanistan. A soldier remains hurt and crippled. Lieutenant colonel, chief of general staff of the Brigade, highest in degree at the moment in the barracks. The explosion has amputated three fingers of the hand and injuries to the face and the legs. The target was carried away in a state of shock to the first aid. The soldiers at the moment do not supply details. Police investigation is underway. A claim of responsibility accompanied the explosion by the Informal Anarchist Federation.

31 March 2011 – Korydallos, Greece: The Director of Korydallos Prison receives a package bomb but it is detected and defused by technicians of the Greek police. From the Greek corporate press it is learned that inside of the destined package bomb to the director there was a claim of responsibility in the name of the Informal Anarchist Federation. The text has not been published, but Greek journalists report that a draft of two pages in Italian in which is mentioned solidarity to the captive companions of the revolutionary organization Conspiracy of Cells of Fire, and beyond to other prisoners locked up in the prisons of Switzerland, Germany and Chile.

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Esquel – Solidarietà dalla Patagonia Argentina

* libertadalos14a

Esquel, Chubut.
La notte del 2 aprile abbiamo manifestato, con lancio di volantini, bombe di vernice e scritte, contro il consolato del Cile ad Esquel, chiedendo l’immediata liberazione dei sequestrati dallo Stato cileno il 14 agosto, ed informando sull’avvenimento, dimostrando che la solidarietà con questa ingiustizia è in ogni luogo e che la lotta continuerà.

Esigiamo:

1.- LIBERTA’ IMMEDIATA DEI PRIGIONIERI E DELLE PRIGIONIERE DEL CASO BOMBAS ARRESTATI/E IL 14 AGOSTO 2010 SULLA BASE DI FALSE PROVE E MOTIVAZIONI BASATE SU MENZOGNE.
2.- NO AL PROCESSO CON LA LEY ANTITERRORISTAS.

ANARQUÍA Y LIBERTAD
PRESXS A LA CALLE!!

 

Grupo Anarquista Andrea Salsedo

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Informazione sul peso dei compagni e delle compagne in Sciopero della Fame

* solidaridadporlxspresxs

Lunedì 28 marzo
Rodolfo Retamales: 72 kg.
Felipe Guerra: 50 kg.
Vinicio Aguilera: 72 kg.
Carlos Riveros: 69.6 kg.
Francisco Solar: 67.8 kg.
Camilo Perez: 73 kg.
Omar Hermosilla: 54.8 kg.

Giovedì 31 marzo
Monica Caballero: 51.4 kg. (peso iniziale 59.5 kg.)
Andrea Urzua: 59.3 kg. (peso iniziale 66 kg.)

A 40 giorni dall’inizio dello sciopero della fame i compagni rafforzano la loro decisione esigendo:

 

-LIBERTA’ IMMEDIATA

-NO AL PROCESSO CON LA LEY ANTITERRORISTA

-CAMBIAMENTO DELLE MISURE CAUTELARI (FINE ALLA CARCERAZIONE PREVENTIVA)

-FINE ALLA LEY ANTITERRORISTA ED AI SUOI TESTIMONI “SENZA VOLTO”

-FINE ALL’ARTICOLO 7 INCISO 19 DELLA COSTITUZIONE (VOTO UNANIME PER OTTENERE LA LIBERTA’ CONDIZIONALE)

-RIVENDICAZIONE DEI DIRITTI CARCERARI

 

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Colombia – Muore studente nell’Universidad de Nariño

* cnabogota

In seguito alle manifestazioni nella Universidad del Nariño è morto uno dei nove giovani che, a quanto pare, stavano manipolando degli ordigni esplosivi da utilizzare nelle proteste contro le politiche di privatizzazione delle Università Pubbliche del presidente Santos. Profondamente rammaricati per questa perdita, denunciamo le dichiarazioni del vicepresidente Angelino Garzón quando afferma “Una cosa è la protesta ed un’altra la criminalità. Incappucciarsi e lanciare pietre non possono far parte dell’espressione studentesca”, dichiarazioni che dimostrano lo spirito duplice e falso dello Stato colombiano, in quanto i suoi corpi repressivi pongono in grave rischio la sicurezza degli studenti colombiani e contribuiscono all’aumento delle minacce al corpo docente.

Onore e gloria ai caduti nella lotta

Solidarietà ed affetto ai suoi cari

Odio e repulsione allo Stato

Cruz Negra Anarquista-Bta

 

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Cile – Continua lo sciopero della fame dei compagni e delle compagne sequestrati/e il 14 agosto

testo originale: * libertadalos14a

comunicato

Il 24 marzo 2011 s’è tenuta l’udienza di ri-formalizzazione delle accuse e di valutazione sulla chiusura delle indagini del denominato “caso bombas”. Ad oltre 35 giorni dall’inizio dello sciopero della fame e dopo due tentativi falliti, finalmente è stata chiusa questa fase processuale. La procura voleva “precisare” alcuni fatti, la qualcosa s’è tradotta nella imputazione di 29 attentati esplosivi, 6 in più di quelli che conoscevamo fino ad allora, 23 dei quali non hanno un responsabile individuato per cui chiunque tra noi imputati può esserne accusato, oltre al trasporto di T.N.T. in territorio argentino e l’inesistente accusa di associazione illecita terrorista. Secondo questa procedura da parte della procura, con l’imputarci nuovi attentati sostenendo con precisione i carichi per ciascuno di noi, il tutto per il nostro bene, l’elenco degli attentati potrebbe non avere fine, lasciando aperta la possibilità di aggiungere altri fatti nuovi diversi da quelli per i quali siamo stati accusati all’inizio.

Il giudice ha decretato la chiusura delle indagini, decisione accettata dalla procura ma non dagli avvocati di parte civile… altro giochetto in questo stranissimo processo? Non sarebbe la prima volta, né crediamo sarà l’ultima. La chiusura della fase delle indagini può esser vista come un trionfio o un progresso, ottenuto da una serie di contributi offerti dalle diversi individualità e collettivi che ci sostengono; la mobilitazione realizzata in più di 38 giorni di Sciopero della Fame; l’abilità delle nostre difese.Ma questo piccolo passo non ci ha annebbiato la vista, sappiamo che si tratta di un’accusa politica. La procura e le parti civili non lesinano sforzi per mantenerci sequestrati, utilizzando tutti gli strumenti formulati dalle loro menti contorte da processi giudiziari. Hanno persino preteso di formalizzare le accuse per reati inverosimili come il lavaggio del denaro o presunti legami con attentati avvenuti durante la nostra reclusione; o come i presunti finanziatori che avrebbero voluto inserire tra gli accusati e perdipiù come membri della fittizia associazione illecita.

La caccia è iniziata il 14 agosto 2010, ma non è finita qui, questo è certo. S’è detto in diverse occasioni, da parte di mezzi di disinformazione, che si avvieranno nuove indagini, e si riapriranno quelle vecchie, contro quelli che sono stati e/o sono dalla parte della dissidenza.

ATTENTI! Il governo fascista imprenditoriale socialdemocratico porterà con sé molta e più repressione.

 

Da parte nostra, continuiamo con la nostra mobilitazione sotto forma di SCIOPERO DELLA FAME A TEMPO INDETERMINATO ed esigiamo:

1.- LIBERTA’ IMMEDIATA PER I/LE PRIGIONERI/E DEL CASO BOMBAS ARRESTATI/E IL 14 AGOSTO 2010 SULLA BASE DI FALSE PROVE E DI ARGOMENTI BASATI SU MENZOGNE.

2.- NO AL PROCESSO CON LA LEY ANTITERRORISTAS.

Consideriamo che il “caso bombas” sia una montatura del ministro degli Interni, messa in atto dalla Fiscalía Sur in complicità con le forze di polizia, con la pretesa di creare nella “opinione pubblica” l’immagine del nemico interno e di giustificare i milioni di pesos gettatti in spese investigative equiparate alle politiche della sicurezza tipiche di governi come quello statunitense, colombiano, italiano, spagnolo, ecc…

Si cerca di rinchiudere qualsiasi dissidente, demonizzando qualsiasi idea e pratica di libertà che spezzi con il normale divenire della vita nella società.

3.- CAMBIAMENTO DELLE MISURE CAUTELATIVE

Dopo 7 mesi e mezzo di sottomissione a misure cautelative tra le più rigorose, il carcere preventivo dev’essere rimpiazzato da misure meno estreme che ci diano la possibilità di attendere la fine di questo processo in libertà, in quanto non siamo un pericolo per la società né possiamo essere considerati un pericolo di fuga.

4.- FINE ALLA LEY 18.314 (ANTITERRORISTA) ed i suoi testimoni segreti o dal volto coperto.

Legge creata nelle dittatura e perfezionata dai successivi governi democratici, puntando sempre ad aumentare la repressione e la punizione per i dissidenti. Oltre il 40% di questa sinistra legge è destinata alla protezione in beneficio dei testimoni segreti, che nel non avere un’identità attentano e rendono impossibile il diritto alla difesa giudiziaria, rendendo irrefutabili le parole dei testimoni a volto coperto. Questi esseri dalla dubbia verità sono mossi da interessi personali o sono alla ricerca di benefici carcerari, come un individuo che ci accusa che da anni aveva dei rancori con alcuni degli imputati e che è stato più volte psichiatrizzato e che adesso vive grazie ai soldi concessi dalla procura.

5.- FINE ALL’INCISO 7 DELL’ARTICOLO 19 DELLA COSTITUZIONE

Quest’inciso si applica al momento di presentate una istanza per il cambiamento delle misure cautelative presso la Corte d’Appello. Normalmente le sentenze per tali istanze hanno bisogno di una maggioranza semplice, ma grazie a questo inciso che riguarda le presunte condotte terroriste c’è bisogno della unanimità da parte dei 3 giudici della Corte d’Apello per ottenere il passaggio dalla carcerazione preventiva ad una misura meno rigorosa. In tal maniera viene ovviato qualsiasi precetto democratico, per cui non esiste più la presunzione di innocenza attentando contro lo stato di diritto che è stato tante volte nominanto, e del quale si vantano i potenti di turno al comando, utilizzando la carcerazione preventiva come una punizione che precede una futura condanna che potrebbe anche non esserci.

6.- RIVENDICAZIONE DEU NOSTRI DIRITTI CARCERARI:

MODULO DI ALTA SICUREZZA:

Sono 7 mesi e mezzo che siamo sottoposti al rigido regime vigente nella sezione di massima sicurezza presso l’unità di alta sicurezza, consistente in 22 ore di reclusione, un colloquio senza barriere la settimana e l’inesistenza dei colloqui coniugali. Esigiamo il trasferimento in un altro modulo della stessa unità penitenziaria in cui potremmo contare con più ore di socialità, colloqui più estesi ed il diritto ai colloqui coniugali.

CENTRO PENITENZIARIO FEMMINILE:

– Permanenza nella cella N° 10 della sezione di alta sicurezza SEAS del Centro Penintenciario Femenino di Santiago.

– Adempimento delle ore riservate ai colloqui (previsto nel regolamento dei centri penitenziari della gendarmeria) di 6 ore.

– Fine dei trattamenti vessatori contro chi viene a colloquio.

 

Abbracciamo qualsiasi gesto solidale con questa mobilitazione e invitiamo alla loro proliferazione, dal momento che ogni nostri grido rimarrebbe rinchiuso in queste fredde celle se non fosse ascoltato da menti inquiete.

 

PRESXS A LA KALLE!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Rodolfo Retamales Leiva

Camilo Pérez Tamayo, anarchico, messo in gabbia dallo stato

Omar Hermosilla M., prigioniero politico

Francisco Solar

Felipe Guerra, prigioniero politico antiautoritario

Carlos Riveros Luttgue, prigioniero politico anarchico

Vinicio Carlo Aguilera Mery, prigioniero politico punk anarchico

Pablo Morales

Mónica Caballero, prigioniera politica anarchica vegana

Andrea Urzua Cid, prigioniera politica libertaria

 

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Appello per la settimana di solidarietà internazionale per gli arrestati di Khimki [2-9/4/11]

* informa-azione

In Russia, come in molti paesi dell’ex blocco sovietico, si è diffuso negli ultimi anni un forte movimento anarchico, antifascista e ecologista legato alle pratiche dell’azione diretta e della controinformazione. Si tratta di una delle poche realtà di reale conflitto all’interno di un sistema di dominio in cui, in maniera esplicita, oligarchie economiche, magistratura, polizia e neofascisti collaborano nell’azione di conservazione di equilibri sociali particolarmente precari.
Il 14 aprile si terrà nella città russa di Khimki il processo a tre compagni arrestati per l’assalto al municipio locale seguito all’attacco, perpetrato da fascisti coperti dalla polizia, di un’occupazione che doveva difendere la foresta di Khimki dalla costruzione di un’autostrada.
Si fa appello ad azioni di solidarietà (ciascuno scelga modi e contenuti) nella settimana che precede la data del processo [2/4 – 9/4/2011].
Solidarietà a tutte le lotte antiautoritarie e in difesa della Terra. Ovunque.

Segue una breve sintesi della vicenda:
Nell’estate del 2010 la foresta di Khimki, nei dintorni di Mosca, viene occupata da decine di anarchici e antifascisti per impedire il suo abbattimento necessario alla costruzione di un’enorme autostrada tra Mosca e San-Pietroburgo legata a speculazioni oligarchiche russe e europee. Il 23 luglio, alle 5 di mattina, gruppi di neofascisti dal volto coperto irrompono armati di mazze e aggrediscono gli occupanti. La polizia interviene con numerosi arresti tra gli antifascisti, sia sul luogo che nelle ore successive.
Il 28 luglio 500 autorganizzati in corteo assaltano il municipio di Khimki rivendicando la liberazione della foresta dai fascisti e dagli speculatori (mesi prima un giornalista che aveva denunciato sulla stampa locale l’ingiustizia della costruzione dell’autostrada era stato aggredito da ignoti perdendo l’uso delle gambe). Nei giorni seguenti saranno arrestati due antifascisti, Aleksei Gaskarov e Maxim Solopov, e trattenuti in carcere fino alla fine di ottobre. Un terzo compagno, Denis Solopov, viene arrestato lo scorso 2 marzo a Kiev, in Ucraina, dove tuttora è trattenuto. Il 14 aprile si svolgera’ il processo.

www.avtonom.org
www.khimkibattle.org

 

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(it/es) Lettera di O. Ekonomidou, G. Polidoras, G. Nikolopoulos, D. Bolano, Ch. Tsakalos, membri della CCF


* actforfreedomnow

# cenere

1/4/2011

Pensavano fosse finita…

Ma adesso tutto ricomincia…

Scriviamo adesso che siamo chiusi nelle nostre celle, dozzine di chilometri lontani uno dell’altro, ostaggi esiliati dalla vendetta delle autorità giudiziarie, sparpagliati nelle prigioni della Grecia: Corfù, Komtini, Grevena, Domokos, Tebe…

Scriviamo e siamo certi che la nostra voce, non importa quanto essi cerchino di seppellirla nelle profonde celle della democrazia, ha ancora la forza di urlare. Di urlare per la libertà, per il cambio di rotta, per la rivoluzione. Urlare per un altro modo di vivere dove saremo tutti “re” senza schiavi. Per un mondo senza autorità, polizia e prigioni.

Abbiamo ancora sete di parlare della nostra lotta, riguardo ciò che c’è di buono e di sbagliato, riguardo questo viaggio unico negli oceani della rivolta dove abbiamo vagato attraverso la Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Perché noi, Olga Ekonomidou, Giorgos Polidoras, Damianos Bolano, Giorgos Nikolopoulos, Christos Tsakalos, siamo una parte della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e la Cospirazione è la nostra strada per la rivoluzione.

Oggi più che mai, siamo certi che la nostra voce, insieme alle voci dei nostri fratelli, Gerasimos, Mihalis, Haris e Panagiotis, sono collegate con migliaia di voci che ci hanno preceduto e con migliaia che seguiranno. La nostra decisione di organizzarci nella Cospirazione delle Cellule di Fuoco è la decisione di smettere di vedere la vita che ci viene imposta con gli occhi di uno spettatore passivo e diventare autori della nostra storia. Vivere la rivoluzione in prima persona, combattere per noi stessi, senza inibizioni o rinvii e di esistere nel qui e ora della nuova guerriglia urbana.

Ecco perché abbiamo deciso di armarci e di camminare a testa alta contro la nostra era di deboli di cuore.

Non abbiamo mai agito nei confini segnati di una ortodossa lotta sociale che parla quasi esclusivamente il linguaggio delle analisi economiche e del fronte della lotta di classe, ignorando vistosamente la responsabilità individuale dei rappresentanti dell’autorità. Siamo nemici tanto della mano che impugna la frusta quanto delle schiene che la accettano passivamente.

Ecco perché parliamo di una rivoluzione della vita quotidiana, dell’inversione dei compromessi, di una libertà indomita, della bramosia dei desideri, dell’unicità dell’individuo.

Non ci facciamo ingannare dalla storpia libertà che ci promettono sugli schermi piatti, nelle macchine veloci e negli appartamenti confortevoli. Cerchiamo il lato autentico della vita fuori dai limiti di una società che si divide tra focolai arrabbiati di rivendicazioni economiche e grandi intervalli di letargo. Non noi, i nostri compagni danno fuoco alle quiete notti nelle metropoli, incuranti delle leggi e hanno la loro chiara visione dell’ipocrisia della cultura cittadina. Siamo l’immagine riflessa di una società allo specchio. Siamo anarcoindividualisti e nichilisti e ci rendiamo conto che stiamo conducendo una lotta in minoranza con un grande premio. Comunque non ci tiriamo indietro neanche per un momento. Anche se imprigionati le nostre coscienze restano libere più che mai.

Non c’è da cercare negli scritti polizieschi e nelle teorie dei mezzi di comunicazione per trovare le cause per le quali sempre più giovani abbandonano la certezza di una vita all’insegna della legalità, e cercano l’illegalità rivoluzionaria e la nuova guerriglia urbana come scelta di vita. Non c’è da meravigliarsi quando nuovi compagni con grande coraggio impugnano le loro armi contro questo sistema di morte. Perché sono il vostro stesso sistema, l’ipocrisia, la povertà contestuale e materiale, la falsa cultura, le relazioni vuote, l’oppressione, lo sfruttamento della natura, che “causano” la nuova guerriglia urbana con dozzine di rivoluzionari indisciplinati. Ecco perché, la nuova guerriglia urbana non sarà mai sconfitta. Ma come la fenice risorgerà dalle ceneri di una sconfitta temporanea, ancora più forte, ancora più minacciosa e liberatrice. Noi siamo stati, siamo e saremo lì…

 

LUNGA VITA ALLA ORGANIZZAZIONE RIVOLUZIONARIA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO

 

Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale

 

LUNGA VITA ALL’ANARCHIA

 

Olga Ekonomidou

Giorgos Polidoras

Giorgos Nikolopoulos

Damianos Bolano

Christos Tsakalos

Membri della cellula prigioniera della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

 

p.s.1

Salutiamo l’azione spontanea dei compagni di Volos che, nello stesso pomeriggio del nostro arresto, si sono riuniti nella zona e hanno fatto un corteo verso la casa dove abitavamo, tagliando i nastri di divieto messi dalla polizia e urlando cori. Azioni come queste sottolineano le ostilità e sottraggono terreni “occupati” dalla polizia, mostrando che la capitolazione non avverrà mai…Inoltre gli attacchi con dispositivi incendiari dei Compagni riscaldano i nostri cuori, rompendo il ghiaccio dell’isolamento e la cattività che vogliono imporci. Mandiamo i nostri più caldi saluti a tutti i gruppi anarchici-incendiari e alla Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale che continueremo a promuovere con tutta la nostra forza, perché siamo complici impenitenti nello stesso crimine di rabbiosa ricerca di libertà.

p.s.2

Dai buchi infernali delle prigioni greche esprimiamo la nostra generosa solidarietà ai compagni imprigionati nelle democratiche celle del Cile, che stanno conducendo uno sciopero della fame per il loro rilascio, rischiando la propria vita. Fratelli tenete duro… non importa quanto distanti siamo sepolti vivi nelle tombe di cemento nelle prigioni, sappiamo che anche attraverso le sbarre delle nostre celle guardiamo lo stesso cielo fiammeggiante… di rivoluzione e anarchia

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Carta de lxs 5 recién detenidxs miembros de Conspiración de Células del Fuego (Grecia)

* barcelona.indymedia

Carta publicada hoy, 1 de abril, en que lxs compañerxs detenidxs el 14 de marzo en Volos durante la operación antiterrorista.

Creen que se acabó…

Pero es ahora cuando todo empieza de nuevo

Escribimos estando ya encerrados en nuestras celdas, decenas de kilómetros lejos uno del otro, aprisionados ahí a donde nos ha exiliado la vengatividad de las autoridades judiciales, esparcidos por cárceles de Grecia: Kerkyra, Komotini, Grevena, Domokos, Thiva…
Escribimos y estamos seguros que nuestras voces, aunque ellos intentan sepultarles en las asfixiantes celdas de la democracia, todavía tienen la fuerza para gritar. Gritar por la libertad, por la subversión, por la revolución. Gritar por un diferente tipo de vida, uno en que todos seamos “reyes” y no habrá esclavos. Por un mundo sin autoridad, policía y cárceles.
Todavía tenemos sed de hablar sobre nuestra lucha, sobre lo que hicimos bien y sobre nuestros errores, sobre esa viaje solitaria por los océanos de la rebeldía a cual nos hemos lanzado con Conspiración de Células del Fuego. Porque nosotros, Olga Ikonomidou, Giorgos Polydoras, Damianos Bolano, Giorgos Nikolopoulos y Hristos Tsakalos, somos un trozo de la Conspiración de Células del Fuego y la Conspiración es nuestra propia manera de la revolución.
Hoy, más que cualquier otra vez, estamos seguros que nuestras voces, junto con las de nuestros hermanos Gerasimos, Mihail, Haris y Panagiotis, se unen con miles de voces de los que vinieron antes y con miles que vendrán después. La decisión de organizarnos como Conspiración de Células del Fuego es la decisión de dejar de ver la vida que nos fue impuesta con ojos de un pasivo espectador y en vez de eso convertirnos en autores de nuestra historia. De traer la revolución a la primera persona singular, luchar por nosotros mismos, sin cohibiciones y aplazamientos, y de existir en lo de aquí y ahora de la nueva guerrilla urbana.
Por esto hemos decidido de armarnos y caminar con cabeza arriba en contra de nuestra pusilánime época.
No hemos cabido en los estrechos marcos de una ortodoxa lucha social que habla casi exclusivamente el idioma de los análisis económicas y de la frente de lucha de clases, y ostentosamente ignora la responsabilidad individual que tienen los súbditos del Poder. Somos enemigos tanto de la mano que guarda el látigo como también de las espaldas que pasivamente soportan sus golpes.
Por esto hablamos sobre la revolución de la vida cotidiana, sobre el derrocamiento de las reconciliaciones, sobre la revolución indomable, sobre la insaciabilidad de los deseos, sobre la singularidad de cada individuo.
No nos deja engañados la libertad inválida y mutilada que nos prometen con sus pantallas planas, coches rápidos y pisos confortables. Buscamos el lado genuino de la vida fuera de los confines de una sociedad que esta oscilando entre unos coléricos estallidos de reivindicaciones económicas y unos largos periodos de hibernación. Si no somos nosotros, son nuestros compañeros que prenden fuego a las noches tranquilas de las metrópolis, desprecian a las leyes y su mirada está limpia, libre de la hipocresía de la civilización burguesa. Somos un puesto al revés reflejo de la sociedad en el espejo. Somos anarco-individualistas y nihilistas, y sabemos que estamos llevando a cabo una lucha minoritaria a un precio muy grande. Sin embargo, no nos arrepentimos ni por un momento. Aunque somos encarcelados nuestra consciencia sigue siendo más libre que nunca.
Por lo tanto, no buscáis en los guiones policiales y en las teorías que dicen que “las mismas personas forman parte de diferentes grupos” por las razones porque cada vez más jóvenes abandonan la seguridad de una vida legal y eligen la ilegalidad revolucionaria y la nueva guerrilla urbana como opción para la vida. Que no os extrañe el hecho que los compañeros jóvenes con un coraje desmedido levantan sus armas contra el sistema de la muerte. Porque vuestro sistema mismo, la hipocresía, la carencia de sentido y la pobreza material, la falsa civilización, las relaciones vacías, la opresión, la explotación de la naturaleza, son lo que “alimenta” a la nueva guerrilla urbana con decenas de revolucionarios insumisos. Por esto la nueva guerrilla urbana nunca sea derrotada, sino como un fénix renacerá de las cenizas de una derrota momentánea, renacerá aun más fuerte, aun mas amenazadora, aun mas liberadora. Y nosotros estuvimos, estamos y estaremos ahí…

Viva la Organización Revolucionaria Conspiración de Células del Fuego
Federación Anarquista Informal/Frente Revolucionario Internacional
VIVA LA ANARQUIA

Ikonomidou Olga
Polydoros Giorgos
Nikolopoulos Giorgos
Bolano Damianos
Tsakalos Hristos
(miembros de célula de presos de Conspiración de Células del Fuego)

Postdata1. Saludamos a los compañeros de Volos por su inmediata respuesta y movilización, cuando por la tarde del día mismo de nuestra detención se reunieron en el barrio y realizaron una marcha hacia la casa donde hemos vivido, cortaron las cintas que puso a policía para cerrar la zona y gritaron consignas. Semejantes movidas agudizan las hostilidades y liberan a los terrenos “ocupados” por la policía, mostrando que la capitulación nunca vendrá…Igualmente, los ataques con artefactos incendiarios realizados por Compañeros calientan a nuestras corazones, rompiendo el hielo del aislamiento y de la cautividad que se nos quiere imponer. Mandamos nuestros saludos más calurosos a todos los grupos anarquistas-incendiarios y al Frente Revolucionario Internacional/Federación Anarquista Informal, el que seguiremos promulgando con todas nuestras fuerzas, porque somos culpables, sin arrepentirnos, del mismo crimen: de la búsqueda rabiosa por la libertad.

Postdata 2. De las mazmorras de los cárceles griegos expresamos con toda nuestra alma la nuestra solidaridad con los compañeros que se encuentran encarcelados en las celdas democráticas de Chile, y llevan a cabo huelga de hambre por su liberación, poniendo en juego sus propias vidas. Hermanos, sean fuertes…No importa como lejos uno del otro estamos nosotros, enterrados vivos en las tumbas de cimiento de las cárceles, sabemos que a través de las rejas de nuestras celdas miramos atentamente al mismo llameante cielo…de la revolución y de la anarquía…

 

Pubblicato in informalidad, presxs | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati su (it/es) Lettera di O. Ekonomidou, G. Polidoras, G. Nikolopoulos, D. Bolano, Ch. Tsakalos, membri della CCF

Grecia – Aggiornamenti sul processo alla CCF (31 marzo)

* actforfreedomnow

# cenere

Il verbale di perquisizione e di sequestro riguardo alla perquisizione nella casa di Hadjimihelakis è stato rigettato in quanto falso dagli avvocati degli accusati, nell’udienza di oggi. Il motivo è stata la testimonianza di Afrodite-Nina Hadjimihelakis, madre di Manos Giospas e zia di Haris Hadjimihelakis, che (nel verbale) appare come presente alle tre giorni di perquisizioni nel presunto “covo” dove hanno avuto luogo le operazioni. Afrodite ha dichiarato in aula che è stata presente solo nelle prime ore della perquisizione e dopo è tornata a casa sua, quindi al primo piano, sopra il presunto “covo”, visto che era agli arresti domiciliari.

Secondo lei, le perquisizioni sono finite due giorni dopo, i poliziotti dell’antiterrorismo sono andati a casa sua e le hanno chiesto di firmare il verbale di sequestro, un documento di 73 pagine che recava la data di due giorni prima. Lei si è rifiutata di firmarlo.

Il documento ha la firma di nove pubblici ministeri che, come è stato menzionato nel verbale, erano presenti durante l’operazione. La testimone ha dichiarato di aver presenziato per quattro ore ma che non ha visto pubblici ministeri.

Dopo la sua testimonianza gli avvocati della difesa hanno prodotto un’obiezione circa la falsità del documento e hanno chiesto che i pubblici ministeri che avevano preso parte alla perquisizione fossero chiamati come testimoni.

Lo spettacolo continuerà lunedì 4 aprile.

 

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Seattle – Azione in solidarietà con Simos Seisidis


* pugetsoundanarchists

# cenere

Oggi a Seattle in solidarietà con Simos Seisidis un gruppo di anarchici ha calato uno striscione dal detto di un centro commerciale e un altro sulla strada. Lo striscione del tetto diceva “Libertà totale per l’anarchico greco Simos Seisidis. Chiunque difende una banca è un idiota o un poliziotto!” L’altro diceva “Né per pietà né per dovere ma perché siamo anarchici, la solidarietà è la nostra arma”. Torce e fumogeni sono stati gettati all’incrocio per bloccare il traffico dell’ora di punta e oltre duecento volantini sono stati gettati per terra nella strada. Abbiamo fatto ciò incuranti della presenza di una volante della polizia parcheggiata all’incrocio. La folla di passanti ha preso i volantini e parlava in modo eccitato riguardo a ciò che aveva visto, gli anarchici sono scomparsi in alcuni secondi. Le persone hanno commentato positivamente il “flash mob anarchico”, e una è anche salita sul tetto, legando lo striscione, poi ha alzato il pugno chiuso in aria con furore.

 

Testo del volantino

Se attacchiamo le banche, è perché consideriamo il denaro come causa centrale della nostra miseria.

A Seattle, come ad Atene, molte persone vivono in povertà, in una miseria quotidiana dove la vita diventa più che altro sopravvivenza, così come i padroni e le banche ci privano del tempo e della dignità. Sempre più persone vengono perseguitate, picchiate o uccise da mano poliziesca e statale. Il fine delle prigioni è distruggere la passione, di servire come deposito di indesiderabili, di spargere disperazione, di uccidere gli spiriti ribelli; di giustiziare, semplicemente.

Ma negli USA, come in Grecia, come ovunque, ci sono quelli che non si inginocchiano dinnanzi a questo sistema di sfruttamento. Ci sono quelli che si lasciano disperazione e paura alle spalle. Quelli che agguantano la vita. Quelli che agiscono. Oggi, 30 marzo 2011, inizia il processo per i “rapinatori in nero” ad Atene, Grecia. Esso riguarda la rapina del Gennaio 2006 nella National Bank nel centro di Atene, così come altre sei rapine in banca. E’ lo stesso caso per il quale l’anarchico Giannis Dimitrakis è stato condannato a dodici anni di prigione.

Oggi il nostro compagno Simos Seisidis è sotto accusa. E’ stato latitante per quattro anni, e quando è stato catturato gli hanno sparato alle spalle, colpendolo alla gamba che poi è stata amputata. Incuranti del crimine di cui egli viene accusato, l’infinita lotta per la libertà è il crimine che lui ha sempre commesso. Siamo sordi alle loro sentenze moralistiche. Sentiamo forte e chiaro l’urlo di libertà e la forza della passione mentre essi cercano di fermare quelli che non molleranno mai.

La solidarietà è la nostra arma! Morte allo stato greco! Morte a tutti gli stati!

Lo spettacolo desidera farci apparire spaventosi. Noi intendiamo essere molto peggio.

 

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Tacoma – Attaccate due banche in solidarietà con Simos Seisidis

* pugetsoundanarchists

# cenere

Nella notte del 30 marzo sono state rotte le vetrine di due filiali della Wells Fargo Banks a Tacoma. Ciò è stato fatto per la giornata internazionale di solidarietà con Simos Seisidis, un anarchico greco sotto processo per il caso dei “rapinatori in nero” ed altre sei rapine.

Se rompiamo le vetrine non è perché la vita è costosa, ma perché le comodità ci impediscono di vivere pienamente. Chiunque voglia difendere una banca o è un idiota o un poliziotto.

 

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Svizzera – Lettera-bomba inviata per uccidere


La Procura federale: proviene dagli anarchici del FAI

La Procura federale, in una conferenza stampa tenuta oggi, ha confermato che l’invio della lettera-bomba esplosa negli uffici di Swissnuclear giovedì e che ha causato il ferimento di due donne, è stato rivendicato dal gruppo anarchico FAI, la Federazione anarchica informale. La busta, ha affermato il procuratore Carlo Buletti, conteneva un testo scritto in italiano, che rimanda a temi quali la pace e ad altri tipi di società alternativi a quella odierna. Buletti non ha voluto fornire ulteriori particolari per evitare che chi ha organizzato l’attentato abbia a disposizione “una piattaforma di propaganda”, pur rimarcando che l’obiettivo era quello di uccidere, dato che “una delle vittime è ancora viva per puro caso”.

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Lettera bomba, attentato rivendicato

L’attentato contro gli uffici di swissnuclear a Olten (SO) è stato rivendicato dalla Federazione anarchica informale (FAI). Un suo scritto è stato ritrovato nei resti della lettera-bomba esplosa ieri ferendo due donne. Lo ha annunciato nel primo pomeriggio alla stampa a Berna il procuratore al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) Carlo Bulletti.

La pista degli ambienti antiatomici è così stata scartata, ha precisato Bulletti. Swissnuclear è la sezione energia nucleare di swisselectric, l’organizzazione dei maggiori produttori elvetici di corrente.

Senza soffermarsi sulla FAI, il procuratore federale ha ricordato che l’organizzazione anarchica ha già commesso attentati contro le ambasciate di Svizzera e del Cile a Roma, lo scorso dicembre. La FAI ha anche rivendicato gli attacchi dinamitardi avvenuti ieri nella caserma della brigata di paracadutisti “Folgore” a Livorno (un ufficiale è rimasto ferito) e al carcere greco di Koridallos (il pacco è stato è stato disinnescato prima che esplodesse).

La lettera scritta in italiano sembra essere stata spedita dall’estero, presumibilmente dall’Italia. Molto lunga, la missiva dà in particolare una visione della società e cita tre anarchici detenuti in Svizzera, in relazione con un attacco dinamitardo, lo scorso anno, contro la sede svizzera di IBM a Rüschlikon (ZH).

Secondo il procuratore Bulletti, l’attentato di Olten avrebbe potuto uccidere, essendo di forte potenza. “È un miracolo se le due impiegate si sono salvate”.

Già ieri, gli investigatori italiani avevano ipotizzato un legame “anarco-insurrezionalista” fra la lettera-bomba recapitata alla caserma di Livorno e i due episodi simili di Olten e Koridallos. Secondo gli inquirenti, l’ipotesi di un legame fra i tre attacchi è “rafforzato” dai contatti costanti tra gli anarchici italiani, greci e svizzeri.

fonti: agenzie svizzere, 01.04.11

 

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Dai quotidiani della Grecia: rivendicazione della FAI in italiano


Dai quotidiani greci del 01.04.11 si apprende che all’interno del pacco bomba destinato al direttore del carcere di Korydallos c’era la rivendicazione a nome della Federazione Anarchica Informale. Il testo non è stato pubblicato, ma i giornalisti greci scrivono che si tratta di due pagine in italiano in cui si dimostra la solidarietà ai compagni prigionieri appartenenti all’organizzazione rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco, oltre ad altri prigionieri rinchiusi nelle prigioni della Svizzera, della Germania e del Cile.

L’ordigno è stato neutralizzato con una esplosione controllata.


 

 

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Gruppo Anarchico “Senza Patria” (BN) – Libia: bombe e petrolio

Non hanno lasciato passare neppure qualche tempo, che gli effetti delle parate nazionaliste che abbiamo dovuto subire per i 150 anni dell’Unità d’Italia si sono subito concretizzati nel loro inevitabile prologo: una “bella” guerra!

Forse si tratta di una di quelle eloquenti ironie cui talora ci sottopone la Storia, ma è strabiliante come la “questione libica” riemerga così prepotentemente proprio in occasione di questa ricorrenza “nazionale”, se si pensa che nel 1911 l’italietta del liberale Giolitti festeggiava i 50 anni di Italia Unita lanciandosi nell’impresa coloniale libica per sancire il suo ingresso nel novero delle grandi potenze.

L’ennesimo fronte per le potenze occidentali. Un nuovo massacro deciso a tavolino da USA, NATO e compagnia dei “volenterosi”… Continua a leggere

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Bologna – comunicato sulle perquisizioni del 29 marzo 2011

ABBIAMO SEMPRE GRIDATO A GRAN VOCE. CONTINUEREMO A FARLO

* informa-azione

Martedì 29 marzo 2011 8 persone tra Bologna e Ferrara sono state svegliate da una perquisizione della DIGOS che è entrata nelle loro abitazioni alla ricerca di armi e materiale esplosivo.

Operazione vittoriosa! Gli agenti, poco convinti loro stessi, si sono allontanati dalle case sbarrando la casella “esito positivo” avendo sequestrato computer, fotografie delle vacanze, lettere personali, opuscoli, attrezzi da lavoro, e ultimo ma non ultimo delle minacciose candeline profumate, oggetti che ovviamente chiunque ha in casa propria.

Nonostante questo nei giorni successivi il procuratore capo di Bologna Alfonso, per bocca dei giornali, non ha fatto altro che sottolineare quanto il materiale requisito potesse costituire un’ interessante fonte di indagine per identificare i responsabili di recenti -ma a quanto dicono non solo- attacchi a strutture del dominio.

Bologna è una città in cui il conflitto sociale è vivo e reale, ma la repressione non ha mancato di colpire riconducendo a pochi individui l’insoddisfazione di molti.

Non riuscendo a contrastare la realtà di minacce anonime e diffuse si cerca di dare un’identità specifica al nemico interno.

In un contesto mondiale di forte conflittualità sociale acuita dalla crisi lo stato, il suo braccio armato e quello mediatico tentano costantemente di arginarne la portata insurrezionale, riconducendo ogni gesto di opposizione reale a gruppi ristretti, in questo caso gli anarchici del Fuoriluogo.

Da parte nostra abbiamo sempre gridato a gran voce e continueremo a farlo.

Da parte nostra siamo orgogliosi di una città in cui sfruttatori, fascisti di Casapound e razzisti della Lega non hanno respiro. Sbraitino pure invocando repressione, non ci lasceremo intimidire.

TERRORISTA E’ CHI RINCHIUDE E BOMBARDA

NON CHI TUTTO CIO’ COMBATTE

SABATO 16 APRILE

SCENDEREMO IN PIAZZA PER RILANCIARE TUTTO QUESTO

sul fronte esterno: per ribadire la nostra opposizione alla guerra in Libia e per esprimere solidarietà alle insurrezioni del Maghreb

sul fronte interno: per esprimere solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione e sequestrati dallo stato.

 

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gr – Comunicato dei membri prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco


In attesa di una traduzione in inglese, italiano e spagnolo, ecco il comunicato -in greco- dei membri prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Olga, Giorgos, Giorgos, Christos e Damiano, oltre a comunicare la propria appartenenza alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco, delineano le caratteristiche della propria organizzazione rivoluzionaria, definendo essi stessi come individualisti e anarco-nichilisti.

Salutano tutte le azioni dirette in loro solidarietà, inviano il proprio saluto rivoluzionario ai compagni solidali che a Volos hanno manifestato quando sono stati arrestati ed inviano un saluto ai compagni ed alle compagne del Cile, imprigionati/e ed in sciopero della fame.

 

* athens.indymedia

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Νομίζουν ότι τελείωσε…

Τώρα όμως είναι που όλα ξαναρχίζουν

 

Γράφουμε κλειδωμένοι πλέον στα κελιά μας, δεκάδες χιλιόμετρα μακριά ο ένας από τον άλλο, αιχμάλωτοι εκεί που μας εξόρισε η εκδικητικότητα των δικαστικών αρχών διάσπαρτους στις φυλακές της ελλάδας, Κέρκυρα, Κομοτηνή, Γρεβενά, Δομοκό, Θήβα…

Γράφουμε και είμαστε βέβαιοι πως η φωνή μας, όσο κι αν προσπαθούν να τη θάψουν στα πνιγερά κελιά της δημοκρατίας, έχει τη δύναμη να φωνάξει ακόμα. Να φωνάξει για ελευθερία, για ανατροπή, για επανάσταση. Να φωνάξει για έναν άλλο τρόπο ζωής που θα είμαστε όλοι «βασιλιάδες» δίχως δούλους. Για έναν κόσμο δίχως εξουσία, αστυνομία και φυλακές.

Έχουμε ακόμα τη δίψα να μιλήσουμε για τον αγώνα μας, για τα σωστά και τα λάθη μας, για αυτό το μοναδικό ταξίδι στους ωκεανούς της ανταρσίας που περιπλανηθήκαμε μέσα από τη Συνωμοσία Πυρήνων της Φωτιάς. Γιατί εμείς, η Όλγα Οικονομίδου, ο Γιώργος Πολύδωρας, ο Δαμιανός Μπολάνο, ο Γιώργος Νικολόπουλος, ο Χρήστος Τσάκαλος, είμαστε ένα κομμάτι της Συνωμοσίας Πυρήνων της Φωτιάς και η Συνωμοσία είναι ο δικός μας τρόπος για την επανάσταση.

Σήμερα περισσότερο από κάθε άλλη φορά, είμαστε σίγουροι πως η φωνή μας, μαζί με τη φωνή των αδερφών μας, του Γεράσιμου, του Μιχάλη, του Χάρη και του Παναγιώτη, ενώνεται με χιλιάδες φωνές που προηγήθηκαν από εμάς και με χιλιάδες που θα ακολουθήσουν. Η απόφαση μας να οργανωθούμε στη Συνωμοσία Πυρήνων της Φωτιάς είναι η απόφαση να σταματήσουμε να βλέπουμε τη ζωή που μας επιβλήθηκε με τα μάτια ενός παθητικού θεατή και να γίνουμε δράστες της ιστορίας μας. Να μεταφέρουμε την επανάσταση σε πρώτο πρόσωπο, να παλέψουμε για εμάς τους ίδιους, δίχως αναστολές και αναβολές και να υπάρξουμε στο εδώ και τώρα του νέου αντάρτικου πόλης.

Για αυτό αποφασίσαμε να οπλιστούμε και να βαδίσουμε με ψηλά το κεφάλι ενάντια στη λιγόψυχη εποχή μας.

Δε χωρέσαμε ποτέ στα στενά όρια ενός ορθόδοξου κοινωνικού αγώνα που μιλάει σχεδόν αποκλειστικά τη γλώσσα των οικονομικών αναλύσεων και του μετώπου της ταξικής πάλης, αγνοώντας επιδεικτικά την ατομική ευθύνη των υπηκόων της εξουσίας. Είμαστε εχθρικοί τόσο στο χέρι που κρατάει το μαστίγιο, όσο και στις πλάτες που το δέχονται παθητικά πάνω τους.

Για αυτό μιλάμε για την επανάσταση της καθημερινής ζωής, για την ανατροπή των συμβιβασμών, για την αδάμαστη ελευθερία, για την απληστία των επιθυμιών, για τη μοναδικότητα του ατόμου.

Δεν μας ξεγελά η ανάπηρη ελευθερία που μας τάζουν σε επίπεδες οθόνες, γρήγορα αυτοκίνητα και άνετα διαμερίσματα. Αναζητάμε την αυθεντική πλευρά της ζωής έξω από τα όρια μιας κοινωνίας που παλινδρομεί ανάμεσα σε θυμικά ξεσπάσματα οικονομικών διεκδικήσεων και μεγάλα διαστήματα χειμερίας νάρκης. Όχι εμείς, οι σύντροφοι μας πυρπολούν τις ήσυχες νύκτες στις μητροπόλεις, περιφρονούν τους νόμους κι έχουν καθαρό το βλέμμα τους απ΄ την υποκρισία του αστικού πολιτισμού. Είμαστε το αντεστραμμένο είδωλο της κοινωνίας στον καθρέφτη. Είμαστε αναρχο-ατομικιστές και μηδενιστές και γνωρίζουμε πως διεξάγουμε ένα μειοψηφικό αγώνα με ισχυρό τίμημα. Όμως δεν μετανιώνουμε ούτε για μια στιγμή. Ακόμα και φυλακισμένοι η συνείδηση μας παραμένει πιο ελεύθερη από ποτέ.

Μην ψάχνετε λοιπόν μέσα από αστυνομικά σενάρια και θεωρίες συγκοινωνούντων δοχείων να βρείτε τις αιτίες που όλο και περισσότεροι νέοι άνθρωποι εγκαταλείπουν τη σιγουριά μιας νόμιμης ζωής, και διαλέγουν την επαναστατική παρανομία και το νέο αντάρτικο πόλης ως επιλογή ζωής. Μην απορείτε που νέοι σύντροφοι με περίσσιο θάρρος σηκώνουν τα όπλα τους ενάντια σε αυτό το σύστημα θανάτου. Γιατί είναι το ίδιο το σύστημα σας, η υποκρισία, η φτώχεια νοηματική και υλική, ο ψεύτικος πολιτισμός, οι κενές σχέσεις, η καταπίεση, η εκμετάλλευση της φύσης, που «τροφοδοτεί» το νέο αντάρτικο με δεκάδες ανυπότακτους επαναστάτες. Για αυτό, το νέο αντάρτικο πόλης δεν θα ηττηθεί ποτέ. Αλλά σαν το φοίνικα θα αναγεννηθεί απ΄ τις στάχτες μιας πρόσκαιρης ήττας, ακόμα πιο δυνατό, ακόμα πιο απειλητικό, ακόμα πιο απελευθερωτικό. Και εμείς ήμασταν, είμαστε και θα είμαστε εκεί…

 

 

ΖΗΤΩ Η Ε.Ο. ΣΥΝΩΜΟΣΙΑ ΠΥΡΗΝΩΝ ΤΗΣ ΦΩΤΙΑΣ

 

Άτυπη Αναρχική Ομοσπονδία-Διεθνές Επαναστατικό Μέτωπο

 

ΖΗΤΩ Η ΑΝΑΡΧΙΑ

 

 

Οικονομίδου Όλγα

Πολύδωρας Γιώργος

Νικολόπουλος Γιώργος

Μπολάνο Δαμιανός

Τσάκαλος Χρήστος

 

Μέλη του πυρήνα φυλακισμένων της Συνωμοσίας Πυρήνων της Φωτιάς

ΥΓ1 Χαιρετίζουμε την άμεση αντανακλαστική κίνηση των συντρόφων από το Βόλο, που το απόγευμα της ίδιας μέρας της σύλληψης μας, συγκεντρώθηκαν στην περιοχή και πραγματοποίησαν πορεία προς το σπίτι που διαμέναμε, κόβοντας τις κορδέλες αποκλεισμού της αστυνομίας και φωνάζοντας συνθήματα. Τέτοιες κινήσεις οξύνουν τις εχθροπραξίες και απελευθερώνουν «κατειλλημένα» εδάφη απ΄την αστυνομία, δείχνοντας πως η συνθηκολόγηση δε θα έρθει ποτέ…Επίσης οι επιθέσεις με εμπρηστικούς μηχανισμούς από Συντρόφους ζεσταίνουν τις καρδιές μας, σπάζοντας τον πάγο της απομόνωσης και της αιχμαλωσίας που θέλουν να μας επιβάλλουν. Στέλνουμε τον πιο θερμό χαιρετισμό μας σε όλες τις αναρχικές-εμπρηστικές ομάδες και στο Διεθνές Επαναστατικό Μέτωπο-Άτυπη Αναρχική Ομοσπονδία που θα συνεχίσουμε να προωθούμε με όλες μας τις δυνάμεις, γιατί είμαστε αμετανόητα συνένοχοι στο ίδιο έγκλημα της λυσσασμένης αναζήτησης για ελευθερία.

ΥΓ2 Από τα κολαστήρια των ελληνικών φυλακών εκφράζουμε την ολόψυχη αλληλεγγύη μας στους συντρόφους που βρίσκονται φυλακισμένοι στα δημοκρατικά κελιά της Χιλής, πραγματοποιώντας απεργία πείνας για την απελευθέρωση τους, βάζοντας ενέχυρο την ίδια τη ζωή τους. Αδέρφια κρατήστε γερά…όσο μακριά κι αν βρισκόμαστε θαμμένοι ζωντανοί στους τσιμεντένιους τάφους των φυλακών, γνωρίζουμε πως μέσα από τα κάγκελα των κελιών μας ατενίζουμε έναν κοινό φλεγόμενο ουρανό… της επανάστασης και της αναρχίας…

 

 

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Francia – Incendiati camion che forniscono attrezzature per i mattatoi


* vivalaanarquia

“Nella notte del 24 marzo 2011, ad Ablis nella regione di Parigi, abbiamo dato alle fiamme un camion ed abbiamo danneggiato un rimorchio. Questi camion appartengono a Propdesos, ditta che vende attrezzature per macellerie, salumerie e mattatoi. Abbiamo attaccato questa ditta perché collabora con l’industria della carne. Lo faremo di nuovo, se la ditta dovesse sostituire questi camion. Non vi scoraggiate. Lotteremo per le nostre idee fino a che si fermi il massacro degli animali. Ricordatevi che l’industria della carne ci disonora come esseri umani.

Agisci adesso e salva delle vite. Sabotaggi, incendi o liberazioni, dobbiamo lottare con tutti i mezzi per tutti gli animali che soffrono in tutto il mondo.

ALF Francia

 

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Santiago del Cile – Marcia solidale del 30 marzo


* solidaridadporlxspresxs

La marcia di mercoledì 30 marzo ha seguito il percorso dall’angolo tra Arturo Prat e Alameda, fino a giungere al Mapocho. Durante tutto il tragitto c’è stato un forte assedio delle forze di polizia, senza tuttavia impedire la realizzazione di blocchi stradali con il fine di denunciare le menzogne della procura, incarnate nella montatura chiamata “caso bombas”, che mantiene i nostri cari in prigione da oltre 7 mesi ed in condizioni punitive. Al fine di ottenere la libertà, le individualità arrestate portano avanti uno SCIOPERO della FAME a tempo indeterminato. Tale misura, che pone i loro corpi come trincea, è ormai giunta a quasi 40 giorni. Per questo: è imperiosa la diffusione della loro situazione.

Un abbraccio a qualsiasi individualità che, malgrado il terrorismo di Stato, mantiene la testa in alto e solidarizza con lo Sciopero della Fame in diversi luoghi del pianeta e nelle maniere più diverse.

 

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Cile – Disegni del compagno Felipe Guerra, imprigionato ed in sciopero della fame

* materialanarquista

 

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Federazione anarchica informale (Fai): cosi’ e’ firmata la rivendicazione

Federazione anarchica informale (Fai): cosi’ e’ firmata la rivendicazione del pacco bomba esploso nella caserma della ‘Folgore’ di Livorno. La rivendicazione, secondo quanto si apprende, era sullo stesso plico esplosivo.

Alle 16,05 circa un ufficiale della Brigata paracadutisti Folgore di Livorno, all’interno della caserma Ruspoli, è rimasto ferito a causa di un pacco esplosivo. L’Ufficiale si trovava nel suo ufficio quando aprendo un plico, è rimasto investito da una deflagrazione che gli ha procurato lesioni al volto ed alle mani.
Il militare è stato trasportato in ospedale per le cure del caso ed è in corso di definizione la situazione sanitaria. Non è in pericolo di vita.

L’atto appare particolarmente significativo in quanto la Brigata partirà oggi per l’Afghanistan, dove sostituirà gli alpini della Julia.

Ipotesi di legami con episodi in Svizzera e Grecia
Gli investigatori ritengono che possa esserci un legame fra la lettera bomba recapitata alla caserma livornese e due episodi simili avvenuti oggi in Svizzera e Grecia.

Alle 8.15 una lettera bombaè esplosa negli uffici della Swissnuclear (la federazione dell’industria nucleare svizzera), a Olten (centro), causando il ferimento di due persone. Un altro plico esplosivo, destinato al Direttore delle carceri di Koridallos, è stato invece disinnescato oggi pomeriggio dai tecnici della polizia greca.

fonte: rainews24, 31.03.11

 

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Cartolina dal Cile

cartolina dal Cile da liberta14a.noblogs.org

 

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Grecia – Pequeña resumen de última semana. El juicio contra CCF

* barcelona.indymedia

Jueves, 24 de marzo
Panagiotis Masouras regresó al juicio, después de ser puesto en libertad condicional 2 días antes, puesto la ley griega establece el periodo de 18 meses de prisión preventiva como máximo y, en teoría, quién lo cumple sin haber sido sentenciado, deber ser soltado. Naturalmente, al Haris Hadzimihelakis por haber asumido su pertenencia a CCF no le tocan tales privilegios democráticos, a pesar de que fue detenido el mismo día que Panagiotis.
Panagiotis durante últimas semanas se ha abstenido del procedimiento, y esa fue la primera sesión en cual se presentó de nuevo. No obstante, lo hizo sin aclarar si va a participar en el procedimiento, ni si sea “presente” en el sentido jurídico. Dijo que él sigue con su abogado pero que éste simplemente no podría venir hoy. Continua a leggere

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Svizzera – Lettera-bomba, i movimenti antinucleari si distanziano



Questa mattina era in corso, a poche centinaia di metri di distanza, una manifestazione di Greenpeace

OLTEN – Nessuno sviluppo nelle indagini per la lettera-bomba, che questa mattina è esplosa nella sede di Swissnuclear ad Olten, nel canton Soletta, provocando il ferimento di due donne. Gli inquirenti sono alla ricerca del mittente del plico, e varie ipotesi sono al momento sotto esame.

Proprio stamattina, era in corso a Olten, davanti alla sede dell’impresa energetica Alpiq, a poche centinaia di metri dal luogo dell’attentato, una manifestazione di una trentina di militanti di Greenpeace contro nuove centrali nucleari.

L’organizzazione ambientalista si è detta costernata ed ha condannato con fermezza l’attentato. “La nonviolenza è il principio alla base di tutte le nostre azioni”, scrive Greenpeace in una nota. Una ferma condanna è arrivata anche dei Verdi svizzeri: l’attentato “non ha assolutamente nulla a che fare con il movimento antinucleare in Svizzera o in altri Paesi”, ha reso noto il partito ecologista.

fonte: Ats, 31.03.11

 

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Grecia – Intercettata lettera bomba forse inviata dall’Italia


Spedita da Eurofor Firenze a direttore carcere Korydallos

Atene, 31 mar. – La polizia greca ha annunciato di aver neutralizzato una lettera bomba spedita apparentemente dall’Italia al direttore della prigione di Korydallos.
La missiva, affrancata con francobolli italiani, e con l’indicazione del mittente Eurofor a Firenze (Forza europea d’intervento rapido), è stata intercettato dal rilevatore di esplosivi della prigione, ha precisato la polizia in un comunicato sottolineando che sono in corso indagini per verificare se la lettera è stata inviata proprio dall’Italia.

fonte: afp, 31.03.11

 

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Livorno: pacco bomba in caserma, ferito un paracadutista

E’ avvenuto alla caserma Ruspoli di Livorno (non Pisacane come scritto in precedenza), sede del comando della brigata paracadutisti della Folgore, l’esplosione di un pacco che questo pomeriggio ha provocato un ferito: si tratta di un militare di 41 anni.

All’ospedale di Livorno hanno riscontrato sul militare ustioni al braccio e al volto; l’uomo rischierebbe di perdere alcune dita delle mani. I sanitari hanno disposto il suo trasferimento al Cto di Firenze. Il pacco e’ stato recapitato per posta. Sul posto sono arrivati i carabinieri.

Intorno alle 16 un pacco bomba è stato recapitato alla caserma Ruspoli dei paracadutisti della Folgore di viale Marconi a Livorno. Un militare è rimasto ferito e mutilato. Si tratta di Alessandro Albamonti, 40 anni, di Taranto, tenente colonnello, capo di Stato maggiore della Brigata, il più alto in grado al momento in caserma: lo scoppio gli ha amputato tre dita della mano e lo ha ferito al volto e alle gambe. È stato portato in stato di choc al pronto soccorso. I militari al momento non forniscono particolari. Indagano i carabinieri.

fonte: stampa locale, 31.03.11

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Atene – Solidarietà anarchica a Simos Seisidis

athens.indymedia

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Svizzera – Lettera-bomba presso Swissnuclear, due feriti

 

OLTEN – Una lettera-bomba è esplosa stamane negli uffici di Swissnuclear a Olten (SO), ferendo due persone. Lo ha indicato all’ATS un portavoce della polizia cantonale solettese.

Le due vittime sono state ricoverate all’ospedale con ferite al capo e al petto. Per ora non vi sono indicazioni sugli autori dell’attentato.

Swissnuclear è la sezione responsabile dell’energia nucleare in seno a swisselectric, che a sua volta riunisce i maggiori produttori di corrente elvetici.

fonte: agenzia svizzera, 30.03.11

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L’esplosione è avvenuta mentre una trentina di manifestanti di Greenpeace dimostravano davanti alla sede dell’azienda elettrica svizzera Alpiq.

In un un comunicato l’organizzazione ecologista, che chiede il «ritiro definitivo della richiesta di autorizzare la costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera», ha preso le distanze dall’attentato. «Greenpeace non ha niente a che vedere con questo attacco», ha affermato Florian Kasser dell’Ong, aggiungendo che «la manifestazione è stata per ora sospesa».

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Russia – Elf attacca una banca in solidarietà alla lotta di Khimki

* directaction

# cenere

Un gruppo di attivisti dell’ELF riporta un attacco incendiario contro una banca nella notte del 12 marzo. Le vetrine sono state rotte e 4 molotov (3 litri di benzina in totale) sono state lanciate dentro l’ufficio per una bella e luminosa tempesta infuocata. La banca che abbiamo scelto di attaccare gioca un ruolo importante nel fornire supporto finanziario al progetto di deforestazione della foresta di Khimki: ha prestato 29 bilioni di rubli agli appaltatori responsabili per la costruzione di autostrade a pedaggio che hanno già devastato acri di foresta a nord di Mosca.

Esprimiamo sincera solidarietà con gli anarchici bielorussi che subiscono la repressione di stato per aver preso posizione attiva contro la distruzione delle nostre foreste (sono accusati di un tentativo di attacco incendiario contro l’ambasciata russa a Minks, Bielorussia). E invitiamo ad azioni decentralizzate contro Sberbank of Russia, Vinci company e le sedi governative bielorusse oltremare il 15 marzo (o dopo, la data non importa) a nome dei nostri compagni bielorussi.

Elf-Russia

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