(it/es) Lettera di O. Ekonomidou, G. Polidoras, G. Nikolopoulos, D. Bolano, Ch. Tsakalos, membri della CCF


* actforfreedomnow

# cenere

1/4/2011

Pensavano fosse finita…

Ma adesso tutto ricomincia…

Scriviamo adesso che siamo chiusi nelle nostre celle, dozzine di chilometri lontani uno dell’altro, ostaggi esiliati dalla vendetta delle autorità giudiziarie, sparpagliati nelle prigioni della Grecia: Corfù, Komtini, Grevena, Domokos, Tebe…

Scriviamo e siamo certi che la nostra voce, non importa quanto essi cerchino di seppellirla nelle profonde celle della democrazia, ha ancora la forza di urlare. Di urlare per la libertà, per il cambio di rotta, per la rivoluzione. Urlare per un altro modo di vivere dove saremo tutti “re” senza schiavi. Per un mondo senza autorità, polizia e prigioni.

Abbiamo ancora sete di parlare della nostra lotta, riguardo ciò che c’è di buono e di sbagliato, riguardo questo viaggio unico negli oceani della rivolta dove abbiamo vagato attraverso la Cospirazione delle Cellule di Fuoco. Perché noi, Olga Ekonomidou, Giorgos Polidoras, Damianos Bolano, Giorgos Nikolopoulos, Christos Tsakalos, siamo una parte della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e la Cospirazione è la nostra strada per la rivoluzione.

Oggi più che mai, siamo certi che la nostra voce, insieme alle voci dei nostri fratelli, Gerasimos, Mihalis, Haris e Panagiotis, sono collegate con migliaia di voci che ci hanno preceduto e con migliaia che seguiranno. La nostra decisione di organizzarci nella Cospirazione delle Cellule di Fuoco è la decisione di smettere di vedere la vita che ci viene imposta con gli occhi di uno spettatore passivo e diventare autori della nostra storia. Vivere la rivoluzione in prima persona, combattere per noi stessi, senza inibizioni o rinvii e di esistere nel qui e ora della nuova guerriglia urbana.

Ecco perché abbiamo deciso di armarci e di camminare a testa alta contro la nostra era di deboli di cuore.

Non abbiamo mai agito nei confini segnati di una ortodossa lotta sociale che parla quasi esclusivamente il linguaggio delle analisi economiche e del fronte della lotta di classe, ignorando vistosamente la responsabilità individuale dei rappresentanti dell’autorità. Siamo nemici tanto della mano che impugna la frusta quanto delle schiene che la accettano passivamente.

Ecco perché parliamo di una rivoluzione della vita quotidiana, dell’inversione dei compromessi, di una libertà indomita, della bramosia dei desideri, dell’unicità dell’individuo.

Non ci facciamo ingannare dalla storpia libertà che ci promettono sugli schermi piatti, nelle macchine veloci e negli appartamenti confortevoli. Cerchiamo il lato autentico della vita fuori dai limiti di una società che si divide tra focolai arrabbiati di rivendicazioni economiche e grandi intervalli di letargo. Non noi, i nostri compagni danno fuoco alle quiete notti nelle metropoli, incuranti delle leggi e hanno la loro chiara visione dell’ipocrisia della cultura cittadina. Siamo l’immagine riflessa di una società allo specchio. Siamo anarcoindividualisti e nichilisti e ci rendiamo conto che stiamo conducendo una lotta in minoranza con un grande premio. Comunque non ci tiriamo indietro neanche per un momento. Anche se imprigionati le nostre coscienze restano libere più che mai.

Non c’è da cercare negli scritti polizieschi e nelle teorie dei mezzi di comunicazione per trovare le cause per le quali sempre più giovani abbandonano la certezza di una vita all’insegna della legalità, e cercano l’illegalità rivoluzionaria e la nuova guerriglia urbana come scelta di vita. Non c’è da meravigliarsi quando nuovi compagni con grande coraggio impugnano le loro armi contro questo sistema di morte. Perché sono il vostro stesso sistema, l’ipocrisia, la povertà contestuale e materiale, la falsa cultura, le relazioni vuote, l’oppressione, lo sfruttamento della natura, che “causano” la nuova guerriglia urbana con dozzine di rivoluzionari indisciplinati. Ecco perché, la nuova guerriglia urbana non sarà mai sconfitta. Ma come la fenice risorgerà dalle ceneri di una sconfitta temporanea, ancora più forte, ancora più minacciosa e liberatrice. Noi siamo stati, siamo e saremo lì…

 

LUNGA VITA ALLA ORGANIZZAZIONE RIVOLUZIONARIA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO

 

Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale

 

LUNGA VITA ALL’ANARCHIA

 

Olga Ekonomidou

Giorgos Polidoras

Giorgos Nikolopoulos

Damianos Bolano

Christos Tsakalos

Membri della cellula prigioniera della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

 

p.s.1

Salutiamo l’azione spontanea dei compagni di Volos che, nello stesso pomeriggio del nostro arresto, si sono riuniti nella zona e hanno fatto un corteo verso la casa dove abitavamo, tagliando i nastri di divieto messi dalla polizia e urlando cori. Azioni come queste sottolineano le ostilità e sottraggono terreni “occupati” dalla polizia, mostrando che la capitolazione non avverrà mai…Inoltre gli attacchi con dispositivi incendiari dei Compagni riscaldano i nostri cuori, rompendo il ghiaccio dell’isolamento e la cattività che vogliono imporci. Mandiamo i nostri più caldi saluti a tutti i gruppi anarchici-incendiari e alla Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale che continueremo a promuovere con tutta la nostra forza, perché siamo complici impenitenti nello stesso crimine di rabbiosa ricerca di libertà.

p.s.2

Dai buchi infernali delle prigioni greche esprimiamo la nostra generosa solidarietà ai compagni imprigionati nelle democratiche celle del Cile, che stanno conducendo uno sciopero della fame per il loro rilascio, rischiando la propria vita. Fratelli tenete duro… non importa quanto distanti siamo sepolti vivi nelle tombe di cemento nelle prigioni, sappiamo che anche attraverso le sbarre delle nostre celle guardiamo lo stesso cielo fiammeggiante… di rivoluzione e anarchia

_____________________________________________________________

Carta de lxs 5 recién detenidxs miembros de Conspiración de Células del Fuego (Grecia)

* barcelona.indymedia

Carta publicada hoy, 1 de abril, en que lxs compañerxs detenidxs el 14 de marzo en Volos durante la operación antiterrorista.

Creen que se acabó…

Pero es ahora cuando todo empieza de nuevo

Escribimos estando ya encerrados en nuestras celdas, decenas de kilómetros lejos uno del otro, aprisionados ahí a donde nos ha exiliado la vengatividad de las autoridades judiciales, esparcidos por cárceles de Grecia: Kerkyra, Komotini, Grevena, Domokos, Thiva…
Escribimos y estamos seguros que nuestras voces, aunque ellos intentan sepultarles en las asfixiantes celdas de la democracia, todavía tienen la fuerza para gritar. Gritar por la libertad, por la subversión, por la revolución. Gritar por un diferente tipo de vida, uno en que todos seamos “reyes” y no habrá esclavos. Por un mundo sin autoridad, policía y cárceles.
Todavía tenemos sed de hablar sobre nuestra lucha, sobre lo que hicimos bien y sobre nuestros errores, sobre esa viaje solitaria por los océanos de la rebeldía a cual nos hemos lanzado con Conspiración de Células del Fuego. Porque nosotros, Olga Ikonomidou, Giorgos Polydoras, Damianos Bolano, Giorgos Nikolopoulos y Hristos Tsakalos, somos un trozo de la Conspiración de Células del Fuego y la Conspiración es nuestra propia manera de la revolución.
Hoy, más que cualquier otra vez, estamos seguros que nuestras voces, junto con las de nuestros hermanos Gerasimos, Mihail, Haris y Panagiotis, se unen con miles de voces de los que vinieron antes y con miles que vendrán después. La decisión de organizarnos como Conspiración de Células del Fuego es la decisión de dejar de ver la vida que nos fue impuesta con ojos de un pasivo espectador y en vez de eso convertirnos en autores de nuestra historia. De traer la revolución a la primera persona singular, luchar por nosotros mismos, sin cohibiciones y aplazamientos, y de existir en lo de aquí y ahora de la nueva guerrilla urbana.
Por esto hemos decidido de armarnos y caminar con cabeza arriba en contra de nuestra pusilánime época.
No hemos cabido en los estrechos marcos de una ortodoxa lucha social que habla casi exclusivamente el idioma de los análisis económicas y de la frente de lucha de clases, y ostentosamente ignora la responsabilidad individual que tienen los súbditos del Poder. Somos enemigos tanto de la mano que guarda el látigo como también de las espaldas que pasivamente soportan sus golpes.
Por esto hablamos sobre la revolución de la vida cotidiana, sobre el derrocamiento de las reconciliaciones, sobre la revolución indomable, sobre la insaciabilidad de los deseos, sobre la singularidad de cada individuo.
No nos deja engañados la libertad inválida y mutilada que nos prometen con sus pantallas planas, coches rápidos y pisos confortables. Buscamos el lado genuino de la vida fuera de los confines de una sociedad que esta oscilando entre unos coléricos estallidos de reivindicaciones económicas y unos largos periodos de hibernación. Si no somos nosotros, son nuestros compañeros que prenden fuego a las noches tranquilas de las metrópolis, desprecian a las leyes y su mirada está limpia, libre de la hipocresía de la civilización burguesa. Somos un puesto al revés reflejo de la sociedad en el espejo. Somos anarco-individualistas y nihilistas, y sabemos que estamos llevando a cabo una lucha minoritaria a un precio muy grande. Sin embargo, no nos arrepentimos ni por un momento. Aunque somos encarcelados nuestra consciencia sigue siendo más libre que nunca.
Por lo tanto, no buscáis en los guiones policiales y en las teorías que dicen que “las mismas personas forman parte de diferentes grupos” por las razones porque cada vez más jóvenes abandonan la seguridad de una vida legal y eligen la ilegalidad revolucionaria y la nueva guerrilla urbana como opción para la vida. Que no os extrañe el hecho que los compañeros jóvenes con un coraje desmedido levantan sus armas contra el sistema de la muerte. Porque vuestro sistema mismo, la hipocresía, la carencia de sentido y la pobreza material, la falsa civilización, las relaciones vacías, la opresión, la explotación de la naturaleza, son lo que “alimenta” a la nueva guerrilla urbana con decenas de revolucionarios insumisos. Por esto la nueva guerrilla urbana nunca sea derrotada, sino como un fénix renacerá de las cenizas de una derrota momentánea, renacerá aun más fuerte, aun mas amenazadora, aun mas liberadora. Y nosotros estuvimos, estamos y estaremos ahí…

Viva la Organización Revolucionaria Conspiración de Células del Fuego
Federación Anarquista Informal/Frente Revolucionario Internacional
VIVA LA ANARQUIA

Ikonomidou Olga
Polydoros Giorgos
Nikolopoulos Giorgos
Bolano Damianos
Tsakalos Hristos
(miembros de célula de presos de Conspiración de Células del Fuego)

Postdata1. Saludamos a los compañeros de Volos por su inmediata respuesta y movilización, cuando por la tarde del día mismo de nuestra detención se reunieron en el barrio y realizaron una marcha hacia la casa donde hemos vivido, cortaron las cintas que puso a policía para cerrar la zona y gritaron consignas. Semejantes movidas agudizan las hostilidades y liberan a los terrenos “ocupados” por la policía, mostrando que la capitulación nunca vendrá…Igualmente, los ataques con artefactos incendiarios realizados por Compañeros calientan a nuestras corazones, rompiendo el hielo del aislamiento y de la cautividad que se nos quiere imponer. Mandamos nuestros saludos más calurosos a todos los grupos anarquistas-incendiarios y al Frente Revolucionario Internacional/Federación Anarquista Informal, el que seguiremos promulgando con todas nuestras fuerzas, porque somos culpables, sin arrepentirnos, del mismo crimen: de la búsqueda rabiosa por la libertad.

Postdata 2. De las mazmorras de los cárceles griegos expresamos con toda nuestra alma la nuestra solidaridad con los compañeros que se encuentran encarcelados en las celdas democráticas de Chile, y llevan a cabo huelga de hambre por su liberación, poniendo en juego sus propias vidas. Hermanos, sean fuertes…No importa como lejos uno del otro estamos nosotros, enterrados vivos en las tumbas de cimiento de las cárceles, sabemos que a través de las rejas de nuestras celdas miramos atentamente al mismo llameante cielo…de la revolución y de la anarquía…

 

This entry was posted in informalidad, presxs and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.