Finaliza huelga de hambre de los prisioneros mapuche pero siguen conversaciones

fuente: paismapuche.org, 08.10.10

Por razones humanitarias y por los avances que ha manifestado el Gobierno chileno a partir de sus anteriores propuestas, los prisioneros mapuche decidieron deponer la huelga de hambre que ya llegaba a los 90 días. Sin embargo las negociaciones continuarán.

Tras intensas reuniones entre los propios prisioneros, sus voceros y el ministro Larroulet, tanto en el Hospital de Victoria como en la cárcel de Angol se llegó a un punto de acuerdo para deponer la medida, aunque las conversaciones continuarán porque aún las demandas no han sido abordadas satisfactoriamente por el Gobierno chileno.

Si bien es cierto se ha llegado a un acuerdo, no es totalmente satisfactorio para nuestros hermanos. Desde un principio dejamos claro que no eran suficientes las demandas, pero claramente aquí se tomaron consideraciones de carácter humanitario y el avance en varios puntos”, expuso el werken Jorge Huenchullán.

Finalizó adelantando que “consideramos que algunos gestos que hizo el Gobierno, como liberar a algunos comuneros, daba para bajar la huelga de hambre. Continúa la mesa de diálogo para tratar otros temas pendientes, como por ejemplo, el derecho a territorio.”

De esta forma, en los próximos minutos se firmará este nuevo acuerdo que otorga mayores garantías a los prisioneros mapuche con respuestas más concretas a las anteriormente ofrecidas.

Ahora queda esperar las palabras de los demás peñi que permanecían dignamente con la huelga en la cárcel de Temuco y en la cárcel de menores de Chol Chol.

Recordemos que nuestros peñi en la cárcel de Angol mantuvieron la dignidad de la huelga de hambre hasta las últimas, ya que ellos estuvieron muy graves, y no exageramos porque ellos iniciaron en pésimo estado de salud la huelga y no se prepararon con anterioridad.

Representantes de las comunidades de Malleco llegaron esta noche a la cárcel de Angol donde están realizando un Llellipun por el término de la huelga y para pedir para una buena recuperación de los peñi.

El próximo lunes 11 las autoridades mapuche darán a conocer en un Trawun las informaciones respecto al término de la huelga y los pasos a seguir.

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Termina lo sciopero della fame dei prigionieri mapuche, ma continuano le trattative

fonte: paismapuche.org, 08.10.10

Per ragioni umanitarie e per l’avanzamento da parte del governo cileno a partire dalle sue precedenti proposte, i prigionieri mapuche hanno deciso di terminare lo sciopero della fame che stava per giungere ai 90 giorni. Continueranno comunque le trattative.

In seguito ad intensi incontri tra gli stessi prigionieri, i loro portavoce ed il ministro Larroulet, sia nell’ospedale di Victoria che nel carcere di Angol si è giunti ad un accordo per porre fine alla lotta, anche se le trattative continueranno perché le nostre istanze non sono state affrontate in maniera soddisfacente da parte del governo cileno.

Nonostante si sia giunti ad un accordo, non è totalmente soddisfacente per i nostri fratelli. Dall’inizio abbiamo specificato che le richieste non erano sufficienti, ma sono entrati in gioco delle considerazioni di carattere umanitario e l’avanzamento in diversi punti” ha affermato il werken (messaggero, portavoce) Jorge Huenchullán.

Ha concluso: “consideriamo che alcuni gesti fatti dal governo, come la liberazione di alcuni mapuche, potevano permettere la fine dello sciopero della fame. Continua il tavolo delle trattative per affrontare altri temi pendenti come, per esempio, il diritto al territorio.”

In questa maniera, nei prossimi minuti si firmerà questo nuovo accordo che concede maggiori garanzie ai prigionieri mapuche con risposte più concrete rispetto a quelle offerte in precedenza.

Adesso bisogna attendere le parole degli altri peñi che hanno degnamente continuato lo sciopero nel carcere di Temuco ed in quello minorile di Chol Chol.

Ricordiamo che i nostri fratelli del carcere di Angol hanno mantenuto la dignità dello sciopero della fame fino alla fine, pur essendo in gravi condizioni. Non esageriamo perché essi hanno intrapreso lo sciopero della fame con un pessimo stato di salute e non si son potuti preparare con anticipo.

Rappresentanti delle comunità di Malleco si sono recati questa notte nel carcere di Angol e stanno realizzando un Llellipun (cerimonia mapuche) per la fine dello sciopero e per chiedere un buon recupero dei peñi.

Lunedì prossimo, le autorità mapuche faranno conoscere in un Trawun (parlamento) le informazioni sulla fine dello sciopero e sulle prossime mosse.

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CONTRIBUTO DI BILLY IN RIFERIMENTO A SABOTAGGI E DISTRUZIONI DI COLTURE OGM ESTATE 2010

Le distruzioni di colture OGM avvenute in Spagna ed in Francia, il sabotaggio al campo sperimentale ed i danneggiamenti compiuti in Svizzera sono il miglior contributo dell’estate al “dibattito sulla modificazione genetica”. La questione è chiara: il rifiuto di queste tecnologie non si limita ad essere un semplice dubbio sul fatto che la modificazione genetica possa rivelarsi un pericolo per la nostra salute o quella delle generazioni future. Tecnologie di tale portata non possono essere criticate esclusivamente sulle conseguenze dirette che avranno sulla nostra pelle, tralasciando o ponendo su di un piano marginale tutte le altre conseguenze ecologiche e sociali che stiamo già vedendo con il diffondersi degli OGM. Sul piano della salute umana ad insistere sono le associazioni di consumatori, i partiti più o meno verdi e tutta quell’opposizione che va a braccetto con le multinazionali e le loro innovazioni suicide.

Dalle azioni di quest’estate emerge chiaro il reale peso che lo sviluppo e la diffusione di queste tecnologie di morte portano con sé: l’aggiunta di un anello decisivo alla catena che sta imprigionando la vita di tutto il pianeta. Per quanta carta e quanti soldi spendano nella loro propaganda, sappiamo bene che dietro agli OGM c’è la volontà di miglioramento delle condizioni di miliardi di contadini e persone che pagano le conseguenze delle “rivoluzioni verdi”. Non c’è nessuna spinta caritatevole verso le popolazioni che soffrono il lascito di un colonialismo mai interrotto. Né tantomeno c’è, come azzarda qualche scienziato nostrano, la possibilità di contribuire al ripristino di una biodiversità persa a causa di quelle stesse multinazionali. Non siamo cosi stolti ed ingenui da credere alla menzogna che dietro a questi giganti agrochimici vi sia un’etica che li guidi nei propri sviluppi e nei propri investimenti.

Il cibo è un bisogno fondamentale da cui dispensiamo per sopravvivere, qualcosa di cui non possiamo fare a meno. Cereali e legumi sono la base della nostra alimentazione e di quella degli animali rinchiusi negli allevamenti. Il controllo sulla produzione e lo smercio di queste sementi, in termini sia politici che economici, è più che un affare: è l’afferrare e detenere il controllo sulla nutrizione di ogni individuo di questo pianeta.

In termini politici i governi hanno tutto l’interesse di promuovere industrie e mercati nel tentativo continuo di imporsi sullo scenario internazionale, e hanno tutto l’interesse a sottrarre autonomia alle comunità locali. Questo specialmente in quei paesi creati da artificiosi giochi coloniali, i quali governi, a loro volta, sono frutto di giochi economici “post-coloniali”.

In termini economici è palese l’avido interesse di aggiudicarsi la proprietà di quelle sementi che saranno impiegate (per imposizione) da tutti gli agricoltori del mondo e che sapranno garantire dipendenza e sudditanza grazie alla loro irriproducibilità. Non stupisce allora che le multinazionali si dotino di strumenti comuni con i governi (l’ EFSA) per poter continuare indisturbatamente la loro marcia nel senso stesso dell’economia capitalista: il controllo ed il dominio traducibili in profitto.

In quest’ottica è possibile comprendere la portata e la gravità di queste tecnologie: ci stanno impedendo, con la loro diffusione, di pensare ed attivare ogni prospettiva di autonomia e riappropriazione delle nostre vite fuori, lontano, dai canali di questa economia suicida ed omicida.

E’ comprendendo quest’ottica che è possibile costruire costruire un’opposizione che sia tale e non funzionale alle aspirazioni di arricchimento delle corporation agro-chimiche ed a quelle di dominio dei governi sulle spalle e sulla pelle di tutte le popolazioni di questo mondo. E’ comprendendo la gravità insita in queste necrologie, che stanno venendo sviluppate unicamente per rafforzare e radicare ulteriormente questo modello produttivo agricolo industriale devastante e questo sistema sociale devastato, che si può intendere il senso e l’urgenza di contrastare ogni coltivazione OGM, commerciale o scientifica, nonché ogni laboratorio, ogni università, ogni azienda, od istituzioni ed ogni multinazionale stessa coinvolta nello sviluppo e nella diffusione di biotecnologie sul pianeta. Il pianeta stesso è il laboratorio dove testare queste tecnologie, attenderne i risultati equivalga condannarsi: OGM ed ogni modificazione sugli esseri viventi vanno fermate ora!

Svizzera, Ottobre 2010

x silviabillycostaliberi.noblogs.org

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Badajoz – Reivindicamos el sabotaje de un campo de maiz transgénico experimental

Reivindicamos el sabotaje de un campo de maiz transgénico experimental en la provincia de Badajoz. El domingo 19 de septiembre, varias personas hemos saboteando una plantación de maíz transgénico propiedad de semillas Fitto en el municipio de Guareña (Badajoz). En concreto se trataba del maíz matriculado como SF1035T, pariente de otra variedad ya comercializada por Monsanto.
Esta acción es una pequeña respuesta a la imposición de los organismos modificados genéticamente (OMG) por parte de las empresas biotecnológicas y el estado.
Desde que los OMG empezaron a experimentarse, aprobarse y comercializarse masivamente, han declarado sus creadores y promotores que que estos OMG serían capaces de acabar con el hambre o salvaguardar la salud humana, así como de la posibilidad de una agricultura más limpia y eficiente. Nada más lejos de la realidad.

Estos OMG se imponen en un contexto de: grandes empresas transnacionales que luchan por el control monopólico de semillas y químicos, los monocultivos, la contaminación genética, la desaparición del pequéño y mediano agricultor, liquidación de las economías locales, desaparición de variedades autóctonas, grandes circuitos de distribución, despilfarro y contaminación de aguas, expulsión de comunidades rurales… en definitiva, en el contexto del modelo capitalista.

Estos OMG no son compatibles con otras formas de producción y organización social basados en la recuperación de una agricultura más tradicional, que satisfaga las necesidades de las poblaciones, no de los mercados, y que no desborde los límites de los ecosistemas, sumado a la voluntad de escapar a la ilusión de asociar felicidad y consumo.

Modelos manifiestamente necesarios en un mundo hambriento y calentado debido a su sometimiento al mercado y al totalitarismo de los estados.
Por lo tanto estos OMG no vienen a cumplir las bondades de las que dicen ser capaces, sino que representan otra vuelta de tuerca más del modelo agroindustrial, que supondrá, entre otras cosas, la total expropiación a los pueblos de su capacidad para alimentarse por si mismos.
Para la decisión final de la aprobación y posterior comercialización de estos OMG, el estado creó la comisión nacional de bioseguridad (CNB) dejando en sus manos el visto bueno.

Dentro de la CNB hay siete representantes científicos, muchos de ellos ligados a la industria biotecnológica y al lobby pro-trangenicos, siendo este sector científico quien lleva la voz cantante en dicha comisión.Este cuerpo se debe a la industria, no a la bioseguridad, prueba de ello los crecientes casos de contaminación genética en cultivos de trigo o maíz. En comarcas enteras del estado, la contaminación genética en cultivos como los antes nombrados está asegurada.
Fuera de nuestras fronteras, estos OMG, han sido responsables de todo tipo de desastres tales como, hambrunas, deforestaciones, intoxicaciones, alergias y demás patologías debidas a consumo al igual que un sinfín de de coacciones a comunidades rurales y agricultor@s por parte de las empresas biotecnlógicas, sin olvidar auténticas masacres producidas por la fabricación y uso de agroquímicos necesarios para este modelo agroindustrial, del cual, los transgénicos son su última expresión.
El decir no a los transgénicos es decir no a los males e injusticias que hemos citado, es decir no a la imposición , no a la artificialización de la vida, no a esta locura de progreso.

El pasar a la acción contra los OMG es una lucha legítima de todo pueblo, síntoma de su sentido común, así como de sentir la necesidad de un profundo cambio social, fruto de ser conscientes del peligro que corre la tierra (y todo lo que merece la pena) en manos del capitalismo. Quien siembre y promocione transgénicos que coseche resistencias.

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Messico – Condannato Víctor Herrera Govea

liberamente tratto da vsencapsulamiento.wordpress.com

Dopo un lungo processo durato un anno, il 6 ottobre 2009 la giudice Celia Marín Sasaki ha condannato Víctor Herrera Govea a 2 anni e 9 mesi di carcere e 90 giorni di multa equivalenti a $ 4.932, oltre ad un indennizzo di $6500 per i danni causati al supermercato Oxxo e $2002 per il valore degli oggetti “rubati”.

I reati per i quali è stato condannato sono “danneggiamento di proprietà altrui” e “furto di gruppo” ai danni della catena Oxxo. Le uniche prove contro lui sono le testimonianze di due poliziotti della judicial, piuttosto contraddittorie.

I fatti risalgono al 2 ottobre 2009, durante la manifestazione del 2 ottobre a Città del Messico, in memoria dell’assassinio degli universitari del 1968. Lo spezzone anarchico fu accerchiato dal corpo antisommossa dei granaderos. Grazie alla resistenza dei compagni Víctor riuscì a sfuggire all’arresto. Tuttavia, mentre tornava a casa fu intercettato da agenti in borghese che, dopo averlo pestato per strada, l’hanno arrestato.

E’ in carcere da 1 anno, adesso la condanna potrebbe essere sostituita da una sorta di affido ai lavori sociali, altrimenti potrebbe accedere alla sospensione condizionale della pena dopo il pagamento di una cauzione di $15.000.

Ci sarebbe anche la possibilità di appellarsi, in modo che ne sia riconosciuta la totale innocenza, ma in questo caso rischia di farsi altri mesi di carcere.

I familiari ed il gruppo di appoggio stanno riflettendo su cosa fare, in attesa del parere di Víctor.


maggiori informazioni:

Comité de apoyo por la libertad de Víctor Herrera Govea – http://vsencapsulamiento.wordpress.com

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Svizzera – Comunicato di Billy sullo sciopero della fame

Contributo all’iniziativa del 10.9.2010

Qualche riga per dire che da questa mattina ho ripreso a mangiare, ponendo fine allo sciopero dei pasti iniziato venerdì 10 settembre, e per fare alcune brevi e personali considerazioni come contributo all’iniziativa.
Sarà il tono delle guardie in tedesco o non so perché, ma in testa c’ho sempre la frase “Arbeit macht frei” e mi dico che quella scritta arrugginita, in fin dei conti è diventata il leit-motiv della società. Il lavoro, la produzione, il profitto come imperativo. È questo il metro negli attuali rapporti, il valore del singolo e il suo eventuale diritto ad esistere. Cos’è un bosco rispetto ad una linea dell’alta tensione? Cosa sono degli africani rispetto alle arance tutto l’anno nei supermercati? Cosa sono una mucca, un pollo o un cavallo rispetto al latte a colazione, ad una confezione di chicken nuggets a pranzo o una bistecca (locale, chiaro!) a cena?
Hai diritto a diritti dal momento che sei impiegato, utile all’economia. Forse. Se lavori sei libero! Di avere un tetto, del cibo e tutti gli svaghi che ti puoi permettere, consumando freneticamente o responsabilmente. Ma se non adempi o rifiuti a sottostare a questa logica, sono guai, lo sappiamo bene: diventi un problema da criminalizzare o da medicalizzare se ti frapponi alla marcia del profitto, all’accumulazione, al controllo e dominio capitalista. Profitto e dominio che non hanno ancora finito di razziare i continenti, i mari e gli oceani di questo pianeta e soggiogare (o digitalizzare) tutto l’esistente, che già si rimboccano le maniche per appropriarsi e dominare anche l’inesistente e l’impalpabile, quanto di più intimo ha ogni essere, attraverso le bio e nanotenologie, ovvero la manipolazione della materia e degli esseri viventi tutti, per renderli più produttivi, più funzionali all’interno di questa economia, più utili e più efficienti nelle loro funzioni.
Dove non sono arrivate le guerre, dove non è arrivato il colonialismo, dove non sono arrivate le dittature o i democratici politici a garantire ogni cosa al dio economia, ci sta arrivando la scienza delle multinazionali e dei suoi esperti ricercatori, con il loro mondo fantasticamente ecosostenibile e “tutto-ottenibile”, digitale e caritatevole verso i paesi ricchi ancora di risorse umane e naturali da depredare. È il sistema, lo sviluppo, che continua la sua corsa omicida, il suo assalto alla vita. E la nostra voglia di libertà, di autodeterminazione, non puoi convivere con questo, né può convivere con questo, né può convivere con le autorità e le istituzioni che lo difendono e lo garantiscono, proprio perché è voglia di liberazione da questo sviluppo devastante. Ci si illude se si crede che il capitalismo, i governi e l’economia, possano rinunciare ad una condizione base per la loro crescita: l’oppressione.
Sebbene in questi cinque mesi le autorità federali ci impongono asfissianti controlli e restrizioni sulla nostra corrispondenza e nelle poche e sempre troppo brevi visite concesse, il senso di questa iniziativa non lo ricerco in una richiesta o in qualche pretesa verso le autorità, perché non hanno nulla che possono offrirmi a beneficio o garantirmi a diritto che mi possa soddisfare realmente, men che meno la loro idea di libertà fatta di tanti “se” e mille “ma”, strettamente sorvegliata e costantemente minacciata e ricattata.
La libertà per cui lottiamo, probabilmente, loro nemmeno la sanno concepire e, sicuramente non può accettare le loro frontiere, le loro prigioni ed i loro sporchi affari. Non può accettare il loro sfruttamento e annientamento degli uomini e delle donne, degli animali e della terra, per i loro profitti e la loro avidità.
Un senso l’ho trovato nel sentire ad un certo punto fame, il corpo che chiamava, animale, come a reagire. Il rassicurarmi che non sono, non siamo, dominati dalla macchina come loro ci vogliono, e che non offriremo loro nessun bottone per spegnerci a comando davanti alla catastrofe che hanno fatto di questo pianeta.
Il senso è dare fisicità all’odio verso questo sistema di dominio e annientamento, e dare fisicità alla complicità viva e attiva verso tutti coloro che dentro e fuori, giorno e notte, gli resistono.
Libertà per tutti noi, libertà per Mumia, libertà per Marco, libertà per Alfredo, libertà per tutti i prigionieri e tutte le prigioniere e sostegno alla campagna di liberazione dei prigionieri di lunga detenzione!
Grazie a chi con lettere, cartoline, voci, iniziative sotto il sole o sotto le stelle ci trasmette il calore della solidarietà.
Ciao Costa! Ciao Silvia!
Un abbraccio forte
Thun, 21 settembre 2010,
Billy

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trattto da: informa-azione.info

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Cerdeña… fuego y polvo!!

1) Cagliari, atto intimidatorio contro magistrato anti terrorismo

Sconosciuti hanno tentato di appiccare il fuoco al portone d’ingresso della casa della madre del sostituto procuratore Paolo De Angelis, nella centralissima via Alghero. Poi sono fuggiti lasciando una scritta “tutti liberi“. Il magistrato, titolare di indagini sull’eversione in Sardegna, alcuni anni fa venne aggredito da un anarchico: da allora è sotto scorta

Atto intimidatorio nella notte a Cagliari contro il pm della direzione distrettuale antimafia del capoluogo sardo Paolo De Angelis. Sconosciuti hanno tentato di appiccare il fuoco al portone d’ingresso della casa della madre del magistrato, un palazzo nella centralissima via Alghero, e sono fuggiti lasciando una scritta “tutti liberi“. Il riferimento è alle inchieste sull’eversione in Sardegna di cui si occupa il pm.
De Angelis, che lavora nella direzione investigativa antiterrorismo, è titolare delle più delicate indagini sull’eversione in Sardegna, in particolare sugli indipendentisti di A’Manca e sugli anarco-insurrezionalisti. Il magistrato aveva già ricevuto minacce e alcuni anni fa un anarchico tentò di aggredirlo. Da allora è sotto scorta e gode di un alto livello di protezione. Sull’intimidazione indagano la polizia e i carabinieri.

fonte: stampa della Sardegna, 07.10.10

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2) Bomba a pochi metri dal municipio, attentato a Sant’Andrea Frius

Attentato dinamitardo nella notte a Sant’Andra Fius (Cagliari), a poche ore dal vertice sulla sicurezza, al quale ha preso parte il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Un ordigno è stato fatto esplodere in un magazzino adibito a deposito vicino al Municipio

SANT’ANDREA FRIUS. Attentato dinamitardo nella notte a Sant’Andra Fius (Cagliari), a poche ore dal vertice sulla sicurezza, al quale ha preso parte il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
Un ordigno è stato fatto esplodere in un magazzino adibito a deposito vicino al Municipio. La deflagrazione non ha provocato gravi danni. Sull’episodio indagano i carabinieri.

fonte: stampa della Sardegna, 06.10.10

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$hile – Llamado público a Semana de Agitación y Propaganda por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto.

Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto.

Chile, Octubre de 2010

Coma ya es de conocimiento público, el día catorce de Agosto de 2010 se llevaron a cabo allanamientos en más de diez casas particulares de Santiago y Valparaíso para detener a 14 personas acusadas de estar involucradas en lo que la prensa chilena ha denominado “el caso bombas’’. El fiscal Alejandro Peña (famoso por sus operativos mediáticos y su conducta prepotente) ha logrado encarcelar con prisión preventiva en regímenes de máxima seguridad a 10 personas desarrollando un show policial, jurídico y mediático con argumentos y pruebas ridículas y poco consistentes (para mayor información, ver la segunda declaración de nuestra Agrupación).

Lo que actualmente está haciendo el Estado chileno es castigar a nuestros amigos y familiares inventando que ellos/as serían parte de una asociación ilícita terrorista que ha colocado artefactos explosivos. Sin embargo, ellos hoy no se encuentran encarcelados porque se haya podido demostrar su participación en algún hecho de los que se les acusa, sino porque ellos representan ideas y experiencias de lucha contra los intereses de los poderosos. Se trata de una persecución política por parte del Estado chileno hacia quienes expresan en su vida ideas y prácticas de libertad. En medio de este show represivo, la Ley Antiterrorista ha jugado un papel fundamental, otorgando amplias facultades al fiscal Peña para acusar a nuestros cercanos con pruebas absurdas que han hecho reír incluso a los gendarmes presentes en las audiencias.

Como Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto creemos que esta jugada represiva se enmarca dentro de un contexto mayor de represión por parte del Estado chileno – con la derecha hoy en el poder- hacia toda forma de descontento, movilización social y protesta que se levante contra los intereses de los poderosos. Hoy son nuestros seres queridos ligados a ideas antiautoritarias, anarquistas y anticapitalistas a quienes se les castiga con esta ley antiterrorista creada por Pinochet, así como también se ha estado haciendo con los mapuche en el sur, pero mañana podría ser cualquiera de nosotros que proteste o se manifieste por mejores condiciones de vida o contra las desigualdades del sistema. Cualquiera podría ser el nuevo objetivo a castigar por parte del Estado chileno que levanta shows mediáticos y montajes represivos, aplica la ley antiterrorista y acusa con pruebas falsas y sin sentido.

Es por esto que ante la necesidad de que nuestros amigos y familiares estén en la calle disfrutando de la compañía y el cariño de sus cercanos, y con el claro objetivo de romper el cerco mediático de desinformación y criminalización que pesa sobre su situación, es que como Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto convocamos a todas las individualidades concientes, organizaciones populares, colectivos y grupos afines de Chile y el mundo a una Semana de Agitación y Propaganda por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto, desde el día lunes 11 de Octubre hasta el domingo 17 del mismo mes. Nuestro llamado es a expresar la solidaridad de las más diversas formas.

No obstante de aquello, como Agrupación hemos preparado una serie de actividades públicas que esperamos cuenten con el más amplio apoyo de distintos sectores y personas. Nuestras actividades para dicha semana son las siguientes:

– Jueves 14 de Octubre, 19ºº hrs.: Marcha desde Plaza de Armas, centro de Santiago.

– Viernes 15 de Octubre, 12ºº hrs.: Mitin informativo afuera del Centro Penitenciario Femenino (ex COF) ubicado en Vicuña Mackenna entre las estaciones Pedrero y San Joaquín.

– Domingo 17 de Octubre, 13ºº hrs.: Actividad barrial de denuncia y solidaridad en la Plaza Yungay (Santiago Centro). Con olla común, Tinku, música y murales.

Agradecemos a todos/as la difusión y apoyo para este llamado de solidaridad.

PORQUE LA ASOCIACIÓN ILICITA TERRORISTA SOLO EXISTE EN LA MENTE DEL FISCAL PEÑA Y EN LA BOCA DE LA PRENSA

ABAJO LOS MONTAJES DEL ESTADO TERRORISTA

SOLIDARIDAD Y LIBERTAD PARA LOS DETENIDOS DEL 14 DE AGOSTO

Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto

Chile, Octubre de 2010

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Cile – Appello per una Settimana di Agitazione e Propaganda per la Libertà degli Arrestati il 14 agosto

Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto

Cile, ottobre 2010

Com’è noto, il 14 agosto 2010 sono state effettuate delle perquisizioni in più di 10 case tra Santiago e Valparaíso per arrestare 14 persone accusate di esser coinvolte in quel che la stampa ha chiamato “caso bombas’’. Il procuratore Alejandro Peña (famoso per le sue operazioni mediatiche e per la sua condotta prepotente) è riuscito a rinchiudere in carcerazione preventiva ed in regime di massima sicurezza 10 persone, attraverso uno show poliziesco-giuridico-mediatico con argomentazioni e prove ridicole e poco consistenti (per maggiori informazioni si rimanda alla seconda dichiarazione della nostra Agrupación).

Quel che adesso sta facendo lo Stato cileno è punire i nostri amici e familiari inventandosi che essi/esse farebbero parte di un’associazione illecita terrorista che avrebbe collocato gli ordigni esplosivi. Tuttavia, essi non si trovano imprigionati perché s’è riusciti a dimostrare la loro partecipazione in qualche fatto per i quali sono accusati, ma perché rappresentano idee ed esperienze di lotta contro gli interessi dei potenti. Si tratta di una persecuzione politica da parte dello Stato cileno verso quelli che manifestano idee e pratiche di libertà. In mezzo a questo show repressivo, la Ley Antiterrorista ha giocato un ruolo fondamentale, concedendo ampie facoltà al procuratore Peña, in modo da accusare i nostri cari con prove assurde che hanno fatto sorridere persino i gendarmi presenti nelle udienze.

Come Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto crediamo che questa manovra repressiva sia da inquadrare all’interno di un più grande contesto di repressione da parte dello Stato cileno -con la destra al potere- contro qualsiasi forma di malcontento, mobilitazione sociale e protesta che si levi contro gli interessi dei potenti. Oggi sono i nostri cari legati ad idee antiautoritarie, anarchiche ed anticapitaliste ad essere puniti con questa Ley antiterrorista creata da Pinochet, così come stanno facendo con i mapuche nel sud; ma domani potrà essere chiunque tra noi che protesti o manifesti per migliori condizioni di vita o contro le disuguaglianze del sistema. Chiunque potrebbe essere il nuovo obiettivo da punire da parte dello Stato cileno che allestisce show mediatici e montature repressive, applica la Ley antiterrorista ed accusa con prove false e senza senso.

E’ per questo che -di fronte alla necessità che i nostri amici e familiari stiano per strada godendo della compagnia e dell’affetto degli esseri a loro vicini, e con il chiaro obiettivo di spezzare l’assedio mediatico di disinformazione e di criminalizzazione che pesa sulla loro situazione- come Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto convochiamo tutte le individualità coscienti, le organizzazioni popolari, i collettivi ed i gruppi affini del Cile e del mondo ad una Settimana di Agitazione di Propaganda per la Libertà degli Arrestati il 14 agosto, da lunedì 11 ottobre a domenica 17 dello stesso mese. Il nostro appello è quello di esprimere la solidarietà nelle sue più diverse forme.

Come Agrupación abbiamo preparato una serie di attività pubbliche che speriamo avranno il più grande appoggio da parte di diversi settori e persone. Le nostre attività per tale settimana saranno le seguenti:

– giovedì 14 ottobre, alle 19: corteo in partenza da Plaza de Armas, centro di Santiago.

– venerdì 15 ottobre, alle 12.: presidio informativo davanti al Centro Penitenciario Femenino (ex COF) in Vicuña Mackenna, tra le stazioni Pedrero e San Joaquín.

– domenica 17 ottobre, ore 13: attività di quartiere di denuncia e di solidarietà nella Plaza Yungay (Santiago Centro). Con pranzo, balli Tinku, musica e murales.

Ringraziamo tutti e tutte per la diffusione ed il sostegno a questo appello di solidarietà.

L’ASSOCIAZIONE ILLECITA TERRORISTA ESISTE SOLO NELLA MENTE DEL FISCAL PEÑA E NELLA BOCCA DELLA STAMPA

ABBASSO LE MONTATURE DELLO STATO TERRORISTA

SOLIDARIETA’ E LIBERTA’ PER GLI ARRESTATI IL 14 AGOSTO

Agrupación de Amigos y Familiares por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto

Cile, ottobre 2010

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$hile – 2ª Declaración pública de la Agrupación de Familiares y Amigos de los Detenidos del 14 de Agosto , Septiembre 2010

La Agrupación de Familiares y Amigos por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto nace con el claro propósito de solidarizar y obtener la libertad para nuestros seres queridos acusados por el Estado de pertenecer a una asociación ilícita terrorista supuestamente responsable de más de 20 atentados con bombas. Además, esta instancia es una herramienta para romper el cerco sobre nuestros amigos y familiares y resguardar nuestra integridad como personas cercanos a ellos ante posibles futuras detenciones. Creemos que su encarcelamiento es producto de una jugada represiva que bien podemos denominar montaje, el cual se ha desarrollado de la siguiente manera.

1)- El escenario en que se enmarca el montaje represivo

Año del Bicentenario en que la derecha en el poder intenta posicionar el discurso de la unidad nacional, ocupado por el Estado para cohesionar a la sociedad bajo las tradiciones, símbolos y rituales patrios para anular las contradicciones y conflictos existentes los explotadores y los explotados. En este contexto el Estado no permitiría que la existencia de grupos que con sus acciones e ideas propaguen la rebeldía contra lo establecido viniera a echar abajo el discurso de la “unidad nacional”.

Además, la incapacidad de fiscalía por terminar con los atentados con bombas de los últimos años y condenar a los responsables en como un caso no resuelto que dejaba en ridículo el aparato judicial y represivo del Estado. Así aparece la figura del fiscal Alejandro Peña como nuevo encargado de la investigación con la misión de condenar a algún supuesto involucrado a como diera lugar. Se comienza a culpar a jóvenes anarquistas y antiautoritarios que viven o frecuentan casas okupas y centros sociales, también a ex integrantes del Movimiento Juvenil Lautaro( organización revolucionaria que ocupó las armas contra la Dictadura y prosiguió luchando en Democracia, siendo desarticulados a principios del 90). Para inculpar a estos nuevos “enemigos internos” del Estado, el fiscal Peña aplicó sus técnicas como des articulador de organizaciones narcotraficantes inventando que tras los bombazos se encontraría una organización jerárquica con gente que manda (exlautaristas) y otra que obedece (anarquistas y antiautoritarios) asociados para cometer actos terroristas. Por medio de la prensa, esta tesis del fiscal Peña fue difundida y se anunciaba quiénes serían los detenidos.

Así, el operativo anunciado se precipita el sábado 14 de Agosto en medio de las críticas al gobierno de Piñera por su incapacidad de rescatar a 33 mineros atrapados bajo tierra por la codicia de sus patrones. El golpe represivo se mostró como muestra de la eficacia del gobierno, allanando con extrema violencia más de 15 casas (donde en una de ellas se encontraba un menor de 1 año) y encerrando a 14 personas acusadas de formar parte de una asociación ilícita terrorista que estaría detrás de 23 de los más de 100 bombazos que en los últimos años han explotado en comisarías, edificios de la represión y del Estado, bancos y barrios de ricos.

2) El montale jurídico: la asociación ilícita terrorista que no existe y las pruebas burdas.

Al acusar de asociación ilícita a nuestros hermanos, familiares y amigos, se ha querido hacer creer por parte del fiscal Peña que ellos/as pertenecen a un grupo donde unos líderes dicen lo que hay que hacer, otros/as ejecutan las acciones terroristas y otros financian la asociación. Se ha mostrado esta alucinación del fiscal Peña como un golpe importante en términos de investigación policial y como una victoria del gobierno de Piñera.

Demostrar la existencia de una asociación ilícita es jurídicamente complejo, pero la imaginación y la creatividad maliciosa del fiscal Peña parecen no tener límites. Las pruebas que ha presentado han hecho reír incluso hasta a los gendarmes presentes en las audiencias por su evidente ridiculez. Lamentablemente, tal bajeza no sorprende viniendo de una persona como Alejandro Peña quien no se destaca precisamente por tener una conducta intachable. Bastaría solo con revisar las denuncias por agresión que su pareja ha interpuesto contra él debido la gran prepotencia de Peña.

Para este fiscal, el solo hecho de abrazarse con una persona en la calle, participar de las actividades abiertas de centros sociales autónomos o casas okupa o tener propaganda revolucionaria sería indicio y prueba concreta de la participación en una asociación ilícita terrorista. Entre otras cosas, se ha presentado como pruebas dibujos, stickers y una maqueta-caricatura de un cuartel de investigaciones (que era una prueba “tan importante” que el policía que la descubrió en un allanamiento salía mostrándola en la prensa sin ningún tipo de guante o protección…)

Más aun, el hecho de aplicar la ley antiterrorista no es algo casual, pues esta ley creada en Dictadura – pero aplicada y reforzada en democracia – otorga amplias facultades a los fiscales en sus investigaciones para que ante la debilidad de las pruebas los imputados puedan ser condenados de igual forma gracias a las declaraciones de los denominados “testigos sin rostro”, personas que nadie sabe quienes son pero cuya declaración anónima sirve como prueba fehaciente. Este tipo de procedimientos se han venido aplicando en los últimos años en territorio mapuche y hoy han llegado a la capital permitiendo también que nuestros familiares y amigos se encuentren hoy en día viviendo inhumanas condiciones de encierro 22 horas al día en el Módulo de Alta Seguridad (MAS) de la Cárcel de Alta Seguridad (CAS).

Dos personas han sido claves para dar coherencia a las invenciones del fiscal Peña

La primera es Gustavo Fuentes Aliaga ( alias “El Grillo) quien ha acusado a algunos de nuestros familiares ya amigos de participar en los bombazos. Este sujeto, que intentó asesinar a su compañera y luego la acusó de participar también en ataques con bomba, ya fue declarado por la fiscalía como un enfermo mental, sin embargo sus divagaciones son parte fundamental de los argumentos del fiscal Peña. La segunda persona es un individuo apodado “El Nazi”, un personaje vinculado al narcotráfico que tan bien conoce el fiscal Peña y que fue supuestamente sorprendido fabricando bombas caseras en su hogar al lado de su familia. A este sujeto se le ha estado presionando para que declare que nuestros amigos le pagaban para fabricar dichos artefactos. Con esto queda más que claro que cuando las pruebas son débiles o inexistentes, el fiscal Peña no duda en recurrir a sucias jugadas con tal de mostrar efectividad en su investigación.

Ante esto, queremos ser firmes al dejar en claro que la asociación ilícita terrorista de la que se acusa a nuestros familiares y amigos es una maquiavélica invención del fiscal Peña, ya que es una acusación insostenible al acusar a personas que no se conocen todas entre sí y más aún si la mayoría de ellas tienen una postura de vida contraria a las lógicas autoritarias de mando-obediencia que caracterizan una asociación ilícita. Recalcamos, además, lo burdo de las pruebas con que se les acusa y con que han sido encarcelados, siendo esto un ejemplo de cómo actúa el sistema judicial y mal presagio para la justificación de posibles futuras detenciones.

3) El montaje mediático

Como Agrupación de Familiares y Amigos de los Detenidos del 14 de Agosto denunciamos la complicidad de los medios de comunicación en el encarcelamiento de nuestros amigos y familiares ya que, salvo contadas excepciones, se ha encargado de difamar, estigmatizar y condenarlos antes que cualquier tribunal. Fue la prensa la que preparó el escenario que justificaría la detención de nuestros amigos y familiares haciendo creer a la opinión pública que los sujetos tras los ataques con bomba serían anarquistas y antiautoritarios ligados a casas ocupas liderados por ex lautaristas. No es primera vez la prensa al servicio de los poderosos ha recurrido a estas técnicas de control de la opinión. Hace ya unos años otra casa ocupada ( La Mansión Siniestra ) fue condenada por los medio como una fábrica de bombas molotovs, siendo esto un montaje policial que al develarse terminó con sus habitantes en libertad. Recordamos también cómo hace unos años la prensa y la policía aseguraba haber encontrado un arsenal en la Universidad de Santiago; luego se supo que los compuestos químicos hallados eran de la propia universidad y que los machetes encontrados eran de utilería y pertenecían a un cuerpo de baile. Otro ejemplo reciente ha sido la detención de un joven paquistaní en la embajada de Estados Unidos acusado de tener “trazas “de explosivos en su ropa (que son verdad micro partículas químicas que en una ciudad contaminada como Santiago podrían impregnarse en la ropa de cualquier persona); luego de ser allanado y sobreexpuesto en los medios de comuniación, este joven fue dejado finalmente en la calle.

Así, con esta trayectoria de difamación y condena, nuestros familiares y amigos ya han sido condenados como culpables a través de la mayoría de los medios de comunicación incluso antes de las detenciones. Junto a esto, se ha divulgado como una “prueba clave” las declaraciones de Gustavo Fuentes Aliaga (, “El Grillo”). De la misma forma, el vecino del Centro Social Okupado y Bblioteca Libertaria Sacco y Vanzetti, quien alguna vez fue puesto en los medios como un agresor intrafamiliar y traficante que tenía un hoyo en su casa para esconder explosivos, apareció antes de las detenciones como un ocupa pacífico que acusaba a sus vecinos de ser terroristas y estar liderados por un ex – lautarista. No nos extrañaría que el mismo sujeto hoy sea un testigo sin rostro protegido por la fiscalía.

En esta labor periodística, se ha destacado la figura del periodista de La Tercera Patricio Carrera, quien trabaja en sus artículos con la información que le facilita la DIPOLCAR (inteligencia policial de carabineros), preparando el escenario dándole curso antes, durante y después de las detenciones.

4) El contexto represivo en que se enmarcan las detenciones de nuestros amigos y familiares

Como Agrupación de Familiares y Amigos de los Detenidos del 14 de Agosto entendemos que la detención de nuestros seres queridos no es un hecho aislado dentro del acontecer nacional. Al contrario, creemos esto se inserta dentro de un contexto represivo mayor caracterizado por la existencia de un Estado terrorista que aspira a controlarlo todo. Para esto, el Estado no solo se esfuerza en Mostar el actual sistema de vida capitalista y autoritaria como el único posible, sino que además se preocupa de silenciar, castigar y aniquilar toda forma de descontento. Así, estudiantes, trabajadores, deudores habitacionales, etc, han sentido el peso de la represión, donde mapuches, antiautoritarios, ex lautaristas y anarquistas son solo la punta del iceberg que muestra al resto de la sociedad cómo son tratados por el Estado quienes encarnan luchas contra los intereses de los poderosos.

BASTA DE MONTAJES

FIN A LA LEY ANTITERRORISTA

SOLIDARIDAD Y LIBERTAD PARA LOS DETENIDOS DEL 14 DE AGOSTO

Agrupación de Familiares y Amigos por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto

Chile, Septiembre/Octubre de 2010

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Cile – Seconda dichiarazione della Agrupación de Familiares y Amigos de los Detenidos del 14 de Agosto, settembre 2010

La Agrupación de Familiares y Amigos por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto nasce con il chiaro intento di solidarizzare ed ottenere la libertà per i nostri cari imputati dallo Stato di appartenenza ad una associazione illecita terrorista, ritenuta responsabile di oltre 20 attentati esplosivi. Inoltre, il nostro gruppo è uno strumento per spezzare l’assedio sui nostri amici e familiari, proteggendo la nostra integrità e quella di persone ad essi vicine di fronte a nuovi arresti. Crediamo che la loro detenzione sia il frutto di un gioco repressivo, che possiamo chiamare montatura, sviluppatosi nella seguente maniera:

1)- Lo scenario in cui s’inquadra la montatura repressiva

Anno del Bicentenario in cui la destra al potere cerca di far passare la linea dell’unità nazionale da parte dello Stato per far aderire la società alle tradizioni, ai simboli ed ai riti patriottici in modo da annullare le contraddizioni ed i conflitti esistenti tra sfruttatori e sfruttati. In tale contesto, lo Stato non permette l’esistenza di gruppi che, con le idee e con le azioni, possano propagandare la ribellione contro l’ordine stabilito, rovinando la linea della “unità nazionale”.

Inoltre, l’incapacità da parte della procura di chiudere l’inchiesta sugli attentati dinamitardi degli ultimi anni e di condannarne i responsabili si era trasformata in un caso irrisolto che metteva in ridicolo gli apparati giudiziario e repressivo dello Stato. Ed è così che compare la figura del procuratore Alejandro Peña, come nuovo incaricato delle indagini con il compito di far condannare qualche presunto implicato. Inizia a colpevolizzare giovani anarchici ed antiautoritari che vivono o frequentano case occupate e centri sociali, così come ex-membri del Movimiento Juvenil Lautaro (organizzazione rivoluzionaria che prese le armi contro la Dittatura ed ha continuato a lottare contro la Democrazia, finendo per esser disarticolata agli inizi degli anni ’90). Per accusare questi nuovi “nemici interni” dello Stato il procuratore Peña ha applicato le sue tecniche come disarticolatore di organizzazioni dedite al narco-traffico, inventandosi la teoria secondo la quale dietro gli attentati esplosivi ci sarebbe un’organizzazione gerarchica con persone che comandano (gli ex-lautaristi) ed altre che obbediscono (anarchici ed antiautoritari) associati per commettere atti terroristici. Attraverso la stampa, questa tesi di Peña è stata diffusa a profusione e così sono annunciati quelli che sarebbero stati gli arrestati.

L’operazione tanto propagandata avviene, in maniera precipitosa, il 14 agosto, proprio quando infuriano le critiche contro il governo di Piñera per la sua incapacità di liberare i 33 minatori sepolti sotto-terra per la cupidigia dei loro padroni. Il colpo repressivo ha voluto dimostrare l’efficacia del governo perquisendo con estrema violenza più di 15 case (in una di essa c’era un neonato) e rinchiudendo 14 persone imputate di far parte di un’associazione illecita terrorista, responsabile di 23 degli oltre 100 attentati esplosivi degli ultimi anni che hanno colpito commissariati, edifici della repressione e dello Stato, banche e quartieri dei ricchi.

2) La montatura giuridica: l’associazione illecità terrorista che non esiste e le prove grossolane

Nell’accusare di associazione illecita terrorista i nostri fratelli, familiari ed amici s’è voluto far credere da parte di Peña che essi/esse appartengono ad un gruppo in cui alcuni leader dicono quel che bisogna fare, altri/e eseguono le azioni terroristiche ed altri finanziano l’associazione. Quest’allucinazione del procuratore è stata mostrata come un importante colpo in termini di indagini di polizia e come una vittoria del governo di Piñera.

Dimostrare l’esistenza di una associazione illecita è giuridicamente complesso, ma la fantasia e la maliziosa creatività del procuratore Peña non hanno limiti. Le prove che egli ha presentato hanno fatto sorridere persino i carcerieri presenti durante le udienze, per la loro ridicolaggine. Purtroppo tale bassezza non sorprende, provenendo da una persona come Alejandro Peña, noto proprio per non avere una condotta intoccabile. Basti solo citare la denuncia per aggressione che la compagna ha sporto di lui, per via della sua grande prepotenza. Per questo procuratore, il solo fatto di abbracciarsi con una persona per strada significa partecipare alle attività dei centri sociali autonomi o delle case occupate. Essere in possesso di propaganda rivoluzionaria sarebbe un indizio ed una prova concreta della partecipazione in un’associazione illecita terrorista. Tra le altre cose, sono stati presentati come prove: disegni, adesivi ed uno schizzo-caricatura di un commissariato della PDI (prova “così importante” che il poliziotto che la scoprì si mise a mostrarla alla stampa senza guanti o alcun tipo di protezione… ).

Non solo, il fatto di applicare la legge antiterrorista non è un caso. Si tratta di una legge creata dalla Dittatura -ma applicata e rafforzata in democrazia- che concede ampie facoltà ai magistrati nelle indagini, per cui dinanzi alla debolezza delle prove gli imputati possono esser condannati lo stesso grazie alle dichiarazione dei cosiddetti “testimoni senza volto”, persone che nessuno conosce ma le cui dichiarazioni sono considerate prove veritiere. Procedimenti di tale tipo si stanno applicando negli ultimi anni nel territorio mapuche ed adesso sono giunti nella capitale, facendo sì che i nostri familiari ed amici si trovino vivendo nelle disumani condizioni di reclusione per 22 ore al giorno nel Módulo de Alta Seguridad (MAS) della Cárcel de Alta Seguridad (CAS).

Due personaggi chiave hanno dato concretezza alla invenzioni del procuratore Peña

Il primo è Gustavo Fuentes Aliaga ( alias “El Grillo”) che ha accusato alcuni dei nostri familiari ed amici di aver partecipato agli attentati. Tale soggetto, che ha cercato di assassinare la compagna e poi l’ha accusata di participare agli attentati, è già stato considerato come un infermo di mente dalla procura. Tuttavia le sue divagazioni sono un pilastro fondamentale dell’accusa.

Il secondo soggetto è un individuo soprannominato “El Nazi”, personaggio collegato al narco-traffico che sarebbe stato sorpreso mentre fabbricava bombe artigianali a casa sua, con la famiglia accanto. Tale individuo sta ricevendo pressioni affinché dichiari che i nostri amici lo pagavano per la fabbricazione di quegli ordigni. Con ciò è evidente che, quando le prove sono deboli o inesistenti, il procuratore Peña non esita a ricorrere a giochi sporchi al fine di dimostrare la giustezza della sua indagine.

Noi siamo fermi nell’affermare che l’associazione illecita terrorista, della quale sono imputati i nostri familiari ed amici, è una machiavellica invenzione di Peña, in quanto è un’associazione insostenibile. Vengono accusate delle persone che nemmeno si conoscono, inoltre la gran parte di essi ha uno stile di vita totalmente contrario alle logiche autoritarie di comando-obbedienza dell’accusa. Questo è un esempio di come agisce il sistema giudiziario ed un cattivo presagio per la giustificazione di eventuali arresti in futuro.

3) La montatura mediatica

Come Agrupación de Familiares y Amigos de los Detenidos del 14 de Agosto denunciamo la complicità dei mezzi di comunicazione nel far arrestare i nostri amici e familiari. Salvo rare eccezioni, i media si sono incaricati di diffamare, stigmatizzare e condannarli prima di qualsiasi tribunale. E’ stata la stampa che ha preparato lo scenario per giustificare l’arresto dei nostri amici e familiari, facendo credere all’opinione pubblica che i soggetti responsabili degli attentati esplosivi fossero gli anarchici e gli antiautoritari collegati con le case occupate e comandati dagli ex-lautaristi. Non è la prima volta che la stampa al servizio dei potenti ricorre a queste tecniche di controllo dell’opinione. Alcuni anni fa, un’altra casa occupata (La Mansión Siniestra) è stata condannata quale fabbrica di molotov, pur trattandosi di una montatura della polizia che è finita con la messa in libertà degli occupanti. Ricordiamo anche come alcuni anni la stampa e la polizia assicuravano di aver trovato un arsenale nella Universidad de Santiago; in seguito s’è saputo che i composti chimici trovati appartenevano all’università e che i machete appartenevano ad un corpo di ballo. Un altro recente esempio è stato l’arresto di un giovane pachistano nell’ambasciata degli USA, accusato di possedere “tracce” di esplosivo nei vestiti (il fatto è che micro-particelle chimiche in una città inquinata come Santiago si possono impregnare sui vestiti di chiunque); dopo esser stato perquisito e sovra-esposto dai media, questo giovane è stato finalmente rilasciato.

Con tale percorso di diffamazione e di condanna, i nostri familiari ed amici sono già stati condannati come colpevoli dalla maggioranza dei media, persino prima degli arresti. A tutto questo bisogna aggiungere la “prova chiave” data dalle dichiarazioni di Gustavo Fuentes Aliaga ( “El Grillo”). Allo stesso modo il vicino del Centro Social Okupado y Bblioteca Libertaria Sacco y Vanzetti, sul quale gli stessi giornali in passato hanno trattato nella cronaca nera per le aggressioni intra-familiari, per lo spaccio e per aver nascosto degli esplosivi, ha fatto la sua comparsa poco prima degli arresti presentandosi come un occupante pacifico che accusava i vicini di essere dei terroristi guidati da un ex-lautarista. Non ci sorprenderebbe sapere che questo stesso soggetto comparirà come testimone senza volto, protetto dalla procura.

In questo lavoro giornalistico ha assunto un ruolo di rilievo la figura del giornalista de La Tercera, Patricio Carrera, che ha scritto i suoi articoli utilizzando le veline passate dalla DIPOLCAR (inteligencia policial de carabineros), preparando lo scenario prima, durante e dopo gli arresti.

4) Il contesto repressivo in cui si inquadrano gli arresti dei nostri amici e familiari

Come Agrupación de Familiares y Amigos de los Detenidos del 14 de Agosto sappiamo che la detenzione dei nostri cari non è un fatto isolato all’interno dello scenario nazionale. Anzi, crediamo che s’inserisca all’interno di un contesto repressivo più grande caratterizzato dall’esistenza di uno Stato terrorista che pretende controllare tutto. Per questo, lo Stato non solo si sforza di Mostrare l’attuale sistema di vita capitalista ed autoritario quale l’unico possibile, ma si preoccupa di mettere a tacere, punire ed annientare qualsiasi forma di malcontento. Così, studenti, lavoratori, inquilini sotto sfratto, ecc., hanno sentito il peso della repressione, in cui mapuche, antiautoritari, ex-lautaristi ed anarchici sono solo la punta dell’iceberg che mostra al resto della società come vengono trattati dallo Stato coloro che incarnano le lotte contro gli interessi dei potenti.

BASTA CON LE MONTATURE

FINE ALLA LEY ANTITERRORISTA

SOLIDARIETA’ E LIBERTA’ PER GLI ARRESTATI DEL 14 AGOSTO

Agrupación de Familiares y Amigos por la Libertad de los Detenidos del 14 de Agosto

Cile, settembre/ottobre 2010

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Madrid – Atacada una sede de I.U. y la Real Academia de la Farmacia

Esta madrugada fue atacada la sede de I.U. de la calle Madera rompiendose sus lunas a pedradas, se les de deja escrito “Stop progreso” y “No al M.a.T” (linea de alta tensión, recordandoles así que son los responsables del atentado a la naturaleza y a los habitantes de la comarca, un atentado en forma de gran infraestructura que supone destrozar y asesinar la tierra además de provocar enfermedades a los habitantes de la comarca.

también fue atacada la Real academia de la Farmacia (C/ farmacia) en el centro de esta maldita máquina llamada Madrid, también fueron apedreadas sus lunas, dejandose escrito “basta ya de torturar animales“.

Por la revuelta, rompamos la paz social!!

A lxs compañerxs chilenxs!!!!

A lxs compañerxs detenidxs en Barcelona!

A nuestrxs hermanxs suizxs!!

A quien quiere derrumbar ya este mundo!!

Extendamos la rabia, multipliquemos los ataques!!!!!!!!!

TIERRA SALVAJE

fuente: correo anónimo enviado a madrid.indymedia.org, 06.10.10

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Madrid – Attaccate una sede di I.U. e la Real Academia de la Farmacia

Questa notte è stata attaccata la sede della I.U. (izquierda unida) di calle Madera, spaccandone i vetri con delle pietre e lasciando le scritte “Stop al progresso” e “No al M.a.T.” (linea ad alta tensione, ricordando ad essi che sono i responsabili dell’attentato contro la natura e chi vi abita, un attentato sotto forma di una grande infrastruttura che comporta la distruzione e l’assassinio della terra, oltre a provocare malattie agli abitanti del posto).

Attaccata anche la Real Academia de la Farmacia (C/ farmacia) nel centro di questa maledetta macchina chiamata Madrid, anche in questo caso sono stati rotti i vetri con delle pietre e s’è lasciata la scritta” “adesso basta con la tortura degli animali“.

Per la rivolta, spezziamo la pace sociale!!

A compagni ed alle compagne cileni/e!!!!

Ai compagni ed alle compagne detenuti/e a Barcellona!

Ai nostri fratelli ed alle nostre sorelle svizzeri/e!!

A chi vuole far crollare questo mondo!!

Diffondiamo la rabbia, moltiplichiamo gli attacchi!!!!!!!!

TIERRA SALVAJE

fonte: e-mail anonima inviata a madrid.indymedia.org, 06.10.10

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NIKOS MAZIOTIS – Revolutionaries do not apologise to the criminals of the State

”I refuse to accept the invitation of the Appeals prosecutors who called me to give an additional testimony concerning the case of the revolutionary organisation that I belong to with the name‘REVOLUTIONARY STRUGGLE’‘. I do not accept the call because there is nothing for me to apologise for. Revolutionaries do not apologise to the criminals of the State.” – NIKOS MAZIOTIS


Today 6 october outside the Appeal Court building the tension and passion of many comrades screaming and shouting strong slogans when the comrades of Revolutionary Struggle case” were taken away was a very emotional moment. Fighting started with the riot cops who were attacking comrades.
Anyway, the next Appeal court case is fixed for 14 and 20 October. Tomorrow’s court has been cancelled because our comrades have refused to be there.

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$hile – LO QUE SUCEDIO EN LA AUDIENCIA DE HOY SOBRE LAS COMPETENCIAS

Hoy, miercoles 6 de octubre, fue la audiencia sobre las competencias del montaje “caso bombas” entre el 11° juzgado y el 8° juzgado. Finalmente el 11° juzgado se declaró incompetente, pero a su vez aludió a que el 8° juzgado también resulta ser incompetente. Por lo que, si bien, la causa ya no será llevada por el 11° juzgado, cosa que resultaría ser favorable debido a que en este lugar se le han facilitado mucho las cosas al fiscal Peña; aún no está claro que tribunal será el responsable, puesto que, ahora aparece el 7° jugado en escena, ya que tendría mayor antiguedad en las investigaciones… en fin, habrá que esperar hasta aproximadamente el día martes 12, para que la corte de apelaciones de santiago decida entre el 7° y el 8° juzgado.
¡LIBERTAD a lxs compañerxs que siguen secuestradxs!

x solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

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Cile – Quel che è accaduto oggi nell’udienza sulle competenze territoriali

Oggi, mercoledì 6 ottobre, si è tenuta l’udienza sulle competenze territoriali relative alla montatura del “caso bombas”, conflitto sorto tra l’11° ed l’8° tribunale. Alla fine, l’11° tribunale s’è dichiarato incompetente, ma ha avanzato dei dubbi sul fatto che lo stesso 8° abbia la competenza sul caso. Adesso è certo che il caso non sarà seguito dall’11° tribunale, cosa favorevole per i compagni in quanto questo è il tribunale che ha facilitato le cose al procuratore Peña; tuttavia non è chiaro quale sarà il tribunale competente. Pare che entri in gioco il 7° tribunale, perché sarebbe il primo ad aver avviato le indagini. Bisognerà aspettare fino a martedì 12, quando la corte d’appello di Santiago deciderà tra il 7° e l’8° tribunale.
LIBERTA’ per i compagni e le compagne ancora sequestrati/e!

x solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

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Escocia – Ataque a maquinaria de minería


Daños considerable se causaron a una máquina de explotación minera en las minas de carbón de Broken Cross en el sur de Lanarkshire. Esta acción, tomada en la noche del tres de octubre, se llevó a cabo de forma anónima por los que actúan en solidaridad con el Happendon Wood Action Camp (THWAC), y en apoyo a los residentes del Valle de Douglas.
El sabotaje se llevó a cabo como un acto de oposición a las propuestas recientemente presentadas por el Scottish Coals de ampliar el Broken Cross de minas y para empezar a trabajar en dos sitios nuevos en la zona, en Townhead y Hights Auldton.

traducción: contratodadominacion.noblogs.org

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Machine Sabotaged in solidarity with The Happendon Wood Action Camp

05/10/2010

Extensive damage has been caused to a mining machine at the Broken Cross open cast coal mine in South Lanarkshire. This action, taken during the night of third of October, was carried out anonymously by those acting in solidarity with The Happendon Wood Action Camp (THWAC), and in support of the residents of the Douglas Valley.
The sabotage was carried out as an act of opposition to Scottish Coal’s recently submitted proposals to extend the Broken Cross mine and to begin work at two new sites in the area, at Townhead and Auldton Hights.

x actforfreedomnow.blogspot.com

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14 PRISIONEROS POLÍTICOS MAPUCHE EN HUELGA DE HAMBRE

CARCEL DE ANGOL:
1.- Victor Llanquileo Pilquiman
2.- Fernando Millacheo Marin
3.- José Queipul Huaiquil


HOSPITAL DE VICTORIA:
4.- Victor Hugo Queipul
5.- Felipe Huenchullan Cayul
6.- Camilo Tori Quiñinao
7.- Eduardo Osses Moreno
8.- Alex Curipan Levipan
9.- Carlos Huaiquillan Palacio
10.- Waikilaf Cadin Calfunao

CARCEL DE TEMUCO:
11.- Hugo Melinao
12.- Cristián Levinao
13.- Sergio Lican Levio

CARCEL DE CHOL CHOL:
14.- Luis Marileo Cariqueo

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Austria – Solidarietà con i prigionieri anarchici del Cile e della Bielorussia

fonte: at.indymedia.org/node/18996

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“Los animales no sufren un holocausto metafórico”, texto de Walter Bond.

Mi nombre es Walter Bond y actualmente estoy encarcelado en la prisión de Golden, Colorado, por mi presunta relación con acciones del Frente de Liberación Animal. Los medios de comunicación han hecho todo lo que han podido para demonizarme y desacreditarme. Aunque no es de extrañar, ya que los activistas por la liberación animal suponemos una amenaza para el status quo y los negocios sangrientos que ellos apoyan. Por ello, cualquier activista que realmente se opone a esta malicia mecanizada tendrá que enfrentarse a la intimidación de las fuerzas gubernamentales y a la persecución.
Sigo indoblegable e imbatible en mi deseo de vivir en un mundo libre de abuso animal y explotación. Y por esta razón me gustaría dedicarle unas palabras tanto a quienes me apoyan como a mis enemigos. Soy vegano y straight edge. Lo he sido durante 15 años y lo seguiré siendo hasta el día en que me muera. Aunque espero no pasar muchos años en prisión, nada que el gobierno de los Estados Unidos me pueda hacer será comparable con el holocausto diario que sufren los animales en el nombre de la comida, la ropa, la experimentación de productos y el entretenimiento. Y os aseguro que no es un holocausto metafórico. Lo he visto con mis propios ojos. Cuando tenía 18 años (ahora tengo 34), trabajaba para una empresa que construía mataderos en el Medio Oeste. Nunca podré olvidar los horrores que allí presencié. Así fue como me convertí en un activista por los derechos de los animales.


A quienes me apoyan
Haced lo que podáis para crear conciencia sobre la situación de los animales encerrados en granjas, del medio ambiente y de los impactos éticos de la explotación animal, así como del impacto positivo del veganismo. Tener mayores conocimientos sobre estos temas que la mayoría de la gente y no scarlos a la luz es complicidad. Por favor, no seais cómplices en el holocasuto contra los animales y la tierra.


A mis detractores
Echad un vistazo a lo que estáis defendiendo. Si creéis que no hay nada de malo en usar y explotar animales, id a un matadero y observad con vuestros propios ojos lo que pasa tras esos muros. Si no podéis digerir vuestra comida mientras veis cómo se produce, entonces es que comer carne, claramente, no está bien. Solo porque como seres individuales o como sociedad tengamos la habilidad de explotar animales, eso no nos da derecho a hacerlo.
Hubo un tiempo en el que se aceptaba que los hombres explotasen a las mujeres, y las personas que se opusieron a esto fueron tachados de criminales. Ahora las mujeres pueden votar, leer y trabajar.
Hubo un tiempo en el que era legal poseer humanos como esclavos, y quienes se opusieron fueron golpeados, encarcelados y asesinados. Ahora ese nivel de racismo es impensable.
Hoy en día, los animales son los oprimidos, y las excusas para usarles a nuestro antojo son las mismas que daban los dueños de esclavos humanos. Esas excusas son igual de poco válidas cuando se aplican a la esclavitud y la explotación de animales.
Saludos cordiales,
Walter Bond

Walter Bond # P01051760
PO Box 16700
Golden, CO 80402-6700 U.S.A

fuente: www.lacizallaacrata.nuevaradio.org

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“Gli animali non subiscono un olocausto metaforico” testo di Walter Bond

Il mio nome è Walter Bond ed attualmente mi trovo rinchiuso nel carcere di Golden, Colorado, per il mio presunto vincolo con l’ALF. I media hanno fatto di tutto per demonizzarmi e discreditarmi. Nulla di strano, perché noi attivisti per la liberazione animale rappresentiamo una minaccia per lo status quo ed i sanguinosi affari che esso mantiene. Per questo, qualsiasi attivista che si oppone veramente a questa malvagità meccanizzata avrà a che vedere con l’intimidazione delle forze governative e con la persecuzione.
Continuo a non piegarmi e a non farmi abbattere nel desiderio di vivere in un mondo libero dall’abuso animale e dallo sfruttamento. E’ per questa ragione che mi piacerebbe dedicare alcune parole sia a quelli che mi appoggiano che ai miei nemici. Sono vegano e straight edge. Lo sono stato per 15 anni e continuerò ad esserlo fino al giorno della mia morte. Anche se mi auguro di passare molti anni in prigione, nulla che il governo degli USA potrà farmi sarà comparabile con il quotidiano olocausto che soffrono gli animali in nome dell’alimentazione, dell’abbigliamento, della sperimentazione e del divertimento degli esseri umani. Vi assicuro che non si tratta di un olocausto metaforico. L’ho visto con i miei propri occhi. Quando avevo 18 anni (adesso ne ho 34) lavoravo per una ditta che costruiva mattatori nel Midwest. Non potrò mai dimenticare gli orrori ai quali ho assistito. E’ così che sono divenuto un attivista per i diritti animali.

A quelli che mi appoggiano
Fate quel che potere per coscientizzare sulla situazione degli animali rinchiusi negli allevamenti, dell’ambiente e degli impatti etici dello sfruttamento animale, così come dell’impatto positivo del veganismo. Essere in possesso di maggiori conoscenze su questi temi rispetto alla gran parte della gente e non divulgarli è complicità. Per favore, non siate complici dell’olocausto contro gli animali e la terra.

Ai miei detrattori
Lanciate uno sguardo a quel che state difendendo. Se credete che non c’è nulla di male nell’usare e nello sfruttare animali, andate in un mattatoio ed osservate con i vostri occhi quel che accade in quelle mura. Se non potete digerire il vostro cibo mentre vedete come si produce, allora significa che mangiar carne non sta bene. Solo perché come esseri singoli o come società abbiamo la capacità di sfruttare animali, ciò non ci dà il diritto di farlo.
C’è stato un tempo in cui si accettava che gli uomini sfruttassero le donne e le persone che si opponevano venivano considerate criminali. Adesso le donne possono votare, leggere e lavorare.
C’è stato un tempo in cui era legale possedere degli umani come schiavi, e chi opponeva veniva pestato, arrestato ed assassinato. Adesso questo livello di razzismo è impensabile.
Oggi, gli animali sono gli oppressi, e le scuse per usarli a nostro piacimento sono le stesse che venivano date dai padroni di schiavi umani. Scuse poco valide sia se applicate alla schiavitù che allo sfruttamento di animali.

Cordiali saluti,
Walter Bond

Walter Bond # P01051760
PO Box 16700
Golden, CO 80402-6700 U.S.A

fonte: www.lacizallaacrata.nuevaradio.org

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2 De Octubre De 2010: Segundo Aniversario Del Reencarcelamiento De Jean-Marc Rouillan

fuente: boletintokata.wordpress.com

El pasado viernes, 2 de octubre, Jean-Marc Rouillan “celebraba” el segundo aniversario de la suspensión del régimen de semilibertad que sufría con la consiguiente vuelta a régimen cerrado. Dos años de encarcelamiento por una frase dicha en una entrevista que el propio tribunal de apelación ha calificado de “ambigua”. En conmemoración, Jen-Marc ha hecho público el siguiente texto:

Dos años de encarcelamiento por unas palabras… Yo que a partir de Mayo del 68 opté por las armas y la acción revolucionaria, aquí estoy, a los 58 años, encarcelado sólo por hablar ¡Qué ironía!

Los magistrados del antiterrorismo dan así la razón al adolescente que yo era cuando, como otros miles en toda Europa, hice esa elección por estimar que era imposible actuar de forma revolucionaria dentro de los límites de la política burguesa. En lo que a nosotros se refiere, en este sistema, no se puede hablar libremente más que a condición de que balbuceemos lo que dictan los amos.

Cegados por sus certezas reaccionarias, los jueces apuestan, satisfechos de la desdicha que causan por doquier, por la desaparición definitiva de una verdadera oposición de extrema izquierda en nuestros países. Una oposición de clase capaz de estropearles el apetito a los depredadores que se apoderan de los frutos del esfuerzo de los trabajadores. Una oposición lo bastante consecuente como para reuanudar el polo político de los explotados.

Se quiera o no, mi detención revela los miedos que atormentan siempre a los gobiernos de los países imperialistas. Su temor al fantasma de la resistencia. Mi detención resulta de la voluntad de aniquilar cualquier atisbo de una alternativa radical para que ocupen su lugar las costumbres rituales de peticiones respetuosas y manifestaciones-paseo, de la verborrea hemiplégica de los “más a la izquierda, te mueres”, de las acciones sin futuro y de las comedias de ruptura con el sistema y sus acompañamientos.

A pesar de todo, la lucha continúa: cada combate, cada escaramuza, cada rechazo, trae en su seno una alternativa revolucionaria. He aprendido de nuestros fracasos. Pero nunca me he dicho que son los mas fuertes, que ya no hay nada que hacer. Jamás he renunciado a difundir nuestra experiencia combativa. Y asumo toda la responsabilidad política de nuestras acciones pasadas.

Dos años de encarcelamiento por unas palabras… Mi detención reposa sobre la arbitrariedad. Que es también el fruto “ordinario” de la proliferación de leyes y decretos liberticidas. Mientras los gobiernos organizan la impunidad de los patrones granujas y millonarios ladrones, multiplican las leyes que endurecen la relación de fuerza contra los explotados. No pasa un solo año sin que se haga votar a toda prisa (y muchas veces a escondidas) una ley o una enmienda dando una vuelta más de tuerca.

Los tribunales de excepcioón y las brigadas antiterroristas enmarcan el autoritarismo de este Estado Policial. Son su expresión omnipotente. Pero hoy en día los tribunales “ordinarios” –que expulsan a los Rom y a los trabajadores extranjeros, que declaran inocentes a los policías asesinos, que encarcelan a paletadas a la gente de los barrios– introducen la arbitrariedad en cada relación “ordinaria” de los mas pobres con el Estado, en coordinación con toda la retahíla de brigadas especiales –que controlan por el color de la piel, cachean, apalean y juegan con sus porras eléctricas y sus pelotas antidisturbios–. ¿Hasta dónde vamos a aceptar la dictadura “ordinaria” de la extrema derecha?

¡Si este Estado hubiera buscado darle aún más sentido a mi vida militante, no habría podido apañárselas mejor! Se lo agradezco tomando prestadas las palabras del poeta Heinrich Heine: “El odio de mis enemigos puede servir como garantía de que hasta hoy he desempeñado ese empleo fielmente y con honor. Me mostraré siempre digno de este odio”

Y para concluir este segundo aniversario, agradezco, desde el fondo de mi celda, a todos los compañeros, amigos y desconocidos que incluyen mi liberación en su proyecto de emancipación revolucionaria.

Jean-Marc Rouillan

Centro de dentención de Muret

Más información:

http://nlpf.samizdat.net

http://www.action-directe.net

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14 prigionieri politici mapuche in sciopero della fame


x culmine, 5 ottobre 2010

Un aggiornamento sullo sciopero della fame da parte dei prigionieri politici mapuche (PPM).

In seguito all’accordo di Concepción del 1 ottobre, accettato da 24 PPM rinchiusi nelle carceri di Concepción, Lebu e Temuco, alcuni PPM hanno deciso di continuare con la lotta intrapresa il 12 luglio, considerando non sufficienti le condizioni dell’accordo.

I PPM che hanno deciso di proseguire con lo sciopero della fame, fino alle estreme conseguenze, sono 14.

– 3 si trovano ancora nel carcere di Angol

– 7 pur provenendo dal carcere di Angol sono ricoverati nell’ospedale di Victoria

– 3 sono rinchiusi nel carcere di Temuco, da segnalare che i 3 hanno iniziato lo sciopero nel mese di settembre

– 1 nel carcere minorile di Chol Chol

Hanno già ricevuto la visita da parte del vescovo di Temuco, anche se fino ad ora questi PPM non hanno un mediatore ufficiale. Ad oggi non c’è una mediazione in corso e le condizioni di salute dei PPM iniziano ad essere preoccupanti.

Segue l’elenco dei Prigionieri Politici Mapuche in sciopero della fame:

Carcere di ANGOL:

1.- Víctor Llanquileo Pilquiman

2.- Fernando Millacheo Marin

3.- José Queipul Huaiquil

Ospedale di VICTORIA:

4.- Víctor Hugo Queipul

5.- Felipe Huenchullan Cayul

6.- Camilo Tori Quiñinao

7.- Eduardo Osses Moreno

8.- Alex Curipan Levipan

9.- Carlos Huaiquillan Palacio

10.- *Waikilaf Cadin Calfunao

Carcere di TEMUCO:

11.- Hugo Melinao

12.- Cristián Levinao

13.- Sergio Lican Levio

Carcere di CHOL CHOL:

14.- Luis Marileo Cariqueo

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Moscow anarchists blocked the Minsk highway in solidarity with the Belarusian friends


x ACT FOR FREEDOM NOW!

We, a group of Moscow anarchists in the early morning on October 1 blocked with burning tires Minsk highway between Odintsovo and Krasnoznamensk in protest against the persecution of fighters for freedom and justice of the fascist regime of Lukashenko.

With a symbolic act on the road linking Moscow and Minsk, we want to draw attention to the Russian public on the important issue, which is covered. Right now the capital of the Republic of Belarus in prison languishing good and honest people – Niikolay Dzyadok Alexander Frantskevich and Igor Truhanovich. All of them – the anarchists – the fighters for freedom, equality and justice and against dictatorships in Belarus and worldwide. They are accused of burning police stations and the Russian embassy (which was set on fire on August 30 in solidarity with the defenders of Khimki Moscow region forests, are now exposed to predatory harvesting, with the consent of the authorities). This radical challenge to the Belarusian and Russian oppressors served as a pretext for mass arrests, threats and beatings of social activists. In fact – the main reason for the arrest of our comrades from Minsk are their beliefs and active lifestyle – now they face major prison time. In total, through the hands of the KGB and the police took dozens of people – one of the detainees, Tatiana Seminischevu, the scoundrels in uniform drove up to the fact that she cutted her veins – it was a miracle that this did not resulted a serious harm. People get just released after several days in a prison cell without charges, since there may not be any evidence against an innocent person, “result” did not have. A similar fate awaited many others – in this momentin the dungeons are only three guys whose names are mentioned above – they Lukashenka and his henchmen, apparently set out to avenge all his impotent anger and vile.
We call upon all honest and caring people in Russia and around the world: Help people in distress! You feasible means of protest to the Belarusian authorities and their representatives in Russia: the embassies, consulates, Belarusbank, do not buy Belarusian goods, tell us about the situation, family and friends – do not let the people rot in jail in silence – act in any manner to which you have enough imagination ! Make a contribution.
You can also write and send a letter of support to those arrested: now he, more than ever, we need the kind words, a sense of shoulder solidarity.
STOP INJUSTICE!

VIDEO from the action:
http://rutube.ru/tracks/3639765.html?v=52bbfba5fb20dc90192f0d008b4abd03

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Greece – “Terror suspects called in again”


“Six suspected members of Revolutionary Struggle, jailed in April pending trial for a string of bombings and shootings believed to have been carried out by the militant group since 2003, are to answer to three new charges today and tomorrow.

The two investigating magistrates probing the organization’s activities, which have caused widespread damage but no deaths, yesterday summoned the six suspects to defend themselves on one criminal charge and two misdemeanors.

A few weeks after their arrest in April, Nikos Maziotis, the group’s alleged mastermind, his partner Panayiota Roupa and Costas Gournas, who allegedly managed the organization’s money, wrote a letter to the leftist Pontiki weekly, admitting to their role in the attacks. The other three suspects – Sarantos Nikitopoulos, Vangelis Stathopoulos and Christoforos Kortesis – have denied any role in the group’s activities.

All six suspects have refused to give DNA samples to police, who are aiming to link them to evidence taken from the group’s hideouts.”

from: ekathimerini.com, October 5, 2010

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Pintas, enfrentamientos y saqueos en marchas del 2 de octubre, México

La cara combativa de la lucha verdaderamente anarquista se sintió de nueva cuenta en las movilizaciones en recuerdo a la matanza de Tlatelolco del 68.

Después de que la lucha en contra de toda autoridad se dejara sentir cada vez más latente con los bombazos, los ataques incendiarios y los disturbios desde hace ya varios años en diferentes ciudades de la república mexicana, la llama no se ha apagado y sigue su camino.

Ejemplo de esto fue en la marcha del 2 de octubre en el Distrito Federal, en donde el contingente anarquista mas que comenzar con los enfrentamientos con granaderos se defendieron de estos cuando quisieron encapsularlos en dos ocasiones, en las inmediaciones de Garibaldi, individuxs vetidxs de negro y cubiertxs con capuchas y pasamontañas romperían el cerco policiaco que los quería acorralar para luego suscitarse un pequeño enfrentamiento con granaderos. Después de esto las vidrieras de una sucursal bancaria quedarían hechas trizas como las de un hotel de lujo sobre 5 de mayo, también las muchas paredes fueron pintadas con consignas en contra del estado, de la policía y de la iglesia.

A pesar de que la marcha estaba vigilada por más de 6 mil policías con escudos, macanas y gas pimienta, por policías vestidxs de civil, más de 400 vehículos de la policía judicial, cámaras de vigilancia en cada esquina, no pudieron detener las acciones que se implementaron sobre la marcha y sobre todo, lo mas importante, no lograron detener a nadie que se relacionara con la movida anarca, como en anteriores movilizaciones del 2 de octubre que lxs detenidxs suman mas de 20.

En Oaxaca, un grupo de por lo menos 50 encapuchadxs de negro y anarco punks, realizarían pintas contra inmuebles históricos. Comercios y autos fueron destrozados por el contingente de negro, un grupo que se desprendió de la marcha intento asaltar una tienda de pintura, la policía estatal intervino lo cual derivo en un enfrentamiento, durante la marcha se registraron al menos 90 detenidos, lxs cuales no se sebe por ahora su situación legal.

En Chilpancingo, Guerrero, también hubo presencia radical de anarquistas. La marcha que la había convocado la Asamblea Popular de los Pueblos de Guerrero se salió de su control, tanto de lxs convocadorxs como de las autoridades. Grupos de jóvenes encapuchadxs, harían pintas en diferentes inmuebles públicos e instituciones gubernamentales, también pintaron el palacio de cultura estatal. Sobre la marcha, lxs encapuchadxs también saquearon tres tiendas oxxos y destrozaron sus fachadas con bates de beisbol y patinetas, corretearon a los policías que custodiaban una tienda en el zócalo de la ciudad y golpes fue lo que recibió uno de los sirvientes del estado cuando estxs lo alcanzaron, luego le quitaron todo lo que traía. Después de esto se registro un incidente durante un mitin frente a la cede del poder ejecutivo, cuando estudiantes volearon un carro estacionado en frente de la institución gubernamental.

Con esto queda más que claro que la necesidad y el deseo de ver este mundo convertido en cenizas esta más presente en la realidad de lxs jóvenes que se radicalizan en las movilizaciones de este tipo. Muchxs anarco tradicionalistas se asustan y se persignan ante estos hechos dejando ver su cobardía que tienen frente a la realidad, masturbándose frente al recuerdo de la guerra civil del 36 e incluso muchxs de estxs payasxs hacen tratos con la policía antes de estas movilizaciones para que no lxs repriman y “repeten” su “derecho” a manifestarse pacíficamente, hacen a un lado a lxs compas que ahora están en la cárcel tachándolos de vandalxs y “culpables”, lo cual les hace merecedorxs de nuestro repudio total.

Si el estado es violento contra nosotrxs, debemos de responderle con el mismo (o peor) trato.

Se acabaron las victimizaciones, ahora hay muchxs de lxs que queremos iluminar la oscuridad con el fuego que libera.

Texto mandado por la publicación Rabia y Acción

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Messico – Scritte, scontri e saccheggi nei cortei del 2 ottobre

La faccia combattiva della lotta veramente anarchica s’è di nuovo fatta sentire nelle mobilitazioni in ricordo della mattanza di Tlatelolco del 68.

Dopo che la lotta contro qualsiasi autorità è tornata a farsi sentire con sempre maggior forza con gli attentati esplosivi, gli attacchi incendiari e gli scontri negli ultimi anni nelle diverse città della repubblica messicana, la fiamma non s’è spenta e segue il suo percorso.

Ne è un esempio la manifestazione del Distretto Federale in cui il contingente anarchico s’è difeso dai granatieri (corpo antisommossa della polizia messicana – ndt) quando questi hanno cercato di respingerli per ben due occasioni, nelle vicinanze di Garibaldi. Individui vestiti di nero e coperti da cappucci e passamontagna hanno rotto l’assedio della polizia che si apprestava a pestarli. Subito dopo la vetrata di una banca è stata distrutta come quella di un hotel da lusso. Vergate anche molte scritte con slogan contro lo Stato, la polizia e la chiesa. Nonostante la manifestazione fosse sorvegliata da oltre 6.000 poliziotti con scudi, manganelli, spray al peperoncino, diversi agenti in borghese, oltre 400 veicoli della judicial e telecamere in ogni angolo, non sono riusciti a fermare le azioni che si sono verificate durante il corteo e, cosa più importante, non sono riusciti a fermare nessuno collegato all’ambiente anarchico, com’è accaduto in precedenti mobilitazioni del 2 ottobre. I fermati, comunque, sono oltre 20.

Ad Oaxaca, un gruppo di almeno 50 incappucciati e di anarco-punk ha lasciato delle scritte sugli edifici storici. Negozi ed auto sono state distrutte dal contingente nero. Un gruppo che s’è separato dal corteo ed ha cercato di assaltare un negozio di vernici. La polizia statale è intervenuta e ne è nato uno scontro. Almeno 90 i fermati, dei quali non è ancora nota la situazione giudiziaria.

Anche a Chilpancingo, Stato di Guerrero, c’è stata la presenza radicale di anarchici. Il corteo era stato convocato dall’Asamblea Popular de los Pueblos di Guerrero, ma è sfuggito al controllo sia degli organizzatori che delle autorità. Gruppi di giovani incappucciati hanno lasciato scritte su diversi edifici pubblici ed istituzioni governative, come il palazzo della cultura statale. Saccheggiati anche 3 supermercati Oxxo, distrutte le vetrate con mazze di baseball, perseguitati i poliziotti che sorvegliavano un negozio nella piazza principale della città. Non appena raggiunto, uno dei servitori dello Stato è stato bastonato, dopo avergli tolto quel che aveva addosso. Scontri anche durante il presidio davanti alla sede del potere esecutivo, con studenti che hanno rovesciato una macchina parcheggiata di fronte all’istituzione governativa.

Con tutto ciò è più che evidente che il bisogno ed il desiderio di vedere questo mondo convertito in cenere è più che presente nella realtà dei giovani che si radicalizzano nelle mobilitazioni di questo tipo. Molti anarco-tradizionalisti si spaventano e si meravigliano dinanzi a questi fatti lasciando intravedere la loro codardia di fronte alla realtà, masturbandosi al ricordo della guerra civile del ’36. Molti di questi pagliacci trattano con la polizia prima di queste mobilitazioni affinché non li reprimano e “rispettino” il loro “diritto” a manifestare pacificamente. Prendono le distanze dai compagni che adesso sono in carcere, qualificandoli come “vandali” e “colpevoli”. Costoro meritano il nostro totale ripudio.

Se lo Stato è violento contro di noi, dobbiamo rispondere alla stessa maniera o anche peggio.

Sono terminati i vittimismi, adesso siamo in tanti che vogliamo illuminare l’oscurità con il fuoco che si libra.

Testo inviato dalla pubblicazione Rabia y Acción

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México – Nuevo eco anarquista preso: Braulio Arturo Duran Gonzales

La casería de anarquistas involucradxs (o no) en los atentados contra el poder desde las acciones públicas de septiembre del año pasado sigue su curso.

Esto en un hecho evidente con la nueva detención del compañero Vegan Straight Edge, Braulio Arturo Duran Gonzales, originario de la ciudad de León, Guanajuato, el pasado 24 de septiembre de este año. Braulio fue atrapado por miembrxs de la policía ministerial de aquella ciudad. Es acusado de daños por incendio de forma dolosa, delito grave que no alcanza libertad bajo fianza.

Arturo ahora se convierte en el primer detenido eco anarquista relacionado con los bombazos de septiembre del año pasado, por medio de investigaciones que duraron un año.

Según la prensa (que han puesto su foto en primera plana) y las declaraciones de la Subprocuraduría de Investigación Especializada (SIE); al compañero se le siguió la pista por medio de su cuenta en el My Space. En donde simpatizaba con el movimiento de liberación total, el anarco veganismo, el sxe y el ciclismo.

Después de su detención fue llevado a declarar a la PGR, en donde estuvo por unos días, nosotrxs pensamos que en su instancia lo habrían torturado para que hablara acerca de tales acontecimientos.

Los medios de incomunicación han dicho y publicado una sarta de mentiras y calumnias en contra del compa Braulio, argumentando que es una persona peligrosa y que debería ser procesado como “culpable” difundiendo los valores del enemigo. Quien divide entre “culpables e inocentes” las condiciones de cada individuo. Aun mas despreciante, es saber que muchas personas que se dicen “anarquistas” o “anti autoritarixs” se llenan la boca con estos divisionismos idiotas y hasta claman la detención de lxs que (según ellxs) expanden la represión contra lxs anarquistas por medio de sus “acciones sin rumbo”.

El 1 de octubre, Braulio recibió auto de formal prisión, por lo cual seria mandado al cereso de León y que podría alcanzar una condena de 3 a 10 años. Por ahora, su proceso legal esta en averiguaciones y en unos 15 días aproximadamente le darán su sentencia.

Es ahora cuando, la solidaridad no solo se debe de quedar como una consigan vacía y efímera, sino que se debe de convertir y evolucionar en hechos sólidos que ayuden al compa a sobre llevar esta situación tan dolorosa tanto para él como para su familia y sus seres queridos.

¡Solidaridad directa con Braulio Arturo Duran!

¡Solidaridad directa con Abraham López y Adrian Magdaleno!

¡Por la demolición de las cárceles y la destrucción de las jaulas!

Grupo de Apoyo a Presxs por la Liberación Animal y de la Tierra: Hasta el Final!

*Si quieres apoyar a Braulio escríbenos a hastaelfinal@riseup.net

Necesita mucha ayuda!

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Messico – Nuovo prigioniero eco-anarchico: Braulio Arturo Duran Gonzales

La caccia agli anarchici coinvolti (o meno) negli attentati contro il potere a partire dalle azione pubbliche del settembre 2009 continua la sua marcia.

E’ evidente con il nuovo arresto, questa volta del compagno Vegan Straight Edge, Braulio Arturo Duran Gonzales, originario della città di León, Stato di Guanajuato, avvenuto il 24 settembre 2010. Braulio è stato arrestato da agenti della polizia ministeriale di quella città. E’ accusato di danneggiamenti causati da incendio doloso, un reato grave per il quale non è prevista la liberazione su cauzione.

Arturo diviene il primo eco-anarchico arrestato ad esser posto in collegamento con gli attentati esplosivi del settembre 2009, attraverso indagini che sono durate un anno.

Secondo la stampa (che ha posto la sua foto in primo piano) e le dichiarazioni della Subprocuraduría de Investigación Especializada (SIE) il compagno è stato rintracciato attraverso il suo account su My Space. Lì, affermano gli investigatori, simpatizzava con il movimento di liberazione totale, l’anarco-veganismo, lo sxe ed il ciclismo.

Dopo l’arresto è stato condotto alla PGR per l’interrogatorio. Vi è rimasto alcuni giorni. Noi pensiamo che in quel luogo sia stato torturato per avere informazioni su tali avvenimenti.

I mezzi di (in)comunicazione hanno detto e pubblicato una sfilza di menzogne e di calunnie contro il compagno Braulio, sostenendo che si tratta di una persona pericolosa, che dovrebbe esser processato come “colpevole” ed hanno diffuso i valori del nemico. In tal maniera hanno diviso tra “colpevoli” ed “innocenti” le situazioni di ogni individuo. Ancor più spregevole è sapere che molte persone che si dicono “anarchiche” o “antiautoritarie” si riempiono la bocca di queste idiote divisioni e che giungano persino ad invocare l’arresto di quelli che (secondo essi) portano la repressione tra gli anarchici attraverso “azioni senza senso”.

Il primo ottobre Braulio è stato formalmente accusato e quindi sarà trasferito al Cereso di León. Con questa accusa rischia una condanna tra i 3 ed i 10 anni. Il processo è in corso e la sentenza è prevista tra circa 15 giorni.

E’ questo il momento in cui la solidarietà non deve restare uno slogan vuoto ed effimero, ma deve trasformarsi ed evolvere in fatti concreti che aiutino il compagno ad affrontare questa situazione così dolorosa sia per lui che per la famiglia ed i suoi affetti.

Solidarietà diretta per Braulio Arturo Duran!

Solidarietà diretta per Abraham López e Adrian Magdaleno!

Per la demolizione delle carceri e la distruzione delle gabbie!

Grupo de Apoyo a Presxs por la Liberación Animal y de la Tierra: Hasta el Final!

*Se vuoi appoggiare Braulio scrivici a hastaelfinal@riseup.net

Ha bisogno di molto aiuto!

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$hile – Tres años del Centro Social Autónomo y Biblioteca Libertaria Jonny Cariqueo.

Hace un par de semanas “celebramos” nuestro 3° aniversario, aunque más que un “celebrar” fue un conmemorar, fue un decirle a la sociedad estamos vivos y seguiremos propagando las ideas de libertad contra viento y marea.

Asimismo, son los tres años de un espacio autónomo que nació como herramienta popular y poblacional, pero que ha ido mutando, quizás alejándose de aquellas fórmulas, o mejor dicho reformulándolas a través de nuevas ideas y prácticas que nos mueven como espacio. Éstas ideas y prácticas comienzan a profundizarse desde la muerte de nuestro compañero Jonny Cariqueo –nombre que lleva nuestra Biblioteca Libertaria-, donde comprendimos la significancia de cada acción contra el poder, y del sistema normalizador de la vida. Nuestro espacio se fue nutriendo de nuevos conocimientos, los talleres que antes eran netamente para los vecinos fueron mutando en instancias de crecimiento cualitativo para los integrantes del espacio e individualidades más afines a nuestras prácticas. Fue un período donde nuestra lucha tomó un rumbo desde el cual no había vuelta atrás.

El 22 de mayo muere Mauricio Morales, tras su dolorosa partida comienza el show mediático, -o mejor dicho se reactiva-, de parte de la policía y la prensa contra casas okupadas, centros sociales y compañeros en una posición de enfrentamiento contra el poder. Nuestro hogar no era ajeno a ello.

El 24 de junio es allanado por primera vez nuestro espacio, el estado y el poder buscan a Diego Ríos, pues se le encuentra pólvora negra. Actualmente nuestro compañero lleva pasos libres, pero tras él pesan cargos como proveedor y partícipe activo de alguna supuesta asociación ilícita terrorista. Desde su fuga, la cual hemos saludado como acto de insumisión, nada ha sido fácil, hemos pasado a estar notoriamente en el centro del huracán. La prensa, la policía son los principales actores del hostigamiento a nuestra casa; a quienes viven diariamente en ella, y también a los compañeros/as que lo frecuentan; son los sostenedores de mentiras y cargos inexistentes. Es en ese contexto, donde interponemos un recurso de protección (con todas las contradicciones que aquello significaba, y las cuales aún se mantienen vigentes) como espacio, con el objetivo de poder resguardarnos de las calumnias que día a día profería la prensa. La respuesta del poder judicial fue el reconocimiento de su propia lógica: no teníamos derecho porque declarábamos abiertamente estar contra su dominación, contra sus leyes, contra su forma de entender y llevar la vida.

El 11 de diciembre, como “medida de precaución” ante eventuales atentados en el proceso eleccionario presidencial, son allanadas varias casas okupadas, centros sociales y domicilios particulares. Nuestro hogar no es allanado, pero comprendemos más que nunca hacía donde estaba dirigido el poder, no nos parecía algo extraño, pero ahora se hacía más evidente. En ese momento solidarizamos con los compañeros represaliados, teníamos y sentíamos el peso de no claudicar frente al enemigo. Cambia el gobierno, nada nuevo, más de lo mismo, pero con ello también cambian las estrategias del poder, se necesitaban resultados en el Caso Bombas a como dé lugar, no había lugar para investigaciones eternas, con condenados en libertad (como Cristián Cancino), y con escasos resultados.

Con el cambio del fiscal de la investigación a manos de Peña se agudizan las prácticas de hostigamientos que se venían anunciando al cumplirse un año de la muerte de Mauricio Morales. La prensa nuevamente volvía a atacar diciendo quizás profecías que todos escuchábamos, no con incredulidad sino con alerta, pero ¿qué quedaba? ¿Mantenernos donde siempre habíamos estado, nuestra casita, o cerrar las puertas de aquel espacio que estaba siendo apuntado más que nunca por el poder?

Muchos compañeros dejaron de frecuentar los espacios abiertos, quizás por temor, o quizás por estrategia, no somos nadie para juzgar sus decisiones, pero el hecho es que más de alguna vez nos planteamos qué pasaba con ellos. Decidimos seguir porque comprendimos que nuestra vida debía ser más que nunca una propaganda y, mantener las puertas abiertas era darle vida a esa idea y a esa praxis, significara lo que significara. Resignificamos nuestras acciones, llevamos nuestras ideas a nuestro entorno, a la población a través de diversos medios: batucadas, murgas, boletines, etc., donde intentamos despertar un poco esas mentes, sacar a la calle a la gente, NUNCA rebajando nuestro discurso pero si clarificándolo para que no sólo quedara en nuestras paredes, entre nosotros mismos. Sabíamos –y lo continuamos pensando así- que hoy más que nunca, no podemos callar nuestra voz contra toda forma de autoridad, y tampoco debemos estar solo en esta lucha. A las 6.30 de la mañana del 14 de agosto es allanado por 2º vez nuestro hogar. No venían a buscar a ninguno de nosotros con una orden de detención en la mano, como sí ocurrió con otros compañeros esa fatídica mañana. Se llevaron lo de siempre, aquello que siempre incautaban y que nunca más recuperaríamos, sin embargo, algunas de aquellas cosas tras la formalización de 14 compañeros constituían pruebas importantes para acusarlos. Nuestras ideas plasmadas de diversas maneras, son la principal prueba para acusar a los detenidos del 14 de agosto, que actualmente se encuentran en prisión.

La vorágine de los acontecimientos nos hizo reflexionar sobre la continuidad y proyección de nuestro espacio. ¿Seguir o cerrar, velar por nuestra integridad o claudicar en la defensa de este espacio que tanto habíamos defendido? Nunca fue fácil continuar con este proyecto, pero se hace más dificultoso si nos señalan como un “centro de poder” (cuestión que se aleja totalmente de nuestras ideas y prácticas, pues despreciamos el poder), parte de la supuesta asociación ilícita terrorista, que tanto desean eliminar. Eliminación que –lamentablemente- se concreta con el desalojo del CSA y Biblioteca Sacco y Vanzetti y el cierre de la Casa Okupada La Crota. Sabíamos que aquello venía, y que aquello no significa la eliminación de las ideas que se intentaban llevar a la práctica en estos espacios, pero su cierre nos duele en el corazón. Mantendremos las puertas abiertas de nuestra casa porque en otro lugar no estaríamos más tranquilos, sabemos que si el poder y toda su estructura nos quiere encontrar, enjaular y reprimir lo hará en cualquier lugar o momento.

Hemos decidido enfrentar con la frente esta lucha, manteniendo nuestro espacio abierto y vivo, propagando más que nunca nuestras ideas de libertad, nuestra práctica insurreccional, generando relaciones sociales alejadas del capital y el consumismo. Quieren que neguemos las relaciones con nuestros compañeros, hermanos, amigos, quieren que no realicemos actividades difundiendo nuestras ideas porque todo aquello constituye prueba para decir que existe una asociación ilícita. Pero seguiremos denunciando la aplicación de la ley antiterrorista a los detenidos tras el Caso Bombas y a los comuneros Mapuche en huelga de hambre. Hemos decidido continuar sabiendo las consecuencias de aquello, sabemos que pueden inventar cualquier cosa, un montaje policial no nos parece nada nuevo, pero también tenemos la convicción de que no estamos solos en esta lucha y que en esta nueva etapa que parece más oscura que brillante, estamos con todos aquellos que han entregado su vida por destruir la dominación, la explotación, con quienes han decidido agudizar de tal manera su practica antiautoritaria que no han encontrado vuelta atrás, con los que caminan a paso libre, con nuestros hermanos encarcelados, estamos con cada acto de insumisión cotidiana, y con todo gesto que propague rebeldía contra la autoridad.

Propagando ideas de libertad

No cesaremos en la lucha

Tres años del Centro Social Autónomo y Biblioteca Libertaria Jonny Cariqueo

csajonnycariqueo.blogspot.com

Pubblicato in 14 de agosto | Commenti disabilitati su $hile – Tres años del Centro Social Autónomo y Biblioteca Libertaria Jonny Cariqueo.

B$. A$. Concentración en apoyo a lxs presxs secuestradxs por el estado $hileno


El miércoles 29 de septiembre al igual que los miércoles anteriores un grupo de anarquistas se acerco hasta el consulado chileno para difundir la situación y solidarizar con los compañerxs (anarquistas y antiautoritarixs) detenidxs el 14 de agosto, con Freddy, Marcelo, Axel, Juan Aliste y los peñis que se encuentran en huelga de hambre hace más de 84 días.

Los 14 compas detenidxs el 14 de agosto: Mónica Caballeros, Andrea Urzúa, Pablo Morales, Rodolfo Retamales, Vinicio Aguilera, Felipe Guerra, Carlos Riveros, Camilo Pérez, Francisco Solar y Omar Hermosilla se encuentran cumpliendo prisión preventiva de 180 días; Cristián Cancino, Diego Morales, Candelaria Cortez, Iván Goldenberg en libertad, pero con medidas cautelares: Arraigo nacional, prohibición de comunicarse entre sí, firma semanal, prohibición de visitar a lxs detenidxs y de acercarse a los centros sociales y okupas allanadas.

El 24 de septiembre, 4 compañeros, Carlos Riveros Luttgue, Felipe Guerra Guajardo, Camilo Pérez Tamayo y Vinicio Carlo Aguilera Mery habían iniciado una huelga de hambre al haber sido trasladados repentinamente del CAS (cárcel de alta seguridad) a Santiago 1; en una audiencia realizada el 1 de octubre el tribunal ordena trasladar nuevamente a los compas a la cárcel de máxima seguridad, ese mismo día uno de los compas (Camilo) recibió una golpiza de parte de los mercenarios que trabajan para el estado $hileno, demostrando una vez más que el estado sigue amedrentando a todo o a toda que se oponga a este sistema de muerte y dominación.

Los Presos Políticos Mapuches que continúan la Huelga de Hambre al dia de hoy son 14: Victor Llanquileo ilquiman, Fernando Millacheo Marin, José Queipul Huaiquil, Victor Hugo Queipul, Felipe Huenchullan Cayul, Camilo Tori Quiñinao, Eduardo Osses Moreno, Alex Curipan Levipan, Carlos Huaiquillan Palacio, Waikilaf Cadin Calfunao, Hugo Melinao, Cristián Levinao, Sergio Lican Levio, Luis Marileo cariqueo; solidaridad con los peñis!

Libertad a todxs lxs presxs!

Abajo la ley Antiterrorista!

Terrorista es el estado! Chileno, Argentino, etc…

Informa! Axion!

Pubblicato in 14 de agosto, azioni dirette | Commenti disabilitati su B$. A$. Concentración en apoyo a lxs presxs secuestradxs por el estado $hileno

$hile – Artefacto explosivo detona frente a vivienda en cerro Cárcel de Valparaíso

Un artefacto químico de expansión forzada fue activado y explosó a la altura del 305 de calle Pérez ubicado en el cerro Cárcel de Valparaíso.

De acuerdo a la información entregada por Carabineros, el artefacto sólo habría emitido un fuerte ruido, sin dejar personas lesionadas, ni tampoco daños en el inmueble donde fue instalado.

En estos momentos los servicios especiales de la policía, se encuentran realizando las pericias para verificar si algún grupo se adjudica el atentado.

fuente: prensa chilena, Lunes 4 Octubre 2010

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$hile – Comunicado axion por lxs presxs



ESTO FUE UNA VENGANZA

comunicado enviado al mail de ibertadalos14a.blogspot.com
Reivindicación del Ataque a Gendarmeria de Chile
Recibimos en la semana la noticia del arbitrario traslado de los compañeros encarcelados por el Caso Bombas al penal Santiago 1, de su huelga de hambre y posterior castigo por un mes, esto sumado a la golpiza propinada a nuestro hermano Abuelo (Camilo), por lo que decidimos armarnos con materiales de uso casero para emprender la venganza.
“En esta cana mandan los pacos” afirmó el gendarme agresor… hoy nosotr@s le respondemos: “En cana y en la calle manda cualquiera, solo es cuestion de voluntad y convicción”.
Señores Gendarmes, malditos carceleros: A L@S PRES@S POLÍTIC@S ANARKISTAS NO SE LES TOCA. sepan muy bien que no aceptaremos ni un agravio más, ni a l@s compañer@s secuestrad@s, ni a las visitas y encomiendas.

Y ud señor fiscal Alejandro Peña, déjese de hueviar, sabe muy bien que los anarquistas NO TENEMOS LÍDERES, por ende, NO ES POSIBLE UNA ASOCIACIÓN ILÍCITA.
Entonces Gendarmería de Chile…. YA ESTAN AVISADOS.
FIN A LA LEY ANTITERRORISTA
LIBERTAD A L@S INCULPAD@S DEL CASO BOMBAS

(Aprovechamos de enviar saludos a l@s solidari@s interncaionalistas de Inglaterra, España, México, Grecia, Argentina, Canada, entre otros y a los prisioneros Mapuche de Angol que continuan con su lucha)

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Cile – Comunicato dell’azione per i prigionieri

E’ STATA UNA VENDETTA

comunicato inviato all’e-mail di libertadalos14a.blogspot.com

Rivendicazione dell’attacco alla Gendarmeria de Chile

Durante la settimana abbiamo ricevuto la notizia del trasferimento arbitrario dei compagni arrestati per il Caso Bombas nel carcere Santiago 1, del loro sciopero della fame e della successiva punizione per la durata di un mese, il tutto sommato al pestaggio ai danni del nostro fratello Abuelo (Camilo), per cui abbiamo deciso di armarci con materiali di uso artigianale per sferrare la vendetta.
“Qui comandano gli sbirri” ha affermato il gendarme aggressore… oggi gli rispondiamo: “Dentro e fuori comanda chiunque, è solo questione di volontà e di convinzione.”

Signori Gendarmi, maledetti carcerieri: I PRIGIONIERI POLITICI ANARCHICI NON SI TOCCANO, sappiatelo, non accetteremo un altro oltraggio né sui compagni sequestrati, né sui colloqui o sui pacchi per i prigionieri.

E tu signor fiscal Alejandro Peña, smettila di rompere, sai molto bene che noi anarchici NON ABBIAMO LEADER e che, pertanto, NON E’ POSSIBILE UN’ASSOCIAZIONE ILLECITA.
Allora Gendarmería de Chile…. sei già avvisata.
FINE ALLA LEY ANTITERRORISTA
LIBERTA’ AGLI ACCUSATI DEL CASO BOMBAS

(Approfittiamo dell’occasione per inviare saluti ai solidali internazionalisti dell’Inghilterra, Spagna, Messico, Grecia, Argentina, Canada tra gli altri ed ai prigionieri Mapuche di Angol che continuano con la loro lotta).

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Culmine – Sullo sciopero della fame mapuche

Da sempre solidale con il popolo mapuche in lotta per la propria autodeterminazione e rivendicazione territoriale contro colonialismi vecchi e nuovi, Culmine riconosce la delicatezza della situazione carceraria dei PPM (Prigionieri Politici Mapuche) in sciopero della fame. Sciopero, dopo 82 giorni, terminato il 1° ottobre per alcuni di essi ma ancora in corso per altri. Con queste poche righe Culmine vuole chiarire alcuni punti considerando che in queste settimane ha dato voce ai vari comunicati dei PPM e dei loro familiari.

– I PPM protagonisti del suddetto sciopero non si definiscono anarchici ma prigionieri politici. Trasformando i loro corpi in strumenti di lotta sono comunque riusciti a rompere il muro del silenzio eretto dai media di regime cileni che fino a pochi giorni fa hanno ignorato la natura politica delle loro rivendicazioni.

– Le divergenze sorte tra i detenuti mapuche scioperanti nelle varie galere hanno portato alla fine dello sciopero della fame solo da parte di alcuni.

– L’accordo (non ancora ufficialmente diffuso), si basa su un compromesso che entra nel merito delle condizioni processuali di ogni prigioniero ma che lascia intatta la macchina repressiva antiterrorista. Il governo fascista di Piñera, coadiuvato dalla chiesa cattolica, ha infatti tratto beneficio da questo sciopero della fame pur non compromettendosi nel modificare nulla in merito allo sfruttamento dei territori mapuche.

– I PPM che sono ancora in sciopero della fame sono coloro che reputano insufficienti le condizioni raggiunte dall’accordo ottenuto attraverso la mediazione della chiesa cattolica. Nello specifico non accettano il rifiuto da parte dell’esecutivo di entrare realmente nel merito delle loro istanze: abolizione della “ley antiterrorista”, eliminazione dei testimoni a volto coperto e doppio processo civile-militare per lo stesso reato.

– Noi di Culmine, come anarchici, ci teniamo a sottolineare che tali istanze non coinvolgono in alcuna maniera tutti i non mapuche attualmente rinchiusi per aver violato la “ley antiterrorista”. Anzi, le modifiche che si stanno apportando nel parlamento cileno a tale legge prevedono un inasprimento delle pene per chiunque osi sfidare lo Stato e il Capitale. Ricordiamo che tra i prigionieri sottoposti alla “ley antiterrorista” ci sono anche i nostri cari compagni anarchici ed antiautoritari arrestati il 14 agosto.

Solidarietà anarchica ai compagni ed alle compagne arrestati/e il 14 agosto!

Libertà per i Prigionieri Politici Mapuche, libertà per tutti/e!

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Responsibility claim for the arson attack of a restaurant in thessaloniki greece on 1 october


Wild times we are living.
Times of war.
Here where hesitation and neutrality does not fit,
Where cowards have no place,
Here where every desire which clashes with the values of this world, meets those who have as a task its suppression.
Those who even their existence, humiliates every dignity, supervises compromise.
Here where choices are not defined as such,
maybe because there is not the strength to carry their cost.
And if the side of revolution recognizes this cost,
Its time the other side felt it under its skin.


From the plain traffic cop coordinating traffic, until the last, useless pigriotcopinforcer of order. From the wimpy office cop, to the slimy undercover, EYP cop (greek c.i.a.) snitch. From the freshmen cadet, until macho motherfucker EKAM (special forces) cop.
With all means, everywhere and always.
From the kickings in the street until cold execution.
On and off duty.
You will find us in front of you.
Wild times we are living.
Times of war.
We should make the terms.
Make our denial practice.
MOVE ON THE ATTACK.
-So we chose to attack with an incendiary device against the restaurant “Kreonidis”, a few hours before a cop gathering was planned to be held there.

Arsonist cycles of Disorder

* *

x actforfreedomnow.blogspot.com

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Mapuche de Angol no aceptan términos del gobierno y continúan huelga de hambre


Los dirigentes de mapuche en huelga de hambre en Angol, se reunieron con el ministro Cristián Larroulet para entregar su repsuesta sobre el acuerdo con el Gobierno, no llegando a un acuerdo y anunciado que se mantendrá la huelga de hambre de los comuneros.

El ministro Larroulet señaló que la prioridad está en la vida de las personas y que se insistirá en que dejen la huelga de hambre, sin embargo no se llegó a un acuerdo con los comuneros que aún continúan en huelga en la cárcel de Angol.

Mientras tanto, los dirigentes mapuche se declararon en etapa de reflexión, por lo que no hay plazos para una nueva negociación.

fuente Radio Bio-Bio, 02.10.10

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Mapuche di Angol non accettano le condizioni del governo e continuano lo sciopero della fame

I portavoce dei 9 mapuche in sciopero della fame nel carcere di Angol si sono riuniti con il ministro Cristián Larroulet per consegnare la risposta sull’accordo con il governo, non accettandolo ed annunciando che resta in vigore lo sciopero della fame.

Il ministro Larroulet ha affermato che la priorità è la vita delle persone e che si insisterà affinché smettano con lo sciopero della fame. Tuttavia non si è giunti a nessun accordo con i 9 mapuche che continuano lo sciopero della fame nel carcere di Angol.

I portavoce mapuche hanno dichiarato di essere in una fase di riflessione, pertanto non sono state fissate date per un nuovo negoziato.

fonte Radio Bio-Bio, 02.10.10

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Atenas – Solidarixs con Aris Sirinidis

NI UN SOLO DIA MAS EN LA CARCEL

Este lunes 4 de octubre Aris Sirinidis deberá presentarse ante el juzgado y será o interrogado por la audiencia o prorrogado su secuestro. El secuestro en concreto de un luchador anarquista que desde el pasado mayo se encuentra en la cárcel de Koridalos, acusado de disparar contra un autobús de antidisturbios en Exarjia en julio del 2009.

El deplorable proceso judicial, policial y mediático que llevó a la encarcelación de Aris, empezó la noche del 3 de mayo con el intento frustrado por parte de la Seguridad y de los papagayos mass media impresos y electrónicos cuando le tildaron de “sangriento ladrón”. A esto le siguió la puesta en marcha del escenario amateur de la ley antiterrorista, el cual se ha reservado los derechos de esta conocida persona por su larga y constante presencia en las luchas sociales y por sus acciones antiautoritarias, con el uso de un fácil y al mismo tiempo procedimiento que fue ridículamente conocido como “pistolero con sombrero”.

El usar como única prueba inculpatoria del material genético extraído de la cartera de Aris e identificarlo con el material genético obtenido de una de las dispersas máscaras quirúrgicas, tras las manifestaciones y episodios tenidos lugar el día anterior, demuestra la inexperiencia al montar escenarios. Hay que señalar que en ningún lugar el sumario, consta que la máscara se le haya caído al suelo a quién efectuó el disparo.Pero algo faltó o algo será usado posteriormente, pues el deformado escenario fue ratificado por el juez de instrucción con el uso de multitud y estrambóticas irregularidades que llegaron incluso a ofender la justicia ciudadana.

La puesta en marcha de la maquinación constituye una vieja y ensayada receta del poder estatal contra sus enemigos políticos. En este sentido el caso de Aris Sirinidis no supone ninguna novedad. Lo que sienta un paradigma en ésta acusación en la época de la globalización es, el hecho de que se base exclusivamente en la utilización de la prueba de ADN y de teorías cientificistas de los funcionarios de la comisaría central. El procedimiento de Aris inaugura una nueva etapa de acusaciones políticas en el territorio griego, por el cual cada luchador se encuentra por “ley” rehén de cualquier importación y reproducción de material genético. Lo esquizofrénico de este caso es que el ADN se utiliza para culpabilizar, cuando el objeto, la máscara, no pertenece a aquel que hipotéticamente realizó la acción, porque se encuentra tirada en la calle.

El lunes 4 de octubre será llamado a comparecer en esta coordinada táctica político-judicial donde se analizará la propuesta por el fiscal de primera instancia de su excarcelación, cuando parece que el mecanismo de persecución tiene intención de intensificarse.

En el nuevo escenario que prepara el sumario el bajo y moreno de ojos rasgados actuante se vuelve alto y se identifica con los rasgos de Aris. Para darle coherencia se cambian los hechos y datos tempo-territoriales, forzando las conclusiones. De uno u otro modo, las decisiones son claras. Aris debe permanecer encerrado.

A las imposiciones de los mecanismos de inculpación les respondemos con nuestra solidaridad y lucha. La petición de desencarcelamiento de Aris Sirinidis nos atañe a todos. Se expresa nuestra voluntad con el hecho de no dejar a ningún luchador social retenído en las manos del poder. Mostramos nuestra voluntad de resistencia en el hasta hoy mas salvaje ataque del estado y el capital contra una sociedad luchadora. ¡Estaremos allí!

EL LUNES 4 DE OCTUBRE A LAS 9:00 EN LOS JUZGADOS.

LA SOLIDARIDAD ES NUESTRA ARMA

LIBERTAD PARA ARIS SIRINIDIS

Iniciativa de solidarios con Aris Sirinidis: colectivos, vecinos y personas del barrio de Exarjia.


x athens.indymedia.org

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Lecco – Ennesima microspia

E tre! Per la terza volta in pochi mesi è stata trovata una “microspia” ai danni di chi, a Lecco, porta avanti delle lotte in ottica rivoluzionaria. Anche in questo caso, come nel precedente, si tratta di una ricetrasmittente rinvenuta in una presa della corrente all’interno del centro di documentazione anarchico, luogo di aggregazione e socializzazione nel lecchese.
Niente di cui stupirsi, certo, tanto più in un periodo di atrocità indicibili e costante precipitare, come è quello presente. Sarebbe tuttavia ingenuo, in virtù della logica dell’“ubi maior minor cessat”, soprassedere senza riflessione alcuna su fatti simili.
Il rinvenimento di apparecchi di intercettazione, infatti, riporta ogni discorso relativo al controllo sociale su un piano di tangibilità e di coinvolgimento personale in virtù del quale nessuno può più dire “io non sapevo”. La situazione, insomma, si polarizza sempre di più, e sempre più urge scegliere da che parte stare: da quella di chi controlla o da quella di chi si trova controllato.
Per quanto ci riguarda, scegliamo ogni giorno di stare “dalla parte sbagliata della microspia”.
Già, perché misure di controllo come queste, anche per il loro carattere auto-ostentativo (una ricetrasmittente mal camuffata in una presa elettrica) non hanno come fine principale quello di punire o prevenire delle azioni specifiche, ma mirano piuttosto a spaventare ed intimidire, nel tentativo di minare alla base ogni rete di rapporti informali non omologati.
D’altronde, ciò che chi amministra e reprime vuole colpire in maniera precipua non sono solo (e non sono tanto) gli atti concreti, ma, almeno in prima battuta, gli spiriti mai rassegnati e la loro volontà di tessere relazioni.
Non si accontentano di voler spegnere i fuochi, ma tentano ancor prima di raffreddare gli animi dei piromani.
Ebbene, possono continuare a dormire sonni agitati.
Il vento che non spegne il fuoco lo rafforza e lo rinvigorisce.
ANARCHICI LECCHESI

fonte: Informa-Azione.info

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