Roma – Sabotaggi di bancomat e telecamere in solidarietà con Marco, Costa, Billy, Silvia e tutti i prigionieri

* informa-azione.info – riceviamo da mail anonima:

“rivendicazione delle azioni avvenute stanotte a roma:
in via malatesta in zona pigneto sabotati con sigillante e vernice rossa i bancomat e il postamat della via
oscurate le telecamere della stazione nomentana
la societa’ in cui ci troviamo vorrebbe costringerci ad una vita di schiavitu’ per mezzo del denaro e controllo giornaliero
abbiamo così deciso di colpire alcuni mezzi di sfruttamento e di controllo dello stato e di chi vive di esso.
per un giorno niente prelievi. per un giorno niente spie meccaniche a scrutare i nostri movimenti e le nostre vite

le notti di questo freddo inverno sono ancora tante e lunghe…il fuoco le riscaldera’!

solidali con tutti i prigionieri nelle carceri del potere. continuiamo a lottare
solidarietà a marco, billy, costa e silvia.
solidarieta’ ai ragazzi greci
solidarieta’ a tutti quelli che si ribellano all esistente rischiando ogni giorno la propria liberta’

ALTRE NOTTI CI ATTENDONO!

FIAMME DI PASSIONE

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Milano – Attaccata sede CRI contro le violenze nel Cie di via Corelli

* informa-azione.info

riceviamo da mail anonima:

“5-12:ATTACATA SEDE CRI VIA PUCCI MILANO.SCRITTE SUL MURO “CRI ASSASSINI” E “COMPLICI DELLE TORTURE IN CORELLI” E IMBRATTATI CON VERNICE TUTTI I MURI E LE FINESTRE.IN SOLIDARIETA CON TUTTI GLI IMMIGRATI IN LOTTA. INDIVIDUALITA RIBELLI”

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$hile – Cuentos viejo loco

1982

Nos subimos a la micro, mi hermana, mi mama y yo, la “carrascal Sta Julia”, una destartalada y pequeña locomoción marca mercedes benz de color verde, un camión enchulado para transportar pasajerxs es la mejor y fidedigna descripción, ya adentro me doy cuenta que al fondo, sentados en la última fila hay dos pacos, nosotros ocupamos los primeros asientos, inquieto por la presencia policial, voy cada cierto tiempo y de reojo observando hacia el final del bus, hasta que al fin me decido y camino por el pasillo ante la asombrada mirada de mi familia, me detengo frente a los agentes, los miro fijamente, sin mover mis tensos musculos, ¡hola amiguito! Me saluda sonriendo uno de ellos, respondo secamente y desde las visceras, ¡yo no soy tu amigo y cuando sea grande les voy a sacar los ojos con una cuchara!, en plena dictadura militar un niño de 6 años desafiaba abiertamente al poder, la semilla de libertad sembrada entre el dolor de un tio detenido desaparecido, allanamientos y arrestos y comenzaba a germinar.

Cartas

El gordo gendarme golpea con su garrote la puerta blindada de la celda, el ruido me pone mal genio, otro motivo más para odiar al carcelero, ¡carta! Anuncia con su voz ronca falseada, para dar la impresión de mayor rudeza, una a una va depositando las cartas en la ranura de la puerta, son 6, leo con dificultad el nombre de destinatario, ________ la caricatura de la estupidez uniformada, con cada pequeño papel cuidadosamente doblado, mis ojos se hacen mas grandes y brillantes, solo con observar las letras con mi nombre deduzco quien la envía, hay tres que no identifico, nuevas palabras, nuevos sentimientos, nuevos recuerdos…¿algún/a nuevx hermanitx? Cada misiva refleja a cabalidad lo que somos, aunque seamos inexpertxs escritorxs, la memoria se activa, caras, lugares, olores… en este lugar se transforman en un micro mundo maravilloso, imagino sus risas, sus caras concentradas, su orden y su desorden, sus pelambres y puteadas, gatilladas por el sentimiento todo en un trozo de papel mas tinta, que cuando es prácticamente la única manera de enviar cariño, se transforma en combo y cincel que destroza los muros carcelarios. Me voy a detener en dos de las misteriosas misivas, la primera es del tutu, un punk de aquellos, antiguo vecino del barrio, sus palabras me transportaron a la florida ¡recordé al punky Mauri y su ranchera “la cruz de marihuana”, la otra del Gunter del mismo barrio y antiquísimo hermano, mientras leía me acordaba del 2002/03 cuando “los _______ presxs políticos” hacían una huelga de hambre de setenta y tantos días, exigiendo si libertad, con gran repercusión en las calles, esa vez el gordito junto al Harry me fueron a buscar temprano, era sábado parece, para ir a dejar varios bidones de agua mineral de 5 litros, tomamos por unas monedas la micro 666, ese era el n°, nos bajamos en Matta a cuadras del parque O’Higgins, hasta el C.A.S donde un pequeño, pero bullicioso grupo de familiares y compañerxs desplegaban un lienzo, entre ellxs, la vieja y querida Herminia, el cabezón Ulises y una compañera con dreds que con el tiempo se transformo en una hermana, la Gaby, quien huye de las jaulas, tantas vivencias arrancadas de un papel, palabras sacan palabras, recuerdos nos llevan a otros, la suma de palabras mas recuerdos resultan en sentimientos que desbordan cualquier encierro, sigue volando libre guerrera, ansiamos verte, pero no en una jaula.

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Cile – Racconti del viejo loco

1982

Siamo saliti sull’autobus -mia sorella, mia madre ed io- della compagnia “carrascal Sta Julia”, un piccolo e sconquassato veicolo della Mercedes di color verde. Un camion adattato a trasportare passeggeri ne è, forse, la migliore e più fedele descrizione. Una volta dentro mi accorgo che sull’ultima fila sono seduti due sbirri. Noi ci sediamo davanti. Inquieto per la presenza della polizia, ogni tanto guardo di sbieco il fondo dell’autobus fino a che mi decido ed inizio a camminare lungo il corridoio dinanzi allo sguardo sbigottito della mia famiglia. Mi fermo davanti agli agenti, li fisso con lo sguardo, senza muovere i miei muscoli tesi.

Ciao amiguito!

Mi saluta, sorridendo, uno di essi.

Seccamente e dalle viscere rispondo:

Non sono tuo amico e quando sarò grande vi caverò gli occhi con un cucchiaio!

In piena dittatura militare un bambino di 6 anni sfidava apertamente il potere. Il seme della libertà seminato dal dolore di uno zio detenuto e desaparecido, perquisizioni ed arresti, iniziava a germogliare.

Lettere

Il grasso gendarme picchia col suo mazzo di chiavi la porta blindata della cella. Il rumore mi m’infastidisce, altra ragione per odiare il carceriere. Lettera! Annuncia con la sua falsa voce roca, per dare l’impressione di maggior rudezza. Una dopo l’altra deposita le lettere in una scanalatura della porta, sono 6. Con difficoltà leggo il nome del destinatario, ________ la caricatura della stupidità in uniforme, con ogni piccolo foglio attentamente piegato. I miei occhi divengono più grandi e brillanti. Mi basta osservare i caratteri con cui è stato scritto il mio nome per dedurre chi l’invia. Ce ne sono 3 che identifico. Nuove parole, nuovi sentimenti, nuovi ricordi… Qualche nuovo fratello/sorella? Ogni missiva riflette esattamente quel che siamo, anche se non siamo degli scrittori esperti. La memoria si attiva, facce, luoghi, odori… in questo luogo si trasformano in un meraviglioso micro-mondo. Immagino sorrisi, volti concentrati, ordine e disordine, parolacce e bestemmie, infilate con tutto il sentimento in un pezzo di carta più inchiostro. Quando questa è l’unica maniera per mostrare l’affetto, si trasforma in mazza e scalpello che distruggono le mura del carcere. Mi soffermo su due delle misteriose missive: la prima viene da tutu, un punk di quelli, vecchio vicino di barrio, le sue parole mi trasportano al barrio la florida, ho ricordato il punky Mauri e la sua maglietta “la cruz de marihuana”; l’altra viene da Gunter dello stesso barrio e fratello di lunga data. Mentre leggevo mi ricordavo del 2002/03, quando “i _______ prigionieri politici” fecero uno sciopero della fame di più di 70 giorni, esigendo la propria libertà, con una grande ripercussione per le strade. Quella volta il gordito (grassottello – nomignolo) assieme ad Harry vennero a cercarmi presto, credo fosse un sabato, per andare a portare diversi bidoni di 5 litri di acqua minerale. Prendemmo il 666, quello era il numero della linea del bus, e scendemmo a Matta nei pressi del parque O’Higgins e del C.A.S., dove un piccolo ma chiassoso gruppo di familiari e di compagni stavano dispiegando uno striscione. Tra essi, la vecchia e cara Herminia, il testone Ulises ed una compagna con i dread che, col tempo, si sarebbe trasformata in una sorella, la Gaby, che adesso fugge dalle gabbie. Tanti vissuti carpiti da un foglio, parole che chiamano altre parole, ricordi che ci portano ad altri ricordi, un insieme di parole e di ricodi che sfociano in sentimenti che travalicano qualsiasi reclusione. Continua a volare libera, guerriera. Abbiamo voglia di vederti, ma non in una gabbia.

Pubblicato in 14 de agosto | Commenti disabilitati su $hile – Cuentos viejo loco

Grecia – Estamos en guerra. Detenciones políticas y terrorismo de Estado

* es.contrainfo.espiv.net

Un día antes del aniversario del asesinato de Aléxandros Grigópopulos, la dictadura, de una manera tragicómica, decidió activar los aparatos de represión. Todos los sirvientes del régimen están en alerta para evitar la expresión de la rabia social y aterrorizar a los segmentos de la sociedad que están resistiendo.

Anoche, 4 de diciembre, los hijoputas de la Brigada Antiterrorista procedieron a redadas en casas y centros sociales en Atenas, El Pireo, Tesalónica, Agrinio, Calcis, y Creta, sosteniendo que detectaron armas y materias explosivas. Los mal pagados títeres de los medios de comunicación, estaban festejando “el éxito de la Policía Griega contra el terrorismo”, generando un clima de histeria de terror. 24 horas más tarde se ha dado a conocer que las armas encontradas en Atenas y El Pireo no han sido utilizadas en “atentados terroristas”.

Después de un día entero de ocultación deliberada de información, a la tarde del 5 de diciembre los maderos publicaron los nombres y las fotografías de seis detenidos, en Atenas, El Pireo y Creta, solicitando información adicional a los ciudadanos…Para dos de estos estaban pendientes órdenes de detención por el caso de la «Conspiración de Células del Fuego».

En Tesalónica, la misma noche fue realizada por secretas y encapuchados una redada en el área ocupada antiautoritaria “Nadir”, en una residencia de estudiantes de la Universidad de Tesalónica, confiscando material impreso y ordenadoras, pegando una paliza a mucha gente, haciendo 11 detenciones y un número no comprobado de retenciones preventivas. Decenas de solidarios se reunieron fuera del área. La invasión del los maderos en el área fue antecedida por un ataque a un puesto de guardia de la empresa de seguridad privada en el área de la universidad.

Bloqueos de maderos se realizaron en la ciudad de Agrinio, cerca del local anarquista de la ciudad. Se cortó la electricidad en toda la manzana del local con el pretexto de la incursión en el «escondite».

A los retenidos y detenidos la dictadura prohibió hasta su derecho fundamental de ponerse en contacto con sus familiares y abogados por más de 24 horas. Es indicativo el comunicado del abogado de uno de los presuntos detenidos:
“Hasta este momento lo que con certeza ha sido desarticulado son sus derechos procesales de los detenidos y su posibilidad de comunicarse con sus familiares y defensores. La prohibición absoluta del ejercicio de los derechos fundamentales, al completarse casi 24 horas después de su detención, así como la negación de la confirmación de los nombres de los detenidos, raya en el rapto. El desprecio se complementa con el método habitual de las fugas de «información» selectivas y la manipulación comunicativa de la opinión pública. Y si todo eso está sucediendo con el consentimiento de la Fiscalía, se confirma la coincidencia de los mecanismos de represión, no en la protección, sino en la abolición del orden jurídico y constitucional.
Un día antes de cumplir dos años del asesinato de Alexis Grigorópulos, y mientras toda la sociedad está en agitación y se está preparando para movilizaciones, el Estado culpable siente la evidente necesidad de expiación, de mostrar unos éxitos y sobre todo, de legitimar el autoritarismo que se está preparando para el aniversario de mañana 6 de diciembre.
¡Ninguna tolerancia! ¡Ninguna intencionalidad política y comunicativa se superpone a derechos y libertades!”

Atenas, 5 de diciembre de 2010,12.00h,
Kostas Papadakis
El abogado de defensa de uno de los presuntos detenidos

La Coordinadora de Resistencia de Iniciativas de Alumnos y muchas colectividades anarquistas/anti-autoritarias y de extrema izquierda han llamado a la manifestación del 6 de diciembre, en los Propileos de la vieja Universidad, en el centro de Atenas. Llamamientos a manifestaciones y marchas se han realizado en más de 20 ciudades del territorio griego.

Solidaridad con los presos políticos

Estamos en guerra

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Debate sobre la Brigada argentina…

1) Argentina: Dudas sobre reivindicaciones

* vivalaanarquia

Alentamos todos los ataques contra el Poder pero no nos dejamos engañar con falsas posturas anárquicas y revolucionarias.

Lo que mas nos llama la atención es el hecho de que la Brigada Luciano Arruga utilice el nombre de un compañero preso en Argentina (Diego Petrissans) como nombre de uno de los núcleos que la conforman, y teniendo en cuenta que Diego esta cumpliendo una condena por ser acusado de asaltar a la productora de Marcelo Tinelli no nos parece un acto de compañerismo el nombrar a alguien en esa situación, siendo el único en esa brigada con Leandro Morel ya que los otros nombres que utilizan son personas reconocidas socialmente ya muertas, asesinadas o desaparecidas. Recordemos que Diego hace poco fue trasladado del penal de Devoto al penal de Marcos Paz tras un allanamiento que se realizo en el interior de la cárcel a raíz de una denuncia en la que se decía que desde ahí se realizaban llamadas extorsivas a través de celulares.

Otro hecho curioso es el que sucedió cuando las Células Revolucionarias le cuestionaron a la Brigada Luciano Arruga sobre la utilización del nombre de estas células encabezando la firma de un comunicado en el que la brigada reivindicaba una serie de expropiaciones. Recordemos los dichos:

No quisiéramos dejar pasar esta oportunidad para dirigir unas letras a lxs integrantes de la Brigada Luciano Arruga, que mediante diversos núcleos se han adjudicado dos expropiaciones, incluyendo arriba el nombre de Células Revolucionarias… Nos parecería muy interesante que sacaran un comunicado con su posicionamiento, ya que entendemos su llamamiento como una adhesión…

En el caso de la primera adjudicación hubo un error por parte del camarada que lo difundió, el pertenece al Núcleo Simón Radowitzky que anteriormente había publicado una adjudicación bajo el nombre de las Células Revolucionarias y considero publicarlo de esa manera, en comunicados posteriores se rectifico eso reivindicando como Brigada Luciano Arruga y el nombre del núcleo.

Para nosotros claro esta que nada de esto suena muy convincente de creer, ya sea porque esta brigada utiliza el nombre de dos compañeros presos (a nuestro entender perjudicándolos aun mas de lo que están), ya sea porque no explican muy bien el por qué de la utilización del nombre de otro grupo con un claro posicionamiento anarquista, y por las continuas contradicciones que manifiestan en sus comunicados en cuestión de fechas, lugares, nombres, ideas, actitudes y posturas que no se conjugan en un mismo actuar en común. ¿Tendríamos que creer que son anarco-trotskistas como dijo un medio de prensa? Más nos cabe la posibilidad de que se trate de un grupo de delincuentes comunes y/o ex policías que se hacen pasar por “radicales”.

Otra reflexión la pueden encontrar en: http://culmine.noblogs.org/post/2010/12/04/argentina-una-brigada-anarchica/

Viva La Anarquía

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2) Los Libertos

Me parece que estan juzgando a gente que no conocen y tocando de oido camaradas, deberian saber que ante cada accion de la Brigada Luciano Arruga y las Celulas Revolucionarias seudo anarquistas de Bs As a sueldo del Gobierno Argentino viven denostandolos en Indymedia y otros portales

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3) (…)

Me parece que algunos estan creando un clima contra las diferentes expresiones del movimiento anarquista insurrecional en argentina, y esto es impulsado desde el gobierno usando a mercenarios que se dicen anarquistas.

Los de la Brigada Luciano Arruga y los de Celulas Revolucionarias son los unicos que estan haciendo lo que hay que hacer, que es luchar contra el estado con las armas en la mano y no con palabritas y escondiendose en el anonimato para denostar a los que realmente luchan, digo esto por los continuos comentarios de seudo progres y seudo anarquistas que postean en indymedia contra ambas organizaciones.

En cuanto a ponerle el nombre del camarada preso calculo que es un homenaje por su valor al luchar, si se enteran que esto le causa problemas seguramente lo cambiaran.

– ultima frase borrada! – seguirà nota de Culmine

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UPDATE ON THE RAIDS IN ATHENS

* actforfreedomnow.blogspot.com

Summarising all we heard from the mainstream media and journalists basically the voice of the anti terrorist police. 2 houses (a garage in nea smirni and an apartment in piraeus) with heavy ammunition more than 13 guns have been found among them 9mm, scorpion and kalashnikov. Grenades were found, 50 kilos of explosive materials anfo and a small quantity of TNT. As for the arrested, its four people, two on themistokleous street in exarhia,Athens and the other 2 in nea smirni that they say had weapons on them as well. The anti terrorist is leaking according to its spokespersons that there is 10 more people prosecuted while they are searching 15 points in Attica. As for Piraeus 2 young individuals about 23 years while they are openly saying that they have arrested an individual with a 600000 euro price on his head by the state wanted for the “robbers in black”.

The ballistic report has still not finished while they vaguely connect that they have in their hands members of two organisations, Revolutionary Sect and Conspiracy Cells of Fire. Definitely all what we hear is the voice of the state that with its mechanisms and its spokespersons will take the case communicatively where they want it to.

Attention to what is heard, it needs great reserve since what they are trying to connect is not only incomprehensible by the simplest logic but also vague or lies. The state this moment is steps ahead of what they have found, and leaves what they want to pass to society via our screens.

Its good that we are aware of what it is said.

Solidarity to the fighters that will spend the night in the hands of the fascist authorities of the parastate, cops and the justice of the junta.

The fight does not stop no matter how many fighters they arrest.

HANDS OFF THE FIGHTERS

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Argentina – Una brigada anarchica?

Culmine pubblica e traduce volentieri i comunicati relativi alle azioni dirette anarchiche effettuate nel pianeta. Ricordiamo, con piacere, che Severino Di Giovanni aveva una rubrica fissa di questo genere -proprio su Culmine– chiamata “Faccia a faccia col nemico“.

Per i tempi che cambiano, molte rivendicazioni vengono effettuate direttamente su Internet e nei paesi in cui non c’è un ferreo controllo delle connessioni in rete (come nell’Italia fascista) non ci sono grandi rischi da parte di chi invia i comunicati clandestini. Purtroppo, questo fenomeno accresce il rischio dei falsi comunicati o delle vere e proprie provocazioni. Negli ultimi tempi abbiamo avuto a che fare con esempi provenienti dal Cile e dal Messico.

Più recentemente c’è il caso di una brigada argentina che sta rivendicando delle azioni di un certo peso, si tratta quasi sempre di attentati, rapine, scontri a fuoco. Tutte azioni che potrebbero avere il plauso dei veri ribelli, a condizione di essere veritiere.

Noi di Culmine, alla luce degli ultimi avvenimenti, iniziamo ad avere dei dubbi ed avremmo bisogno di qualche conferma.

Ma facciamo un passo indietro, rileggendo alcuni comunicati di rivendicazione firmati da tale brigada leggiamo:

nosotros somos mayoritariamente anarquistas” ovvero non sono tutti anarchici; “colaboramos con un grupo de camaradas clasistas que han decidido unir su destino al nuestro de verdaderos antisistema luchando contra la burocracia sindical” il che ci interessa ben poco, visto che non siamo classisti e che non lottiamo affatto contro la burocrazia sindacale.

In merito ad un attacco incendiario contro diversi autobus, all’interno di un conflitto sindacale, è stato scritto “ataques incendiarios contra buses que ningun explotador quede sin castigo ni ningun burocrata sin advertencia de que sus actos estan siendo vigilados por la masa proletaria obrera“… ma quale massa proletaria operaia? Neanche gli operaisti italioti degli anni ’70 si esprimevano in questa maniera!

Un altro comunicato, relativo alla sottrazione di armi presso una caserma, si concludeva con l’appello “armas para el pueblo“. Ancora, un linguaggio iper-populista!

Sull’attentato esplosivo di Cipolletti, che ha provocato la morte di un netturbino, la brigada in questione ha parlato della morte solo dopo esser stata sollecitata da parte delle Células Revolucionarias. Ecco il botta e risposta:

c.r.:”nos pareciera importante que se pronunciaran sobre los hechos recientes en la patagonia argentina, en donde murio una persona que creemos sinceramente no era el objetivo que se perseguia con dicha accion“.

brigada: “lamentablemente no fue asi el nucleo de la zona esta haciendo una autocritica por este hecho y va a planificar mejor futuros atentados.

E giungiamo all’ultimo comunicato, quello relativo -tra gli altri- all’assalto al furgone portavalori in località San Nicolás. S’è trattato di un vero e proprio assalto militare, con potenti armi da fuoco (FAL, M-16 ed altro armamentario), da parte di un gruppo composto da oltre una decina di attaccanti, con almeno 3 auto rubate.

Una potenza di fuoco spropositata per mandare all’altro mondo un paio di sbirri, come vuole farsi intendere dal comunicato. In realtà, s’è trattato di uno dei tanti assalti armati a dei furgoni portavalori, finito male; anche perché il gruppo di fuoco pare si sia incentrato soprattutto a liquidare la scorta composta da due pattuglie più che a scassinare il mezzo blindato.

La stampa argentina non ha dato alcun peso alla rivendicazione della brigada e punta piuttosto all’ipotesi di una banda composta da poliziotti e criminalità comune; cosa piuttosto frequente in quel paese.

Di seguito due video che aiutano a capire la dinamica dell’assalto:

http://www.youtube.com/watch?v=rmGmdoRpwZI&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=KQtC1C3c3FM&feature=related

Nel comunicato per due volte si utilizza il termine “los camaradas se retiraron con orden“, linguaggio insolito per un gruppo d’azione anarchico.

Questi i nostri dubbi. Non ce la sentiamo di aggiungere altro. Restiamo sempre dalla parte di chi attacca il sistema, ma vogliamo capire con chi abbiamo a che fare. Le azioni non parlano da sole, due sbirri ammazzati da altri sbirri (veri o potenziali) non ci interessano. Della massa proletaria in armi non sappiamo che farcene!

dal nostro nulla

un saluto iconoclasta

Culmine

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Feral Faun – El Miedo al Conflicto

Extraído de Willful Disobedience #2

Si usted es capaz de temblar de indignación cada vez que se comete una injusticia en el mundo,

somos compañeros, que es lo más importante…”

Ernesto Guevara

No es una falta que te resistas contra mí y que afirmes tu particularidad, tu individualidad:

no tienes que ceder ni que renegar de ti mismo.”

Max Stiner

Donde quiera que un par de anarquistas se reúnan, existirán argumentos. Esto no sorprende, ya que la palabra “anarquista” es usada para describir una amplia gama de a menudo contradictorias practicas e ideas. El único común denominador es el deseo de liberarse de la autoridad, aun cuando los anarquistas ni siquiera se ponen de acuerdo en lo que es la autoridad, dejando de lado el problema de la clase de métodos indicados para eliminarla. Estos problemas hacen aparecer muchos otros y el argumentar se hace inevitable.

Los argumentos no me molestan. Lo que me molesta es enfocarse en tratar de llegar a un acuerdo. Es asumido que “porque somos anarquistas”, todos debemos desear realmente lo mismo; nuestros aparentes conflictos deben ser meramente malentendidos que podemos censurar, para así encontrar un lugar común. Cuando algunos evitan hablar las cosas e insisten en mantener sus distancias, son catalogados de dogmáticos. Esta insistencia en encontrar un lugar común puede ser una de las fuentes mas importantes del dialogo sinfin que tan frecuentemente ocupa el lugar de actuar, para crear nuestras vidas según nuestros propios términos. Este intento de encontrar un terreno común involucra la negación de conflictos muy reales.

Una estrategia usada frecuentemente para negar el conflicto es reclamar que un argumento es solo un desacuerdo sobre las palabras y sus significados. Como si las palabras que uno utiliza y como uno escoge usarlas no tuviera conexión con las ideas, sueños y los deseos de uno. Estoy convencido que allí hay un par de argumentos que son meramente sobre las palabras y sus significados. Esas pocas puede ser fácilmente resueltas si los individuos involucrados pudieran clara y precisamente explicar lo que ellas quieren decir. Cuando los individuos no pueden siquiera llegar a un acuerdo sobre que palabras o como usar estas, indica que sus sueños, deseos y maneras de pensar están tan separados que incluso cuando usan solo un idioma, no pueden encontrar una lengua común.

La negación del conflicto y de la singularidad de los individuos puede reflejar un fetiche por la unidad que se deriva de los residuos del izquierdismo o del colectivismo. La unidad siempre ha sido altamente valorada por la izquierda. Ya que la mayoría de los anarquistas, a pesar de sus intentos de separase de la izquierda, son simplemente izquierdistas anti estado, están convencidos de que solo un frente unido puede destruir esta sociedad, la que eternamente nos obliga a unirnos no según nuestra elecciones, y que debemos, por consiguiente, superar nuestras diferencias y unirnos juntos para apoyar la “causa común”. Pero cuando nos entregamos a la “causa común”, estamos obligados a aceptar el más bajo común denominador de entendimiento y lucha. Las uniones que son creadas de esta manera son falsas uniones que florecen solamente gracias a la supresión de deseos y pasiones únicas de los individuos involucrados, transformándolos en una masa.

Para mi esta base soy yo mismo, mi vida con todas sus pasiones y sueños, sus deseos, proyectos y encuentros. Desde esta base yo hago “causa común” con nadie, pero puedo frecuentemente encontrar individualidades con quienes puedo tener afinidad. Es muy posible que tus deseos y pasiones, tus sueños y proyectos coincidan con los mios. Acompañados por una insistencia sobre llevar a cabo aquella oposición a toda forma de autoridad, tal afinidad es una base para una genuina unidad entre individualidades únicas e insurgentes, la cual dura solo lo que los individuos deseen. Ciertamente, el deseo de la destrucción de la autoridad y de la sociedad puede movernos para luchar en una unidad insurreccional que llegue a ser a gran escala, pero nunca un movimiento de masas; sino que tendría que ser una coincidencia de afinidades entre individualidades que persisten en hacer suyas sus vidas. Esta clase de insurrección no puede tener lugar por medio de la reducción de nuestras ideas al más bajo común denominador con cada uno con quienes estemos de acuerdo, sino solo a través del reconocimiento de la singularidad de cada individuo, un reconocimiento que abraza los conflictos actuales que existen entre personas, independientemente de que tan feroces ellos puedan ser, como parte de la asombrosa riquezas de interacciones que el mundo tiene para ofrecernos unas vez que nos libramos a nosotrxs mismos del sistema social que ha robado nuestras vidas y nuestras interacciones de nosotrxs.

trad x doitordiewashx

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Verona – ALF rivendica incendio al macello di conigli di Nogara

* finoallafinne.info

“Sabato 27 novembre
Abbiamo deciso di incendiare il macello di conigli di Nogara (VR). Un gesto per attaccare l’industria della carne e ostacolare gli ingranaggi di un sistema di mercificazione che ha alla base lo sfruttamento animale e della natura. Ci rifiutiamo di accettare tutto questo come ‘normale’, di vedere gli animali come cibo succulento invece che esseri viventi tanto quanto noi. Abbiamo scelto di agire subito in prima persona, di fare qualcosa di fronte a questo massacro industrializzato perché gli animali rinchiusi e uccisi ogni giorno non possono aspettare. A mali estremi estremi rimedi. Dedicato a Silvia, Costa e Billy.
ALF

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Rapa Nui – Violento desalojo de Fuerzas Especiales deja al menos seis heridos

fuente: radio.uchile.cl, 03.12.10

Al menos seis heridos, uno de ellos en estado de extrema gravedad, dejó el desalojo de las Fuerzas Especiales de Carabineros de miembros del clan Tuko Tuki, quienes reclaman junto a otros rapa nui su propiedad ancestral sobre territorios de la Isla de Pascua.

Minutos antes de las seis de la mañana, según informaron desde Rapa Nui, unos 45 efectivos de Carabineros fuertemente armados llegaron hasta el centro de Hanga Roa, donde se encontraban los isleños. Claudio Tuki Hito les habría mostrado una notificación realizada al Estado de Chile por la Comisión Interamericana de Derechos Humanos, enviada el 3 de noviembre, en la que conmina a fundamentar los argumentos que tiene para realizar desalojos en terrenos ancestrales de los rapanui recientemente recuperados.

Sin embargo, los carabineros habrían entrado disparando balas al aire y golpeando con sus fusiles a las personas que a esa hora dormían, informaron desde el clan Tuko Tiki,y agregaron que detuvieron a tres de sus miembros, Roberto Ika Pakarati, Verena Ika Pakarati y Margarita Pakarati Tuki, quienes habían sido formalizados este 2 de diciembre por amenazas y violación de morada con intimidación.

También fue detenido Ricardo Hito, y Manuel Riroroco resultó con heridas por un golpe de escopeta en su cabeza.

Los isleños señalaron además que, “una vez que terminó el operativo, Carabineros sacó las banderas rapanui que flanqueaban la propiedad en disputa y procedió a quemarlas. Lo mismo había hecho el pasado 7 de septiembre cuando desalojaron momentáneamente el hotel Hanga Roa”.

Pero la situación empeoró. Dos horas después del desalojo, unos 25 rapanui intentaron recuperar el terreno premunidos de piedras y palos. Fueron repelidos con balas y balines resultando heridos al menos cinco miembros del pueblo originario. Entre ellos, se encuentra Ricardo Tepano, quien recibió numerosos perdigones en el rostro, uno de ellos en un ojo, y permanece inconciente; el presidente del Parlamento Rapa Nui Leviante Araki (50), quien presenta heridas de perdigones y habría sido estrangulado y golpeado en el suelo por cuatro carabineros; y Gaspar Tepihe (42).

Además, dos miembros del clan Hito, Rodolfo Hito (38) y Sita Hito (50), recibieron impactos de proyectiles.

Los heridos se encuentran en el hospital de Rapa Nui, pero los más graves serán trasladados de urgencia al continente en el avión ambulancia.

Marisol Hito, vocera del clan, responsabilizó al ministro del Interior, Rodrigo Hinzpeter, por lo ocurrido. “Aquí lo que se imponía era una solución política, basada en el diálogo y en el respeto de los derechos rapanui. No en la violencia”.

Los instigadores de esta violencia, según Hito, “son un grupo de empresarios y ex autoridades locales encabezadas por Petero Edmunds Paoa, Daniel Platovsky y Alberto Hotus. Ellos realizan numerosas y diversas acciones con el fin de imponer la violencia en la Isla y así poder recuperar sus cuotas de poder y conseguir la privatización de la Isla de Pascua en su propio beneficio. Ellos intentan sacar a la gobernadora Carmen Cardinali con el fin de imponer la represión al pueblo rapanui”.

En tanto, el vocero del clan Tuko Tuki, Muta Hey Tuki, sostuvo que “lo que ocurre aquí es por culpa del Gobierno, por no querer resolver los problemas por medio del diálogo directo con las familias. Aquí hay un conflicto entre el pueblo rapanui y el Estado de Chile”.

Muta Hey Tuko había manifestado que se encontraban “a la espera del resultado de las mesas de trabajo en las que el Gobierno debiera devolvernos nuestras tierras. No puede ser que cuando queda tan poco para que esto ocurra –primeros días de enero- el Estado decida desalojarnos de nuestra tierra”.

Hey Tuki coincidió con Marisol Hito en que la decisión del juez Bernardo Toro de expulsarlos de los terrenos ocupados se debe a la influencia de un grupo de empresarios y ex autoridades isleñas “que no aceptan haber perdido el poder”.

Muta Hey contó que Petero Edmunds y Alberto Hotus presentaron hace una semana una querella contra la gobernadora Carmen Cardinali ante el Juzgado de Letras de Isla de Pascua, acusándola de promover “tomas ilegales”.

Los Tuko Tuki poseen 5,5 hectáreas en el centro cívico de Hanga Roa, capital de Rapa Nui. Allí se ubica la Gobernación, la Municipalidad, gran parte de las otras oficinas estatales, así como el Banco Estado y Entel, y denuncian que estas empresas, al igual que el fisco, no pagan por el uso de sus terrenos.

Los pascuenses argumentan que numerosos planos y documentos emanados de la Armada –cuando no había Conservador de Bienes Raíces- acreditan la propiedad de esta familia en estos terrenos y de los Hito en el lugar donde de emplaza el hotel Hanga Roa.

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$hile – CIERRE DEL CSA JONNY CARIQUEO

El CSA Jonny Cariqueo funcionó por más de tres años, y ha sido una experiencia de constante transformación política para sus miembrxs y cercanxs, siempre enarbolando la existencia de una guerra social, pero comprendiéndola desde distintas aristas.
Hoy cerramos las puertas de este espacio, hoy dejamos atrás esta experiencia puntual de lucha y lo hacemos sin miedo, porque creemos en la continuidad de nuestro posicionamiento, siempre hemos negado las estructuras estables y apostamos por la proliferación de los ataques al capital.
Cerramos este espacio como siempre lo hemos entendido: con una actividad completamente abierta, ruidosa, que invite a toda individualidad inquieta, propagando nuestras ideas y asumiendo los costos que esto conlleva. Cerramos el CSA Jonny Cariqueo defendiendo la existencia de los espacios abiertos, llenos de tensiones que los invitamos a compartir con nosotrxs y con vuestrxs afines a lo largo de todas nuestras vidas. Se cierra una experiencia puntual de lucha y se abren nuevos e insospechados senderos de revuelta.
Están todos coordialmente invitados a asistir a la última actividad este 12 de diciembre en nuestra querida Casita, y sabemos que nos seguiremos topando en miles de trincheras en un futuro que hoy y siempre será incierto…

YA LO SABEN COMPAS, +
*ESTE MARTES 7 DE DICIEMBRE, ÚLTIMA DISCUSIÓN: ANÁLISIS DE LA LUCHA ANTICARCELARIA EN EL PRESENTE MÁS INMEDIATO, PROYECCIONES Y EXPERIENCIAS ANTERIORES
*EL JUEVES 9 DE DICIEMBRE, ÚLTIMA PELÍCULA MÁS CONVERSA: “LA CONSPIRACIÓN DE CHICAGO
* DOMINGO 12 DE DICIEMBRE, ÚLTIMA JORNADA EN LA CASITA DESDE LAS 12 HRS, HABRÁ PASACALLE, OLLA COMÚN, CONVERSACIÓN : “EXPERIENCIA DEL CSA JONNY CARIQUEO, CRÍTICAS Y TENSIONES”, MÚSICA EN VIVO: PALABRAS EN CONFLICTO, SONORADEATAKAR, TROVA CHORIZA Y NUEVA LIRA LIBERTARIA
ESTÁN MÁS QUE INVITADXS!!

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Attacchi alla Lega Nord, arrivata una rivendicazione

Attaccata pure la sede della Lega Nord a Castel di Lama, dopo quella di San Benedetto. Arriva una rivendicazione al Resto del Carlino

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2010/12/02/423333-danneggiata_sede_della_lega_lettera_carlino.shtml

Castel di Lama (Ascoli Piceno), 2 dicembre 2010 – […] nella notte del 29, probabilmente con una fionda, è stata colpita e forata la vetrata della sede della Lega Nord in via Salaria, sempre a Villa Sant’Antonio. L’ultimo atto è stato rivendicato al ‘Carlino’ di Ascoli.

È arrivata tramite posta, nella nostra redazione di via Vidacilio, una lettera. All’interno un laconico messaggio. Inequivocabile.

Oggi 29 novembre abbiamo colpito la sede della Lega nord a Castel di Lama, la sede di San Benedetto del Tronto due settimane fa. Contro il Cie (Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati, ndr) contro le espulsioni. Attacchiamo i responsabili e i loro covi. Nessuna patria, nessun confine“.

Un messaggio scritto a mano su un foglio da quaderno a quadretti che non riporta nessuna firma. Il gesto contro la sede della Lega Nord è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì. Su di esso indagano i carabinieri di Castel di Lama, coordinati dal maresciallo Gabriele De Angelis.

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* neropiceno.noblogs.org

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“Trento: blitz con la vernice a Sociologia, perquisite le case degli anarchici”

Svolta nell’inchiesta sull’assalto del 28 ottobre scorso a Sociologia con i fumogeni, dove il professor Roberto Toniatti venne ricoperto di vernice: gli inquirenti hanno perquisito diciotto case di anarchici a Trento, Rovereto e in Veneto, per ritrovare indumenti con tracce di vernice.
Nel corso del blitz un gruppo di anarchici aveva interrotto una conferenza sulle missioni dei militari all’estero gettando vernice contro i relatori.
Le perquisizioni eseguite dai carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Trento, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe De Benedetto, hanno riguardato 18 esponenti dell’area anarchica di Rovereto.
Sarà ora la magistratura a vagliare i risultati delle perquisizioni ai fini di eventuali provvedimenti penali. In flagranza di reato il giorno dell’assalto era stato arrestato un giovane di Rovereto, che era stato condannato con rito direttissimo a sei mesi di reclusione e scarcerato con obbligo di dimora.
Erano seguite indagini per individuare gli altri componenti del gruppo.

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fonte: stampa locale, 03.12.10

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Rovereto e Trento – Perquisite le abitazioni di diversi compagni/e

* informa-azione.info

Questa mattina all’alba (2 dicembre), i carabinieri hanno perquisito una quindicina di abitazioni tra Rovereto e Trento (più una a Treviso). I militi, eseguendo un mandato emesso dalla procura di Trento e riferito a diciotto tra compagni e compagne, cercavano materiali (indumenti, vernice, volantini) collegati all’incursione con fumogeni e vernice durante la conferenza a Sociologia, il 28 ottobre scorso, di un professore di diritto e due ufficiali dei carabinieri sulle “missioni di pace” del governo italiano all’estero. Almeno un centinaio i carabinieri mobilitati per le perquisizioni.
Che dire? Quello che abbiamo già detto. Contro i professionisti della guerra e i loro reggicoda accademici un po’ di vernice è il minimo.

anarchici

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$hile – Palabras de Francisco Solar: La intención del estado

La intención del estado con la represión y encarcelamiento hacia personas que concientemente se oponen a este orden social de muerte es claramente el amedrentamiento. Mediante delirios y fantasías se pretende encarcelar y acabar con la idea de libertad que desborda su lógica e incomoda los lineamientos autoritarios de sus directrices. Estos tiempos son difíciles tanto para quienes nos encontramos en prisión, como para los que están en la calle con la incertidumbre de una nueva alucinación del fiscal. Sin embargo, lo que no saben o no se quieren dar cuenta los señores del poder, es que no lograran nada con la imposición del terror, es más, la actual situación representa el caldo de cultivo perfecto para que fortalezcan nuevas iniciativas antiautoritarias, fortaleciendo la lucha por la

libertad.

Un abrazo fraterno a todos los que se posicionan contrarios a toda forma de autoridad y explotación, que el terror estatal no inmovilice a las mentes concientes!!

Francisco Solar Domínguez Preso en la Cárcel de Máxima Seguridad.

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* Confrontando al capital y al IV Poder

Hommodolars Contrainformacion

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Argentina – Comunicado de reivindicaciones y ajusticiamiento

* Liberación Total / lahaine.org/index.php?p=49743

Comunicado a la opinion publica y a los que luchan contra el sistema opresor capitalista y del estado:

La Brigada Luciano Arruga luego de un profundo analisis tras los asesinatos de militantes clasistas y de pueblos originarios en el sur argentino y en Malos Aires ha decidido pasar a la ofensiva contra los brazos ejecutores del sistema opresor.

Por lo cual y tras ver como los poderes facticos detenian a cuanto sospechoso, chivo expiatorio y o inocente transeunte pasaba por ahi, hemos decidido dar este comunicado donde reclamamos la autoria de los siguientes hechos cometidos en represalia por los asesinatos cometidos en barracas,viedma, bariloche y en el norte del pais.

El dia 24 de noviembre en horas de la tarde mientras un blindado escoltado por los micos serviles bonaerenses se dirigia a San Nicolas los Nucleos Heroes de 1917, Simon Radowtzky y Diego Petrissans embosco al convoy ajusticiando a 2 micos del sistema de la Guardia de Infanteria de San Nicolas ademas se hirio a otros 2 expropiando sus armas y equipo que les provee el estado opresor.
Tras lo cual nuestros camaradas se retiraron en orden al verse frustrada la expropiacion del blindado.

El mismo dia durante la madrugada pero en Nuken miembros del Nucleo Cardenas – Fuentealba ataco con bombas molotovs la casa de un dirigente de la agrupacion xenofoba La Barbarie de cuño nacionalista-peronista tras lo cual nuestros camaradas se retiraron en orden, que queden advertidos los fascistas que no pasaran y que su presencia no sera tolerada.

Al dia siguiente en Rosario el Nucleo Joaquin Penina expropio 60 mil pesos de un camion blindado del Frigorifico del explotador Larrauri, ajusticiando a un policia de Santa Fe y hiriendo a otro siervo del sistema, sus armas fueron recuperadas para la lucha popular.

Estos hechos son el comienzo de acciones de ajusticiamiento contra policias, burocratas sindicales y fascistas peronistas por el continuo asesinato de militantes populares.

Pedraza las balas de Avellaneda te buscan!!!
Insfran Asesino!
Cristina Kirchner Asesina, encubridora y Complice

Brigada Luciano Arruga

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Argentina – Comunicato di rivendicazioni e di esecuzione

* Liberación Total / lahaine.org/index.php?p=49743

Comunicato all’opinione pubblica a quelli che lottano contro il sistema oppressore capitalista e dello Stato:

La Brigada Luciano Arruga dopo una profonda analisi in seguito agli assassinii di militanti classisti e di appartenenti a popoli originari nel sud dell’Argentina ed a Malos Aires ha deciso di passare all’offensiva contro il braccio esecutore del sistema oppressore.

Ma, dopo aver visto che i poteri stavano arrestando alcuni sospetti, capri espiatori o passanti innocenti, abbiamo deciso di redigere questo comunicato in cui rivendichiamo la responsabilità per i seguenti fatti commessi in rappresaglia degli assassinii commessi a Barracas, Viedma, Bariloche e nel nord del paese.

Il 24 novembre, durante la serata, mentre un portavalori scortato dai servili sbirri della bonaerense era diretto a San Nicolas, los Nucleos Heroes de 1917, Simon Radowtzky e Diego Petrissans hanno teso un imboscata al convoglio giustiziando 2 sbirri della Guardia de Infanteria di San Nicolas ed inoltre ne hanno ferito altri 2, espropriato le loro armi e gli strumenti di dotazione da parte dello Stato oppressore.
In seguito i nostri compagni si sono ritirati ordinatamente, non avendo potuto espropriare il blindato.

Lo stesso giorno, durante la notte, ma a Nuken dei membri del Nucleo Cardenas – Fuentealba hanno attaccato con molotov la casa di un dirigente del gruppo xenofobo La Barbarie di stampo nazionalista-peronista, anche qui i nostri compagni si sono ritirati ordinatamente. Che i fascisti sappiano che no pasaran e che la loro presenza non sarà tollerata.

Il giorno successivo, a Rosario, il Nucleo Joaquin Penina ha espropriato 60.000 pesos argentini da un camion blindato del Frigorifico dello sfruttatore Larrauri, giustiziando un poliziotto di Santa Fe e ferendo un altro servo del sistema, le loro armi sono state recuperate per la lotta popolare.

Questi fatti sono l’inizio delle azioni di esecuzione contro poliziotti, burocrati sindacali e fascisti peronisti per l’assassinio continuo di militanti popolari.

Pedraza, le pallottole di Avellaneda ti stanno cercando!!!
Insfran Assassino!
Cristina Kirchner Assassina, protettrice e Complice

Brigada Luciano Arruga

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nota di Culmine: la Brigada Luciano Arruga, divisa in Nuclei, rivendica una serie di azioni e di esecuzioni di sbirri. Per aiutare a capire il contesto: i cittadini assassinati dallo Stato argentino sono: Mariano a Barracas, un giovane mapuche di Viedma, tre giovani di Bariloche ed infine un rappresentante dell’etnia toba a Formosa (nord dell’Argentina).

L’azione che ha portato all’esecuzione di due sbirri ha suscitato un grande clamore mediatico in Argentina, qui uno dei tanti link:

http://www.eldia.com.ar/edis/20101123/20101123145202.htm

L’azione di Rosario è sul seguente link:

www.notiexpress.com.ar/…/en-operativo-comando-mataron-a-un-custodio-del-frigorifico-de-larrauri-98584.html

Infine: Pedraza è il segretario del sindacato dei ferroviari, responsabile diretto dell’assassinio di Mariano. Insfran è il governatore della provincia di Formosa, ovvero il responsabile diretto dell’assassinio del toba.

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Berlin – Solidarity arsons for greek prisoners

In the german city of Berlin people burned three atm in solidarity for anarchist prisoners in greece.

An autonomous group claims to be responsible for three arsons against atm money machines in districts of Berlin. This happend 30/11/2010 in Kreuzberg, Friedrichshain and Neukoelln, areas with lot of trouble.
the message says:
We have in the night to 30 november ATMs in Friedrichshain, Kreuzberg and Neukölln pass to the flame.
We express our solidarity with the hostages of the Greek State. The names of those prisons in the greek are in our hearts are endless!
For freedom!
For the revolt!
Groups of the flaming heart

the declaration was published https://directactionde.ucrony.net/node/870
newspaper article about this action http://www.bz-berlin.de/tatorte/feuerattacke-auf-geldautomaten-article1049415.html

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$hile – Presxs a la Kalle Noviembre 2010

Contenido:

2. Unas necesarias palabras..

3. Extracto palabras Gabriela Curilem

4. Memoria Rebelde

8. Homenaje a Barry Horne

10. El caso de “Conspiración de células de fuego”

11. Carta del preso anarquista Panagiotis Masouras

13. Extracto carta de Konstantina Karakatsani

15. Sobre el juicio de A. Bonanno y C. Stratigopoulos

16. Comunicado “Llamado de solidaridad con el compañero Giannis Dimitrakis”

18. Cuento “Odio a la policía”

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$hile – Comunicado de Familiares de Camilo Pérez Tamayo, preso político

Noviembre 2010, A tres meses de la detención de Camilo

* solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

Somos familiares de Camilo Pérez Tamayo, chileno, de treinta y cuatro años, detenido el sábado 14 de agosto de este año en un gran operativo policial y mediático a cargo del Fiscal Alejandro Peña en el contexto del llamado “Caso Bombas” (explosiones en la ciudad de Santiago, ocurridas desde el año 2006).
En esta acción policial se detuvo a otras 13 personas y se allanó casas okupas –casas ocupadas por jóvenes, conocidas por sus actividades político culturales-. Lo mismo se hizo a otras cuatro casas particulares, incluyendo la casa de Viviana Uribe, Presidenta del Codepu, conocido organismo de derechos humanos cuyos archivos son Patrimonio de la Humanidad y aceptados en los tribunales como prueba de crímenes cometidos en dictadura.
Camilo fue aprendido en su casa en la comuna de La Florida de la ciudad de Santiago, en presencia de su pareja y de uno de sus hijos, un pequeño de dos años. Su detención fue grabada a la salida de la Brigada de Investigaciones Policiales Especiales y emitida sin miramientos por cuatro canales de televisión. Un hecho que atenta contra el derecho de privacidad y le condena ante la opinión pública sin que haya mediado un justo proceso.
La investigación llevaba más de cinco años, y sorprende que se efectuara el procedimiento después que el Ministro del Interior, Rodrigo Hinzpeter, se quejara en el mes de junio por la falta de pruebas en el “caso”. Sin embargo, pese a esa misma “falta de pruebas” declarada por el Gobierno a la prensa, se le detiene, junto a otras 13 personas.
Camilo se define como anarquista “en contra de la explotación en todas de sus formas”, y ha declarado en innumerables oportunidades escribir para distintos libros de la llamada literatura libertaria, realizando, a su vez, una investigación acerca de los movimientos anarquistas desde el siglo diecinueve. No obstante, como familiares declaramos que ésta no es una razón para que se le acuse de “terrorista” y se le indique como miembro de una “asociación ilícita”, concepto ilógico y contradictorio en un grupo de muchachos con ideas anarquistas que se organizan de forma horizontal, sin líderes ni subalternos.
Con esto, y a raíz de falta de pruebas contundentes, -como en los peores años de la dictadura- se castiga y se criminaliza la posición política, la ideología, la opción de vida. Una criminalización que se hace de la mano de la Ley Antiterrorista; ley desprestigiada, unilateral e injusta que permite entre otras cosas a la Fiscalía ocupar testigos protegidos y decretar prisiones preventivas arbitrarias. La misma ley que está siendo modificada o simplemente prescindida en los casos del llamado “conflicto mapuche”, donde la opinión pública favorablemente ha presionado para conseguir juicios justos y derogación de la Ley.
La relación de este Fiscal con la prensa queda muy clara en el manejo de la información para moldear a la opinión pública y condenar a priori a los detenidos. Se inicia con la noticia de que estas personas habrían participado en más de cien atentados, información reiterada en todos los noticiarios estelares. Y una vez detenidos y exhibidos en las pantallas, se cambia la información y se señalan sólo 26 atentados, a pesar de que la formalización real se hace concretamente sólo por seis explosiones.
Nos parece que la Fiscalía ha empleado el mismo método que en dictadura; realizar una campaña de desprestigio a través de la prensa y modelar la opinión pública al punto que pasa desapercibida la debilidad de sus pruebas y evidencias basadas en escuchas telefónicas. A Camilo se le inculpa por su amistad con Mauricio Morales (joven que falleció manipulando artefactos explosivos), por sus fotos con Mauricio, y sus escritos sobre él, además de la tenencia de un mapa de Google Earth, que indica distintas explosiones en Santiago, pero que fue paradójicamente extraído por Camilo del mismo diario La Tercera.
Es en este escenario, es que queremos denunciar que desde ese 14 de agosto han ocurrido grandes irregularidades:
La primera dice relación con que dentro de las “fuertes y seguras” instalaciones de la Cárcel de Alta Seguridad, funcionarios de la Policía de Investigaciones extraviaron el carnet de identidad de Camilo en el mismo ingreso, sin dar respuesta hasta la fecha. La situación que fue debidamente denunciada es delicada ya que sin carnet no puede acceder a beneficios carcelarios que le exijan una firma periódica, y resulta extremadamente delicada además porque ocurre en plena investigación, donde su cédula puede ser utilizada con otros fines, incluso inculparlo en algún delito.
La segunda es que fue trasladado hace algún tiempo a la Cárcel Santiago 1, conocido lugar de prisión para delincuentes comunes. En este sitio fue imposible ingresarle alimentos, y es trascendental, ya que debido a su opción de vida, no consume carne ni leche. Por lo tanto, cuando fue trasladado a ese lugar iniciamos una pequeña lucha para que retornara al CAS y afortunadamente esa batalla fue ganada. (Muy contradictorio nos parece que las razones que dio en la audiencia la Fiscalía, el abogado del Ministerio de Interior y el abogado de Gendarmería, para tal cambio, dicen relación con que él, junto a un grupo de tres compañeros “no tenían antecedentes anteriores y no constituían un peligro para la sociedad”).
La tercera irregularidad se constituye por la toma de una muestra de sangre, sin su consentimiento, para obtener su ADN, pudiendo haberlo obtenido de una manera menos invasiva, como sería desde la raíz del pelo o la mucosidad de la boca. Nos preguntamos si ésta es una más de las atribuciones de la Ley Antiterrorista.
Y la cuarta situación irregular, quizás la más grave, es que dentro de Santiago 1, el pasado 27 de septiembre, de vuelta del 11° Juzgado de Garantía, por no “bajar la mirada” como le ordenó uno de los gendarmes, es fuertemente golpeado e insultado. Recibiendo “llaves de judo en el cuello” “punta pies en la espalda” “puñetazos” e insultos. Situación que sólo terminó con la intervención de otro guardia.
Hoy, llamamos a tener presente lo que está ocurriendo en nuestro país. Donde chilenos, una vez más, como si la historia se repitiera, son apresados por vivir de una manera distinta, por cuestionar a la autoridad y el poder, y por pensar distinto. Jóvenes detenidos por pensar distinto.
Camilo Pérez Tamayo, padre de dos niños, quien además estudió Pedagogía Básica en la Universidad de Los Lagos, y quien es sobrino directo de Manuel Tamayo Martínez (detenido desaparecido de la dictadura de Pinochet), es un ejemplo más de las injusticias cometidas en nombre y bajo los aparatajes del Estado. Es testigo también de un Fiscal que a todas luces quiere congratularse con el Gobierno de Derecha.
Como familiares de Camilo Pérez Tamayo y de Manuel Tamayo, pedimos fin a la prisión preventiva de todos los presos políticos, y un posterior juicio justo en un país que parece haber olvidado el tan universal concepto de la justicia.

Familiares de Camilo Pérez Tamayo

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México – Acción anti-COP16 del Frente de Liberación de la Tierra

El pasado 29 de noviembre, el mismo día que dio inicio la Cumbre Climática en Cancún, hemos atentado contra la industria de nueva cuenta. Hemos armado un artefacto explosivo compuesto de cuatro cohetes unidos entre si, para colocarles a los costados dos latas de gas butano y una botella con mescla de diesel, alcohol y aceite de auto, con un respectivo retardador. El artefacto fue colocado en uno de los grandes ventanales que protegía los lujosos automóviles en la concesionaria Renault, ubicada en el municipio de Ecatepec, sobre la avenida Morelos. Mientras nos alejábamos del objetivo, pudimos ser no solo los espectadores de la detonación de nuestro artefacto, sino los mismxs participes. El estruendo destruyo la pasividad de la noche y todo se transformo en caos, la bomba exploto estrellando el duro ventanal de la Renault, además de esto, unas llamas aproximadamente de tres metros se elevaban por los aires violentamente quemando la propiedad de la concesionaria. Anteriormente observamos que un policía estatal se encontraba de guardia dentro del establecimiento, gran susto se llevo mientras observaba su televisión y se acomodaba en la silla cuando escucho la detonación y vio el incendio que ocasiono la bomba, dejada por nosotrxs, lxs incomodxs eco anarquistas.

De nueva cuenta hemos desafiado a la autoridad, nuestro atentado fue visto por muchxs automovilistas que pasaban del otro lado de la cera, por las personas que esperaban su transporte en la parada del camión a unos metros, por un montón de taxistas en su base, por las personas que comían excremento en un KFC ubicado frente a la concesionaria y por lxs policías que resguardaban dentro de un auto sin placas, un Bancomer que anteriormente habíamos atacado. Nos burlamos frente a sus narices, desmoralizamos de nuevo a la policía de Ecatepec, destrozamos nuestro objetivo y fue un mensaje claro para todxs aquellxs destructorxs de la Tierra y aquellxs que creían que nos habían parado, seguimos en las calles! La acción como de costumbre fue censurada por el municipio y la prensa, claramente humillamos a la autoridad de “mano dura” en aquella zona mexiquense. Y lo volveremos hacer, porque esto no acaba aquí…

Con esta acción hacemos un llamado a las células, individuos y a quien lo quiera tomar dentro de México como en el extranjero, de empezar a expresar toda nuestra negatividad incendiaria en contra del circo climático que se esta efectuando en Cancún con acciones, atentados, pintura, fuego y piedras, nosotrxs como muchxs sabemos que los “acuerdos” son simplemente una farsa de los estados para reclamar mas dinero para la urbanización, la industria y la aceleración de la destrucción planetaria, capitalismo verde, negocios nuevos.

Quien crea que esta cumbre llegara a acuerdos significativos para el Respecto Absoluto con la Naturaleza en su conjunto, o es unx ilusx o simplemente es unx idiota.

Acción dedicada a lxs anarquista griegos G. Tsakalos y P. Argyrou, para Marco, Billy Costa y Silvia de Suiza, para lxs anarquistas presxs en Chile por el caso bombas y por supuesto para lxs eco anarquistas presos Abraham, Adrian y Braulio.

¡A comenzar una serie de acciones radicales dentro y fuera de la COP16!

¡Fuego a la civilización!

Frente de Liberación de la Tierra

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Messico -Azione anti-COP16 del Frente de Liberación de la Tierra

Lo scorso 29 novembre, lo stesso giorno in cui è iniziato il Vertice sul Cambiamento Climatico a Cancún, abbiamo nuovamente attentato contro l’industria. Abbiamo preparato un ordigno composto da 4 razzi uniti tra di loro e li abbiamo collocati su due bombole di gas butano ed una bottiglia riempita da un miscela di diesel, alcol e olio d’auto, ed infine un meccanismo per ritardare la detonazione. L’ordigno è stato collocato su una delle grandi vetrate che proteggeva delle auto da lusso nella concessionaria Renault, presso il municipio di Ecatepec, sulla avenida Morelos. Mentre ci allontanavamo dall’obiettivo, siamo riusciti ad essere non solo gli spettatori della detonazione del nostro ordigno, ma gli stessi partecipanti. Lo scoppio ha scosso la passività della notte e tutto s’è trasformato in caos, la bomba è scoppiata mandando in frantumi la dura vetrata della concessionaria, nel mentre una fiammata altra tre metri s’è levata in aria in maniera violenta bruciando la proprietà della concessionaria. Abbiamo anche osservato un agente della polizia statale che sorvegliava l’interno della concessionaria. S’è preso un gran spavento, mentre era seduto a guardare la televisione. Anche lui ha udito lo scoppio e visto l’incendio causato dalla bomba lasciata da noi, i molesti eco-anarchici.

Ancora una volta abbiamo sfidato l’autorità, il nostro attentato è stato visto da molti automobilisti che transitavano dall’altro lato della siepe, dalle persone che attendevano l’autobus alla fermata posta a pochi metri, da diversi taxisti, dalle persone che mangiavano escrementi in un KFC collocato proprio di fronte alla concessionaria e dai poliziotti che, all’interno di un’auto senza targa, sorvegliavano una filiale della Bancomer, che in precedenza avevamo attaccato. Li abbiamo beffati sotto il loro naso, abbiamo nuovamente demoralizzato la polizia di Ecatepec, abbiamo colpito il nostro obiettivo ed è stato un chiaro messaggio per tutti quei distruttori della Terra e quelli che credevano d’averci fermato. Noi continuiamo a stare per le strade! L’azione, al solito, è stata censurata dal municipio e dalla stampa, avendo chiaramente umiliato l’autorità dalla “mano dura” in quella zona del Messico. E torneremo a farlo, perché non finisce qui…

Con quest’azione rivolgiamo un appello alle cellule, agli individui ed a chi desidera farlo, in Messico ed all’estero, ad iniziare ad esprimere tutta la nostra negatività incendiaria contro il circo climatico, che si sta svolgendo a Cancún con azioni, attentati, vernice, fuoco e pietre, noi come tanti sappiamo gli “accordi” sono semplicemente una farsa degli Stati per reclamare più soldi per l’urbanizzazione, l’industria e l’accelerazione della distruzione planetaria, il capitalismo verde e nuovi affari. Chi crede che questi vertici giungeranno ad accordi significativi per il Rispetto Assoluto verso la Natura nel suo insieme o è un illuso o è semplicemente un idiota.

Azione dedicata agli anarchici greci G. Tsakalos e P. Argyrou, a Marco, Billy Costa e Silvia della Svizzera, agli/le anarchici/che prigionieri/e in Cile per il caso bombas e naturalmente gli eco-anarchici prigionieri Abraham, Adrian e Braulio.

Ad iniziare una serie di azioni radicali sia dentro che fuori il COP16!

Fuoco alla civilizzazione!

Frente de Liberación de la Tierra

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Sciopero della fame di Marco Camenisch dal 6 all’8 dicembre

Con il cuore e la mente rivolta all’iniziativa dal 6 al 12 dicembre 2010 in solidarietà a Costa, Billy e Silvia e contro l’isolamento faccio un piccolo sciopero della fame simbolico di 3 giorni, dal 6 all’8 dicembre 2010, come piccolo momento di un contrasto collettivo alla sfacciata ed estrema deprivazione ed ostacolazione della comunicazione/informazione politica, alla quale la procura federale Svizzera e manovalanza repressiva delle carceri sottopone la nostra compagna e i nostri compagni prigionieri. Contrasto che deve diventare più deciso ed efficace fino alla fine di queste repressioni d’esclusiva matrice politica!

E’ anche saluto solidale al ormai tradizionale simposio contro l’isolamento (il razzismo, l’oppressione, lo sfruttamento) organizzato da compas della Turchia, quest’anno a Vienna 4-5 dicembre, che commemora anche le/i tante/i cadute/i nella lunga lotta contro l’isolamento F-Type in Turchia.

E’ saluto fraterno e rivoluzionario ai/alle compas PP GRAPO, PC(r), SRI che in Spagna il 1 dicembre iniziano l’ennesima e lunga lotta contro una delle più brutali e fasciste politiche statali d’annientamento contro di noi PP/P di guerra sociale.

Con il cuore e la mente rivolto ad ogni vivente in gabbia, isolato, torturato, sfruttato, annientato, ma anzitutto con le guerriere ed i guerrieri sociali che, in gabbia e fuori, lottano per farla finita con questo sistema, con lo Stato e il capitale, con ogni dominio, razzismo, oppressione e sfruttamento.

marco camenisch, Orbe, dicembre 2010

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Huelga de hambre de Marco Camenisch desde el 6 al 8 diciembre

Con el corazon y la mente hacia la iniziativa que desde el 6 al 12 diciembre 2010 en solidaridad a Costa, Billy y Silvia y contra el aislamiento hago un pequena huelga de hambre simbolica de 3 dias, dede el 6 al 8 diciembre 2010, como pequeno momento de un contrasto colectivo a la sin verguenza y extrema privacion y ostaculacion de la comunicacion/informacion politica, a la cual la procura federal Suiza y mano de obra represiva de las carceles que pone a la nuestra compa y a nuestros compas prisioneros. Contraste que debe convertirse en mas preciso y eficaz hasta el final de estas represiones de exclusiva matriz politica!
Es tambien un saludo solidario al ya tradicional simposio contra el aislamiento (el racismo, la opresion, la explotacion) organizado por compas de la Turquia, este ano a Vienna 4-5 diciembre, que conmemora tambien los/as tantos/as caidos/as en la larga lucha contra el aislamiento F-Type en Turchia.
Es un tambien un saludo fraterno y revolucionario a los /las compas del GRAPO, PC(r), SRI que en Espana el 1 de diciembre inician la enesima y larga lucha contra una de las mas brutales y fascistas politicas estatales de aniquilacion contra nosotros PP/P de guerra social.
Con el corazon y la mente hacia cualquier viviente en jaula, aislado, torturado, explotado, aniquilado, pero sobre todo con las guerrilleras y los guerrilleros sociales que, en jaula y fuera, luchan para terminar con este sistema, con el Estado y el capital, con cualquiera dominacion, racismo, opresion y explotacion.

marco camenisch, Orbe, diciembre 2010

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* barcelona.indymedia.org

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Marco Camenisch sull’iniziativa per le espulsioni in Svizzera

Se votare cambiasse qualcosa, lo vieterebbero.

Se la mobilitazione reazionaria col voto peggiora le cose, è dovere rivoluzionario attaccarlo!

marco camenisch, Orbe, novembre 2010

Dal teletext RSI, 28.11.10

Votazioni, schede indenciate ad Allschwill

Un’urna con i voti di 20 persone sull’iniziativa UDC per l’espulsione dei criminali stranieri è stata rubata sabato sera da un seggio di Allschwill (Basilea Campagna) e poi incendiata.

Autore del gesto un gruppo di sei o sette persone che sono penetrate nel locale con il volto coperto. La polizia ritiene che l’atto sia motivato da ragioni politiche. (Quale acume! – nota di m.c.)

Domenica mattina, invece, davanti ad un seggio di Schlieren, alle porte di Zurigo, un dipendente del comune ha scoperto una borsa che conteneva materiale incendiario. E’ stata aperta un’inchiesta…

Dal teletext tsr 28.11.10

Criminali stranieri: un centinaio di persone ostili all’iniziativa dell’UDC ha manifestato domenica pomeriggio a Losanna. L’appello era stato lanciato su Facebook. Anche a Berna circa 300 persone sono sfilate nelle strade del centro scandendo slogan anti-UDC

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Greece – Responsibility claim for a series of incendiary devices

No sheep was saved by bleating

(Tupamaros)

WE ARE AT WAR

This is why we selected on the dawn of Tuesday the 30th of November and coming up to the court of appeals the comrade robber G.Dimitrakis and the expectedly warm December we struck local organisations of “PASOK”(ruling party) and “New Democracy” (previously ruling party) of the municipality of Triandrias on H.Trikoupi street with incendiary devices that were made with small gas canisters, Placing thus ourselves on the camp of those that resist state terrorism.

Armed with hate, rage, decisiveness having our conscience clear and cut off from urban ethics, denying the lifestyle of the wannabe revolutionary, we gave a meaning to one of the most boring, miserable and meaningless nights that the state provides to the law abiding citizens -“mules”, by vomiting fire to the streets of Thessaloniki.

We dedicate our strike to the arsonist comrade G.Skouloudis and to the 4 persecuted for the same case M.Tsilianidis, D.Fessas, D.Dimitsiadis, S.Tsifkas as well as the detainees and persecuted for participation in the Conspiracy Cells of Fire.

We will return stronger and with wilder moods.

RAGING PYROMANIACS WITH A CONSCIENCE

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* actforfreedomnow.blogspot.com

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USA – DOC building attacked in Asheville, NC

Nov. 24 in the dead of night, we attacked the Department of Corrections (DOC): Division of Community Corrections on McDowell St. in Asheville, NC.

Six DOC vehicles were disabled. Their tires were slashed and their windows destroyed with glass etching fluid. “Burn the Prisons” and a circled A were scrawled across DOC building’s veneer.

This building oversees the administration of probation and forced drug texts. It is one institutional position of the DOC. It is linked to the Prison Industrial Complex, and the police apparatus. We did this as an attack against this institution in particular and the police apparatus in general. We did this as an act of revolutionary solidarity with comrade Eric Oseland, comrade David Japenga, and comrade Alfredo Bonanno, who was recently released from Greek Prison.

In a world dominated by these institutions and saturated by police, we did this to show that we will not be neutralized, and that it is absolutely possible and imperative that we fight these motherfuckers.

Love and solidarity with all prisoners and POWs in social war

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* anarchistnews.org

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Mexico – Communiqué for prisoners in Greece

Time passes and everything stays the same… It could be for some like this, describing the reality that whips many of us, under a pessimistic pretext, like at the end of their conviction. Repression goes up a level, hate against the poor, destruction of the environment, exploitation of human dignity, assassinations of lives, like the small wild life that remains on this planet called Earth. Nothing has changed. Little we have influenced in the disruption of this reality, of this world that our free minds don´t belong to. If nothing has changed it´s perhaps for the lack of obligation, of courage and of conviction. For many this all seems like a game, to stand with a placard, yell a slogan, reform a law, only to alleviate their sense of guilt… but for many others this is serious, the thing here is, to what point one is seriously willing to go? The struggle needs obligation, it needs dedication, discipline, the struggle for the individual freedom as equal to that of the collective freedom. But what is wrong here is that many misunderstand these practices, confusing obligation with boredom, dedication with martyrdom and discipline with authoritarianism. The struggle doesn´t need bitter people, ready to die for the cause without living their lives fighting, without living with passion… and it doesn´t need temporary games, of fashion, of senseless acts. The struggle needs obligation and responsibility, obligation which is principally individual.

The enemy is strong, as strong as it has already demonstrated to us on many occasions, but us anarchists, authentic fighters, who are against injustice, racism, sexism, the domination of all forms of expression, we who are anti-authoritarian, we have our convictions and our desires to live, those which urge us to get up every morning with the fist held high, to confront a depressing reality, grey, boring and genocidal. These convictions are that which move us, which make us strong in front of the repressive assaults of the state, of which we are absolutely not afraid of, even when we know what it is capable of. Our conviction is the urge, the internal fire that takes us on our journey in the fight against power, in solidarity with out imprisoned compañer@s in their dirty cells, tortured or killed by the jailers of the state: those for whom we have a bomb in our hands. Guarding it for the moment to give the most direct strike.

The whole world is in crisis. Each day, each moment, while we turn on the television, waiting to see some news that will be pleasing to us: riots in France, fascist journalists brought to justice in Greece, bombs in Chile, police killed in the black and immigrant neighbourhoods of the United State… etc. In each moment, in each instance capital and its power advances more, inundating the forests with urbanisation, inundating the lower class neighbourhoods with unnecessary luxuries, inundating the minds of the youth with the most absurd fashions, inundating the rest of society with a culture of misogyny and xenophobia, imposing the fear of the state and respect for the police. Terrorism is the order of the day.

Narco-insurgencia? What the fuck is that? The criminalisation of our struggle is knocking on the doors of the sleeping minds of society. Drug trafficking is our common enemy, or at least it has been converted into it. The sad part is that the majority of those in our struggle, sectors and movements ignore this problem, or don´t want to take it seriously. We aren´t willing to live in a Narco-State, which wouldn´t differentiate in any way to the current Capital-State. Even though the world is how it is, like many compañer@s in Mexico and around the world, we maintain our convictions, willing to go to war until its final consequences, for life, for freedom, for dignity, for Anarchy!

Some of us are going to fall, we know this, we are going to die in the combat for liberty, but we are seriously willing to die fighting, to die living, because the struggle is our life, because it is that which makes us happy. We know that the enemy is strong, but we also know that our fight is just and necessary, authentic, nourishing with honesty, and wewholly trust our own intelligence.

We still have much to give, we still have many intentions to discharge the bullets of our guns against the federal police and the army. We have many bombs to detonate against genocidal and ecocidal corporations, against banks, against torture houses. We have many bullets for heads of power, for each judge, for each MP. We have many discourses; crude or appassionate. But also we have many dreams and utopias to realise, many things and reality to construct, many social relations to transform, many desires to love, much love for ourselves. We know that around the world there are also compañer@s, that give their lives in the combat against the indifference of the system, to liberate themselves and their people, they are fighting in the way that they prefer most, and how they most prefer to organise themselves: affinity groups, decentralised cells, armed anarchist groups, informal co- ordinations etc. We know that they are also convinced, we know that they are our compañer@s, we feel affinity with them. And it is for this, for them and for ourselves that this war will continue. For the struggle for social transformation, for a radical change, for the destruction of that which oppresses us, for Anarchy.

You mustn´t despair compañer@s. We have to be strategic. The war is present. The powerful and their bodies of protection of capital, politicians and torturers, are going to wish they were never born… it is one of our intentions that they will feel like this. Everything is going to explode, we have to prepare ourselves and maintain ourselves alert.

These words are dedicated to the compañer@s of the group Revolutionary Struggle that are currency in prison: Panagiota Roupa, Kostas Gournas, Nikos Maziotis, to their conviction which gives us force. To our compañer@s Giannis Dimitrakis, Konstantina Karakatsani, Lambros Foundas, and all those in Greece who are prisoners in this social war.

To the compañer@s that proudly claim their participation in the Conspiration of the Cells of Fire. Compañer@s: imprisoned or fallen- we will always have you present!

Even though prison is a depressing concept, you should know that there are free individuals who are fighting and that in each attack they direct against power, it is also in solidarity with you. The war is growing. The war for freedom is to the death and without truces with the enemy.

From Mexico to Greece: that the powerful who defend and perpetuate power tremble!

Sincerely:

The Autonomous Cells of the Immediate Revolution – Praxedis G. Guerrerro

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Roma – 30 novembre, scontri tra studenti e polizia

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Buenos Aires – Dos autos quemados en Villa del Parque y Devoto

* vivalaanarquia.wordpress.com

Con el proposito de detener la actividad mas automata de la civilizacion que los animales humanos autoritarios quieren propagar entre su especie, que es conducir automoviles a cualquier presio, quemamos uno de estos objetos fastuosos en barrio villa devoto el sabado a la tarde y otro en barrio villa del parque en la madrugada.

POR LA LIBERTAD DE TODOS LOS PRESOS
ABAJO LA SOCIEDAD CARCELARIA

Amigxs de la Tierra

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Buenos Aires – Bruciate due auto a Villa del Parque ed a Devoto

* vivalaanarquia.wordpress.com

Con l’intento di fermare l’attività più automatica della civilizzazione, che gli animali umani vogliono propagare tra la loro specie, ovvero quella di condurre automobili a qualsiasi prezzo, sabato sera abbiamo bruciato uno di questi fastosi oggetti nel barrio Villa Devoto ed un altro nella nottata nel barrio Villa del Parque.

PER LA LIBERTA’ DI TUTTI I PRIGIONIERI

ABBASSO LA SOCIETA’ CARCERARIA

Amigxs de la Tierra

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Due parole sul corteo “Contro la Vivisezione” di Ivrea del 13 novembre

Culmine riceve e pubblica volentieri questo contributo sul fenomeno dei nazi-animalisti in Italia, ovvero fasci e nazi che partecipano alle manifestazioni animaliste, utilizzando persino bandiere nere e verdi e frasi di Barry Horne.

Dopo il corteo svoltosi ad Ivrea il 13 novembre “ Contro la Vivisezione”, alcune brevi considerazioni.

Siete dei patetici buffoni, mascherati ed addobbati con simboli che non vi appartengono in alcun modo. Nascondete miseramente dietro le bandiere e gli slogan di altri la vostra vera natura e il buio e la miseria delle vostre idee.

Fascisti, razzisti, xenofobi, schifezze della più becera estrema destra resuscitati dai tempi più bui in cui viviamo. Tempi in cui il capitalismo e l’imperialismo occidentale giunge alla sua fine e gli uomini si scannano l’uno contro l’altro, mentre padroni e governi festeggiano con squallide minorenni. Voi, ingenui, che seguite capi e leader in questa finzione, domandatevi piuttosto da dove vengono le bandiere nere e verdi che sventolate.

Vi permettete di scendere in strada solo grazie alle protezioni sbirresche di cui godete, infami fantocci al servizio del potere.

Quello che unisce chi lotta contro questa società e che mai vivrà nei vostri cuori, è la solidarietà di tutti gli sfruttati contro le disuguaglianze, indifesa della dignità di ogni donna e uomo. Ed inoltre ad ulteriore chiarimento, essere anticapitalisti non significa difendere una nazione, una razza, dei confini, ma significa essere contro ogni discriminazione sia dell’essere umano che dell’animale. Discriminazione che proprio voi, invece, appoggiate ed alimentate.

A voi che avete assistito a questo triste spettacolo sappiate che chi ha sfilato tra le vie di questa città il 13 novembre sono nazi-fascisti vestiti da animalisti. Queste parole sono scritte per tutti i rivoluzionari, anarchici, comunisti, gli animalisti, gli antispecisti, che ogni giorno vivono sulla propria pelle la repressione di questo sistema.

Individualità ribelli

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Uruguay – Bombas de pinturas contra Frigorifico

“Nos unimos a la semana internacional por la liberacion animal, visitando en la pasada noche un gran frigorifico de la zona, al cual le grafitiamos frases alusivas a la explotacion animal y rayando gran parte de su fachada, aparte tambien tiramos 4 bombas de pinturas contra sus paredes. En la misma noche visitamos a 2 avicolas las cuales explotan y asesinan gallinas para el consumo humano. Tambien les rayamos y dañamos su fachada .

Esto recien empieza! Hasta que todas las jaulas sean destruidas!

Liberacion Animal , humana y de la tierra.

Frente de Liberacion Animal – Uruguay

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* directaction.info

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Incendiada una furgoneta de una carniceria en el sur de Madrid

* madrid.indymedia.org, 29.11.10

Esta fria madrugada fue totalmente calcinada una furgoneta de reparto de la carniceria “MB” en Carabanchel.

Que mejor momento que ahora y que mejor lugar que aqui. No podemos esperar más, nuestras vidas van a la deriva, la violencia y la explotación que sufrimos a diario esta llegando a limites insospechados. Nos negamos a aceptar esta imposición, esta dictadura tecnológica. No pedimos nada. Por eso optamos por actuar por nosotrxs mismxs, sin delegar en nadie, ni esperar el respeto ni la admiración de nadie, rechazamos las vanguardias porque no hablamos en nombre de nadie, el fuego es nuestra palabra. Es hora de salir a la calle, tiempos duros corren, es verdad, pero nadie dijo que iba a ser facil. Por ello son necesarias todas las fuerzas y las energias para derrumbar este sistema tecno industrial, mediante las palabras, las piedras, las letras, el fuego, el esfuerzo….

Aquellxs que sustentan sus vidas mediante la explotación de lxs animales (humanos y no humanos) merecen el peor de los destinos.

A nuestrxs hermanxs encarceladxs entre rejas y jaulas

Hasta que todxs seamos libres!!

TIERRA SALVAJE

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Incendiato un furgone di una macelleria nel sud di Madrid

* madrid.indymedia.org, 29.11.10

In questa fredda nottata è stato dato alle fiamme un furgone della macelleria “MB” a Carabanchel.

Quale miglior momento e quale miglior luogo. Non possiamo attendere oltre, le nostre esistenze sono alla deriva, la violenza e lo sfruttamento che quotidianamente soffriamo stanno giungendo a livelli insospettabili. Noi ci rifiutiamo di accettare questa imposizione, questa dittatura tecnologica. Non chiediamo nulla. Per questo abbiamo deciso di agire da soli, senza delegare nessuno e senza attendere il rispetto o la ammirazione di qualcuno. Rifiutiamo le avanguardie perché non parliamo in nome di nessuno, il fuoco è la nostra parola. E’ ora di scendere per le strade, ci attendono tempi duri, è vero, ma nessuno ha detto che sarebbe stato facile. Per questo sono necessarie tutte le forze e le energie per buttare giù questo sistema tecno-industriale, con le parole, le pietre, gli scritti, il fuoco, lo sforzo…

Quelli che si mantengono attraverso lo sfruttamento degli animali (umani e non umani) meritano il peggiore dei destini.

Ai nostri fratelli ed alle nostre sorelle imprigionati/e tra le sbarre e le gabbie!

Fino a che non saremo tutti/e liberi/e!

TIERRA SALVAJE

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México – comunicado pro grecia presxs

recibimos y publicamos

El tiempo pasa y todo sigue igual…. Puede ser para algún@s así, describiendo la realidad que nos azota a muchos, bajo una consigan pesimista, ósea el fin de su convicción. La represión aumenta de nivel, odio de clase contra los desheredad@s, destrucción de la naturaleza, explotación de la dignidad humana, asesinato de la vida, ósea de la poca vida salvaje que aun queda en este planeta llamado tierra. Nada ha cambiado. De poco hemos influido en el trastorno de esta realidad, de este mundo al que nuestras mentes libres no pertenecen. Si nada a cambiado es quizá por la falta de compromiso, de coraje y de convicción. Para much@s todo parece un juego, pararse con una pancarta, gritar una consigna, reformar una ley, solo para aliviar su sentimiento de culpa… pero para muchos otr@s mas esto va enserio, la cosa aquí es ¿a que punto uno esta dispuesto a llegar en serio?. La lucha necesita de compromiso, de dedicación, de disciplina, la lucha por la libertad individual al igual que por la libertad colectiva. Pero lo malo aquí es que much@s mal entienden estas prácticas, confunden compromiso con aburrimiento, dedicación con martirio y disciplina con autoritarismo. La lucha no necesita de gentes amargadas, dispuestas a morir por la causa sin vivir luchando, sin vivir sin pasión… pero tampoco necesita de juegos pasajeros, de modas, de actos sin trasfondo, la lucha necesita de compromiso y responsabilidad, compromiso principalmente individual.

El enemigo es fuerte, tan fuerte que ya nos lo ha demostrado en muchas ocasiones, pero nosotr@s anarquistas, luchadores autentic@s, quienes estamos contra la injusticia, el racismo, el sexismo, la dominación en todas sus formas de expresión, nosotr@s quienes somos anti-autoritarios, tenemos nuestras convicciones y nuestras ganas de vivir, que son las que nos impulsan a cada mañana levantarnos con el puño en alto, a enfrentar una realidad deprimente, gris, aburrida, genocida. Estas convicciones son las que nos mueven, las que nos hacen ser fuertes frente ante los golpes represivos del estado, a quien no témenos en absoluto, aun cuando sabemos de lo que es capaz. Nuestras convicciones son el impulso, el fuego interno que nos lleva por el camino en la lucha contra el poder, en la solidaridad con nuestr@s compañer@s pres@s en esas sucias celdas, torurad@s o asesinad@s por l@s carceler@s del estado, para quienes tenemos una bomba en nuestras manos. Aguardando el momento para dar el golpe certero.

El mundo entero esta en crisis. Cada día, cada momento, mientras prendemos el televisor, esperanzados de ver alguna noticia que nos sea agradable: disturbios en Francia, periodistas fascistas ajusticiados en Grecia, bombas en Chile, policías asesinados en los barrios negros y emigrantes en Estados Unidos… etc. En cada momento, a cada instante el capital y su poderío avanza mas, inundando los bosques con urbanización, inundando los barrios bajos con lujos innecesarios, inundando la mente de los mas jóvenes con modas absurdas, inundando de cultura misógina y xenófoba al resto de la sociedad, inculcando el miedo al estado y el respeto a la policía. El terrorismo a la orden del día. ¿Narco-insurgencia? ¿Que mierda es eso?. La criminalización de nuestra lucha esta tocando las puertas de las mentes adormecidas de la sociedad. El narcotráfico para nosotr@s es un enemigo común, o al menos en eso se esta convirtiendo. Lo triste es que la mayoría de la gente que lucha, de sectores y movimientos ignoran ese problema, o no lo quieren tomar en cuenta. Nosotr@s no estamos dispuest@s a vivir en un Narco-estado, el cual no difiere o se diferenciara en nada con el actual estado/capital.

Aunque el mundo este como este, nosotr@s al igual que much@s compañer@s en México y el Mundo, nos mantenemos convincentes, dispuest@s a llevar esta guerra, hasta sus ultimas consecuencias, por la vida, por la libertad, por la dignidad, por la anarquía. Vamos a caer algún@s, lo sabemos, vamos a morir en el combate por la libertad, lo sabemos, pero en serio que estamos dispuest@s a morir luchando, a morir viviendo, porque la lucha es nuestra vida, porque es lo que nos da alegría. Sabemos que el enemigo es fuerte, pero sabemos también que nuestra lucha es justa y necesaria, autentica, nutrida de honestidad, y confiamos plenamente en nuestra inteligencia.

Tenemos mucho que dar aun, muchas intenciones de descargar nuestras metrallas contra la policía federal y el ejercito. Muchas bombas que detonar contra empresas genocidas y ecocidas, contra bancos, contra casas de torturadores, tenemos muchas balas para cabeza del poder, para cada juez, para cada MP, tenemos muchos discursos crudos o apasionados… pero también tenemos muchos sueños y utopías que realizar, muchas cosas y realidades que construir, muchas relaciones sociales que transformar, muchas ganas de amar, mucho amor para nosotr@s mism@s. Sabemos que alrededor del mundo hay también compañeros, que dan su vida en el combarte contra la indiferencia del sistema, por liberarse a si mism@s y a su gente, ell@s están luchando de la manera que mas lo prefieran, y como mas prefieran organizarse: grupos de afinidad, células descentralizadas, grupos armados anarquistas, coordinadoras informales ect… sabemos que ell@s también están convincentes, sabemos que son nuestr@s compañer@s, nos sentimos en afinidad. Y es por eso, por ell@s y por nosotr@s mism@s que esta guerra continuara. Por la lucha por la transformación social, por un cambio radical, por la destrucción de lo que nos oprime, por la anarquía.

No hay que desesperar compañer@s. Hay que ser estrategic@s. La guerra esta presente. Los poderos@ y los cuerpos de protección del capital, politic@s y torurador@s, van a desear nunca haber nacido… que eso sientan es una de nuestras intenciones. Todo va a estallar, hay que prepararse hay que mantenerse atent@s.

Estas palabras van dedicadas para l@s compañer@s del grupo Lucha revolucionaria, que aun permanecen en prisión: Panagiota Roupa, Kostas Gournas, Nikos Maziotis, su convicción nos da fuerzas. Para el compañer Giannis Dimitrakis, Konstantina Karakatsani, Lambros Foundas, y tod@s quienes en Grecia están pres@s en esta guerra social.

L@s compañeros que asumieron orgullosamente su participación en la conspiración de las células del fuego.

Compañer@s pres@s o asesinad@s: l@s tenemos siempre presentes!

Aunque la cárcel los agobie sépanse que acá, hay individu@s libres que cada ataque que dirigen contra el poder también va en solidaridad con ustedes.

La guerra es desgarradora. La guerra por la libertad es a muerte y sin tregua con el enemigo.

Desde México hasta Grecia que tiemblen l@s poder@s quienes les defienden y quienes les perpetúan.

Sinceramente:

Células autónomas de revolución inmediata – Praxedis G. Guerrero.

México. 27 de Noviembre del 2010.

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