Grecia – Tortura nella prigione di Corinto – Lettera dei prigionieri

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/torture-in-korinthos-jail-letters-from.html

trad. Cenere

Tortura nella prigione di Corinto – Lettera dei prigionieri

Nell’ultima settimana si sono verificati atteggiamenti estremamente fascisti nel “ducato” della prigione di Corinto. Usiamo la parola Ducato, perché presidenti, sergenti, sottosergenti, impiegati sono tutti residenti nella zona di Corinto, alcuni di loro hanno lo stesso cognome, e ovviamente considerano la prigione il loro “privato affare di famiglia”. Il 3 Gennaio 2011 uno dei detenuti che vive nella nostra cella torna da fuori (dopo che l’autorità penitenziaria gli ha permesso di incontrare la sua famiglia per le vacanze di Natale) e invece di tornare in cella, – come sempre avviene dopo i permessi -, dove ci sono tutti i suoi effetti personali, le guardie lo chiudono in un’altra cella dove ha dovuto dormire per terra. Al suo posto (e nel suo letto) hanno condotto un prigioniero che era appena arrivato da un’altra prigione. Abbiamo protestato vivamente, richiedendo che riportassero indietro il nostro compagno di cella. Dopo, il sergente capo Mr. Sotirios Tziavikos ( membro della famosa famiglia di guardie Tziavikos ) per dimostrare “chi è il capo” e che non tollera alcuna protesta o “richiesta” da parte dei detenuti – ordina che altri due di noi lascino la cella e siano trasportati nella cella punitiva. Ovviamente ci rifiutiamo di muoverci, dicendo che l’unico modo di mandarci via è metterci nella cella punitiva … Il sergente capo ci ordina di prendere le nostre cose, mentre ci informa che “lui è il capo”. Per via della Dignità – che le guardie non hanno ed ecco perché loro non comprendono – ci rifiutiamo di obbedire nuovamente ai suoi ordini, contestando le cose ovvie: ossia, la capacità di scegliere ( per quanto qualcuno parla di “scegliere” dentro le miserabili condizioni di prigionia ) le persone con cui viviamo, rifiutando di essere trattati come oggetti messi sugli scaffali nonostante il volere delle guardie. Due giorni dopo, mercoledì 5, nel pomeriggio, quando la prigione viene chiusa, le guardie, dopo aver chiuso le celle, prendono uno dei nostri compagni di cella nel corridoio, lo ammanettano e iniziano a picchiarlo e poi lo mettono nella cella punitiva. Ovviamente, comprendiamo come i risultati e la situazione sarebbe stata se fosse andata al contrario … Il resoconto di questi eventi è il risultato di cosa la nostra dignità ci dice di fare perché non ci aspettiamo niente, né imploriamo qualcosa da qualsiasi ufficiale “autorità al comando”. Inoltre, le autorità hanno dimostrato praticamente … quanto “emotivi” siano verso i prigionieri – reietti, poveri diavoli, immigrati e chiunque dubiti della loro autorità.

I prigionieri della cella 2 nella prigione di Corinto

Charalambos Avramidis

Petrov

Demetres Tsikrikis

Christofors Kortesis

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Lettera del prigioniero Charalambos Avramidis

Appena sono uscito dalla cella, sono stato attaccato senza motivo dalle guardie Mr. Georgios Michos, Mr. Vasilios Kotsis e Mr. Marinos Stavrou. Mentre loro mi picchiavano e io vedevo le manette che avevano addosso, ho capito cosa mi sarebbe successo mentre ero nelle loro mani. Perché negli occhi delle guardie i prigionieri sono solo sacchi per cadaveri. Mentre venivo attaccato da tre guardie, era ragionevole resistergli. So molto bene che altri prigionieri sono passati da qui e sono stati torturati più di me. Dopo mi hanno legato e picchiato “con cura”, ovvero sul busto e sulle gambe e non in faccia. Dopo mi hanno ammanettato e mi hanno trascinato per terra per 3-4 metri come un sacco di concime. Appena mi sono seduto è cominciato il secondo round. Mr. Michos mi ha afferrato per il collo e ha iniziato a darmi pugni sull’orecchio sinistro – che ancora mi fischia e mi fa molto male – e sui fianchi. Mi hanno messo nella cella punitiva piena di sporcizia e rifiuti, con un materasso putrido sul pavimento sporco. L’umidità aggravava la sofferenza per le ferite. Durante la notte non ho dormito perché so, dagli altri prigionieri che hanno vissuto la stessa cosa, cosa può succedere durante la notte … Le guardie hanno cominciato a ridere di me, dicendo “ dai Charalambos, cosa avrebbe dovuto fare Michos, stava solo seguendo gli ordini” – ordini ovviamente dati dal capo-torturatore – sergente capo – o “Avrei dovuto essere in servizio quella notte, allora avresti visto cosa ti può succedere”, mi hanno detto anche “e dai, va bene, hai subito poco, poteva andarti peggio”. La reazione immediata e la solidarietà dai miei compagni di cella visto che le guardie volevano “che il fatto restasse dentro la prigione”, li hanno fatti iniziare ad essere “dolci” verso i prigionieri. Ma, non importa quanto si profumino, puzzeranno sempre come maiali! Dopo tre giorni nella cella punitiva mi hanno trasferito nel dormitorio, dopo invece che 10, c’erano 26 persone, alcuni dormivano due per letto, dicendomi che nel giro di dieci giorni tornerò nella mia cella …

Ieri è toccato ad un mio fratello

Domani a me, domani a tutti noi

BASTA CON LA TORTURA DEI PRIGIONIERI DENTRO I LUOGHI DI TORMENTO CHIAMATI PRIGIONI

Charalambos Avramidis

Prigione di Corinto

7 Gennaio 2011

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Domenica 9 gennaio un presidio di solidarietà si è tenuto fuori dalla prigione di Corinto per Charalambos Avramidis, picchiato dalle guardie e per Christoforos Cortesis, il suo compagno di cella Petrov e D. Tsikrikas. Sono stati urlati slogan da dentro e fuori la prigione e i muri sono stati riempiti di scritte. Il direttore e le guardie hanno avuto un forte messaggio, fare i bulli e picchiare non è tollerato e non lasceremo mai soli i nostri compagni.

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Grecia – Lettera di Kostas Sakkas del 3.1.2011 dalla prigione di Navplio

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/letter-of-kostas-sakkas-from-navplio.html

trad. Cenere

A causa della crisi economica mondiale che è conseguenza della bancarotta del modello capitalistico e della politica economica neoliberale degli stati e dei governi occidentali, il grande capitale, internazionale e non, ha sferrato il più grande e massiccio attacco antipopolare nel mondo e certamente contro le società più deboli dell’Europa del nuovo terzo mondo economico.

I cambiamenti strutturali e le misure di austerità che sono state imposte dal meccanismo di supporto dell’economia “malata”, cosi essi pensano di “sistemarla”, avendo come obiettivo e risultato la trasformazione dell’economia mondiale, con esiti ancora più favorevoli per i padroni. Per loro che stanno fuori ma anche dentro i confini nazionali. Per loro che sono espressione del grande e piccolo capitale. Come nel caso della Grecia, l’economia del paese che è incluso nel meccanismo di supporto e applica le misure di austerità, il risultato è la svalutazione del lavoro e del suo potenziale. E questo accade tanto alle grandi imprese quanto a quelle piccole. Sia in quelle con interessi stranieri che nazionali. Continua a leggere

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Firenze – Microspie nello Spazio liberato 400 colpi

Nelle ultime settimane sono state trovate 2 microspie nella sede del nostro collettivo.

La prima è stata trovata in una scatolina elettrica, sospettosamente calda. Questa prima microspia era formata, oltre che da un microfono, da una telecamera.
A distanza di poco più di una settimana ne abbiamo trovata un’altra in una presa industriale.
In allegato le foto.

Spazio liberato 400 colpi


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fonte: toscana indymedia

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Renzo Novatore – “L’Espropriatore”


(apparso su Iconoclasta!, Pistoia, a.I, 1° s., n.10, 26 novembre 1919)

La mia libertà e i miei diritti sono

tanti quanto la mia capacità di potenza.

Anche la felicità e la grandezza

L’avrò solo in misura della mia forza!

(Da un libro da me scritto e che

non vedrà mai luce)

L’Espropriatore è la più bella figura maschia, spregiudicata e virile che io abbia mai incontrato nell’anarchismo. Egli è colui che non ha nulla da attendere. Egli è colui che non ha più nessun altare su cui sacrificarsi. Egli glorifica soltanto la Vita con la  filosofia dell’Azione.

Lo conobbi in un lontano meriggio di agosto mentre il sole ricamava in oro la verdeggiante natura che, profumata e festante, cantava gioconde canzoni di pagana bellezza. Mi disse: “Fui sempre uno spirito inquieto, vagabondo e ribelle. Ho studiato gli uomini e la loro anima nei libri e nella realtà. Li ho trovati un impasto di comico, di plebeo, di vile. Ne sono rimasto nauseato. Da una parte i biechi fantasmi morali, creati dalla menzogna e dall’ipocrisia che dominano. Dall’altra parte le bestie sacrificali che adorano con fanatismo e vigliaccheria. Questo è il mondo degli uomini. Questa è l’umanità. Per questo mondo, per questi uomini e questa umanità, io sento ripugnanza. Plebei e borghesi si equivalgono. Sono degni l’uno dell’altro. Il socialismo non è di questo parere. Egli ha fatto la scoperta del bene e del male. E per distruggere questi due antagonismi ha creato altri due fantasmi: Eguaglianza e Fratellanza fra gli uomini…

Ma gli uomini saranno uguali innanzi allo stato e liberi nel Socialismo…Egli – il socialismo – ha  rinnegato la Forza, la Giovinezza, la Guerra! Ma quando i borghesi, che sono i pezzenti dello spirito, non vogliono saperne di essere uguali ai plebei, che sono i pezzenti della carne, allora anche il socialismo ammette, piagnucolando, la guerra. Sì, anche il socialismo ammette di uccidere e di espropriare. Ma in nome di un ideale di uguaglianza e di fratellanza umana…Di quella santa uguaglianza e fratellanza che incominciò da Caino Abele!…

Ma col socialismo si pensa a metà; si è liberi a metà; si vive per metà!…Il socialismo è intolleranza, è impotenza di vivere, è la fede della paura. Io vado oltre! Il socialismo ha trovato bene l’eguaglianza e male la disuguaglianza. Buoni i servi e cattivi i tiranni. Io ho varcato le soglie del bene e del male per vivere intensamente la mia vita. Io vivo oggi e non posso aspettare il domani. L’attesa è dei popoli e dell’umanità, perciò non può essere affare mio. L’avvenire è la maschera della paura. Il coraggio e la forza non hanno avvenire per il semplice fatto che sono essi stessi l’avvenire che si rivolta sul passato e lo distrugge. La purezza della vita procede soltanto con la nobiltà del coraggio che è la filosofia dell’azione.”

Osservai: “La purezza di questa tua vita mi sembra rasentare il delitto!” Rispose: “il delitto è sintesi suprema di libertà e di vita. Il mondo morale è il mondo dei fantasmi. Là vi sono spettri e ombre di spettri, là vi è l’Ideale, l’Amore universale, l’Avvenire. Ecco l’ombra degli spettri: là vi è ignoranza, paura, vigliaccheria. Tenebra profonda. Forse tenebra eterna. Anch’io sono vissuto, un giorno, là in quella tetra e lurida prigione. Poi mi sono armato di una torcia sacrilega per incendiare i fantasmi e violentare la notte. Quando sono giunto presso i rugginosi cancelli del bene e del male li ho furiosamente abbattuti e ne ho varcate le soglie. La borghesia mi ha lanciato il suo anatema morale e la plebe idiota la sua morale maledizione.

Ma l’una e l’altra sono umanità. Io sono un uomo. L’umanità è mia nemica. Lei vuole stringermi fra i suoi mille tentacoli orrendi. Io cerco di strappare a lei tutto ciò che necessita alle mie brame. Siamo in guerra! Tutto ciò che ho la forza di strapparle è mio. E tutto ciò che è mio lo sacrifico sull’altare della mia libertà e della mia vita. Di quella mia vita ch’io sento palpitare fra le palpitanti fiamme che mi divampano nel cuore; fra quello strazio selvaggio di tutto l’essere mio che mi gonfia l’anima di divine bufere, e che mi fa echeggiare nello spirito scroscianti fanfare di guerra e polifoniche sinfonie di un amore superiore, strano e sconosciuto; che mi empie le vene di un sangue rigoglioso e gagliardo, che sparge in tutto l’involucro dei miei muscoli, dei miei nervi e della mia carne, fremiti diabolici di tripudiante espansione; di quella mia vita ch’io intravedo attraverso la folle visione dei miei fantastici sogni, bramosa e bisognosa di sviluppo perenne. Il mio motto è: camminare espropriando e incendiando, lasciando sempre dietro di me urli di morali offese e tronchi di vecchie cose fumanti.

Quando gli uomini non possiederanno più le ricchezze etiche – unici reali tesori davvero inviolabili – allora getterò i miei grimaldelli. Quando nel mondo non vi saranno più fantasmi, getterò la mia torcia. Ma questo avvenire è lontano e forse non è! E io sono un figlio di questo lontano avvenire, piombato su questo mondo dal Caso alla cui potenza io m’inchino”.

Così mi disse l’Espropriatore in quel lontano meriggio d’agosto mentre il sole ricamava in oro la verdeggiante natura che, profumata e festante, cantava gioconde canzoni di pagana bellezza.

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B$. A$: Sabotaje en tres automóviles

* vivalaanarquia

En pocas palabras podemos explicar por que continuamos con la ofensiva en esta guerra contra todo lo que no nos permite ser libres. El enemigo esta en todos lados, como los sueños de libertad, y nuestros amigos sufren el encierro, el castigo, la tortura, la persecucion. Para mantener esta manera de vivir, muchas personas hasta dan la vida por su trabajo que no es muy agotador ya que se sustenta con la explotacion que es la consecuencia de las guerras que la autoridad gano. Cuando el trabajo pasa de ser una actividad para poder vivir a una justificacion para poder abusar de la ignorancia y la debilidad de las personas, no merece respeto alguno. Por lo tanto nos hacemos cargo de haber quemado tres automóviles casi por completo en Terrada y Santo Tome, en Tres Arroyos y Cuenca, y en Terrada y Margariños Cervantes. Todos ellos autos lujosos estacionados frente a lujosas casas. No nos mudamos de barrio, solo cambiamos nuestros puntos de accion.

Amigxs de la Tierra

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Buenos Aires – Sabotate 3 auto da lusso

In poco parole possiamo spiegare perché continuiamo con l’offensiva in questa guerra contro tutto ciò che non ci permette di esser liberi. Il nemico è dappertutto, come i sogni di libertà, ed i nostri amici subiscono la reclusione, la punizione, la tortura, la persecuzione. Per mantenere questo modo di vivere, molte persone danno persino la loro vita per il loro lavoro che non è così stancante visto che si basa sullo sfruttamento che è la conseguenza delle guerre vinte dall’autorità. Quando il lavoro smette di essere un’attività per poter vivere e diviene una giustificazione per poter abusare dell’ignoranza e della debolezza delle persone, allora non merita alcun rispetto. Per questo ci assumiamo la responsabilità d’aver bruciato, quasi completamente, 3 auto tra Terrada e Santo Tome, Tres Arroyos e Cuenca, Terrada e Margariños Cervantes. Erano tutte auto da lusso parcheggiate davanti a case da lusso. Noi non cambiamo barrio, cambiamo solo i nostri punti d’azione.

Amigxs de la Tierra

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Grecia – Lettera di Gerasimos Tsakalos

*http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/letter-from-gerasimos-tsakalos-member.html

traduzione dall’inglese: Cenere

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SIAMO RABBIOSI

Nella mattinata del 1 Novembre camminavamo nell’area di Pagkrati per agire nel quadro della campagna per la solidarietà internazionale come avevo stabilito insieme al compagno e fratello P. Argirou. A causa, comunque, della curiosità poliziesca di un’impiegata di una compagnia di spedizioni, ovvi errori personali ed il nostro essere circondati dai porci del reparto DIAS e altre forze di polizia che hanno isolato l’area, c’era poco da fare e siamo stati condotti al al piano del reparto dell’antiterrorismo del GADA (sede della stazione di polizia di Atene).

Nonostante l’immediatezza della mia identificazione, uno dei direttori di qualche dipartimento tra calci e pugni mentre stavo fermo e seduto ha urlato “È Makis”, io mi sono rifiutato di dare le mie generalità durante le prime ore, con la speranza di dare tempo prezioso per aiutare i miei compagni. Ci siamo rifiutati di dare le impronte digitali, fotografie, dna e ci siamo rifiutati totalmente di firmare qualsiasi cosa per aiutare questi porci, mantenendo l’ovvia condotta che ogni rivoluzionario dovrebbe avere.

L’interrogatorio è iniziato con le solite offese. Esse erano diminuite temporaneamente quando hanno notato il mio tatuaggio che reca scritto “Cospirazione”, esso gli ha fatto cambiare atteggiamento. Sapendo che loro volevano provare a fare delle foto per renderlo noto io ho chinato il capo per impedirglielo. Dopo la loro pretesa di condurmi nella camera di detenzione, mi hanno fatto uscire dal corridoio del 12° piano dove, tirandomi per la testa, mi hanno detto di guardare dove stavo andando. In quel momento sono stato fotografato dalla videocamera che era in corridoio. Ed è la fotografia che è stata rilasciata dopo il nostro arresto. Così inizia un interrogatorio che è continuato grossomodo 3 giorni che prendeva forma in base a cosa succedeva fuori. Irritati dalla continua ripetizione della mia risposta “Non ho niente da dire” hanno iniziato a provocarmi di nuovo con offese e provocazioni riguardo a conoscenti e non. Le domande venivano fatte in due stanze, e in una delle due, dove potevo comunicare con l’avvocato e mia madre, l’ultimo giorno un agente dell’antiterrorismo mi ha informato che in entrambe le stanze c’erano microfoni e videocamere.

Per il mio DNA, dopo l’arresto, le mie calze sono state subito sequestrate per prelevare un campione, ed anche durante il mio trasporto, mentre loro mi tenevano la testa chinata, qualcuno con guanti chirurgici mi ha tirato via forzatamente un capello, di nuovo per un campione di DNA. Il loro stress e la loro ansia aumentavano, vedendo la nostra reticenza alle loro domande, mentre allo stesso tempo fuori i pacchi bomba continuavano ad essere consegnati ai destinatari, come concordato dal piano dell’organizzazione. Le minacce aumentavano, dicevano che mi avrebbero ucciso sul monte Imitos e che mi avrebbero gettato dalla finestra se ci fosse stato qualche problema su qualche aeroplano. Ovviamente loro si riferivamo all’aeroplano che era atterrato in Italia a causa del pacco per Berlusconi. Il loro straparlare arrivò alla mia presunta presenza negli ultimi tempi in nightclub e che da lì mi avevano rintracciato, che l’impiegata della compagnia di spedizioni era morta a causa del pacco e altre falsità, cercando di creare qualcosa dal nulla.

Tutto ciò non è riportato in quanto vittima della violenza poliziesca, visto che non mi sento per nulla così, ma al fine di comunicare alcune mie esperienze personali, così se un combattente dovesse avere un momento “sfortunato”, così ha un quadro preciso della situazione che dovrà affrontare. Le minacce e la violenza da parte dei poliziotti è qualcosa di previsto e comprensibile in quanto caratteristica del loro ruolo. Peraltro, migliaia di prigionieri hanno sofferto dure torture ovunque nelle locali stazioni di polizia, ciò rende civile il loro comportamento nei miei confronti. Non chiediamo una polizia migliore o la sua umanizzazione, ma la sua assoluta distruzione tramite la scelta di un attacco continuo. Non ci sono poliziotti buoni o cattivi, ci sono solo poliziotti e l’organizzazione rivoluzionaria dovrebbe sempre attaccarli in ogni modo.

Io sono un membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, appartengo al movimento anarchico-rivoluzionario e di questo ne sono orgoglioso. Rappresento una nuova corrente, il Nichilismo Rivoluzionario e l’Anarchismo Antisociale. Io credo che il potere non è solo rappresentato dalle leggi, dalla polizia, dai giudici, dalle prigioni e dai politici. Né questa amministrazione è priva di responsabilità. L’esatto opposto. Tutti questi individui che occupano posizioni di potere sono una fila di bugiardi, imbroglioni, sadici, che prendono una serie di decisioni devastanti per tutti noi. Questo fatto è incontrovertibile. Chi, in ogni caso, li vota? Chi li rispetta chinando il capo? Chi li ammira e vuole somigliargli e che somiglino loro anche i figli? Chi resta passivo di fronte alle grandi ingiustizie che commettono? La risposta è solo una. LA SOCIETA’. Essa li sceglie, dà loro il potere di decidere in suo nome. E se accettiamo che ognuno può sbagliare, facendo di continuo sempre gli stessi tragici errori, a me sembra volontario. Così, anche quando la massa si lamenta riguardo ai propri stipendi, essi accettano tuttavia (e qualche voltano ricercano) i comandi tirannici dell’autorità. Essi le permettono di spiare la città con le videocamere, di equipaggiare l’esercito con nuove armi, di riempire le strade di poliziotti, di dare ordini attraverso i teleschermi, quando sarebbe sufficiente dire di NO. Un NO urlato, decisivo e pratico. No all’oppressione, no allo sfruttamento, no al compromesso. Comunque, soprattutto dietro al machismo espresso dall’autorità nei confronti delle famiglie, copre la loro codardia e il loro non voler prendere la vita nelle proprie mani. La rinuncia alla vita. Ecco perché mi dichiaro Anarchico Antisociale. Perché credo che le stesse relazioni sociali vadano sfidate continuamente, visto come sono sviluppate oggi. Rigetto tramite l’azione e la critica la massa che supporta e dipende da queste relazioni alienate. Io sono un nemico del regime e della società stessa nella sua forma attuale. La fede nella maggioranza degli oppressi, nella “assoluzione” della loro passività e il loro riconoscimento come un soggetto rivoluzionario dormiente vista l’oppressione esistente, non ci convince più. Di tutta questa massa, noi dobbiamo tramite i nostri discorsi e le nostre azioni colpire le prerogative di sottomissione che la dominano, per creare le minoranze che rifiuteranno i valori della cultura dominante tramite la Coscienza e l’Etica Rivoluzionaria. Solo attraverso la dignità, l’orgoglio e l’onore possiamo raggiungere l’obiettivo teoretico nella scelta dell’azione. Autorganizzazione, solidarietà e rabbia armano i nostri desideri. La teoria pratica della distruzione dell’esistente in tutte le sue forme, dovrebbe diventare il fine che unirà i gruppi minoritari in una prospettiva Rivoluzionaria. Siamo in guerra contro questo sistema e i suoi vassalli. Siamo in guerra con una società che è caratterizzata dalla sua fiducia nelle delusioni elettorali, dalla paura del disordine e alla fine dal terrore del cambiamento in qualcosa di nuovo, qualcosa di imprevedibile. Piccolo-borghesi, proletari, borghesi, immigrati sono differenti gruppi ai quali il potere, agendo più acutamente rispetto al cinismo che la sua oratoria possedeva negli scorsi decenni, offre la possibilità di un’evoluzione sociale. Una prospettiva auspicabile per molti, ma fattibile solo per qualcuno. Una prospettiva che calma chiunque, mantenendo la fiducia nel sistema connessa fortemente alle loro ambizioni personali. Così, disperati gruppi sociali condividono lo stesso desiderio di conservare l’esistente, facendone un caposaldo delle loro scelte.

Sicuramente con la nuova crisi economica e sapendo che essa è solo all’inizio, comprendiamo che adesso i privilegi della classe media e di quella più povera sono minacciati, è di nuovo il momento di vedere il proletariato come un soggetto rivoluzionario. Per noi l’ideologia dominante del sistema è l’economia, che conduce la massa di individui e a questi “offre” sia la promessa di abbondanza di beni materiali che la paura della povertà e della miseria. Se queste conseguenze negative saranno frutto in futuro della crisi economia avvicineranno queste minoranze al rifiuto del sistema, e questo è sicuramente qualcosa di positivo.

L’esame dell’ultimo secolo e le condizioni dopo le crisi, come quella economica che stiamo vivendo oggi, mostrano che l’insoddisfazione temporanea quasi mai si trasforma in un rifiuto totale e in una rottura. Per questo motivo noi non cerchiamo la diffusione delle nostre parole e delle nostre azioni usando come avanguardia solo le difficoltà della situazione economica, qualcosa che potrebbe essere semplicemente una fase transitoria del capitalismo stesso, ma sottolineiamo che la povertà esistente al momento è una conseguenza permanente di questo mondo.

Desideriamo creare una rete internazionale di dozzine di organizzazioni illegali e di individui, che con continui attacchi e decisioni supporteranno la diffusione di una nuova guerriglia rivoluzionaria. Lontani dai tabù che diffamano il senso e la scelta della lotta. Le molotov, le bombe, le pietre, le pistole, sono semplicemente i mezzi che il soggetto usa e le caratteristiche che egli sceglie. Quindi facciamoli nostri, e lasciamo che diventino un pezzo della multiforme e diffusa guerriglia urbana. Non crediamo negli “esperti della violenza”, nei pionieri rivoluzionari o nella gerarchia dei mezzi basata sulle conseguenze legali o sul feticismo. La coscienza e il risultato definiscono i mezzi che tu userai per ogni obiettivo. Ci sono stati, ci sono e continueranno ad esserci individui che collettivizzeranno i loro rifiuti, condivideranno esperienza, si organizzeranno in formazioni rivoluzionarie, si prepareranno e attaccheranno. Essi rifiutano totalmente il sistema esistente, rischiando la loro vita e la loro libertà per ciò che le loro coscienze e la loro dignità rappresentano. Diffondono la guerriglia urbana perché chiunque può diventare un pezzo di essa e farla andare avanti. Con coscienza, responsabilità, disponibilità e immaginazione, traendo informazioni e usando i materiali che sono largamente in commercio, si possono fare attacchi anche molto efficaci. L’aggiornamento costante delle infrastrutture materiali e tecniche, come la costante ricerca teoretica e la crescita dei rivoluzionari e delle loro formazioni. È nostro compito diventare più pratici, più diretti, più precisi e più pericolosi. Dalla teoria alla pratica, ecco cosa vogliamo rappresentare e in questo saremmo assolutamente coerenti.

Incuranti del fatto che ci sia o meno la prospettiva di un conflitto di massa contro il sistema, noi viviamo e agiamo adesso. Per la soddisfazione del nostro EGO e per la realizzazione individuale dei nostri desideri che sono collettivizzati tramite le infrastrutture della diffusa guerriglia rivoluzionaria.

Promuoviamo la creazione e l’autorganizzazione di gruppi illegali che, come punta di diamante delle loro mosse, mirano alla distruzione dei simboli materiali e dei rappresentanti del sistema. Vogliamo, inoltre, includere come parte integrante della nuova guerriglia urbana, il rifiuto a lavorare come atto inseparabile dal resto delle scelte di lotta. La rapina di banche e obiettivi capitalistici, il saccheggio organizzato nei templi del consumismo, il furto dei prodotti dai supermercati e da altri grandi negozi non è nulla di più che l’applicazione della teoria alla pratica. Ci rifiutiamo di vivere in schiavitù salariata e scegliamo un’altra vita, quella del saccheggio della ricchezza custodita dalle banche e dai ricchi e l’illegalismo in un mondo dovere l’ingiustizia e lo sfruttamento sono legge.

Le proteste dovrebbero assumere un carattere conflittuale quando è fattibile e i compagni dovrebbero sfruttare la massa di “indignati” piccolo-borghesi che affollano le proteste-funerali dei sindacati, in modo da poter provocare ingenti danni ad obiettivi che sono in punti centrali nelle strade con la tattica del “mordi e fuggi”.

Ritornare a fare barricate e superare il senso di colpa che dopo il 5 di Maggio (la protesta di massa dove l’incendio di una banca mentre ancora impiegati e clienti erano dentro provocò la morte per soffocamento di tre persone) gioca il suo ruolo di argine della violenza insurrezionale.

Con la creazione di infrastrutture illegali e l’organizzazione e la solida preparazione degli attacchi per evitare questo tipo di incidenti in futuro. La condanna generale dei mezzi della lotta non può rappresentare una chiusura mentale dietro la quale si cela il compromesso con le forme di “lotta” riformistiche che lo stesso sistema tollera.

Moltiplicare, inoltre, i gruppi rivoluzionari e portare alla ribalta della vita quotidiana la bellezza dell’azione diretta. Non arretrare nemmeno di un centimetro verso i nemici della libertà, andare all’attacco per primi con tutti i mezzi per portare la paura nei loro “covi” dai quali controllano le nostre vite.

In quanto ostaggio adesso, voglio anche dire in maniera concisa, come intendo io la solidarietà.

La solidarietà è il principio sul quale le vere relazioni dei compagni dovrebbero essere costruite e diventare l’inizio per la creazione di processi rivoluzionari. Non dovrebbe essere orientata verso il vittimizzare i prigionieri e limitarsi alla condanna dell’arbitrarietà poliziesca. Inoltre è la logica di alcuni anarchici avere l’ansia di approcciarsi alla decadente maggioranza sociale scegliendo la posizione indolore della difesa al fine di diffondere certi casi di prigionieri anarchici. Sicuramente ci sono montature e casi dove le relazioni tra individui vengono criminalizzate, questo, comunque, non significa che il nostro ruolo di rivoluzionari è concentrarci su questo senza aggiungere nulla. Noi siamo rivoluzionari, non avvocati i cui discorsi si limitano alla legale arbitrarietà dei poliziotti e dei giudici. È soprattutto questo il loro ruolo. Dovremmo anche considerare la solidarietà come una situazione chiaramente amichevole, che tuttavia ci porta spesso non al giudizio dei casi o della condotta dell’arrestato, ma a considerare se egli è benvisto o conosciuto dal movimento. In questo modo, gli individui con un comportamento dignitoso che non sono, comunque, conosciuti, o stimati dagli altri vengono dimenticati sull’altare di quelle relazioni “privilegiate”. La solidarietà dovrebbe essere un agire aggressivo lontano dal tipo di amicizie che non possono essere la prerogativa per la mobilitazione delle persone riguardo a un caso. Perché in questo modo torniamo ai modelli e alle relazioni che riproducono la cultura dominante e non l’antiautoritarismo rivoluzionario. Per me la solidarietà è un invito costante alla lotta, è la continuazione e lo sviluppo dell’azione rivoluzionaria per la quale i compagni vengono catturati.

Essa è un attacco costante contro il sistema e la società, un atto dove le parole prefabbricate, innocente, colpevole, non servono. Perché come rivoluzionari è nostro dovere essere sempre colpevoli nei confronti di questo sistema, sempre dannosi e sempre fieri delle nostre scelte. Non veniamo perseguitati per le nostre idee, ma perché ci sembra poco non tramutarle in azione.

In conclusione, voglio ripetere cosa ha scritto la nostra organizzazione, e io sono pienamente d’accordo, lontane da noi le “iene della solidarietà”. Questa squallida minoranza che come spine permanenti è parassita del movimento e dei suoi processi. Essi diffondono voci e gossip in “assemblee” nei bar, o tramite i loro telefonini, essendo indifferenti al fatto che così mettono a rischio le persone, trasformando in un gioco la condizione di segretezza dell’esistenza di una infrastruttura o la realizzazione di un’azione. L’irresponsabilità e i residui di periferia conducono questi individui a fare il gioco della polizia, visto che infatti queste conversazioni conducono a tale esito. Un recente esempio è la gestione dell’incidente del 5 Maggio da una parte del movimento. Un atto che io ovviamente condivido, l’incendio della banca, che però è stato eseguito nella maniera peggiore e ha provocato il triste risultato di tre morti. Alcuni anarchici, influenzati ovviamente dalla tattica dei Media, hanno trasformato gli anfiteatri in “corti di tribunale” delle quali essi erano presidenti, conosciuti come la feccia del movimento anarchico, e i loro “verdetti” si univano alle ricerche dei poliziotti per trovare le persone. Ecco perché la nuova generazione del movimento anarchico è stata presa di mira, quando il loro unico “errore” è stato girare le spalle a tutti questi anarco-padri degli anfiteatri, organizzarsi da soli, mescolarsi nelle strade, vivere le esperienza che ti rendono un vero nemico di questo sistema e che ti fanno passare all’attacco. A tutti questi viscidi politicanti diciamo un’ovvietà, questo comportamento non è stato dimenticato, ecco perché essi non dovrebbero nemmeno avere il coraggio di avvicinarsi al caso della Cospirazione o di presentarsi in tribunale per qualsiasi motivo. In caso contrario ci sarà un incontro faccia a faccia lì o altrove. Quei pochi seguaci che vogliono essere come loro dovrebbero farsi sfottere e dare spazio a molti nuovi individui con un sano modo di pensare e con la dignità rivoluzionaria di agire.

Con questa spiegazione ulteriore tutti capiranno che io non mi sto riferendo all’intero movimento anarchico/antiautoritario, ma a una miserabile minoranza di spie e pettegoli. Chiunque crede che noi siamo contro le azioni di solidarietà per i combattenti prigionieri, probabilmente non ha mai letto i nostri comunicati. Comunque tramite la mia azione come una voce del Coordinamento d’Azione dei Combattenti Prigionieri, o tramite i comunicati della nostra organizzazione, le questioni dei prigionieri erano e sono la nostra discussione giornaliera e hanno un peso importante nel nostro pensiero. Perché chiunque dimentica i prigionieri dimentica di conseguenza la guerra stessa. Dunque, Io rispetto gli anarchici che usano differenti mezzi, ma basati su sani processi rivoluzionari, agendo dando forza a tutti noi che siamo qui e allo stesso tempo provocando la rottura con il sistema esistente. Le azioni che promuovono la solidarietà aggressiva le supporto assolutamente, visto che le considero il miglior punto di partenza per la nascita e lo sviluppo delle percezioni e dei processi.

Infine, mando il mio rispetto e la mia amicizia ai gruppi armati Rivoluzionari-Nichilisti che hanno movimentato la situazione nelle ultime proteste ad Atene e verso di loro alzo il mio pugno da dietro le mura. Saluti di guerriglia alle organizzazioni della nuova guerriglia urbana e ai furiosi compagni di Salonicco e della Periferia, che dimostrano che nulla è finito, bensì che una nuova guerriglia urbana ha ora inizio

NIENTE MENO CHE IL TUTTO

LOTTA PER LA RIVOLUZIONE

RISPETTO E SOLIDARIETA’ AI GUERRIGLIERI DELL’ORGANIZZAZIONE 17 NOVEMBRE E AI PRIGIONIERI POLITICI E NON CHE AGISCONO CON DIGNITA’

SIAMO IN GUERRA

Gerasimos Tsakalos

Membro della Cellula dei Membri Prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su Grecia – Lettera di Gerasimos Tsakalos

Italia – ALF libera 5 beagle

COMUNICATO ANIMAL LIBERATION FRONT (ricevuto da FermareGreenHill in forma anonima)

fonte: http://www.fermaregreenhill.net/wp/alf-libera-5-beagle-dalla-vivisezione/

In una calda notte d’agosto, cinque splendidi cani beagle sono stati salvati dalla vivisezione. Presi in un abbraccio e portati verso una nuova vita.
Questi cani sono nati nell’allevamento “GREEN HILL” di Montichiari (BS) e, dopo aver passato anni nei laboratori della farmaceutica “RECORDATI” di Milano, sono finalmente lontani dalla prigionia e dalle sevizie dei vivisettori.
Per liberarli da questo freddo mondo della ricerca non è stato necessario entrare negli stabulari pieni di allarmi, ma è stato sufficiente farli sparire dall’allevamento\pensione “CASCINA CROCE” di CORNAREDO(MI) in cui sapevamo di trovarli durante la chiusura estiva del laboratorio.
Un muro da saltare, un box da aprire e, in pochi minuti, cinque nuovi amici sono stati salvati.
Ora non sono più cavie da esperimento, non sono più numeri, ma individui con una propria personalità in grado di dare e ricevere affetto e di vivere una vita lontana dagli aguzzini. L’unico ricordo di quel terribile passato rimane il tatuaggio dentro un orecchio, con le lettere GH ben leggibili.

Adesso che sono al sicuro nelle loro nuove famiglie possiamo finalmente diffondere fotografie e video e rendere nota questa notizia, tenuta a tacere dai media e dalla Recordati stessa.

Animali come questi sono creati apposta per servire gli interessi delle multinazionali del farmaco e di una cosiddetta “ricerca” che vede in ogni essere vivente (umano o animale che sia) una fonte di profitto economico.
Milioni di animali vengono utilizzati annualmente per sperimentare prodotti chimici, cosmetici, pesticidi,erbicidi, farmaci,armi,etc.
Sono sottoposti ad operazioni, fratture, costretti ad ingerire o respirare sostanze, costretti a subire ogni sorta di violazione dei loro corpi e delle loro menti fino alla morte quindi all’autopsia ed infine al forno crematorio.
Sfruttatori in doppio petto o in camice bianco, con la scusa del progresso scientifico e sociale, si permettono tutte queste atrocità.
Un numero crescente di persone si oppone alla vivisezione e allo sfruttamento degli animali.
Le nostre voci e le nostre proteste passano però troppo spesso inascoltate!
In un mondo in cui la vivisezione è legale e viene finanziata dai governi, l’azione diretta è una risposta necessaria per salvare subito delle vite e per urlare al mondo il dolore che provano milioni di esseri viventi.

ANIMAL LIBERATION FRONT

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$hile – El fuego en la oscuridad: Balance sobre la campaña ofensiva y la nueva subversión contra el Estado-Capital.

* hommodolars.org

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INTRODUCCIÓN

“no vemos a la violencia rebelde como el elemento que hará caer el capitalismo, como nos dicen nuestros críticos. La violencia rebelde, difusa, horizontal, autónoma, sin jefes ni partidos que nos digan cuando hay que atacar o replegarse, es un elemento más en un proceso que junto con otros elementos de crisis podría, potencialmente materializarse en proceso insurreccional. Hacia allá nuestras apuestas, en esta línea nos jugamos la libertad y la vida.”

Caso Bombas” le ha llamado la prensa del poder, en esa irrefrenable tendencia a instalar nombres rimbombantes, categorías y conceptos fáciles que pauteen las percepciones de la realidad y la manera de pensar a millones de ciudadanos-borregos orgullosos de ser esclavos. Pareciera una escena sacada del libro 1984 de George Orwell, donde una masa enfervorizada grita “la guerra es la paz” y dirigen su odio contra el enemigo de turno que les señala el Estado. Como es de sobra conocido, el 14 de Agosto de 2010, una triada conformada por el Ministerio Público, las policías y la prensa se abalanzó sobre varias casas okupa y casas particulares de compañeros y compañeras que son parte del mundo autónomo y anticapitalista, todo ello direccionado por el ministerio del Interior, quien ha movido los hilos y ha otorgado el piso político para la operación represiva. En este guión no faltaron los elementos hollywoodenses: helicópteros policiales, equipos asalto del GOPE de Carabineros y ERTA de la Policía de Investigaciones, frenazos de vehículos, gritos, mujeres tiradas al suelo y apuntadas con armas ante el terror de sus pequeños hijos, puertas derribadas, cerreras, destrucción, compañeros en el suelo esposados y todo aquello que da emoción y adrenalina a los policías. Nada como abusar contra el débil y patearlos en el suelo, ahí todas las horas de entrenamiento cobran sentido…valió la pena. Mientras el terror del Estado se despliega en toda su magnitud, Peña y su banda sonríen satisfechos, Hinzpeter recibe su llamada…salió todo bien jefe, mientras tanto la prensa prepara su ritual de buitre para comer lo que sobre. El resultado de todo esto ha sido 10 compañeros y compañeras que se encuentran en este momento en prisión hasta que la Fiscalía presente sus “pruebas”. Además la razzia ha traído la criminalización del mundo punk más contestatario, del anarquismo como ideología en su conjunto, del movimiento social okupa y en general de cualquiera que difiera radicalmente del orden capitalista, señalándolo como potencial culpable, de hecho, se dice que cerca de 300 personas (hasta donde se sabe) son investigadas por el Estado consideradas sujetos de interés. La sociedad del hipercontrol y la televigilancia de alta tecnología ya está aquí y se muestra en toda su realidad abandonando su viejo traje de ciencia ficción.

Toda esta escalada represiva ha estado condimentada por actuaciones donde el Estado ha jugado al borde de su propia legalidad, como han sido las presiones del ministerio del Interior para que fuera cambiado el fiscal que llevaba el caso, o la presentación de pruebas rayanas en lo ridículo durante la audiencia de formalización, sustentada en una delirante y disparatada tesis que ha contado con el ferviente e histérico aplauso de la prensa oficial. Cabe recordar algunos de los episodios más pintorescos protagonizados por los medios de incomunicación en esta ruina moral del periodismo. Un lugar destacado lo ocupa el programa de TV “Informe Especial”, que aparte de mostrar morbosamente las fotos del cuerpo inerte de Mauricio Morales, se remitió a repetir los argumentos de la fiscalía y del equipo de Peña con algunas cuñas de los abogados defensores, sólo para no parecer el departamento de comunicaciones de la fiscalía. “Fiscal bueno viene en frasco chico” declaraba La Cuarta cuando fueron detenidos los y las compañeras mientras la policía destruía sus casas, en un titular inclasificable sin tener que rebajarse y usar el lenguaje que habitualmente ocupa este diarucho dirigido por burgueses al mando del grupo Saieh y que impunemente se hace llamar “diario popular”. En cuanto a los canales de televisión, todos sin excepción aplaudían las acciones de la policía y no podían contener sus sonrisas ante los compañeros esposados y detenidos; Punto aparte, y especialmente proactivo ha sido el duopolio El Mercurio – La Tercera, no sólo siendo vocero de la fiscalía y accediendo a partes del proceso que ni siquiera la defensa tiene, sino que ha ido pauteando la investigación y apuntando previamente quién debe ser señalado como culpable, todo ello en virtud de su acceso privilegiado a las fuentes policiales. Con respecto a este punto, como todos aquellos que han sido marcados por la dupla delictual El Mercurio-La Tercera, luego han resultado golpeados represivamente, convendría poner especial atención a los últimos sospechosos señalados por los periodistas-policías, y éstos no son otros que los medios de contrainformación que repetidamente han sido apuntados como medios y espacios que promueven las acciones violentas. No sería raro, que en un futuro próximo nos viéramos con una nueva camada de compañeros y compañeras en prisión donde estén incluidos quienes trabajan o participan de las páginas y medios de contrainformación. Una vez más, debemos decir que no tenemos nada de qué lamentarnos o victimizarnos, sólo damos cuenta que en esta guerra social hay que dar y recibir. Esperemos que esto también lo tengan presente los voceros del poder que se autodenominan periodistas.

BAJAR EL TEXTO AKI

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$hile – Juan Aliste Vega: “La Batalla de los Sentidos”

Los campos de concentración y exterminio creados con la desquiciada intención de destruir vidas, mentes y físicamente”.

Parece un párrafo del pasado, de alguna guerra en blanco y negro, guión de otros tiempos, disociado de un presente cuyo norden social es ejemplar.
La democracia funciona y la cárcel es uno de los pilares donde se sustenta el estado, consecuencia de un sistema injusto y profundamente desigual. La representación y el reflejo cruel de un modelo represivo aplasta al pueblo pobre, encarcelándolo, haciéndolo prisionero para su control y exterminio.
Todo huele a cárcel, no sólo al hedor de la prisión, también las calles, sus escaleras, las cámaras, el micro, el metro, el liceo, la universidad, el trabajo, los hospitales; todo un modelo incrustado, legitimado, impuesto.
Lo nuevo llega de la mano de la democracia de los ricos, amparados en un discurso-estrategia que criminaliza y estigmatiza la pobreza. La delincuencia y el rentable negocio de las cárceles se posesiona de los nuevos tiempos políticamente. El estado represor, perpetuador del status quo que garantiza extrema miseria y extrema riqueza, responde con más represión y más cárceles, concesiones privadas en estructura y funcionamiento.
La cárcel es entonces un negocio redondo, es más rentable que la inversión del estado en vivienda o educación. Un preso es una inversión segura en lo económico y un laurel en lo político, así la concesión en manos de privados hace prósperos empresarios a aquellos que lucran con crueldad, con las vidas de los pobres, con la garantía de recibir un pago fijo y sin retraso por cada preso encerrado en sus modernas mazmorras. En Chile los presos somos producto abundante para las hienas del empresariado.
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COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO – COMMANDO HORST FANTAZZINI – UNA RETE INTERNAZIONALE


* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/conspiracy-cells-of-fire-commando-horst_09.html

traduzione dall’inglese: cenere

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COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO – COMMANDO HORST FANTAZZINI – UNA RETE INTERNAZIONALE DI AZIONE E SOLIDARIETA’ – FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE

La solidarietà è un attacco costante contro il sistema e la società, un atto dove le parole costruite, innocenza, colpevolezza, non servono. In quanto rivoluzionari è nostro compito essere sempre colpevoli nei confronti di questo sistema, sempre pericolosi e orgogliosi delle nostre scelte. Non veniamo perseguitati per le nostre idee, ma perché ci sembra troppo poco non dare a queste una realizzazione pratica nelle azioni.(Gerasimos Tsakalos membro della cellula prigioniera della Cospirazione)

La solidarietà reale tra coscienze rivoluzionarie e gruppi di compagni è ciò che i padroni temono di più, è l’idea di una prospettiva che fa tremare la terra sotto i piedi della feccia che ci definisce terroristi.

Oggi esprimiamo la nostra assoluta solidarietà ai compagni che in tutto il mondo hanno passato lo schifo della prigione senza chinare il capo, senza inginocchiarsi, senza pentirsi neanche un momento. Domani saremo insieme a loro nella lotta. Questo periodo si adatta alle masse che si presentavano a Cesare dicendo “morituri te salutant”. Comunque mentre la maggioranza della società addormentata guarda lo spettacolo della sua stessa morte, mentale e fisica, ci sono ancora Persone che si ostinano a disobbedire e ribellarsi. È una delle poche volte dove quasi contemporaneamente in molte metropoli europee e non solo, il dissenso viene espresso a Londra, Parigi, Roma e Atene.

Di fronte alle nuove sfide della nostra era con la società che è una struttura carceraria senza limiti e la Fortezza-Europa che predispone la fondazione della nuova classe Europea che emargina e rimuove come non necessari quelli che non vengono armoniosamente assorbiti nella macchina produttiva (minoranze etniche, come a Roma e in Francia, disoccupati, poveri), desideriamo per la nostra insubordinazione andare oltre gli stretti limiti geografici della Grecia al fine di incontrare e di agire insieme ai gruppi di compagni di tutta Europa e del mondo intero in modo da unire i nostri pugni contro i guardiani della nostra vita.

Qualche tempo fa abbiamo diffuso un appello alla solidarietà internazionale per l’imminente processo del 17 Gennaio a carico dei membri e dei compagni della nostra organizzazione così come di altre individualità. In breve tempo azioni e gesti solidali sono arrivati da tutte le aree dell’insubordinazione che rafforza la gioia selvaggia di vivere e ci fa percepire l’aspetto autentico della rivoluzione. In Grecia i compagni del gruppo incendiario “guerrieri della coscienza rivoluzionaria hanno dato fuoco ad una concessionaria rispondendo alla chiamata solidale per l’imminente processo del 17 Gennaio e hanno passato il testimone ai compagni di Salonicco che hanno dato vita ad una serie continua di attacchi incendiari. Nello stesso tempo i compagni all’estero hanno risposto subito alla chiamata, dalla dichiarazione del gruppo “Células Autónomas de Revolución Inmediata – Praxedis G.Guerrero”, con la collocazione di un ordigno incendiario del FLT-México nella Renault in Messico contro il summit per il cambiamento climatico, con la collocazione di una bomba fumogena a Portland in un bar privato per poliziotti, con l’attacco esplosivo dei compagni argentini contro l’ambasciata greca, le pietre contro la stazione di polizia a Bristol, fino al ben mirato invio di pacchi esplosivi dai fratelli italiani della FAI-Cellula rivoluzionaria Lambros Foundas.

Per tutti questi motivi nel mondo e quelli che abbiamo già menzionato, consideriamo che oggi più che mai è desiderabile, oltre che fattibile, creare insieme una rete internazionale di individualità anarchiche e gruppi di solidarietà.

Noi non vogliamo parlare con la grande ampiezza delle acrobazie teoretiche e delle stime ipotetiche. Qualche anno fa, il 21/12/2003, i compagni della FAI pubblicarono una lettera aperta al movimento anarchico e antiautoritario con la prospettiva di creare una Federazione Anarchica Informale internazionale. Qualche anno dopo, noi come Cospirazione delle Cellule di Fuoco consideriamo che i valori fondamentali della “lettera” continuano ad essere una costante scommessa in vigore e vogliamo con tutta la nostra forza contribuire in questa direzione. Usando quindi le caratteristiche principali del testo dei compagni della FAI noi vogliamo dare la spinta per la proposta di una rete anarchica internazionale.

Ciò che proponiamo è di realizzare una rete internazionale di gruppi di compagni, antiautoritari e caotici, con struttura orizzontale, aperta a chiunque voglia agire, individualmente o collettivamente, senza politicismi in modo da soddisfare il desiderio di vivere qui e ora.

Ognuno con i suoi amici e compagni può creare una cellula autonoma di azione, nella quale la ricerca teoretica coesiste in armonia con la sua corrispondenza applicazione pratica. Attraverso la realizzazione di azioni, a prescindere dal danno materiale (dallo scrivere slogan e danneggiare le banche o negozi di lusso ad attacchi incendiari-esplosivi e esecuzioni dei rappresentanti del sistema) ogni cella con i suoi comunicati parteciperà in aperto dialogo con la rete e anche con la più ampia cerchia radicale. La comunicazione sarà basata sulle rivendicazioni e la diffusione di teorie attraverso gli strumenti della contro-informazione che il movimento anarchico possiede (pubblicazioni,flyers, pagine internet, adesivi, opuscoli, etc.). In questo modo tutte quelle situazioni (presumibilmente riunioni complici negli anfiteatri, gli interventi nelle assemblee, i gossip nei bar) che sono “vulnerabili” al dominio di leader informali o possono essere obiettivo di una spia della polizia o di un traditore che attraverso le sue notizie può far cadere una parte dell’organizzazione o tutta come un castello di carta, saranno abolite.

Attraverso ogni rivendicazione è possibile aprire una tematica da discutere (esempio il problema immigrazione), per organizzare una spedizione di solidarietà (ad esempio per un processo di alcuni compagni) o rendere nota una situazione (ad esempio le condizioni di isolamento nelle prigioni) o anche semplicemente segnalare l’esistenza di focolai di resistenza contro il sistema. Come è stato menzionato in passato dai compagni della FAI “Ogni gruppo o singolo una volta iniziata una campagna di lotta attraverso azione e conseguente comunicato verrà seguito dagli altri gruppi/singoli secondo i propri tempi e modalità”. Le azioni di ogni gruppo saranno seguite dalla loro firma. Soprattutto negli appelli internazionali la tempistica appropriata verrà fornita in maniera tale che i compagni di ogni paese potranno mettere insieme gli elementi necessari per aiutare nella realizzazione della campagna. Non dimentichiamo che la distanza chilometrica sarà coperta, oltre i contatti personali dove e se ritenuti necessari, attraverso i comunicati e i testi di riflessione, che devono essere soprattutto istruttivi e informativi. In questo frangente veloci traduzioni da parte degli stessi gruppi e altri compagni sicuramente aiutano.

Ancora per chiarire le cose nel nostro contributo di una creazione-supporto alla FAI – Rete Internazionale vogliamo ribadire che la nostra proposta, che supporta la campagna delle cellule della FAI, è una proposta di teoria pratica. Stiamo parlando di una rete di azione diretta dove le nostre posizioni e i nostri valori verranno propagandati contemporaneamente e saranno giudicati attraverso le azioni dell’attacco diretto contro il regime. Mettendo nell’asse centrale della Rete – Federazione la solidarietà rivoluzionaria, ci riferiamo a tutte le forme aggressive di azione (manifesti,cortei,slogan,eventi) così come le azioni armate contro le strutture e individui responsabili dell’isolamento dei compagni. Sicuramente la nostra solidarietà non ha alcuna relazione col supporto tecnico-legale. La società borghese offre sufficienti avvocati, assistenti sociali o preti, perché i rivoluzionari possano occuparsi di altro” (FAI – Lettera aperta al movimento anarchico-antiautoritario).

Infine non dimentichiamo chi è il nostro nemico in questa guerra. Sappiamo che lo stato ufficiale dispiegherà tutte le sue forze contro il nemico interno. Sappiamo inoltre che la maggior parte della società spesso nasconde in sé uno stato informale, più conservatore, più fascista, più inumano che lo stato stesso. Di fatti è sicuro che certe minoranze sociali sono più anarchiche che gli anarchici ufficiali e più rivoluzionarie dei rivoluzionari di professione.

Dichiariamo la nostra guerra con l’autorità di invitare oggi amici e nemici a prendere posto “e noi sappiamo che sarà una minoranza che farà la rivoluzione, quanto bene armata possa essere, ma dall’altro lato, siamo determinati a non mettere da parte la rivoluzione fino a quando tutti saranno pronti”.

Inoltre ci rivolgiamo ancora ai compagni, amici e gruppi in Italia, Argentina, Messico, USA, Inghilterra, Cile, Brasile, Spagna, Germania, Francia, Belgio e ovunque i fuochi di resistenza contribuiscono con le loro mosse in modo che noi trasformeremo il processo del 17 Gennaio per il caso dell’Organizzazione Rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco nella corsa in un attacco contro le strutture del sistema. Perché sappiamo che il processo durerà a lungo, dunque consideriamo questo periodo un periodo belligerante e una buona opportunità per nuovi attacchi.

Allo stesso tempo inviamo i nostri saluti rivoluzionari causando rumore e caos nei campi di concentramento delle metropoli agli ostaggi imprigionati in tutto il mondo.

Gabriel Pombo da Silva, Thomas Meyer Falk in Germania, Marco Camenisch, Luca Bernasconi, Costantino Ragusa, e Silvia Guerini in Svizzera, Jock Palfreeman in Bulgaria, Abraham Lopez, Adrian Magdaleno Gonzales, Braulio Arturo Duran Gonzales in Messico, Marcelo Villarroel, Freddy Fuentevilla e i prigionieri del “caso bombas” in Cile, Jean Marc Rouillan in Francia.

Sappiamo che dietro l’imprigionamento di ognuno dei nostri compagni c’è una scelta chiara che è stata colpita. Per questo consideriamo importante che gli appelli individuali e le spedizioni di solidarietà promosse da ogni singolo caso siano organizzate dai gruppi. È necessario che noi resistiamo alle falsità dei Media che stravolgono i casi dei compagni imprigionati, li isolano e alla fine li nascondono in modo che essi vengano dimenticati. L’unico modo possibile di rompere il muro di silenzio è attraverso le nostre azioni per dare la parola agli ostaggi la cui possibilità di essere “liberi” è stata portata via. Vogliamo sabotare l’isolamento, diffondere i casi di ognuno di loro, i loro pensieri, le loro scelte, le loro lotte. Non si tratta di nomi presi da una guida telefonica, essi sono COMPAGNI e non solo soli. Invitiamo i prigionieri stessi e i gruppi di azione a loro vicini a dare la scintilla per delle nuove ostilità attraverso i loro discorsi e loro azioni. Noi come Cospirazione saremo vicini a loro nella battaglia comune per fermare una volta per tutte lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

La lotta richiede consistenza, richiede devozione. La lotta per la libertà individuale dovrebbe essere equiparata alla lotta per la libertà collettiva. Ma l’errore che molti fanno è di fraintendere questi concetti, confondendo la consistenza con la noia e (l’auto)disciplina con l’autorità. La lotta comunque non ha bisogno di persone dogmatiche pronte a morire per la “causa” che non vivono combattendo, che non vivono con passione.” ( “Células Autónomas de Revolución Inmediata – Praxedis G.Guerrero”).

COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO – COMMANDO HORST FANTAZZINI

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P.S. Horst Fantazzini è stato un rapinatore di banche che si “politicizzò” in prigione e combatté duramente per la sua libertà e nelle lotte collettive dei prigionieri. Horst è stato un rivoluzionario che ha combattuto il sistema e i suoi guardiani. Ha rapinato banche, ha flirtato con la libertà nelle sue fughe e non ha mai chinato il capo ai suoi aguzzini.

Nel Luglio del 1973 in un tentativo di fuga ha preso in “ostaggio” due secondini e ne ha minacciato un altro puntandolo con la pistola entrata clandestinamente in prigione. Reclamò la sua libertà e i cecchini della polizia gli diedero i proiettili, ferendolo seriamente. Tempo dopo l’indisciplinato Horst provò di nuovo il salto per la libertà, ma cadendo si ferì alle gambe, finendo in una prigione di massima sicurezza. Horst ha scritto e le sue parole sono proiettili contro il sistema. Ha scritto sulla libertà, l’ingiustizia, la lotta, la rivoluzione. Dopo un periodo di semi-libertà (lavorava in un magazzino e tornava in prigione alle 22) è stato arrestato il 19 Dicembre 2001 insieme all’anarchico Carlo Tesseri fuori da una banca, e accusato di tentata rapina. Il 24 Dicembre 2001 è stato trovato morto per cause naturali nei bagni della prigione. Adesso il sistema non può arrestarlo di nuovo.

Perché Horst Fantazzini è vivo nella nostra memoria, nella nostra cospirazione, nella difficile ma bellissima lotta che abbiamo iniziato per riprenderci il lato autentico della vita. Horst è uno di noi.

Onore senza tempo all’anarchico-rapinatore di banche Horst Fantazzini

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GABRIEL POMBO DA SILVA – “SIEMPRE CON LXS REBELDES”

Escucha, yo vengo a cantar por aquellos que cayeron;

no digo nombres, ni señas; solo digo compañeros…

Y canto a los otros, a los que están vivos, y ponen

la mira sobre el enemigo...

Daniel Viglietti…

En Chile un centenar de presos son quemados vivos; encerrados en “sus” celdas… en nombre de “la seguridad”… Seguridad que está por encima de toda lógica, racional y humana…

Lxs familiares, amigxs y compañerxs de los presos solo pueden asistir impotentes a ver como sus hijos-hermanos-esposos y compañeros se deshacen en gritos, cenizas y humo… como una vez acá en Ausschwitz… como tantas veces a lo largo de la historia y el ancho del mundo donde individuos y comunidades se alzaron rebeldes contra el dominio y la injusticia…

Los “nadie” de esta guerra social que van siendo exterminados y explotados sin que sus voces, sufrimientos y rebeliones sean tomadas en consideración por quienes dicen estar de su parte…

Triste ver… constatar… quienes ante el cometido de tal empeño amoroso y combativo cierran los ojos (o desvian la mirada) y se tapan los oidos, y sólo abren la boca para tejer “reflexiones” que solo explican la nada y sus miserias; la lucha elevada a ecuación política, cálculo matemático, abstracción ideológica…

Basta querer escuchar… basta querer incidir (con voluntad y determinación) en el todo de cosas que intenta (y en muchos casos lo consigue) degradarnos a objetos y sujetos pasivos de la historia; comenzando en nuestro cotidiano existencial… Basta con ver las “cosas” tal y como son, y tomar partido… por quienes se alzan fieros contra el terror del dominio y cuantos son triturados inmisericordes en sus engranajes y mentiras…

No deseo una anarquía hedonista y contemplativa… sino una anarquía que de respuestas claras y concisas a cada situación concreta que nos afecta e interesa; que nos mueve y conmueve…

De poco sirven los llamados y apelaciones si detrás de las palabras no existen compañeros determinados a actuar y sentir en primera persona la violencia sistematica del poder…

Hay quienes dicen (y quizás hasta se lo creen… ) que nuestra violencia “justifica” la represión… como si la represión y el poder necesitase de “justificaciones”… no han entendido que todas la relaciones e interacciones del sistema se basan precisamente en el poder que disponen sobre todxs nosotrxs a todos los niveles…

No hay nada más deplorable que un esclavo satisfecho… un individuo despojado de memoria y dignidad… es preferible ser conducido al cadalso por rebelarse que vivir cien años de “libertad condicional” y condicionada por los miedos y mentiras que nos han vendido, indoctrinado…

(…)

En estos meses de invierno ha llegado hasta “mi” celda noticias de rebelión y represión… hermanos rebeldes que son exibidos como troferos en la t.v…. silenciados sus gritos de guerra mientras una voz en “off” intenta “explicarnos” los “malos” que son… otras imagenes son elocuentes (pese a la propaganda) y se agita el corazón viendo la rabia y el dolor de lxs familiares de los presos quemados vivos en sus celdas… en Karlsruhe (alemania) son abatidos por las balas policiales los “Gentleman”: una pareja de atracadores que durante más de quince años han vivido expropiando entidades bancarias y pasándose por “el arco de triunfo” una existencia de trabajo asalariado… sus cuerpos fríos como los copos de la nieve que los cubren; mientras alrededor suenan cánticos navideños… presos rebeldes se suben a los tejados para desde lo alto decir: seguimos en pie…

Sí… seguimos en pie… seguimos “contempla-activos” viendo como “los nadies” se abren paso a dentelladas por la vida mientras nosotros nos contentamos rascándonos el ombligo…

(…)

Para quienes la solidaridad es un imperativo moral y no una sarta de palabras vacías llegó la hora de actuar… con todxs lxs que se alzan y rebelan… siempre con lxs rebeldes, por la libertad…

Gabriel

Aachen, Diciembre 2010

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GABRIEL POMBO DA SILVA – “SEMPRE CON I/LE RIBELLI”

Escucha, yo vengo a cantar por aquellos que cayeron;

no digo nombres, ni señas; solo digo compañeros…

Y canto a los otros, a los que están vivos, y ponen

la mira sobre el enemigo…

Daniel Viglietti…

In Cile circa cento detenuti sono bruciati vivi, rinchiusi nelle “loro” celle… in nome della “sicurezza”… Sicurezza che è al di sopra di qualsiasi logica, razionale ed umana…

I familiari, gli amici e i compagni dei prigionieri possono solo assistere -impotenti- nel vedere come i loro figli, fratelli, mariti e compagni si disfanno in grida, cenere e fumo… come è accaduto qui ad Ausschwitz… come è accaduto tante volte nel corso della storia e

nel mondo, quando individui e comunità si sono sollevati ribelli contro il dominio e l’ingiustizia…

I “nessuno” di questa guerra sociale che vengono sterminati e sfruttati senza che le loro voci, sofferenze e ribellioni siano prese in considerazione da coloro che dicono di essere dalla loro parte…

Triste vedere… constatare… quelli che dinanzi a tale compromesso d’amore e di lotta chiudono gli occhi (o sviano lo sguardo) e si tappano le orecchie, e solo aprono la bocca per intessere “riflessioni” che spiegano solo il nulla e le loro miserie, la lotta issata ad equazione politica, calcolo matematico, astrazione ideologica…

Basta voler ascoltare… basta voler incidere (con volontà e determinazione) su tutte le cose che cercano (in molti casi riuscendoci) di degradarci ad oggetti e soggetti passivi della storia, a partire dalla nostra esistenza quotidiana… Basta col vedere le “cose” come sono e decidere… per quelli che si elevano fieri contro il terrore del dominio e quelli che sono triturati senza misericordia nei loro ingranaggi e nelle menzogne…

Non desidero un’anarchia edonista e contemplativa… bensì un’anarchia che dia risposte chiare e concise ad ogni situazione concreta che ci colpisce ed interessa, che ci smuove e commuove…

A poco servono gli appelli se dietro le parole non ci sono compagni determinati ad agire e sentire in prima persona la violenza sistematica del potere…

Ci sono quelli che dicono (e forse lo credono anche… ) che la nostra violenza “giustifica” la repressione… come se la repressione ed il potere avessero bisogno di “giustificazioni”… non hanno capito che tutte le relazioni ed interazioni del sistema si basano precisamente sul potere che dispongono su tutti noi a qualsiasi livello…

Non c’è nulla di più deplorevole che uno schiavo soddisfatto… un individuo privato della memoria e della dignità… è preferibile esser condotti al patibolo per essersi ribellati che vivere cent’anni di “libertà condizionale” e condizionata dalle paure e dalle menzogne che ci hanno venduto, con cui siamo stati indottrinati…

(…)

In questi mesi d’inverno sono giunte alla “mia” cella notizie di ribellione e di repressione… fratelli ribelli che vengono esibiti come trofei nella televisione… le loro voci di guerra silenziate mentre una voce in “off” cerca di “spiegarci” quanto sono “cattivi”… altre immagini sono eloquenti (malgrado la propaganda) e si agita il cuore nel vedere la rabbia ed il dolore dei familiari dei prigionieri bruciati vivi nelle loro celle… a Karlsruhe (germania) sono stati abbattuti dalla pallottole della polizia i “Gentleman”: una coppia di rapinatori che per oltre 15 anni è vissuta espropriando entità bancarie, fregandosene altamente di un’esistenza di lavoro salariato… i loro freddi corpi come i fiocchi di neve che li coprono; mentre nelle vicinanze risuonano i canti di Natale… prigionieri ribelli salgono sui tetti per dire dall’alto: continuiamo a restare in piedi…

Sì… restiamo in piedi… continuiamo “contempla-attivi” a vedere come “i nessuno” si fanno strada a morsi per la vita mentre noi ci accontentiamo nel grattarci l’ombelico…

(…)

Per quelli per cui la solidarietà è un imperativo morale e non una sfilza di parole vuote è giunta l’ora d’agire… con tutti quelli che si sollevano e ribellano… sempre con i/le ribelli, per la libertà…

Gabriel

Aachen, dicembre 2010

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* traduzione Culmine

Pubblicato in presxs | Commenti disabilitati su GABRIEL POMBO DA SILVA – “SIEMPRE CON LXS REBELDES”

Messico – Il Frente de Liberación de la Tierra rivendica attacchi incendiari

…appartengo al circuito anarchico-rivoluzionario e ne sono orgoglioso.

Rappresento la sua nuova corrente, il Nichilismo Rivoluzionario e l’Anarchismo Antisociale…

parole del combattente Gerasimos Tsakalos

La solidarietà internazionalista è una delle armi più potenti delle quali disponiamo noi individui e gruppi anarchici, ciascuno al proprio posto, nella propria trincea. Da alcuni mesi questa solidarietà è divenuta evidente in Grecia, Italia, Argentina ed altri paesi, in cui s’è proposto un Fronte Internazionale di cospirazione contro lo stato-capitale.

A nostro avviso si tratta dell’inizio di una nuova tappa nella lotta insurrezionale mondiale. Come abbiamo detto in precedenza, lo stato ha implementato metodi più violenti contro di noi che siamo una molestia per i loro desideri di dominazione e di potere, per cui ha dato l’avvio a delle cacce inquisitoriali, sequestrando dei nostri compagni nei loro centri di domesticazione. Pertanto, anche noi dobbiamo cercare e adottare metodi più violenti contro i sostenitori della distruzione di tutto ciò che talvolta ci ha fatto sentire liberi.

Lo sappiamo molto bene, l’autorità ha raddoppiato i poliziotti per le strade, ha condannato i nostri compagni a trascorrere lunghi anni della loro vita in una cella, ha posto telecamere per le strade, dimostrando così la paura che hanno verso la corrente più radicale dell’anarchia. La corrente antisociale e insurrezionale, quella che non si tasta il cuore per attaccare fino ad ascoltare le loro ossa che si rompono, fino a vedere che il sangue fluisce dalle loro teste, fino a vedere che flaccidamente non riescono a restare in piedi dopo che bastoni e le pietre impattano nei loro corpi, fino a vedere che il fuoco li attornia in seguito al lancio delle molotov, e nel vedere le dita che volano a pezzi per un pacco bomba. Questa è la vera corrente che temono i dominatori, coloro che vogliono mantenere a qualsiasi costo i loro agi e comodità offerti da questo sistema tecnologico industriale. Hanno già visto che le nostre parole non restano nel futile, ma si convertono in atti selvaggi, nel caos sparso dappertutto e questo è ciò che essi temono, ciò che li fa riflettere seduti sulle loro poltrone di pelle, ciò che li rende insonni. Li terrorizza il fatto che siamo sempre più gli individui con qualità così grandi che gettiamo via la paura ed iniziamo (o meglio continuiamo) a propagandare l’insurrezione, che s’espande come la peste nera.

Con questo piccolo discorso ci assumiamo la responsabilità della collocazione di una falsa bomba che ha creato una mobilitazione delle forze di polizia in un KFC, durante la sua apertura, nel municipio di Coacalco, nel Estado de México il 4 gennaio. Allo stesso tempo, ma poco più avanti, abbiamo anche incendiato una cabina telefonica ed un furgone a lato della caserma dei vigili del fuoco.

Che patetico! Due incendi nelle vicinanze di una caserma dei pompieri!

Abbiamo così dimostrato che continuiamo ad esser vivi, che siamo per le strade, che non sono riusciti a fermarci e che la nostra creatività distruttiva può giungere a mettere sotto scacco ancora una volta l’autorità che si ritiene onnipresente ed onnipotente.

Salutiamo i gruppi e gli individui che adesso portano avanti una continua guerra sociale in Italia, Grecia, Spagna, Cile, Argentina ed altri paesi. Ed in particolare l’ELF della Russia, che ha iniziato a sabotare ed incendiare macchine distruttrici della terra, colpendo progetti di urbanizzazione lungo strade e boschi di Mosca.*

A costruire il Fronte Internazionalista in conflitto permanente contro lo stato-capitale!

Per la libertà degli eco-prigionieri Adrian e Braulio!

Per la libertà dei prigionieri membri della CCF Gerasimos Tsakalos, Panagiotis Argyrou!

Solidarietà diretta con i e le prigionieri/e in guerra in tutto il mondo!

Guerra contro la civilizzazione ed il sistema di dominazione!

Antisociali, anticlassisti ed antiantropocentristi, sempre!

Frente de Liberación de la Tierra/México

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1) ECOTAGE AT ELITE HOUSING CONSTRUCTION SITE

“A tracked dozer was torched by a group of ELF activists during the night of the full moon (22-23 of december). The vehicle was used as part of a gentrification project in a Moscow region, where local authorities decided to build an elite housing on the shores of a picturesque forest lake. As usual, the rich should pay a little more for their arrogance and disdain for common people (who were robbed of a place to walk and swim at), but most of all – for their raping of nature. Merry crisis and a happy new fear from russia!

ELF-Russia

2)ELF torch highway construction vehicles during New Year festivities

A new industrial development program kicks off in Russia for Moscow region starting from 01.01.2011.
It implies 90% deforestation works that will hit what’s left of local nature and wildlife, with numerous problems in tow like draughts, fires, polluted air and further deterioration of city ecology.
So in a gesture of contempt and defiance of these plans we set 2 excavators and an asphalt-laying contraption. Vehicles went up in flames soon after the clock hit 12 am, to the sound and light of various fireworks. It was a sight to behold.”

*directaction.info

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$hile – Comunicado de cierre del CSA y Biblioteca Libertaria Jonny Cariqueo

* csajonnycariqueo.blogspot.com

Hoy escribimos con una preocupación tan latente que llega a ser una presión: este comunicado será el último emanado desde el C.S.A. Jonny Cariqueo, y tenemos que ser claros en cada palabra y expresión que utilicemos.
A pesar del agudo contexto hemos tenido la posibilidad de evaluar y analizar la continuidad de nuestro espacio, hemos decidido cerrar definitivamente las puertas y ventanas de la Casita; ya no habitaremos el espacio ni lo abriremos a nuestros compañerxs, hermanos ni vecinos o curiosxs, ya no se realizarán más conversaciones ni se prestarán libros, el olor a pan integral y la música fuerte del segundo piso dejarán tranquilos a lxs vecinxs de la calle El Cobre de forma definitiva.
Terminamos este ciclo con demasiadas ideas y emociones, para expresarlas seremos tan ordenados y metódicos como podamos, lo mejor será revisar en un orden temporal esta experiencia… Continua a leggere

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Barcelona – Ataque incendiario-explosivo contra oficina del paro (OTG)

* Liberación Total

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Comunicado:

En el inicio de un nuevo año, cada una de nosotras se enfrenta a una reflexión sobre su pasado y su futuro más inmediato. En este sentido, hay una cosa que tenemos muy clara: el actual contexto de aumento de la miseria y endurecimiento de las condiciones de vida no va a desaparecer en los próximos meses, sino que va a extenderse y profundizarse.

Ante este horizonte sombrío, el Estado pone a trabajar todos sus aparatos (medios de comunicación, partidos, sindicatos…) para mantener a la población desorientada, impotente y sumisa, reunida como un rebaño asustado entorno a los mismos gobernantes que lo llevarán al matadero. Continua a leggere

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México – El Frente de Liberación de la Tierra reivindica ataques incendiarios

pertenezco al ámbito anarquista-revolucionario y estoy orgulloso de esto.

Represento su nueva corriente, el Nihilismo Revolucionario y el Anarquismo

Antisocial…

Palabras del combatiente Gerasimos Tsakalos

La solidaridad internacionalista es una de las armas más potentes que disponemos lxs individuos y grupos anarquistas cada cual en su lugar, en su trinchera. Hace algunos meses esa solidaridad se empezó a mostrar en Grecia, en Italia, Argentina y en otros países en donde se ha propuesto un Frente Internacional de conspiración contra el estado-capital.

A nuestro parecer esto es el comienzo de una nueva etapa en la lucha insurreccionalista mundial. Como hemos dicho antes, el estado ha implementado métodos más violentos en contra de lxs que somos una molestia para llevar acabo sus sueños de dominación y poder, por lo que ha comenzado caserías inquisitoriales y ha secuestrado a nuestrxs compañerxs en sus centros de domesticación y por lo que nosotrxs debemos también buscar y desarrollar métodos mas violentos contra lxs sustentadorxs de la destrucción de todo lo que alguna vez nos hiso sentir libres.

Lo sabemos muy bien, la autoridad ha duplicado policías en las calles, ha condenado nuestrxs compañerxs a pasar largos años de sus vidas en una celda, ha puesto cámaras en las calles, demostrando así el miedo que tienen aun a la corriente mas radical de la anarquía. A la corriente antisocial e insurreccionalista, la que no se tienta el corazón para atacar hasta oír sus huesos romperse, hasta ver que de sus cabezas brota sangre, al ver que con debilidad no pueden mantenerse en pie pues los palos y piedras han impactado sus cuerpos, al ver que el fuego lxs rodea por el lance de cocteles molotov, y al ver que sus dedos vuelan en pedazos por un paquete bomba. Esa es la verdadera corriente que temen lxs dominadorxs, lxs que quieren mantener sus lujos y comodidades que les da este sistema tecnológico industrial a toda costa. Ya han visto que nuestras palabras no se quedan en lo fútil, sino que se convierten en actos salvajes, en el caos difuminado por todas partes y eso es lo que les da temor, lo que lxs mantiene pensativxs sentadxs en sus sillones de piel, lo que lxs mantiene sin sueño por las noches, les aterroriza que cada vez seamos mas individuos con cualidades tan grandes que nos quitemos el miedo y comencemos (o mas bien continuemos) propagando la insurrección, expandida como la peste negra.

Con este pequeño discurso nos responsabilizamos de la colocación de una bomba falsa que creo movilización policiaca en un KFC a horas de servicio en el municipio de Coacalco, en el Estado de México el 4 de enero. Al mismo tiempo pero a unas calles adelante, hemos también incendiado una cabina telefónica y una camioneta a un costado de la estación de bomberos.

Que patético! Dos incendios a los alrededores de una estación de bomberos!

Así demostramos que seguimos vivxs, que seguimos en las calles, que no nos han logrado parar y que nuestra creatividad destructiva puede llegar a poner en hacke una vez más a la autoridad que se creía omnipresente y omnipotente.

Saludamos a los grupos e individuos que por ahora llevan una continua guerra social en Italia; Grecia, España, Chile, Argentina y demás países. Y en especial para el ELF de Rusia, que ha empezado a sabotear e incendiar maquinas destructoras de la tierra golpeando proyectos de urbanización en carreteras y bosques de Moscú.

Ha construir el Frente Internacionalista en conflicto permanente contra el estado-capital!

Por la liberad de los eco prisioneros Adrian y Braulio!

Por la liberad de los presos miembros de las CCF Gerasimos Tsakalos, Panagiotis Argyrou!

Solidaridad directa con lxs presxs en guerra en todo el mundo!

Guerra contra la civilización y el sistema de dominación!

Antisociales, anticlasistas y anti antropocentristas, siempre!

Frente de Liberación de la Tierra/México

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$hile – A 5 MESES DEL 14-A

Santiago – 10 al 16 DE ENERO

SEMANA DE AGITACIÓN Y PROPAGANDA

– Martes/11 Miting informativo, 12 hrs.
– Jueves/13 Tallarinata + Proyecciones, 18 hrs. C.S.A. Cueto/Andes
– Viernes/14 Marcha Ahumada/Alameda, 19 hrs.
– Domingo/16 Jornada por la libertad, población La Yungay

A 5 MESES DEL SECUESTRO DE NUESTRXS COMPAÑERXS,
EXIGIMOS SU INMEDIATA EXCARCELACION.
¡¡PRESXS A LA CALLE!!

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* libertadalos14a.blogspot.com

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Athens – ABOUT THE TRIAL OF THE ACCUSED FOR THE CASE OF “CONSPIRACY CELLS OF FIRE”

EVENT / DISCUSSION / INFORMATION ABOUT THE TRIAL OF THE ACCUSED FOR THE CASE OF “CONSPIRACY CELLS OF FIRE

THURSDAY 13TH JANUARY 2011 06.00 PM

POLYTECHNIC, GINI BUILDING, ATHENS

SPEAKERS:

KONSTANDINA KARAKATSANI (OPEN SPEAKER FROM INSIDE THE PRISONS)

PANAGIOTIS MASOURAS (OPEN SPEAKER FROM INSIDE THE PRISONS)

CASE OF “CONSPIRACY CELLS OF FIRE”

MEMBER OF C.C.F. (OPEN SPEAKER FROM INSIDE THE PRISONS)

SPIROS FITRAKIS (H.HADJIMIHELAKIS LAWYER)

GIANNIS RAHIOTIS (P.MASOURAS LAWYER)

SOLIDARITY GATHERING – 17 JANUARY 2011, 09.00 PM

AT KORIDALLOS PRISONS, WHERE THE CASE IS TO BE TRIED

ANARCHIST INITIATIVE AGAINST THE PRISONS

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Cospirazione delle Cellule di Fuoco – Commando Horst Fantazzini – rivendica l’attacco contro la corte amministrativa del 30.12.2010


I. “Nei giorni a venire dove essi proveranno..”

A chiunque passi di fronte ad un tribunale o ad una prigione e il suo sguardo si oscura nel pensiero di potersi trovare lì come colpevole, sceglie di non vivere la sua vita con integrità e dignità”

L’attacco alla corte amministrativa è dedicato con tutto il nostro fuoco ai nostri fratelli (G. Tsakalos, P. Argirou, H. Hajimihelakis) della Cospirazione delle Cellule di Fuoco imprigionati. I nostri compagni e la leale minoranza di dignitosi rivoluzionari politici e civili, non sono solo un pezzo della nostra lotta, non sono solo un aspetto della nostra azione, ma le loro scelte, i loro comportamenti e la loro dignità sono la lotta stessa nella sua interezza, loro sono la sostanza.

La giustizia è una ragnatela, che cattura piccole prede e le ingoia, mentre permette ai grandi rettili di penetrarla e di dominarla. Chiunque sia in disaccordo può visitare le prigioni e vedere tutti i tossicodipendenti e i poveri diavoli che le riempiono e invece guardarsi attorno per trovare qualsiasi uomo d’affari o politico che è responsabile per la più grande rapina e il degrado più brutale delle nostre vite. Dunque in vista dell’udienza prevista per il 17 Gennaio per la nostra organizzazione rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco, saremo incisivi e implacabili nelle nostre scelte ed azioni.

Se qualcuno ritiene che i nostri fratelli siano prede facili e una pietanza nel menù delle condanne o che essi desiderino contribuire a pagare a caro prezzo il conto, vogliamo informare che siete solamente degli stupidi e che da ora la vostra sicurezza è in pericolo immediato. Quindi sarebbe opportuno nel processo alle porte che i giudici indossino neri passamontagna e che i loro nomi non siamo menzionati sempre e comunque. È una “sfortuna” che il sistema lasci che i suoi burattini siano obiettivi così facili e pensi che possa farla franca così facilmente. È una “vergogna” per queste “persone” aver bisogno della protezione della polizia 24 ore al giorno ed essere spaventati di aprire una lettera o un pacco. È una “vergogna” credere che essi possano dormire con la coscienza pulita quando le loro decisioni sono una copia carbone dei fascicoli dell’AntiTerrorismo al fine di giudicare la Cospirazione. Per giudicare un’idea, una proposta, un piano che fa qualcosa di bellissimo contro questo mondo.

Moderni giudici-inquisitori, noi promettiamo pubblicamente che per ogni anno di prigione che sentiranno le orecchie dei nostri fratelli, noi metteremo un chilo di esplosivo nei cortili delle vostre case, nelle vostre macchine, nei vostri uffici, e non escludiamo incontri faccia a faccia per incontrarvi, usando l’elemento sorpresa. Pensiamo che il mondo è piccolo e prima o poi ci incontreremo, presto o tardi. Inoltre, come è stato giustamente annunciato dall’Unione dei Giudici e dei procuratori, nello stile di un migliaio di cardinali, “il momento di crisi verrà per tutti noi allo stesso momento..”. Solo adesso è tempo per i “giudici” di essere giudicati per tutte le loro spregevoli azioni che hanno commesso. Da quando non vi vergognate di essere l’avanguardia del sistema contro l’insorgenza che sta arrivando, faremo certo in modo che sentiate il nostro risentimento e il disprezzo per il vostro sporco lavoro. Se qualcuno pensa che giudicare idee e perseguitare i rivoluzionari sia solamente il loro lavoro, noi trasferiremo il “nostro lavoro” nelle loro case.

Ovviamente la guerra che conduciamo contro la corrotta mafia giudiziaria non è limitata ai casi che ci riguardano, saremmo ipocriti e mentalmente ottusi se non considerassimo i crimini della giustizia nel suo complesso.

Noi comprendiamo il calvario nei tribunali da parte di migliaia di persone e delle rispettive famiglie. Consideriamo la “giustizia” come una particolare scelta di uniforme, autorità e denaro, e non la verità. Non tutti i “criminali” sono “colpevoli” o i giudici “innocenti”. Anche se ci fosse una piccola minoranza di giudici che non prendono mazzette, che non chinano il capo davanti ai capi politici, che non accettano i rapporti della polizia come delle decisioni predeterminate, bisogna sapere che senza liberti non c’è giustizia. Anche solo tramite la loro posizione contribuiscono ad un sistema oppressivo e illiberale ed ecco perché essi sono i nemici della libertà. Quante volte i “virtuosi controllori della legge” hanno condannato senza prove evidenti. Un esempio è il recente processo definito dai media “crime syndicate”. Già mesi prima i giudici da televisione con la loro procedura “democratica” di rendere note registrazioni telefoniche avevano stabilito il verdetto. “COLPEVOLE” … Allo stesso tempo uno degli imputati si è chiaramente preso la responsabilità per il rapimento di un magnate delle spedizioni scagionando così gli altri, anche se alcuni erano già in carcere quando il rapimento è avvenuto. Ma l’esito del processo è un segreto per il pubblico visto che è già stato predisposto nelle stazioni di polizia. Se qualcuno volesse cercare un vero “crime syndicate” e i suoi “covi” dovrebbe guardare in parlamento, nella Alexandras Avenue al GADA ( sede della polizia di Atene ), nelle ville e negli yacht dei ricchi. Ma questi non sono toccati dalla “giustizia”.

Inoltre non dimentichiamo come i giudici si risentano. Non è accidentale che la sentenza vendicativa per il giovane Chrisovalantis Pouziaritis con la dura condanna di 9 anni e 3 mesi per il suo coinvolgimenti negli scontri del 6 dicembre dell’anno scorso a Salonicco. Una sentenza basata solo sulle vaghe testimonianze dei poliziotti che lo hanno arrestato.

Ma anche quando “fanno” il loro lavoro, sotto la pressione di una rabbia diffusa, come nel caso del poliziotto Korkoneas (poliziotto che ha ucciso Alexandros Grigoropoulos il 6 Dicembre 2008) sappiamo bene che essi sono ipocriti. Essi sacrificano una pedina insignificante al fine di coprire la loro leadership. Perché anche la punizione più “giusta” puzza terribilmente quando è imposta da una autorità trionfante ed inumana. Inoltre, come abbiamo detto prima, dopo i nostri colpi alla prigione di Koridallos e al tribunale a Salonicco, ci opponiamo all’imprigionamento di ogni essere umano. La privazione della libertà è semplicemente tortura. Non siamo torturatori, come i Democratici. La soluzione alle cause contro merde come Korkoneas, viene dalla giustizia tenuta nelle proprie mani. Coloro che più hanno sentito la perdita del loro compagno A. Grigoropoulos dovrebbero decidere il “destino” del suo assassino.

Crediamo che la stessa fine, ovvero la giustizia nelle proprie mani, dovrebbe esserci per gli stupratori, pedofili, sfruttatori, fascisti e spie.

Come rivoluzionari non riconosciamo alcuna autorità investigativa. Per questo siamo costretti a rifiutare di rendere conto ai poliziotti e agli investigatori, visto che la nostra posizione rivoluzionaria sentiamo di renderla nota solo al pubblico e ai nostri compagni. (P. Argirou – G. Tsakalos membri della cellula prigioniera della Cospirazione delle Cellule di Fuoco)

Terminando con il giudizio sulla mafia giudiziaria, crediamo che ogni dignitoso essere umano prigioniero che per qualsiasi motivo è “dentro” non deve fare “favori” ai giudici e non deve riconoscerli come capaci di giudicarlo. Perché è quello che loro vogliono con la “legalizzazione”, il loro riconoscimento come cerchia superiore di persone verso le quali il resto deve essere pienamente responsabile. Ma onorabili giudici dovreste sapere che i vestiti costosi che avete preso oggi dalle lavanderie hanno assorbito il sangue di migliaia di persone che avete torturato e rinchiuso in prigione senza una seconda possibilità. E questo sangue ricadrà su di voi… Questo perché consideriamo i criminali, gli amici vicini politicamente e i compagni che scelgono la via della dignità come una guida per disconoscere i propri inquisitori in ogni modo. Non c’è un solo modo, ma molti. Dal silenzio verso investigatori e giudici, al rifiuto di presentarsi in tribunale, trasformando il processo in una discussione pubblico con la diffusione dei valori rivoluzionari, all’attacco nelle aule di tribunale contro gli “onorabili giudici” sputando, gridando e lanciando oggetti, bicchieri, caffè ecc.

Per costringerli a stare dietro un vetro blindato, a muoversi con giubbotti antiproiettili accompagnati dai poliziotti travisati dell’antiterrorismo.

Il nostro primo appuntamento è quindi il 17 Gennaio. Saremo lì VICINO ai nostri fratelli della cellula prigioniera della Cospirazione e a tutti quelli che hanno dignità in questa lotta per rialzare la testa. Saremo lì con la nostra anima, il nostro cuore e le nostre menti. Perché altrimenti, cercheremo dei passaggi per riprenderci i nostri compagni ed essere di nuovo insieme domani nella lotta, NELLA NUOVA GUERRIGLIA URBANA.

Perché il nostro giorno verrà…

II. “Ma, qualsiasi cosa faranno non riusciranno mai ad imprigionare la mia coscienza rivoluzionaria. Qualunque cosa faranno non riusciranno ad impedire la mia continua produzione di discorsi radicalmente insurrezionali, nonostante le condizioni di carcerazione” (Harris Hadjmihelakis membro della cellula prigioniera della Cospirazione)

Qualche tempo fa una vasta mobilitazione ha preso piede nelle prigioni con la partecipazione di molti prigionieri che si sono astenuti dal cibo. Il fatto è passato come una “notizia insignificante” per i media, alcune controversie interne tra prigionieri hanno fatto sì che la cosa non venisse fuori e molti sono stati trattati con disappunto, mentre la leadership del ministro, con una furba mossa strategica, ha concesso una amnistia perziale alle sanzioni disciplinari così che “l’incidente può essere considerato concluso…”.

Noi come organizzazione rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco supporteremo sempre la lotta dei prigionieri e le loro mobilitazioni. Comprendiamo le circostanze difficili nelle quali migliaia di persone vengono torturate ogni giorno. Non commenteremo le istanze dei prigionieri considerandole ovvie e evidenti, perché essi conducono una lotta che è molto importante per gli esseri umani, la lotta per la libertà e la dignità. Ma non dimentichiamo che “ogni miglioramento delle condizioni non cambierà fondamentalmente la vita quotidiana perché la privazione della libertà è da sola una punizione costante” (detenuto V. Stefanakos). Nonostante queste schifezze, i direttori delle prigioni, lamentano che le camionette tornano dai tribunali piene di condanne complessive dai 300 ai 400 anni. Quindi è questo lo specchio della nostra società civilizzata, un grande magazzino di anime in condizioni disumane. Fino a quando tollereremo che le persone escano dalle prigioni nelle bare (le prigioni greche hanno il tasso di suicidi più alto). Fino a quando tollereremo una manciata di sub-umani che ci giudicano con leggi scritte dalle mani dei nostri esecutori e sfruttatori.

Ma in relazione alle mobilitazioni nelle prigioni è meglio che diciamo due parole nella lingua dei prigionieri senza discorsi inventati. Sappiamo che chi è dentro pensa di essere stato danneggiato dalla società. Ma invece di percorrere un cammino illegale e di cercare un modo per prenderlo, facendo la spia ai danni dei vicini, divide la comunità nei bracci della prigione, gli altri si guardano intorno e vedono che la prigione dipende da lui. Lui aggiusta le tubature, l’elettricità e tutti i lavori strutturali. Lui pulisce, cucina, tiene la prigione aperta. Sempre lui con il suo comportamento subordinato che lega gli altri intorno a lui, trasformandosi in un poliziotto del sistema. Sappiamo benissimo che la più grande minaccia alla libertà non è la privazione violenza attraverso la cattura, perché il prigioniero può combattere e vincere, ma la reale minaccia è la perdita di passione e di apprezzamento che hai per essa.

In prigione la cosa che uccide di più è il contesto. Un contesto di catene invisibili nella tua testa, un contesto di ora d’aria, i trasferimenti e le perquisizioni a sorpresa, le visite da dietro il vetro, la visione continua della televisione…

Ad esempio Koridallos, la più grande prigione del paese ha circa 2500 o forse di più prigionieri, mentre le guardie in servizio non sono mai più di 50 anche in una prigione aperta. Se tutti i prigionieri rifiutassero di cooperare con questi 50, rifiutassero di prendere parte al gioco del bastone e della carota, potrebbero abbattere le prigioni con le unghie durante la notte. Un rifiuto di cooperare e il sabotaggio delle loro procedure. Crediamo che ci sia già una lotta che è cominciata tempo fa senza di noi. Dalla bomba contro il direttore della prigione di Corfù alla bomba contro il direttore della prigione di Alicarnasso, dagli spari contro i secondini della prigione di Koridallos al pestaggio del direttore della prigione di Avlona, c’è rabbia e c’è memoria…La prigione, che è la pietra che il costruttore di legittimità getta via come inutile, può diventare il fondamento per l’edificazione di un nuovo mondo. I criminali dignitosi e i prigionieri politici possono combinare la loro esperienza e trasformare la prigione di uno scambio di saperi e conoscenze, per fare della mancanza di libertà una lotta ostinata, diventando la scintilla della polvere da sparo delle prigioni. Il linguaggio universale della violenza e della privazione della libertà ha scritto la sua storia sui corpi dei prigionieri. Recentemente 83 prigionieri sono morti nelle prigioni cilene. In rappresaglia, il gruppo anarchico “Commando di vendetta per l’8 Dicembre” ha attaccato il dipartimento tecnologico dei poliziotti in risposta alle morti nella prigione di San Miguel, mandando chiaramente il messaggio che in questa lotta nessuno è solo. “le gabbie non miglioreranno, vanno distrutte. Per la fine di questo, e di qualsiasi altra società.” (Monica Caballero, prigioniera anarchica in Cile).

III. Dalla teoria alla pratica.

Volendo unire la teoria alla pratica, per mandare il nostro Rispetto, la nostra Fiducia e Amicizia ai nostri fratelli P. Argirou, G. Tsakalos e H. Hadjmihelakis della cellula prigioniera della Cospirazione, all’anarchico rivoluzionario P. Massouras, all’anarchica K. Karakatsani, l’incendiario antiautoritario G. Skoulodis e i 4 compagni accusati nello stesso procedimento, il dignitoso e sincero combattente anarchico G. Dimitrakis, il dignitoso P. Giannou e la minoranza di brillanti criminali che non china il capo e cammina con dignità, come loro guida abbiamo scelto e deciso di colpire la corte amministrativa della mafia giudiziaria. Abbiamo fatto una mappa dell’area, abbiamo calcolato la distanza dalla clinica generale in modo che non succedesse la minima cosa, abbiamo visto i movimento e i cambi di turno delle guardie speciali poste tra la corte amministrativa e quella d’appello, calcolato il blackout che c’è alle 7:15 di mattina quando l’illuminazione stradale è ancora spenta e i tempi delle ronde dei maiali della DIAS intorno all’obiettivo, abbiamo espropriato i veicoli che ci servivano e siamo andati all’attacco. Abbiamo formato un gruppo operativo più che pronto a far fronte ad eventuali coinvolgimenti. Due veicoli di supporto hanno supervisionato entrambe le corti prima di collocare la moto con la bomba, e una volta parcheggiata, uno dei due veicoli ha fatto salire il compagno che aveva guidato la moto. La posizione del gruppo di supporto era tale che essi sarebbero stati capaci di neutralizzare le guardie nel caso improbabile che si sarebbero accorte di qualcosa, e inoltre di sorprendere eventuali forze di polizia (controlli dei conducenti da parte di moto della DIA o pattuglie per caso di passaggio). Sia la nostra posizione che la nostra superiorità di armi sarebbe stata sufficiente per disimpegnarci e uscirne illesi.

Come abbiamo detto prima parlando delle descrizioni operative di alcuni nostri colpi, facciamo questo per demistificare la sacrosanta tecnologia del potere.

Crediamo che nulla sia impossibile da fare se ci sono la volontà e l’organizzazione.

Siamo gli ultimi che vorrebbero ridurre il progetto rivoluzionario ad una logica militare della prevalenza dei più “adatti”. Per noi la questione non è essere i soldati più disciplinati, i più talentuosi ufficiali, tutto questo configura la rivoluzione come un contesto spettacolare, distante dalla vita quotidiana.

Quello che semplicemente diciamo ai nemici della libertà è che qualsiasi cosa facciano noi continueremo a colpirvi, a disturbare i vostri interessi, interrompere la vostra pace e colpire le vostre certezze e la vostra sicurezza.

Che cosa stiamo vendendo? Nulla.

Cosa vogliamo? Tutto.

Cospirazione delle Cellule di Fuoco – Commando Horst Fantazzini

05.01.2011

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versione in inglese: http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/conspiracy-cells-of-fire-commando-horst.html

traduzione dall’inglese: * cenere


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Cile – AI COMPAGNI DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE

Vogliamo salutare la FAI-Cellula Rivoluzionaria Lambros Fountas per i recenti attacchi alle ambasciate del Cile e della Svizzera, in Italia. Ed a proposito delle critiche rivolte a queste azioni da parte dei prigionieri politici di Lotta Rivoluzionaria (Grecia), i compagni Pola Rupa, Nikos Maziotis e Kostas Gurnas sono in tutto il loro diritto nel redigere comunicati e persino nel criticare le azioni di altri gruppi insurrezionali. Ma vogliamo dire che il funzionario di un’ambasciata dello Stato del Cile è un obiettivo politico, non lo vediamo come una persona estranea “al sistema, alle sue istituzioni ed a quelli che le rappresentano e le proteggono“. Noi sottolineiamo che qualsiasi funzionario di una rappresentanza diplomatica, dall’ambasciatore all’usciere, è un potenziale obiettivo da attaccare, è un rappresentante di quelle macchine di terrore che sono gli Stati.
Da qui vogliamo dire alla
Federazione Anarchica Informale, e ci auguriamo che riescano ad ascoltare le nostre voci, che siamo orgogliosi che uno dei suoi gruppi federati si chiami “Sorelle in armi – Nucleo Mauricio Morales / FAI“. Questo è internazionalismo, con le parole e con le azioni.

Il caro Mauricio è con noi, nei nostri cuori. Perché la sua morte, e quella di qualsiasi rivoluzionario caduto in combattimento, è un eterno appello a lottare. Essi possono esser rivendicati da qualsiasi compagno che si lanci nella gioia del combattimento, in qualsiasi parte del mondo. I loro nomi ed i loro esempi volano liberamente. Non sono proprietà di nessuno.

ONORE E GLORIA AL COMPAGNO MAURICIO MORALES!
ONORE E GLORIA AL COMPAGNO LAMBROS FOUNDAS!
VIVA LA FAI!


Dal territorio del Cile,
Algunos Insurrectos.

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* rojoscuro

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Facciamo sì che la Grecia sia l’inizio di una rivoluzione sociale mondiale

Comunicato dei tre membri di Lotta Rivoluzionaria, prigionieri

“Se oggi qualcuno volesse aprire un’attività remunerativa, dovrebbe fare ghigliottine”.

Con la suddetta frase un giornalista americano ha descritto la portata del conflitto sociale negli Stati Uniti. È la prima volta nella storia, dove l’insieme dello sviluppato mondo capitalistico bolle nella disperazione e nella rabbia verso i governanti, verso i colpevoli di questa crisi, che non solo sono impuniti ma continuano a godersi i loro privilegi e aumentano i loro profitti. Esso scaturisce dalla rabbia per la povertà che aumenta, per la marginalizzazione di larghe fasce sociali, per l’ingiustizia, da quando i governanti esigono che la gente venga sacrificata al fine di affrontare la crisi. Continua a leggere

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$hile – Reflexiones del Pepa sobre las revueltas en los centros de exterminio

dibujo a 3 años de la muerte de Matias Catrileo


Tras la masacre de 81 oprimidos en los nuevos hornos crematorios de la democracia el 8 de diciembre recién pasado, los ánimos entre los presos, sus familias y entorno, han estado bastante agitados. Las brutales contradicciones que el mismo sistema genera agudizaron el potencial de rebeldía.

Estallan motines en distintos penales, en regiones: Antofagasta y Quillota, mientras que en Santiago la Ex- Penitenciaría, San Miguel y Puente Alto ven el humo de la rebelión y las miradas encapuchadas de los reos que desobedecen la disciplina carcelaria y se enfrentan con antimotines. Continua a leggere

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La militarizzazione in atto

riceviamo e diffondiamo

Gennaio del 2011

Una piccola sintesi della militarizzazione in atto nei paesi del blocco NATO e in alcuni dei paesi tra i suoi più stretti alleati……

SPAGNA

Probabilmente tutti hanno già notato che all’inizio di dicembre il governo/re spagnolo aveva dichiarato uno “stato di allarme” (la prima volta in democrazia) in seguito allo sciopero dei controllori del traffico aereo.

C’è chi dice che i controllori sono stati manipolati o incastrati di modo da arrivare a una situazione da “permettere”, oltre ad una più facile privatizzazione di AENA (il servizio statale aeroportuale e di controllo del traffico aereo), l’uso dei soldati per prendere il comando degli aeroporti e fare così un primo passo grosso verso la militarizzazione, in

piena sintonia con il rapporto UO2020 della NATO… Continua a leggere

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Grecia – Lettera del 18.12 del compagno Christoforos Kortesis prigioniero per il caso di Lotta Rivoluzionaria

fonte: http://actforfreedomnow.blogspot.com/2010/12/letter-from-comrade-christoforos.html

Sette mesi dopo il mio arresto ben pubblicizzato in TV, e non solo, e il delirio delle autorità e dei reparti dell’antiterrorismo, sono ancora detenuto per avere fatto parte di Lotta Rivoluzionaria. Sono convinto che la persecuzione contro di me sia ben definita, con l’ovvio l’obiettivo di criminalizzare il movimento politico a cui appartengo, i miei compagni e i miei amici, e allo stesso tempo per banalizzare e terrorizzare le parti più ampie della società che sono in lotta, o che sceglieranno di resistere alla corrente condizione economica e sociale di oppressione, imposta con un ritmo sempre più intenso.

Per chiarire la mia posizione, dal primo momento del mio arresto mi sono dichiarato anarchico. Mi rifiuto di rinunciare alla mia identità politica e alla mia coscienza con cui per anni ho partecipato liberamente insieme a centinaia di compagni alle lotte sociali. Mi rifiuto di rinunciare ai miei compagni e alla mia amicizia, come con altri compagni, con il combattente anarchico Lambros Foundas. La prova “evidente” che mi incrimina è la persecuzione contro di me, ovvero una mia impronta digitale su un opuscolo politico a casa di Lambros Foundas, assieme ad una visita a casa di un mio amico e compagno co-imputato. La mia richiesta di rilascio è stata rifiutata perché la suddetta impronta digitale, e anche un’altra, sono parti fondamentali delle prove: un’impronta di un mio co-imputato su un oggetto degno di sospetto, un dvd di un film americano.

Da quando è illegale possedere e scambiare opuscoli con un contenuto politico antiautoritario? Da quando le visite alle case di amici sono proibite? Quale fervida immaginazione ha potuto considerare la casa in Nea Filadelfia, dove ho abitato stabilmente, come un covo? Ma siamo seri. Per chi ha dimenticato o non sa, vietare alle persone di uscire dopo le 22, di radunarsi in gruppi di tre o più, di distribuire liberamente opuscoli con un contenuto politico, appartiene ad altri regimi compresi quelli che loro definiscono democratici.

Il mio rifiuto di dare un campione di DNA è frutto solo del mio pensiero politico e non è valutato o dettato dalla paura di dimostrare la mia colpevolezza, come il suo essere implicito. Ovviamente mi rifiuto di cooperare con le autorità e il meccanismo repressivo nel loro tentativo di fare un data base biologico con dei fini ovvi.

A questo punto voglio chiarire che non condivido la logica del vittimismo, da quando non ho illusioni riguardo la democrazia, né riguardo l’equità della Giustizia. Come anarchico non condanno nessuna forma di lotta – manifesti, azioni di controinformazioni, testi politici, occupazioni, proteste, azioni dinamiche, espropri, guerriglia urbana – che storicamente è stata scelta e usata dal popolo in lotta (anarchici, comunisti, gruppi sociali che resistono).

Non darò alle autorità alcuna informazione della mia vita personale e nessuna impronta delle mie relazioni con i compagni e delle mie scelte politiche.

E si è allargato il carosello del bersagliare non solo alcune persone ma ultimamente il concetto stesso di vicinanza tra compagni e la scelta di solidarizzare. Dozzine di compagni del movimento autoritario sono stati chiamati come testimoni sempre per gli stessi motivi (impronte digitali sui libri, cd, porta e finestre…adesso nelle case degli amici dei compagni imprigionati per aver fatto parte di Lotta Rivoluzionario) culminati nel rinvio a giudizio di altre quattro persone tra amici o familiari degli arrestati.

L’attacco del regime, rappresentato dall’«antiautoritario» PASOK (partito di governo) seguito dagli altri partiti, ovviamente non ha come bersaglio solo il movimento anarchico, ma la generale esplosione ad opera della larga parte della società come una salutare reazione alla miseria economica (tagli a stipendi e pensioni, centinaia di licenziamenti) e alla completa degradazione della dignità umana. L’immagine del violento trattamento riservato a ribelli, disoccupati, lavoratori, (i presidi dei lavoratori nell’acropoli e fuori i ministeri) non è un caso isolato o un incidente fortuito da parte della brutalità poliziesca.

Lo stato non ha solo l’arma repressiva (centinaia di nuove reclute delle forze di sicurezza) ma anche un arsenale legale. Come puoi interpretare la nuova legge antiterrorista che considera terrorismo ogni azione sindacale (con particolare riguardo all’unione di base e non ovviamente a quella “militante” del GSEE – confederazione generale dei lavoratori della Grecia), la partecipazione alle proteste di piazza e che reintroduce l’anonimato dei testimoni – questo ricorda a qualcuno i collaboratori incappucciati e con gli indici tesi? Chi esattamente compie l’infame “dogma securitario” vuole proteggere tramite la polizia le città e i quartieri, se non il sistema stesso? E chi intenzionalmente coltiva la paura (di un imminente fallimento per il quale si suppone qualcuno sia responsabile) con il fine di ottenere un consenso sociale con piani insidiosi?

Christoforos Kortesis

Prigione di Corinto

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trad. Cenere

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Parma – Rivendicazione liberazione Istituto Zooprofilattico

* informa-azione.info

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Riceviamo e diffondiamo:

Questa volta abbiamo deciso di passare l’ultimo dell’anno in maniera diversa dal solito…
Nella notte del 31 dicembre ci siamo diretti all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, un centro di Parma dove si effettuano esperimenti su animali (vivi e morti) per la zootecnia.
Uno dei tanti luoghi di tortura spacciati per ricerca, dove esseri senzienti vengono vivisezionati, su cui vengono testati nuovi farmaci, animali a cui vengono inoculate le più varie malattie per poi tentare di curarle: queste sperimentazioni per noi sono solo torture, oltretutto finalizzate ad aumentare il profitto di un’altra categoria di sfruttatori di animali, gli allevatori.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale è situato in città, in una zona industriale. Quello che di certo non ci aspettavamo era di trovare una festa techno di fine anno proprio dall’altro lato della strada… Questo non ci ha distolto dalle nostre intenzioni, abbiamo deciso che avremmo tentato l’azione in ogni caso.
Per entrare nell’edificio abbiamo segato due sbarre di una finestra sul retro, poi abbiamo rotto il vetro con un martello e ci siamo introdotti dalla finestra. Una volta entrati abbiamo visto il tavolo operatorio e i ganci da macellaio appesi al muro… Ci siamo poi resi conto che nel corridoio c’erano degli allarmi: la nostra azione doveva essere rapidissima, in modo da fuggire prima dell’arrivo della polizia. L’obiettivo principale era per noi trovare gli animali, ma non sapevamo dove fossero.
Il tutto è durato pochi intensi minuti: mentre le sirene degli allarmi squarciavano la notte (ma pochi vi facevano caso, perché i botti avevano fatto scattare altri allarmi di auto) noi attraversavamo di corsa i due piani dell’edificio fino a trovare lo stabulario. Erano presenti soltanto 3 galline, rinchiuse in minuscole gabbie di metallo, che abbiamo portato via con noi.
Ora le galline sono libere, e per la prima volta potranno toccare l’erba. Due galline hanno unghie spropositatamente lunghe, segno che non hanno mai camminato (vedi foto).
Andandocene abbiamo anche distrutto a martellate i computer, gli schermi e vari costosi macchinari che abbiamo trovato sul nostro cammino, per poi dileguarci nella notte con gli animali liberati.
Sul muro dell’edificio abbiamo lasciato a grandi lettere la scritta:


AZIONE DIRETTA A CAPODANNO… AZIONE TUTTO L’ANNO!

ALF

Per scaricare le foto della liberazione:

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Genova – Incendiati due bancomat

* informa-azione.info

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riceviamo da mail anonima:

“1 E 2 GENNAIO 2011 GENOVA:BOTTIGLIE INCENDIARIE DANNEGGIANO 2 SPORTELLI BANCOMAT IN SOLIDARIETA’ AI RIBELLI IMPRIGIONATI IN GERMANIA,SVIZZERA,ITALIA,GRECIA,SPAGNA,MESSICO,CILE,STATI UNITI”

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Buenos Aires – Reivindicación del ataque explosivo a la embajada de Grecia en Argentina

En respuesta a la represión y a los juicios que se celebrarán en los proximos días contra los compañeros anarquistas de la “Conspiración de las células del fuego” hemos decidido atacar en la madrugada del 30/12/2010 la Embajada de Grecia en Argentina.
Nuestro ataque se suma a una serie de ataques perpetrados por compañeros en Grecia e Italia. Porque entendemos a la solidaridad como un arma que tenemos que usar para enfrentarnos a los defensores del sistema carcelario de la sociedad.
Así como los verdugos asesinan continuamente a las personas desarmadas que pelean por un pedazo de tierra en el cual poder vivir, nosotros no tenemos piedad en atacar a la autoridad el dia que menos lo esperen.
Les recordamos que nos sobran motivos para hacerlos saltar por los aires, por los malos aires de esta región que se apropiaron; y aunque mucho nos falta para equilibrar la balanza no nos quedaremos de brazos cruzados a esperar que otros hagan lo que nosotros mismos podemos hacer.
Por mas que refuercen su seguridad siempre encontraremos los puntos donde son mas vulnerables porque estamos en todas partes siempre pensando como hacer para acabar con la dominación y la explotación.

LIBERTAD O MUERTE

fuente: http://argentina.indymedia.org/news/2011/01/767358.php

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Buenos Aires – Rivendicazione dell’attacco esplosivo contro l’ambasciata della Grecia in Argentina

In risposta alla repressione ed ai processi che si terranno nei prossimi giorni contro i compagni anarchici della “Cospirazione delle Cellule di Fuoco” abbiamo deciso di attaccare nella notte del 30.12.2010 l’ambasciata della Grecia in Argentina.
Il nostro attacco si somma ad una serie di attacchi perpetrati da compagni in Grecia ed in Italia. Perché intendiamo la solidarietà come un’arma che dobbiamo usare per scontrarci con i difensori del sistema carcerario della società.
Così come gli aguzzini assassinano continuamente le persone disarmate che lottano per un pezzo di terra in cui poter vivere, noi non abbiamo pietà nell’attaccare l’autorità nel giorno meno atteso.
Ricordiamo ad essi che ci avanzano i motivi per farli saltare in aria, per “los malos aires” (gioco di parole con Buenos Aires – ndt) di questa regione della quale si sono appropriati. Anche se manca molto per equilibrare la bilancia, noi non resteremo a braccia conserte in attesa che altri facciano quel che noi stessi possiamo fare.
Quantunque possano rafforzare la loro sicurezza, noi troveremo sempre i punti in cui sono più vulnerabili, perché siamo da tutte le parti, sempre pensando a come farla finita con la dominazione e lo sfruttamento.

LIBERTAD O MUERTE

fonte: http://argentina.indymedia.org/news/2011/01/767358.php

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desde la prensa argentina…

El estallido de una bomba causó, en la madrugada del 30 de diciembre, daños en la embajada de Grecia en Argentina sin herir a nadie.

El atentado dañó parte de la mampostería del frente de la delegación diplomática, situada en el exclusivo barrio de Recoleta, en la zona norte de Buenos Aires.

La explosión ocurrió a las 2:00 de la madrugada y un vecino del lugar declaro a la prensa que “No es la primera vez que sucede. Debe ser el cuarta o quinta pero esta vez fue mucho más fuerte. Otras veces habían arrojado bombas molotov, creo que por un detenido anarquista que hay allá”.

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$hile – Acción directa en Temuco a 3 años del asesinato de Matías Catrileo

comunicado del Grupo revuelta permanente fracción Matías Katrileo Quezada

Ayer 4 de enero rompimos con la cotidiana pasividad y complicidad de lxs habitantes de temuko, cortando la principal arteria de locomoción de esta ciudad, la cual comunica con otras comunas de la costa.

A través de barricadas y con neumaticos incendiados de rabia, transformamos nuestro dolor en odio y acción. Es así como recordamos en el tercer aniversario de su cobarde asesinato a nuestro peñi Matías Catrileo. Recuerdos de alegría y rebeldía inundan nuestros corazones , así como tambien de lealtad , amor y convicción.

Un día 3 de enero del año 2008, y con la incandescente complicidad del volcán Llaima, en una recuperación de territorio ancestral del wallmapu, Matías es cobardemente asesinado por el bastardo defensor de la burguesía y el capital Walter Ramirez, quien desde su subametralladora uzi percutó por la espalda las balas que acabaron con la vida de este joven weichafe, dejando su cuerpo desarmado en la misma tierra que con valentía y desición lo vio defenderla.

Como es obvio y ha pasado en otros casos como; los hermanos Rafael y Eduardo Vergara Toledo, Daniel Menco, Claudia Lopez, Alex Lemún, Jhonny Cariqueo, Mendoza Collio, Rodrigo Cisternas y tantxs más, éste faldero del poder continúa con sus labores represivas, trabajando para la asesina institución de carabineros de $hile en la sureña localidad de Coyhaique, gozando de sus beneficios.

Con esta acción recordamos y solidarizamos además con el dolor e impotencia del menor prisionero político mapuche, peñi Cristian Cayupan, quien ayer debió despedir a su padre tras los muros el centro de exterminio de menores CERECO de Chol-Chol, donde se encuentra recluido hace más de un año, junto a los otros menores, Luis Marileo y José Ñirripil.

A pesar de las constantes peticiones de la defensa para que se le otorgase el beneficio de acompañar a su padre, que ya venía luchando hace bastante tiempo contra un cancer terminal, se le negó, aconteciendo lo que ya se a comunicado en algunos medios contrainformativos.

También aprovechamos esta instancia de combate para exigir la LIBERTAD INMEDIATA de nuestros peñi encerrados en los asquerosos vertederos humanos de las ciudades de Temuko, Chol-Chol, Angol y Lebu, asimismo como en los casos de lxs luchadorxs sociales secuestradxs en las cárceles de las naziones asesinas de $hile, Grecia, Italia, México, Perú, Suiza, Brazil, España, Argentina, Uruguay, Venezuela, Israel y muchas otras que intentan a través de la tortura, hostigamiento, encarcelamiento y asesinato, amedrentar el descontento de lxs oprimidxs.

Nos despedimos enviando un fraterno abrazo a nuestrxs hermanxs perdidxs en la neblina de la clandestinidad y haciendo un llamado a no detener la ofensiva contra lxs poderosxs y su capital.

AMULEY TAIÑ WEICHAN!!

Grupo revuelta permanente fracción Matías Katrileo Quezada

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$hile – A LOS COMPAÑEROS DE LA FEDERACION ANARQUISTA INFORMAL

Queremos saludar a la FAI-Célula Revolucionaria Lambros Fountas, por los recientes ataques a las embajadas de Chile y Suiza, en Italia. Y a propósito de las críticas hechas a estas acciones, por los presos políticos de Lucha Revolucionaria (Grecia), los compañeros Pola Rupa, Nikos Maziotis y Kostas Gurnas, están en todo su derecho a emitir comunicados y hasta criticar las acciones de otros grupos insurreccionalistas. Pero queremos decir que el funcionario de una embajada del Estado de Chile, es un objetivo político, no lo vemos como una persona ajena “al sistema, sus instituciones y quienes las representan y protegen”. Hoy nosotros señalamos que cualquier funcionario de una legación diplomática, del embajador al portero, es un potencial objetivo a atacar, es un representante de la maquina de terror que son los Estados.
Desde acá le queremos decir a la
Federación Anarquista Informal, y esperamos que lleguen a oir nuestras voces, que estamos orgullosos de que uno de los grupos federados en ella, se llame “Hermanas en armas-Núcleo Mauricio Morales/FAI“. Eso es internacionalismo, con palabras y actos.

Al querido Mauricio, lo llevamos en nuestros corazones. Porque su muerte, y la de todo revolucionario caído en combate, es un llamado eterno a luchar. Pueden ser reivindicados por todo compañero que se lance a la alegría del combate, en cualquier parte del mundo. Sus nombres y sus ejemplos vuelan libremente. No son propiedad de nadie.


¡HONOR Y GLORIA AL COMPAÑERO MAURICIO MORALES!
¡HONOR Y GLORIA AL COMPAÑERO LAMBROS FOUNDAS!
¡VIVA LA FAI!


Desde el territorio de Chile,
Algunos Insurrectos.

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* rojoscuro.blogspot.com

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Atene – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro “GAP”

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/responsibility-claim-for-incendiary.html

Atene 4/1/2011

Siamo in guerra, non stiamo festeggiando

Abbiamo compagni imprigionati e attacchiamo

Fuoco, attacco, distruzione, questa è la nostra scelta, questo è il lato che abbiamo scelto

Visto che le maschere sono cadute, visto che è il momento dove i consumisti sorridenti sono troppi, una vita di prosperità, sul credito, è collassata…. L’ipocrisia e l’indifferenza sono ormai un atteggiamento consapevole.

E noi consapevolmente e risolutamente dalla parte della guerriglia urbana, ci siamo mossi, nella notte del 31/12/2010, intorno alle strade della zona di Psihiko, salutando il nuovo anno nel negozio GAP, contribuendo ai fuochi d’artificio di capodanno con due ordigni incendiari.

Questo è il nostro regalo al mercato e alla crisi che ha causato, qualcosa che ci piace particolarmente….

Non dimentichiamo i prigionieri nelle celle della democrazia. Salutiamo i presidi fuori dalle varie prigioni del paese, alla vigilia di capodanno.

Non dimentichiamo i nostro compagni e rispondiamo alla chiamata di solidarietà attiva prima del processo ai danni dell’organizzazione rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Adesso parliamo con le azioni….

P.S. Forza e risolutezza a tutti quelli che hanno scelto il cammino del rifiuto.

COMMANDO PER LA SOLIDARIETA’ ATTIVA

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trad. Cenere

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Berlino – Attaccate una prigione e una stazione di polizia

http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/berlin-prison-and-police-station.html

A Capodanno, ignoti hanno fatto visita alla prigione femminile a Pankow e hanno tracciato slogan con lo spray, sparato fuochi d’artificio e rotto alcune finestre. Qualche ora topo la stazione di polizia 31 nel distretto di Mitte è stata attaccata con vernice, pietre e molotov. A questo proposito, abbiamo ricevuto la seguente lettera:

“Due anni fa, l’ufficiale di polizia Reinhardt Rother uccideva Dennis J. a Schönflie. Solo grazie al terrore delle “agenzie di sicurezza” il sistema capitalista può restare al potere. I cittadini saranno scoraggiati dalla paura verso di queste a cercare delle alternative. Ma ovunque in Europa ci sono focolai di rabbia contro le forze di polizia, a Londra, Roma ed Atene il conflitto si è accentuato. Sono questi gli esiti che vogliamo diffondere.

Nessuno stato assassino sarà dimenticato!

Abbiamo attaccato la stazione di polizia 31 a Berlino.

La violenza della polizia susciterà sempre la nostra opposizione.

Gruppi autonomi

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trad. Cenere

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