España – Cuatro detenidos por el incidente en la capilla de Somosaguas

* klinamen.org

Esta mañana han detenido, en la puerta de sus casas a cuatro de las activistas responsables de la acción en la capilla de Somosaguas. Hoy, a las 13:30 se celebra una mosa de “desagravio” para volver a sacralizar la capilla profanada, irá el Obispo auxiliar de Madrid. Berzosa, y las autoridades de la educación, le ponen el culo en pompa a la iglesia y les prometen y aseguran que la misa trascurrirá sin incidentes…

Organiza tu rabia y lucha!

Acciones descentralizadas en la calle y las iglesias!

Si ellos atacan nosostras contraatacamos!

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Noticia en el País:

Detenidos/jovenes/incidente/capilla

 

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Sabato 23 Aprile Corteo contro il nucleare a Caorso

 

SABATO 23 APRILE 2011, ORE 15 – PIAZZA DELLA ROCCA – CAORSO (PC)

Il governo italiano ha deciso di riportare l’Italia dentro l’incubo nucleare che inizierà da Caorso.

  • Accettare il nucleare significa scegliere di:
  • compromettere irreversibilmente la nostra salute e quella delle prossime 6.000 generazioni;
  • vivere respirando continuamente le emissioni radioattive del normale funzionamento delle centrali;
  • vivere quotidianamente nel grave e contingente pericolo di un incidente nucleare;
  • inquinare ulteriormente l’acqua dei nostri fiumi e dei nostri mari.
  • vivere sotto il continuo controllo militare necessario a proteggere gli impianti;
  • accettare, ed esserne complici, che anche l’Italia diventi una potenza militare munita di armi nucleari e di distruzione di massa (le stesse aziende implicate nell’affare nucleare sono produttrici di armi atomiche);

CAORSO È CENTRALE PER IL PROGETTO NUCLEARE ITALIANO, che venga riattivata la vecchia centrale, costruita una nuova vicino al vecchio sito, o che diventi uno dei centri di stoccaggio delle scorie radioattive. Perciò è da Caorso che vogliono far partire la follia nucleare italiana, in cambio di una manciata di spiccioli chiamati “compensazioni” con cui il governo pensa di comprare i cittadini.

E’ QUINDI DA CAORSO CHE DEVE PARTIRE UN CHIARO E NETTO NO AL NUCLEARE. Nel 25⁰ anniversario della catastrofe di Chernobyl, che tanta distruzione e morte ha portato e continua a portare, scendiamo in strada per dimostrare che la nostra vita e quella delle future generazioni non è in vendita! Nessun Referendum ci garantirà ciò che la lotta in prima persona può fare. Ogni Referendum recupera, e affossa, le lotte e le contraddizioni esistenti nella società.

Scendiamo in piazza per dimostrare che 25 anni di negazionismo della catastrofe, di menzogne sulle conseguenze che sta avendo l’inquinamento radioattivo, di “progetti umanitari” per migliorare la qualità della vita delle popolazioni colpite non hanno raggiunto il loro obiettivo, perchè il “popolo di Chernobyl” sta morendo (tra tumori e malformazioni). Chernobyl non appartiene al passato, Chernobyl è adesso!

SCENDEREMO IN PIAZZA SENZA SIMBOLI E BANDIERE DI PARTITO (che comunque non saranno gradite, così come non tollereremo la presenza di fascisti e xenofobi) perché scegliamo di non delegare la salute, il nostro futuro e delle future generazioni a nessun altro se non a noi stessi!

Non c’è più tempo da perdere, uniamoci per un netto

NO AL NUCLEARE Né A CAORSO Né ALTROVE

 

Coordinamento Una volta per tutte contro il nucleare

Per info: www.autistici.org/controilnucleare/

controilnucleare@autistici.org

 

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Sole e Baleno 1998-2011

Comunicato degli Anarchici di Canavese, Valle d’Aosta e ribelli di ogni dove.

Era nata come una camminata per ricordarli su queste montagne. Sentieri impervi, due canti e un bicchiere di vino in una stalla senza vetri alla finestra. Passo dopo passo, tra un cammino nei dintorni della Maddalena e un’escursione sui monti liguri, abbiamo intrecciato percorsi e discussioni. Percorsi che sono proseguiti attraverso iniziative antiautoritarie e mobilitazioni contro le nocività, sotto le mura di un carcere per sostenere i prigionieri o davanti al fuoco di un bidone in Valsusa per opporsi al treno superveloce. Senza dimenticare che l’alta velocità non è la sola nocività che circola nelle vallate: oltre ai fascisti, alle forze dell’ordine e ai pesticidi, ci sono anche i treni di scorie radioattive, uno ogni due mesi attraverso centri abitati, da Saluggia a La Hague in Francia, i cui orari e spostamenti sono protetti da segreto militare. Contro uno di questi treni della morte, insieme ad altre realtà, abbiamo provato ad opporci il 7 febbraio scorso a Condove, riportando alla luce il tragico e oscuro problema del nucleare e delle sue conseguenze. Nonostante lo spiegamento delle forze dell’ordine siamo riusciti a bloccare il treno per circa quattro ore. Un piccolo esempio di come ci si può organizzare e agire adesso, anche in pochi, per essere più efficaci e numerosi in futuro.

Gli incidenti ai reattori che in questi giorni stanno mettendo a dura prova le sorti del territorio giapponese, delle sue genti e del pianeta stesso, non possono che essere tragicamente rivelatori. Mentre scriviamo continuano a giungere notizie sempre più inquietanti, stiamo sfiorando la catastrofe mondiale. I governi, spinti dalla sete di potere, non hanno esitato nello sfidare le forze della Natura, esponendo le popolazioni alla peggiore delle condanne. Le centrali nucleari sono una spada di Damocle sul futuro della Terra e delle specie che la abitano. Se esistevano dubbi e perplessità riguardo la sensibilità dell’opinione pubblica e al momento storico che attraversiamo, è giunto il momento di sbarazzarsene, scendendo in strada, allargando una protesta che non può non essere condivisa. Il progetto nucleare deve essere bloccato. Una volta per tutte. Iniziamo a mobilitarci per impedire il rilancio del nucleare in Italia. Creiamo reti solidali con gli antinuclearisti dei paesi vicini per scongiurare la minaccia nucleare ovunque.

Anche in vista della prossima manifestazione contro i signori dell’atomo, il 23 aprile a Caorso, ci è sembrato opportuno caratterizzare l’iniziativa di quest’anno organizzando un dibattito sulle prospettive per un rilancio delle lotte contro il nucleare, sperando di poter incontrare intese e obiettivi comuni, facendo tesoro delle esperienze passate e confrontando quelle attuali, valutando eventuali proposte da mettere in campo a livello locale o per iniziative più allargate. L’irreversibile tragedia del progetto nucleare e dei carichi di scorie che si porta appresso non può aspettare. Occorre mobilitarsi subito, valutando strategie, elaborando proposte concrete e tangibili in cui ogni sensibilità possa trovare spazio per esprimere il proprio dissenso nelle forme che ritiene più adeguate. Il germoglio di una lotta diffusa contro i mostri del progresso sta nascendo. Sta ad ognuno di noi curare il terreno in cui cresce, irrigarlo e concimarlo con idee e energia, entusiasmo e costanza, affinché metta radici solide e sane. Anche se radioattive.

Dai centri di documentazione nei piccoli borghi di montagna agli spazi liberati delle città, seguendo i sentieri dei partigiani e dei montanari nomadi, continuiamo a camminare. Passi lenti e a volte incerti, ma su tragitti ben marcati, convinti che non esistano scorciatoie meno faticose. Lontani dai meschini calcoli della politica, alla ricerca di compagni e compagne di viaggio che rifiutano compromessi con partiti e istituzioni, che disdegnano deleghe e complicità con il capitale e le sue logiche di guerra, sfruttamento e morte. Coscienti che il cammino è irto di insidie e pericoli, ma ricco di orizzonti e soddisfazioni. Soprattutto se condiviso con persone che attraverso la lotta distillano il senso della propria esistenza, sperimentando forme di vita slegate da salari e padroni, costruendo relazioni forti, reciproche e profonde. Che continuino a generare gli stimoli, la forza e la determinazione per credere ancora di poter cambiare il mondo.

Come inguaribili sognatori.

Come lo erano Sole e Baleno, sacrificati sull’altare della “Giustizia” agli albori delle lotte valsusine, quando una possibile e diffusa opposizione al TAV sembrava un’utopia da romantici libertari.

Un ricordo a chi non è più con noi e un saluto ribelle a chi è costretto nelle galere. Stretti intorno a Billy, Costa e Silvia, attualmente detenuti nelle prigioni svizzere per aver tentato di sabotare un laboratorio in cui si sperimentano sofisticati sistemi per dominare e sfruttare l’esistente attraverso nuove tecnologie. E il nostro pensiero non può che correre a Marco Camenisch, detenuto dal 1991, tra le sue accuse quella di aver sabotato i progetti della industria nucleare svizzera. A loro e a tutti i partigiani della guerra sociale va la nostra solidarietà.

Anarchici di Canavese, Valle d’Aosta e ribelli di ogni dove.


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(it/es) USA – 14A, solidarietà da Tacoma, WA

* pugetsoundanarchists

USA – Solidarietà da Tacoma, WA

Nella notte del 14 marzo, su una pattuglia della polizia è stata lanciata della vernice, il liquido versato ha rovinato almeno 3 finestrini. Quest’azione è dedicata ai compagni prigionieri in Cile, in sciopero della fame dal 21 febbraio, la solidarietà non conosce frontiere.

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Sabotaje a coche de la policía en solidaridad por lxs presxs en Huelga de Hambre en Tacoma (WA)

trad. Liberación Total

Comunicado:

En la noche del 14 de marzo, sobre un coche de policía se arrojo pintura, fue utilizada aguafuerte (líquido para hacer grabados) para arruinar con grabados por lo menos tres ventanas. Esta acción está dedicada a los/as compañeros/as presos/as en chile, en huelga de hambre desde el 21 de febrero.

La solidaridad no conoce fronteras.

En inglés, aquí.

 

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Grecia – Aggiornamenti sul processo alla CCF – udienza del 15 marzo

* fotanarchyarchivesfromgreece.blogspot.com

trad. Cenere

nella sfera della politica”, come lui ha detto, G. Arsenis (ex ministro dell’istruzione), l’esplosione dell’ordigno incendiario fuori l’appartamento nel 2009, dove lui vive con sua moglie Louka Katseli, testimoniando al processo.

L’esplosione avvenne il 23 settembre 2009, durante il periodo elettorale, e lo stesso giorno i poliziotti perquisirono la casa di H. Hadjimihelakis che portò all’arresto dei compagni. Lui ha detto che l’esplosione è stata grande ma c’era un fumo denso nell’appartamento. Ha detto inoltre che le finestre si erano rotte ma l’accusa ha ricordato che i vigili del fuoco le ruppero per far uscire il fumo.

questo certamente non è positivo per il paese

Ha aggiunto, sebbene lo stato sia troppo forte per essere scosso con azioni di questo tipo, sebbene essi “creano insicurezza per i cittadini”.

Alla domanda dell’avvocato difensivo se in queste azioni, “la presunta vittima ha ottenuto consenso politico”, a causa della simpatia dei cittadini – specialmente visto che è accaduto giusto poco prima delle lezioni, l’ex ministro ha risposto “è molto probabile”.

Ha aggiunto che comunque dal primo momento l’intenzione sua e di sua moglie e anche del Pasok (partito adesso al governo), non era di sfruttare la situazione, ma di sminuirla, come affermano le loro dichiarazioni del periodo.

 

I POLIZIOTTI DANNO VITA ALLE BUSTE!

Le buste di spazzature con “contenuto sospetto”, che sono le prove basilari del caso, da tre diventano quattro, e dopo si moltiplicano. Comunque, i superiori dell’Ufficio di informazione e ricerca dell’unità antiterroristica nazionale, che sono stati sentiti dalla corte martedì, hanno dichiarato che non sanno perché il numero è andato crescendo.

Nello specifico, in accordo con quanto è stato letto in aula, i poliziotti che hanno trovato le buste nel cestino hanno dichiarato che hanno preso tre buste, non particolarmente piene. Il superiore dell’Ufficio ricerca, così come il superiore dell’ufficio Informazione dell’antiterrorismo, ha anch’egli parlato di tre buste. Una di queste buste ha una scritta che dice “Io non danneggio l’ambiente”.

Il 21 settembre 2009, il verbale di sequestro scritto dai poliziotti dell’Ufficio ricerca menziona che tre sono le buste confiscate. Ma, il 22 settembre, il documento che accompagna l’invio delle prove ai laboratori forensi della polizia riporta quattro buste, che contengono 18 buste extra e nove buste con la frase “Io non danneggio l’ambiente”.

La prova basilare di colpevolezza a carica della compagna K. Karakatsani è la sua impronta trovata in una busta con la frase “Io non danneggio l’ambiente”, che conteneva materiale per un ordigno esplosivo. Quando gli avvocati dei compagni hanno chiesto al superiore dell’Ufficio ricerca come è possibile che “le buste si sono moltiplicate negli uffici di polizia” e come è possibile che dentro tre buste piene a metà abbiano trovato “così tante piccole buste da poterci riempire un piccolo camion”, lui ha risposto che non sa perché il numero sia cresciuto, comunque ha dichiarato con certezza che nel suo ufficio “non c’è assolutamente qualcuno che ha “riempito” le buste”.

Il superiore del laboratorio di ricerca ha ammesso che lì non c’erano verbali dei risultati delle prove.

Il superiore dell’ufficio Informazione ha detto che durante la sorveglianza della casa a Halandri, che fu descritta dopo come un “covo”, non c’erano documenti che provano quando e chi usciva fuori dalla casa, mentre lui ha distrutto gli appunti che aveva preso.

Le testimonianza degli amici e colleghi degli accusati, hanno parlato di una normale casa di studenti, nella quale non hanno notato nulla di insolito.

Lo spettacolo continua mercoledì 17 marzo.


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Grecia – Conspiración de Células del Fuego: nuevas detenciones y actualización sobre el juicio

* klinamen.org

Resumen de lo sucedido desde lunes pasado. El último resumen fue publicado en:
http://www.klinamen.org/noticias/continua-el-proceso-contra-celulas-del-

Nuevas detenciones por el caso de Células
El lunes, 14 de marzo por la mañana, en una operación coordinada entre la Dirección de Afrontamiento de Especiales Delitos de Violencia (en griego D.A.E.E.B.) y la Unidad Especial Represiva Antiterrorista (E.K.A.M.) fueron allanadas y registradas dos casas, una en municipio Nea Ionia de ciudad Volos y otra en Holargos (norte de área metropolitana de Atenas). En Volos fuerxn detenidos 5 personas, entre ellos 3 que estaban en busca y captura acusados de pertenecer a
CCF: Giorgos Nikolopoulos de 25 años (en busca y captura desde octubre de 2009, hermano de Mihalis que fue detenido el 19 de enero de 2011 y luego asumió la pertenencia a CCF), Damiano Bolano de 24 años (en fuga desde octubre de 2009, la prensa más derechista destaca su origen albanes, pues se trata del único relacionado con CCF que no es griego ) y Hristos Tsakalos de 32 años (en busca y captura desde inicios de noviembre de 2010, pues una semana después de que su hermano Gerasimos fuese detenido, junto con Panagiotis Argyrou, por el envío de paquetes incendiarios). Los 3 tienen cargos por: “pertenencia a una organización terrorista”, “provisión, fabricación y posesión de materiales explosivos y bombas explosivas en complicidad para producir un peligro público para objetos de personas terceras y el peligro para personas”, “explosión, tras uso de materiales explosivos, de cual pudiera producirse un peligro público para objetos de personas terceras y para personas”. Todos 3 ya desde tiempo fueron señalados como “cabecillas de CCF”.
En la misma casa fuerxn detenidxs también
Olga Ikonomidou de 31 años y Giorgos Polydoros de 29 años. En casa de Holargos los maderos detuvieron dos personas, pero una de ellxs fue soltada en libertad poco después por falta de pruebas contra ella. Sin embargo, un compañero más, Konstantinos Papadopoulos de 26 años está dentro. Según las fuentes policiales en el piso de Volos fueron encontrados, entre otros: 3 Kalashnikov, 7 pistolas, un revolver de 38 mm, 5.000 balas, dos varas de 0,6 kg cada uno de material explosivo TNT, varios uniformes policiales, pelucas, “walkie-talkies”,7 carnets de identidad falsos, 4 (2 pares) falsas placas de matriculas para coche, 4 micro-cámaras, una maquina de plastificación, cola y otros materiales para falsificación de documentos. En uno de los ordenadores supuestamente fueron encontrados tanto bosquejos como versiones finales de varios comunicados y textos (“Llamamiento internacional”, etc.) y el emblema/dibujo usado últimamente por CCF. Además, bastante cerca de casa fue encontrado un coche con placas falsas, robado un par de noches antes. Por la tarde de lunes además de, típicos en esos casos, asaltos policiales a las casas de los padres de lxs detenidxs( 6 en total y donde no se ha encontrado nada) se produjo el registro de un piso de Kallithea (Atenas), que fue alquilado hace un mes por Hristos Tsakalos con un carnet de identidad falso. Allí los maderos confiscaron: 35 valijas con ropa y herramientas, dos carnets de identidad falsos, 3 ordenadores portátiles, una pistola, 5 micro-cámaras y otra máquina de plastificación.
Naturalmente, la prensa está festejando con titulares como: “Pillaron los lideres de Células”, “En esposas la “triada” de Células”, “Preparaban ataques con bombas y atracos”, etc. y a base de esas pocas informaciones que les ofreció la Policía ( que de momento “sigue investigando” y no se sobresalta con declaraciones pomposas), inventa sus propios guiones, señala a más personas, insinúa conexiones con otros grupos como
Secta de los Revolucionarios y Brigada Revolucionaria (Epanastatiki Taksiarhia, que realizó algunos 12 ataques explosivos entre 2006-2008). También parece existir el peligro que a lxs 6 detenidxs se adjudicará varios atracos a bancos que en últimos años fueron realizados por personas vestidas de policías. El análisis balístico ha comprobado que todas las armas encontradas están “limpias”, pues no fueron utilizadas en ninguno de los ataques llevados a cabo en últimos años.
Al mediodía de martes todxs seis detenidxs fueron llevadxs ante el fiscal. En frente de Tribunal Supremo de Atenas, donde fueron trasladxs desde la cercana Comisaria Central, hubo una pequeña concentración de unos 20 solidarixs y familiares, que bajo la asfixiante presencia policial gritaron un par de consignas cuando el convoy de la Sección Antiterrorista llegó y entró en el garaje de edificio. También lxs compañerxs de Volos realizaron el lunes por la tarde una demostración espontanea de unas 50 personas por el barrio donde se produjo la detención de gente nuestra.
Lxs abogadxs denunciaron a los maltratos (palizas, quemaduras de cigarrillos) que vivieron lxs detenidxs en la planta 12 de Comisaria Central de Atenas, pues en la sede de Sección Antiterrorista. Hristos Tsakalos y Giorgos Polydoros están acusados también por el envío de paquetes incendiarios realizado el 1 de noviembre de 2010 por CCF. Damiano Bolano y Giorgos Nikolopoulos ya fueron llevados a la cárcel. Hoy, el 16 de marzo todxs seis fueron llevadxs de nuevo para declarar ante el fiscal sobre armas que fueron encontradas. Kostas Papadopoulos dijo que no tiene nada que ver con el grupo en cuestión (CCF), pero se declaró como anarquista. Fue soltado hoy por la tarde en libertad con cargos bajo fianza de 10 mil euros. Tiene prohibido salir del país y debe firmar en la comisaria de su barrio tres veces al mes. Lxs 5 detenidxs en Volos se negaron de nuevo a participar en los procedimientos y no declararon nada. Se ordenó su entrada en prisión preventiva. De momento, todxs 5 están acusadxs de pertenecer a Conspiración de Células del Fuego, además todxs tienen cargos por “posesión de armas”. En cuando sea posible publicaremos las direcciones de cárcel de 5 nuestrxs compañerxs.


El juicio contra CCF
Juicio sigue con 5 acusadxs y sus abogadxs.

Lunes, 14 de marzo
Declara el político de PASOK, Gerasimos Arsenis, el marido de Louka Katseli (actual Ministra de Trabajo), delante las portas de cuales el 23 de septiembre de 2009 estalló un artefacto de olla de presión colocado por Conspiración de Células del Fuego. Peguntado por el acusado Mitrousias “
¿Qué razón piensa Ud. que tuvo este ataque explosivo?”, dijo que “esa explosión pertenece a esfera de política”, y además “no fue fuerte pero provocó un humo denso y rompió algunas ventanillas”, a lo que el fiscal respondió que las ventanillas las rompieron Bomberos para que saliese el humo. Lxs abogados de defensa preguntaron si esa explosión pudiese causar peligro para la vida de personas, Arsenis respondió que no es capaz de valorar que hubiese sucedido si el edificio no fuese evacuado al tiempo. El fiscal preguntó si “tal acto pudiese perjudicar al país”, porque como explicó “un acto puede ser valorado como un acto terrorista si está amenazando a las constitucionales instituciones del Estado”. El testigo dijo que, debido a que su esposa es una política, el ataque “tuvo cierta publicidad en Grecia, pero también en el extranjero y eso seguramente no es positivo para nuestro país”. Añado que “el régimen democrático es demasiado fuerte para que le perturbaren semejantes actos”, las cuales pero “provocan inseguridad entre ciudadanos”. Sin embargo, Arsenis subrayó que desde el primer momento ni él mismo, ni su esposa ni su partido querían aprovecharse políticamente de este ataque, pues presentándose como víctimas, sino más bien lo intentaron infravalorar.
Luego declararon los policías que estaban en el servicio en 2 de septiembre de 2009 vigilando el Ministerio de Macedonia y Tracia en Tesalónico, cuando estalló allí un artefacto de CCF. Dijeron que la explosión fue de una potencia mediana, uno hasta dijo que si no hubiese por la llamada de aviso que indicó que se trata de un artefacto explosivo “podría confundirlo con el ruido que hace a veces tubo del escape de coche”. A la cuestión si pudiese producirse peligro para personas todos maderos respondieron negativamente. El juicio fue suspendido hasta el día siguiente.

Martes, 15 de marzo
Declaran como testigos de acusación el jefe de Oficina de Información de sección de Terrorismo Nacional del Servicio Antiterrorista y el jefe de Oficina de Investigación de la misma sección. Los dos fueron responsables de seguimiento, investigación y la registración de las pruebas de evidencia encontradas en casa de
Haris Hadzimihelakis. La abogada de Nina Karakatsani presentó documentos policiales según cuales: el día 21 de septiembre de 2009 (pues dos días antes del allanamiento de dicha casa y arresto de lxs compañerxs) los policías trajeron 3, no especialmente llenas, bolsas de basura encontradas en frente de la casa a las oficinas de Aniterrorista. Los dos oficiales presentes en juicio confirman que hubo3 bolsas, una de ellas con escrito “no agravo al medio ambiente”. Pero…el sumario de confiscación redactado en la misma fecha por los policías de Oficina de Investigación menciona 4 bolsas. Además, un escrito con fecha de 22 de septiembre que acompañaba el envío de pruebas al laboratorio criminológico de Policía menciona 4 bolsas grandes, que contienen en total 18 bolsas pequeñas, 4 de ellas con escrito “no agravo al medio ambiente”. Pues, justo sobre una tal bolsa que supuestamente contenía “materiales que corresponden a artefactos explosivos” se dice que fue encontrada la huella dactilar de Karakatsani.
Preguntados sobre esa inconsistencia los testigos no son capaces de responder pero insisten que “en ningún caso se metió algo más en las bolsas”. Luego la defensa preguntó al jefe de Oficina de Información si existen listas de policías, turnos y horas concretas que hicieron observando la casa en Halandri. Ese respondió que no y añadió que “yo mismo he destruido apuntes que tenia al respecto del caso”…
Luego declararon, como testigos de defensa, algunxs amigxs y colegas de escuela de lxs acusadxs, que en su tiempo visitaron la casa de Hadzimihelakis. Todxs hablaron sobre “una típica casa de estudiantes, donde se pasaba tiempo con amigos y hacia fiestas” y que nunca han anotado nada “sospechoso o ilegal”.
Juicio seguirá el jueves, 17 de marzo.

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Santiago – Marcha del 16 de marzo

  

¡No daremos la mano a torcer!

 * libertadalos14a.blogspot.com

Casi como si hubiese sigo pronosticada por las marchas anteriores, la de este miércoles terminó siendo un campo de batalla.

Un poco para contextualizar, aún cuando las imágenes hablan por si solas, el ambiente comenzó siendo hostil. Antes de que se comenzara a marchar, los tinkus – una vez más solidarizando con lxs compañerxs- fueron advertidxs por la policía de que sólo podrían manifestarse en un lugar puntual, podían bailar y tocar, pero si se les ocurría marchar serían detenidxs. Adivinen que sucedió. El tinku se dispuso a bailar y comenzó a moverse, las demás personas asistentes a la manifestación les secundaron y se fue formando una marcha llena de lienzos y pancartas, pero delimitada todo el tiempo por la policía que -como si les fuera costumbre- filmaba y fotografiaba cada paso. No se logró avanzar una cuadra si quiera, cuando por detrás el guanaco -automóvil policial que arroja agua putrefacta- comenzó a dispersar a la gente tanto participe de la marcha como transeúntes que estaban sentadxs o jugando ajedréz en la plaza de armas.

Varias individualidades corrieron y varias otras se tomaron calles gritando por lxs compañerxs. Hubieron calles e intersecciones tomadas por más de 20 minutos, transformando el tránsito en una larga fila de automóviles y buses. Hubieron cerca de 8 compañerxs detenidxs que fueron llevados a la comisaría, en donde la policía de fuerzas especiales les tomó una fotografía a cada unx. Sin embargo, tras negarse a firmar la causa de sus detenciones -desorden público-, pudieron salir y ahora están en la calle.

El dolor se agiganta pero no nos consume y las muestras de solidaridad hoy son el fiel reflejo del asco hacia las leyes que tienen hoy en prisión a nuestras y nuestros hermanas y hermanos: deseamos su libertad ya, las ansías por verles en la calle y estrecharles las manos poseen mucha fuerza. Sobre todo hoy después de enterarnos que la audiencia fue suspendida con el ridículo argumento de falta de tiempo, garantía y un lugar apropiado para realizarse, siendo que todo podría haberse conseguido de ante mano con los innumerables recursos que posee el estado.

 No hace falta hacer un llamado a la solidaridad con lxs compañerxs…
NOSOTROS Y NOSOTRAS SOMOS ESA SOLIDARIDAD.

 

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Milano – Sabotati 5 bancomat Unicredit

[comunicato anonimo di rivendicazione]

* informa-azione.info – riceviamo da mail anonima:

“A Milano, nella notte tra il 7 e l 8 marzo sono stati sabotati 5 bancomat con acciaio liquido e martellate e lasciate diverse scritte sui muri adiacenti ad alcune banche.
Le azioni compiute riguardano tutte un colosso del credito italiano: unicredit.
Il sistema bancario ha la funzione di emettere ingenti quantità di credito a sostegno dell’incessante riproduzione del capitalismo, la cui economia necessita di saccheggiare risorse vitali in ogni parte del mondo, sfruttare lavoratori ovunque, devastare e inquinare interi territori e assicurarsi la propria onnipresenza con la protezione militare e politica di qualsiasi stato.
Ma soprattutto perchè unicredit?
Le ragioni sono tante, nel catalogo delle sue nefandezze troviamo: la partecipazione nel traffico di armi, grossi investimenti nell’ambito del nucleare, finanziamenti ad imprese come Impregilo e Finmeccanica ( responsabili di progetti nocivi e devastanti come il TAV, la ricerca nano e biotecnologica, militare, controllo dell’immigrazione, ecc..).
Questi sono i settori in cui abitualmente opera unicredit.
La situazione attuale ci sbatte in faccia l’orribile spettacolo della guerra in Libia; voluta dal colonnello Gheddafi per affossare l’insurrezione popolare scatenatasi contro il suo regime.
Considerando che una parte del capitale azionario di Unicredit è posseduto da Gheddafi, anch’essa ha le sue responsabilità nel disastro sanguinario e repressivo in cui il colonnello sta trascinando il popolo libico “

 

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Atene – Dati alle fiamme tredici veicoli

* actforfreedomnow

trad. Cenere

Le notizie riportano diversi incendi nei quali dei veicoli hanno preso fuoco nella notte ad Atene. Il primo è stato a Psiri alle 22:55 quando un’automobile privata è andata a fuoco.

Poco prima dell’una alle 00:58 il fuoco ha coinvolto due macchine senza targhe in un piazzale, 85 Republic Avenue Menadi.

All’ 1:33 il fuoco è divampato nella municipalità di Kifissia, un’automobile parcheggiata al 13 Anaxagoras Road a New Eritrea.

Qualche minuto dopo, all’1:42, un’auto al 35 Michail Voda Road ad Atene è stata completamente distrutta dal fuoco, che ha causato danni ad un’altra macchina e a due moto.

Alle 2:10 le fiamme hanno inghiottito tre macchine parcheggiate in un parcheggio all’aperto al 57 Lakovaton Street, Kato Patissia, distruggendone una completamente e danneggiando le altre due.

L’ultimo incendio registrato è stato alle 2:20 a Paleo Faliro, due veicoli, uno del corpo diplomatico e uno senza targa, sono state bruciate mentre erano parcheggiate al 14 Nazliou Road.


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Grecia – Manifesto in solidarietà con Simos Seisidis

 

  Manifesto in solidarietà con Simos Seisidis

 E’ stato PRESO DI MIRA dai meccanismi d’oppressione.

E’ stato RICERCATO come fuggitivo dopo la rapina alla National Bank of Greece a Solonos street a causa della sua relazione militante con G. Dimitrakis.

Ha avuto sulla sua testa una TAGLIA di 600.000 euro messa dal terrorista M. Chrisohoidis.

I protettori dei cittadini” gli hanno SPARATO alle spalle.

E’ stato TORTURATO dai dottori traditori degli ospedali statali.

Ha subito l’AMPUTAZIONE della gamba destra a causa delle gravi ferite.

E’ stato IMPRIGIONATO con cinque diverse accuse.

E’ PROCESSATO come “rapinatore in nero”.

 MA RIMANE

 Che l’unica vittima in questa storia è la giustizia che voi invocate.

L’unico colpevole in questa storia è la vostra democrazia.

Solidarietà a M. Seisidis e G. Tsironis che sono ricercati per lo stesso caso.

 CORTEO

MARTEDI 29/3/2011

PROPILLEA

ATENE

 ASSEMBLEA SOLIDALE DI ATENE

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  * actforfreedomnow.blogspot.com

 

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UK – Attaccata Nat West Bank a Nottingham

* 325.nostate.net

trad. Cenere

La scorsa notte sono state frantumate le finestre della Nat West Bank a Mansfield Road, e sono state lasciate scritte anticapitaliste sulla facciata dell’edificio.

Abbiamo fatto ciò perché rifiutiamo di sottometterci alla volontà del capitalismo.

Ogni singolo giorno che passa il nostro amore e la rabbia aumentano.

Amore per i nostri amici e compagni di tutto il mondo. Rabbia per le forze che tentano di danneggiare i loro spiriti e sopprimere tutti i tentativi di cercare libertà nelle loro vite. La Nat West Bank è di proprietà della Royal Bank of Scotland che violentemente supporta la distruzione della terra e il sistema carcerario, essi sono meramente un aspetto del sistema che intrappola tutto ciò che viene a contatto con esso. E questa azione è stata solo un piccolo gesto contro tutte le sue pretese. Fino a quando il capitalismo, la supremazia bianca e il patriarcato non saranno distrutti noi troveremo modi per attaccare. Ricordiamo quelli che hanno lottato prima di noi e andiamo alla ricerca di quelli che combatteranno con noi.

Amore e Solidarietà a Simos Seisidis e a tutti quelli che sono prigionieri di questa società e della sua cultura.

Ieri abbiamo affilato i nostri denti così come ci prepariamo a combattere.

 

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Atene – Solidarietà con Simos Seisidis

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(es/it) $hile – Comunicado de las compañeras en huelga de hambre

* solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

Comunicado Público

nosotras, las imputadas del llamado “caso bombas” detenidas desde el 14 de agosto 2010. Comenzamos el 21 de febrero del 2011 una huelga de hambre líquida indefinida exigiendo y demandando lo siguiente:

-Desde el inicio de nuestro presidio no ha existido un debido proceso, la presunción de inocencia jamás ha sido respetada. La fiscalia en complicidad con las policias actuan con las mismas lógicas que fueron utilizadas en el autoritarismo militar de Pinochet, existiendo presiones por parte del gobierno, en especual de su ministro del interior siendo todo esto avalado por los medios de comunicación masivos.

-La creación del imaginario colectivo a la “opinión pública” del terrorista es el (la) mapuche, el anarquista, el antiautoritario, ex militantes de grupos armados, imigrantes como “el Pakistani”, etc. El estado policial pretende frenar la disidencia utilizando una de sus mejores herramientas: la ley antiterrrorista, creada y utilizada desde la olvidada dictadura, que posee la facultad de testimonio de testigos sin rostro, triplicación de condenas para delitos comunes, requerimiento de unanimidad de votos en la corte de apelaciones (a excepción de cualquier otro delito que sólo necesita la mayoría de estos) entre otras facetas.

-Esta investigación que ha intentado probar una asociación ilícita inexistente, se ha realizado por más de cinco años, obteniendo pruebas por decirlo menos rídiculas, muchas de estas exhibidas en los medios de comunicación, entre ellas la comparación de las muestras de material genético (ADN) de lxs imputadxs, (extraídas a la fuerzza) con las encontradas en algunos sitios de los sucesos, las cuales no coinciden con ninguno de lxs acusadxs.

Por todo lo anteriormente expuesto, continuamos con nuestra movilización exigiendo:

1-Libertad a todxs lxs acusadxs en el llamado “caso bombas” detenidxs el 14 de agosto. No más plazo investigativo. ¡¡¡Juicio ahora!!!

2-No al procesamiento por la ley 18.314. Abolición a esta ley heredada de la dictadura militar. No más testigos ocultos. Modificación a la unanimidad de votos en la corte de apelaciones en lo que respecta a delitos tipificados en la ley de conductas terroristas.

Por último, insistimos: nuestra prisión pretente ejemplificar la sensación que recibirá cualquier atisbo de disisdencia, pero la disconformidad que provoxa el sistema capitalista no cesará con nuestro encarcelamiento.

Agradecemos todo gesto solidario ya sea individual o colectivo en cada rincón del globo.

¡¡¡Libertad inmediata a todxs lxs presxs politicxs del mundo!!!

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La audiencia de reformalizaciòn quedó suspendidad para el día viernes a las 9 de la mañana, aludiendo al corto tiempo que quedaba para que se llevara a cabo y a lo pequeña de la sala. Realmente los argumentos no estan ni para comentarios.

Hacemos un llamado a la solidaridad y a estar atent@s ante tanto clima enrarecido

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Cile – Comunicato delle compagne in sciopero della fame

 

noi, imputate del cosiddetto “caso bombas” detenute dal 14 agosto 2010, abbiamo iniziato il 21 febbraio 2011 uno sciopero della fame a tempo indeterminato esigendo e chiedendo quanto segue:

– dall’inizio della nostra reclusione non c’è stato un debito processo, la presunzione d’innocenza non è mai stata rispettata. La procura, in complicità con le forze di polizia, agisce con le stesse logiche utilizzate durante l’autoritarismo militare di Pinochet, con pressioni esercitate da parte del governo, in particolare il ministro degli Interni, il tutto avallato dai mezzi di comunicazione di massa.

– la creazione per la “opinione pubblica” dell’immaginario collettivo del terrorista identificato/a nel/la mapuche, anarchico/a, antiautoritario/a, ex militanti di gruppi armati, immigranti come “il pachistano”, ecc. Lo stato di polizia pretende frenare la dissidenza ricorrendo ad uno dei suoi migliori strumenti: la legge antiterrorista, creata ed utilizzata dalla dimenticata dittatura, che prevede il ricorso a testimoni a volto coperto, la triplicazione delle condanne per reati comuni, la richiesta dell’unanimità dei voti nelle corti d’appello (mentre per qualsiasi altro reato è richiesta solo la maggioranza di tali voti), tra i vari aspetti.

– Quest’indagine che ha cercato di provare un’inesistente associazione illecita si portava avanti da più di 5 anni, ottenendo prove quanto meno ridicole, molte della quali esibite dai media, tra esse la comparazione dei campioni di materiale genetico (DNA) degli imputati (prelevati con la forza) con quelli riscontrati in alcuni luoghi degli avvenimenti, e nessuno di essi coincide con quelli degli imputati.

Per tutto quanto suesposto noi continuiamo con la nostra mobilitazione esigendo:

1- Libertà per tutti/e gli/le accusati/e del chiamato “caso bombas”, arrestati dal 14 agosto. No alla proroga delle indagini. Processo adesso!!

2- No al processo sotto la legge 18.314 (antiterrorista). Abolizione di questa legge ereditata dalla dittatura militare. Mai più testimoni occulti. Modifica dell’unanimità dei voti nella corte d’appello per quanto riguarda reati che hanno a che vedere con la legge sulle condotte terroriste.

Infine, insistiamo: la nostra prigione pretende esemplificare la sensazione che riceverà qualsiasi cenno di dissidenza, ma la non conformità che provoca il sistema capitalista non cesserà con la nostra detenzione.

Ringraziamo qualsiasi gesto solidario, individuale o collettivo, in qualsiasi parte del pianeta.

Libertà immediata per tutti/e i/le prigionieri/e del mondo!!

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L’udienza di ri-formalizzazione è stata spostata alle 9 di venerdì mattina, alludendo al breve tempo a disposizione ed alla piccola capienza dell’aula. Francamente, si tratta di argomenti che si commentano da soli.

Rivolgiamo un appello alla solidarietà ed a stare attenti/e dinanzi a questo clima così viziato.

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$hile – Ante la Campaña de Hostigamiento y Persecución en contra de nuestr@s abogad@s, familiares, amig@s y compañer@s.

* solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

No satisfechos con los innumerables seguimientos y escuchas telefónicas durante más de 5 años a nosotr@s, nuestras familias, parejas, amig@s y compañer@s, el acoso de las fuerzas represivas no ha cesado contra nuestro entorno afectivo desde nuestras detenciones. Seguimientos, intervenciones telefónicas e incluso la colocación de micrófonos en contra de nuestr@s abogad@s, amig@s y familiares como también en contra de quienes han solidarizado para denunciar nuestra prisión, ha sido la tónica de la persecución policial, como por ejemplo la presencia policial durante las transmisiones especiales de la radio primero de mayo o las arremetidas y detenciones contra compas luego de actividades y marchas de apoyo.

El sábado 12 de marzo, el clima de hostigamiento llegó a un momento crítico afectando directamente a las oficinas de l@s abogad@s que se ocupan de la defensa de varios de nosotr@s, culminando con un procedimiento de varias horas en que la policía se encontró a solas inspeccionando las dependencias de nuestra defensa.

Queremos manifestar públicamente que nos encontramos conformes con nuestra defensa legal y que estas ultimas maniobras tienen el claro tinte del actuar de los organismos de inteligencia del estado, cuyo objetivo es amedrentar y obstaculizar nuestra defensa jurídica como también generar un clima aun más enrarecido en quienes cuestionan el viciado proceso y solidarizan con nosotr@s.

Rechazamos los métodos con que la represión ha actuado a casi 3 semanas de iniciada nuestra movilización y solo un par de días de nuestra ida a tribunales para ser reformalizad@s. Amedrentar y confundir es lo que se busca con estos métodos.

Desde el encierro seguimos con la huelga de hambre iniciada el 21 de febrero exigiendo nuestra libertad, el fin al montaje político/jurídico/policial, la no aplicación de la ley antiterrorista y la pronta realización del juicio.

Saludamos profundamente a las distintas muestras de solidaridad y apoyo en distintos territorios que convergen en la lucha por la libertad de l@s pres@s polític@s.

 

¡¡Fin a la Ley Antiterrorista!!
¡¡Libertad a tod@s l@s pres@s polític@s!!

Camilo Perez, Carlos Riveros, Omar Hermosilla, Rodolfo Retamales, Felipe Guerra, Francisco Solar, Vinicio Aguilera.


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Atene – Rivendicazione dell’attacco incendiario a Kolonaki

* actforfreedomnow

trad. Cenere

 

Nostri fratelli di lotta…

Essi non si fermano, non sono soggiogati.

I nostri fratelli di giorno cospirano e di notte si muovono come ombre.

Essi seminano distruzione, compiono passi, ecco come vivono.

Non stanno strisciando leccando il culo per il pane dei padroni.

I nostri fratelli cercano compagni per diventare uno,

essi non si spendono in relazioni effimere, essi ci guardano nel profondo degli occhi…

I nostri fratelli resistono contro il nemico visto che esso non li spaventa. Essi non hanno paura…

La paura è per i borghesi e le spie.

I nostri fratelli resistono con dignità anche in prigione…

Essi non si tirano indietro, non collaborano con i giudici e le guardie.

I nostri fratelli non implorano la vita.

Essi cercano la libertà e vanno fino in fondo.

Lambros Foundas è un nostro fratello, guerriero della libertà, membro di Lotta Rivoluzionaria, è caduto in battaglia con una pistola in mano.

Le lacrime non si adattano ai nostri fratelli, la continuità della Lotta e gli attacchi gli si addicono.

Come un piccolo segno d’onore abbiamo attaccato la banca “emporiki” in Skoufa street, in piazza Kolonaki, nelle prime ore di domenica 6 marzo.

Sorridiamo a quelli che vanno avanti, a quelli che non dimenticano, a quelli che guardano in faccia la morte e urlano: la Morte non esiste!

ONORE ETERNO

 

Solidarietà ai prigionieri guerriglieri della O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco, di Lotta Rivoluzionaria e della O.R 17 Novembre.

Solidarietà ai prigionieri del “caso bombas” in sciopero della fame in Cile.

Alziamo i nostri pugni verso quelli che continuano le ostilità…

LIBERTA’ PER TUTTI NOI

 

GUERILLA FORMATION

LAMBROS FOUNDAS


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(es/it) Santiago de $hile – Reivindicación del bombazo cerca de los canales de TV

* Liberación Total / lahaine.org/index.php?blog=5&p=52056

“Para nosotros esa situación no está saldada y, sin duda, nos quedan muchos encuentros con estos periodistas-policías”

Comunicado:

Mediante el presente correo electrónico reclamamos la responsabilidad de la explosión registrada el Viernes 11 de Marzo en el cerro San Cristóbal, en un sitio colindante a los canales de Televisión. Dicha acción fue presentada el día Domingo 13 por el diario El Mercurio, de manera mañosa y sibilina como es su costumbre, como una explosión que tiene relación con la instancia judicial en que se mantuvo la prisión preventiva a Pablo Morales. Nada más alejado de la realidad. La bomba hecha explosionar la noche del Viernes fue motivada por dar un mensaje a uno de los pilares del sistema de dominación como es la prensa oficial y de televisión específicamente. Nosotros no olvidamos las afrentas que estos representantes del poder nos han dado, de las cuales una de las más grandes canalladas fue realizada por el programa Informe Especial de TVN cuando mostro el cuerpo inerte del compañero Mauricio Morales y se convirtió en el vocero del Fiscal Peña y su gentuza. Si no lo habían notado esa es la razón por la que fueron atacados en la última marcha del 11 de Septiembre con especial dedicación al móvil de prensa de TVN. Para nosotros esa situación no está saldada y, sin duda, nos quedan muchos encuentros con estos periodistas-policías. Además esa noche se celebraba 1 año más del gobierno de Piñera, gobierno que representa la máxima conjunción de los intereses del Capital y el Estado, como no se ha visto en la historia de Chile. La gran burguesía ya no necesita de militares ni los politicastros de la concertacion.

No es ni ha sido nuestra intención ayudar o perjudicar la situación de los presos anticapitalistas con nuestro accionar. Creemos que eso seria imposible. Presos que, por lo demás, reconocemos como parte del amplio espectro anticapitalista que no se restringe a unas cuantas casas ocupa, pero que no conocemos ni tenemos relación con ellos como plantea la película de ciencia ficción que la Bipe y la Dipolcar le vendieron a Peña y sus fiscales ansiosos de éxito, fama y cámaras de televisión. Sin embargo, somos concientes que se haga lo que se haga se tratará de perjudicarlos e involucrarlos con las acciones que se desarrollen. Si no hay acciones ni bombas se dira que los presos eran los culpables y por eso las bombas se acabaron. Si hay acciones y explosiones se dirá que tratan de demostrar que no son los culpables. En fin, la nueva subversion, la nueva guerrilla autonoma y difusa no se puede guiar por lo que considere o no considere el poder.

Punto aparte es el atentado realizado contra una casa particular y que fue seguida de un comunicado en que se amenazaba con atacar una escuela. Nosotros rechazamos completamente esa acción, no nos interpreta, no la comprendemos y no sabemos que objetivo busca, salvo que perjudica la lucha anticapitalista y las ideas de la rebelión. Para nosotros o bien es obra de la policia o formaciones parapoliciales actuando con falsas banderas, o bien se trata de gente que ha cometido un profundo error y que tiene tendencia hacia el terrorismo. Nuestras acciones, que no detallaremos ahora para no facilitarle la tarea a las policias ni a la gentuza de la fiscalía, siempre han sido claras en su objetivo y han buscado tanto por el horario, por el lugar, como por las caracteristicas fisicas de los blancos escogidos, evitar al maximo que personas inocentes salgan dañadas. Incluso tratamos que los daños se circunscriban al objetivo a atacar y no a casa cercanas. Para nosotros, las acciones son un medio de propaganda, de agitación, de sabotaje y en ocasiones de ataque directo, sólo cuando han correspondido a la policia asesina que ha matado a nuestros hermanos y hermanas, aqui en las ciudades o en terrotorio mapuche disparándoles cobardemente por la espalda. De sus heridos y de los daños en sus dependencias no tenemos porqué pedir disculpas, sino sentirnos orgullosos y señalar que eso no es nada comparado con las valiosas vidas de nuestros hermanos que estas alimañas sedientas de sangre se llevaron por cumplir con los miserables dueños del pais y por un sueldo miserable. La calidad moral de los subversivos y revolucionarios, no se compara con la de un policia, y por lo mismo, volvemos a repetir que no tenemos ninguna relación con ataques indiscriminados a la poblacion civil. En el raro caso que la gente que atacó una casa particular escogiéndola al azar provenga del campo anticapitalista, creemos que deben replantear profundamente sus orientaciones politicas y sus acciones que sólo benefician al enemigo.

Ayer en un programa de TV, el ministro del Interior Rodrigo Hinzpeter, se preguntaba con afectación cómo era posible que tanto tiempo conviviéramos con la injusticia de gente que está en la cárcel por no pagar una multa. Sus palabras darían risa si no tuvieran la sombra de la muerte, de una persona que apoya el genocidio árabe de parte de Israel, país en que aprendió gran parte de sus sucias artes. La cárcel es parte de este sistema de muerte, explotación y opresión en que una minoría privilegiada disfruta del poder y la riqueza mientras el resto de la población sobrevive en uno de los países con las peores distribuciones de ingreso, en un país donde la policía mata mapuches, estudiantes y militantes subversivos con el auspicio de los politicos de la concertación o la derecha en esta democracia policial manchada de sangre y en la más absoluta impunidad. Esa es la verdadera tragedia, esa es la verdadera injusticia. No que una persona no pague una multa y vaya a la cárcel, que por cierto lo es, sino que terroristas de corbata se pongan de acuerdo para subir los precios de los remedios a embarazadas, niños y ancianos y que nunca vayan a poner un pie en la cárcel. Que jamás vayamos a ver a los asesinos de mapuche esposados y con los buitres de la prensa preguntando porqué lo hiciste. No, ese trato está reservado a los pobres, aquellos para los que se construyen las cárceles. Jamás veremos pagar a los dueños de las forestales pagar por el inmenso daño que sus bosques provocan a las comunidades, secando los suelos, impidiendo que su cultura se reproduzca, impidiendo la agricultura por falta de riego, pagando los policias para que disparen a niños. Eses es el verdadero terrorismo que hay en este país, aquel que mueve sus piezas para que sean aprobadas sus centrales que contaminan la naturaleza y envenenan a la gente, con políticos solícitos que reciben al embajador estadounidense de buena gana en sus muy progresistas sillones presidenciales. ¿Quiénes son los terroristas? ¿No son aquellos que aplaudieron que tiraran a la gente al mar o que miraban para otro lado y que hoy militan en los partidos de la coalición de gobierno del señor Hinzpeter?

Por último daremos unos datos para demostrar la autenticidad de la acción y para contar a los anticapitalistas que todos podemos ser grupos de acción, que está en nuestras manos, que nunca hemos necesitado de jefes, ni un ridiculo financiamiento extranjero. Realizamos la acción del Viernes en la noche con protección armada por si las cosas se ponían complicadas, colocando una bomba con una carga de casi 2 kilos pólvora negra con aluminio en polvo dentro de un extintor. La carga tenía como sistema de activación 2 celulares (por si uno fallaba) que le otorgaban la energía necesaria mediante una conección a sus respectivos vibradores. La carga se programó para hacer explosión a las 21:45 en un sector y a una hora en que nadie pudiera salir herido. Era una acción simbólica y de propaganda con motivo del primer año de gobierno de Piñera. Es nuestra además la responsabilidad de una carga colocada en el mes de Enero en la comuna de Vitacura en las inmediaciones de la Comisaría de Las Tranqueras que lamentablemente falló por un problema en el sistema de activación.

Por último hacemos un llamado a todas y todos a luchar con más fuerza y a salir a las calles este 29 de Marzo, Día del joven combatiente. A recordar a nuestros muertos y demostrar con fuego en las calles que no le tememos a Piñera ni al fascismo de Hinzpeter. Terminamos con las palabras que se escuchan con cada vez más fuerza en las calles y en las cárceles gritadas por los rebeldes:

¡Despierta, es hora de luchar!
¡Mientras exista miseria habrá rebelión!
¡A expandir y multiplicar los núcleos autónomos anticapitalistas en $hile y el mundo!
¡29 de marzo a la calle!

FRENTE INTERNACIONAL REVOLUCIONARIO – COMANDO INSURRECCIONAL ARACELY ROMO

PS: A propósito de lo ocurrido en Japón en estos días, un representante del Estado terrorista más grande del mundo, aquel que lanzó las bombas en Hiroshima y Nagasaki provocando más de 200.000 muertos, es el que recibirán con alfombra roja y rindiénsole pleitesía en unos días más los podridos gobernantes chilenos. ¿Una joya no?

A continuación, una muestra de cómo cubrió la acción la prensa burguesa: Ver Aquí.


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Santiago del Cile – Rivendicazione dell’attentato esplosivo nei pressi dei canali TV

* Liberación Total / lahaine.org/index.php?blog=5&p=52056

“Per noi quella situazione non è saldata e, senza dubbi, ci restano molti incontri con questi giornalisti-sbirri”

Comunicato:

Con la presente mail ci assumiamo la responsabilità dell’esplosione verificatasi venerdì 11 marzo nel cerro San Cristóbal, in un luogo vicino ai canali della Televisione. Tale azione è stata presentata il giorno 13, domenica, dal quotidiano El Mercurio, al solito in maniera viziata e sibillina come un’esplosione che ha qualche legane con l’istanza giudiziaria che ha visto il mantenimento della carcerazione preventiva per Pablo Morales. Nulla di più lontano dalla realtà. La bomba fatta esplodere la notte di venerdì è stata motivata per inviare un messaggio ad uno dei pilastri del sistema di dominio, come sono la stampa ufficiale ed in particolare la televisione. Non dimentichiamo le infamie che questi rappresentanti del potere hanno rivolto contro di noi, tra le quali una delle più grandi canagliate è stata effettuata dalla messa in onda del programma Informe Especial del canale TVN, quando ha mostrato l’inerte corpo del compagno Mauricio Morales convertendosi nel portavoce del procuratore Peña e della sua gentaglia. Se non ve ne siete resi conto, questa è la ragione per cui siete stati attaccati durante l’ultima marcia dell’11 settembre, con una particolare dedizione al furgone della TVN. Per noi quella situazione non è saldata e, senza dubbi, ci restano molti incontri con questi giornalisti-sbirri. Inoltre, durante quella notte si festeggiava 1 altro anno del governo di Piñera, governo che rappresenta la congiunzione massima degli interessi del Capitale e dello Stato, come non s’è mai visto nella storia del Cile. La grande borghesia non ha più bisogno di militari né di politicastri della concertacion.

Non è stato nostro scopo quello di aiutare o danneggiare la situazione dei prigionieri anticapitalisti con la nostra azione. Crediamo che la cosa sarebbe impossibile. Prigionieri che, per il resto, riconosciamo come parte del vasto spettro anticapitalista che non si racchiude ad alcune case occupate, ma che non conosciamo né abbiamo alcuna relazione con essi come insinua il film di scienza-fiction che la Bipe e la Dipolcar (corpi di polizia scientifica cilena – ndt) hanno venduto a Peña ed ai suoi p.m. ansiosi di successo, fama e telecamere. Comunque, siamo consci che in qualunque maniera si cercherà di danneggiarli e di coinvolgerli con le azioni che si portano in avanti. Se non ci sono azioni né bombe si dirà che i prigionieri erano i colpevoli e per questo gli attentati sono finiti. Se ci sono azioni ed esplosioni si dirà che cercano di dimostrare che non sono i colpevoli. Infine, la nuova sovversione, la nuova guerriglia autonoma e diffusa non può esser guidata da quel che considera o meno il potere.

Un altro punto è l’attentato realizzato contro una casa e che è stata rivendicata attraverso un comunicato in cui si minacciava di attaccare una scuola.. Noi ripudiamo completamente quest’azione, non ci interpreta, non la comprendiamo e non sappiamo quali obiettivi cerchi, eccetto che danneggia la lotta anticapitalista e le idee della ribellione. Per noi o è opera della polizia o formazioni para-poliziesche che agiscono sotto una falsa bandiera, o si tratta di gente che ha commesso un profondo errore e che ha delle tendenze che vanno al terrorismo. Le nostre azioni, che adesso non spiegheremo nei dettagli per non facilitare il compito alla polizia ed alla gentaglia della procura, sono sempre state chiare nei loro scopi ed hanno cercato per l’ora, per il luogo e per le caratteristiche fisiche degli obiettivi scelti di evitare al massimo che persone innocenti ne risultassero colpite. Abbiamo persino cercato di far sì che i danni si circoscrivessero all’obiettivo scelto e di non danneggiare le case vicine. Per noi, le azioni sono un mezzo di propaganda, di agitazione, di sabotaggio ed a volte di attacco diretto, solo quando s’è risposto alla polizia che ha assassinato dei nostri fratelli e sorelle, qui nelle città o in territorio mapuche sparando vigliaccamente alle loro spalle. Dei feriti e dei danni provocati ad essi non dobbiamo chiedere scusa, anzi ci sentiamo orgogliosi e sottolineiamo che tutto ciò non potrà mai esser paragonato alle valorose esistenze dei nostri fratelli che queste bestie assetate di sangue si son portate via per adempiere agli ordini dei miserabili padroni del paese e per un misero stipendio. La qualità morale dei sovversivi e dei rivoluzionari non può esser paragonata a quella di un poliziotto, perciò ribadiamo che noi non abbiamo alcun legame con gli attacchi indiscriminati alla popolazione civile. Nel raro caso in cui coloro che hanno attaccato una casa scegliendola a caso provengano dal settore anticapitalista, crediamo che debbano riflettere a fondo sulla loro posizione politica e sul fatto che le loro azioni beneficiano solo il nemico.

Ieri, in un programma TV, il ministro degli Interni Rodrigo Hinzpeter, si chiedeva con affettazione come fosse possibile che conviviamo tanto tempo con l’ingiustizia di persone che sono in carcere per non aver pagato una multa. Le sue parole farebbero ridere se non avessero l’ombra della morte, da parte di una persona che appoggia il genocidio arabo da parte d’Israele, paese in cui ha appreso gran parte dei suoi sporchi giochi. Il carcere è parte di questo sistema di morte, sfruttamento ed oppressione in cui una minoranza privilegiata gode del potere e della ricchezza mentre il resto della popolazione sopravvive in uno dei paesi con la peggior distribuzione delle entrate, in un paese in cui la polizia ammazza i mapuche, gli studenti ed i militanti sovversivi con l’auspicio dei politici della concertación o della destra in questa democrazia poliziesca macchiata di sangue e nella più assoluta impunità. Questa è la vera tragedia, questa è la vera ingiustizia. Non che una persona non paghi una multa e vada in carcere, che certamente accade, ma che i terroristi con la cravatta si mettano d’accordo per aumentare i prezzi dei farmaci per le donne incinte, i bambini e gli anziani e che costoro non porranno mai un piede in carcere. Non vedremo mai gli assassini dei mapuche ammanettati e con gli avvoltoi della stampa chiedendo ad essi perché l’hanno fatto. No, questo trattamento è riservato ai poveri, a quelli per cui si costruiscono le carceri. Non vedremo mai pagare i signori delle compagnie forestali, pagare per l’immenso danno che i loro boschi provocano alle comunità prosciugando i suoli, impedendo che si riproduca la loro cultura, impedendo l’agricoltura per mancanza d’irrigazione, pagando i poliziotti affinché sparino ai bambini. Questo è il vero terrorismo che c’è in questo paese, quello che muove le sue pedine affinché siano approvate le sue centrali che inquinano la natura ed avvelenano la gente, con politici solleciti che ricevono l’ambasciatore statunitense con gusto con i loro progressisti divani presidenziali. Chi sono i terroristi? Non sono quelli che hanno plaudito quando hanno lanciato la gente in mare o che guardavano dall’altro lato e che oggi militano nei partiti della coalizione di governo del signor Hinzpeter?

Infine, forniamo alcuni dati per dimostrare l’autenticità dell’azione e per far sapere agli anticapitalisti che tutti noi possiamo esser gruppi d’azione, che è nelle nostre capacità, che non abbiamo mai avuto bisogno di capi, né d’un ridicolo finanziamento straniero. Abbiamo effettuato l’azione venerdì notte con una protezione armata se le cose si fossero rese complicate, collocando una bomba con una carica di quasi 2 chili di polvere nera con alluminio in polvere all’interno di un estintore. La carica aveva come sistema d’attivazione 2 cellulari (se uno non avesse funzionato) che gli fornivano l’energia necessaria attraverso una connessione con i rispettivi vibratori. La carica è stata programmata affinché l’esplosione avvenisse alle 21.45 in una zona ed un orario in cui nessuno si sarebbe potuto ferire. Era un’azione simbolica e di propaganda con l’obiettivo di colpire il primo anno di governo di Piñera. Inoltre, ci assumiamo anche la responsabilità di una carica collocata nel mese di gennaio nel comune di Vitacura, nelle vicinanze del commissariato Las Tranqueras che, purtroppo, è fallito per un problema al sistema di attivazione.

Infine, rivolgiamo un appello a tutti e tutte a lottare con più forza ed a scendere in strada questo 29 marzo, Giornata del giovane combattente. A ricordare i nostri morti ed a dimostrare con il fuoco nelle strade che non temiamo né Piñera né il fascismo di Hinzpeter. Terminiamo con le parole che si ascoltano con sempre più forza nelle strade e nelle carceri, scandite dai ribelli:

Svegliati, è ora di lottare!
Fino anche ci sarà miseria ci sarà ribellione!
A diffondere e moltiplicare i nuclei autonomi anticapitalisti in Cile e nel mondo!
29 marzo per le strade!

FRENTE INTERNACIONAL REVOLUCIONARIO – COMANDO INSURRECCIONAL ARACELY ROMO

p.s.: A proposito di quel che è accaduto in Giappone, un rappresentante dello Stato terrorista più grande del mondo, quello che ha lanciato le bombe su Hiroshima e Nagasaki provocando più di 200.000 morti, è quello che tra pochi giorni gli schifosi governanti cileni riceveranno, rendendogli omaggi. Una perla, vero?

Di seguito una dimostrazione di come la stampa borghese ha informato sulla nostra azione: Clicca qui.

 

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es/it -Presos Políticos Mapuche inician nueva huelga de hambre‏


COMUNICADO PUBLICO

Cárcel de Lebu, 15 de Marzo de 2011

Los presos políticos mapuche, miembros de la CAM, prisioneros en la Cárcel de Lebu, frente a nuestra actual situación, comunicamos a la Nación Mapuche y a la opinión pública internacional lo siguiente:

1. Es de amplio conocimiento el extenso proceso investigativo y judicial que se ha desarrollado en contra nuestra y de otros 13 hermanos, bajo la Ley Antiterrorista, cuyo resultado ha sido una condena política a cuatro militantes de la CAM.

2. Que el Tribunal Oral de Cañete ha arribado a dicha condena basado, únicamente, en declaraciones de un testigo secreto y de testigos de oídas, es decir, con estándares de prueba inaceptables en cualquier otro lugar mundo.

3. Que por lo tanto, al no haber tenido un debido proceso y como resultado de ello, arriesgar altas penas de cárcel, hemos decidido iniciar una huelga de hambre liquida, de carácter indefinida, hasta el logro de nuestras demandas:

DEBIDO PROCESO Y JUICIO JUSTO

SIN UTILIZACION DE TESTIGOS SECRETOS, SIN LEY ANTITERRORISTA.

NULIDAD DEL JUICIO ORAL

SER JUZGADOS POR UN TRIBUNAL COMPETENTE E IMPARCIAL

FIN AL DOBLE PROCESAMIENTO EN LA JUSTICIA CIVIL

TRASLADO A LA CARCEL DE ANGOL Y CONDICIONES CARCELARIAS DIGNAS.

 

JOSE HUENUCHE REIMAN

HECTOR LLAITUL CARRILLANCA

JONATHAN HUILLICAL MENDEZ

RAMON LLANQUILEO PILQUIMAN

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  I Prigionieri Politici Mapuche iniziano un nuovo sciopero della fame

COMUNICATO PUBBLICO

 

Carcere di Lebu, 15 marzo 2011

 Noi prigionieri politici mapuche, membri della CAM, detenuti nel carcere di Lebu (Cile), di fronte alla nostra attuale situazione, comunichiamo alla Nazione Mapuche ed all’opinione pubblica internazionale quanto segue:

1. E’ a tutti noti l’esteso procedimento istruttorio e giudiziario che s’è tenuto contro di noi ed altri 13 fratelli sotto la Ley Antiterrorista, la cui soluzione è stata una condanna politica di noi 4, militanti della CAM.

2. Che il tribunale orale di Cañete è giunto a tale condanna sulla sola base delle dichiarazioni di un testimone segreto e di testimonianze per sentito dire, cioè con standard di prova inaccettabili in qualsiasi altro luogo del mondo.

3. Che, pertanto, nel non esserci stato un debito processo e per tale motivo rischiamo delle alte condanne detentive, abbiamo deciso di iniziare uno sciopero della fame a tempo indeterminato, fino all’ottenimento delle nostre richieste:

DEBITO E GIUSTO PROCESSO

SENZA IL RICORSO AI TESTIMONI SEGRETI, SENZA LA LEY ANTITERRORISTA

NULLITA’ DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE ORALE

ESSER PROCESSATI DA UN TRIBUNALE COMPETENTE ED IMPARZIALE

FINE AL DOPPIO PROCESSO NELLA GIUSTIZIA CIVILE

TRASFERIMENTO AL CARCERE DI ANGOL E DEGNE CONDIZIONI CARCERARIE

 

JOSE HUENUCHE REIMAN

HECTOR LLAITUL CARRILLANCA

JONATHAN HUILLICAL MENDEZ

RAMON LLANQUILEO PILQUIMAN

 

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(es/it) Salónica – Ocupación del consulado $hileno en solidaridad con los presos politicos en huelga de hambre (vigesimo tercer dia)

Los callejones sin salida de la dominación, la violencia autoritaria y la estrategia de guerra para la neutralización del enemigo interno son, hoy mas que nunca, características evidentes en todos los estados en los cuales se desarrolla la resistencia social organizada. En el 14 de Agosto de 2010, un maravilloso espectáculo represivo ha tomado lugar en las ciudades chilenas de Santiago y Valparaíso conduciendo à la persecución de 14 personas, 8 de las cuales han sido encarceladas y acusadas de todos los ataques armados, con explosivos e incendiarios, que han acontecido en los últimos 3 años, en contra de objetivos del estado y del capital en el país. La única prueba concreta que los ha llevado a la cárcel es su identidad política, que es sintetizada por sus círculos sociales y sus actividades de lucha.

Andrea Urzúa, Camilo Pérez, Carlos Riveros, Felipe Guajardo, Francisco Solar, Mónica Caballero, Pablo Morales, Rodolfo Retamales, que desde entonces están encarcelados, libran una lucha muy importante desde el 21-2-2011, en que han empezado una huelga de hambre exigiendo su libertad así como la abolición de la ley antiterrorista. Nada mas empezar la huelga, otros 2 compañeros han sido reenviados a la cárcel después de un periodo de arresto domiciliario. Vinicio Aguillera y Omar Hermosilla se han unido à la huelga 2 días después. A través de este posicionamiento todos ellos demuestran claramente que no están dispuestos a resignarse en las jaulas de le democracia. A través de su segunda exigencia, han conseguido quebrar el aislamiento social que formaba parte de los planes del estado, poniendo en evidencia la profunda dimensión política de su caso la cual es significativamente importante para todas las luchas sociales. El arsenal de la ley, que todos los estados totalitarios modernos tienen a su disposición, es una herramienta para la eliminación de cualquiera que sea un enemigo consciente en contra del dominio. Aunque sean los anarquistas los principales receptores de la violencia enmascarada por las leyes, la fuerza de la ley del terror no va extinguirse después de ellos. El resultado de esta lucha será un legado histórico para el movimiento que no quedara atrapado dentro de las fronteras de ningún país. Que suceda entonces lo mismo con la solidaridad que sera expresada, desde todos los rincones de este planeta, para con estos compañeros.

Nosotros les deseamos mucha fuerza hasta la liberación. Nos quedamos juntos a ellos en esta difícil lucha contra las mazmorras del estado, contra el proceso judicial discriminatorio y clasista, contra las alcantarillas de los media y contra todos aquellos que intentaran bloquear su camino hacia la libertad.

Asamblea por el fomento de la solidaridad y otros compañeros, 15/3/2011

Salónica, Grecia

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* Act for freedom now!

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SaloniccoOccupazione del consolato cileno in solidarietà con i prigionieri politici in sciopero della fame (23° giorno)

Il vicolo cieco della dominazione, la violenza autoritaria e la strategia di guerra per la neutralizzazione del nemico interno sono, oggi più che mai, evidenti caratteristiche in tutti gli stati in cui sia presente la resistenza sociale organizzata. Il 14 agosto 2010, un meraviglioso spettacolo ha avuto luogo nelle città cilene di Santiago e Valparaiso portando al fermo di 14 persone, 8 delle quali sono state arrestate ed accusate di tutti gli attacchi armati, esplosivi ed incendiari, che sono avvenuti negli ultimi 3 anni contro obiettivi dello stato e del capitale nel paese. L’unica prova concreta che li ha condotti in carcere è la loro identità politica, sintetizzata da circuiti sociali e da attività di lotta.

Andrea Urzúa, Camilo Pérez, Carlos Riveros, Felipe Guajardo, Francisco Solar, Mónica Caballero, Pablo Morales, Rodolfo Retamales, che da quel giorno sono agli arresti, portano avanti una lotta molto molto importante dal 21 febbraio 2011, con uno sciopero della fame per esigere la loro libertà e l’abolizione della legge antiterrorista. Non appena hanno intrapreso lo sciopero, altri 2 compagni sono stati rispediti in carcere dopo un periodo ai domiciliari. Vinicio Aguillera e Omar Hermosilla si sono associati allo sciopero 2 giorni dopo. In questa maniera, essi dimostrano chiaramente che non sono disposti a rassegnarsi alle gabbie della democrazia. Attraverso la seconda richiesta, essi sono riusciti a spezzare l’isolamento sociale che rientrava nei piani dello stato, mettendo in evidenza la profonda dimensione politica del caso, che è di notevole importanza per tutte le lotte sociali. L’arsenale della legge, che tutti i moderni stati totalitari hanno a loro disposizione, è uno strumento per l’eliminazione di chiunque sia un cosciente nemico contro il dominio. Anche se adesso sono gli anarchici i principali recettori della violenza mascherata dalle leggi, la forza della legge del terrore non si estinguerà dopo di essi. Il risultato di questa lotta sarà un’eredità storica per il movimento che non resterà rinchiuso dalle frontiere di nessun paese. Di qui la solidarietà che sarà espressa, da tutti gli angoli di questo pianeta, verso questi compagni.

Desideriamo che ricevano molta forza fino alla loro liberazione. Restiamo assieme ad essi in questa difficile lotta contro le celle dello stato, contro il processo giudiziario discriminatorio e classista, contro le cloache dei media e contro tutti quelli che cercheranno di bloccarne il cammino verso la libertà.

Assemblea per lo sviluppo della solidarietà ed altri compagni, 15/3/2011

Salonicco, Grecia

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Grecia – Lettera di Kostandina Karakatsani

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/03/letter-from-kkarakatsani-greece.html

trad. Cenere

Riguardo all’”Accordo”

Per evitare controversie pubbliche, potrei non replicare alle dichiarazioni di chi commenta il mio comportamento al fine di mettere insieme i pezzi della loro ottusità diffusa. Ma lo sto facendo, per essere coerente nel mio impegno verso una lotta più ampia. Non intendo passare sulle spalle degli altri per apparire, comunque ho delle cose da dire. Ma sarebbe davvero riduttivo e inoltre non aiuterebbe la situazione politica, limitarmi a ciò che diciamo e ciò che non abbiamo detto a qualcuno. Le fratture essenziali sono avvenute, dunque non esito a rompere il tabù della critica pubblica delle azioni combattenti. E ovviamente, dato che alcuni parlano più di quanto meritano, devo considerare delle questioni che altrimenti non avrei voluto discutere in un testo pubblico. Prima di tutto, chiarificherò la mia posizione, ma inoltre cerco di dare spunti di riflessione dal momento che ci troviamo in imbarazzo dinnanzi a situazioni sconosciute. Continua a leggere

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México – La policia del D.F. comunica el arribo de los dos paquetes contra instituciones penitenciarias.

fuente: prensa mexicana

México.- Un grupo de presuntos guerrilleros se atribuyó el envió de dos artefactos explosivos al Reclusorio Norte y Centro Varonil de Readaptación Psicosocial (Cevarepsi) durante la semana pasada.

El Gobierno del DF detectó en dos reclusorios paquetes que presuntamente contenían explosivos, por lo que activó una alerta de seguridad para todas las cárceles.

A través de la página noticiasdelarebelión.info un grupo denominado Células Autónomas de Revolución Inmediata/Praxedis G Guerrero se atribuyó el envió de dichos artefactos, por estar en una supuesta guerra contra el estado y el sistema carcelario.

Tras reconocer que fueron halladas sendas cajas en la Oficialía de Partes del Reclusorio Norte y del Centro Varonil de Rehabilitación Psicosocial, la Secretaría de Gobierno del DF informó que “para no entorpecer la investigación no revelará, por el momento, detalles de la sustancia encontrada, su peso y la procedencia de los paquetes”.

En un comunicado colocado en su página internet, la organización Células Autónomas de Revolución Inmediata difundió que entre el 22 y 27 de febrero pasado envió dos “paquetes bomba” a los directores de ambos centros penitenciarios como parte una campaña contra el sistema carcelario capitalino, elaborados “con la mayor precisión para evitar que se activaran accidentalmente”.

Señaló que la intención es evidenciar las fallas del sistema penitenciario del DF. “Estamos hartos de que un grupo de burócratas inútiles decida quien merece ser libre y quién no”.

El grupo argumentó que los penales son “centros de exterminio que degradan a las personas, las someten, torturan, reducen y tratan como si fuera el peor desecho que exista. Y si hay suerte, unos cuantos pueden salir de ahí conservando su esencia y dignidad”.

En la misiva refieren que dicha acción va en contra del reclutamiento que se hace de guardias penitenciarios.

Admitieron que pretendían dañar a quien abriera los paquetes, “puesto que todos quienes conforman el sistema penitenciario son cómplices de las torturas infligidas contra los presos”.

En 2009 las Células Autónomas de Revolución Inmediata se atribuyeron la explosión ocurrida la madrugada el 8 de septiembre en una agencia automotriz.

La Secretaría de Gobierno del Distrito Federal informó que personal especializado en detección de objetos peligrosos de la Subsecretaría del Sistema Penitenciario localizó el 1 de marzo en el Reclusorio Norte uno de los paquetes y el segundo el 11 de marzo en el Cevarepsi.

Se aplicó el protocolo y los paquetes “presuntamente explosivos fueron retirados de las instalaciones sin ningún riesgo para los internos, personal y visitantes”. José Ángel Ávila, secretario de Gobierno, ordenó una alerta a “todos los centros de reclusión para que extremen las medidas de seguridad.

 

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$hile – Publicación INDOMABLE LIBERTAD Nº 2 / Enero-febrero 2011 /

 

Edición especial contra las prisiones.

para leer

para imprimir

(En las calles hace rato, ahora en la web.)

Les presentamos con alegría el segundo número de nuestra publicación INDOMABLE LIBERTAD. Esta edición que corresponde a los meses de Enero/Febrero se encuentra en las calles desde aquellos meses y hoy la compartimos con los compañeros que no pueden acceder a ella en papel.

Como ya dijimos en la presentación del primer número, INDOMABLE LIBERTAD es una publicación antiautoritaria desde $hile que se plantea propagar ideas de lucha y libertad más allá del ámbito anarquista/antiautoritario, ya que nos parece válido querer llegar a más gente con nuestros planteamientos, sin rebajar nuestras posiciones radicales ni idealizar a lxs explotadxs que reciben esta publicación. Al fin y al cabo, somos parte de una misma realidad de opresión, solo que nosotros hemos decidido expandir el conflicto contra los explotadores, hacer algo y llamar a los demás a también luchar contra la dominación, liberándose a sí mismos y junto a otrxs.

Este segundo número de INDOMABLE LIBERTAD es a una edición especial contra las prisiones con la que queremos recordar el crimen de Estado ocurrido en la Cárcel de San Miguel el 8 de diciembre de 2010, donde murieron quemados 81 presxs ante la mirada pasiva de los carceleros. Además, incluimos también un artículo sobre nuestros compañerxs presxs en el show represivo que la prensa llama “Caso Bombas”, quienes a la fecha se encuentran en huelga de hambre por salir a la calle (entre otras exigencias); esto con el objetivo de difundir su situación y llamar a la solidaridad más allá del ambiente anarquista/antiautoritario. Además, como especial anticarcelario, dedicamos también este número al recuerdo imborrable del compañero Mauricio Morales, muerto en combate el 22 de mayo de 2009 al explotar la bomba que transportaba hacia la Escuela de Gendarmería (carlerxs chilenxs). No estamos dispuestos a que el olvido y el silencio hagan su trabajo!!!

Actualmente, el poder desea criminalizar toda opción de lucha (inventando el perfil del mapuche terrorista o el anarquista/okupa que forma parte de una inexistente asociación ilícita terrorista bajo el mando de ex -subversivos); y de paso se quiere frenar la solidaridad entre lxs que luchan, difundiendo en la prensa la recientemente inventada imagen del “ayudista” o “colaborador”, para criminalizar y condenar a cualquiera que apoye a los presxs políticxs y la lucha en general. Nosotrxs llamamos a no bajar la mirada, ser cuidadosxs pero evitando caer en paranoias.

Esperamos que este número sea un aporte real para la lucha. Para nosotrxs, es una forma de propagar la validez y necesidad de romper el miedo en tiempos de represión, dejar bien claro quién es nuestro enemigo (el capital y toda autoridad) y continuar luchando organizándonos de manera autónoma entre individuos de manera horizontal, sin líderes ni dirigentes. Con este segundo número en las calles – y preparando lo que será el tercer número de INDOMABLE LIBERTAD-, demostramos que no basta con la actitud rebelde que algunos expresan hoy para desvanecerse mañana en los placeres y comodidades que ofrece el enemigo, sino que apostamos – a pesar de lo adverso -, por la continuidad de la lucha, con actitud y perseverancia.

INDOMABLE LIBERTAD

En esta edición nº 2 Enero-Febrero 2011:

 

Editorial

¿Qué esconden las cárceles?

La masacre de la Cárcel de San Miguel

Todo carcelero es un torturador

El “Caso Bombas”… la persecución política del Estado Chileno a lxs que luchan por la libertad.

– Por una vida sin cárceles ni carceleros.

 

Cualquier aporte o crítica (constructiva) los recibimos con agrado en nuestro mail:

indomablelibertad@yahoo.cl

 

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Radiocane – Intervista a Renato Vallanzasca – vol. 2

Nella seconda parte dell'intervista:

il furto della bicicletta ovvero vallanzasca derubato,
un incontro con il movimento studentesco nel 68, considerazioni sulla guerra sociale
degli anni 70 e sul carcere.

ascolta l'intervista:

http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/1176-intervista-a-renato-vallanzasca-vol-2.html

qui puoi ascoltare la prima parte:

http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/1175-intervista-con-renato-vallanzasca.html
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Greece – Anti-Terrorist Police conduct new raids in Athens and Volos

* 325.nostate.net

March 14th, 2011

Brief news:
Today, 14 of March in the morning, the anti-terrorist police arrested 7 people (5 men and 2 women) during an operation conducted in Athens and Volos. According to the police sources the raids are connected with the Revolutionary Organisation Conspiracy of Cells of Fire. At this same moment the operation follows; some houses continue to be searched, supposedly in one house there was found two Kalashnikov, several pistols, uniforms of police, wigs, etc. When it is possible we will try to inform more.

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$hile – Represión en Tocata por lxs compas del “caso bombas” en Valparaiso

* libertadalos14a.blogspot.com

Denunciamos la brutal e injustificada represion de parte de Carabineros a los compañeros que realizaban una Tokata en solidaridad por los 14-A. Detallaremos lo sucedido en la Tokata, alrededor de 100 compañeros se encontraban en el Local del Sindicato de Empleados de Bahia ubicado en Valparaiso, siendo la 1 de la madrugada irrumpieron violentamente carabineros mientras se realizaba la Tokata en forma pacifica y sin ninguna provocacion carabineros en forma prepotente y amenazante interrumpio la Tokata, requisando todo lo que estaba a la venta para reunir fondos de solidaridad con nuestros compañeros secuestrados por el Estado chileno. Ademas de la prepotencia, insultos y la requisacion de lo que estaba a la venta, fueron cursados partes a mas de 20 compañeros con una mentira como es: “la que se encontraban ebrios en la via publica”, siendo la Tokata al interior del local señalado y ninguno de los compañeros asistentes se encontraba en estado de ebriedad, ya que el Encuentro-Tokata era un acto de solidarida y no una fiesta. Carabineros, ademas hizo desalojo del local de todos nuestros compañeros, actuaron tres carros policiales con una dotacion de 15 carabineros que ademas filmaban y sacaban fotos a nuestros compañeros.

Denunciamos esta actitud de carabineros ya que quedo claro la intencion del proceder de carabineros y su provocacion, ya que constantemente estaban comunicados con los servicios especiales de carabineros y esperaban una actitud violenta de parte nuestra para justificar su actuar. Dejamos en claro que no dejaremos de realizar solidaridad con los 14 compañeros anarquistas secuestrado por el Estado chileno aun esto nos cueste ser reprimidos, nuestro compromiso por una ral justicia en Chile y por la liberacion de nuestros compañeros sera permanente, ante el montaje realizado por el Estado chileno decimos no mas mentiras, no mas montajes, no mas represion.

Libertad para todos los presos por luchar.
Libertad a los 14 compañeros Anarquistas secuestrados por el Estado Chileno.
Libertad para nuestros peñis que tambien se encuentran secuestrado por el Estado chileno.
Libertad para nuestro Comandante Ramiro.
Libertad a todos los internacionalistas y libertarios de nuestra America.

Un saludo solidario a todos nuestros compañeros que hoy tokaron y participaron en la Tokata.

Un abrazo lleno de lucha y compromiso.

Nucleo Rodriguista Mauricio Arenas Bejas V Region.

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Esquel – Fuera Benetton

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Atene – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro la scuola-guida “Zografos”

* actforfreedomnow

trad. Cenere

Sono passati più di 2 anni dall’insurrezione di Dicembre e lo stato ha conservato la sua maschera sociale nel ripostiglio della storia.

Rigide misure di sterminio economico dei cittadini e selvaggia repressione per ogni opinione diversa rappresentano il manifesto delle politiche che gestiscono i nostri destini.

Lo stato di polizia e le decisioni economiche che cancellano qualsiasi democrazia fosse rimasta in questa terra, imponendo, incarcerando e uccidendo.

Dal ruolo dello stato per le informazioni sugli arresti degli individui, l’attacco del MAT (poliziotti antisommossa) a Keratea, l’attacco agli scioperanti…fino all’opposizione dei combattenti nei volgari resoconti delle notizie della polizia, potete vedere la società che loro sognano per il futuro.

Che collabora e si inchina.

Come ai vecchi tempi, nei “bei” giorni dell’occupazione nazista, il collaborazionismo di una parte della società con le forze di repressione ( potremmo dire occupazione ) tiene bene.

Dai caffè nei luoghi di ritrovo dei reparti DIAS alla consegna di attrezzature da parte di grandi compagnie, si compone il nefasto giro dei collaboratori del regime.

La scuola-guida “Zografos” dichiara “siamo stati dal 17 al 25 Ottobre nell’edificio della Scuola degli Ufficiali della polizia greca. Abbiamo partecipato agli eventi per la celebrazione del Giorno della Polizia”.

Sono queste merde che hanno addestrato la feccia dei reparti motorizzati di sicurezza e i loro agenti.

Quindi l’1/3/2011 abbiamo organizzato un simbolico attacco incendiario contro una di queste scuole della compagnia in Formionos street 11 a Kesariani, Atene.

La nostra partecipazione nel giorno di lutto della Polizia (a proposito dell’incidente a Rendi) è stata un caso ma crediamo di aver fatto centro.

Mandiamo un messaggio in tutte le direzioni, siamo nelle strade e intensificheremo gli attacchi contro le spie e i collaboratori delle forze di occupazione.

Inviamo i nostri saluti militanti con il pugno alzato verso i combattenti prigionieri e non.

 

ONORE ETERNO A LAMBROS FOUNDAS

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Santiago de $hile – Bombazo en la Defensoría Popular

* libertadalos14a.blogspot.com

Una bomba de ruido estalló en la Oficina de la Defensoría Popular, colectivo de abogados que defiende a nueve de los 14 imputados en el “Caso Bombas”.

Efectivos del Grupo de Operaciones Especiales de Carabineros (Gope) salían de la oficina del grupo de abogados, donde se encontraba la coordinadora del equipo, María Rivera, quien resultó con daño acústico. Ella se fue a constatar estas lesiones en un servicio de salud.
Efectivos policiales, tanto de Carabineros como de Investigaciones, estuvieron toda la tarde en el lugar, ubicado a metros de la Torre Entel y aún se espera una teoría sobre la autoría de los hechos.
Por su parte, el abogado Rodrigo Román, quien lleva el caso de Omar Hermosilla, declaró que hay un procedimiento policial que es irregular, puesto que a su juicio se ha alterado el sitio del suceso y no les permiten estar presentes durante los peritajes, cosa que es sospechosa a pocos días de una audiencia en que la Fiscalía pretende reformalizar a los imputados y cuando ellos preparan su defensa.
Lorena Barudi, de la Fiscalía Centro Norte, señaló que había un “recipiente plástico que contenía un líquido que generó la explosión y que “todavía no está claro que esto sea un delito. Primero hay que investigar”. La fiscal agregó que ante las dudas que manifestaban los abogados y algunos familiares de los acusados en el caso porque no se les permitió estar presentes en su oficina mientras era periciada, “este es un procedimiento normal en un caso como este” y que “estamos en un estado de derecho y en un estado de derecho las policías actúan con probidad” y además informó que “todo el procedimiento fue filmado”, tratando de ofrecer tranquilidad a quienes expresaron sus dudas.
Luego de los hechos, durante la espera de las declaraciones de lo sucedido un policía preguntó a Rodrigo Román si alguno de los imputados o familiares no estarían conformes con la defensa que estaba adelantando la Defensoría Popular, a lo que Ximena Muñoz, vocera de los detenidos que llevan más de 20 días en huelga de hambre, replicó que es una pregunta insidiosa que lo que busca es generar animadversión en contra de estas personas que hasta ahora no han pasado por un juicio y que, por lo tanto, no son culpables.
Román informó que el artefacto explosionó a las 13:30 horas y de inmediato llamaron a la policía y que era el Fiscal Regional Metropolitano, Andrés Montes, quien habría dado la orden de que los afectados no estuvieran presentes en las pericias.
Por su parte, Verónica Garín, compañera sentimental de Omar Hermosilla (acusado de ser financista de una organización ilícita), señaló que ella supone que “buscan crear un clima adverso en la opinión pública en contra de los inculpados para mantenerlos en prisión preventiva”, en el marco de que en tres días más enfrentan una nueva audiencia en que la Fiscalía pretende reformalizar los cargos y aumentar el tiempo de investigación seis meses más antes del juicio.
El equipo de abogados han defendido a comuneros mapuche, así como en el caso de los detenidos el 14 de agosto pasado y trabajan en una serie de denuncias de atropellos a los derechos humanos.

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El llamado es a estar atentxs, a no subestimar a la “inteligencia policial” que es capáz de pasar a llevar la ley que tanto protegen a cambio de generar ambientes propicios para justificar la represión y encarcelamiento de compañerxs. Es urgente reflexionar y responder a estos ataques, que, creemos, no se hermanan con la lucha por la libertad y que incluso pueden perjudicar a lxs compañerxs hoy procesadxs por el “caso bombas”.

 

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(es/it) Madrid – Acción en solidaridad con lxs compañerxs en huelga de hambre en Chile

Esta madrugada fueron apedreadas las lunas de un concesionario Peugeot, en la zona de Embajadores y de una tienda de Benetton en la calle Fuencarral.

En solidaridad con nuestrxs hermanxs encerradxs por el estado chileno.

Hasta que todxs seamos libres!!

Extendamos la rabia, multipliquemos los ataques, salgamos de los guettos!

fuente: IMC- Madrid

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Madrid – Azione in solidarietà con i/le compagni/e in sciopero della fame in Cile

Questa notte sono state prese a sassate le vetrine di una concessionaria della Peugeot nella zona di Embajadores ed un negozio Benetton in calle Fuencarral.

In solidarietà con i nostri fratelli e le nostre sorelle rinchiusi/e dallo stato cileno.

Fino a che non saremo tutti/e liberi/e!!

Diffondiamo la rabbia, moltiplichiamo gli attacchi, usciamo dai ghetti!

fonte: IMC- Madrid


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en (video) Benetton vs Mapuche

Video: http://vimeo.com/20965964

“Of all the land disputes between indigenous communities and large landowners that have mushroomed in Argentina during the last decade, none acquired the public notoriety of the battle waged in the northern Patagonian province of Chubut in 2004. The David-and-Goliath elements of the confrontation ensured unprecedented media attention to an issue long neglected by mainstream Argentina”.
source: nacla

Interview with Mr. Federico Sartor, head of Communication Benetton Holding.
Video made by: iMedia-Netherlands.

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Benetton vs Mapuche

Exclusivo – Entrevista con el vocero de Benetton, Federico Sartor. Un film sobre los Mapuche y la disputas de tierras con los gran empresarios como empresa gigante de textil Benetton en Europa. La multinacional Benetton es dueña de más de 900.000 hectáreas en la Argentina.

La mayoría de ellas situada en el sur, en la Patagonia. Estas tierras pertenecían a los pueblos originarios que habitaron la Patagonia muchísimo tiempo antes que Benetton o el Estado Argentino existiese.

La grabación es del 2007 pero el tema aun es actual.

El video fue echo por el equipo Holandes: iMedia Netherlands.

 

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L’ecocidio cileno di Endesa – Enel

 

La società Endesa-Enel sta portando avanti due progetti di grave devastazione del territorio in Cile. In Italia tutta la vicenda è ben poco nota.

Da un lato Endesa – Enel vuole costruire 5 centrali idroelettriche sui bacini dei fiumi Baker e Pascua (nella Patagonia cilena), che inonderanno 6.000 ettari, inclusi terreni coltivati e di alto interesse ecologico. L’obiettivo è quello di produrre energia elettrica che verrà trasportata nel nord del Cile.

Dall’altro è prevista la costruzione della linea ad alta tensione più lunga del mondo, circa 2.300 km, che attraverserà il 51% del territorio cileno, nove regioni e 67 comuni, compresi territori appartenenti a comunità mapuche e parchi naturali. Prevista l’installazione di oltre 6.000 tralicci alti tra i 70 e gli 80 metri.

Sia le comunità mapuche che saranno colpite da tali progetti che delle associazioni ambientaliste cilene stanno avviando una lotta contro questo ulteriore scempio ecocida da parte della società energetica italo-spagnola.

Affinché questi criminali contro l’ambiente non agiscano indisturbati, sabota, attacca e distruggi ogni multinazionale!

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