Juan Aliste Vega espulso dall’Argentina

fonte di regime del Cile, 21.07.10

«Espulso dall’Argentina il presunto assassino dell’ufficiale Moyano

Il Governo riferirà nei prossimi minuti sulla risoluzione delle
autorità argentine in merito a Juan Aliste Vega,
arrestato il 9 luglio in quel paese. L’ex lautarista era clandestino
dall’ottobre 2007.

Juan Aliste Vega,
l’ex lautarista considerato l’autore materiale dell’uccisione
dell’ufficiale dei Carabineros, Luis Moyano, è stato espulso
dall’Argentina. Secondo fonti del ministero degli Interni del Cile
dovrebbe arrivare alle 1,30 del 22 luglio a Santiago.

Alle 3 di notte dello scorso 9 luglio, in un terminal bus di Buenos Aires,
la Policía Federal Argentina assieme alla PDI cilena ed
all’Interpol hanno arrestato il clandestino. In quell’occasione il
procuratore militare Roberto Reveco ha affermato che il soggetto
s’era dato alla clandestinità dall’ottobre del 2007 e che su
di lui era stato spiccato un ordine di cattura da parte della Procura
Militare.

Il 18 ottobre 2007, Marcelo Villarroel, Juan Aliste Vega,
Carlos Gutiérrez, assieme a Freddy Fuentevilla
ed al delinquente comune Víctor Hugo Jerez (alias Danny
DeVito) rapinarono il Banco Security, in calle Agustinas a Santiago,
sottraendo dalle casse 21 milioni di pesos cileni. Nella fuga, una
parte del gruppo sparò all’ufficiale in moto, che morì sul posto.»

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Argentina – Secondo comunicato in risposta alle Celulas Revolucionarias

Comunicato:

Con la presente chiariremo una serie di punti che i compagni delle
Celulas Revolucionarias hanno espresso in merito al nostro
modo di agire.

1) Nel caso della prima rivendicazione c’è stato un errore da
parte del compagno che l’ha diffusa. Egli appartiene al Nucleo
Simon Radowtzky
che in precedenza aveva pubblicato una
rivendicazione sotto il nome delle Celulas Revolucionarias ed ha
considerato di pubblicarla in tale maniera, in successivi comunicati
ha giustamente rivendicato come Brigada Luciano Arruga ed il
nome del nucleo.

2) Nel caso degli Attacchi di Cipolletti c’è stata purtroppo una
vittima della bomba, un innocente lavoratore che lavorava per delle
briciole di questo sistema sfruttatore. I peñis del nucleo
avevano osservato in precedenza che ponendo un sacchetto della
spazzatura in quel luogo era stato un poliziotto a toglierlo; per
questo hanno considerato che collocando la bomba lì si sarebbe
danneggiato solo un elemento del sistema. Purtroppo così non è
stato, il nucleo della zona sta facendo autocritica per questo fatto
e pianificherà meglio i futuri attentati.

Noi per la gran parte siamo anarchici e concordiamo in buona parte con
quanto esposto dalle Celulas Revolucionarias, ma abbiamo deciso di
intraprendere un progetto proprio con la nostra Brigada Luciano Arruga.

Nella mapu i nostri nuclei appoggeranno la lotta contro la polizia e lo
stato oppressore, oltre a sostenere i Mapuches Autonomos nella
loro lotta per terra e libertà, contro i governi della
provincia di Neuquén del MPN e della provincia di Río
Negro sostenuto dallo stato nazionale, è per questo che non
c’è un sostegno alle indagini contro l’abuso della polizia
trattandosi di una provincia “alleata” al partito del
sistema dominante.

Allo stesso modo, la nostra guerra è contro lo stato e la chiesa,
vero oppio e distruttrice della libertà dell’uomo.

Collaboriamo anche con un gruppo di compagni classisti che hanno deciso di unire
il loro destino al nostro di veri e propri contrari al sistema
lottando contro la burocrazia sindacale.

Guerra allo Stato ed al sistema che corrompe la libertà dell’uomo!
Libertà ai prigionieri che lottano: Martino, La Galle e tanti altri.

Brigada Luciano Arruga
Nucleo Juan Bianchi
Colectivo Clasista 22 de Agosto
Nucleo Diego Petrissans
Nucleo Boneafoi – Carrasco
Nucleo Cardenas – Fuentealba
Nucleo Simon Radowitzky
Nucleo Leandro Morel
Nucleo Heroes de la Semana Tragica

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Appello per una campagna di solidarietà per marco camenisch

fonte:
Indy.ch

Marco
Camenisch, conosciuto per la sua partecipazione attiva al movimento
antinucleare negli anni settanta, è un prigioniero politico
incarcerato da quasi 20 anni. Durante tutti questi anni ha
partecipato a lotte, campagne e proteste dentro e fuori dal carcere
come anarchico ecologista combattente. Attualmente è detenuto
nel carcere Poeschwies / Regensdorf vicino a Zurigo. Fra due anni
(nel 2012) sarebbe possibile arrivare alla sua scarcerazione in
libertà condizionale, che dovrebbe venirgli concessa per
principio, secondo la norma del sistema carcerario svizzero. Ma la
situazione di Marco è particolare. Tutte i benefici e le
misure per prepararsi alla liberazione gli sono rifiutati
categoricamente. Il supporto sanitario, di cui necessita in quanto
malato di cancro, resta insufficente. I normali periodi di licenza
dal carcere gli vengono negati in base al fatto che lui non rinnega
la sua fede politica e che ha troppi amici e amiche in tutto il
mondo, che potrebbero aiutarlo a scappare, anche se allo stesso
tempo, avere delle buone relazioni sociali fuori della galera
dovrebbe essere una condizione favorevole alla scarcerazione
condizionale.
Tutto ciò suggerisce che le autorità
giudiziarie concedano la libertà condizionale solo ai/alle
detenuti/e che si sono piegati/e o adattati/e. Questa tendenza si può
constataree per quasi tutti/e i/le prigionieri/e politici/che
segregati ai margini delle metropoli. I detenuti e le detenute che
difendono la loro identità politica sono sepolti vivi nelle
galere, anche se hanno già espiato la condanna inflitta. Il
tutto con l’intenzione di indebolire i progressi del movimento al
quale appartengono – e di mantenere viva la paura del carcere come
arma dei potenti. Alcuni esempi fra tanti che potrebbero servire come
esempio sono Leonard Peltier negli Stati Uniti, i prigionieri e le
prigioniere di Action Directe in Francia o i militanti baschi
prigionieri dello Stato spagnolo.
Per queste varie ragioni
facciamo un appello, insieme al Soccorso Rosso Internazionale, per
una campagna internazionale di solidarietà con Marco
Camenisch, che si vuole unire alle lotte per la libertà di
altri/e prigionieri/e politici/che con lunghe condanne da scontare in
altri paesi o continenti. Non vogliamo perdere di vista la
prospettiva di una società senza galere, e abbiamo già
cominciato la campagna il 19 di giugno, giorno d’azione per i/le
prigionieri/e antagonisti/e e contro il carcere.
Vi domandiamo di
sottoscrivere l’appello del Soccorso Rosso Internazionale. Fate
girare le informazioni sui vostri website o altri canali
d’informazione. Partecipate secondo i vostri punti politici
essenziali e unitamente ai prigionieri e alle prigioniere a voi
vicini. Partecipate alla giornata d’azione internazionale il 18 e 19
di settembre.
La solidarietà è un’arma
amici/che
e compagni/e di marco camenisch
giugno 2010
scrivete a Marco
( non dimenticare di mettere un mittente):
Marco Camenisch

postfach 3143
ch-8105 regensdorf

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Nikos Maziotis en huelga de hambre contra la venganza del Estado hacia su hijo y su compañera.

Atenas.
Grecia, el 10 de abril del 2010 la policía irrumpe en
distintos domicilios deteniendo a 6 compañeros anarquistas y
antiautoritarios.
Nikos
Maziotis, Pola Roupa, Kostas Gournas
,
Vangelis
Stathopoulos, Sarandos Nikitopoulos y Hristoforos Kortesis

son
detenidos en un basto operativo antiterrorista con allanamientos
simultáneos y prontamente mostrados como trofeos ante la
prensa, todos acusados de formar parte de la guerrilla urbana “
Lucha
Revolucionaria

días después la policía encuentra almacenados
armas y explosivos de la organización..

La
respuesta solidaria con los compas no se ha hecho esperar y se ha
difundido de distintas formas y lugares el mensaje solidario con
todos los detenidos. Es entonces que
Nikos
Maziotis, Pola Roupa, Kostas Gournas

desde
dentro de la prisión asumen con orgullo la responsabilidad de
pertenecer a
Lucha
revolucionaria
,
como tambien que
Lambros
Foundas

(Compañero acribillado por la policía el 10 de marzo)
perteneció a la guerrilla urbana.

*Carta
política hacia la sociedad
(Carta
asumiendo la responsabilidad de pertenecer a lucha
revolucionaria)*
http://liberaciontotal.entodaspartes.net/archives/9828

Pero
la venganza del Estado contra quienes se oponen activamente a su
proyecto de muerte no paro con las detenciones, sino que continua
agudizándose a fin de aniquilar a los combatientes
encarcelados. Así han dejado caer la represión sobre
Pola Roupa
(compañera de Nikos) embarazada al momento de
su detención, obligándola a humillantes y desgastantes
procedimientos con la nefasta mirada de la policía y negando u
obstaculizando cualquier tratamiento argumentando torpes “medidas
de seguridad” en el hospital de Alexandra.

Ante
tal situación y las constantes negativas por parte del poder,
Nikos ha decidido iniciar una huelga de hambre de carácter
indefinida para lograr detener en parte la venganza contra “
el
preso político mas joven de la democracia griega
”,
desde la cercana distancia saludamos a Nikos y mandamos fuerza a
todos los compañerxs que con orgullo y decisión se
enfrentan a la maquinaria de exterminio.

Algo
de la historia de Nikos…

Apología
de Nikos Maziotis ante el juzgado de instrucción

http://zapateneo.net/autodefentsa/index.php?option=com_content&view=article&id=96:apologia-de-nikos-maziotis&catid=39:textos-de-interes&Itemid=64

Carta
del compañero Nikos Maziotis desde la prisión de
Koridallos

Huelga
de hambre contra la venganza

El
tratamiento que el Estado se reserva para los rebeldes en cautiverio
y sus enemigos políticos es un hecho.
La
venganza, el sadismo, la violencia física y psicológica,
falta de respeto a la dignidad humana, la indiferencia sobre su
salud, su bienestar físico, para la misma vida humana.
Para
la seguridad del Estado y el poder, la privación de la
libertad está por encima de todo, por encima de la vida misma
o "derechos humanos".

Para
los funcionarios del Estado, la élite política,
económica y los ricos, los "derechos humanos" sólo
se refieren a sí mismos y los de la misma clase.


Ellos
no se preocupan por el pueblo, los pobres, los trabajadores, los
desempleados, los jubilados, los inmigrantes, quienes realizan
búsquedas en la basura de los mercados locales para comer.

Tampoco están preocupados por los presos – presos
sociales, de los cuales la gran mayoría provienen de los
estratos sociales pobres y cuya vida vale absolutamente nada al
sistema.

Y no se trata por supuesto de los
revolucionarios y los presos políticos, para que el sistema
siempre ha perseguido su aniquilación física y moral.

En este marco, mi compañera, camarada y compañera
de lucha Panagiota roupa y yo, que somos miembros de Lucha
Revolucionaria, nos vemos privados al derecho de visita entre
nosotros gracias al fiscal de las cárceles Koridallos, que ha
rechazado por "razones de seguridad "mi traslado a la
clínica de maternidad" Alexandra "con el fin de
visitar a mi compañero que traerá a nuestro hijo al
mundo, el preso político más joven de la “democracia
griega".

También
ha rechazado, por razones las “mismas” razones de seguridad, mi
solicitud de visitar la sección femenina de Koridallos porque,
debido a su condición de mi compañera no puede visitar
la cárcel de varones como normalmente debería suceder.


Exijo, por tanto, lo "evidente" como compañero
y como padre a visitar a mi compañero de lucha y nuestro hijo,
estoy en huelga de hambre desde el 15 de julio a fin de satisfacer
las dos exigencias siguientes:
1. Mi traslado a visitar la
clínica de maternidad "Alexandra" el 25 de julio
para ver a mi compañero Panagiota roupa y nuestro hijo, ya que
el nacimiento había sido programado por cesárea para
las 24 de julio y que permanecerá hospitalizado allí
durante unos días
2. Mi traslado a visitar la cárcel
de mujeres para el primer período después del
nacimiento, porque mi compañera y nuestro hijo,
inevitablemente, será demasiado débil para ser
trasladados.
Si los mecanismos represivos creen que poniéndonos
en la cárcel nos van a eliminar políticamente, están
equivocados.
Desde
fuera o desde dentro de las prisiones la lucha para nosotros es una
cuestión de honor y dignidad, que va a continuar.
La
lucha revolucionaria sigue.
NIKOS
MAZIOTIS

Extractos
de la carta de Pola Ropua el 9 de Julio

Como
es sabido por mis opositores políticos que ningún
tratamiento “especial” y forma de presión me va a
doblegar, la venganza se dirige contra mi hijo, aun no nacido, que
sufre las consecuencias de este tratamiento “especial” de los
mecanismos represivos y ahora es un preso político.

Denuncia
que es sometida a continuos traslados esposada, fuertemente vigilada
y con intencionales demoras, como tambien un fuerte aislamiento tanto
en las celdas como en hospitales
”Una
cuestión clave para mí es que debido a estas medidas de
seguridad "especial" que se toman para cada traslado al
hospital, es cada vez mas peligroso para la salud y vida de mi hijo”

Todas
las visitas medicas en el hospital y exámenes fueron
realizados bajo la supervisión de los abusos de la policía
sin ninguna noción de secreto médico, todos los
detalles de mi historial médico lo saben los policías
que se encontraban allí….

La
vigilancia continua de cada examen, cualquier discusión con
los médicos y las enfermeras ya no era sólo a mí
sino que era una flagrante injerencia en la labor de los médicos,
que se considera otra "amenaza a la seguridad posible. “

Pola,
también recuerda la situación vivida por el compa
Simos Seisidis
, donde incluso la policía llego a un grado
de hostigamiento tal, que se encontraba fuertemente custodiado al
momento de la cirugía para la amputación de su pierna (
Mas info:

Recordando
la situación vida por el compañero Simos Seisidis donde
la policía estuvo presente durante la amputación de su
pierna

http://liberaciontotal.entodaspartes.net/archives/9660,
http://liberaciontotal.entodaspartes.net/archives/9371)

Pese
a los intentos del régimen para desacreditarnos políticamente
y desacreditar las actividades de “Lucha revolucionaria”, nuestra
organización recoge la aceptación política de un
gran segmento de la sociedad, que finalmente se convirtió en
las opciones de ruptura práctica y los conflictos violentos
con este sistema de democracia representativa, el capitalismo y la
economía de mercado.”

Cualquier
curso mal de mi embarazo en estas condiciones hostiles y la venganza,
cualquier nueva amenaza para la vida de mi hijo sería un
flagrante intento de asesinato político de mi hijo por nacer,
lo que significa que es nuestro prisionero y tratado como un
prisionero de guerra.
Este
intento de asesinato dependen personalmente de
Chrisochoidis
(ministro
del orden publico).
Pero la culpa son los políticos y los
negocios existentes, Papandreu (presidente de Grecia) y todo el
gobierno.”


-Presxs
a la kalle-

presxsalakalle@gmail.com

www.presxsalakalle.blogspot.com

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Secondo comunicato pubblico delle Células Revolucionarias

Culmine traduce e diffonde questo interessante comunicato che proviene dall’Argentina, anche se il progetto delle Células Revolucionarias non ha ovviamente dei confini geografici.

In primo luogo si affrontano dei tempi delicati. Uno è l’attentato nel barrio di Almagro (Buenos Aires) in cui l’esplosione di un ordigno artigianale ha causato il ferimento per ustioni di una passante. Non solo, ma i media hanno diffuso a ripetizione le immagini del volto di una coppia di giovani poco prima dell’attentato, additandoli come dei terroristi.

L’altro fatto è l’attentato esplosivo alla scuola di polizia di Cipolletti, in Patagonia, in cui è morto un netturbino che
pare abbia manipolato l’ordigno.

In entrambi i casi non sono ancora pervenuti dei comunicati in cui i responsabili chiariscono meglio alcuni aspetti, come quello delle misure di sicurezza adottate. In caso contrario si corre il rischio di fare il gioco della repressione, pronta a descrivere i compagni d’azione come delle belve assetate di sangue “innocente”.

In secondo luogo Culmine apprezza con piacere che, a distanza di poche settimane da un comunicato proveniente dai compagni anarchici messicani, si ribadisca di nuovo una posizione anti-classista.

Pur con i dovuti distinguo, qualcosa di simile sta avvenendo in Grecia, con i comunicati dei gruppi
individualisti-nichilisti
.

Che differenza con l’italietta alle prese con il “proletariato detenuto”!

un abbraccio iconoclasta e ribelle ai compagni ed alle compagne delle Células Revolucionarias!

Culmine

culmine@distruzione.org

_______________________________________________

Comunicato:

Dinanzi agli ultima fatti diffusi dai media, abbiamo deciso di diffondere questo secondo comunicato con il fine di far conoscere la nostra posizione in merito.

Dalla azione contro il Banco Frances di Almagro il 4.7, in ricordo degli assassinati dalla polizia di Bariloche, si sono dette molte cose da parte dei media, della polizia e perfino dai militanti.
Noi riteniamo che debbano essere gli stessi compagni del gruppo che ha effettuato quell’azione (
Brigada Andrea Salcedo) quelli che in qualche momento diffonderanno un proprio comunicato, e speriamo che avvenga presto.

Da parte nostra, e dopo aver fatto circolare quella bozza su certi mezzi, siamo certi che l’intenzione non era quella di ferire la donna che stava camminando vicino al luogo dell’esplosione. Lo sappiamo perché, anche se non ci conosciamo tra tutti noi, coloro che aderiscono al progetto delle Células Revolucionarias non credono nella necessità di attaccare le persone a seconda delle “circostanze” o del “caso”.

La nostra violenza è rivolta contro i simboli del Potere ed i suoi difensori, in altri termini: tra il colpire un uomo in divisa o un passante che sostiene gli uomini in divisa, noi decideremo rapidamente per la prima opzione, quantunque si possa discutere sui gradi di responsabilità di ciascuno in questa società servile e carceriera.

I mezzi di comunicazione hanno festeggiato con questo fatto, additando assieme alla polizia i volti di due persone e accusandole di essere dei terroristi.  Noi diciamo semplicemente che terroristi sono quelli che bombardano popolazioni intere assassinando uomini, donne e bambini, quelli che rinchiudono migliaia di persone in veri e propri
campi di concentramento per aver violato le leggi imposte dai ricchi, quelli che con menzogne e diffamazioni cercano di annientare qualsiasi possibilità rivoluzionaria. LO STATO ED I SUOI SOSTENITORI SONO GLI UNICI TERRORISTI!!!

Non vogliamo lasciar passare quest’occasione per rivolgere delle righe ai componenti della Brigada
Luciano Arruga
che, attraverso diversi nuclei, si sono aggiudicati due espropri, includendo anche il nome delle Celulas Revolucionarias
Riteniamo di gran importanza che diffondano un comunicato sulle loro posizioni, in quanto intendiamo il loro appello come una adesione, ed ancor più ci sembra importante che si pronuncino sui recenti fatti accaduti nella Patagonia argentina, in cui è morta una persona che ritieniamo non fosse proprio l’obiettivo che si prefiggeva quell’azione. In questa maniera potremo sapere se si accordano alle nostre pratiche e teorie.

Da segnalare che noi delle Células Revolucionarias continuiamo ad essere in piede di guerra, non facciamo un passo indietro, raddoppieremo le nostre misure di sicurezza per evitare incidenti non desiderati e per danneggiare ancor più a fondo il nemico.

Non siamo avanguardisti, non siamo classisti, non siamo illuminati.

Siamo individui che desiderano la libertà, qui ed ora

OGNI CUORE ANARCHICO E’ UNA CELLULA RIVOLUZIONARIA!

Brigada Salvador Puig Antich
Nucleo Xose Tarrio
Brigada Severino Di Giovanni
Brigada Mauricio Morales

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Cile – Attacco incendiario contro un camion

comunicato:

La notte di giovedì 15 giugno, verso le 0.30, armati di un bidone di benzina ed un ordigno con meccanismo ad orologeria abbiamo bruciato un lussuoso camion Volvo, che è parte integrante della produzione del capitalismo e che inquina in eccesso la nostra aria così preziosa. Per questo camminando nel comune di Conchali abbiamo messo fine alla sua esistenza.

Ricordiamo con quest’azione tutti i compagni pestati nelle galere, quelli evasi ed i caduti nel mondo intero per la nostra liberazione e quella di tutti noi animali che camminiamo sulla terra.

p.s.: quest’azione è stata pianificata il giorno prima, con un esito eccellente…

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Atene – 16 pallottole ad un giornalista

Il giornalista Sokratis Golias è stato assassinato fuori dalla
sua casa nel sobborgo di Ilioupoli, Atene, verso le 5.30 di lunedì
mattina,19 luglio.
Secondo i media Golias è stato
ucciso da tre uomini che hanno sparato almeno sedici volte. Golias
gestiva un popolare blog chiamato
troktiko
(roditore), con notizie legate alla polizia ed ai gruppi di estrema
destra.
Secondo la polizia, Golias è stato colpito
con armi che sono state precedentemente utilizzate dal gruppo “Setta
rivoluzionaria
” – e quindi questo gruppo è finora
considerato come il principale sospettato per l’attacco.

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Grecia – Rivendicazione attentato incendiario contro la Marfin Bank

Con un comunicato, in greco, è stata pubblicata la rivendicazione
dell’attacco incendiario ai danni di una filiale della Marfin Bank,
avvenuto il 17 luglio.

Si torna a parlare del 5 maggio e dell’attacco contro le banche.

Infine si esprime solidarietà a Nikos Maziotis in sciopero della fame.

A firmare il comunicato sono i: ΟΜΑΔΑ ΑΝΤΑΡΤΙΚΟΥ
ΠΟΛΗΣ
ΚΩΣΤΑΣ ΣΕΙΡΗΝΙΔΗΣ
(gruppi di guerriglia urbana Kostas Seirinidis
traduzione approssimativa)

Il comunicato è su:

http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1193846

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LETTER FROM COMRADE NIKOS MAZIOTIS FROM KORIDALLOS PRISON

Hunger strike against vengeance.

translate bourbouras… actforfreedomnow…

The treatment that the state reserves for captive rebels and its
political enemies is a given. Vengeance, sadism, physical and
psychological violence, disrespect for human dignity, indifference
about their health, their physical wellbeing, for human life itself.
For the security of the state and power, the deprivation
of freedom is above everything, above life itself or “human rights”.
For the officials of the state, the political and
economic elite and the rich, “human rights” only concern
themselves and those of the same class.
They are not concerned
about the people, the poor, the workers, the unemployed, the veterans
of work, the immigrants, those who search in the garbage of the local
markets to eat.
Neither are they concerned about prisoners –
social prisoners, of which the overwhelming majority come from the
poor social strata and whose life is worth absolutely nothing to the
system-.
And they are not concerned of course about the
revolutionaries and political prisoners, for which the system has
always pursued their physical and moral annihilation.
In this framework, my companion, comrade and co-fighter Panagiota Roupa
and I, who are members of Revolutionary Struggle, are deprived of the
right of visiting each other thanks to the public prosecutor of
Koridallos prisons, who has rejected for “reasons of security”
my transfer to the maternity clinic “Alexandra” in order to
visit my comrade who will bring our son into the world, the youngest
political prisoner of Greek “democracy”.
Also he has rejected, for the same “security reasons”, my application
to visit the female section of Koridallos because, due to her
condition my comrade is unable to visit
the male prison as would normally happen.
Requiring, therefore, the “obvious” as
a comrade and as a father to visit my comrade-cofighter and our son,
I’m going on hunger strike from the 15th of July in order to
satisfy the two following demands:
1. My transfer to visit the maternity clinic “Alexandra” on July 25th to see my
companion Panagiota Roupa and our son, since the birth has been
scheduled by caesarean section for July 24th and she will remain
hospitalised there for a few days and
2. My transfer to visit the female prison for the first period after the birth because my comrade
and our son will inevitably be too weak to be moved.
If the repressive mechanisms believe that by putting us jail they’ll get
rid of us politically, they are wrong.
From outside or from inside
the prisons the struggle for us is a question of honour and dignity,
it will continue.
The revolutionary struggle continues.
NIKOS MAZIOTIS

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Buenos Aires – Attacchi incendiari contro autobus degli sfruttatori

fonte: comunicato inviato a Liberación Total

Comunicato:

16.07.2010

Ieri, il nucleo Juan Bianchi in collaborazione con i compagni classisti ha assestato un colpo agli Sfruttatori della Empresa de
Transporte TATA bruciando 9 autobus ed ai Burocrati sindacali della UTA che hanno pattuito con il padronato schiavista, per cui i nostri compagni hanno provveduto a dare alle fiamme i loro autobus custoditi nel deposito dell’Impresa in calle Rio Cuarto, tra Heredia e Vyeites a Barracas in Malos Aires, che nessun sfruttatore resti senza punizione, né nessun burocrate senza avvertimento dal momento
che le loro azioni vengono osservate dalla massa proletaria operaia.

Nucleo Juan Bianchi
Colectivo Clasista 22 de Agosto
Brigada Luciano Arruga

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México – Conspiración Ácrata 5

Publicación de carácter anarquista insurreccional y revolucionaria.

Conspiración Ácrata 5: –Ver y/o Descargar

· Editorial
· Introducción a los bombazos de abril y mayo en México d.f.
· Comunicados de acciones y sabotajes explosivos en México.
· Notas cortas de acciones en México y el Mundo.
· Ofensiva anti-autoritaria en chile, bances, perspectivas…
· Textos dedicados a la reflexión.
· Noticas del pasado.
· Comunicados por la liberación animal: 13 conejos rescatados y liberados en México.
· México en armas: algunas anotaciones sobre los grupos armados y las células de acción.
· Comunicados de acciones en Barcelona.
· Chile insurrecto, chile solidario.
· Propaganda, gasolina y barricadas: texto dedicado a Claudia López.
· Listado de Compas presxs en México y el Mundo.
· El derecho al ocio y a la expropiación individual: texto de Severino di Giovanni.
· Comunicados de acciones en argentina: Expropiaciones y explosiones.
· Paginas webs de interés.

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Lettera della compagna Pola Roupa del 9 luglio 2010

Con una lettera, pubblicata su blognonserviam.wordpress.com, la
compagna Pola Roupa (Πόλα Ρούπα ) descrive la sua
situazione di prigioniera in gravidanza e prossima al parto.

Dal momento del suo arresto è stata trasferita sia da un carcere
all’altro che dal carcere all’ospedale sempre in condizioni piuttosto
terribili ed ammanettata. Attualmente è rinchiusa nel carcere
di Korydallos.

La compagna scrive anche sul trattamento che riceve continuamente, sia
in carcere che in ospedale, con poliziotti che la scrutano sempre e
che -per “ragioni di sicurezza”- sono sempre presenti
durante le visite mediche.

Spontaneo il parallelismo con il caso di Simos, spedito in carcere ancor
prima di iniziare la riabilitazione con l’arto artificiale.

Pola considera il figlio, non ancora nato, come un prigioniero di guerra.

La versione in greco della lettera della compagna è su:

blognonserviam.wordpress.com

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Cile – “Incendiano un autobus delle compagnie forestali nella zona di Ercilla”

fonte: Radio BioBio

15 luglio 2010

Un gruppo di sconosciuti ha completamente bruciato un autobus che presta
servizio per le compagnie forestali nella zona di Ercilla, lungo la
strada che porta a Lonkomahuida, vicino al comune di Lololco (zona
in cui è molto forte il conflitto mapuche – ndt
).

L’autobus, adibito al trasporto degli operai delle Forestales, ha trovato la
strada sbarrata da alberi tagliati e s’è dovuto fermare. In
quel momento sono comparsi 6 soggetti, tutti incappucciati e due di
essi con armi da fuoco. Hanno puntato le armi contro l’autista e
l’hanno fatto scendere. Utilizzando un qualche tipo di ordigno
incendiario hanno dato fuoco distruggendo completamente il mezzo.

I Carabineros sono subito accorsi sul posto, ma dei responsabili
nessuna traccia.

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Argentina – Rivendicazione dell’attacco esplosivo contro la Escuela de Policia e Telefónica

comunicato inviato a Liberación Total,
trad.
Culmine

Comunicato:

13 luglio 2010

Oggi, 13 luglio, il nucleo Bonefoi-Carrasco di questa Brigata ha effettuato 2 attacchi esplosivi contro la sede della Escuela de Policia di Rio Negro nella città di Cipolletti e la locale sede della Compagnia spagnola Telefónica in ripudio agli assassinii dei peñis a Furiloche (nome mapuche della città argentina di Bariloche -ndt). E’ anche stato collocato un pacchetto intimidatorio nella casa di un ufficiale di polizia del BORA (celere della zona -ndt) nel barrio 400
viviendas della stessa città.

Lo stesso giorno nella città di Cutral-Co (provincia di Neuquén) il Nucleo Combatiente Cardenas – Fuentealba ha mitragliato la casa del corrotto funzionario di Acción Social di quella città in rappresaglia contro la ripartizione
clientelare degli aiuti e degli alimenti ai sostenitori del MPN (il partito MPN è al potere da decenni nella provincia di Neuquén e ovviamente gestisce anche gli aiuti per i più bisognosi – ndt).

Brigada Luciano Arruga

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su Argentina – Rivendicazione dell’attacco esplosivo contro la Escuela de Policia e Telefónica

Messico – Rivendicazione anti-classista dell’attentato esplosivo contro Banamex

Comunicato degli Individuxs Clandestinxs Desenvolviéndose en la Revuelta Callejera,
tradotto e sottolineato da
Culmine.

Con piacere leggiamo le parole dei compagni messicani, per la prima volta -in maniera così esplicita- si sostengono delle posizioni anti-classiste!

Un caro saluto ribelle

Culmine

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Comunicato:

Un altro colpo per Banamex. Senza luce, con vecchie telecamere e dietro un posto ambulante di vendita di cibo spazzatura, c’era una filiale della Banamex, perfetto bersaglio per esser attaccato dalle cellule informali anarchiche in una di queste notti.

Localizzato in via Morelos nel municipio di Ecatepec nel Estado de México.
Dopo aver indagato sulle vie di fuga ed un sopralluogo, abbiamo deciso di attaccare.

La notte di oggi, 13 luglio, mentre la gran parte degli zombie riposava spossata dal lavoro e dalla schiavizzante routine, ci siamo diretti verso l’obiettivo, con l’idea dell’attacco diretto contro questa Banca capitalista e volendo esprimere il nostro più terribile disprezzo contro le ingiuste situazioni e recenti sentenze ai danni dei prigionieri vegani ed eco-anarchici Abraham ed Adrian. Abbiamo fabbricato un ordigno artigianale, composto da un estintore
riempito di dinamite e bulloni ed un classico ritardante e l’abbiamo collocato nella banca, all’interno del settore riservato ai bancomat, proprio mentre a pochi metri da noi c’erano dei bastardi poliziotti che stavano estorcendo un camionista, ma non ce ne siamo preoccupati perché avevamo con noi i mezzi per affrontarli.

Il nostro attacco è stato insorgente, diretto e specifico. Abbiamo lasciato sul posto un messaggio che diceva:

Libertà senza condizioni per:
L’incendiario
Abraham López
Il sabotatore della metro
Adrian Magdaleno
Il distruttore
Víctor Herrera
E la furiosa
Socorro Molinero

Non pensiate che rinchiudendo altri individui questi attentati si fermeranno!
Sabotaggio ai bastardi!!!”

Siamo scomparsi tra l’oscurità, seguendo il nostro percorso tracciato per non esser fermati, diffondendo ancora una volta la guerra sociale contro questa società alienata e assurda, perché la guerra sociale non è a favore della
società ma contro di essa, è una guerra anti-sociale
, che si svolge notte dopo notte, minuto dopo minuto contro qualsiasi autorità.

Siamo individui, ci siamo allontanati dalla massa, non difendiamo gli interessi del “popolo sfruttato” perché abbiamo gettato alla spazzatura il classismo, questa malattia che da diversi secoli minaccia l’individualità di ciascuno di noi fino a convertirci in partecipi delle concrete e noiose decisioni della massa e dell’antica ed antiquata e marcia democrazia, del tipo “si rispettano le decisioni della maggioranza e si ripudiano
quella della minoranza”, quella minoranza che magari aveva Ragione.
Abbiamo gettato via il classismo. Chiunque minacci la nostra libertà e quella della terra è un nostro nemico, sia esso ricco, di classe media o povero. Abbiamo lasciato le pagliacciate del dire che tutti i proletari sono nostri complici, perché non è vero! Quali persone hanno segnalato e consegnato Adrian alla polizia quando è scoppiata quella carica esplosiva nella fermata Taxqueña della metropolitana il 4 febbraio, ragion per la quale sta scontando una condanna a quasi 8 anni di carcere? Quali sono state le persone che hanno dichiarato come presunti testimoni contro Abraham quel 15 dicembre (giorno di furia eco-anarchica) dello scorso anno, in modo che fosse arrestato e privato di quel che più prezioso abbiamo in vita che è la libertà? Sono quelli che molti sinistri chiamano “alleati”, gli schiavi del lavoro e del salario, quelli che subiscono gli ordini del padrone, quelli che non s’interessano di nulla eccetto il denaro e la materializzazione della felicità, quelli che si sono dati interamente all’edonismo insaziabile promosso dai vizi capitalisti., quelli che non sono già persone ma macchine al servizio della civilizzazione imperante e del sistema di dominazione! Sono stati essi quelli che hanno realmente condannato questi due compagni di idee alla reclusione, al trauma di vedersi strappare la libertà in un tribunale in cui un mal nato sceglie ed impone il suo verdetto e la sua definitiva sentenza.

E’ per questo che noi non rivendichiamo la lotta delle masse, degli oppressi, così chiamati per vittimizzare la loro condizione. Essi hanno forze, come noi, hanno la capacità di analizzare la situazione, di riflettere sull’ambiente che li circonda e quindi con un’analisi critica non riduttiva potrebbero iniziare a tracciare il proprio percorso verso la liberazione, non allineandosi.
Noi non siamo super-eroi, non abbiamo capacità magiche o sovrannaturali, siamo uguali agli altri, siamo di carne ed ossa, soffriamo, piangiamo, ci relazioniamo con i nostri affini e cospiriamo per venir fuori un po’ dal sistema e sottrarre quel che han voluto rubarci da quando siamo nati, la nostra vita libera e selvaggia.

Perché un vero rivoluzionario mette in discussione TUTTO, dal suo interno, dalle sue prospettive personali alla civilizzazione, alla diffusione della mega-macchina e del sistema in generale, non si ferma solo alle lotte della sinistra, alle lotte per la liberazione della donna, alle lotte per la liberazione degli animali, o per la liberazione sessuale. L’individuo, vero e proprio rivoluzionario, lotta per la Liberazione Completa, per la Liberazione Totale!

Ed è così che abbiamo segnato il nostro percorso, non ci interessa che simpatizzino con le nostre idee se le persone che ci appoggiano non lottano esse stesse e non partecipano al combattimento contro tutte queste cose, non ci interessano le loro critiche perché sappiamo che saranno piene di attacchi personali, relativisti, riduzionisti e persino antropocentrici.
Non ci interessa che dicano che siamo contro-rivoluzionari, che siamo infiltrati, provocatori, terroristi ed altre cazzate, noi sappiamo quel che siamo ed in cosa ci siamo trasformati. Siamo felici della nostra
situazione, lottando giorno dopo giorno per giungere alla preziosa libertà selvaggia fuori dalle città ed all’interno della natura silvestre, dalla quale siamo e proveniamo veramente.

Appoggio diretto ai prigionieri vegani ed anarchici del: Messico, Italia, Svizzera, Cile, Argentina e del  mondo!

Un saluto agli anti-sociali cileni che adesso sono sotto il mirino del nuovo governatore conservatore che minaccia di strappar loro la libertà, a moltiplicare le azioni, che si veda la risposta insorgente degli abolizionisti ora più che mai!

Per la diffusione della guerra anti-sociale per la Liberazione Totale!

Individuxs Clandestinxs Desenvolviéndose en la Revuelta Callejera

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Acción contra Radio Católica en Barcelona, España

Comunicado:

Durante la cálida noche de verano del 4 de julio algunas de las
vidrieras de Radio Estel (Barcelona), una radio directamente vinculada a
la iglesia católica, quedaron rebentadas. Unas desconocidas usaron un
poco de violencia ofensiva contra uno de los tantos medios de
intoxicación que disponen para alienar a las personas hacia su
conservadurismo más rancio. No siempre hemos de esperar a que ellos se
mobilizen para atacar nosotras. No obstante, no podemos olvidar que
campañas tan potentes como las que estan promoviendo en contra del
aborto aún siguen latentes. Tampoco olvidamos que nunca debemos dejar
que los privilegiados gocen tranquilamente de su amplio aspiral
económico y político.

En el tenso contexto social en el que estamos, con los recortes
sociales que está haciendo el Estado a mano de la banca y de los
patrones, no olvidamos cualquier tipo de opresión y explotación
presente.

Y por descontado, no dejaremos que quien promueve el patriarcado y
demás sumisiones, puedan seguir ganando terreno sin que les roce la
rabia que sentimos.

No les pediremos que se vayan, sino que tomaremos y destruiremos
humilmente de ellos lo que podamos, simplemente porque nos dan náuseas y
porque no nos dejan avanzar.

A pesar de nuestro pequeña aportación, pensamos que la acción directa
es tan solo una parte de las cosas que podemos hacer para tomar la
palabra y algo vital que debemos practicar para que paren de pisarnos
continuamente.

¡¡Extendamos nuestra furia!!
¡¡La única iglesia que ilumina es la que se destruye!!

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Cile – Rivendicazione bombe assordanti nel centro di sterminio di Santa Cruz

comunicato inviato a Hommodolars.org, trad. Culmine

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A.A.O.

Martedì 13 luglio 2010

Ogni promessa è debito. L’anno scorso, in questo stesso periodo, abbiamo scritto quanto segue: “Inoltre, vi avvisiamo che il nostro prossimo obiettivo sarà il centro di sterminio di Santa Cruz” (comunicato emesso il 24 luglio 2009, inviato al sito Liberación Total). Pertanto, abbiamo deciso di effettuare quest’azione e chiarire che non è stata né sarà l’ultima, perché s’inquadra in altre che abbiamo realizzato nella regione e che non hanno avuto la notorietà di
questa per i risultati ottenuti.

Il nostro gruppo compatto e saldo da molto tempo aveva come obiettivo questo luogo in cui si percepisce il nauseabondo odore dei porci carcerieri e la morte in vita dei reclusi che sono le vittime della (in)giustizia di questo mondo. Morti che camminano, deambulano dietro le sbarre e che vedono tutto perso in questo schifoso “ordine” sociale ma per noi, che già sappiamo che questa piramide sociale vive alimentandosi di “quelli dal basso” per poter
sussistere, non è una novità. Per noi, che ogni detenuto è un prigioniero politico, la nostra unica arma è la solidarietà che cerca di stringere legami con gli altri compagni che lottano e si scontrano in questa guerra sociale. Compagni che siete rinchiusi nelle diversi carceri del mondo, a tutti voi un fraterno abbraccio e che questo “boato” di speranza si trasformi in metafora dell’esplosione dello Stato-Capitale che s’avvicina.

Il nostro pieno appoggio ai compagni anarchici prigionieri in questa regione del mondo, ed adesso anche a Juan Aliste, arrestato in Argentina. Il nostro saluto sovversivo ai peñis ed alle lamnien mapuche arrestati dallo Stato cileno che non li riconosce come popolo.

Abbasso le mura delle prigioni

Fuoco al capitale ed al denaro

Per la vera autogestione

Libertà ai prigionieri politici mapuche e anarchici

A.A.O.

p.s.: Non forniamo ulteriori dettagli sulla nostra azione per precauzione, saluti.

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Argentina – “Commozione per una morte in seguito ad un attentato esplosivo”

tratto da: rionegro.com.ar, 13.07.10

Cipolletti (provincia di Río Negro )
– La
vittima è un lavoratore municipale che raccoglieva
la spazzatura. L’esplosivo, di fabbricazione artigianale, era stato
collocato davanti alla Escuela de Policía. Un altro ordigno è
stato disattivato.

La città di Cipolletti è rimasta molto colpita dopo che
s’è venuto a sapere che un uomo è morto in seguito
all’esplosione di un ordigno collocato davanti alla sede della
Escuela de Cadetes de la Policía rionegrina. La vittima è
stata identificata in José Domingo Maciel, 65 anni.

La detonazione si sarebbe prodotta verso le 3 di notte, quando la
vittima -un netturbino- si è avvicinata ad un contenitore di
gas in cui era stato collocato l’esplosivo ed ha cercato di
manipolarlo senza sapere di cosa si trattasse. L’informazione è
stata confermata dal segretario di governo del comune, Alfredo
Muruaga.

Intanto, un altro ordigno esplosivo è stato disattivato -sempre a
Cipolletti- nei locali di Telefónica de Argentina.

Fonti di polizia hanno segnalato che il primo ordigno era costituito da una
bombola di gas da 10 chilogrammi, mentre quella che non è
esplosa consisteva in una bombola di 3 chilogrammi nascosta in uno
zaino. Inoltre, gli investigatori fanno sapere che gli ordigni sono
stati fabbricati in maniera quasi professionale, da individui che
avrebbero delle conoscenze nella manipolazione di questo tipo di
elementi.

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Cile – Sciopero della fame dei prigionieri politici mapuche

Comunicato dei prigionieri politici mapuche rinchiusi nel carcere di Concepción.
Da segnalare che allo sciopero hanno già aderito i prigionieri
reclusi nel carcere di Temuco, si prevedono ulteriori adesioni.
Intanto sono già in corso presidi e manifestazioni di solidarietà.

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12 luglio 2010

COMUNICATO PUBBLICO

Noi prigionieri politici mapuche, attualmente reclusi nel Penal el
Manzano di Concepción, informiamo il Popolo Nazione Mapuche e
l’opinione pubblica Nazionale ed Internazionale quanto segue:

Che a partire da oggi, lunedì 12 luglio 2010, diamo inizio ad uno
SCIOPERO DELLA FAME fino alle ultime conseguenze.

Le ragioni di questa drastica ed estrema determinazione obbediscono ad
una serie di situazioni che stiamo denunciando di fronte agli
ingiusti processi politici-giudiziari dei quali siamo oggetto e che
contravvengono a tutti i diritti che ci appartengono come MAPUCHES e
come prigionieri politici.

Solo a mo’ di sintesi abbiamo denunciato di esser oggetto di Montature
Mediatiche condotte dal Ministerio Publico che attraverso dei
procuratori anti-mapuche e gruppi corrotti di poliziotti hanno la
pretesa di imporre. E’ così che lo Stato del Cile, a difesa
del padronato impegnato nel conflitto con il nostro Popolo e con
l’ansia di perseguitare ed annientare il Movimento Mapuche, ha
criminalizzato la giusta lotta delle comunità, arrestando e
accanendosi contro di noi, imponendo severe leggi dittatoriali e
fasciste contro onesti lottatori sociali.

Inoltre, denunciamo che esiste una forte e grottesca campagna anti-Mapuche
orchestrata dalla destra economica e politica di questo Paese, che
utilizza i suoi mezzi di comunicazione, i procuratori ed i politici
affini con l’obiettivo di cercare delle condanne anticipate
nell’opinione pubblica.

Pertanto, dichiariamo che sospenderemo lo sciopero solo se verranno esaudite le
giuste richieste che sono:

1.- La Non applicazione della ley
antiterrorista
in cause Mapuche;

Che significa la Fine della ley antiterrorista della legislazione
Pinochetista.

2.- No al processo davanti alla Giustizia Militare in cause Mapuche;

Che significa la Fine della Giustizia Militare in Cile.

3.-Libertà per tutti i Prigionieri Politici Mapuche detenuti nelle diverse
carceri dello Stato del Cile.

Che significa:

– Esigere il diritto ad un processo dovuto o processo giusto.

– Fine alle Montature politico-giudiziarie. Che implicano la fine dei
processi esterni e viziati, la non utilizzazione dei testimoni a
volto coperto e la fine delle pratiche che violano i diritti umani di
base come l’estorsione, le minacce, le torture sia fisiche che
psicologiche e le degradanti condizioni nei centri di reclusione.

4.- Demilitarizzazione delle zone Mapuche in cui le comunità
rivendicano diritti politici e territoriali.

Infine, rivolgiamo un appello al Nostro Popolo a Mobilitarsi, a protestare ed
a lottare per quella che consideriamo una Causa giusta. Ed alle altre
organizzazioni sociali e politiche a stare all’erta.

Per Territorio e Autonomia per il Popolo Nazione Mapuche.

Weuwain”

Presos Políticos Mapuche – Concepción

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Greece – Responsibility claim by “Revolutionary Formation of Arsonists”

from: ACT FOR FREEDOM NOW!

“Deep repugnance for the comfortable instalation once and for all in
whichever single and collective view of the world, the charm of the
opposite way of thinking the denial of deprivation of attraction of
the enigmatic”

Nietzsche


In our days capitalism takes back the crumbs that until now was”provided”
to the oppressed and at the same time the dreams of the middle class
people are destroyed for “social recognition”. The
illusions dont last eternally. In this condition the revolutionaries
use every mean they have to attack dominance and to set their own
provocations. At the same time they put society before its
responsibilities. Either it will continue silently to except the
demands of authority, or they will dig up the hatchet of war and
attack merciless against this aged world. Besides, the sides are
becoming more and more visible. Either you will fight actively for
the destruction of the existing or you will defend it in your way.
Everyone will be judged by their choices.
We realize ourselves as
an enemy of the state and thats why we take sides with the
Revolution. We do not stand apathetic to the social war that happens
every day and we take a clear position. We are fighters of this
rotten system and thats why we turn to ATTACK. Choosing the plenty of
light that shines on mutiny, we look with hostility to the neutrality
of the expresionless metropolis, we realize our conscience. We
placed two incendiary devices in vehicles of the Diplomatic Force in
Kiffisia area reminding that as long as our comrades remain hostage
you will face enraged flames.

P.S.
The secrecy involving direct actions by the state media is included in the strategy of the
state mechanisms to keep secret any action that has as its aim the
defusion of all forms of authority.


HONOUR TO ANARCHIST REVOLUTIONARY LAMBROS FOUNTAS

SOLIDARITY TO THE PERCECUTED AND WANTED FOR THE REVOLUTIONARY STRUGGLE AND CELLS OF FIRE

SOLIDARITY TO SIMOS SEISIDIS AND ARIS SEIRINIDIS FREEDOM TO ALL HOSTAGES OF THE SOCIAL WAR

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Catalogna – Campo ogm distrutto a Baix Empordà

traduzione del comunicato di rivendicazione apparso su:

http://barcelona.indymedia.org/newswire/display/399222Baix Empordà/index.php

Comunicato 12 luglio

Oggi, 12 luglio 2010, decine di persone hanno
sabotato 2 campi sperimentali di mais transgenico di proprietà
di Syngenta, nel comune di Torroella de Montgrí (Baix Empordà,
Girona, Catalogna).
Abbiamo distrutto l’esperimento transgenico a
cielo aperto di Syngenta perché sappiamo che queste azioni
dirette sono la miglior maniera di rispondere alla politica dei fatti
compiuti, con la quale la Generalitat, lo Stato e le multinazionali
biotecnologiche da 12 anni ci stanno imponendo in modo unilaterale
gli OGM nell’agricoltura e nell’alimentazione.
Lo Stato spagnolo, con oltre 75.000 ettari di terreno seminato nel 2009, concentra circa
l’80% della superficie con OGM in Europa. Dopo l’Aragona, la
Catalogna è con i suoi 27.000 ettari la regione europea con
più ettari di OGM. Negli ultimi anni il 42% dei campi
sperimentali a cielo aperto di OGM nell’Unione Europea sono stati
seminati in Spagna.
Syngenta è il terzo gruppo proprietario
di semi più grande del mondo (dopo Monsanto e Dupont). Il loro
obiettivo è quello di dominare a livello di monopolio il
mercato mondiale dei semi in modo che tutti gli agricoltori e tutta
la produzione agricola del pianeta dipendano dalla vendita di semi.

Syngenta, assieme alle altre multinazionali che controllano:

a) i mercati mondiali dei prodotti per l’agricoltura (semi,
fertilizzanti, agrochimica… )

b) i circuiti di distribuzione e commercializzazione di alimenti e
materie prime agroalimentari

c) il mercato mondiale dei prodotti trasformati

è una delle principali promotrici e beneficiarie del modello
agro-alimentare corporativo ed industriale, attualmente egemonico.
Dopo averlo imposto per decenni su scala planetaria, sempre più
voci segnalano che:

1) questo nefasto modello produttivo e sociale è uno dei
principali responsabili della crisi alimentare, ecologica e climatica
con cui ha a che fare l’umanità

2) i prodotti transgenici in agricoltura rappresentano un nuovo giro di
vite del modello agro-industriale, il quale non fa altro che
approfondire i gravissimi impatti sociali, culturali ed ambientali
associati al business multinazionale in agricoltura.
Secondo la legislazione europea, i campi sperimentali di OGM rappresentano un
passo intermedio indispensabile affinché la commissione
europea (CE) approvi la raccolta commerciale in territorio europeo di
varietà transgeniche che fino ad ora non sono state
autorizzate dall’Unione Europea. Sono anni che diversi attori europei
denunciamo che il protocollo che devono seguire le multinazionali
della biotecnologia per ottenere l’approvazione dei semi transgenici
è pieno di trappole ed irregolarità. Tra queste vanno
sottolineate, da un lato, i diversi scandali che hanno colpito l’EFSA
(l’agenzia per la sicurezza alimentare) dimostrando che
quest’organismo ipoteticamente scientifico è al servizio
dell’industria genetica; d’altro lato, da rimarcare il ruolo di
promozione mascherata degli OGM agricoli effettuato dalla stessa
Comunità Europea.
Dodici anni dopo l’inizio della
coltivazione del mais transgenico in Catalogna, la comparsa di decine
di casi di contaminazione genetica delle produzioni agricole,
ecologiche e convenzionali (contaminazione di partite di semi, nelle
coltivazioni usate per l’ingrasso animale e nei prodotti per
l’alimentazione diretta umana) ha dimostrato reiteratamente che la
pretesa coesistenza tra coltivazioni transgeniche e non transgeniche
è totalmente impossibile, oltre che assolutamente
indesiderabile. La proliferazione dell’agricoltura transgenica ha
causato l’estinzione di almeno due varietà di grano
tradizionale (“morat” e “del queixal”) e la diminuzione di un
95% delle coltivazioni di mais ecologico tra il 2002 ed il 2008.

Tutto sta ad indicare in maniera inequivocabile che gli OGM
agricoli rendono impossibile lo sviluppo ed il consolidamento dei
modelli di produzione, distribuzione, di consumo e di società
alternative a quella dominante, basate sulla agro-ecologia e la lotta
per la sovranità alimentare dei popoli. E’ per questo che
rifiutiamo nettamente sia i transgenici agricoli che la società
tecno-industriale capitalista che li rende possibili e necessari (…
necessari affinché pochi attori molto potenti consolidino il
loro dominio sulla popolazione mondiale e perfezionino le loro
strategie di marketing). E’ per questo che lanciamo un appello a
passare all’azione per distruggere sia le coltivazioni transgeniche
che l’ordine sociale perpetuato dagli attori che le promuovono.

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Cile – Esplosione davanti al carcere di Santa Cruz

fonte: comunicaccion.entodaspartes.net

La notte dell’11 luglio un ordigno chimico ad espansione è esploso davanti al “Centro de Cumplimiento Penitenciario” di Santa Cruz, nella VI regione. Un gran boato ha allarmato i carcerieri, spezzando la routine di normalità e vigilanza. Sul posto sono rimasti solo i resti dei materiali utilizzati per la confezione dell’esplosivo.

Fino ad ora l’anonimato si aggiudica la responsabilità dell’azione di sabotaggio e di sovversione della realtà. Personale del GOPE (operazioni speciali) continua immerso nella confusione di fronte allo scarso risultato delle perizie che cercano di determinare l’identità di qualcuno da considerare come responsabile del fatto.

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Grecia – Rivendicato il pacco bomba che ha ucciso uno sbirro

Con una lettera di 4 pagine inviata al quotidiano greco “Eleftherotypia
un gruppo, senza denominazione, ha rivendicato la responsabilità
per il pacco bomba inviato al ministro dell’ordine pubblico, Michalis
Chrisochoïdis, e che ha ucciso Giorgos Vasilakis, un poliziotto
di alto rango ed aiutante del ministro.

Oltre a spiegare la modalità di confezionamento dell’ordigno, il
gruppo si sofferma sulla situazione economica della Grecia e sulle
responsabilità del Pasok, partito al potere.

Il gruppo spiega infine che svelerà il nome in un prossimo attacco.

La lettera, in greco, è sul sito del quotidiano Eleftherotypia:

http://www.enet.gr/?i=news.el.ellada&id=181767

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Montreal – Anarchici attaccano una banca

comunicato a firma “Anarchists” apparso su Anarchist news dot org

06/07/10
– La Laurentian Bank è stata attaccata nel cuore della notte.
I bancomat, le finestre e le insegne sono stati spaccati con un
martello e delle pietre. S’è anche cercato di oscurare una
delle telecamere con delle bombe di vernice. Sulla parete della banca
è stata vergata la seguente scritta: “
Solidarity
with the G20 arrestees
“.
Solidarietà con la resistenza G20. Nessuna ma
rcia indietro di fronte alla
repressione.
-anarchists

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Cile – Presxs a la kalle sull’arresto del “fabbricante di esplosivi a pagamento”

Riflessione dei compagni cileni di Presxs a la kalle in merito all’arresto
dell’individuo soprannominato “el Nazi” che secondo
l’accusa avrebbe confezionato degli ordigni artigianali a pagamento
per gli anarchici. Traduzione: Culmine.

_________________________________________________________

el Nazi

Alcune cose che meritano di esser approfondite sull’arresto di Roberto Gajardo Rubilar, fermato mentre stava fabbricando esplosivi, all’interno del “caso bombas”

I fatti…

Il 6 luglio la Policía de Investigaciones arresta Roberto Gajardo
Rubilar, ipoteticamente individuato per esseri “millantato”
con altri soggetti sulla sua partecipazione ad attentati.
Nell’irruzione nella sua casa, presso il comune di Puente Alto
(Santiago del Cile), la polizia lo becca mentre stava fabbricando due
ordigni artigianali composti da estintori riempiti di polvere nera e bulloni.

A quel che dicono, tale soggetto stava fabbricando le bombe sul tavolo
di casa, mentre il padre, la moglie e le sue figlie gli giravano
attorno.

Il soggetto era noto con lo schifoso nomignolo de “el Nazi” ed il
suo silenzio davanti alla stampa ha fatto da contraltare alla serie
di stupidaggini tartagliate dalla nuova vedette della procura:
Alejandro Peña. Secondo il procuratore, Roberto avrebbe
ammesso che gli anarchici lo pagavano tra gli 80.000 ed i 100.000
pesos cileni (poco più di 100 euro – ndt) per ogni
bomba che fabbricava. Adesso, il suo caso è sottoposto alla
legislazione antiterrorista e per questo è in isolamento nel
carcere di alta sicurezza C.A.S. di Santiago.

I precedenti di tale soggetto sono: tentato omicidio, porto abusivo
d’armi per la protezione di narco-trafficanti ed un paio di rapine,
in cui si faceva passare per poliziotto.

Le coincidenze non esistono

Son 3 settimane che Alejandro Peña s’è assunto
l’esclusività delle indagini sul “caso bombas” e che ha
fissato una data tra i 15 ed i 20 giorni per offrire risultati
concreti. Con una precisione ad orologeria, giunta la data, Roberto
viene scoperto con tutti gli strumenti di cui avevano bisogno per dar
il via alla caccia legale ed alla macelleria giuridica dei compagni
che cadranno nelle grinfie repressive…

Sull’arresto di Roberto

Nonostante quel che pensano alcuni compagni, le bombe non parlano da sole, la
polvere nera non è in sé rivoluzionaria, né gli
estintori dei segnali inconfondibili di rivolta contro l’ordine dei ricchi.

Come “Presxs a la kalle” non abbiamo alcun collegamento
con i gruppi d’azione. Ci sentiamo affratellati con le loro posizioni
ed i loro discorsi ma di essi non sappiamo chi siano, i volti, i
nomi, i domicili. Di fronte all’arresto di Roberto siamo rimasti
stupiti ed abbiamo deciso di valutare il caso con estrema cautela,
con il fine di non giungere ad esprimere giudizi affrettati ed
indebiti, in considerazione delle strane circostanze e del silenzio
regnante. Ma le loro decisioni hanno già parlato per lui,
prima che iniziasse a pronunciare una sola parola.

Il nomignolo de “El Nazi” fa capire nettamente la tendenza
ideologica del tipo, caratterizzato da forti tinte para-poliziesche.
Molto dubbia sembra la fabbricazione degli ordigni in casa con il
pericolo per tutta la sua famiglia. L’ermetico silenzio davanti alla
stampa, che ne parla come colui che “paga per la bomba
fabbricata”, ci parla di un soggetto che non ha mai meritato di
esser chiamato “compagno”, né meritevole della
nostra informale affinità.

Se ci preme diffondere la sua situazione, è solo in funzione dei
giochi repressivi che si avvicinano sempre più, solo per
questo!

Per espropriare il denaro… Bruciarlo o raccoglierlo come una tombola
miliardaria?

I persecutori sostengono la tesi secondo la quale il soggetto sarebbe
legato alle rapine attraverso esplosivi, utilizzando il maldestro
esempio con la perdita di 12 milioni di pesos cileni nella
detonazione di una bomba ai danni di una banca a San Joaquin nel mese
di aprile (
http://liberaciontotal.entodaspartes.net/archives/9213).
La grande potenza della carica esplosiva e lo stato in cui è
rimasta la banca dimostrano che il denaro sia stato polverizzato e
non utilizzabile da “ladroni” in attesa di un qualche
fascio di banconote.

Riteniamo che sia piuttosto complesso e rischioso utilizzare tali metodi per
tali fini. Che senso avrebbe far saltare in aria una banca per poi
raccogliere i soldi con un cucchiaino? Sia in considerazione
dell’assordante boato che certo allerterà la polizia o della
possibilità di restare feriti vista la vicinanza con
l’esplosione, si capisce che si tratta di una strada impercorribile.
Da considerare, inoltre, che la gran parte degli attentati esplosivi
con la polvere nera all’interno di un estintore non ha mai provocato
lo scasso di un bancomat né la sottrazione di denaro; nel caso
più distruttivo con tale materiale si è solo riusciti
ad incendiare il contenitore, oltre a spaccare le vetrate e gli infissi.

La delinquenza ha creato diversi ed efficienti tecniche di esproprio che
sono ampiamente conosciute: fiamma ossidrica, spaccate, asportazione
dell’intero bancomat o agguati in banca. Tutti questi metodi hanno
mostrato un’efficacia maggiore che cercare tra le ceneri
incandescenti dei pezzi di denaro… le cose non funzionano così
e la polizia lo sa.

Niente di meglio per costruire una “asociación ilícita”,
che trasformarsi nella “asociación ilícita”.

Come ben sostenuto da alcuni compagni, la strategia è maggiore e
macabra. Avendo bisogno di mostrare risultati e con uno spreco di
ingegno da parte della procura, si inizia a dar l’avvio alla caccia
in modo che l’esca simuli esser la preda.

Alejandro Peña si identifica con la sua ossessione di delineare la
“Asociación ilícita terrorista”, ma per farlo
ha bisogno di un’organizzazione stabile, piramidale e con ruoli
determinati.

Roberto funziona alla perfezione con questa macchinazione e come hanno
astutamente sottolineato gli investigatori:
“è
una pedina chiave”
.
Infatti, viene mostrato come il collaboratore permanente dei gruppi
anarchici d’azione, in una sorta di contrattazione sovversiva che
rasenta il ridicolo. Le tanto attese e cercate “prove materiali”
sono già nelle mani del nemico: ossia i materiali che tale
soggetto aveva in casa. Adesso mancano solo quelli che hanno
contrattato i “servizi” di quel miserabile soggetto, visto
che lui si è svincolato ideologicamente da qualsiasi
espressione di ribellione.

Le prove d’ora in avanti saranno maldestre e facili da parte dei
persecutori: le fantasiose dichiarazioni di Roberto, qualche
intercettazione male interpretata e le gigantesche condanne che
verranno somministrate dal sistema giudiziario.

Allora… Cosa accadrà a Roberto? Le ipotesi potrebbero esser diverse:
riduzione della condanna, benefici penitenziari, la caduta di alcuni
carichi pendenti ed una miglior fedina penale a condizione di
offrirsi di partecipare volontariamente a questo “reato”.

Oggi, il gioco della repressione è più chiaro. Il ministro
degli Interni ha annunciato 5 riforme alla
legge
antiterrorista
(http://diario.latercera.com/2010/07/09/01/contenido/9_31947_9.shtml)

Se un sovversivo si pente e fornisce informazioni per la cattura di
altri, non sarà sottoposto alla giustizia”. In modo vile
e miserabile si prepara il gioco repressivo.

Un altro punto della riforma riguarda la “cooperazione” di
qualcuno dei sovversivi, con un forte abbassamento della pena, così
come l’utilizzo di agenti sotto copertura (cioè, sbirri che
consegneranno polvere nera ed armi ed inciterebbero ai reati). Infine
si prevede che sarà più difficile per un individuo una
eventuale liberazione durante la fase istruttoria.

Il tempo dirà cosa accadrà con tale soggetto e con i
compagni che il potere deciderà di collocare sotto il mirino.
Ma adesso è urgente esser capaci di osservare le manovre della
repressione in maniera collettiva. Ascoltare i diversi procuratori
parlare di prossimi ed imminenti arresti deve rafforzare i legami
solidali di fronte ad un nuovo processo politico-poliziesco contro
quelli che in maniera irriducibile si scontrano con il dominio.

Compagno non possiamo restare con le braccia conserte dinanzi a quel che si
avvicina, né credere che non arriveranno per te. Oggi è
urgente comprendere la portata del gioco repressivo e capire come si
cerca di sterminare quelli che non s’inginocchiano né baciano
la mano al gerarca di turno.

ABBASSO LA LEY ANTITERRORISTA!

CHE LA NOSTRA FORZA RIDICOLIZZI IL VANO GIOCO REPRESSIVO!

______________________________

Ultimo minuto: Con il petto
serrato di fronte alla caccia in Argentina, durante la notte del 9
luglio, del compagno
Juan Aliste, imputato
d’aver giustiziato lo sbirro Moyano durante l’esproprio del Banco
Security. Inviamo un forte abbraccio a lui, ai suoi amici, compagni e
famiglia.

Forza per tutto quel che verrà!

Fuga eterna per Carlos Quiduleo, Diego Ríos e tutti i latitanti!

Coraggio ai compagni cileni in carcere: Marcelo Villarroel, Esteban
Huiniguir
, Freddy Fuentevilla, Axel Osorio, Sergio
Vasquez
e Alberto Olivares

-Presxs a la kalle-

presxsalakalle@gmail.com

www.presxsalakalle.blogspot.com

Pubblicato in 14 de agosto | Commenti disabilitati su Cile – Presxs a la kalle sull’arresto del “fabbricante di esplosivi a pagamento”

Argentina – Espropriate banche e compagnie di sicurezza a Buenos Aires

comunicato inviato a Liberación Total,
trad.
Culmine

Comunicato:

Buenos Aires 08/07/2010

La Brigada Luciano Arruga con il presente comunicato si assume la responsabilità assieme ai Nucleos Diego Petrissans e Leandro Morel per le azioni di espropriazione di denaro mal avuto dai polipi finanziari e statali nelle rapine al Banco Provincia de Bs As di oggi, 8 luglio 2010, e l’esproprio realizzato circa 2 settimane fa presso la filiale del Standard Bank in calle L N Alem 1064. Nelle 2 occasioni abbiamo espropriato il denaro dalle casse e prima di una rapida ritirata abbiamo lasciato un falsa bomba, in modo che i porci ritardassero pensando alla presenza della bomba.

La Brigada Luciano Arruga saluta l’incorporazione alla lotta, contro i borghesi e sfruttatori, del Nucleo Juan Bianchi e del Nucleo Simon Radowtsky che, con le loro azioni, hanno espropriato membri di compagnie di sicurezza private a Gral Pacheco ed a Quilmes.

Salutiamo anche il Colectivo Clasista 22 de Agosto che ha posto i suoi compagni con noi nella lotta contro la borghesia e la burocrazia sindacale, iniziando ad attaccare con delle azioni effettuate nella zona sud contro alcuni sindacalisti di regime.

Salutiamo anche i compagni di Neuquén e Bariloche che si son scontrati con le forze della repressione e che hanno subito la morte di giovani compagni.

Le loro morti saranno vendicate, il sangue degli aguzzini bagnerà il suolo di Bariloche ed in ogni dove.

Libertà al Lottatore Sociale Martino delle FAR.

Celulas Revolucionarias.
Brigada Luciano Arruga.
Nucleo Diego Petrissans.
Nucleo Lendro Morel.
Nucleo Juan Bianchi.
Colectivo Clasista 22 de Agosto.
Nucleo Simon Radowtsky.

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Salonicco – Rivendicazione attacchi incendiari contro veicoli della sicurezza

Con un comunicato apparso su Indy Atene

(http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1191812),

un gruppo che si firma Συνεργασία αναρχικών για
την καλλιέργεια κλίματος διάχυτης
ανασφάλειας
(traduzione approssimativa: Cooperazione
per la cultura anarchica di insicurezza diffusa
)
ha rivendicato una serie di attacchi incendiari ai danni di veicoli
di una impresa di vigilanza. Gli attacchi hanno colpito, nella notte
del 7 luglio, moto e auto appartenenti alla società
καταδεικνύωντας, a Salonicco.

Si esprime solidarietà verso i compagni prigionieri, con una
menzione particolare a
Simos.

Pubblicato in azioni dirette | Commenti disabilitati su Salonicco – Rivendicazione attacchi incendiari contro veicoli della sicurezza

Buenos Aires – “Catturato l’ex lautarista Juan Aliste Vega coinvolto nel caso Moyano”

fonte: radiobiobio.cl, 09.07.10

A Buenos Aires è stato arrestato il cileno Juan Aliste Vega,
considerato l’autore materiale del crimine contro l’ufficiale dei
Carabineros, Luis Moyano, avvenuto il 18 ottobre 2007, in seguito
alla rapina al Banco Security.

Da ricordare che alla rapina ed al successivo delitto hanno partecipato
anche Marcelo Villarroel, Freddy Fuentevilla e Carlos Gutiérrez,
che sono riusciti a rubare poco più di 20 milioni di pesos cileni.

La prima informazione trapelata sostiene che si è trattato di un
lavoro congiunto tra la cilena Policía de Investigaciones,
l’Interpol e la Policía Federal Argentina.

La cattura è avvenuta alle ore 3 di questa mattina presso il
Terminal Interprovincial de Buenos Aires (Retiro). Dai primi
commenti, Aliste avrebbe la stessa fisionomia di quando venne
commesso il crimine. Era accompagnato da un uomo ed una donna, che
non sarebbero collegati ad alcun tipo di reato. L’uomo non aveva con
sé delle armi ed al momento dell’arresto non avrebbe posto
resistenza.

Adesso si attende che il giudice della Policía Federal Argentina
consegni un ordine di estradizione o un’espulsione, poiché
sull’individuo spiccava un ordine di cattura internazionale da parte
delle autorità investigative cilene.

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Alcune correzioni allo scritto di solidarietà dal carcere di Alessandria

Culmine riceve e diffonde:

I compagni attualmente reclusi nella sezione AS2 della C.R. di San
Michele fanno sapere di aver potuto leggere solo ora alcune versioni
stampate del loro scritto e di avervi riscontrato degli errori di
trascrizione che in alcuni punti ne stravolgono il significato.

Segue la versione corretta (correzioni in rosso):

________________________________________________

Saluto a Billy, Silvia e Costa dal carcere di Alessandria

Un saluto per Costantino Ragusa, Silvia Guerini e Luca
Bernasconi
prigionieri in Svizzera. Questo scritto vuole essere
un modo per esprimervi la nostra solidarietà, completa e
sentita, umana e politica.
Condividiamo il percorso di chi lotta
in prima persona, riconosciamo l’eco dei loro passi nei nostri,
comprendiamo il fiatone che ogni tanto ci rallenta e non ci
sorprendiamo se a volte un ostacolo ci fa cadere, sappiamo
che ci rialzeremo sempre.
Ancora meglio conosciamo la gioia che il
semplice percorrere questi sentieri può dare e, come in una
passeggiata in montagna, non è solo la meta che conta, ma
l’esaltazione che cancella la fatica, la condivisione con i compagni
e le compagne di viaggio, il senso di libertà che ci coglie ad
ogni passo su questo sentiero fuori dalla strada maestra.
Costantino,
Silvia, Luca, siamo convinti che abbiate già fatto vostra la
libertà e che neanche il carcere possa privarvene.
Certi che supererete quest’ostacolo,
d
esiderosi che quei sentieri tornino ad essere
battuti.
Per la distruzione di ogni forza di dominio.
Per l’Anarchia

Alessandro Settepani
Leonardo Landi
Sergio Maria Stefani

dal Carcere di San Michele (AL), 28 maggio 2010

_____________________________________

la versione contenente gli errori segnalati dai compagni era stata
tratta da lombardia indymedia ed era la seguente:

Saluto a Billy, Silvia e Costa dal carcere di Alessandria

Un saluto per Costantino Ragusa, Silvia Guerini e Luca
Bernasconi
prigionieri in Svizzera. Questo scritto vuole essere
un modo per esprimervi la nostra solidarietà, completa e
sentita, umana e politica.
Condividiamo il percorso di chi lotta
in prima persona, riconosciamo l’eco dei loro passi nei nostri,
comprendiamo il fiatone che ogni tanto ci rallenta e non ci
sorprendiamo se a volte un ostacolo ci fa cadere, sappiamo che ci
rialzeremo sempre.
Ancora meglio conosciamo la gioia che il
semplice percorrere questi sentieri può dare e, come in una
passeggiata in montagna, non è solo la meta che conta, ma
l’esaltazione che cancella la fatica, la condivisione con i compagni
e le compagne di viaggio, il senso di libertà che ci coglie ad
ogni passo su questo sentiero fuori dalla strada maestra.
Costantino, Silvia, Luca, siamo convinti che abbiate già fatto vostra la
libertà e che neanche il carcere possa privarvene.
Certi che supererete quest’ostacolo.
Desiderosi che quei sentieri
tornino ad essere abbattuti.
Per la distruzione di ogni forza di
dominio.
Per l’Anarchia

Alessandro Settepani
Leonardo Landi
Sergio Maria Stefani

dal Carcere di San Michele (AL), 28 maggio 2010

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Messico – Attaccato un allevamento di cincillà

comunicato dell’ALF messicana, inviato a Liberación
Total
, trad. Culmine

Comunicato

La notte del 5 luglio di quest’anno abbiamo attaccato un allevamento di
cincillà. Non s’è trattato di un qualsiasi allevamento
appartenente ad un piccolo imprenditore, ma stavolta abbiamo deciso
di attaccare l’unico allevamento di cincillà registrato nel
Estado de Mexico, nel municipio rurale di Amecameca.

Tale allevamento è di proprietà di Patricia Perrin Sullivan
e Thomas L. Carpenter, membri della Asociación Internacional
de Chinchillas sezione messicana. Quest’associazione, che diffonde la
dominazione e l’addomesticamento di animali per il consumo umano come
vestiti di moda e di “alta cucitura”, si beffava degli
attacchi degli eco-sabotatori e dei liberatori di tutto il mondo,
dedicando una parte della sua pagina in Internet al cosiddetto
“fanatismo vegano”. Gli eco-terroristi, così ci
chiamano questi ignoranti, hanno dimostrato che son essi gli stupidi
nel pensare che non arrivassimo ad attaccare le loro proprietà
per la liberazione animale.

Hanno pensato che al massimo avremmo collocato una bomba davanti ad una
qualche pelletteria o che avremmo spaccato delle vetrine nel corso di
manifestazioni, ma si son sbagliati. Noi siamo da tutte le parti,
affilando le lame dei nostri coltelli per squarciare le reti dei loro
allevamenti pieni di animali prigionieri e per sabotarli, causando un
danno economico mai visto prima.

Per quest’azione ci sono voluti tempo, sforzo e molta delicatezza
nell’avvicinarci all’obiettivo, per realizzare foto e video, per
raccogliere testi su Internet e mappe per avere maggiori informazioni
e per conoscere la zona e le possibili vie di fuga. Una volta
preparato il tutto, abbiamo deciso di attaccare e sferrare il nostro
più duro colpo per la liberazione animale.

Quella notte, camuffati dall’oscurità e con la sola luce della luna
che illuminava i nostri passi insorgenti, siamo giunti sul posto. Con
delle cesoie abbiamo rotto le reti che proteggevano l’allevamento.
Con grande attenzione, in modo che non ci ascoltassero e
sguinzagliassero i cani di guardia, abbiamo praticato delle aperture
alla rete, siamo entrati e ci siamo resi conto che uno dei due
capannoni di cincillà era completamente abbandonato. L’altro
era pieno di cincillà che gridavano soavemente e si muovevano
nella gabbie. Il nostro più grande desiderio era quello di
liberare la gran parte di cincillà prigionieri, ma per ragioni
estreme e di sicurezza abbiamo deciso di occuparci solo del capannone
vuoto e di distruggerlo, in modo che non potesse esser più
utilizzato come centro di sterminio animale.

Diversi sono stati i tentativi di aprire la finestra protetta in cui si
trovavano i cincillà ma non ci siamo riusciti. Quel capannone
si trovava molto vicino alla casa che funge da centro di tortura e di
addomesticamento. Perciò abbiamo deciso di dedicarci al
capannone vuoto.

Abbiamo lasciato delle scritte contro questo sporco affare, del tipo:
Patricia, siamo venuti per la tua pelle“, “Siete
nel mirino
“, simboli dell’ALF ed altri slogan che
sono venuti fuori in quel momento, in modo che sappiano chi siamo e
di cosa siamo capaci di fare. Quindi abbiamo collocato un ordigno
incendiario costituito da 4 litri di benzina nel capannone vuoto,
sotto una gran quantità di legno, in modo che il fuoco si
diffondesse.

Abbiamo collocato un timer all’ordigno e siamo usciti attraverso la rete
distrutta. Mentre eravamo lontani dall’obiettivo, si vedeva
chiaramente il fuoco che via via bruciava il capannone. Le scintille
sono cresciute fino a giungere al tetto, aumentando l’effetto
incendiario. Le fiamme degli abolizionisti di nuovo sono tornate ad
esser presenti in una tranquilla notte sgangherata da parte del
Frente de Liberación Animal de Mexico.

Ancora una volta abbiamo colpito, ma stavolta non una banca o un negozio di
animali, bensì un obiettivo più grande, evolvendo,
crescendo sia a livello ideologico che d’azione contro i dominatori
di animali e della terra.

Due giorni dopo quest’azione, dopo che i lavoratori ed i padroni
osservarono le nostre scritte e le minacce, dopo che videro che il
capannone era stato distrutto dalle fiamme e che la rete era stata
tagliata, abbiamo minacciato con una e-mail di attentare contro i
padroni di tale allevamento se non fermano subito la loro attività
di sfruttamento animale. Parte della minaccia diceva:

…“Siete avvisati. Siamo entrati nella vostra proprietà e possiamo
farlo di nuovo. A nulla serviranno ulteriori illuminazioni o maggior
sicurezza perché noi saremo lì, osservandovi
dall’oscurità, notte dopo notte, fino a che vi distrarrete per
entrare, sabotare e liberare gli animali che tenete prigionieri. Se
stavolta non abbiamo liberato i cincillà, la prossima lo faremo!” …

Abraham López e Adrian Magdaleno: quest’azione è
dedicata a voi. Vi inviamo molta forza ed un abbraccio incendiario.
Ricordatevi che la reclusione è solo un intoppo che tutti i
veri rivoluzionari devono affrontare prima o poi e che se la
battaglia sarà più dura, più dolce sarà
la vittoria!

Per la liberazione animale e della terra!

Per la distruzione della civilizzazione dominatrice ed antropocentrica!

Attacco diretto e insorgente ai bastioni del sistema di addomesticamento!

Fuoco a tutta la società che si mantiene su valori autoritari e “alternativi”!

Per la distruzione delle carceri e delle gabbie!

Indirizzo dell’allevamento di cincillà:

Rancho Ximoco

Numero 1010

Código postal 56900

Teléfono: 011 52 597 976 7464

Fax: 011 52 597 976 8045

Email: ximoco@prodigy.net.mx

Amecameca, Estado de Mexico

Messico

Frente de Liberación Animal / Mexico

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