Grecia – Provvedimento disciplinare per Damiano Bolano

* actforfreedomnow

# cenere

Giovedì 23 marzo il compagno Damiano Bolano è stato convocato dalla pubblica accusa nella prigione di Domokos, riguardo al pestaggio del poliziotto assassino Korkoneas. L’unica dichiarazione che lui ha fatto (rifiutando che essa sia scritta nel procedimento visto che non ha voluto chiedere scusa) è che un ribelle anarchico ha il dovere di colpire in faccia l’assassino di un compagno. Il provvedimento disciplinare assegnatogli è di un anno senza la paga giornaliera.

Andrebbe menzionato che nella stanza c’era anche Korkoneas che testimoniava scortato da 3 secondini. Durante la procedura c’è stata tensione visto che il compagno lo ha attaccato continuamente in maniera verbale.

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Londra, 26 marzo – Marcia contro i tagli

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Indonesia – Attaccato bancomat della BCA in solidarietà alle lotte di Kulon Progo

 * 325.nostate.net

# cenere

 

25 Marzo 2011

Bancomat della Banca centrale dell’Asia attaccato con molotov nella mezzanotte di ieri.

traduzione del comunicato (325.nostate.net/images/ucul.jpg)

Le istituzioni statali, militari e poliziesche sono le vere finanziatrici del terrorismo.

PT Indomining (Bima) ha condotto una brutale repressione contro le comunità locali, Jogja International Mangasa vuole sbarazzarti dei 30mila contadini di Kulon Progo. Takalar minaccia i contadini di privarli delle loro terre. E tutto ciò avviene brutalmente, tra sparatorie, minacce, molestie sessuali e oppressioni di cui i media non recano mai notizia.

Non c’è da stupirsi se la società-burocrate-capitalista non si preoccupa di fare ciò al fine di riempire le proprie tasche!

Il nostro attacco contro il bancomat è un obiettivo importante in quanto la banca è sempre coinvolta nel finanziamento delle estrazioni delle risorse naturali e nella repressione della popolazione in nome del capitale! Non è nostra intenzione fare del male a nessuno, la distruzione degli oggetti non è violenza! Non c’è perdono per l’oppressore! Nessuna pietà per lo stato e il capitalismo!

GOT IS TOT INSURRECTIONARY FRONT (Fronte Insurrezionale Dio è morto)

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Anarquista vasco condenado en Italia

* afilandonuestrasvidas

Comunicado de la asamblea de la provincia de Como y Varese
Ayer, 25 de marzo, se celebró en el Tribunal de Busto Arsizio la audiencia contra Oscar, un compañero vasco en Italia, fue arrestado el sábado 19 de marzo al final de una manifestación contra los recientes sucesos represivos sucedidos en la provincia de Varese.
La audiencia se celebró de manera rápida, elegido por el Abogado y Oscar, porque por el momento en que se encontraba el compañero era la mejor cosa que se podía hacer, dada la evidencia de las acusaciones.(Fotos incompatibles con la figura de Oscar).
A pesar de ello, Oscar fue condenado a un año de cárcel, ocho meses con el procedimiento de urgencia, por resistencia y lesiones.
Se trata claramente de un proceso político, como siempre intentan reprimir y sancionar la libertad de expresión y las formas de lucha de los compañeros. En este caso el objetivo fué el creciente movimiento combativo en la provincia de Varese, que reaccionó con una manifestación contra los recientes intentos de represión (amenazas, persecuciones, los desalojos de Varese y Gallarate…).
Oscar una vez más, a través del abogado, dijo que no tenía relación con los hechos que supuestamente se le adjudicaban y tras finalizar la audiencia saludó a los compañeros que se encontraban en la sala del tribunal y gritó “viva la anarquía“.
Les daremos más información sobre los próximos pasos que lleve a cabo el abogado para su liberación.
Assemblea delle realtà della provincia di Como e Varese


OSCAR LORENZO OLASAGARRE AZURMENDI

C.C. di BUSTO ARSIZIO
Via per CASSANO MAGNAGO 102
21052 BUSTO ARSIZIO(Varese)
Italia

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Grecia – Aggiornamenti sui processi alla CCF ed a Aris Serinidis

* actforfreedomnow.blogspot.com

# cenere

Aggiornamento sul processo alla CCF – 24/3/2011

Panagiotis Masouras è ritornato in aula oggi dopo essere stato rilasciato qualche giorno fa, avendo scontato 18 mesi senza essere stato condannato (la legge greca stabilisce che se sei rinviato a giudizio per 18 mesi e non ricevi una condanna sei rilasciato).

Sebbene il compagno finora si sia astenuto dal processo, si è presentato oggi in aula e si è seduto sul banco degli accusati. Ma non ha chiarito se parteciperà al processo, né se è “qui” in senso legale.

Il suo avvocato non si è presentato ma Panagiotis ha detto che lui rimane il suo avvocato e che oggi non poteva venire. L’udienza è proseguita con le testimonianze di quattro testimoni della difesa. Per primi i proprietari degli appartamenti che G. Nikolopoulos ha affittato a Exarchia da settembre 2007 a gennaio 2009. I proprietari hanno parlato di un perfetto affittuario che ottemperava a tutte le sue responsabilità.

Dopo ha testimoniato la madre di : Giospas, che è anche la zia di H. Hadjimihelakis. Lei vive al 1° piano, sopra l’appartamento ribattezzato in seguito come “covo”. Ha descritto le persone che facevano visita alla casa di suo nipote, ha parlato di persone che si riunivano per guardare film, giocare ai videogames e che conversavano senza prendere alcuna misura precauzionale, con le finestre sempre aperte e tutto “alla luce”, così ha detto. Ha affermato di essere entrata molte volte nella casa di suo nipote e di non aver mai visto, come lei ha detto, oggetti sospetti come “pentole o fili”.

Infine, ha descritto il giorno in cui i poliziotti dell’unità antiterrorismo hanno perquisito la sua casa e quella sotto la sua, ha detto che è stata la peggiore esperienza della sua vita.

Uomini mascherati e pistole che mi hanno obbligata a restare ai ‘domiciliari’ per tre giorni, mentre loro perquisivano entrambe le abitazioni. Non mi hanno permesso di contattare nessuno che fosse fuori, né di comunicare con mio figlio che era stato arrestato senza un avvocato”.

Lo spettacolo continua il prossimo giovedì.

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Aggiornamento sul processo ad Aris Sirinidis

Il processo è iniziato intorno alle 9. 30 compagni erano in aula e altri 30 fuori. I testimoni della difesa sono 47. L’ultima volta hanno testimoniato in 17. Il secondo testimone ha descritto il tiratore come un ragazzo molto alto, magro, capelli lunghi legati a coda e ha detto chiaramente che non era Aris Sirinidis. Un altro testimone, un cittadino straniero il cui indirizzo non è noto, non si sta presentando in aula e la difesa di Aris ha insistito per leggere in aula la sua testimonianza. In essa lui ha descritto un ragazzo alto come un giocatore di basket e con i capelli lunghi.

Va segnalato anche che la corte ha voluto esaminare un poliziotto testimone che ha svolto le faccende pre-interrogatorio. La difesa di Aris ha subito prodotto un documento della corte suprema che dichiara che ciò è illegale. Dopo un accordo del giudice con l’accusa, il poliziotto testimonierà come persona con conoscenze particolari (in merito alla maschera col DNA) e non come persona con compiti pre-interrogatorio.

Lo spettacolo continuerà l’11 aprile.

LA PASSIONE PER LA LIBERTA’ E’ PIU’ FORTE DELLE LORO PRIGIONI

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Vancouver – Anarchici creano disagi al consolato del Cile

Il 22 marzo degli anarchici hanno manifestato sia all’esterno che all’interno del consolato del Cile a Vancouver (Canada), protestando e manifestando la propria solidarietà con i compagni e le compagne cileni/e arrestati/e il 14 agosto ed in sciopero della fame dal 21 febbraio. Espressa solidarietà anche ai 4 prigionieri politici mapuche in sciopero della fame dal 15 marzo. Dal consolato gli anarchici si sono spostati davanti ad una filiale della Scotia Bank, informando sugli investimenti che questa banca ha proprio sul territorio mapuche, in particolare sul lago Lleu Lleu.

Il comunicato dei compagni anarchici in inglese: Vancouver Mediacoop

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# Cenere

Comunicato degli anarchici di Vancouver

Il 22 marzo, anarchici di Vancouver, Canada – Territori occupati della Costa Salish, hanno provocato disturbo al consolato cileno e nella strada antistante. Con ciò mandiamo un forte abbraccio ai nostri compagni imprigionati e in sciopero della fame in Cile. 14 Anarchici e compagni sono stati accusati di cospirazione per attacchi esplosivi e incendiari contro le istituzioni statali e capitaliste. Nove hanno iniziato il 21 febbraio uno sciopero della fame ad oltranza. Quattro prigionieri mapuche hanno ricominciato il 15 marzo lo sciopero della fame.

A Vancouver, cinque persone hanno urlato “Per la libertà! Per l’anarchia! Liberate i compagni!”, battendo contro il portone chiuso e lanciando volantini nella strada fuori il consolato. Due persone hanno aperto la porta per qualche istante per prendere i volantini che avevamo lasciato a terra.

Nel frattempo, in una strada più sotto, un gruppo ha srotolato uno striscione, aperto bandiere nere e ha distribuito volantini. Tre poliziotti hanno risposto all’appello del consolato che cercava di informare il gruppo dei loro diritti di protestare e di scegliere un leader, ma hanno avuto un incontro solo con le nostre grida per la libertà e il coro “Sbirri, Maiali, Assassini”. Non abbiamo lasciato che i nostri diritti di “cittadini” impostassero i parametri delle nostre azioni, piuttosto, queste restrizioni imposte dallo stato sono ciò che noi cerchiamo di sminuire tramite la nostra lotta.

Dopo ci siamo riuniti per diffondere informazioni fuori la Scotia Bank in Broadway and Commercial Drive. Gli automobilisti hanno suonato il clacson in segno di supporto e i passanti si sono mostrati interessati. La Scotia Bank canadese sta espandendo i suoi investimenti nell’estrazione di risorse nelle terre indigene del Cile. Stephen McDonald, co-chief executive officer della banca Scotia Capital ha detto, “Saremo più aggressivi su questo fronte negli anni a venire … Abbiamo investito poco nel settore minerario, così abbiamo preso una commissione per incrementarlo”. Il popolo Mapuche ha difeso le sue terre dalla minaccia delle miniere per anni, nello specifico della regione del lago Lleu Lleu.

Come anarchici combattiamo per riprenderci le nostre esistenze e distruggere lo stato e il capitalismo. Agiamo in solidarietà con le lotte indigene per la terrà e la libertà come combattiamo contro gli stessi nemici e spesso condividiamo obiettivi paralleli.

Le lotte dei nostri compagni in prigione è isolata solo se noi lasciamo che sia tale. Dentro e fuori le lotte continuano.

Le mura già si rompono con ogni azione di solidarietà!

LA NOSTRA SOLIDARIETA’ NON CONOSCE CONFINI.

CON AMORE, PER LA LIBERTA’.

Alcuni anarchici dai territori occupati della Costa Salish

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Barcellona – Attaccata la chiesa a Sarrià

* barcelona.indymedia


L’unica chiesa che illumina è quella che brucia!!!

La notte tra martedì 22 e mercoledì 23 marzo, un gruppo di donne ha incendiato la porta principale di circa 6 metri della chiesa posta nella piazza di Sarrià. Anche se rientrava nei nostri obiettivi il creare un danno materiale, e così è stato, quest’azione è stata principalmente simbolica. La chiesa simbolizza e rappresenta l’oppressione storica ed attuale soprattuto su di noi come donne, decidendo sui nostri corpi e sulle nostre esistenze, sulla nostra funzione e sui nostri ruoli in questa società patriarcale. Non è un caso che abbiamo scelto quale obiettivo questo barrio borghese, in cui sia l’istituzione ecclesiastica che la destra conservatrice sono molto presenti. Con quest’azione, offriamo il nostro speciale obolo alla chiesa ed ai suoi valori: 3 litri di benzina che, bruciando, hanno illuminato l’oscurità della notte. Vogliamo dedicare questo gesto a tutte quelle donne morte per la morale del perdono e della sottomissione, a tutte quelle bambine abusate ed a tutte quelle donne che non si conformano con il ruolo imposto. Incoraggiamo tutte le ribelli del giorno e della notte a continuare ad attaccare questi simboli del potere, perché sono alla portata delle nostre mani!!!

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Cile – Disegni del compagno prigioniero Felipe Guerra

* dibujos-del-companero-felipe-guerra

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Oscar condannato a 8 mesi – Oscar libero!

comunicato della assemblea delle realtà della provincia di como e varese

stamattina, 25 marzo, si è tenuta al tribunale di busto arsizio l’udienza per Oscar, compagno basco residente in italia, arrestato sabato 19 marzo a saronno al termine del corteo contro la repressione in provincia di varese. l’udienza si è svolta con rito abbreviato, scelto dall’avvocato e da oscar, perché ritenuto al momento la miglior cosa da fare , viste le poche e inconsistenti prove dell accusa.(foto incompatibili con la figura di oscar e atti approssimativi).
nonostante ciò, oscar è stato condannato a un anno di galera, diventati 8 mesi con il rito abbreviato, per resistenza, lesioni e travisamento.
è stato evidentemente un processo politico, come sempre accade ai compagni, con l intento di reprimere e punire le forme di libera espressione e di lotta. in questo caso specifico l obiettivo è stato colpire un movimento in crescita sul territorio della provincia di varese e che ha saputo reagire con un corteo partecipato ai tentativi recenti di repressione (avvisi orali, perquisizioni, sgomberi a varese e gallarate).
oscar ha nuovamente, tramite l avvocato, dichiarato la sua estraneità rispetto ai fatti a lui contestati e a fine sentenza ha salutato i numerosi compagni in aula e gridato viva l’anarchia.
vi aggiorneremo sui prossimi passi che l avvocato tenterà per la sua scarcerazione.

assemblea delle realtà della provincia di como e varese

OSCAR LORENZO OLASAGARRE AZURMENDI

C.C. di BUSTO ARSIZIO

Via per CASSANO MAGNAGO 102

21052 BUSTO ARSIZIO(Varese)

Italia

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Varese – Otto mesi di carcere all’anarchico spagnolo arrestato

L’uomo, un cittadino spagnolo che ha partecipato alla manifestazione di sabato organizzata a Saronno dal centro sociale Telos, dovrà scontare la pena per le lesioni inflitte ad un agente durante gli scontri con la polizia

“Oscar libero!” è stato l’urlo finale dopo la lettura della sentenza da parte del giudice del tribunale di Busto Arsizio della ventina di attivisti del centro sociale Telos di Saronno nell’aula 1 del palazzo di giustizia, questa mattina venerdì. Il processo per direttissima al cittadino spagnolo, arrestato sabato 19 marzo durante i momenti di tensione tra polizia e manifestanti del corteo organizzato dal centro sociale, si è concluso con una condanna a 8 mesi di reclusione che Oscar, così lo hanno chiamato i suoi compagni, dovrà scontare senza condizionale nel carcere di Busto Arsizio. L’uomo era accusato di aver aggredito un pubblico ufficiale colpendolo con il bastone di una bandiera provocandogli delle lesioni.

fonte: stampa locale, 25.03.11

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Milano – Banche sotto attacco

Milano, 25 marzo – manifestazione contro la guerra in Libia, attaccate le banche.

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$hile – 1ER COMUNICADO SOBRE LA PROTESTA ESTUDIANTIL DE HOY (24 DE MARZO) EN ANTOFAGASTA

  Contra la autoridad capitalista y pacos varixs (de verde y rojo)

 A las 10:00 a.m. comenzaron a reunirse estudiantes secundarios (fugadxs de las jaulas de clases; B-13, ISCA, POLITÉCNICO, MARIO BAHAMONDES SILVA, entre otrxs liceos y algunxs particulares) junto a universitarixs en el campus Angamos de la Universidad de Antofagasta convocadxs por las federaciones de Estudiantes; FEUA, FEUCN, FESA, FEUM (federaciones dirigidas por las traidoras y cobardes juventudes comunistas).

Comenzó una marcha no autorizada hasta la intendencia de Antofagasta. En el transcurso de esta se fueron sumando más estudiantes y simpatizantes en general. A las 13:00 la masa alcanzaba a ser formada por 3000 personas aprox, aunque la prensa exageró la cifra a 6000.

La masa se instaló en las afueras de la intendencia en espera del seremi de educación, la masa gritaba y ofendía a las autoridades y carabineros, hasta las 14:30 aproximadamente. Fue ahí cuando “los jotosos” (dirigentes estudiantiles de las juventudes comunistas) comenzaron a intentar hacer callar a la masa y literalmente a “mandarlxs para la casa” y así dar por finalizada “pacíficamente” la marcha… OJO! Con los pacos como guardaespaldas y sin haber recibido algún tipo de respuesta aún.

Ya eran aproximadamente 250 estudiantes que al oír la mierda que vomitaban los jotosos, indignadxs cerraron la calle (San Martín c/Prat) y comenzaron a prender fuego y seguir gritando, en ese transcurso fue herido un paco… Llegó el guanaco junto al “pikete” (puros pollos). Uno de ellos comenzó a apagar la pequeña barricada, siendo evacuado inmediatamente de un camotazo en la nuca y a un sapo que andaba por ahí fue también evacuado de un botellaso en la oreja.

Los estudiantes forzaron el bloqueo de la calle, armando barricadas con lo que encontraron su paso, siendo atacados con agua, gas lacrimógeno (una fue lanzada directo al cuerpo de un compañero)

La represión tuvo respuesta con piedras, palos y botellas a carabineros e instituciones del capital en general, como el banco BCI y la prensa. También se difundió propaganda acerca de lxs 14-A en huelga de hambre.

Hubieron aprox. 20 detenidxs (y un poco más). Luego de ser dispersadxs de Prat c/san Martín, lxs compañerxs se volvieron a reunir (aprox 50) marcharon a la tercera comisaría con la intención de liberar a lxs compañerxs secuestradxs por los pacos. Fuerzas especiales atacó cobardemente por la espalda, capturando a quienes pudieron, esta cobarde acción también tuvo respuesta.

Al final hubieron aprox. de 15 detenidxs…

No se descartan nuevas movilizaciones…

Una vez más los pacos agredierona a transeúntes (niñxs y mayores) con gases lacrimógenos y agua además de golpear a algunxs compañerxs en la detención dentro de la tercera comisaría. También ¡¡¡obligaron a mujeres a desnudarse para supuestas revisiones!!!

Una vez más las federaciones dejaron solxs a lxs estudiantes!!!

ESTO NO PUEDE QUEDAR ASÍ DE IMPUNE!!!

NO HABRÁ AGRECIÓN SIN RESPUESTA!!!

PAGARÁN CON SANGRE CADA UNA DE SUS HUMILLACIONES!!!

HACEMOS UN LLAMADO A TODXS LXS ESTUDIANTES Y OBRERXS DE ANTOFAGASTA, PAIS Y PORQUE NO DEL MUNDO A REVELARSE ESTE 29 DE MARZO Y SALIR A LAS CALLES!!!

JóVENES rebeldes/concientes ANTIYUTA de esta mierda de ciudad (antofapasta)

– VIDEO DE TVN Antofagasta (mediodía)

http://www.24horas.cl/videosRegiones.aspx?id=41717&idRegion=2

 – VIDEO TVN Antofagasta (central)

http://www.24horas.cl/videosRegiones.aspx?id=41762&idRegion=2

 – APORTE DE EL MERCURIO DE ANTOFAGASTA

http://www.mercurioantofagasta.cl/prontus4_noticias/site/artic/20110324/pags/20110324161410.html

(acá podemos observar como los jotosos se alumbran de defensores del pueblo siendo que los agarraron por andar paveando y asustarse, tampoco dijieron que se fueron de patá en la raja y botellasxs por amarillxs)


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Que el miedo no destruya la solidaridad…
que la solidaridad destruya el encierro.
¡¡ SECUESTRADXS POR EL ESTADO A LA CALLE !!

libertadalos14a

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Berlino – Incendiato bancomat in solidarietà con i prigionieri greci

* directactionde.ucrony.net

# cenere

Abbiamo ricevuto la seguente lettera:

Per esprimere la nostra solidarietà con le lotte in Grecia e con chi è in prigione per la partecipazione al movimento anarchico e per annunciare che la nostra comune lotta andrà avanti a prescindere dalla repressione dello stato, la sera del 20 marzo siamo andati a Berlino-Neukolln. Nella stazione della linea metropolitana abbiamo messo del pattex sulla tastiera di un bancomat e abbiamo dato fuoco a questo simbolo del capitalismo. Accanto abbiamo lasciato con la vernice delle scritte. Salutiamo i prigionieri sotto processo accusati di appartenere alla “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”, i prigionieri membri di Lotta Rivoluzionaria, i prigionieri anarchici Giannis Skouloudis e Simos Seisidis.

Per la vostra libertà si devono bruciare ancora un sacco di cose nel cuore della bestia!

Autonome Zelle LAMBROS FOUNTAS

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Messico – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo della concessionaria Nissan

testo originale * liberaciontotal

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Comunicato:

A proposito del Giappone…

Noi sappiamo che la nostra sostenibilità dipendeva dalla nostra capacità di offrire, come impresa, una mobilità pulita. Per questo, Nissan LEAF è il primo veicolo al 100% elettrico che offriamo al mercato, anche se nel futuro continueremo ad innovare con unità che non generino emissioni inquinanti. Nissan LEAF è solo l’inizio della nostra strategia della futura mobilità.”

Questo è un estratto dell’intervento fatto nel forum sull’iniziativa privata Green Solutions@COP16 da parte di alcuni gerarchi dell’imprenditoria che hanno “parlato” sulle misure che la giapponese Nissan realizza, a livello mondiale, per mitigare l’impatto ambientale, la distribuzione di veicoli elettrici ed altre merde collegate con le “tecnologie amichevoli” o “soluzioni verdi”.

E’ risaputo che mentono! Ieri sono state le macchine a vapore, oggi sono i mostri di metallo che si alimentano di combustione e domani saranno macchine elettriche su ruote… ma tutto si converte in spazzatura, alla fin dei conti! Spazzatura che dal 1959 giunge in Messico da parte della Nissan come concessionaria di auto della marca Datsun. Nel 1982 ha preso l’avvio l’impianto automobilistico di Aguascalientes (uno dei più importanti del Messico). Spazzatura con riconoscimenti ambientali e certificati ISO, nel 1998, fino alla più recente spazzatura con la presentazione di auto ad emissioni zero nel 2010.

Così la giapponese Nissan s’è convertita in una delle multinazionali più potenti in Messico e nel mondo, con produzioni mondiali che superano i 2.5 milioni di veicoli, produzioni di massa ed individualizzate che possono funzionare sia con la benzina che con l’elettricità. Ovviamente, quest’industria è una delle più aggressive ed i suoi effetti sono visibili in qualsiasi zona urbana.

Le città continuano a crescere, in modo che ci saranno ancora molte auto da produrre da parte di questa marca. Per le strade si commenta che i giapponesi si mostrano contingenti di fronte a quel che essi stessi hanno creato, nel senso che erano preparati ad un terremoto ed allo tsunami; ma questa stessa gente per le strade trema di paura al solo pensare che una disgrazia del genere possa colpirci. C’è tanta paura che non possiamo pensare che il Giappone è presente anche in questo territorio chiamato Messico, che le imprese (anche se non sono nucleari) uccidono le nostre vallate, i nostri boschi ed i nostri mari, che allontanano le specie (umane e non) dai loro ecosistemi. Si cerca sempre di volgere lo sguardo altrove, ma mai sotto i propri piedi, dimenticandoci che quel che accade in Giappone vale anche per il Messico e viceversa, come un disastro nucleare, uno sversamento di petrolio, ecc. Sono sciagure che hanno delle ripercussioni sul pianeta, sulla natura.

Sappiamo che gli stessi che ci parlano di sostenibilità, ecologia o pace, sono quelli che ci schiacciano con la loro civilizzazione, che continuano e continueranno a distruggere il pianeta, che non fermeranno la loro amata produzione per trasformarsi in veri amici della Natura. Per questo s’è deciso di attaccare, senza interessarci se si tratta di un’altra COP, il disastro climatico di cui soffre il mondo porterà conseguenze per tutti di fronte ad un cataclisma, ma per i paesi meno preparati (come il Messico) le conseguenze saranno peggiori.

E’ così che rivendichiamo l’incendio di un Pick-up tipo Nissan, di proprietà delle stessa marca, così come alcune scritte sulle vetrate con slogan per la libertà della terra, fatto avvenuto il 19 marzo 20111 all’alba, presso il municipio di Metepec, Estado de México. In questa maniera abbiamo espresso tutto il nostro odio per gli assassini della pacha mama ed inviamo un saluto insorgente a tutti i guerrieri per la libertà totale, in particolare ai sequestrati in qualsiasi carcere del mondo.

Contro la civilizzazione e qualsiasi autorità!
Viva la diffusione della lotta informale!

Anónimo

p.s. – Perché senza interessarci delle sigle (FAI, FLT, FLA) quel che veramente ci unisce è lo stesso cuore acrata e selvaggio.

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(es/it) $hile – Sobre lo sucedido en la Audiencia del jueves 24 de marzo

* solidaridadporlxspresxs

Hoy jueves se llevó a cabo la audiencia de cautela de garantía que la defensa habia solicitado debido a los vicios de la anterior audiencia de “reformalización”. En su inicio la parte querellante pidio la anulación de esta instancia a lo que el juez no adhirió, por lo que se decidió dar inicio a la instancia.

Por otra parte la defensa solicitó que se le quitaran las esposas a l@s compañer@s argumentando que era innecesario frente al alto despliegue de seguridad tanto dentro como fuera del edificio, a lo que gendarmería no accedió, dejandolos igualmente reducid@s de manos.

De esta forma a las 10:20 de la mañana el juez dió lectura a su resolución en la cual habría comparado la formalización primitiva con la “reformalización” no encontrando diferencias sustanciales, agregó además que la reformalización precisa, determina y aclara los cargos, lo cual sería una garantia que iria en beneficio para l@s imputad@s (pasar de 23 a 30 bombazos es “beneficioso” ¿?).Por tanto, el juez, no dio a lugar la cautela de garantías aceptando la reformalización y con ello estos 7 nuevos hechos.

Así, se dio paso a ver los temas de ampliación de plazo y cierre de la investigación, en donde el juez dio primero la palabra a la parte querellante.

En la petición de ampliación de plazo se pidió por vez única 60 días más, argumentando las estadisticas nacionales de plazos de investigación, la prorroga de tiempos pedida por DIPOLCAR, BIPE, Servicio Médico Legal para realizar pericias pendientes de tipo informatico, escuchas telefónicas, estudios psicosociales, etc.; el levantamiento del secreto bancario sobre una cuenta de Omar Hermosilla que también estaría pendiente; la investigación del patrimonio de cada imputad@ debido a las sospechas de lavado de dinero, respuestas internacionales por parte de Bolívia frente a la línea de transporte de explosivos, de E.E.U.U. frente a medidas intrusivas en blogs, mails y sitios alojados en dicho país; de Holanda por el sitio Hommodolars allí alojado, de Italia por tramites pendientes frente al supuesto finanaciamiento.

A esto se sumaron argumentos por parte de la querellante de la iglesia, que por su pésimo planteamiento son intransmitibles más allás de la alusión a un supuesto sacristan que habría quedado sordo debido a una colocación de la fantasmagorica asociación ilícita terrorista. Argumentos del querellante del hotel Marriot quien dijo saber el nombre, apellido y domicilio de la persona que habría colocado un artefacto explosivo en dicho hotel, pero, que no se encontraría entre l@ imputad@s, por tanto él requería que se siguiera investigando hasta encontrar una respuesta.

La defensa pidió el cierre de la investigación, argumentando que 5 años más 6 meses era tiempo suficiente para las pericias, además se quejó de este supuesto nuevo cargo por el cual no esta ningún@ imputad@ formalizado que sería lavado de dinero; a su vez, desestimó algunas pericias sobre colocaciones que datan del 2do semestre del 2010, tiempo en el que l@s acusad@s estaban en prisión por lo que no serían responsables; recalcaron que la causa data del 2007, año en el que se iniciaron las diligencias intrusivas, es decir, seguimientos, escuchas telefonicas, intervenciones de casillas de correo, por lo que lleva un tiempo más que rasonable dicha investigación. Señalaron también que el plazo investigativo venció el 14 de febrero y que varias de las pericias que la parte querellante tiene pendiente fueron solicitadas posteriormente a esa fecha, ya sea el 15 de febrero, el 2 de abril, etc. por tanto, no corresponderia esperarlas ya que se trata de residuos investigativos y no de antecedentes relevantes, por lo que serían diligencias inutiles y sólo con un fin prorrogativo. Argumentan que la prisión agravaria la necesidad del cierre de la investigación y que por tanto se aceptaría este plazo de 60 días sólo si l@s compañer@s son puestos en libertad inmediata, o si se sumaran los días desde el 14 de febrero a la fecha, periodo que se dilato esperando la instancia de “reformalización” y si no fuese así, se exigiría el juicio oral ahora.

Así, escuchando ambas partes, el juez dió paso a cerrar el plazo investigativo fundamentado en que l@s imputad@s se encuentran en prisión por lo que se requiere de plazos justos y rápidos, aludiendo a que la investigación data del 2007, que existen fiscales con dedicación exclusiva a la causa y que las pericias argumentadas por la parte querellante son de caracter atemporales e impertinentes.

De esta forma, se dió cierre al periodo investigativo del montaje “caso bombas”, se dió 10 días a la parte querellante para realizar la acusación a l@s imputad@s para luego pasar a la fase de preparación del juicio y posteriormente iniciar un juicio oral.

¡Uno de los puntos exigidos en el petitorio de la HUELGA de HAMBRE se ha logrado!

LOS PLAZOS INVESTIGATIVOS HAN LLEGADO A SU FIN Y EL JUICIO SE INICIARÁ PRONTO

Toda la fuerza para l@s compañers@s en prisión y en huelga de hambre

Toda la fuerza para l@s solidari@s que mantienen la lucha en la calle


¡HASTA LOGRAR LA LIBERTAD DE TOD@S L@S SECUESTRAD@S DE ESTE MONTAJE!

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Cile – “Caso bombas”, udienza del 24 marzo

liberamente tratto da solidaridadporlxspresxs

Il 24 marzo s’è tenuta l’udienza di garanzia sollecitata dalla difesa per i vizi procedurali venuti fuori durante la precedente udienza di “ri-formalizzazione” delle accuse. La difesa ha subito chiesto l’annullamento di quella udienza, ma il giudice ha rigettato l’istanza.

La difesa ha inoltre chiesto che venissero tolte le manette ai compagni, vista la forte presenza di forze di sicurezza sia dentro che fuori dall’aula; ma la gendarmeria (polizia penitenziaria cilena) s’è rifiutata di accedere alla proposta.

Il giudice ha quindi letto la risoluzione con la quale considera la prima formalizzazione simile alla “ri-formalizzazione”, non trovando delle sostanziali differenze tra le due. Il giudice argomenta che con la ri-formalizzazione vengono determinate le accuse per ciascun imputato, cosa che va a loro beneficio (ma non spiega quale beneficio potrebbe venire dal passaggio da 23 a 30 attentati!). Pertanto, il giudice ha accettato la ri-formalizzazione delle accuse, e quindi i 7 nuovi attentati.

A questo punto, l’accusa ha chiesto altri 60 giorni per poter concludere le indagini, tempo necessario per terminare con delle perizie informatiche, telefoniche, psicosociali, bancarie. In particolare restano ancora aperti dei filoni di indagine che porterebbero all’estero e si è in attesa di risposte internazionali da parte della Bolivia per il trasporto degli esplosivi, degli USA per un parere su blog, e-mail e siti ospitati in detto paese, dell’Olanda per il sito Hommodolars lì ospitato, dell’Italia per le procedure riguardanti il presunto finanziamento.

In seguito sono intervenute le parti civili, ovvero un legale della chiesa ed uno dell’hotel Marriot.

La difesa ha richiesto la chiusura delle indagini, argomentando che 5 anni e 6 mesi sono un tempo sufficiente per fare delle perizie. S’è inoltre lamentata per la nuova accusa di lavaggio del denaro, per la quale nessuno imputato è stato formalmente accusato. Inoltre, ha sostenuto che non possono esser prese in considerazione delle perizie effettuate nel secondo semestre del 2010, quando tutti gli accusati erano già stati arrestati.

Il giudice, alla fine, in considerazione del fatto che gli imputati si trovano in prigione e che pertanto c’è bisogno di tempi giusti e rapidi, alludendo anche al fatto che le indagini sono iniziate nel 2007, ha dichiarato chiusa la fase investigativa ed ha dato 10 giorni di tempo alla procura per formulare le accuse per ciascun imputato, passando così alla fase di preparazione del processo.

 

Uno dei punti richiesti dal testo rivendicativo dello sciopero della fame è stato ottenuto!

Il TEMPO DELLE INDAGINI E’ FINITO E PRESTO INIZIERA’ IL PROCESSO

Tutta la forza ai compagni ed alle compagne in prigione ed in sciopero della fame

Tutta la forza per i solidali che lottano per le strade


FINO AD OTTENERE LA LIBERTA’ DI TUTTI I SEQUESTRATI PER QUESTA MONTATURA!

 

Pubblicato in 14 de agosto | Contrassegnato | Commenti disabilitati su (es/it) $hile – Sobre lo sucedido en la Audiencia del jueves 24 de marzo

Salonicco – ALF attacca Max Mara

   * actforfreedomnow

Ieri notte (23 – 24 marzo) abbiamo lanciato pietre contro le finestre del Max Mara Shop a Salonicco, in Grecia.
Con uno spray rosso abbiamo lasciato il messaggio “
Animal Liberation!“.
Dopo pochi minuti, quando la polizia è arrivata, stavamo già mangiando una Pizza vegan. .
Con quest’azione vogliamo sostenere la campagna contro Max Mara.

(www.campagnaaip.net)
Solo per farti sapere: c’è un “Max & Co” Shop proprio dietro l’angolo …
Smettete di vendere pellicce! Per la liberazione totale!
A.L.F.

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(es/it) Santiago – Disturbios y sabotajes en solidaridad con lxs presxs en Huelga de Hambre

 

  * liberaciontotal

Comunicado:

Cerca de las 22:00 del 23/03, cerca de veinte encapuchadxs cortaron con palos, basura y grandes piedras la avenida Alameda (en dirección oriente) en la intersección con Republica.

Se destruyeron paraderos del Transantiago y paletas publicitarias, también se apedrearon los ventanales de un banco Itaú y un Santander resultando este último con todos sus cristales rotos. Una lujosa camioneta fue dejada con su parabrisa arruinado. Volantes y rayados se dajaron para que no existiera duda de que esto fue una acción solidaria.

Al llegar la policía no encontraron a nadie, ni con su helicoptero alumbrando las inmediaciones pudieron encontrar a alguien. Que riza fue ver como al retirarnos pasaba la larga fila de patrullas de la PDI que acudian a despedir a sus dos nuevos martires acribillados.

Con la irrupción de la monotonia en esta asquerosa ciudad solidarizamos con todxs lxs compañerxs presxs alrededor del mundo desde México a Argentina, desde Suiza a Grecia, desde Francia a Italia, desde Bielorrusia a EEUU. Asi como con lxs dignxs presxs en el Estado de $hile, especialmente con lxs 9 compañerxs en Huelga de Hambre desde el 21 de febrero.

Por la destruccion de todas las cárceles y jaulas!
La solidaridad es un arma, a cargarla y disparar!

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Santiago – Disturbi e sabotaggi in solidarietà con i/le prigionieri/e in sciopero della fame

Comunicato:

Verso le 22.00 del 23 marzo, circa una ventina di incappucciati ha bloccato con bastoni, spazzatura e grandi pietre la avenida Alameda (direzione oriente) all’altezza dell’intersezione con Republica.

Sono state distrutte le pensiline del Transantiago ed i pannelli pubblicitari, prese a sassate anche le vetrate di una banca Itaú ed una Santander, quest’ultima con tutti i vetri rotti. Un suv s’è ritrovato col parabrezza rovinato. Lasciati volantini e scritte, in modo che non ci fossero dubbi che s’è trattato di una azione solidale.

La polizia, quando è giunta, non ha trovato nessuno, nemmeno con l’ausilio dell’elicottero che ha illuminato i dintorni. Abbiamo sorriso nel vedere, mentre ce ne andavamo, la lunga fila delle pattuglie della PDI che andavano ad accudire i loro 2 nuovi martiri crivellati (il 23 marzo sono stati ammazzati 2 agenti della PDI e ben 8 sono stati feriti. L’omicida è stato poi giustiziato alla terza sparatoria consecutiva – ndt).

Con l’irruzione della monotonia in questa schifosa città, solidarizziamo con tutti e tutte i/le compagni/e prigionieri/e nel mondo, dal Messico all’Argentina, dalla Svizzera alla Grecia, dalla Francia all’Italia, dalla Bielorussia agli USA. Così come solidarizziamo con i/le degni/e prigionieri/e dello Stato del Cile, in particolare con i/le 9 compagni/e in sciopero della fame dal 21 febbraio.

Per la distruzione di tutte le carceri e tutte le gabbie!
La solidarietà è un’arma, carica e spara!

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Santiago – 5º Marcha en solidaridad con lxs compañerxs presxs por el “caso bombas” en Huelga de Hambre

  * Liberación Total

 Este miercoles 23 de marzo, a 31 dias de iniciado el ayuno, se realizo la 5° Marcha en solidaridad con lxs 9 compañerxs en Huelga de Hambre. La marcha comenzo en la calle Arturo Prat con la Alameda en pleno centro de Santiago. Pese a la gran cantidad de agentes del orden lxs solidarixs se reunieron y comenzaron la caminata decididxs a difundir la situación de lxs compas y agitar por la pronta salida a la calle de lxs presxs.
Despues de avanzar 4 cuadras, la marcha se detubo en Plaza de Armas donde con megafono se informo y se leyeron cartas de lxs presxs. Luego de un recorrido de 10 cuadras la marcha finalizo en Mapocho donde agentes del orden ocuparon el carro lanzaaguas y de gases para dispersar a las personas, resultando alrededor de 10 personas detenidas.

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$hile – Universitarios de la Usach conmemoran el Dia del Joven Combatiente

* trincheradelaimagen

Santiago de $hile, 23.03.11 – Al cumplirse un año más del aniversario del asesinato de los hermanos Vergara Toledo en Villa Francia y por la libertad de los presos del “Caso bombas”, un grupo de jovenes efectuaron una protesta en el frontis de la USACH. Para disuadir la protesta llego un gran contingente de efectivos de fuerzas especiales de carabineros, que reprimió con gases y agua hacia el interior de la universidad, sin lograr detener a ninguna persona.

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1977 – Comunicado del Núcleo Armado de AZIONE RIVOLUZIONARIA “Rico y Atilio”

traducción del comunicado de Azione Rivoluzionaria del 1977, en que se honra la memoria de los compañeros Aldo María Pinones “Rico” y Attilio Di Napoli, publicado en “Conspiración Acrata # 9“, marzo 2011

el original, en italiano, en: iconoclasta.noblogs.org/post/2011/03/24/azione-rivoluzionaria-comunicato-del-nucleo-armato-rico-e-attilio

Comunicado relativo al ataque contra “La Stampa” de Turín y el periodista Ferrero de “l’Unità”


Entre el 17 y 18 de septiembre de 1977, el
núcleo armado de AR “Rico y Attilio” procedió a golpear la sede de “La Stampa” de Turín y el cronista de “l’Unità” Nino Ferrero. En la sede del periódico de Agnelli se colocó un artefacto que estaba destinado a causar graves daños a las estructuras, pero sin poner en peligro la seguridad de las personas; el periodista de “l’Unità” fue encojado. Con estas dos intervenciones armadas Azione Rivoluzionaria intentó sancionar específicas responsabilidades colectivas y personales en relación a la gestión de las noticias sobre la muerte de nuestros compañeros Aldo Marín Pinones “Rico” y Attilio Di Napoli, caidos mientras a su vez estaban a punto de golpear la sede del periódico de la Fiat, en el marco de una acción en conjunto que lamentablemente se interrumpió trágicamente. Al unísono, policía y consejos de fábrica gritan en contra de este “ataque a la libertad de prensa”, cubriendo de nuevo con un velo de mentiras la realidad de las cosas, no la libertad de prensa y de comunicación tuvimos la intención de golpear, sino la descarada campaña de mentiras y calumnias llevada adelante por los cagatintas de régimen hacia el movimiento proletario de oposición, conscientes de que a las “armas de la crítica” ha llegado el momento de reemplazarlas con la “crítica de las armas”.

El papel de las comunicaciones de masas para mantener tanto el social existente y la extorsión de consentimiento es fundamental para el régimen; el entrelazamiento de los centros de poder económico, político y policíaco y la difusión de noticias cada vez más densa; cualquier espacio de información alternativa es negado por la sencilla razón de que las comunicaciones toman forma racketistica y oligopolica: en este contexto la prensa autodenominada comunista desempeña un papel crucial de “garantía por parte de la izquierda”. La libertad que golpeamos no es la libertad de los empresarios y burócratas, cuya legitimidad ideológica proviene del uso diario de las técnicas de manipulación dirigidas a un consenso, por medio de grandes medios de un “aparato (constitucional)” que incluye tanto “La Stampa ” que “l’Unità”, el periódico de Agnelli y aquello del PCI. Con estas intervenciones armada quisimos y queremos reiterar con fuerza la verdad acerca de nuestros compañeros “Rico” y Attilio, barrer las burdas calumnias esparcidas, con demasiada facilidad, sobre sus nombres. Rico fue un combatiente por la libertad y el comunismo en su país de origen: el Chile. Peleó con todas sus fuerzas contra el régimen de los coroneles de Pinochet, pagando en persona y duramente. Fuera de su país no se dejó engañar por vacías palabras de apoyo impotente y empuño una vez más las armas, sabiendo que la lucha proletaria no conoce fronteras nacionales. Rico luchó en otros países de la América del Sur y se negó la impostura del “poder socialista” estilo cubano. Luchó en Italia contra el régimen demócrata-crsitiano y del compromesso storico, llevando a cabo numerosas acciones revolucionarias entre las cuales, para nombrar sólo unas pocas que en este momento nos conviene señalar, la destrucción de las nuevas cárceles de Florencia y de Livorno y la explosión contra el Ipca de Cirié, acciones de gran relieve, sin embargo calladas o minimizados o calumniadas o ridiculizadas por la libre “La Stampa” de Turín. Attilio fue un compañero generosísimo, aunque muy jóven, capaz de elegir y de querer en el magma de un mundo corroído y mentiroso, hecho de obligaciones continuas entre declamaciones doctrinales y compromiso real, consciente de tener que superar la dicotomía entre pensamiento y acción, dispuesto a todo con el instinto seguro de los jóvenes proletarios convencidos de no tener nada que perder, sino mucho que ganar. Attilio participó a diversas acciones distinguiendose por valentía y conciencia revolucionaria. “Rico” y Attilio cayeron por un error técnico, tal vez debido a su deseo de actuar y al hecho de que de repente han tenido que basarse únicamente en sus propias fuerzas. Para Azione Rivoluzionaria y para el movimiento de lucha armada, sus muertes son sin duda motivo de reflexión crítica, así como de dolor, pero no de abandono: quien elige el único camino hoy viable en la lucha por una sociedad de libres e iguales, el camino armado, sabe de antemano de correr riesgos, sabe que puede pagar con su vida la lucha por la vida. Pero los revolucionarios nunca van a permitir que chacales como Ferrero y otros cagatintas de régimen puedan manchar su memoria, divulgando, bajo la protección de sus “grandes y libres” periódicos con las argumentaciones sociológicas más triviales, las calumnias más infames. “Rico” y Attilio viven en la memoria de todos los revolucionarios. Otras manos llegan a recolectar las armas que les cayeron en la batalla. Sus detractores son sólo lo que son, viles canallas a sueldo de los servicios de seguridad.

Construir el movimiento de lucha armada por el comunismo y la libertad
Azione Rivoluzionaria contra el gobierno Berlingottiano
Destruir los campos de aniquilación del proletariado
Viva Chile combatiente
Viva el internacionalismo proletario
Honor
a los compañeros caídos en la lucha
Recogemos el ejemplo de Mara, Luca, Sergio, Annamaria, Antonio, Rico, Attilio.

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Azione Rivoluzionaria – notas del traductor

– “La Stampa” de Turin es el periodico de dicha ciudad, y pertenece al grupo FIAT, o sea la familia Agnelli.

– “l’Unità” en aquel entonces era el diario oficial del PCI (partito comunista italiano). Actualmente representa los intereses del PD (partito democratico).

– encojado: o sea come se decia en los años de plomo “gambizzato” – herido de bala a la pierna, como primer aviso. La segunda vez se le disparaba a la cabeza, esa era la llamda “justicia proletaria”.

– cagatintas utilizado por traducir “pennivendoli”, literlamente los que se venden con la pluma, o sea los periodistas.

– racketisitca: o sea tipico del racket, de la criminalidad organizada

compromesso storico: sin traducir, ya que se trata de un pasaje de la historia politica italiana. En los ’70 el partido de la DC (democrazia cristiana) y aquello del PCI llegaron a un acuerdo llamado compromesso storico, acuerdo para enfrentar una grave crisis economica y golpear duramente al movimiento extraparlamentario.

– el Ipca: fabrica quimica altamente contaminante, en la provincia di Turin, que cerrò en el 1982. En la época del atentado hubo una gran polémica por las decenas de sus trabajadores fallecidos por cancer.

– Berlingottiano: sintesis de los apellidos de Berlinguer (lider del PCI) y de Andreotti (lider de la DC), o sea el gobierno del compromesso storico.

Mara, Luca, Sergio, Annamaria, Antonio, Rico, Attilio: combatientes caidos durante acciones de lucha armada.

 

 

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$hile – Palabras del compañero Rodolfo Retamales

DESPACHO INSITU DE RODOLFO RETAMALES

* libertadalos14a.blogspot.com

COMPAÑERXS Y AMIGXS DE RADIO 1º DE MAYO

Reciban todxs un fraternal y afectuoso abrazo a la distancia.

El recuerdo experimentado en la necesaria practica de lanzar al aire la voz silenciosa de lxs oprimidxs, de los pueblos que recuperan la memoria de lucha, propagando ideas y practicas de emancipacion, continuan atesorados y presentes.

Espero la represion no calle los esfuerzos por volver a ser parte integral de este movimiento que anhela despertar y golpear a quien por decadas, con mentiras  engaño nos han hecho creer que tras la democracia alcanzariamos la alegria, la libertad o incluso el socialismo.nada de ello llego; cada gobierno en el pasado, presente y seguro, en el futuro, de seguir todo igual, sirvio y servira para proteger y aumentar la ganancia e ingresos de la clase gozante, asi como en el ya conocido instrumento de la opresion violenta hacia aquellas organizaciones, colectivos o individualidades que organizan el descontento de aquellxs que desprecian ser siervos automatas del dominio asesino y explotador capitalista, a traves de asambleas, afinidades, paros, huelgas u otros proyectos de agiacion social.

Por esto, a pesar de los barrotes, continuo como reportero insitu, realizando un pequeño despacho desde el interior del modulo de maxima seguridad, con el objeto de narrarles a todxs nuestrxs radioescucha del ultimo suceso represivo desatado en este recinto penal contra un joven interno.

El sabado 19 de marzo a eso de las 10 am, david silva ahumada, se sento frente a la celda que habita, exigiendo al funcionario de turno del 4º piso, de apellido flores, que no se encerraria hasta que le entregaran un televisor, el cual viene solicitando a la jefatura de la unidad hace varias semanas, articulo electrico que el recinto penal debe suministrar a todo preso de este modulo, tal como consta en el titulo septimo, normas particulares del reglamento del modulo de maxima seguridad, articulo 32º, el que expresa: “los internos tendran acceso a television y radio, que se encuentran instalados en cada celda”. No olvidemos que para muchos presos las imagenes televisivas son la unica distraccion durante 22 horas de encierro diaria en una celda de 2×3.

La respuesta inmediata del funcionario fue insultarlo prepotentemente y amenazarlo con castigo. Todo esto pasaba mientras todo el piso estaba ya encerrado. David jamas insulto al sujeto flores (no lo llamaremos cabo). Solo manifesto que estaba en su derecho de exigir un televisor. Ante esto llegaron como refuerzo dos gendarmes mas, valdes y arancibia y entre los 3 procedieron a violentamente a reducirlo arrastrandolo hasta el lugar de la escalera en que esta desprovisto de camaras de vigilancia. Aqui, al amparo de la impunidad, entran en la escena otro numero indeterminado de funcionarios publicos que con golpes de pies, manos y garrotes comenzaron a golpearlo, incluso lanzandole gas lacrimogeno a la cara. La tortura se escucho en todo el penal, los gritos de desesperacion incluso el ahogo al que fue sometido al ingresar en la celda de castigo que fue gaseada integramente. Resultado de la desintoxicacion. Sufrio un desmayo, siendo trasladado al hospital penal para estabilizarlo. Actualmente se encuentra en celda de castigo.

El ensañamiento de los gendarmes contra los presos no es nada nuevo, es la rutina diaria que refleja el odio de los desclazados, sirvientes del sistema, que para mostrar cuan buenos y utiles funcionarios del orden son, no tienen escrupulos en golpear, hasta la muerte si fuese necesario, a personas provenientes de las mismas poblaciones que ellos.

Al menos esta situacion desperto la solidaridad de parte importante de los presos sociales de esta carcel. Quienes comenzaran una movilizacion el miercoles 23 de marzo con caracteristicas de paro de actividades. Son 12 puntos del petitorio, entre ellos sancion a los funcionarios torturadores, , termino inmediato del castigo de david y una serie de exigencias de mejoramiento del regimen interno y de visita. El petitorio completo se los hago llegar para que lo difundan.para llamar al apoyo y denunciar la impunidad criminal con que opera el sistema carcelario.

En cuanto a la huelga que llevamos a cabo desde el 21 de febrero, esta continua a paso firme, poco a pcoo las voces y el actuar solidario se manifiesta en las calles.sabemos que falta mucho, que recien estamos comenzando esta lucha hasta alcanzar la libertad. Por esto el necesario tiron de orejas a todo individuo conciente a no esperar que llevemos mas de 50 dias para recien comenzar a movilizarse y para aquellos colectivosu organizaciones que han visto presente a lxs antiautoritarios, anarquistas, reporteros independientes apoyando marchas, huelgas de hambre, mitines, tomas de universidades, liceos o en las riveras del mapocho o enviando ropa a comunidades mapuche, vaya mi critica si en estos momentos se quedan pasivos, viendo como los fiscales del terrorismo de estado, buscan condenarnos a las penas del infierno.

A continuar agitando, a denunciar el proceder siniestro de la fiscalia que, con falsas pruebas nos mantiene detenidxs.

Saludos sinceros a todos los programas de la radio, a las individualidades que le dan vida a la 1º de mayo y a todos los rostros que escuchan las voces rebeldes de la señal.

¡¡FIN A LA LEY ANTITERRORISTA DE LOS PODEROSOS CONTRA LXS QUE LUCHAN!!

¡¡LIBERTAD A TODXS LXS PRISIONERXS MAPUCHE Y CHILENXS!!

¡¡NO MAS CARCEL PARA LOS POBRES!!

Rodolfo Retamales. Perseguido politico del estado chileno.

Santiago 21 de marzo de 2011 a 7 meses de haber sido seciestrado por la fiscalia nacional


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Cile – Disegno di Vinicio

disegno di Vinicio, prigioniero anarchico cileno: “Sbirro buono, sbirro morto!”

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  * solidaridadporlxspresxs

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Palermo – Scontri tra polizia ed antifascisti

 

Palermo, 23.03.11 – Più di 200 antifascisti si sono scontrati con le forze della polizia a Palermo, durante un presidio per impedire la presentazione di un libro sulla storia di casapound, presso la Mondadori multi center.

I fascisti sono stati protetti dagli sbirri. Cariche e lacrimogeni contro pietre e bastoni.

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Lettera di Olga Ikonomidou – membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

 

Lettera di Olga tratta dalla traduzione spagnola su * barcelona.indymedia.org

Gli stralci delle informative della polizia greca permettono di capire l’assillo col quale stanno dando la caccia ai compagni, senza risparmiare risorse. Da aggiungere che in questo campo, la caccia all’anarco-insurrezionalista, è attiva la collaborazione tra la polizia italiana e quella greca.

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Il 22 marzo è stata pubblicata una lettera, o meglio un messaggio della compagna Olga, arrestata la scorsa settimana. Siccome si tratta, per la gran parte di informative della polizia, il linguaggio è stato semplificato e sono state tolte diverse ripetizioni.

* * *

Lettera di Olga 


Nel mondo del Dominio, l’informazione è forza… E, nelle mani dei rivoluzionari, è uno strumento per acquisire il sapere. Il sapere è l’ingrediente necessario per continuare con l’azione. All’alba del 14 marzo sono stata arrestata a Volos, assieme a 4 compagni. Per ora non parlerò del mio caso, delle mie posizioni, delle mie decisioni e delle scelte che ho fatto. In questo momento considero più importante pubblicare una parte concreta del fascicolo giudiziario in modo che non siano mal interpretati alcuni “punti vuoti” del nostro caso. Solo per spiegare qualcosa, senza sottovalutare né sopravvalutare alcuni dettagli. Il tutto perché si possano evitare certe cose ed in modo che alcuni compagni possano prendere le dovute precauzioni. Passo a citare questa parte proprio come viene riportata dalle carte processuali.

“Sono poliziotto. Sono al servizio della Direzione che si occupa degli speciali reati di violenza (D.A.E.E.B.) in qualità di Capo dell’Ufficio della Sezione 3. Il 3 marzo 2001 è giunta al nostro ufficio una informativa proveniente da uno sconosciuto che ha chiamato al nostro numero, il 170, rifiutandosi di rivelare i suoi dati. Egli ha detto che i ricercati accusati di appartenenza all’organizzazione terrorista “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”, ovvero Tsakalos Hristos, Nikolopoulos Giorgos e Bolano Damiano, si stavano nascondendo in un’abitazione nella zona di Nea Ionia di Volos, in cui vivevano assieme ad un uomo di circa 30 anni, proprietario dell’auto VW “Polo” con targa ZHZ-2359 di color verde, e ad una giovane donna dai capelli rossi, all’incirca della stessa età. All’interno delle attività tese ad approfondire tale informazione, il giorno 5 marzo 2011, alle ore 13.10, i poliziotti della nostra sezione hanno localizzato l’auto in movimento all’incrocio tra E.Venizelou e H.Smyrnis nel municipio di Neo Psihiko (Atene). L’auto è stata immatricolata il 13 luglio 2009 a nome di Polydoros Georgios, figlio di Andreas, abitante nel municipio di Agios Dimitrios (Atene), via Euthymiou Pappa 9. Sull’auto viaggiava una coppia di giovani dalle caratteristiche suesposte, conduceva l’uomo. Quando si sono fermati sono stati riconosciuti come: Polydoros Georgios, figlio di Andreas, nato l’8 giugno 1982 a Maroussi (Atene) ed Ikonomidou Olga, figlia di Dimitris, nata il 24 aprile 1980 a Holargos (Atene). E’ stato verificato che alle 15.50 sono giunti al centro commerciale “Athens Heart” in via Pireos e, dopo aver stazionato nel parcheggio sotterraneo, sono saliti al terzo piano. Dopo esser stati nella caffetteria, sono rimasti a mangiare nel ristorante “Meatmetoo”. Dopo circa 20 minuti, Ikonomou s’è alzata e s’è diretta verso l’estremità del centro commerciale, guardandosi intorno come se stesse cercando qualcosa. Quasi immediatamente ha incontrato nel bar ”Agora” due giovani, che già erano lì a mangiare. Ha parlato con uno di essi e gli ha indicato con la mano il tavolo in cui era seduta con Polydoros, poi è tornata al suo tavolo. Immediatamente dopo, ed in seguito al pagamento del conto, i due uomini si sono avvicinati al tavolo di Ikonomidou e Polydoros, con i quali hanno dibattuto. I due uomini hanno ascoltato attentamente, uno di essi è stato riconosciuto come (…) , mentre l’altro è la persona che il 7 gennaio 20110 s’è incontrato in una caffetteria del municipio Agia Paraskevi con i 3 che poco dopo sono stati arrestati come membri di organizzazione terrorista: Tsifka Sokratis, Dimitsiadis Dimitrios e Fessas Dimitrios. Alle 18.15 Polydoros Giorgos ed Ikonomidou Olga assieme a (…) ed un altro giovane d’identità sconosciuta e di (…) anni, perché è stato localizzato ad Paraskevi ed i suoi dati, fino ad ora, non sono stati verificati, si sono trasferiti alla caffetteria adiacente “Players”, sullo stesso piano del centro commerciale. Alle 19.00 se ne sono andati tutti ed (…) con il giovane sconosciuto sono usciti dal centro commerciale in via Pireo, dove si sono fermati davanti a due diversi taxi. Polydoros e Ikonomidou si sono avvicinati con la loro auto, uscendo dal garage. Lì, Polydoros con l’aiuto di uno dei due uomini ha estratto dalla sua auto ed ha messo nei taxi: 1 valigia rossa (…). In seguito il (…) ed il giovane sconosciuto sono saluti ciascuno su un taxi, ma entrambi i veicoli sono giunti in via Sapfous 182, a Kallithea. Lì, hanno tolto le cose dal taxi e, dopo aver suonato alcuni campanelli, sono entrati nel blocco di abitazioni ed hanno collocato le cose nell’ascensore, uno è salito accompagnando le cose, mentre l’altro ha utilizzato le scale e così entrambi sono giunti al primo piano.
//…//Il 5 marzo 2011, alle 20.50, il (…) e quel giovane sconosciuto che assieme a lui aveva portato le cose a Kallithea, sono usciti dall’abitazione di via Sapfous 182 ed a piedi si sono diretti verso via Thiseos, dove sono saliti su un taxi che li ha portati in via (…), a Kipseli, dove sono entrati in appartamento del pianterreno, dove una giovane e robusta donna con un bambino in braccio ha aperto la porta. Alle 1.30 del 6 marzo 2011 il (…) e lo sconosciuto sono usciti da quella abitazione e si sono diretti a piedi in via Kavkasou, dove hanno fermato un taxi col quale si sono portati fino all’incrocio tra le vie Masologiou e Makrygiannis, a Kesariani. Da lì, a piedi e attraverso i vicoli, muovendosi in maniera cospirativa, guardando per tutto il tempo all’indietro ed applicando delle evidenti misure di contro-inseguimento, si sono diretti zig-zagando per le strade Anakreodos, S. Mesologiou, M. Omiriou, Voutsa e Ethnikis Antistaseos, e non s’è potuto verificare dove sono finiti. Alle 16.00 del 6 marzo 2011 Ikonomidou e Polydoros sono saliti sull’auto targata ZHZ 2359, di proprietà del secondo, e dal municipio di Holargos, lungo la nazionale Atene-Salonicco, sono giunti alla zona Nea Ionia di Volos, ma non s’è potuto verificare dove, in maniera esatta. L’auto è stata localizzata alle 7.00 del 7 marzo 2011 all’incrocio tra Raidestou e Sagariou, della stessa zona.
//…//Alle 06. 35 dell’11 marzo 2011 sono usciti dall’abitazione di via Ellispondou a Nea Ionia ( Volos) 2 uomini, uno di essi era lo sconosciuto che, il 5 marzo 2011, con (…) si sono incontrati con Polydoros e Ikonomidou nel centro commerciale “Athens Heart” e poi insieme sono andati a Kallithea con le cose menzionate, mentre il secondo è stato riconosciuto come il latitante e ricercato per l’appartenenza all’organizzazione terrorista “Cospirazione delle Cellule di Fuoco” Nikolopoulos Giorgos.
//…//Alle 16.20 sono usciti da quella abitazione 2 uomini, il menzionato giovane sconosciuto che stavolta portava una borsa ed un altro sconosciuto, di età (…), i cui dati non sono stati ancora verificati, vestito con (…), già localizzato in precedenza, quando il 6 marzo 2011, alle 14.52, entrava nel blocco di abitazioni di via Sapfous 182, a Kallithea. I 2 si sono trasferiti alla stazione ferroviaria di Volos, sono saliti su un treno diretto a Larissa e da lì hanno preso un altro treno diretto a Salonicco. Una volta lì, sono scesi dal treno ed a piedi si sono diretti verso una destinazione sconosciuta, mentre durante tutto il tragitto si son guardati attorno, applicando delle evidenti misure di contro-pedinamento. Alle 19.27 e prendendo evidenti misure di contro-inseguimento sono usciti dalla stessa casa di via Ellispondou, a Nea Ionia, 3 uomini giovani. Uno aveva (…) anni ed i suoi dati non ancora sono stati verificati, un altro aveva (…) anni e nemmeno i suoi dati sono stati verificati, mentre il terzo è stato in seguito riconosciuto come il latitante e ricercato per appartenenza all’organizzazione terrorista “Cospirazione delle Cellule di Fuoco” Tsakalos Hristos. Alle 19.40 sono usciti dall’abitazione Polydoros, Bolano e Nikolopoulos, i quali prendendo evidenti misure di contro-inseguimento si sono diretti fino in via Sagariou. Quasi allo stesso tempo è uscita Ikonomidou, e lei s’è diretta in direzione opposta a quella precedentemente menzionata. I 3 uomini, prendendo via Maiandrou, sono giunti al piccolo parco posto all’incrocio tra Voulgaroktonou e Kazanaki. Allo stesso tempo è stata localizzata Ikonomidou che, seduta nell’auto di Polydoros e ad una piccola distanza dal parco, osservava i 3, con i quali non ha parlato, prendendo così evidenti misure di contro-pedinamento. Dopo circa 20 minuti, Ikonomidou s’è allontanata dal posto ed è tornata all’abitazione e poco dopo vi giungevano, a piedi, i 3 uomini. Alle 20.30, dall’abitazione usciva Polydoros portando con sé un sacchetto di plastica, di color bianco (…), che ha collocato nel cassonetto della spazzatura, posto all’incrocio tra Ellispondou e E.Agonon. Il sacchetto è stato raccolto dai poliziotti della nostra sezione. Alle 13.15 del 12 marzo 2011 sono usciti dall’abitazione Polydoros ed Ikonomidou, sono saliti sulla macchina ed hanno preso la nazionale Atene-Salonicco dirigendosi verso destinazione sconosciuta.”


Buon viaggio a quelli che scelgono i difficili, ma pieni di avventure, sentieri della negazione, della rinuncia, della rivoluzione.


Olga Ikonomidou
membro della
Cospirazione delle Cellule di Fuoco
carcere di Thiva, modulo E

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Grecia – Rivendicazione dell’attacco contro la sede politica del ministro della salute

* athens.indymedia

trad. Cenere

 Ci assumiamo la responsabilità dell’attentato incendiario contro la sede politica di Andreas Loverdos il 18 marzo.

Questo particolare politico è uno degli esponenti di spicco dell’attacco aggressivo portato dalla classe dominante contro tutti i proletari. Precedentemente ha lavorato come ministro ed è stato responsabile dell’imposizione di condizioni lavorative difficili, a scapito dei lavoratori, attuando le direttive del Memorandum e del governo. Oggi, come ministro della salute promuove la completa privatizzazione della sanità ed è responsabile per l’esclusione di migliaia di persone dalle cure mediche primarie. Maestro di cinismo, ha avuto l’audacia e la volgarità di chiedere 100.000 euro per il ricovero di quelli dei 300 migranti in sciopero della fame che dovevano essere trasportati negli ospedali per problemi di salute.

Le politiche antisociali attuate all’interno della pianificazione più ampia e del capitalismo di stato hanno condotto ampi segmenti della popolazione in condizioni di povertà e di miseria a vantaggio dei grandi costi politici e finanziari. Reagire con l’assalto contro la dittatura di stato e capitalista è una questione di tutti gli oppressi di ogni tipo. La mossa collettiva contro i nostri oppressori è l’unica prospettiva praticabile per il rovesciamento dello stato. Il dilemma che abbiamo di fronte è tra la Lotta e la Tradizione. La lotta per la nostra liberazione dalle catene dell’autorità e la tradizione della nostra vita passiva, alienata e assoggettata.

L’attacco simbolico contro uno dei capi dell’offensiva di regime è parte della lotta, che viene condotta da decine di migliaia di persone: come le marce di massa dei manifestanti, le barricate degli abitanti di Keratea, i lavoratori in sciopero. I nostri pensieri e le nostre azioni si formano e si arricchiscono dei disordini dei milioni di indigenti in tutto il mondo, ultimamente quelli dell’Africa del Nord. Acquistano senso e prospettiva nella misura in cui riguardano i desideri, le ansie, i bisogni della nostra classe.

Ogni azione è giudicata dal contenuto e dal fine. Il collegamento con la resistenza sociale esistente determina la sua efficacia. La retorica delirante, auto-referenziale ed elitaria, non favorisce la lotta di liberazione, a differenza di quella senza compromessi, anzi la avvilisce.

L’attacco frontale della sovranità è una caratteristica fondamentale per l’attuazione della violenza, della repressione e del controllo sociale. Il terrore, lo stato di polizia di massa, la criminalizzazione della resistenza operata da parte dei media e le palesi strategie repressive contro i militanti e combattenti creano le condizioni di un regime totalitario costruito sul tentato sterminio degli oppositori politici.

Contro questo sistema, siamo solidali con l’anarchico Aris Serinidis che in questi giorni viene processato con un atto d’accusa inconsistente e costruito. Con l’anarchico Christos Politis in custodia cautelare a causa di fantasiosi scenari terroristici. Con i prigionieri anarchici Sarantis Nikitopoulos, Evangelos Stathopoulos, Christophoros Kortessis perseguiti in base alle proprie relazioni di amicizia. Con i combattenti Kostas Gourna, Paula Rupia, Nikos Maziotis che hanno rivendicato la propria appartenenza a Lotta Rivoluzionaria.

Per intensificare con ogni strumento il nostro impegno di stabilire un fronte sociale e di classe contro i leader politici ed economici, di stabilire una visione collettiva di libertà.

 ONORE ETERNO ALL’ANARCHICO LAMBROS FOUNDAS

Per la distruzione di Stato e del capitalismo

Per la liberazione sociale

LA LOTTA CONTINUA ….

Azione di liberazione rivoluzionaria

Marzo 2011

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$hile – Mueren 2 detectives atacados a tiros en San Bernardo

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Indonesia – Danneggiato McDonald’s in solidarietà alle lotte di Kulon Progo

* 325.nostate

trad. Cenere

La scorsa notte alcuni individui muniti di mattoni e sassi hanno rotto ogni porta e finestra della multinazionale dei fast food McDonald’s in Perintis Kemerdekaan Road, Makassar, causando danni alla facciata. Hanno lasciato un testo che dice: “Siamo consapevoli di cose avete fatto voi multinazionali alla gente di Kulon Progo, Takalar, Bima, e di altri posti. Siamo arrabbiati e faremo di più!“.

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Grecia – Actualizaciones sobre el caso de la Conspiración de Células del Fuego

* barcelona.indymedia.org

Panagiotis Masouras en libertad condicional
Puesto que pasaron justo 18 meses desde su arresto de 23 de septiembre de 2009 y todavía no fue condenado, el martes 22 de marzo el compañero
Panagiotis Masouras fue soltado en libertad condicional con cargos. En estos casos no se tiene que pagar la fianza. Panagiotis debe, según lo decidido por Consejo de Jueces de Tribunal de Apelación de Atenas, firmar cada dos semanas en la comisaria de su barrio y tiene prohibido salir del país. Recordamos que sigue como acusado en un juicio que está en desarrollo y junto a 3 otros acusados se negaban a comparecer a las sesiones.
Otra buena noticia es que
Damiano Bolano, pues uno de lxs compañerxs detenidxs 14 de marzo y acusadxs de pertenecer a la Conspiración de Células de Fuego, al ser trasladado a la cárcel de Domokos, encontró allí al Epaminodas Korkoneas, pues el madero que 6 de diciembre de 2008 mató a Alexis Grigoropoulos, haciendo el (privilegiado) papel de tendero en la cantina de la dicha prisión y le pegó una paliza hasta que llegaron los guardias que separaron a los dos y trasladaron a Korkoneas a otro modulo de la penitenciaria. Continua a leggere

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$hile – Encapuchados incendian vivienda y hieren con perdigones a mujer en La Araucanía

Un nuevo ataque incendiario se registró en la Región de la Araucanía durante esta madrugada. La policía se encuentra trabajando en la localidad de Tricauco luego de que encapuchados llegaran hasta una vivienda, propiedad de José Luis Queipo Toledo, y la quemaran por completo.

Además, los desconocidos dispararon e hirieron con perdigones en el rostro a la esposa del dueño del predio, identificada como María Pérez Garrido. Asimismo, las habrían emprendido con el hijo de la pareja, resultando con daños su camioneta.

La mujer se encuentra sin riesgo vital, internada en el Hospital de Victoria, y no se registran detenidos.

El General jefe de la Novena Zona de Carabineros, Iván Bezmalinovic, confirmó el hecho y dijo que no se puede descartar que la situación esté vinculada a la demanda mapuche.

Según fuentes de La Radio, José Luis Queipo Toledo habría sido uno de los testigos protegidos de la PDI en el caso del fundo Poluco Pidenco (2001), cuyos ataques fueron catalogados como ‘incendio terrorista’ y por los cuales fueron condenados Patricia Troncoso, alias ‘La Chepa’, Héctor Llaitul y Mireya Figueroa, entre otros dirigentes emblemáticos de la Coordinadora Arauco Malleco (CAM).

fuente: biobiochile.cl, 23.03.11

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Grecia – Olga Ekonomidou rivendica la propria appartenenza alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco

** actforfreedomnow

trad. Cenere

Olga Ekonomidou, arrestata il 14 marzo in un appartamento a Volos durante un’altra operazione dell’unità antiterrorismo, ha rivendicato l’appartenenza alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco tramite una breve lettera dove cita delle carte processuali in cui si descrive come i poliziotti l’hanno trovata grazie a un “eroe” anonimo che ha chiamato la linea sicura dell’unità antiterrorismo e ha detto qual era la casa dove stazionavano i compagni latitanti.

Buon viaggio a quelli che scelgono il duro ma avventuroso rifiuto, non abbandonando la RIVOLUZIONE.

Olga Ekonomidou

Membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Prigione di Thiba

Braccio E

 

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