Bristol – Attaccate le auto dei secondini della prigione

da actforfree

trad. cenere(at)inventati.org

Attaccate macchine dei secondini della prigione di Ashfield, Bristol

Il 4 gennaio siamo usciti dalle tenebre e in pieno giorno abbiamo cosparso dello sverniciante su 9 auto appartenenti ai secondini di HMP e YOI Ashfield. L’azione è stata fatta per vendicare i nostri prigionieri di guerra; inoltre, non tolleriamo la vista del posto.

Questa prigione è stata la prima prigione privata nel Regno Unito ad incarcerare i giovani prigionieri. E’ gestita da Serco (insieme ad altre compagnie come Wessex Water per trarre profitto dallo sfruttamento di un patto laburista) e ha una turbolenta storia di rivolte, condizioni miserabili, disordini, che ha costretto il settore pubblico a riprendersela nel 2003. Forse le parole raggiungeranno i detenuti in questi periodi spesso difficili dell’anno… Non lasciate che i bastardi vi tengano a bada!

E dove, dice la gente, dovrebbero stare questi giovani se non in prigione? In “educazione” o apprendimento come piagnucolano i liberali, costretti a sedere in fila giorno dopo giorno mentre la noia e la sorveglianza spezza la loro volontà e distrugge l’intelligenza animale ad un livello appropriato per la società che li aspetta (un’altra sorta di prigione)? O in nuove case-lavoro o al servizio di leva obbligatorio, cosi come chiedono i fascisti e i bravi cittadini (c’è mai stata differenza?), per essere brutalizzati e veder portati via i propri spiriti individuali – proprio a ciò che mira la prigione? O intrappolati nelle soffocanti strutture familiari che ora proliferano, riproducendo senza speranza patriarcato e obbedienza, cosi come raccomandano i politici?

Non senso, vicoli ciechi, inganni. Noi non discuteremo con quest’ordine su ciascuno dei suoi termini. Essere interconnessi, credere nella coesistenza e nella solidarietà umana può accadere solo quando l’intero sistema marcio che gestisce le loro anestesie viene dissolto, ad opera del collasso o della rivoluzione. E fino a quando saboteremo la macchina delle gabbie dovunque le troviamo, ricordando che CHIUNQUE PASSA DAVANTI AD UN TRIBUNALE O AD UNA PRIGIONE E IL SUO SGUARDO NON DIVENTA PIU’ SCURO AL PENSIERO CHE POTREBBE ESSERE LI COME COLPEVOLE, NON VIVE LA SUA VITA CON INTEGRITA’ E DIGNITA’.

Monika Caballero, Gabriel Pombo da Silva, Tamara Heras, John Bowden, Jock Polfreeman, Braulio Gonzalez, Guido Mantelli – questi per noi non sono solo nomi. Sentiamo la loro separazione, condividiamo il loro odio, respiriamo la loro passione. Cosi abbiamo attaccato il loro isolamento con saluti oltre le mura e le distanze che ci dividono tramite il nostro agire per la nostra libertà sottratta.

Nelle nostre menti ci sono i prigionieri dietro queste mura, ma anche quelli che in ogni prigione hanno il coraggio di resistere e che non leccano le scarpe ai loro aguzzini, come quelli nella prigione Horfield HMP a Bristol che si sono fatti sentire picchiando e cantando “L’unico poliziotto buono è quello morto” alla vigilia di Capodanno quando la polizia ha attaccato il presidio anticarcerario con manganelli e spray al pepe.

Il nostro attacco è anche a supporto della Cospirazione delle Cellule di Fuoco ovunque sia, ma specialmente i compagni irreprensibili del settore dei membri prigionieri nelle prigioni greche (nonostante il recente tentativo di fuga – vi auguriamo una migliore sorte per la prossima volta!), in vista del prossimo secondo processo e la loro proposta di formare una Internazionale Nera di anarchici prigionieri. “Perché la memoria non è spazzatura e il sangue non è acqua…” Che in ogni galera fiorisca la, rivolta, Fuoco alle prigioni!xx

unknown anarchists 

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