Grecia – Lettera di Polykarpos Georgiadis

da actforfree

trad. cenere(at)inventati.org

Polykarpos (Polys) Georgiadis e Vaggelis Chrysochoides sono due compagni imprigionati per esser stati complici nel rapimento a scopo di estorsione del presidente – a quel tempo – del sindacato degli industriali del nord della Grecia G. Mylonas, con Vassilis Palaiokostas, prigioniero evaso e bandito ampiamente popolare, visto che “non ha mai messo in pericolo la vita di qualcuno” e tradizionalmente ha rubato solo ai ladri (industriali, banche ecc). Nonostante tutte le testimonianze raccolte per riconoscere o descrivere adeguatamente loro, i due stanno attualmente scontando una condanna di più di 22 anni, in base alla testimonianza di un detenuto collaboratore di giustizia. Un altro prigioniero a quel tempo, condannato a 13 anni, per complicità. Il loro appello sarà esaminato dal tribunale di Salonicco il 14/2/2012.

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Su un viaggio che ancora non è finito – Polys Georgiadis

Qualche parole sulla prossima udienza (14/2/2012) della corte d’appello per il caso del sequestro Mylonas

Ovviamente io, pure, condanno l’azione mediante la quale un uomo con violenza e astuzia prende possesso dei frutti del lavoro di qualcun altro. Ma è precisamente a causa di ciò che ho fatto guerra ai ricchi, ladri dei beni dei poveri. Anche io voglio vivere in una società dalla quale il furto è bandito. Io ho approvato e usato il furto solamente come mezzo di rivolta più appropriato per combattere il furto più ingiusto di tutti: la proprietà individuale.

Per distruggere un effetto devi prima distruggere la causa. Se c’è un furto è solo perché c’è da una parte abbondanza e povertà dall’altra; perché tutto appartiene solo ad alcuni. La lotta sparirà soltanto quando gli uomini metteranno in comune le loro gioie e sofferenze, i loro lavori e le loro ricchezze, quando tutto sarà di chiunque.

Marius Jacob, anarco-comunista, membro del gruppo illegale proletario “Lavoratori della Notte”

 

Quando nel 2007 ricevetti una chiamata da un vecchio amico, che mi chiedeva aiuto per nascondersi dai cani da guardia dello stato che gli stavano dietro, non dovetti pensarci due volte per accettare e offrirgli aiuto incondizionatamente. Ero pienamente consapevole dei rischi che venivano dalla mia decisione. Per me, la mia solidarietà con Vassilis Palaiokostas non è venuta da alcun sacro feticismo illegalista, ma era piena dei solidi elementi della mia visione antiautoritaria.

Vassilis è carne nata dalla carne del proletariato, avendo vissuto sulla propria pelle, fin da ragazzino, il terrorismo dei padroni e lo sfruttamento capitalista, lavorando come schiavo salariato in una fabbrica. Velocemente, sia istintivamente che consapevolmente, si è armato e si è rivoltato contro i padroni e i loro cani da guardia. No, Vassilis Palaiokostas non è un “criminale comune”, né solo un “ex-con”, né ha nulla in comune con ciò che chiamiamo “crimine organizzato”. Non si ritrova in alcun settore particolare dell’economia, dell’accumulazione “nera” e del capitalismo illegale. Il suo illegalismo non è mai stato indirizzato verso la sua stessa classe, come lui non ha mai preso parte a questa particolare guerra civile di delinquenza, dove il povero e l’oppresso rubano ad altri poveri e oppressi. Anche se non si è concordi con uno o un altro aspetto della sua attività, dobbiamo ammettere che Vassilis Palaiokostas ha colpito solo i plutocrati e le autorità statali. Ha preso parte ad una tradizione ribelle di lungo corso della cultura popolare del nostro paese, una tradizione che rintracciamo già nell’era bizantina, con i Bogomili, gli Apelati ecc, che attraversavano l’impero ottomano con i clefti, gli aiduci e gli ainidi, il periodo post ottomano ha avuto la sua listocrazia: il regno dei banditi popolari, e i ribelli-ladri unitisi alla resistenza dell’ELAS ecc), fino ai nostri giorni, privi delle masse, con una manciata di proletari consapevoli.

Quindi per me, la solidarietà con Vassilis Palaiokostas è un altro passo in un viaggio senza fine di solidarietà di classe: con ogni sfruttato, con ogni oppresso senza distinzione di nazionalità o genere. E’ la stessa solidarietà per i lavoratori licenziati da Mylonas in Grecia e ai lavoratori del settore petroliero in sciopero a Zhanaozen, Kazakistan, che bloccano treni, occupano e danno fuoco alle celebrazioni dell’indipendenza nazionale. E’ anche solidarietà agli scioperanti caparbi dell’industria dell’acciaio in grecia e agli indomiti indiani e proletari del Perù che resistono al progetto Conga del progetto capitalista e nordamericano di esplorazione minerale. E’ anche solidarietà verso il popolo palestinese e ai nostri fratelli e sorelle di classe che spargono fiamme nelle strade di Santiago e Oakland, Londra e Damasco, Roma, Tunisi, Parigi e Algeri. E’ anche solidarietà ai disgraziati lavoratori industriali in Cina e India, ai tessitori del Bangladesh e altre moderne celle nel mondo. E’ anche solidarietà ai nostri fratelli e sorelle che soffrono nelle miniere africane, nelle favelas brasiliane o nei ghetti americani, nelle banlieu parigine o in uno slum del “terzo mondo”.

La mia solidarietà a Vassilis Palaiokostas è la stessa solidarietà ad ogni proletario che contrattacca.

Buona fortuna, compagno.

Lotta continua per la società senza classi, dove tutto apparterrà a tutti.

Polykarpos Georgiadis

Klisti Filaki Kerkiras (Corfu)

6/1/2012

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