Indonesia – Appello di solidarietà per Hidayat, arrestato a Makassar

tratto da http://325.nostate.net/?p=3881

trad. cenere(at)inventati.org

La polizia di Makassar ha infine accusato il nostro compagno Hidayat, con l’accusa di aver danneggiato una stazione di polizia durante un corteo a supporto degli abitanti di Bima. Secondo la polizia, la condizione di Hidayat è cambiata in “accusato” perché hanno sufficienti prove per giustificare ciò. Sostengono inoltre di avere prove fotografiche e riprese.

Hidayat ha partecipato all’azione solidale avvenuta a Makassar il 26 dicembre 2011 contro la brutalità poliziesca durante le proteste contro la miniera a Bima, dove migliaia di persone hanno occupato Sape port. Da ciò che siamo riusciti a sapere, lui è stato arrestato in segreto nella folla tra jalan Gunung Baeakaraeng e Karebosi Link.

C’è forte sospetto che Hidayat sia stato preso in quel momento, perché i video rilasciati da diversi siti di informazione, mostrano che lui è stato visto dopo l’incidente dell’attacco alla stazione di polizia in jalan Gunung, vicino al bancomat che è stato bersagliato di sassi. Nessuno ha visto il suo arresto, abbiamo solo ricevuto la notizia tramite sms alle 18.

Hidayat al momento è trattenuto presso la stazione di polizia di Makassar. L’accesso al supporto legale e alla comunicazione con l’esterno è molto limitato. Ciò significa che non è stato possibile per i media rilasciare una cronologia dettagliata di quando successo secondo lo stesso Hidayat.

Il direttore di LBH (ong specializzata nel supporto legale) Abdul Azis, ha anche commentato questa situazione. Egli, ex mediattivista all’università Hasanuddin, ha detto che la polizia si è spinta troppo oltre con l’arresto di Hidayat. Dopo tutto, l’azione stessa era una risposta alla violenza poliziesca a Bima. “Non lasciamo che le azioni in risposta a ciò che è accaduto causino decisioni prive di oggettività, cosi come l’accusa improvvisata”, ha detto.

La polizia ha accusato Hidayat con l’articolo 170 del codice penale indonesiano, che riguarda un danno criminale in concorso con altre persone. Hanno detto che il caso verrà presto portato in tribunale.

 

Aggiornamenti su Hidayat

Il nostro compagno Hidayat alias Yayat è ancora imprigionato nelle celle della stazione di polizia di Makassar in Jalan Ahmad Yani 11. E’ stato “accusato”. L’accusa a suo carico è di aver agito come provocatore nella distruzione di proprietà appartenenti a BNI bank (un bancomat mobile) e di una stazione di polizia in Jalan Sudirman, Makassar. Ciò è avvenuto nel contesto di un’azione solidale e di protesta contro la brutalità poliziesca ai danni degli bitanti di Bima che avevano occupato Sape port. La polizia lo sta accusando con l’articolo 170, che si riferisce a danno criminale realizzato in concorso con altri.

Come risultato della repressione e senza presenza di supporto legale, Yayat ha ammesso l’accusa durante il primo interrogatorio, ma rifiutando l’accusa di provocazione. Come sappiamo, durante l’interrogatorio le persone sono sempre terrorizzate fisicamente e mentalmente. Il processo di riconoscimento di un’affermazione è anche spesso svolto sotto costrizione.

Il supporto legale di Hidayat è al momento gestito da Lembaga Bantuan Hukum (LBH) Makassar. Gli avvocati hanno presentato una richiesta per la sospensione della detenzione ma la polizia l’ha rifiutata. Dopo questo rifiuto, il 30 Dicembre, amici e familiari hanno deciso di relazionarsi con il capo dell’unità criminale e detective della polizia di Makassar (Kanit Reskrim). Risultato di ciò è che la polizia ha ripetuto il loro esame, stavolta focalizzato sulle domande in merito alla dichiarazione di Hidayat circa il suo coinvolgimento nell’azione. A causa di ciò, l’accusa di provocazione è stata ritirata.

I primi tentativi per far pressione sulla polizia e far fermare il caso sono stati difficili. Questo perché la pressione sulla polizia è stata scarsa, e il caso è diventato primario per l’opinione pubblica. Inoltre, come successo in diversi casi simili a Makassar, la polizia cerca qualcuno da incastrare per incolparlo di qualunque azioni riguardi il danneggiamento, e arrestare chiunque si trovi in quella zona.

LBH e il team legale hanno optato per l’opzione rimanente, che è cercare di far procedere quanto più veloce possibile il processo e nel frattempo cercare di trovare altre strade perla difesa non basate sulla causa. A seguire di ciò, il team ha cercato testimoni difensivi per Yayat. Abbiamo già contattato tre amici che sono pronti a testimoniare e la loro deposizione è prevista per il 4 gennaio.

Il 4 gennaio abbiamo ricevuto brutte notizie riguardo al peggioramento della salute di Hidayat. Sintomi di tifo, disagio che già pativa in precedenza, sono ritornati. Abbiamo richiesto l’annullamento della detenzione cosicché possa ricevere cure mediche fuori dalla prigione.

Chiediamo solidarietà e supporto da parte di tutti quelli in lotta nelle proprie battaglie contro lo stato e il capitale. Diffondete la notizia, discutetene e lasciate che il fuoco della vostra solidarietà bruci. Dobbiamo mostrare a tutti che nessun amico verrà lasciato indietro.

Fuoco a tutte le prigioni!

Libertà per Hidayat e per altri combattenti sociali imprigionati!!!

Lunga vita alla solidarietà e all’azione diretta!

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