Comunicato di Cristián Cancino

sciopero della fame 20 dicembre – 1 gennaio

La criminalizzazione politica ci ha incarcerati, con la pretesa di
coinvolgere tutti i ribelli e farci rassegnare a scontare condanne
per ogni azione realizzata alla ricerca della libertà e per la
distruzione di qualsiasi manifestazione del potere. La punizione, la
reclusione, l’umiliazione non sono stati sufficienti per farci
smettere di guardare al presente e preparare per il futuro. Ogni
azione solidale motiva noi prigionieri a continuare fermi ed a
lottare per i nostri intenti. Compagni, non posso rassegnarmi ad
esser condannato per una montatura preparata in modo selettivo dallo
stato per mezzo di quelli che fanno il lavoro sporco. Ringrazio ogni
azione, ogni presenza, ogni colloquio che mi hanno aiutato a
mantenermi bel saldo. So che non sono solo e che non lo è
nessun lottatore sociale rinchiuso nei centri di sterminio. Mi auguro
riusciate in ogni manifestazione di solidarietà, perché
il significato si moltiplica per tutti i prigionieri, quale che sia
la ragione della loro detenzione. In merito all’appello del compagno
Gabriel, vi dico che non aderirò per diverse ragioni, ma da
qui mando la forza a voi compagni che avete deciso di aderire o meno
con un digiuno. Axel, Pablo, Matias, Marcelo Dotte, Flora, Huini e
tutti i peñi e weichafe che continuano indomabili nella loro
lotta.

Per l’abolizione delle carceri!!

Contro tutto quel che ci opprime e non ci lascia esser liberi!!

Abbasso le montature!!

Cristián Cancino
Módulo 26

Centro de exterminio santiasco 1

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