Torino – Solidarietà coi compagni e le compagne del PALAZZO OCCUPATO

da una telefonata in radio
venerdì 29 ottobre ore 7:30
i compagni resistono sul tetto
sotto la zona è militarizzata
c’è un materasso gonfiabile dei pompieri
appuntamento confermato alle 8 nei pressi del Palazzo Occupato sotto assedio

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Alcuni nemici di Stachanov – NOI NON MORIREMO DI LAVORO!

* * *

NOI NON MORIREMO PRECARI!

È stato questo l’urlo di rivendicazione lanciato da un manipolo di studenti universitari contro la “Riforma Gelmini”, ovvero contro i previsti tagli a scuola e università; un urlo lanciato nel corso di una ben strana forma di “protesta”. Se una volta si occupavano scuole e università e si scendeva per strada, oggi si pratica un “flash mob” – moderna amenità di un triste presente – facendosi riprendere dalle telecamere, ligi alle direttive della società dello spettacolo. Ma se le cose non si cambiano con uno spettacolino in piazza, è anche su un altro punto che bisogna soffermarsi a riflettere: la continua rivendicazione di lavoro.

Non passa giorno che non si venga bombardati da una informazione che propina storie lacrimevoli; storie che raccontano di onesti lavoratori che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine pur di poter lavorare, di brave madri di famiglia licenziate e costrette a comprare meno vestitini alla moda ai loro figli. Si rivendica il diritto al lavoro non solo per poter far fronte alle primarie esigenze vitali ma, anche, per garantirsi tutto il futile di cui si è soliti circondarsi e non si è più disposti a fare a meno. Si chiede di lavorare per poter consumare, continuando così ad alimentare il perverso meccanismo capitalista che è la reale causa dell’attuale situazione di licenziamenti generalizzata. Il cane si morde la coda.

E poi, perché dovremmo interessarci alla sorte di tanti lavoratori, il cui lavoro ha effetti nocivi e negativi sulle vite di chi gli vive accanto? Il caso di coloro rimasti senza lavoro per la chiusura dell’impianto di incenerimento della Copersalento di Maglie è emblematico. Quello di gran parte dei ricercatori universitari è identico: a quali progetti e quali interessi asserviranno la loro ricerca? Troppo spesso è una ricerca mirata a nuove forme di dominio e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla natura. Un altro caso esemplare è quello dei ricercatori del laboratorio di nanotecnologie di Lecce, impegnati in progetti di controllo e di guerra; allora sarebbe auspicabile che gente simile non restasse precaria a vita ma, più semplicemente, non iniziasse mai a lavorare.

Ma una riflessione più profonda si impone. È mai possibile che l’unico orizzonte a cui si è capace di aspirare sia quello di un futuro lavorativo, fatto di tempo alienato e della solita estenuante routine fino alla morte, e non si sia invece capaci di immaginare una vita diversa, fatta di ozio, godendo del lento scorrere del tempo da impiegare per i propri bisogni e le proprie esigenze? È possibile che non si sia capaci di immaginare il proprio futuro al di fuori di una vita fatta di sfruttamento in cambio di un salario (o stipendio) e di intendere il lavoro in una forma diversa da quella oramai cristallizzata nel corso di secoli di sfruttamento e sottomissione?

Ci sono molte anime belle disposte a tutto pur di garantire il proprio o l’altrui sfruttamento: noi no.

NOI NON MORIREMO DI LAVORO!

Alcuni nemici di Stachanov

F.i.p. 18/10/10 via Massaglia 62/b – LE peggio2008@yahoo.it

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Kostas Gournas and Nikos Maziotis are taken to “Laiko” hospital athens

Both of them have been on hunger strike for many days. Kostas started and Nikos followed in support.

The two accused of participation in the organization are being treated, already, in Koridallos prisons and on wednesday night the doctors judged, with the agreement of the prosecutor, they had to be moved to the hospital.

Both are well in their health.

x act for freedom now!

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SHAC activists convicted and imprisoned (UK)

x 325.nostate.net

On 25th October six British SHAC campaigners were convicted on charges related to their role in the campaign against Huntingdon Life Sciences. Alfie Fitzpatrick was given a 12 month sentence suspended for 2 years. Sarah Whitehead received 6 years. Nicole Vosper received 3 and a half years. Thomas Harris received 4 years. Nicola Tapping received 15 months. Jason Mullen received 3 years.

Please send urgent letters of support to:

Sarah Whitehead VM7684
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx
TW15 3JZ
England

Nicole Vosper VM9385
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx
TW15 3JZ
England

Thomas Harris
HMP Winchester
Romsey Road
Winchester
Hampshire
SO22 5DF
England

Nicola Tapping
HMP Bronzefield
Woodthorpe Road
Ashford
Middx
TW15 3JZ
England

Jason Mullen
HMP Winchester
Romsey Road
Winchester
Hampshire
SO22 5DF
England

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Greece – Solidarity to Kostas Gournas, member of Revolutionary Struggle on hunger strike since 9 October

NOT ALONE
Kostas Gournas, member of Revolutionary Struggle and on remand in Trikala Prison, began a hunger strike on 9 October with the ‘outrageous’ claim be transferred to Korydallos prison in order to see his 22-month-old twin children.
The vindictiveness of the State against both the defendants in the Revolutionary Struggle case and more generally those who challenge and resist bourgeois legitimacy is a given (with many examples over the years). The State also makes a point of punishing the children of fighters more. Finally, we are aware that the “legal culture” only affects those who move within the boundaries of bourgeois legality, e.g. Christoforakos of the Siemens case, etc.
From the first time the State has opted for the six comrades of the Revolutionary Struggle case to be dispersed in various jails of the country with the clear objective of making it difficult for them to have contact with their lawyers about their case, and to isolate them from their families and co-defendants.
We express our full solidarity with the hunger striker Kostas Gournas, claiming that risking one’s life is the most obvious right of any detained person in order to be close to home so as to facilitate contact with his family.
As Action for Freedom we demand that all prisoners in the case be transferred to the prison of Korydallos in order to facilitate contact with their families and with their lawyers in order to prepare for trial.
Abolish the system of quarantine imposed on Nikos Maziotis and Sarantos Nikitopoulos in the underground F Wing of Korydallos Prison
Solidarity is our weapon
ACTION FOR LIBERTY

http://actionforliberty.wordpress.com/

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Torino – Palazzo occupato sotto sgombero

Da Radio Blackout 105.25 fm, 28.10.10

Palazzo occupato, corso Regina Margherita 128 Torino sotto sgombero. I ragazzi sono sul tetto e resistono al freddo. Portate solidarietà a chi resiste.

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Argentina – Policía de Viedma asesina a joven mapuche por la espalda

por Adrian Moyano, 27.10.10

Cuando todavía no cerraron las heridas por la Masacre de Bariloche, los uniformados rionegrinos se cobraron otra víctima: Guillermo Trafiñanco. Ser pibe, pertenecer a los sectores populares y de condición mapuche, se torna cada vez más riesgoso en la provincia argentina. El crimen se produjo en Viedma, la capital de Río Negro. La familia de Guillermo reside en el barrio Lavalle, que reaccionó con indignación ante la muerte. Tenía apenas 16 años

read more here: http://azkintuwe.org/oct_271.htm

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Santiago – Ante los hechos acaecidos el domingo 24 de Octubre…

DECLARACIÓN PÚBLICA

Ante los hechos acaecidos el domingo 24 de Octubre La Agrupación de Amigos y familiares de los detenidos el 14 de agosto, declaramos lo siguiente:

El domingo 24 de octubre realizamos una actividad en el Galpón Víctor Jara, en solidaridad con nuestros compañeros que hoy se encuentran encarcelados por el Montaje “Caso Bombas”. La actividad consistió en una tocata que conto con la participación de bandas musicales como Juana Fe y Combo Ginebra. Durante el transcurso de la misma, todo se desarrollo con absoluta normalidad. Luego al terminar el evento a las 00.00 hrs los asistentes (aproximadamente 150 personas) procedieron a dejar el recinto. La actividad concluye sin ningún tipo de altercado. No obstante en las afueras del galpón Víctor Jara en la plaza Brasil se producen una serie de incidentes debido a un desmedido operativo policial que comienza a reprimir al público que se retiraba, todo esto enmarcado en el contexto de constante hostigamiento y el excesivo contingente policial que se encontraba en las afueras del galpón Víctor Jara asediando a los participantes de la actividad. Es importante recalcar que no existió ninguna irregularidad dentro del local, ni con los organizadores, ni con los asistentes; Se revisaron a todas las personas que ingresaron, por lo que fue imposible ingresar algún tipo de bebida alcohólica y menos aun un arma de fuego, de esta manera DESMENTIMOS ABSOLUTAMENTE QUE DENTRO DEL RECINTO SE HAYA EFECTUADO ALGUN DISPARO, estos fueron realizados por efectivos policiales en las inmediaciones de la plaza Brasil. Este operativo concluyo con 8 compañeros detenidos en la tercera comisaria de Santiago en donde fueron golpeados y torturados, algunos derivados a fiscalía militar.

Denunciamos el Montaje Policial que estaba preparado de antemano, explicado por realizar una actividad en abierta y sincera solidaridad con los compañeros detenidos por el Montaje “Caso Bombas” procesados por la ley antiterrorista; Sin tener pruebas consistentes, perseguidos por difundir ideas en contra de la dominación y cualquier forma de explotación. Si bien nuestras ideas en términos políticos difieren con la Fundación Víctor Jara, es innegable la labor que realizan, solidarizar y apoyar un sin numero de iniciativas, sin otra intención que ser un espacio en donde se expanda diversas manifestaciones de cultura popular.

Creemos que la clausura del galpón Víctor Jara, es la muestra más palpable de como la represión se agudiza cada vez más, no tan solo se criminaliza y persigue a todos los que se denominen anarquistas, anti-autoritarios o luchadores sociales, sino que a todos los espacios y agrupaciones que manifiesten otras formas de ver el mundo: contrarias al consumo y a la explotación que impone el actual sistema.

A APOYAR A LOS ESPACIOS SOLIDARIOS

NO AL CIERRE DEL GALPON VICTOR JARA.

Agrupación de familiares y amigos de los detenidos el 14 de Agosto.

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x libertadalos14a.blogspot.com

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Genova – Chicco a Testa bassa

Genova 26 ottobre 2010

Oggi alla biblioteca comunale Berio di Genova era in programma la presentazione del libro “Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente” di Chicco Testa, libro di assai becera propaganda a favore del nucleare. Nella sala erano presenti l’autore, il mediatore e un pubblico assai poco numeroso , difatti non veniva superato il numero di dieci persone a sentire l’ex Presidente di Legambiente ed ex presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel. Dopo pochi minuti dall’inizio della presentazione, un nutrito gruppo di antinuclearisti/e è intervenuto in sala con uno striscione e alzando i toni fino ad interrompere l’evento. Evidentemente i meritati appellativi rivolti ad uno dei più viscidi sostenitori della morte nucleare lo hanno fatto desistere dal continuare, e dopo alcune diatribe col mediatore e il personale della biblioteca, Chicco Testa s’è alzato, ha preso la giacca e se n’è andato.
Pensava forse di poter presentare il suo libro in tutta tranquillità? Credeva di poter far pubblicità al nucleare senza alcuna opposizione? Beh così non è stato: hanno provato a chiedere di sederci e discutere, ma ovviamente non eravamo assolutamente interessati a confrontarci con chi pubblicizza centrali nucleare e bombe atomiche. La nostra opposizione al nucleare è chiara e radicale, e non avevamo certo bisogno di discutere con una persona qual è Chicco Testa sui perché e sui come dell’energia nucleare.
Per oggi, questo è tutto.

* tratto da Informa-Azione

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Grecia – Rilasciato il compagno Ilias Nikolaou

Rilasciato, fino al processo di appello, il compagno Ilias Nikolauou dietro il pagamento di una cauzione di 15.000 euro. Così ha stabilito la corte di primo grado di Salonicco che lo ha condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere per un attacco esplosivo ai danni della polizia municipale di Evosmos. Il compagno non ha riconosciuto l’accusa ed ha parlato di una cospirazione contro il movimento antiautoritario.

info: act for freedom now!

athens indymedia

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$hile – COMUNICADO DESDE LA S.M.S.

A la opninión pública a nuestros familiares y amigos y a todos los que sueñan con una sociedad igualitaria y libre de represión:
Desde el 12 de Octubre 31 presos iniciamos al interior de la Sección de Máxima Seguridad una movilización indefinida exigiendo mejoras al régimen interno y de visita que menoscaba condirablemente la integridad física y psicológica de cada uno de quienes nos encontramos en este centro de tortura.
Pretendemos así terminar con la conocida lógica de los funcionarios de gendarmería centrada en maltratar y humillar a todos los miles de pobres que sobreviven en las cárceles y sus familiares y amigos que los visitan
en estos dás hemos compartido fraternos diálogos capaces de afianzar confianzas solidarias y comprometidas que hablan de unidad entre presos sociales y politicos y que al carcelero comienza a molestar. Parte de las voces que poco a poco rompen el cerco informativo llevando nuestras demandas a sus propios centros de poder funando los rostros se dientos se sangre de los pobladores.
La deseperación por parte de los agentes represivos del estado ha buscado poner en en enfrentamiento presos sociales y políticos introduciendo la cizaña que les permite mantener el control, pero “los choros son vivos” y junto a ellos antiautoritarios todos concientes de las jugadas del sistema carcelario y su rutina asesina estamos firmes en la digna batalla de hechar a bajo el modelo de Máxima Seguridad y las injusticias del sistema carcelario. Ni las amenazas ni castigos como los realizados el martes 19 de octubre contra el compañero Freddy Moraga Soto interno del cuarto piso a manos del Cabo Flores podrán papar la fuerza de los pobladores encarcelados.
Junto con saludar la respuesta valiente, desinteresada y en lucha de cada uno de los hombres y mujeres que nos han entregado su apoyo, queremos abrazar a nuestros familiares, besar a nuestras parejas, hijos y seres queridos invitándolos a continuar difundiendo esta movilización en cada espacio que nos movemos , haciendo de la propaganda en afiche, panfleto y muralla un arma.
A no dejar de gritar libertad !!!
No más carcel para los pobres en marcha, mitin, universidades, liceos y poblaciones.
Hacia la unidad de todos los presos, sus familiares, entorno de apoyo, sin autoridad miarándonos a las caras porque todos valemos y juntos los poderosos tiemblan.
La carcel fue hecha por el rico para esconder la injusticia del sistema capitalista.
No más a las cárceles para el pobre !!!
Presos sociales y políticos en lucha
Cárcel de Máxima Seguridad, 22 de Octubre 2010.-

—-

* solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

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Letter from the three accused of the robbery in Evia, central greece 19/10/10

At 11:20 a.m. on September 17, 2010, four people in ski masks robbed a bank at gunpoint in the small town of Psachna on the island of Evia north of Athens. A half-hour later, on a motorway road near the island’s capital Chalcis, a 27-year-old man, a 28-year-old man, and a 35-year-old woman were arrested. They were brought to the Chalcida police station, where the men—Alexandros Kossivas and Michalis Traikapis—were charged with the armed bank robbery and the Maria Ekonomou was charged with “aiding and abetting fugitives.” The charges were based largely on the comrades’ connection to the anarchist milieu (Traikapis was one of the Thessaloniki 7, along with two Spanish comrades and others, arrested during the riots surrounding the 2003 EU summit in that city and finally released thanks to a lengthy hunger strike) and http://saloniki2003.blogspot.com/2010/05/call-for-solidarity-with-prisoners-of.htmldubious witness testimony (one of the witnesses, a kiosk attendant, supposedly remembered one of the comrades—just prior to the robbery—asking: “Excuse me, but where is the bank?”). The comrades didn’t have any weapons or “loot” on them at the time of the arrests, while searches of their Athens homes revealed nothing more than “ski masks, four 9 mm bullets, and other objects that are being investigated.” Nevertheless, Kossivas and Traikapis are currently in prison, while the Maria was released on probation. It’s expected that they will soon write something that states their position regarding the charges, their political identity, etc.

Letter from the three accused of the robbery in Evia, central Greece

19/10/10

We are witnesses of a historical development, of a new even more devastating world that is opening in front of us. The so-called capitalistic crisis and the merciless pillage that follows it, signal a new phase of the metropolitan war and its two devastating aspects. The violence and the violence. Ideological violence, repressive violence. We speak of a new phase of war because we realize the era that preceded the crisis, equally barbarian and flattening. It was that memorable era of “plenty”, that prefaced sneakily and patiently what we live today. It was a continuous, “low intensity” war, that in two decades accomplished to extend by giving out dreams, hallucinations and ideology.

Lending, as the last “invention” for the extension of life of the developed capitalistic world, was not only the yuppies, their statistics and their numbers. It was also those. Mainly however it was the ideological promotion of the then modern way of life with loans, that penetrated, determined and transformed the total of social relations. It was the sovereign language and its commercials. It was the cynicism and the stepping over dead bodies hunting of happiness, that changed the metropolis in to immense theatres of war. The triptych of force, wealth and power, that should by any means be achieved, was glorified by all classes in all aspects of social life and un-guiltified a constant crime against the “others”. The invisible, the outcasts, the poor, the immigrants. A barbarian mass where within each one is alone and against all, could consume, exploit, manage, have fun and rape without guilts. It was the era of all is allowed. However it was borrowed and as everything, so this at some point ends.

The that rises brings with it poverty, unhappiness and prohibitions. It is the season of void that spits in the faces of those who live with hallucinations. And now what? Now that theres nothing for them to promise, they will only order. The sovereign language drips blood and the oratory with which the sweeping social transformations are promoted as an essential condition for the confrontation of the crisis, are rhetorical polemics. Direct, violent and merciless. The declaration of a “situation of emergency” and the obligation of obedience to whatever is commanded by the “national interest”, do not leave and room of misinterpretation. We have war. The state is barricading setting up an immense wall of protection around it. Because it knows that even though it still survives-the leftovers of the “plenty” of the previous decades-, even if still individualism and fatalism absorb dissatisfaction, even if still we “from under” have not constituted a compact competitive force, its not long before the moment where the accumulated rage will be expressed. And then it will explode. Even if it is a dead-end and contradictory it will explode. And the strikes will be criminalized, terrorlaws that are upgrading, the urban disturbances and the army that trained, the equipment and the budgets that are approved, the cities, the neighborhoods, the houses, our own lives that are being surrounded, prove it to us.

In this setting, prosecutions, arrests and the imprisonments of those who fight are inevitable. Because it is now that they should, by striking us, spread the fear in those that are already thinking and are ready to act, because it is now that they should demonstrate their supposed omnipotence, because it is now that they should declare as useless and impasse, every form of struggle.

We find ourselves therefore in the foresight because its what our era dictates. This may make us vulnerable and exposed, however in no case does it make us victims. Rather the opposite. This is why we speak of choices and conscience of the struggle. For the conscience that from the moment you begin to fight, you retake your life in your own hands, you cease perceiving yourself as a victim. Never again. Finally. We therefore say again, we have war. And with this fact we will recount our story.

On friday 17th of September and at a long distance away from Psahna Evia, where previously a robbery had happened in the national bank of greece in the area, cops arrest us and lead us to the artakis police station. While theres no evidence that connects us with the particular robbery, it is the verification our personal data that reveals our “identity” and gives a specific turn in events. Its our arrests that we had in the past for hostilities against the regime, that constituted the “solid” evidence for our involvement in this case. Our direct transport to the Halkida station and the insistence of the cops in the interrogations to focus on our past, were indicative of their intentions. And since our presence in the wider area of the robbery alone is not enough, the evidence had to be invented. What else therefore, than the ridiculous testimonies of some snitches-residents of the area, that “recognize” walk styles, watch brands, labels on jackets and other imaginative things that were dictated to them by the agents of halkida, struggling to fulfill the mission that was assigned to them by their superiors from g.a.d.a.(central police headquarters in athens) At this moment three of us are accused and two of us imprisoned, with an insubstantial official charge.

We could denounce the police arbitrariness against us and make pleads of innocence. However for us words are not neutral. They are charged with meanings and logics. They constitute entire worlds that are occasionally completely hostile between them. Words are therefore competing. What does it mean in our strange times to denounce arbitrariness? For us it means nothing else but an indirect faith in the monopoly of laws. A consensus admission, that arbitrariness is not in the nature of the system, but a making of certain perjurers and corrupted. It is a disorientating tactic that skillful directs the problem away from the root. To revelations, scandals, individual incidents. The system is a entirely criminal machine and violence and only violence is the oil that maintains it. Whoever still continues to ignore this, is either a suspect or turns a blind eye.

We will not be focus therefore on the cops that “exaggerated”, to the public prosecutors that “arbitraded”, in the journalists that “misinformed”. What we seek is through our own story to describe the modern terms submission. To expose to common view these small stories, that compose the total of barbarian world that surrounds us. Each one us should take a position on them. We took ours. We demand the lifting of the charges and our immediate release, without begging for nothing. We are not victims, we are a part of our choices. For all that we did, for what we didnt make, for other things that we left. No one should look for “innocents” among us. We are on the side of the repeatedely “guilty”. We are next to the poordevils, the immigrants, the outlaws, the robbers, the “terrorists”. And we will remain here.

For before, for now and for ever.

Alexandros Kossivas, Michalis Traikapis

(imprisoned in the 1st wing of koridalos prisons)

Maria Ekonomou

(accused for the same case)

19/10/2010

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x actforfreedomnow.blogspot.com

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Grecia – Lettera dal carcere del compagno Thodoris Delis

Il 16 agosto 2010 due individui appartenenti all’ambiente antiautoritario ateniese sono stati arrestati nell’isola di Rodi, accusati di una rapina in banca. Uno di essi, il compagno Thodoris, è ancora in carcere. Lo hanno trasferito nel carcere di Alicarnasso, piuttosto lontano dai suoi cari. Questa la sua lettera, tradotta in inglese da Act for Freedom Now!


Comrades:
On August 16, 2010, I was arrested in Rhodes and charged with robbing an ATEbank. Because I am not limited by the perceived duality of “innocence/guilt,” and because I refused to cooperate with the authorities, the prosecutor and judge unanimously decided to imprison me. Before that, I was subjected to a number of draining interrogations by the uniformed servants of Power, both local and from Athens. The investigators were apparently under the control of the National Intelligence Service and sent specially from the Exarcheia police station to identify me and share information. They also tried, in vain, to implicate some of my personal friends and comrades in the case. They then locked me up in the Rhodes police dungeons, which is unusual. I was “visited” there by two psychologists, who examined me and put together what’s known as a “psychological profile.” Suddenly, they decided to move me to the transfer office on Petrou Ralli Street in Athens, where the people in charge refused to let me know which prison they would be taking me to. After an exhausting stay, they told me I’d be going to Alikarnassos, and it was only at the last minute that I was able to notify my family and friends about my destination. All the transfers have taken place in the manner we know all about, crushing every last bit of human dignity, while the prison was certainly not chosen by chance. It’s due to these reasons that I haven’t had time to state my position regarding the case. The judicial report still hasn’t been finalized, and they are continuing to collect evidence. Therefore, when I am able, I will write more extensively about my stance on several matters, generally and with regard to the movement.
I send comradely regards to everyone who stood by me and helped me in various ways. Additionally, I salute everyone participating in the very important initiative to create a prisoner solidarity fund, which I also took part in from the beginning.

Free everyone inside

Solidarity with all persecuted comrades

Solidarity with fighting prisoner Vangelis Pallis

Thodoris Delis, Alikarnassos prison

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$hile – SOBRE LOS SUCEDIDO EN LA AUDIENCIA DEL JUEVES 21 OCT

En el marco de las tomas forzadas de ADN el día 8 de octubre, a lxs compañerxs secuestradxs el 14 de agosto, tanto en la Sección de Máxima Seguridad de la CAS, como en el S.E.A.S, del centro penitenciario femenino; parte de la defensa interpuso una medida cautelar de garantia, la cual fue acogida y llevada a audiencia el día jueves 21 de octubre.
En dicha audiencia el juez (el mismo que asistió al proceso de formalización maratonico) determinó que todo el proceso se ajustó a derecho, ya que solo se utilizaron medidas de “sujeción y contención” “necesarias” para la toma del ADN; aludiendo a que la defensa no podia probar el uso de violencia por parte de lxs carcelerxs, existiendo filmaciones de todo lo sucedido, pero sólo disponibles en la instancia de preparación de juicio, en donde se podrían exhibir para una eventual descalificación de las muestras.
Además, el hecho de que el 11° juzgado se hubiera declarado incompetente el día 6 de octubre, emanando la orden judicial para la toma del ADN con fecha 1 de octubre, no dió lugar a alegato.
De esta forma, el ministerio público, el ministerio del interior, el consejo de defensa del estado, la iglesia, y demases querellantes, tienen a disposición el perfil genetico de lxs compxs para especular, montar, inventar, etc., etc., a destajo.
Lo que se sacó en limpio fue la obtención de la carpeta investigativa, por parte de la defensa, luego de 2 meses de retención por parte de la fiscalía; pero manteniendo las piezas encubiertas, lo que no permite un total acceso a toda la información.
Durante el receso, los asistentes vocearon consignas y bofetearon a los carceleros con propaganda y panfletos, por lo que la resolución de la audiencia se realizó a puertas cerradas, con la presencia de tan solo unx cercanx por secuestradxs.
No esperabamos menos de estos tribunales de injusticia, por lo que hacemos un llamado a la solidaridad activa y a romper el cerco comunicacional en cuanto a este burdo montaje.

x solidaridadporlxspresxs.blogspot.com

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Londres – Solidarixs con la lucha mapuche y lxs presxs del 14A

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Barcelona – Acto solidario con presos anarquistas y antifascistas

La noche del lunes 18 de octubre, quisimos mostrar un pequeño gesto de solidaridad hacia los compas anarquistas de Khimki (Rusia) y Minsk (Bielorrusia), encarcelados por sus respectivos Estados en Agosto de 2010.
Este gesto consistió en pasarnos por 3 lugares vinculados con el Estado Ruso y sus intereses comerciales. Así, aprovechando nuestra amiga la oscuridad fuimos al consulado de Rusia, a la sede de las Aerolinias nacionales de Rusia y al Centro de cultura y lengua Rusa de Barcelona. En estas insignes pocilgas arrojamos huevos de pintura y dejamos pintadas en solidaridad con los compas.
Para quien no sepa la historia, comentar brevemente que los compas de Khimki (uno de los cuales ha sido puesto recientemente en libertad provisional), fueron apresados por su lucha contra la devastación por parte del Estado, una multinacional francesa y la Iglesia local, de un bello bosque autóctono para construir una puta mierda de autopista con gasolineras, centros comerciales y demás basura capitalista. En respuesta a esta agresión desde el Poder y en solidaridad con la lucha que vecinxs de Khimki llevaban realizando ya un tiempo, una manifestación de 500 anarquistas y antifascistas atacó el ayuntamiento de la localidad. Días después, dos compas fueron detenidos, enfrentando peticiones fiscales de 8 años de prisión.
Por su parte, en Minsk, capital de Bielorrusia, tras el ataque con cocteles molotov a la embajada Rusa en solidaridad con los compas anteriores, 7 anarquistas fueron detenidos en un gran operativo antiterrorista, encontrándose ahora mismo en prisión preventiva.
Porque no podemos dejar pasar estas agresiones por parte del sistema, porque no podemos dejar de luchar, hemos tenido este pequeño gesto simbólico solidario con los que luchan por un mundo mejor, gesto que esperamos, próximamente pueda estar a la altura de la lucha de nuestros compañeros de Rusia y Bielorrusia, llevada a cabo en difíciles condiciones.
Por último nos gustaría también saludar y dar a poyo a todas aquellas personas luchadoras que se encuentran actualmente en prisión, con una mención especial a lxs compañerxs anarquistas y antiautoritarios detenidxs en Chile, en Grecia, y en Suiza. Porque si la represión no conoce fronteras, y si todas nuestras luchas son una sola, contra la dominación, la solidaridad debe ser una parte de esa lucha y no conocer tampoco fronteras.
Muerte a las patrias, a las fronteras, a los Estados, al capitalismo y a toda forma de Autoridad.

x barcelona.indymedia.org

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Russia – Rilasciato Alexei Gaskarov

Il 22 ottobre Alexei Gaskarov è stato rilasciato dalla custodia della polizia durante un’udienza presso il tribunale municipale di Khimki. La decisione del rilascio è stata presa dalla giudice, in contrasto con la richiesta della procura. Alexei ha reagito dicendo che non si aspettava questa decisione perché non ha fiducia nel sistema giudiziario russo.

fonte: www.avtonom.org

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$hile – Palabras ante la demolición del Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti

JAMÁS DEMOLERÁN NUESTRAS CONVICCIONES…

Leo con impotencia e ira, porque esa es la emoción que de seguro nos envarga, que demolerán el Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti, “la Sacco” como le decimos (sin ninguna intención de olvidar a Vanzetti)…y se vienen a la memoria presente muchos de los momentos y las actividades compartidas en el espacio, que sin duda fue y será mucho más que una casa, y esto, como ya se dijo, sin ninguna intención de “idealizar”, pero sí de llamar a las cosas por su nombre: tertulias, conversaciones, proyecciones de videos y películas dentro y fuera de la casa, bazar con ropa gratis, actividades de homenaje a Barry Horne, Sacco y Vanzetti y a nuestro compañero Mauricio Morales, presentación de obras de teatro, tokatas hip-hop, punk y hardcore sin alcohol, espacio de encuentro para otros colectivos, ensayos de bandas de música, el primer ensayo de Banda Bonnot y su primer concierto, propaganda y cenas en solidaridad con lxs compañerxs presxs, comidas veganas y vegetarianas, actividades de aniversario de la casa, La Biblioteca, y sus turnos, los almuerzos, onces, cenas, buscar el agua al grifo de la esquina, risas, enojos, mil complicidades cotidianas compartidas en ocho años de vida. A “la Sacco” “asistimos” muchxs compañerxs, y se fueron construyendo y desconstruyendo amistades y afinidades, pero también se fueron afilando ideas, compartiendo senderos y reafirmando convicciones que jamás demolerán. El espacio físico es el que será demolido, pero que sepan, fundamentalmente nuestros enemigos, que muchxs de lxs que formamos parte del espacio, nos hemos esparcido por distintos lugares. Tarea difícil tendrán entonces, además lo que se siembra, si se persiste, se cosecha…

Ninguna casa okupada puede pensarse a perpetuidad, lxs compañerxs que la habitaron y dieron fuerza y proyección al espacio siempre lo tuvieron claro, quizás hace años podría haber sido desalojada, pero no fue así. Tampoco se penso a sí misma como un lugar de “alternativismo subcultural”, por eso, entre otras opciones, aunque algunxs les costo comprenderlo, las actividades desarrolladas eran sin alcohol, y eso marcó una importante diferencia.

Muchas palabras se podrían decir, y la historia que es presente no se resume en unas pocas líneas. Por ahora, a “seguir expandiendo el discurso contra toda autoridad, uniendo la cantidad y la cualidad, que se expandan las ideas y prácticas insurrectas, como semillas de libertad que conviertan en selva al desierto más árido…”

PRESOS Y PRESAS EN GUERRA A LA KALLE

MILLONES DE ABRAZOS FRATERNOS A QUIEN VUELA LIBRE…

MAURICIO MORALES SIEMPRE PRESENTE…

23 de octubre de 2010.

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¡Ha salido un nuevo Tokata!

Con fecha de octubre 2010 ha salido un nuevo Tokata. Podéis descargarlo aquí en pdf o en word.

info: boletintokata.wordpress.com

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$hile – URGENTE: “La Sacco” será demolida

El Centro Social Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti será demolido dentro de pocos días, quizás hoy o mañana.

Tanto “la Sacco”, como la casa que esta al lado suyo, en donde vivía un ser repugnante, sapo y colaborador siempre de los pacos y la prensa (a quien fiscalía le proporcionó hasta un camión para trasladar sus cosas), serán demolidas.

Por suerte, se le avisó a varixs compañerxs, de modo que se logró recuperar todo lo posible desde dentro de la casa y antes de abandonarla por completo, se dejaron escritas en los muros del primer piso, consignas y propagandas antiautoritarias y en solidaridad con los compañerxs que allí vivían y a los demás secuestradxs en el margen del “caso bombas”, propagandas que verán fiscales y policías cuando lleguen, como buitres que son, a periciar por última vez el edificio.
Esta casa, junto a otros centros sociales y okupas, como la CROTA BIKE PUNX, según la investigación a cargo del fiscal Alejandro Peña, que hoy tiene a 10 compañerxs secuestrdxs, era uno de los centros de poder anarquistas en donde se supone vivían líderes y subordinados terroristas organizados, y por ello fue allanada varias veces durante este año, incluso cuando ya no habían moradores. En esta casa vivió el compañero Felipe Guerra, hoy secuestrado en la carcel de máxima seguridad.

Si bien, la nostalgia nos invade al saber que la casa será hecha desaparecer, nunca hemos pensado que era sólo una casa, unos cuantos muros, sino un lugar en que se okupó y se resistió durante 8 años, en donde se hicieron un sin fin de actividades y se compartieron ideas contra la autoridad y el capital, afines a la libertad y el amor por la vida vivida en guerra contra todo lo que nos explota a diario, aquello que busca dominarnos y acostumbrarnos a ser viles ciudadanos. No buscamos idealizarla, sino sólo demostrar el cariño y la afinidad que nos inspira todo lo que significa el CSO y Bilioteca Sacco y Vanzetti.

El hecho de que sea demolida, nos demuestra una vez más, que el poder busca exterminar todo aquello que vaya en su contra. Creen que dejando de verla, dejará de existir. Buscan hacerla desaparecer, y con ella, a todxs quienes creen en la libertad (esa libertad que el poder tanto teme). Ya ha sucedido antes, en donde casas okupadas han sido demolidas como para dejar de tenerlas frente a sus ojos.

Queda en nosotros, hacerles ver que no somos ropa o casas o parches o libros o peinados; quienes llevan en el corazón el ansía de la insurrección, nunca se remitirán a propiedades o cosas materiales.

Hubo un último registro, de algunas fotografía que se tomaron hoy, las cuales serán publicadas a su tiempo, por ahora, la noticia es esta.

¡CONTRA TODA AUTORIDAD,

NUESTROS DESEOS DE LIBERTAD!

¡PRESOS Y PRESAS DEL MUNDO A LA CALLE!

COMPAÑERXS DETENIDXS EL 14 DE AGOSTO

¡PRESENTE!

* *

x libertadalos14a.blogspot.com, 22 de octubre de 2010

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SÃO PAULO – Sequestradores de Washington Olivetto fogem durante saída temporária

x folha.com, 22.10.10

Os chilenos Marco Rodolfo Rodrigues Ortega e Willian Gaona Becerra, acusados de participar do sequestro do publicitário Washington Olivetto, estão foragidos da Justiça. De acordo com a SAP (Secretaria de Administração Penitenciária), os dois saíram temporariamente da prisão no dia 8 de outubro, devido ao Dia das Crianças, e não retornaram.

Condenados a 30 anos de prisão, Ortega e Becerra cumpriam a pena em regime semiaberto, benefício que devem perder ao serem recapturados, devido a fuga. Segundo a secretaria, o retorno deles para a penitenciária de Itaí (287 km de São Paulo) deveria ter acontecido até o dia 13 de outubro.

Os condenados que cumprem pena em regime semiaberto, de bom comportamento, podem obter autorização para saída temporária, por prazo não superior a sete dias, durante cinco vezes ao ano. Ao todo, 21.099 presos foram beneficiados com a saída temporária no Dia das Crianças no Estado de São Paulo. Desses, 1.193 não retornaram.

Olivetto foi sequestrado em 11 de dezembro de 2001, depois de sair de sua agência de publicidade, a W/Brasil. O publicitário permaneceu em um cativeiro no Brooklin (zona sul de São Paulo) até 2 de fevereiro de 2002. Ele foi solto após uma vizinha ouvir os seus gritos. No dia anterior, seis membros da quadrilha haviam sido presos em Serra Negra (150 km de SP).

Além de Ortega e Becerra, também foram condenados pelo sequestro de Olivetto, os estrangeiros Maurício Norambuena, Alfredo Augusto Corrales Moreno, Marta Ligia Urrego Mejia e Carina Dana Lopez. No mês passado, presidente chileno, Sebastián Piñera, afirmou que fará “o necessário” pela extradição de Norambuena, condenado naquele país pelo assassinato do senador Jaime Guzmán, em 1991.

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L’informativa segreta di Maroni. No global e anarchici, i nuovi terroristi

fonte: stampa di regime

Ci attendono disordini di piazza e un ritorno al terrorismo? Secondo gli analisti delle forze dell’ordine sembra proprio di sì. Gli esperti hanno raccolto confidenze, relazioni di servizio e messo insieme i dati: «I principali gruppi dell’antagonismo – si legge nell’allarmante relazione riservata ora al vaglio del Viminale – nel corso di riunioni organizzative hanno più volte annunciato l’intento di avviare “un nuovo autunno caldo” intervenendo nelle principali mobilitazioni per creare disordine». Insomma, le tensioni di piazza e la congiuntura economica negativa rendono il clima «favorevole ad inserimenti strumentali delle formazioni estremiste intenzionate, specie in occasione di manifestazioni di piazza, ad elevare il livello dello scontro».
A rischiare è soprattutto «il sindacato diretto da Raffaele Bonanni che rimane obiettivo di possibili nuove contestazioni in parte ascrivibili anche alle crescenti divisioni di strategia e di metodo che stanno segnando le rappresentanze sindacali». Tra l’altro, l’azione del gruppo Action contro la sede nazionale della Cisl a Roma ha riscosso ampio consenso. Al punto che, secondo quanto trapela, gli esponenti del gruppo di impronta “No Logo/ex disubbidiente” potrebbero presto replicare iniziative analoghe. Andando così a dar vigore a quel Sindacato metropolitano sorto nell’ambito dell’Unione sindacale di Base/USB come ala intransigente e oltranzista, pronta a qualsiasi tipo di conflitto e di scontro.
In parallelo, anche nel mondo dei centri sociali si registra «un’accelerazione degli impegni mobilitativi che coinvolge trasversalmente gli ambienti dell’antagonismo, dal movimento di lotta per la casa agli immigrati». Ci sono state di recente alcuni riunioni tra rappresentanti di queste realtà che hanno sollecitato l’attuazione di una strategia di “lotta unitaria” per rendere più efficace l’azione. Da qui l’idea di preparare un calendario di proteste «condiviso» per contestare governo, Confindustria, Federmeccanica e i sindacati di Cisl e Uil. Del resto, sul territorio i fronti caldi sono diversi: alcuni noti, come l’emergenza rifiuti in Campania, e, in generale, ogni azienda a rischio chiusura. Altri, invece, che parevano sopiti, come quello della protesta No-Tav in val di Susa, che può invece provocare nuovi incidenti.
«Pericolo concreto»
L’Italia è quindi ancora sotto scacco. Ma non è finita. A questo allarme bisogna aggiungere la minaccia eversiva che rappresenta ormai «un pericolo concreto». Perché? Da temere le «attivazioni di matrice anarco-insurrezionalista esplicitamente ispirate all’esperienza della Fai». Si tratta della Federazione anarchica informale, che ha operato fino al 2007 con iniziative violente, raccogliendo sotto di sé 11 sigle che avevano compiuto 27 attentati di varia natura.
È questo l’esordio del lavoro degli analisti che il ministro dell’Interno Roberto Maroni sta ora valutando con i più stretti collaboratori, dopo le ultime aggressioni e la manifestazione pacifica della Fiom a Roma. Non è escluso che il Viminale decida di rafforzare l’attività di monitoraggio sui segmenti più pericolosi dei circuiti dell’anarco-insurrezionalismo. Infatti nel documento si sottolinea come «gli aspetti maggiormente preoccupanti» appaiano «la tendenza a “personalizzare” le minacce e la crescente proiezione internazionale della lotta che potrebbe implicare lo sviluppo di sinergie con omologhe realtà all’estero». Da qui potrebbero nascere azioni «dirette soprattutto a colpire obiettivi ritenuti espressione della “repressione di Stato”, ma suscettibili di estendersi anche a problematiche ambientali».
Sembra che i gruppi di fede anarchica si stiano riaffacciando all’improvviso, visto che da inizio anno diverse sigle inedite hanno rivendicato attentati e l’esplosione di rudimentali ordigni esplosivi. Obiettivi prediletti le strutture e i rappresentanti delle forze dell’ordine, figure del sistema penitenziario, i centri di permanenza temporanea per gli immigrati. Nelle rivendicazioni più volte si è fatto riferimento ed esaltato l’azione diretta degli interventi, l’impostazione per «l’orizzontalità» e la «informalità» della struttura, sostenute dalla Federazione anarchica informale. Si stanno quindi mappando possibili presenze e azioni delle “Sorelle in Armi/Fai/Nucleo Mauricio Morales” che già hanno rivendicato l’ordigno alla Bocconi e alcuni pacchi bomba spediti alla Lega. Analoga attività per la cellula rivoluzionaria Lambros Fountas mittente del plico-bomba recapitato ai carabinieri di Roma.
Caccia all’uomo
Gli analisti approfondiscono la «tendenza a personalizzare le minacce», individuando singoli responsabili. È accaduto con la bomba alla Lega quando sono state espresse «intimidazioni ad un appartenente alle forze di polizia per un presunto atto di violenza sessuale ai danni di una cittadina nigeriana» che sarebbe stato compiuto all’interno del Cie di Milano, con la «chiamata in causa, per la responsabilità politica, anche del ministro dell’Interno». L’individuazione di obiettivi umani con azioni intimidatorie collega questi gruppi anche alle cosiddette Cellule di Fuoco di Torino, nucleo José Tarrio Gonzales, in memoria dell’anarchico spagnolo morto in carcere nel 2005. Le cellule sono a favore della «repressione contro la repressione». Indicano gli agenti di polizia da colpire diffondendo periodicamente le immagini di alcuni di loro. E avviano campagne di reclutamento esaltando l’omicidio degli agenti: nel dicembre scorso venne lanciata “Shot the cop in winter” ovvero “Spara al poliziotto in inverno”.
Preoccupa anche la ragnatela di rapporti internazionali avviati da queste organizzazioni. Le cellule di fuoco indicano «la necessità a seguire senza esitazioni i compagni greci e spagnoli». Tra l’altro il nome è identico a quello di un analogo gruppo greco che, nell’aprile del 2008, ha consumato azioni anche contro obiettivi italiani. Sempre gli ellenici, tra l’altro, avevano espresso solidarietà al compagno Alfredo Maria Bonanno, storico leader anarco-insurrezionalista, quando venne qui arrestato il 1° ottobre del 2009. Preoccupa anche la ragnatela di rapporti internazionali di queste cellule. Analoga proiezione da parte delle “Sorelle in armi”, che sul web hanno diffuso la proposta di estendere il «patto di mutuo appoggio» della Fai «fuori dagli angusti confini di un singolo paese». La strada cioè è quella di collegare anche i gruppi stranieri «come quelli già esistenti in Cile e Grecia». Del resto la Grecia è un esempio indicato in molto materiale di propaganda che «strumentalizza le tensioni sociali che si sono registrate in quel paese».
Da qui le iniziative trans-nazionali di solidarietà e di «azioni violente compiute per esprimere la vicinanza ai compagni colpiti anche all’estero dalla repressione». Come la mobilitazione tra Svizzera e Italia per appoggiare lo sciopero della fame contro l’isolamento nelle carceri elvetiche che colpisce «i prigionieri rivoluzionari detenuti» avviato da una pattuglia di anarchici reclusi a iniziare dal leader Marco Camenisch. Un’area d’azione in cui inserire gli arresti di aprile, quando alcuni anarco-ecologisti tra i quali gli italiani Costantino Ragusa e Silvia Guerini erano stati bloccati in Svizzera e trovati in possesso di esplosivo e di un volantino firmato da quell’“Earth liberation Front” (Elf). In quell’occasione si ritenne che fosse in programma un attentato «ai danni di una struttura di ricerca nel campo delle bio e nanotecnologie».
Di certo le «principali prospettive di rischio» riguardano «in misura crescente» le «problematiche ambientali con particolare riferimento alla questione nucleare e alla produzione di alta tecnologia». Per questo «non si esclude» che gli anarco-insurrezionalisti italiani «sviluppino sinergie operative con militanti stranieri al fine di compiere iniziative sia in territorio nazionale sia all’estero».
Declino marxista
Sul fronte dell’estremismo marxista-leninista sembra non scorgersi un rischio imminente. Sono formazioni avviate al declino, grazie anche ad alcune indagini delle procure che hanno stroncato questa riproposizione, i gruppi di fede anarchica potrebbero invece riaffacciarsi all’improvviso. Certo, la «fideistica certezza nell’immutata validità della prospettiva rivoluzionaria» potrebbe rianimare «l’iniziativa combattente» ma ciò potrebbe avvenire solo «nel medio-lungo periodo». Per coltivare questo piano è anche realistico ipotizzare «tentativi di inserimento» in «contesti sensibili» e ad elevata conflittualità di cellule antagoniste in grado di coagulare forze antisistema. Ma è un’impresa disperata: «Gli ambiti nei quali potrebbe coagularsi una nuova proposta eversiva sono ormai estremamente circoscritti e isolati anche per le profonde trasformazioni intervenute nell’uditorio di riferimento, frammentato e ora privo di una identità operaia». Con le dovute eccezioni. A iniziare da iniziative «particolarmente insidiose» per reclutare nuove leve. Come i manifesti stampati dai Sri/Soccorso rosso internazionale in cui si rievoca la brigatista Diana Blefari Melazzi, morta suicida lo scorso anno, con la stella a cinque punte, la sigla “BR” e la frase «nulla è finito», oltre a slogan come «Questo stato canaglia avrà la nostra mitraglia». I manifesti sono comparsi in diverse città (in Puglia, in Veneto e a Milano) in cui sono attivi i Cpc, ovvero i “Comitati proletari per il comunismo”. Questi esponenti «sono contigui ai militanti del partito comunista politico-militare, ovvero i principali rappresentati in Italia del soccorso rosso internazionale».
In quest’ottica «l’uso strumentale del simbolo brigatista, collocandosi in ambiti privilegiati dall’organizzazione, come il mondo del lavoro, esercita maggior impatto evocativo, specie se coinvolge le dinamiche delle relazioni industriali». Come è accaduto con le scritte e Ivrea e a Milano, contro Marchionne e Bonanni. Prima della Melazzi manifesti analoghi erano stati affissi con la foto del terrorista Mario Galesi cercando sempre di «strumentalizzare eventi in modo istigatorio».

21/10/2010

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Listado actualizado de presxs antiautoritarixs y por la liberación animal y de la tierra de Mexico

Abraham López Martínez: Vegetariano y anarquista. Menor de edad detenido el pasado 15 de Diciembre del 2009, recluido en la Agencia de Atención a Adolecentes Infractores en la Colonia Narvarte del Distrito Federal. Acusado de daño a propiedad privada y asociación delictuosa/subversiva por la quema de nueve autos particulares y un ataque explosivo contra una sucursal Harley Davidson en un fraccionamiento acomodado del distrito federal en una sola noche, acción que reivindico el Frente de Liberación de la Tierra – Células Contra la Dominación Salvajista. Últimamente recibió una condena de 1 año con 22 días, además de pagar los daños ocasionados en la acción. Puedes escribirle cartas de apoyo a: libertadparaabraham@riseup.net

Socorro Molinero Armenta: Presa el 1 de enero de este año, por el ataque armado contra patrullas municipales y una privada, acción que reivindico Acción Anarquista Anónima de Tijuana. Hasta hora no se tienen noticias sobre su proceso jurídico. Cualquier información comunicarse con CNA México.

Adrian Magdaleno Gonzales: Vegano y anarquista preso desde el 4 de febrero del 2010, acusado de atentar contra la paz social por una acción que ningún grupo reivindico, cuando una bomba de gas butano estallo dentro de un vagón vacio en la estación-terminal Taxqueña, donde Adrian fue capturado por miembros de la policía bancaria e industrial, fue llevado a los separos especiales en agresiones al metro, incomunicado por ocho días, torturado física y psicológicamente por policías judiciales y la policía de investigaciones, remitido después al Reclusorio Norte donde ahora se encuentra. También fue acusado de daños a propiedad privada por la acción contra un Banamex en la delegación de Milpa Alta del DF el 25 de septiembre del 2009, donde un artefacto explosivo compuesto de botes de gas butano fue detonado en el área de cajeros automáticos dejando daños de consideración, acción que reivindico mas tarde la Alianza Subversiva por la Liberación de la Tierra, Animal y Humana. Adrian fue condenado a 7 años y 11 mese de cárcel por hacer hechos sus actos y dejarse de palabras. Puedes escribirle cartas de poyo a: libertadparaadrian@hushmail.me

Braulio Arturo Duran Gonzales: Vegan SxE y anarquista preso desde el 24 de septiembre del 2010. Acusado de daños dolosos por incendio (delito grave que no alcanza libertad bajo fianza). Fue detenido por la policía ministerial de la ciudad de León Guanajuato, cuando salía de su casa. Braulio tenia una orden de aprensión por ser supuestamente el individuo que quemo dos cajeros automáticos del banco HSBC el 17 de septiembre del 2009, acción que reivindicaron Eco Anarquistas. La policía, la prensa y algunxs pseudo anarquistas han creado todo un chismerío con respecto a su caso. Actualmente Braulio permanece en el CERESO de León esperando su condena que puede alcanzar de 3 a 10 años de prisión. Puedes escribirle cartas de apoyo a: xliberacionxbrauliox@riseup.net

Para mas información visita nuestro blog: grupohastaelfinal.wordpress.com

Hasta el Final! (Grupo de Apoyo a Presxs por la Liberación Animal y de la Tierra de México)

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Messico – Elenco aggiornato dei prigionieri antiautoritari e per la liberazione animale e della terra

Abraham López Martínez: Vegetariano e anarchico. Minorenne, arrestato il 15 dicembre 2009, detenuto presso la Agencia de Atención a Adolecentes Infractores nella Colonia Narvarte del Distrito Federal. Accusato di danneggiamento di proprietà privata ed associazione a delinquere per l’incendio di 9 auto ed un attacco esplosivo contro una succursale della Harley Davidson, in un quartiere benestante di Città del Messico. Azioni avvenute in una sola nette e rivendicate dal Frente de Liberación de la Tierra – Células Contra la Dominación Salvajista. E’ stato da poco condannato ad 1 anno e 22 giorni di carcere, oltre al pagamento dei danni provocati.

Per scrivergli lettere di sostegno: libertadparaabraham@riseup.net

Socorro Molinero Armenta: Arrestata l’1 gennaio di quest’anno per l’attacco armato contro delle pattuglie municipali ed una privata, azione rivendicata dal gruppo Acción Anarquista Anónima di Tijuana. Fino ad ora non si hanno notizie sulla sua situazione giudiziaria.

Per qualsiasi informazione, mettersi in contatto con CNA México.

Adrian Magdaleno Gonzales: Vegano e anarchico. Arrestato il 4 febbraio 2010, accusato di attentare contro la pace sociale per un’azione non rivendicata da nessun gruppo, quando una bomba di gas butano è scoppiata all’interno di un vagone vuoto nei pressi della stazione-terminal Taxqueña. Qui, Adrian è stato catturato da membri della policía bancaria e industrial, condotto nelle celle speciali riservate per le aggressioni in metropolitana e totalmente isolato per 8 giorni. In questo periodo è stato torturato da agenti della policía judicial e della policía de investigaciones sia a livello psichico che fisico ed infine è stato condotto al carcere Reclusorio Norte, dove si trova tuttora. E’ anche accusato di danneggiamento di proprietà privata per l’azione contro una filiale della Banamex, avvenuta nella delegazione Milpa Alta del DF il 25 settembre 2009, in cui un ordigno esplosivo composto da gas butano è scoppiato nell’area dei bancomat, causando danni di una certa entità. L’azione è stata rivendicata dalla Alianza Subversiva por la Liberación de la Tierra, Animal y Humana. Adrian è stato condannato a 7 anni e 11 mesi di carcere per aver trasformato le sue parole in azioni.

Per scrivergli lettere di sostegno: libertadparaadrian@hushmail.me

Braulio Arturo Duran Gonzales: Vegano SxE e anarchico. Arrestato il 24 settembre 2010. Accusato di danneggiamento doloso per incendio (reato grave per il quale non è prevista la liberazione su cauzione). Arrestato dalla policía ministerial della città di León (Guanajuato), mentre usciva di casa. Su di lui era stato spiccato un ordine di cattura perché sospettato di essere l’individuo ripreso dalle telecamere mentre incendia due bancomat della banca HSBC, fatto avvenuto il 17 settembre 2009, azione rivendicata da Eco Anarquistas. La polizia, la stampa ed alcuni pseudo-anarchici hanno dato il via ad un chiacchiericcio sul suo caso. Adesso Braulio si trova nel CERESO di León, in attesa della condanna, prevista tra i 3 ed i 10 anni di carcere.

Puoi scrivergli lettere di sostegno: xliberacionxbrauliox@riseup.net

Per maggiori informazioni visita il nostro blog: grupohastaelfinal.wordpress.com

Hasta el Final! -Grupo de Apoyo a Presxs por la Liberación Animal y de la Tierra de México

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$hile – Palabras de Felipe Guerra: A no olvidar, memoria rebelde

Hoy 10 de Octubre (pasado), un grito, una arenga recuerda a quienes ya no están por tratar de escapar de la mazmorra, en un día con más balazos que logros libertarios. Sus nombres volvieron e hicieron eco en las murallas de la máxima seguridad…Hace años solo se escuchaba la infernal balacera que buscaba detener aquellas irrefrenables ganas de tomar la calle en la vecina y antigua prisión.

La memoria rebelde no deja partir a los acribillados en fugas indómitas alentadas por informantes. Años más tarde el ensordecedor ruido venía del cielo y se llevó entre ellos a uno de aquella inconclusa gesta de octubre.

Recordando no nos olvidamos de quienes somos.

*Mauricio Gómez Lira * Pedro Ortiz Montenegro * Alex Muñoz Hoffman *

Desde la máxima….

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x hommodolars.org

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Madrid – Acción en Solidaridad con lxs anarquistas detenidxs en Chile en agosto

Ayer, 20 de octubre, fueron apedreadas las lunas de un Banco Santander en el sur de Madrid, se dejó escrito “solidaridad con lxs anarquistas de Chile“, el banco fue elegido por su relación con la burguesia y el estado chilenos ya que esta presente en gran parte del territorio chileno, participando en la explotación de sus habitantes.

Salgamos a la calle!! Que se extienda la rabia!

A nuestrxs hermanxs chilenxs!! a quienes luchan!!!

No queremos gestionar esta miseria, queremos destruirla!!

TIERRA SALVAJE

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Madrid – Azione in Solidarietà con gli anarchici arrestati in Cile nel mese di agosto

Ieri, 20 ottobre, sono state prese a sassate le vetrate di una filiale del Banco Santander nella zona sud di Madrid e s’è vergata la scritta “solidaridad con lxs anarquistas de Chile“. La banca è stata scelta per la sua relazione con la borghesia e lo Stato cileno, visto che è presente in gran parte del territorio cileno, partecipando allo sfruttamento dei suoi abitanti.

Usciamo per le strade!! Che si diffonda la rabbia!

Ai nostri fratelli e sorelle cileni/e!! A quelli che lottano!!!

Non vogliamo gestire questa miseria, vogliamo distruggerla!!

TIERRA SALVAJE

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Svizzera – Trasferiti Costa e Billy

Apprendiamo del trasferimento di Costantino e Billy. Costa è a Thun e Billy a Berna. Non se ne conoscono le ragioni.

Gli indirizzi dovrebbero essere i seguenti:

Luca Bernasconi
c/o
Regionalgefängnis Bern
Genfergasse 22
3001 Bern

CH

Costantino Ragusa
c/o
Regionalgefängnis Thun
Allmendstr. 34
3600 Thun

CH

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x informa-azione.info

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Comunicato di Alfredo e Christos sul processo del 22 novembre, a Larissa

fonte: http://sysiphus-angrynewsfromaroundtheworld.blogspot.com/2010/10/communication-from-alfredo-bonanno-and.html

A communication from Alfredo Bonanno and Christos Stratigopoulos concerning their trial, due to be held in Larissa, Greece on 22 November 2010

We thank all the comrades everywhere for the solidarity that they have shown us until now, but are asking them to please not participate in our trial that is due to take place in Larissa on November 22, 2010.

Alfredo and Christos

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Argentina – ¡Asesinos!


Como si no les bastará con vivir de la sangre y el sudor de los trabajadores, un muerto y heridos graves es el saldo de la acción de una patota sindical, esta vez de la Unión Ferroviaria, con barrabravas incluidos. Mariano Ferreyra asesinado de un balazo y Elsa Rodríguez, con un tiro en la cabeza se debate entre la vida y la muerte, entre otros manifestantes heridos.
Amparados por la Policía Federal y el gobierno de turno, que seguramente nos vendrán a decir que unirán fuerzas “para encontrar al culpable”, es decir algún chivo expiatorio para lavarse la cara y seguir para que todo siga igual, esa fue siempre su política, ¡eso es la política!
Por si hacía falta, el Miércoles 20 de Octubre de 2010 en Buenos Aires queda expuesto lo que es este entramado de muerte que llaman sociedad, el mismo que asesina por “gatillo fácil” en los barrios, el mismo que permite y alienta la trata de personas, el mismo que mata de hambre y de desesperación, y rápida o lentamente en los trabajos.
Estos sucesos no son extraordinarios, ni la demencia de algún personaje sindical, politiquero o policial, estas son las consecuencias lógicas de este sistema que atenta contra la vida: asesinando a Mariano, o hace años a Dario y a Maxi, a Carlos Fuentealba y todos los “sin nombre” que mueren día a día, como el albañil aplastado por una pared en la zona sur de Rosario este mismo Miércoles.
Estamos cada vez mas empujados a escoger entre seguir con esta inmundicia o luchar para cambiarlo todo.

Grupo Anarquistas Rosario, Octubre de 2010

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Argentina – Assassini!

Come se ad essi non bastasse vivere del sangue e del sudore dei lavoratori, un morto e dei feriti gravi sono il saldo dell’azione di una patota sindacale, stavolta della Unión Ferroviaria, assieme alle barrabravas. Mariano Ferreyra assassinato da un proiettile ed Elsa Rodríguez con un pallottola in testa che si dibatte tra la vita e la morte ed altri manifestanti feriti.
Protetti dalla Policía Federal e dal governo di turno, che sicuramente verrà a dirci che unirà le forze per “trovare il colpevole”, ovvero qualche capro espiatorio per lavarsi la faccia e continuare come se nulla fosse. Questa è sempre stata la loro politica, questa è la politica!
Come se non bastasse, mercoledì 20 ottobre a Buenos Aires è divenuto evidente quel che è questo tessuto di morte che chiamano società, lo stesso che assassina con il metodo del “grilletto facile” nei quartieri, lo stesso che permette ed alimenta la tratta delle persone, lo stesso che ammazza di fame e di disperazione e sui luoghi di lavoro.
Questi avvenimenti non sono straordinari, né sono il frutto della demenza di qualche personaggio del sindacato, della politica o della polizia. Queste sono le logiche conseguenze di questo sistema che attenta contro la vita, assassinando Mariano, o due anni fa Dario e Maxi, Carlos Fuentealba e tutti i “senza nome” che muoiono giorno per giorno, come il muratore schiacciato da una parete nella zona sud di Rosario questo stesso mercoledì.
Sempre più spinti a scegliere tra seguire quest’immondizia o lottare per cambiare tutto.

Grupo Anarquistas Rosario, ottobre 2010

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x acratas.com.ar

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Opuscolo FACCIA A FACCIA COL NEMICO


“Mai più propizia l’ora!

Mai così unanime nei cuori l’intima rivolta contro la turpitudine, la ferocia, il cinismo, inseparabili, fatali del regime; mai più conserta nel dolore, sotterranea a tutte le frontiere l’Internazionale; mai più conserta negli aneliti e nei voti, alto, nei cieli della speranza, mai così viva, così fervida nei decaloghi come oggi nei cuori, oggi che le cantano il funerale quattro scagnozzi che hanno trovato miglior foraggio nelle mangiatoie del nemico; mentre dall’orizzonte lunato infinite innumeri si levano mani rosee di bimbi, aduste fronti di vegliardi, vellose braccia di titani, spasimi e singulti di madri in gramaglia, a maledire collo stesso cuore e collo stesso orrore alla guerra sterminatrice ed alla pace obbrobriosa, conclamando urgendo d’un’ansia e d’una voce il vespro, il vespro atteso della liberazione.

E’ l’ora che non ripassa!

A vespro! a vespro! Al vespro che non dà quartiere e non conosce pietà.”

Luigi Galleani

E’ USCITO L’OPUSCOLO “FACCIA A FACCIA COL NEMICO – SCRITTI E AZIONI IN MERITO ALLO SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI ANARCHICI 20/12/2009 – 01/01/2010”.

EDIZIONE A CURA DELLA CASSA ANARCHICA DI SOLIDARIETA’ ANTICARCERARIA, LE COPIE VANNO RICHIESTE A:

agitazione@hotmail.com, il prezzo e’ di 3 euro, le pagine 60.

dall’introduzione:

Nell’inverno 2009 si realizza un momento di lotta a carattere internazionale che nasce da una proposta partita all’interno delle carceri, dal compagno Gabriel Pombo da Silva, nel ricordo ancora vivo del compagno anarchico Mauricio Morales e di tutti i lottatori sociali caduti. L’idea è quella di realizzare un momento di lotta condiviso, nell’abbraccio che unisce gli amanti della rivolta, tutti quanti coloro che hanno deciso (di non servire – di non essere complici), lontani dalla sottomissione all’oppressione di questo ordine di guerra, profitto e devastazione, di nutrire la propria esistenza con l’abbondanza data dalla vita degna, dal combattimento.

Questa lotta nasce dalla passione per la Libertà. Libertà che arriva a concretizzarsi nella sovversione e che troviamo viva nell’opposizione a questo sistema sociale, e che non ci abbandona nemmeno nel momento in cui l’azione repressiva dello Stato ci ingabbia all’interno delle sue prigioni.

E’ chiaro che la proposta di Gabriel non intende porre scadenze fisse all’azione rivoluzionaria, ma intende con questi tempi stabiliti, ovvero dal 20 dicembre al 1 gennaio 2010, intraprendere uno sciopero della fame coordinato con altri prigionieri, trovando eco e slancio nell’amore per la ribellione dei compagni fuori, senza frontiere, confini territoriali o specificità locali. Questo sentimento non ha limiti di tempo, e scalda i cuori con il calore della solidarietà, dell’audacia e dell’azione rivoluzionaria, in questa occasione nel ricordo di Mauricio, Zoe e tutti compagni e le compagne morti in combattimento.

Sebbene la proposta sia partita dai compagni prigionieri, questa non mira a strutturare una lotta “anticarceraria”.

Non coinvolge solo i detenuti, non richiede migliorie all’amministrazione penitenziaria, tanto meno avanza denunce o rivendicazioni specifiche sui regimi detentivi. Bensì esprime e mira alla ribellione sociale, contro questa società di prevaricazione e sfruttamento, la società della merce e dei bisogni indotti, del controllo e della gestione totale delle vite, che ritrova nel carcere solamente uno dei suoi pilastri, una delle sue rappresentazioni più contraddittorie.

Questa proposta, vede la partecipazione solidale alla mobilitazione a livello internazionale di alcuni compagni reclusi o in condizioni di arresto domiciliare e di altri in libertà.

L’iniziativa, prendeva forma nei comunicati dei compagni, nei quali venivano espresse anche le tendenze individuali del momento o specifiche della situazione di ognuno.

A volte può essere difficile contenere all’interno della gabbia della forma scritta i concetti, il valore, lo slancio del richiamo della profondità dell’essere, che scorre per altri canali, attraverso le fibre sensibili della passione anarchica.

Ma questo non è stato un ostacolo alla realizzazione di questo momento nè allo sviluppo di un aspetto importante, in questa esperienza, cioè il suo carattere internazionale.

La condivisione della sensibilità e dell’agire ha visto la partecipazione di compagni di diversi posti in una ottica di rottura, ancora una volta a confermare che la passione per la libertà, per la rivolta e per l’attacco non conosce confini né recinti di sorta, non si ferma davanti al chiacchiericcio da bottega della critica facile , della polemica, né tanto meno dentro le mura di una prigione entro la quale non si fa segregare. Nessun consenso chiede la rivolta individuale, complici semmai qui e ovunque.

Latina, ottobre 2010

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video – sulla morte del manifestante argentino

Queste le immagini relative agli ultimi istanti di vita di Mariano Ferreyra, assassinato il 20 ottobre ad Avellaneda, durante una manifestazione per il re-incorporo di alcuni licenziati da una impresa ferroviaria. I manifestanti stavano bloccando la linea ferroviaria quando sono stati attaccati da una patota (squadraccia) costituita da membri di un sindacato ferroviario – Union Ferroviaria- e da membri di barra bravas (gruppi ultras). La polizia argentina, invece di separare i due gruppi, ha lasciato passare la patota che a colpi di armi da fuoco ha fatto arretrare i manifestanti. E’ proprio durante questo arretramento che sono stati avvertiti colpi d’arma da fuoco, che hanno ferito 4 manifestanti. Uno di essi, ripreso proprio mentre viene messo su una ambulanza muore subito dopo. Si tratta di Mariano, membro del Partito Obrero di soli 23 anni. Un’altra militante dello stesso partito, di circa 60 anni, è stata ferita alla testa ed è in gravi condizioni.

Oggi, 21 ottobre, sciopero generale a Buenos Aires e diverse altre città argentine.

Le immagini:

manifestante ucciso dalla burocrazia sindacale argentina

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