Sesto comunicato delle Individualidades tendiendo a lo salvaje

Siamo un gruppo di ecologisti radicali, che realizza attentati contro l’integrità fisica delle persone specializzate nello sviluppare, mantenere e migliorare il sistema che ci riduce all’artificializzazione, non siamo un gruppo di critici da caffè che si fermano solo alle teorizzazioni.

* * * * *

Il presente testo pretende essere un’autocritica, oltre che un pubblico riconoscimento di nostri errori nei precedenti comunicati, ed è inoltre la rivendicazione di alcuni attentati contro il Sistema Tecnoindustriale.

Una cosa è certa, le Its accetteranno sempre le critiche che siano basate sulla ragione, quelle che invece non si basano su criteri forti e ben fondati saranno rifiutate come s’è fatto nel passato.

I

Its considera che sia stato un errore quello di sostituire nei precedenti comunicati le parole che hanno una diversità di genere con una “x” perché noi non ci basiamo su cose di questo tipo, né vogliamo denotare una certa inclinazione verso posizioni linguistiche tipiche dei politicamente corretti. E diciamo che non ci basiamo su questo genere di correnti grammaticali perché nei nostri obiettivi c’è l’attacco al sistema e nessun’altra lotta. Generalmente, quelle persone che scrivono con queste correzioni hanno ben radicati nei loro postulati delle lotte senza senso come la “uguaglianza”, la “solidarietà”, la “equità”, (ecc.), ossia difendono l’ideologia del sinistrume e del riduzionismo, che non condividiamo. E’ per questo che rifiutiamo tale tipo di “sottocultura grammaticale”, per chiamarla così.

 

II

Molte delle cose che abbiamo scritto sia nel primo che nel secondo comunicato, come la presunta liberazione animale e della terra, che si basano sul sentimentalismo e sull’insurrezionalismo, che in molti casi viene giustificata da emozioni vendicative, l’imprudenza che abbiamo avuto nel riferirci ai terremoti, la critica in merito a delle cattive interpretazioni di alcune idee di Ted Kaczynski (molto poche, a dire il vero), le abbiamo cestinate e adesso per noi non hanno alcuna validità. La mancanza di altro materiale stampato che spieghi correttamente, o che almeno permetta un esatto avvicinamento alle idee di Kaczynski, ci rende difficile il compito di comprenderle con chiarezza.

Evidentemente, continuiamo a difenderci dalla critica contro il termine “rivoluzione-rivoluzionario, non vi sono dubbi.

Pertanto:

-La cosiddetta “rivoluzione”, sulla quale molti scommettono, perverte la natura dell’essere umano perché tende sempre a riformare il sistema.

-La “rivoluzione” è la cieca speranza che molti vorrebbero si realizzasse, se non vi riescono (cosa che in vero non s’è mai ottenuta) i loro sforzi saranno vani e tutto, assolutamente tutto, per quel che hanno lottato cadrà a terra, rendendo inutili tali sforzi.

-La “rivoluzione” è un concetto sinistrorso.

-Molti sinistrorsi vogliono fare delle loro finalità o posizioni qualcosa di così profondo al punto da esagerare, divagano e giungono a limiti al di fuori dalla realtà. Di esempi ve ne sono tanti: “la distruzione del capitalismo”, “un mondo senza stati né frontiere”, un pianeta senza sfruttamento animale”, “la pace mondiale” e, tra i tanti, la cosiddetta “rivoluzione antitecnologica”.

La lotta contro il Sistema Tecnoindustriale non è un gioco dal quale possiamo vincere o perdere, guadagnare o esser sopraffatti; ma questo è quel che in tanti non hanno ancora compreso e sembra che in diversi stiano attendendo di esser “ricompensati” nel futuro per battersi oggi come “rivoluzionari”. Bisogna accettare che molte cose nella vita non sono ricompensate, che molti compiti e/o finalità non sono nemmeno raggiungibili (Autonomia inclusa) e la distruzione del tecnosistema da parte dei “rivoluzionari” è una di esse. Non c’è tempo, adesso, di attendere il collasso imminente da parte di quelli che vogliono prender tempo, come se il progresso tecnologico non crescesse a passi da gigante e poco a poco divorasse la nostra sfera di Libertà individuale. Siamo la generazione che ha visto crescere dinanzi ai proprio occhi il progresso tecnologico, la specializzazione della nanobiotecnologia in diversi campi della non-vita civilizzata, la creazione e la commercializzazione del grafene (a), i disastri nucleari come a Fukushima, l’accelerazione del deterioramento ambientale, l’accrescimento della biomimetica (b), l’espansione qualitativa e quantitativa dell’intelligenza artificiale, della bioinformatica, della neuroeconomia, ecc. E siccome le Its prendono in considerazione solo ciò che è tangibile, palpabile ed immediato, e quest’immediato è l’attacco con tutte le risorse, il tempo e l’intelligenza necessari contro questo sistema. Siamo individualità che cercano ottenere la nostra Libertà e Autonomia, all’interno di un ottimo ambiente ed assieme ad esso attacchiamo il sistema che ci vuole ad ogni costo nelle sue gabbie, obbedendo ai nostri istinti umani selvaggi. Con ciò ci sforziamo come individui affini per cercare di mantenerci il più lontano possibile da concetti, pratiche ed ideologizzazioni sinistrorse e civilizzate.

Questa è la nostra vera finalità, quella che perseguiamo, e non un sogno irreale con sfumature irrazionali e pieno di speculazioni.

Per ora non c’è nessun movimento che abbia una posizione radicale contro la Tecnologia, né organizzato né solido. Se un qualche giorno ce ne sarà uno (trionferà e saremo vivi) allora accetteremo il nostro errore, ma fino ad allora non accetteremo speculazioni futuriste che puntino ad un movimento che aiuti a sgretolare il sistema nella sua totalità. Quelli che credono nel sollevamento da parte di tale movimento antitecnologia possono continuare ad attendere o a porre tutte le proprie forze in esso. Sembra che alcuni non si son resi conto che nel parlare di un “movimento antitecnologia sufficientemente forte ed organizzato” stanno entrando anch’essi nel linguaggio del sinistrume.

III

Adesso, ci siam resi conto che c’è un aumento di discorsi contro la Civilizzazione nelle rivendicazioni di azioni mal avviate ed inutili dal punto di riferimento (ossia contro il Sistema Tecnoindustriale). Bisogna tenere in conto che la critica in un comunicato contro la Civilizzazione o contro la Tecnologia non serve a nulla se l’azione non è precisa ed efficace contro di esse.

Questa “moda” (per chiamarla così) si sta diffondendo sempre più, secondo noi perché le idee contro il progresso civilizzato si sono diffuse alla grande su internet e su altri mezzi.

Se volgiamo uno sguardo alla storia, ci renderemmo contro che la stessa cosa è accaduta prima e dopo l’arresto di Unabomber, nel 1996. Ricordiamo la patetica campagna avviata in quegli anni e chiamata “Unabomber for president” (c), e la comparsa di Earth Liberation Front negli USA (d). Ora, sebbene le persone confluite in tale gruppo siano state per anni la minaccia più forte in quel paese in quanto a terrorismo domestico, c’è da dire che la gran parte dei loro discorsi sono stati condotti lungo il cammino del sentimentalismo, dell’irrazionalismo e del biocentrismo. Cioè, la moda “ecologista radicale” messa su in quegli anni, come lo è adesso la “moda anticivilizzazione”. Ma bisogna ricordare che qualsiasi ondata o moda termina un qualche giorno, e solo quelli che hanno ben fondata la critica contro il Sistema Tecnoindustriale continueranno sullo stesso percorso, passino gli anni che dovranno passare, accadano gli avvenimenti che devono accadere.

Siamo consci che le Its sono state in gran parte responsabili del fatto che questa “moda” sia cresciuta in grandi proporzioni. Riconosciamo l’errore. Quel che possiamo fare (per ora) è solo attendere che quelle persone che hanno copiato il nostro discorso o l’hanno cambiato, smettano di farlo o che, con questi scritti, riconoscano, accettino e prendano atto di questa critica non solo perché la facciamo noi, ma perché è assolutamente necessario rifiutare l’ingannevole sinistrume ed attaccare il Sistema Tecnoindustriale in maniera congrua e radicale (certo, se questo è l’obiettivo che si vuole raggiungere).

IV

Abbiamo analizzato a fondo tali questioni e sembra che ad ora ci siano due parti importanti all’interno della lotta contro il Sistema Tecnoindustriale.

Riassumendo le esponiamo in questa maniera. Quelli che mettono in discussione e criticano il sistema e gli altri che non solo fanno questo ma anche attaccano come le Its (e).

Di fronte a ciò, la parte critica e non attiva (ossia, quella che non prende in considerazione l’attacco al sistema attraverso la violenza) dirà sempre che ciò di cui hanno minor bisogno le idee contrarie alla Tecnologia ed alla Civilizzazione è che esse siano collegate con tali pratiche. La qualcosa non condividiamo. La gran parte di queste persone (anticivilizzazione, primitivisti, “rivoluzionari antitecnologia” da salotto, ecc.) parlano di distruggere il sistema, ma avvertono un apparente timore nel constatare che possono essere collegati agli attacchi contro questo stesso sistema che essi vogliono distruggere.

Prima o poi, da parte nostra o di altri o per gli altri, le idee contro il Sistema e/o la Società Tecnoindustriale saranno collegate ad attentati ed a gesti di violenza, senza dubbi.

V

In merito alla nostra posizione sulla guerra contro il sinistrume, abbiamo riconsiderato quanto detto in passato, e siamo giunti alla conclusione che il sinistrume è solo un fattore meritevole di ripudio, critica ed allontanamento da parte nostra che lottiamo contro il Sistema Tecnologico Industriale, null’altro. Avevamo fatto degli sforzi per inviare un pacco incendiario a Greenpeace Messico (f), ed un altro pacco dalle caratteristiche simili l’abbiamo spedito al direttore sinistrorso (Francisco D. Gonzales) del quotidiano Milenio, nel Distretto Federale, a novembre dello scorso anno, ed un pacco bomba è stato inviato al direttore sinistrorso dello stesso quotidiano nella sua sede della città di León, Guanajuato, nel dicembre dello scorso anno (Pablo Cesar Carrillo). Ma, nel notare il nostro errore, ci siamo fermati con questi attacchi ed ora incentreremo tutti i nostri sforzi nell’attacco frontale contro il Sistema Tecnoindustriale.

I sinistrorsi si possono ammazzare tra di essi, o possono esser “vittime” dello stato e dei suoi apparati di controllo (com’è tradizionalmente accaduto), ma non più da parte nostra. Noi non ci macchieremo la mani del loro sporco sangue, noi non ci impegneremo nell’attentare contro di essi, considerando che ci sono obiettivi più importanti e fondati che le loro spregevoli esistenze.

Conosciamo le nostre tattiche, parlare di esse è parte di esse, sappiamo quel che facciamo e basta.

VI

Le azioni delle Its ed i loro discorsi sono un attentato in tutti i sensi, è per questa ragione che utilizziamo il linguaggio offensivo contro tutti coloro che fanno sì che il sistema funzioni.

Tecnologi, sinistrorsi ed in generale la Società Tecnoindustriale non meritano fiori o trattamenti di riguardo, ma si meritano una dura critica, che per alcuni può risultare fastidiosa (e, a dire il vero, non consideriamo esagerato il nostro linguaggio. Noi non abbiamo mai utilizzato parole altisonanti o esageratamente volgari. Se le utilizzassimo, allora screditeremmo le nostre idee).

Siamo un gruppo di ecologisti radicali, che effettua attentati contro l’integrità fisica delle persone specializzate nello sviluppare, mantenere e migliorare il sistema che ci riduce all’artificializzazione. Non siamo un gruppo di critici da caffè che si intrattengono solo a delle teorizzazioni, se lo fossimo allora sì che staremmo un po’ attenti al nostro linguaggio.

Questo lo diciamo pubblicamente per sgombrare il campo da ogni dubbio in merito a quel che ci motiva ad effettuare azioni di violenza contro i tecnologi; anche se sicuramente si dirà che la maniera di riferirci a queste persone permette di vedere una presunta mancanza di autocontrollo delle nostre emozioni, o che siamo spinti da bisogni psicologici basati su emozioni ostili. Cosa che non accettiamo assolutamente. Le Its basano i propri attacchi (come già dichiarato in precedenza [g]) sulla ragione e sugli istinti.

Critichiamo per la ragione ed agiamo per istinto, le due cose vanno assieme, una serve per analizzare e criticare in profondità quel che avviene adesso e l’altra ci serve per attaccarlo in maniera frontale, senza alcuna compassione e rifiutando qualsiasi considerazione della pseudomorale della Civilizzazione.

L’abbiamo detto nel nostro primo comunicato e torniamo a ripeterlo:

Perché anche se alcuni fattori all’interno della Civilizzazione ci indicano che siamo biologicamente addomesticati da molti anni, abbiamo ancora gli Istinti Selvaggi che ci portano a difendere tutto quel di cui facciamo parte, ossia la Terra”.

A differenza di altri, le Its non odiano questo tema, né basiamo le nostre azioni e discorsi su sentimenti come quello della vendetta, la frustrazione, l’ira e/o la disperazione (anche se alcuni lo interpretano in questa maniera). L’abbiamo già detto, a muoverci sono la ragione e l’istinto, la difesa della Natura Selvaggia (inclusa quella umana) e di conseguenza la Libertà e l’Autonomia. Non frugate oltre, perché non troverete altro, perché queste sono le nostre reali motivazioni.

VII

Detto tutto questo, le Its si assumono la responsabilità dei seguenti attentati contro il Sistema Tecnoindustriale:

-28 agosto 2011: Attentato contro il Cinvestav (Centro de Investigación y de Estudios Avanzados [del Instituto Politécnico Nacional]) nel municipio di Irapuato, a Guanajuato. L’obiettivo era un qualsiasi ricercatore-biotecnologo che lavorasse o studiasse in quel luogo, ma con l’intervento dell’esercito messicano, l’attentato è stato frustrato.

-Novembre 2011: Pacco con carica incendiaria diretto al dottor Pedro Luis Grasa Soler, direttore generale del Tec di Monterrey campus Estado de México.

-Novembre 2011: Minaccia per il dottor Manuel Torres Labansat direttore del Instituto de Física de la UNAM (Universidad Nacional Autónoma de México) e per il diretto di ricerche scientifiche Carlos Aramburo de la Hoz nel Distretto Federale. Il pacco conteneva una pallottola calibro .380, ed inoltre una minaccia scritta da parte delle Its, che diceva:

(…)”Come abbiamo espresso nei nostri precedenti comunicati, il sistema non sarebbe lo stesso senza matematici, fisici, ricercatori ed altra tecno-porcheria come VOI (e con VOI ci riferiamo a lei, al ricercatore Carlos Aramburo de la Hoz ed a quelli che lavorano nell’Instituto de Física). E’ per questo che quando VOI vi ostinate a creare nanoscienza ed a concretizzare progetti tecnologici che attentano contro la Natura Selvaggia (inclusa quella umana), noi ci poniamo alla difensiva ed attacchiamo.

Senza dubbi, VOI siete una pedina chiave per il sistema, quelli che hanno le conoscenze tecniche ed intellettuali per pervertire gli ecosistemi in questa Terra in cui cerchiamo di svilupparci. VOI modificate la materia per la creazione di una vita totalmente dipendente dalla Tecnologia, il che ci porterà e ci sta già portando alla auto-distruzione. La Realtà è questa, fino a che sempre più addomesticati si troveranno tra le specie animali ed umane, sempre più disastrose saranno le conseguenze che porteranno ad utilizzare tutti i mezzi possibili affinché questa “stabilità” moderna resti in piedi.

Il Pianeta Terra ha già abbastanza urbanizzazione, deforestazione, inquinamento, guerre che colpiscono l’equilibrio naturale, epidemie ecologiche, sversamenti di petrolio (ed altre sostanze), in modo che arriviate VOI ed ipocritamente cerchiate di aiutarla, come se riparare il danno causato dipendesse da voi, patetici ed altruisti scienziati, come se servisse a qualcosa dire che VOI ricercate sulla nanoscienze e sulle tecnologie avanzate per il “benessere” dell’umanità e della Terra.

Non pretendiamo affatto cambiare la forma di pensare di un civilizzato, di un alienato, di chi è asceso nella Facultad de Ciencias de la UNAM e di chi ha ottenuto un dottorato presso la Oxford University alcuni anni fa. Per qualcosa ha condotto i suoi studi ad un punto massimo, per questo si trova dove si trova, ma abbiamo una notizia, quella che lei ha vissuto non è altro che una vita assorbita dal sistema, il quale la pagherà molto poco.

Questa è una minaccia diretta contro la sua persona e contro tutti ricercatori ed i cattedratici che si nascondono dietro quattro pareti tendendo alla Dominazione di tutto quel che è potenzialmente libero. Questo è solo un avvertimento, non ci costava nulla abbandonare un pacco con carica esplosiva nel suo studio (…)

Se se n’è reso conto, signor Manuel, questo pacco aveva al suo interno un proiettile, che può simbolizzare molte cose: detonazione, esplosione, ferite, terrore, forza, polvere nera, morte. Ma adesso lo simbolizzeremo come il materiale che useremo per perforare la sua testa e/o quella dei suoi colleghi (…)

-8 dicembre 2011: Pacco con carica incendiaria per la direttrice delle ricerche Marcela Villafaña, de la Universidad Politécnica de Pachuca, nel municipio di Zempoala, a Hidalgo. Nell’attentato è rimasto ferito un accademico che ha aperto il pacco, storia simile a quella del nostro primo attacco nell’aprile di questo anno nella UPVM (Universidad Politécnica del Valle de México), nel Estado de México.

Per il momento, questo è tutto quel che abbiamo da dire…

Individualidades tendiendo a lo salvaje

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Note:

(a) Materiale bidimensionale formato da legami covalenti ed atomi di carbonio, più resistente dell’acciaio, flessibile e conduttore d’energia. Con il grafene la Scienza ci avvicina all’era ipertecnologica.

(b) Tecnologia che pretende imitare alla perfezione la natura per la creazione di innovazioni artificiali.

(c) “Unabomber for president” è stata una campagna politica guidata dall’artista sinistrorsa Lydia Eccles, in alcuni distrutti statunitensi. L’obiettivo era che la gente si “rendesse conto” del “controllo totalitario della tecnologia” sulla base dello scritto La Società Industriale ed il suo Futuro di F.C., diffuso dai media nel 1995.

(d) Una delle prime azioni dell’E.L.F., che ha guadagnato notorietà nei media, è stata quella dell’incendio dell’Oregon Ranger Station, nel 1996.

(e) Qui includiamo le C.T.P.A.D.-F.A., anche se dobbiamo sottolineare che abbiamo delle discrepanze rispetto al loro comunicato emesso il 5 settembre 2011, dopo aver attentato contro l’ I.N.E. e contro l’IFaB, nel Distretto Federale.

(f) Del quale abbiamo parlato nel breve comunicato delle Its del 19 dicembre dello scorso anno.

(g) Nel nostro quarto comunicato abbiamo sottolineato:

Attaccare il Sistema Tecnoindustriale è un istinto naturale di sopravvivenza (così come condurre uno stile di vita antiindustriale in una piccola comunità), come enti razionali comprendiamo che questa realtà che il sistema ha creato è contraria alla Natura, e la sua difesa selvaggia è quel che ci muove come individui acivilizzati, per questo le Its fanno uso dello scontro diretto per ottenere tali fini. Non c’è nulla di più ripugnante e riprovevole per la società, le autorità e lo stesso sistema che l’uso della violenza.

Il sistema è sempre quello che chiama al dialogo, all’uso della parola, a risolvere i problemi come la “gente civilizzata”, perché teme la perdita dell’equilibrio e il possibile cedimento della sua pace sociale per l’uso eccessivo dello scontro da parte di individui svegli.

La specie umana è conflittuale di natura, e rifiutare questo valore intrinseco è un antagonismo rispetto a quel che realmente siamo o eravamo (per i moderni civilizzati).

Naturalmente, noi delle Its non collochiamo la violenza su un altare, semplicemente la vediamo come un mezzo.”

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