Grecia – Dichiarazioni dei prigionieri membri della CCF

* actforfreedomnow

# cenere

Il 10 giugno si è tenuta l’udienza presso il tribunale di Evelpidon in merito al caso dell’occupazione della stazione radio sport fm avvenuta nel 2007 in solidarietà all’anarchico Giannis Dimitrakis, imprigionato per una rapina in banca. Gli incidenti accaduti quel giorno e ciò che riguarda gli accusati, tra cui ci sono anche membri della nostra organizzazione, ma anche i solidali e i parenti, ci costringono a parlare pubblicamente. I colpi che i membri della OR CCF P. Argirou, D. Bolano e M. Nikolopoulos, ma anche altri dei loro co-imputati, dall’EKAM (forze speciali) e dalle guardie speciali mascherate della scorta di trasferimento così come l’attacco dei poliziotti antisommossa contro i solidali dimostrano quanto essi siano dei porci codardi.

Tale comportamento hanno avuto venerdì anche ad Evelpidon dove ci hanno trascinati in un furgoncino della prigione mentre ci davano calci e sbattevano le nostre teste contro i muri mentre eravamo ammanettati dietro la schiena senza margini di reazione minima. Allo stesso tempo colpivano i solidali mentre li miravano con le loro pistole, colpendoli molte volte con il calcio delle pistole. Noi non riportiamo ciò al fine di diffondere un’opinione passiva e un opinione. Semplicemente sottolineiamo fatti che una volta di più provano le ovvietà riguardo l’esercito della democrazia. Che ciò non dovrebbe restare a prova di fuoco e che essi rimangono gli obiettivi fondamentali dell’Azione Rivoluzionaria. Come in tutte le discussioni e in questa circostanza l’intervento corretto nelle nostre opinioni è l’applicazione della teoria nella pratica. Dalle imboscate alle proteste all’incendio dei veicoli personali, dagli attacchi a sorpresa alla distruzione delle stazioni di polizia e dalle bombe nei loro edifici alle esecuzioni politiche.

Infine ai solidali che erano lì vogliamo dare una calorosa stretta di mano perché in questi momenti difficili loro ci sono stati vicina con grande forza e vicinanza militante.

Cambiando discorso e a causa della somiglianza dei fatti ma anche del comune risultato giuridico vogliamo diffondere un’altra dichiarazione che riguarda i fatti avvenuti martedì 7 giugno nella speciale corte marziale di Koridallos dove viene processato il caso della OR CCF. Ancora una volta, e speriamo sia l’ultima, specifichiamo che i membri della nostra organizzazione sono quelli che hanno rivendicato la loro partecipazione in essa e NESSUN ALTRO. Infatti varie spie dei media non dovrebbero più permettersi di coinvolgerci con fatti o individui come in questo caso, dove è circolata la voce che un membro della CCF era stato arrestato per spaccio di droga. Noi non desideriamo giocare il ruolo del giudice o della pubblica accusa. Non ci riguarda né giudicare qualcuno se è “innocente” o “colpevole” agli occhi dello stato e della giustizia. Quello che sicuramente coinvolge noi e che lo stesso A. Mitrousias nella sua lettera di autocritica sottolinea che situazioni di questo tipo degradano la connotazione politica di un processo di un’organizzazione rivoluzionaria e danno sostegno a chiunque vuole infangarci. Questi incidenti sono incompatibili con le condizioni che più si adattano ai tribunali politici e promuovono un alleggerimento della condotta politica.

Puntualizziamo inoltre che nessun membro della nostra organizzazione è stato mai arrestato sotto queste condizioni. Peraltro in quel particolare processo gli unici membri dell’organizzazione sono i compagni H. Hadjimihelakis e P. Argirou che hanno scelto di non presentarsi in aula.

Infine vogliamo rendere noto ad ogni impiegato correzionale che vorrà potenzialmente agire al fine di sottometterci alle umiliazioni delle perquisizioni corporali che noi andremo avanti come prigionieri dignitosi e che rifiuteremo ogni volta di acconsentire e accettare questa sordida “misura”.

I prigionieri membri dell’Organizzazione Rivoluzionaria Cospirazione delle Cellule di Fuoco

 

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