Cile – Comunicato di inizio sciopero della fame di Monica e Andrea

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/02/statement-from-maximum-security-prison.html

trad. dalla versione in inglese: Cenere

E’ difficile riassumere gli eventi dell’ultima ondata di repressione, il grossolano spettacolo televisivo cementifici se stesso nella macchina politica-giudiziaria-poliziesca, riproducendo e prendendo spunto dai processi italiani “Marini” e “Cervantes” durante i quali diversi centri sociali e squat abitativi sono stati perquisiti e gli abitanti accusati di “banda armata”. L’operazione Salamandre (una simile specie cilena) ha fatto catturare 14 persone con le accuse di Associazione Terrorista Illecita e trasporto e piazzamento di ordigni esplosivi.

Le relazioni affettive sono state trasformate e riportate in una struttura gerarchica. Molti degli arrestati nemmeno si conoscono tra di loro.

Chi avrebbe mai immaginato che l’idea di vivere senza riprodurre il potere ci avrebbe portato ad essere giudicati come un’Associazione Illecita? I funzionari politici affermano che gli squat abitativi venivano utilizzati come covi per la costruzione di bombe; non parlano delle librerie per chi potrebbe ha interesse e attitudine solidale. Adesso questi libri sono semplici articoli sparsi tra le “tante prove”. L’accusa parla di prove organiche trovate nelle aree dove sono stati compiuti alcuni attacchi, le schede madri sarebbero la certezza di tale prova scientifica, un altro rapido calcio nel culo degli oppressori: per tutte le prove biologiche, nessuna di queste è collegabile gli accusati del 14 Agosto. Tutti i test del DNA sono stati fatti coattamente dalle guardie carcerarie e dalla polizia.

Lo stratagemma dell’accusa raggiunge alte vette esemplificate dal “Caso Pakistani” con la complicità dei mass media, che per hanno rinforzato il tema antiterrorista, preparando il terreno per la caccia del 14 Agosto. Oltre a portare il peso di un’indagine che si estende nell’arco di cinque anni, l’accusa sta chiedendo 180 giorni di detenzione preventiva, per sostenere un’investigazione più esaustiva, che non si fermerà con la testimonianza di Gustavo Fuentes Allaga. Di norma, sotto processo la difesa dovrebbe avere il fascicolo investigativo prima della formalizzazione delle accuse, invece nel “Caso bombas” i fascicoli sono stati consegnati alla difesa dopo circa 3 mesi di prigionia, ed erano anche incompleti. Recentemente dopo circa 170 giorni in prigione l’accusa ha consegnato le “pagine riservate”.

Non può esistere pudore nelle intrusioni nella vita privata degli accusati, dalle intimidazioni ai bambini piccoli alle centinaia di intercettazioni telefoniche che provano solamente i legami d’amicizia tra i co-accusati.

In questa prigione (CPF) abbiamo affrontati diversi tipi di interrogatori – formali e informali – con diversi funzionari della prigione; guardie, sociologi criminali, operatori sociali, ecc. Questi miravano ad una qualche dichiarazione o un appropriato profilo delinquenziale. Rendiamo note queste informazioni non con un sentimento vittimista, ma al fine di mettere in guardia quelli che si trovano in posizioni simili, il potere usa tutti i suoi tentacoli per prolungare la carcerazione. Molestie che sono vissute da tutti i nostri fratelli e sorelle, amici, compagni, familiari orgogliosi, che non hanno mai chinato le loro teste davanti ad un secondino.

Noi veniamo processati con una legge ereditata dalla Dittatura, che ha una delle sue peculiarità nelle testimonianze segrete, che sono state usata nei processi, civili e militari, contro i Mapuche. Inoltre, questa legge consente pene maggiori per crimini comuni. Per sostituire la carcerazione preventiva con altre misure cautelari non basta solo la decisione del tribunale, perché se l’accusa o la Corte Suprema vuole appellarsi a questa decisione necessita di un voto unanime, quando normalmente ha bisogno solo della maggioranza, e questo è un altro scoglio del sistema giuridico.

Questa mossa non è solo contro i sequestrati del 14 Agosto, ma contro tutti quelli che si oppongono all’attuale Stato di Polizia: punizioni esemplari per chiunque non sarà docile.

E’ per tutto ciò che oggi Lunedì 21 Febbraio, a più di 180 giorni dalle perquisizioni e investigazioni, iniziamo una mobilitazione con le caratteristiche di uno sciopero della fame ad oltranza. Usando i nostri corpi come mezzi delle nostre richieste:

1. Immediato rilascio per tutti gli accusati del 14 Agosto, non un giorno di più. Processo immediato.

2. Fine della Legge Antiterrorista. Basta testimoni segreti, basta votazioni unanime.

3. Trasferimenti e migliori condizioni carcerarie.

Queste sono le nostre ultime parole per tutti voi, compagni: non diamo spazio alla dimenticanza, tutto ciò non è iniziato il 14 Agosto, né finirà con noi. La nostra azione non avrebbe senso se dimenticata dentro queste fredde pareti, i tempi sono difficili, speriamo di essere all’altezza della situazione. Lasciate che la vostra immaginazione corra libera e trasformi queste parole in azione.

In lotta contro tutte le forme di dominio: NESSUNO E’ DA SOLO!!!

Monica Caballero Sepulveda, Prigioniera Politica Anarchica.

Andrea Urzua Cid, Prigioniera Politica Libertaria.

Sezione di Alta Sicurezza.

Carcere Femminile.

Santiasko, Cile, 21 Febbraio 2011

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