Coprifuoco in Cile… la dottrina dello shock

fonte: CMI-Santiago


Le autorità cilene hanno imposto il coprifuoco nelle regioni di
Maule e Bio Bio, nel centro-sud del paese, 37 ore dopo il terremoto
che ha causato oltre 708 morti, gravi danni sia agli ospedali che
alle case di recente costruzione, ma senza alcun particolare criterio
specie per un paese altamente sismico, trasformandole in una trappola
pagabile col mutuo. La non disponibilità da parte delle
autorità ad andare in aiuto alle vittime ha scatenato l’ira
delle persone colpite, spingendole a saccheggiare supermercati,
farmacie e negozi in cui si trovavano gli articoli di cui avevano
bisogno.
Questa situazione ha indotto le autorità a
reagire, ma non con l’idea di assistere la popolazione, bensì
con quella di reprimere e tutelare gli interessi delle grandi catene
commerciali. Per questo è stato dichiarato il coprifuoco,
misura in vigore dalle 21 alle 6 del mattino seguente, per permettere
di garantire l’ordine e la protezione dei grandi centri commerciali e
dei supermercati, con la giustificazione della tutela di una delle
invenzioni del sistema neo-pinochestista: la cosiddetta “classe
media”.

Le immagini sono come un “deja vu” e gli
abusi di potere sono all’ordine del giorno. La popolazione viene
umiliata e sottoposta ad una vera dottrina dello shock, approfittando
della sua vulnerabilità emotiva.
La stampa, controllata dal potere, non fa altro che aumentare il senso di insicurezza
portando al triste spettacolo di poveri che sparano contro poveri.
Allarmante situazione venutasi a creare in un paese
che ha sempre creduto, fino a poco tempo fa, a differenza dei suoi
vicini, che le situazioni simili a quelle vissute ad Haiti non
sarebbero mai accadute da noi. Ma non è così, questo
terremoto è stato sufficiente a mettere allo scoperto quanto
sia stato smantellato il servizio della salute pubblica e quale
scarso interesse per i propri cittadini abbiamo le autorità e
gli amministratori del Cile.
Questa tragedia non poteva essere evitata ma con le informazioni da parte di
specialisti, fornite già da 7 anni, si sarebbe potuto
preparare un piano d’emergenza, evitando il dilettantismo mostrato
dalla casta dei politici
.
Non ci sono spiegazioni valide, non c’è nulla che giustifichi
tutto quel che è accaduto e quel che non è avvenuto da
parte delle autorità che dovevano garantire per i propri
connazionali e che invece hanno reagito solo dopo 30 ore riversando
l’esercito per le strade, dimostrando la propria incompetenza
sbattendo gli anfibi in faccia al popolo.

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