Grecia – Esiti del processo di secondo grado per il “caso Mylonas”

AGGIORNAMENTI SUL PROCESSO A POLIKARPOS GEORGIADIS, VAGGELIS CHRISOHOIDIS E GIORGOS HARALAMBIDIS

da actforfree.nostate.net

trad. ParoleArmate

10 maggio 2012

Il processo continua con la presenza di Milonas interrogato dagli avvocati di Polikarpos. Milonas conclude dicendo che ha dei dubbi su Polikarpos. Milonas ha anche portato un foglio del dottore di sua moglie, la quale non presenzia perché soffre di depressione (come commentato dagli avvocati, ovviamente non a causa del rapimento ma per la crisi economica del capitalismo…) La restante parte dell’udienza è stata occupata soprattutto da uno dei poliziotti che ha preso parte alle indagini, che è sembrato più “preparato” rispetto al processo di primo grado. Ma alla domanda degli avvocati sul perché non ci sono identificazioni vocali, il testimone ha risposto che il dipartimento scientifico le “ha tolte”…

11 maggio 2012

Uno dei testimoni dell’accusa, Akrivopoulos, è amico personale di Milonas ed è stato avvocato di “Alumil”, con una piccola partecipazione nel caso e in primo grado ha fornito una breve testimonianza, stavolta ha cambiato velocemente idea. Anche contro la testimonianza dello stesso

Milonas, ha cercato di stabilire un clima d’odio che non riflette alcuna realtà. Le testimonianze dei testimoni dell’accusa sono continuate, soprattutto di poliziotti che hanno partecipato alle indagini. Anche nei punti chiave che dovrebbero “aumentare” le accuse, colpisce che nessuno dei suddetti era presente ma che tutti hanno avuto informazioni riferite dai loro superiori…

14 maggio 2012

Dopo la lettura di alcuni documenti, è il turno dei testimoni della difesa. Questi hanno detto che rispettivamente nelle due date, essi erano insieme ai loro compagni in situazioni private e pubbliche. Per l’ambiente sociale degli accusati (parenti, amici, compagni, colleghi di lavoro, vicini, ecc), la preoccupazione del tribunale è stata imporre una dimensione assai ristretta di discorso difensivo; all’inizio con sorrisi dopo con frequenti usi della campanella per poi interrompere l’udienza, il giudice ha cercato di eliminare ogni riferimento ai motivi consapevoli che hanno condotto i compagni a fornire asilo e solidarietà ai fuggitivi e ai ricercati, sorvolando sui ribelli consapevoli che attaccano le strutture economiche senza ferire nessun povero o sfruttato.

L’emergere dei suddetti motivi è arrivato infine dai compagni accusati. Vaggelis ha fatto riferimento alle idee di libertà e di esperienze intense negli spazi di lavoro che lo hanno condotto a solidarizzare con Vassilis Paleokostas, respingendo comunque l’accusa di partecipazione in un’organizzazione criminale, rapina, sequestro e ricezione di parte del riscatto. Dopo ha fatto un paragone tra l’illegittimità di Paoleokostas e la legittimità dello stato e del terrorismo delle misure economiche, soprattutto in condizioni di crisi economica.

Poi ha fatto riferimento alla vita in prigione, la discrepanza della condanna avuta in primo grado con il peso delle sue scelte e anche delle azioni attribuitegli nelle accuse. Poi ha criticato la politica

anticriminale, il carcere e il diritto. (il giudice era molto “interessato”, commentando completamente affascinato: “dici le cose molto bene, Vaggelis…”) Infine, Vaggelis ha risposto per un po’ a domande specifiche riguardo il caso.

Dopo una breve pausa, è toccato a Polis. Ha analizzato il significato di esproprio sociale come definito da Hobsbawm e ne ha riferito lo sviluppo all’interno della storia greca e internazionale, includendo anche Vassilis Paleokostas. Ha anche rigettato le accuse attribuitegli e ha citato le caratteristiche politiche del suo supporto a Paleokostas, indipendentemente dal suo concordare totalmente con le sue idee.

Ha anche citato la forma di discriminazione della violenza secondo Zizek, ha differenziato la violenza illegittima di Paleokostas (come il sequestro) che è di natura casuale dalla violenza strutturale delle istituzioni e del capitale che stabilisce una condizione permanente di repressione e tolleranza, arrivando alla situazione attuale, ai suicidi e alle morti dettate dall’insoddisfazione delle esigenze primarie della vita. Infine, Polis ha risposto a dalle domande riguardo al caso.

15 maggio 2012

Le testimonianze degli accusati continuano con Lazaridis (stavolta con pianto annesso) che confessa la sua partecipazione al sequestro ma nega la partecipazione alla rapina fuori il supermercato “Masoutis”. Ha citato ancora una volta i compagni Vaggelis e Polis e le contraddizioni che non mancano (mentre all’inizio diceva che non erano presenti nel sequestro, poi ha detto che c’erano…”. Poi ha testimoniato Giorgos Haralambidis che è stato interrogato in modo duro e prolungato dai giudici circa le prove del caso.

La stessa durezza è stata mostrata verso il resto della famiglia accusata di crimini minori, soprattutto nei riguardi della sorella più giovane di Giorgos. Poi è arrivato il momento per l’accusa di fare la propria proposta.

Dopo una lunga e stereotipata introduzione (simulazione di un processo penale all’antica con una dialettica tra discorsi legali), ha proposto la colpevolezza degli accusati per le accuse di organizzazione criminale, sequestro, ricatto e possesso di materiale esplosivo oltre all’assoluzione dall’accusa di rapina e furto fuori dal supermercato “Masoutis”.

Tra le altre cose, ha proposto il riconoscimento di un’attenuante (non riconosciuta in primo grado) a Giorgos Haralambidis. Poi hanno parlato gli avvocati difensivi, due dei tre di Vaggelis e uno dei due di Polis.

S. Fitrakis : partendo dal discorso del suo cliente, ha parlato dei motivi politico-ideologici che hanno spinto Vaggelis a relazionarsi con Vassilis Paleokostas e ha detto che quanto uscito dal caso non porta all’implicazione in un gruppo organizzato bensì in una relazione occasionale di carattere ausiliario. E combinata con la bollente situazione socio-economica, ha proposto ai giudici di abbandonare il modello duro di servire la giustizia e di adottare un approccio più bilanciato che a livello legale vuol dire sia “favorire un criminale” o “semplice complicità”. Poi Ch. Ketikoglou ha parlato dei punti più tecnici del caso e della contraddizione della accuse a carico di Vaggelis. O. Vlontzou ha fatto lo stesso, citando le diverse contraddizioni delle accuse a carico di Polis.

16 ìmaggio 2012

G. Rachiotis: prima si è riferito alle prove tecniche del caso collegate alle accuse a carico di Polis, sottolineando la mancanza di prove oggettive attribuibili alle sue azioni. Poi ha criticato la costruzione legale di un’organizzazione criminale (come fatto dopo il 2001), che trasforma la criminalità dei poveri (anche se essa è una casuale associazione tra poveri) e la contrappone a quella dei colletti bianchi. Infine ha citato i motivi che hanno ispirato il suo cliente a solidarizzare con Vassilis Paleokostas , la visione di un mondo giusto che sfuma nella leggenda che va contro il sistema e vince.

D. Vagianou : ha parlato del fattore economico del paese (Milonas) e della leggenda dell’illegalità, un bandito sociale che incarna la fuga verso la libertà e la resistenza all’oppressione (Paleokostas), con i due compagni che vengono da un altro mondo dove i motivi ideologici li hanno spinti a solidarizzare con lui.

Sul piano delle prove a carico di Vaggelis, ha dubitato delle stesse, questione sorvolata (come in primo grado).

Ha concluso parlando delle aumentate accuse per l’organizzazione criminale, che nel caso di Paleokostas non esiste in termini legali, ma in modo simbolico: il dogma della responsabilità collettiva trascina il resto degli accusati e la forza simbolica della giustizia penale adombra le azioni solidali dei due che hanno motivi ideologici.

Poi, l’avvocato giovane di Lazaridis (che ha rimpiazzato quello che c’era in primo grado), ha fatto un breve intervento dicendo che il suo cliente dice la verità e ha sottolineato che lui ha due figli minorenni. L’avvocatessa di Giorgos Haralambidis, M. Papadaki ha soprattutto fatto riferimento alla relazione sviluppata dal suo cliente con Vassilis Paleokostas, cosi come la propria quando lei lo incontrò mentre era prigioniero.

Il giudice ha interrotto spesso l’avvocatessa, visto che lei non lo ha ascoltato sugli interessi che Paleokostas mostra verso quelli che ama e che sono in difficoltà. Infine hanno parlato gli avvocati della famiglia di Haralambidis, i quali hanno menzionato la dura situazione economica che sta passando la famiglia, la lotta costante e il fatto che lui non ha avuto altri guai giudiziari. I giudici si sono presi un paio d’ore per la decisione. Sono tornati per comunicare condanne e assoluzioni: più o meno hanno accettato le proposte dell’accusa, assolvendo solo gli accusati dall’accusa di possesso di materiale esplosivo. Poi, l’accusa ha fatto alcune proposte in merito alle condanne per le quali gli accusati sono stati giudicati colpevoli.

La controproposta degli avvocati ha suggerito condanne più lievi, poi i giudici hanno comunicato le decisioni finali: Vaggelis e Polis sono nuovamente un “gruppo”.

La loro condanna finale è di 12 anni e 10 mesi (l’accusa di organizzazione criminale è stata dimezzata e le altre sono state diminuite un po’).

Lazaridis a 6 anni e 11 mesi (per lui, sebbene prosciolto da accuse e con alcune condanne diminuite; la sua condanna per organizzazione criminale è stata un po’ aumentata).

Giorgos Haralambidis a 4 anni e 5 mesi (la condanna di complicità semplice nel sequestro è stata diminuita e gli è stata riconosciuta un’attenuante).

La famiglia di Harabilidis a 10 mesi con 3 anni di condizionale.

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