Cospirazione delle Cellule di Fuoco – Abbiamo ancora armi ed esplosivi…

comunicato dei membri prigionieri della CCF, letto in aula durante l’udienza del 21 marzo 2012 del secondo processo per il cosiddetto “caso Halandri”

Abbiamo ancora armi ed esplosivi…

ma le esplosioni più belle avvengono al nostro interno.

Considerando che il vostro tribunale militare continuerà adesso con le dichiarazioni testimoniali relative a tre attacchi della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, vogliamo chiarire alcune cose.

Molto spesso, sia il presidente della corte che il p.m. stanno rivolgendo domande sulla potenza degli ordini esplosivi. Chiedono se fossero di piccola o gran potenza, se c’è stato o meno alcun pericolo per la vita umana.

La nostra posizione come Cospirazione è piuttosto concreta.

Non abbiamo alcun rispetto per la vita umana, tutto qui. La vita umana di per sé non costituisce un ideale o un qualche valore supremo. La vita crea la possibilità di fare delle scelte. Le scelte che noi abbiamo preso sono quelle che hanno valore e definiscono la nostra vita. Evidentemente, le scelte fatte da un dignitario del Potere, un giudice o un carceriere non solo non hanno alcun valore per noi, ma sono anche nemiche della nostra percezione e della nostra dignità. Si tratta di persone la cui esistenza in sé offende il nostro senso estetico ed il nostro desiderio per una vita libera ed anarchica.

E’ ineludibile, pertanto, il fatto che con tali persone noi siamo in guerra. Come è risaputo, in guerra ci sono morti. Per questo nei nostri comunicati e testi appoggiamo ripetutamente ed appoggiamo appassionatamente la pratica guerrigliera delle esecuzioni politiche.

Una persona libera non è quella che riceve la libertà regalata da illusioni di democrazia, ma quella che prende in pugno le armi e lotta per conquistarla.

D’altro canto, come abbiamo già detto, gli attacchi realizzati dalla nuova guerriglia urbana anarchica sono sempre piuttosto concreti e ben mirati.

Mirano al cuore del nemico, lì dove trionfa il Potere e dove abitano i suoi rappresentanti. Mirano alle banche, ai ministeri, ai tribunali, ai commissariati.

Per questo, ciascuno degli attacchi della Cospirazione delle Cellule di Fuoco è stato messo in atto in modo che si evitasse, anche la più piccola lesione di qualche persona a caso o passante. Di solito lo si è ottenuto con due chiamate di allarme ai media, in maniera che la polizia evacuasse la zona.

Lo stesso è anche avvenuto nei casi dell’appartamento di Hinofotis, del ministero di Macedonia e Tracia e della casa di Katseli, per i quali siamo oggi processati nel tribunale militare di Koridallos.

Adesso, rispetto alla potenza degli ordigni esplosivi, quel che abbiamo da dire è che il potenziale di un atto guerrigliero non può esser misurato a seconda dei chili di materiali esplodenti utilizzati o dai bossoli che restano a terra dopo un attacco armato.

Durante gli anni della sua attività la Cospirazione ha colpito facendo ricorso ad ordigni incendiari improvvisati o ad armi e potenti esplosivi. La scelta dei mezzi dipende dalla strategia di diffondere la nuova guerriglia urbana, l’anarchia ed il nichilismo.

A seconda dell’attacco che volevamo effettuare, abbiamo scelto dai nostri arsenali i mezzi adeguati. Fiammiferi, benzina, polvere nera, TNT e proiettili.

Per questo, qualsiasi domanda relativa alla potenza degli ordigni esplosivi che abbiamo utilizzato la consideriamo superflua e quindi non risponderemo. Non mercanteggeremo le condanne che vi hanno ordinato di imporci, nemmeno mendicheremo le attenuanti delle vostre leggi.

Se volete una risposta ve la daremo in anticipo ed una volta per tutte. Indipendentemente dalla potenza degli ordigni esplosivi che abbiamo utilizzato, l’intenzione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco è quella di dinamitare completamente le fondamenta del vostro marcio sistema.

Solo così sarà derogata la storia degli schiavi e dei capi.

Ed affinché ciò accada, le pallottole e gli esplosivi da soli non sono sufficienti, quel che conta sul serio è che ciascuno/a prenda la vita nelle proprie mani, creda in se stesso/a e trovi in sé la forza di puntare l’arma contro gli assassini della sua esistenza.

La forza è nei nostri occhi,

luminosa e grande come due fiamme nel mezzo della notte.

In ogni luogo della terra

In ogni ora

In ogni carcere

Lì, dove le persone lottano, muoiono e restano prigioniere

perché osano per quel che è intangibile, per quel che è libero

per una vita nuova, per l’anarchia…”

CCF/FAI, Cellula dei membri prigionieri

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