(es-it) Gustavo Rodríguez – A propósito de cautelosos anonimatos y reducciones a la mínima expresión

Respuesta a las elucubraciones de Último Reducto y Anónimos con cautela

He leído detenidamente las presuntas “críticas” [es- https://iconoclasta.noblogs.org/?p=203]a ITS y, realmente, la única medianamente “coherente”, es la de Último Reducto (UR). Si bien es cierto que se constata cierta distancia entre la paranoia delirante de los “saboteadores.info” y estas observaciones pretendidamente bien fundamentadas, en definitiva, todo se reduce a la muy particular interpretación de un “grupo” de dilentantes abismalmente alejados de los planteamientos anárquicos y, sobre todo, de la práctica antidominación. Desde luego, me estoy refiriendo únicamente a las anotaciones de UR. El “texto” de Anónimos con cautela, a todas luces, no es sino un refrito, bastante mal redactado ( y para colmo, criticando la ortografía de ITS con faltas de ortografía), de lo planteado por UR. Sin embargo, vale la pena acotar un par de consideraciones antes de entrar a analizar “a fondo” los “señalamientos” de UR.

En primer lugar, coincido enteramente con las observaciones en torno a la redacción de los comunicados en todo lo referente a la ortografía, la sintaxis, estilo, etc. Precisamente, sobre este tema han estado encaminadas siempre mis observaciones, no sólo a ITS, sino a las CARI-PGG, al FLT, a AAA y a casi todos los grupos de acción de México. Así mismo, he hecho puntual hincapié en la necesidad de replantearse la utilidad de dichos comunicados. Ojo: no estoy cuestionando la utilidad o no de la reivindicación de las acciones que, sin dudas, es harina de otro costal y asunto a tratar teniendo en cuenta las particularidades de cada región o país y los objetivos de cada grupo. Me refiero, específicamente, al sentido mismo de la “propaganda por los hechos”. Sin que quepan dos opiniones al respecto, esta frase es un concepto en sí misma y no deja lugar a dudas a lo que se refiere. Es decir, a hacer “propaganda” a través de las acciones o sea, que las acciones hablen por sí mismas o, lo que es lo mismo, que no necesiten “ser explicadas” con largos comunicados que, si no se cuida su redacción, pueden terminar confundiendo –y no me refiero solamente a la generalmente alienada “opinión pública”, sino que muchas veces puede llegar a ser confuso hasta para l@s afines interesad@s en llevar las ideas a la práctica–, por eso, consideramos que las reivindicaciones deben “limitarse” a expresar su solidaridad con l@s compas pres@s y/o a señalar directamente al enemigo y los motivos por los que fue seleccionado tal o cual objetivo, así como la rúbrica asumiendo la responsabilidad del ataque. No más.

Pero, más allá, de la repulsiva tónica (con ínfulas de “especialistas”) con que “dictan pauta” los integrantes de UR, de su pretensiones “académicas” y de su trasnochada soberbia “freudiana”, lo que nos dejan ver a simple vista es su gigantesca ignorancia, recordándonos aquél viejo proverbio de “dime de lo que presumes y te diré de qué careces”. Todas sus

disquisiciones” se van de bruces cuando concluyen (por sus santos huevos) que el “anarquismo es de izquierda” sin más elucubraciones que las que les dicta sus estrechas entendederas de “cerebros privilegiados”. Lo innegable, en todo este “incidente” es la necesidad de reafirmación de principios de nuestra parte y la premura en abandonar “todo lo ajeno”. No sólo hay que marcar distancia con el liberalismo izquierdista y socialdemócrata sino también con el leninismo y con toda esta bazofia neofascista al estilo UR. Es un secreto a voces los acomodos del fascismo postmoderno en torno a la “ecología radical”, las propuestas anticivilzatorias y la praxis anti-industrial, así que no deben sorprendernos estos ataques de los nuevos “super hombres” contra los “descerebrados” antiautoritarios.

Resumiendo, dedicarle tiempo a estas desvirtuaciones (sean izquierdistas, leninistas, liberales o nuevos fascios), es derrochar un recurso irrecuperable en la lucha contra todo lo existe. Entonces, empleemos nuestro tiempo en la extensión de la lucha por la liberación total y dejemos de preocuparnos por los continuos ladridos que desata nuestra consecuente cabalgata. Indiscutiblemente, lo que no podrán cuestionar es la excelente sintaxis y la puntual ortografía con que hoy detonan las bombas de los grupos informales de acción antiautoritaria alrededor del mundo. Lo que opine “Anónimos con cautela” (con demasiada cautela), “Último Reducto”, “Saboteamos.info”, “Noticias de la Rebelión” o cualquier otra micro secta ajena a la práctica anárquica, debe tenernos sin cuidado.

Gustavo Rodríguez

San Luis Potosí, 22 de enero de 2012

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Gustavo Rodríguez – A proposito di cautelativi anonimati e riduzioni alla minima espressione

Risposta alla elucubrazioni di Último Reducto e di Anónimos con cautela

Ho letto con attenzione le presunte “critiche” alle Its e, realmente, l’unica più o meno “coerente” è quella di Último Reducto (UR). Sebbene sia evidente una certa distanza dalla delirante paranoia dei “sabotatori.info” ed il fatto che queste osservazioni abbiano la pretesa di avere un fondamento, il tutto si riduce all’attenzione molto specifica di un “gruppo” di dilettanti abissali ben lungi dalle posizioni anarchiche e, soprattuto, dalle pratiche di anti-dominazione. Ovviamente, faccio riferimento alle sole note di UR. Il “testo” di Anónimos con cautela, ad ogni modo, non è altro che una scopiazzatura, scritta molto male (addirittura con carenze ortografiche, mentre criticano le Its proprio per l’ortografia) di quanto viene esposto da UR. Tuttavia, vale la pena sottolineare un paio considerazioni prima di entrare ad analizzare a “fondo” le “segnalazioni” di UR.

In primo luogo, coincido pienamente con le considerazioni relative alla redazione dei comunicati in merito all’ortografia, alla sintassi, allo stile, ecc. Proprio su questo punto ho sempre rivolto le mie osservazioni non solo alle Its, ma anche alle CARI-PGG, al FLT, a AAA ed a quasi tutti i gruppi d’azione in Messico. Allo stesso modo, ho sentito la necessità di ridiscutere sull’utilità di tali comunicati. Occhio: non sto mettendo in discussione l’utilità o meno della rivendicazione delle azioni che, senza dubbio, è un argomento a parte e che dev’essere trattato tenendo presente le particolarità di ogni regione o paese, e gli obiettivi di ciascun gruppo. Mi riferisco, nello specifico, al senso stesso della “propaganda del fatto”. Questo concetto non contempla due opinioni divergenti, è un concetto in sé e non dà adito a dubbi rispetto a quel che si riferisce. Ovvero, nel fare “propaganda” attraverso le azioni. Che le azioni parlino da sé o, che è lo stesso, che non abbiano bisogno di essere “spiegate” con lunghi comunicati che, se non curati nella loro redazione, possono finire per confondere -e non mi riferisco solo alla generalmente alienata “opinione pubblica”, ma al fatto che simili comunicati possono arrivare ad esser confusi per gli stessi affini interessati a mettere le idee in pratica-, per questo, considero che le rivendicazioni debbano “limitarsi” ad esprimere la solidarietà verso i compagni prigionieri e/o additare direttamente il nemico ed i motivi per i quali viene segnalato tale o talaltro obiettivo, così come l’assunzione delle responsabilità per l’attacco. Nient’altro.

Ma, oltre a tutto questo, prendendo in considerazione la decisa repulsione (con la pretesa di esser “specialisti”) con la quale i membri di UR “dettano le regole”, le pretese “accademiche” e la loro rancida superbia “freudiana”, quel che effettivamente mettono in luce è la loro gigantesca ignoranza, facendoci tornare in mente quel vecchio proverbio che dice “dimmi quali sono le tue presunzioni, e ti dirò cosa ti manca”. Tutte le loro “disquisizioni” cascano miseramente a terra quando concludono (seguendo il loro ragionamento) che l'”anarchismo è di sinistra”, senza altre elucubrazioni che quelle dettate dal loro stretto comprendonio da “menti privilegiate”. Quel che è innegabile in tutto questo “incidente” è il bisogno della riaffermazione di principi da parte nostra e la premura nell’abbandonare “tutto ciò che è estraneo”. Non bisogna solo delimitare la distanza dal liberalismo sinistrorso e socialdemocratico, ma anche dal leninismo e da tutto questo sudiciume neofascista stile UR. Sono a tutti noti i tentativi del fascismo postmoderno attorno alla “ecologia radicale”, le proposte anticivilizzazione e la prassi anti-industriale, quindi non dobbiamo sorprenderci per questi attacchi da parte dei nuovi “super-uomini” contro i “decerebrati” antiautoritari.

Riassumendo, dedicare tempo a questi scadimenti (siano essi sinistrorsi, leninisti, liberali o neofascisti), significa sprecare delle risorse nella lotta contro l’esistente. Allora, impieghiamo il nostro tempo alla diffusione della lotta per la liberazione totale e smettiamola di preoccuparci per il continuo abbaiare scatenato dalla nostra coerente cavalcata. Certamente, quel che non potranno mettere in discussione è l’eccellente sintassi e la puntuale ortografia con le quali detonano le bombe dei gruppi informali d’azione antiautoritaria in tutto il mondo. Di quel che pensano “Anónimos con cautela” (con troppa cautela), “Último Reducto”, “Saboteamos.info”, “Noticias de la Rebelión” o qualsiasi altra micro-setta estranea alla pratica anarchica, non ce ne dobbiamo interessare.

Gustavo Rodríguez

San Luis Potosí, 22 gennaio 2012

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