Coronel, Cile – Manifestanti danno alle fiamme uffici di una centrale termoelettrica dell’Enel-Endesa


fonte: www.biobiochile

trad: Italiani brava gente

Coronel, 3 dicembre 2011 – Un gruppo di manifestanti s’è concentrato davanti alla centrale Termo-elettrica di Enel-Endesa Bocamina II, nel comune di Coronel, Cile meridionale. In seguito ha fatto irruzione negli uffici di TCM, all’interno del complesso, provocandone un incendio.

Secondo alcune testimonianze, venuti a conoscenza dell’arrivo degli agenti delle forze speciali dei Carabineros, i manifestanti sono fuggiti portando con sé dei pannelli della recinzione e si sono recati nel settore degli uffici, dando il via ad un incendio che ha distrutto gran parte dell’edificio.

Sul posto sono accorse 3 compagnie dei Vigili del Fuoco di Coronel, che non hanno potuto far nulla per controllare il sinistro, il quale non è riuscito a diffondersi ad altri settori grazie all’opportuno lavoro degli operai e del personale d’emergenza.

In seguito all’accaduto, gli operai del complesso energetico si sono riuniti in assemblea ed hanno deciso che bloccheranno i lavori fino al prossimo lunedì, per il fatto che il conflitto potrebbe giungere ad una escalation tale da esser vicina a comprometterne l’integrità fisica.

Pertanto, essi torneranno solo il prossimo lunedì in attesa che Enel-Endesa giunga ad un accordo con i vicini.

E’ da segnalare che da alcuni mesi sono solite, da parte dei pescatori artigianali e gli abitanti dei quartieri prossimi alla centrale, le installazioni di barricate come forma di protesta per l’impatto che la costruzione della centrale ha tenuto e terrà nel futuro.

In merito, i pescatori segnalano che un aumento della temperatura nella baia, quando entrerà in funzionamento Bocamina, produrrà una migrazione dei pesci dal settore, ed essi dovrebbero andare in alto mare per non perdere l’attività produttiva.

Inoltre, quelli che abitano vicino alla centrale denunciano una serie di rumori molesti e di disturbi dovuti ai lavori di costruzione della centrale. Ed infine ci sono ancora delle case da espropriare, ma non si sono ancora raggiunte le condizioni per un accordo con l’Enel-Endesa.

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