(es-it) Carta de otro acusado en caso bombas

La incertidumbre cotidiana y la amenaza de una eventual venganza del poder hacia nuestros cuerpos se esfuman al momento de leer las palabras antiautoritarias solidarias que en este momento se encuentran cautivas en las mazmorras del estado griego. Palabras que bajo ningún punto de vista se encuentran sometidas, rebeldes al carcelero y a toda forma de autoridad, palabras que son acción transgresora a la opresión.

Como se dice en reiteradas ocasiones, la solidaridad no es solo palabra escrita entre anarquistas y ustedes lo han demostrado en lo concreto, entendiendo que la lucha por la liberación es universal, practicando y apostando por la revuelta internacional de manera constante, haciéndoles ver al enemigo que nuestra dignidad es real y que representa una amenaza permanente para este mundo y quienes lo intentan perpetuar. La lucha anticarcelaria dentro y fuera de las prisiones es la misma ya sea en Chile, Grecia, Indonesia o México, el enemigo y sus principios son comunes por lo que se hace necesario compartir experiencias y vivencias de resistencia ofensiva que nos permitan avanzar en la construcción de nuevas relaciones antagónicas al poder, de esta manera saludo fraternalmente la creación de la FAI / FRI como una instancia que potencia la práctica y pensamiento antiautoritario y que permite reconocernos con hermanos a través del mundo sin siquiera habernos visto la cara.

Luego de haber pasado 9 meses tras las rejas mi energía se mantiene solidaria con los presos, saber que arriesgo años de cárcel en regímenes de alta seguridad solo hace aumentar mi desprecio por estos centros de muerte y por sus guardianes, la única alternativa para estos lugares es su completa destrucción y por ello hay que trabajar sin pausas, siempre adelante.

Toda la fuerza y empuje para los presos de las CCF, su actitud llena de orgullo a todos los anarquistas y antiautoritarios y como dicen ustedes es muy probable que algún día nos encontremos en cualquier lugar del mundo para compartir y practicar experiencias.

Otro Acusado por el Caso Bombas

A espera del Juicio Político

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Lettera di un altro imputato nel caso bombas

La quotidiana incertezza e la minaccia di una eventuale vendetta del potere sui nostri corpi sfumano nell’istante in cui leggiamo le parole antiautoritarie solidali che in questo momento si trovano prigioniere nelle celle dello stato greco. Parole che sotto nessun punto di vista sono sottomesse. Esse sono ribelli verso il carceriere e qualsiasi forma di autorità, parole che sono azione trasgressiva nei confronti dell’oppressione.

Come si sostiene in reiterate occasioni, tra gli anarchici la solidarietà non è solo una parola scritta e voi l’avete concretamente dimostrato, intendendo che la lotta per la liberazione è universale, praticando e puntando alla rivolta internazionale in maniera costante, facendo vedere al nemico che la nostra dignità è reale e che rappresenta una minaccia permanente per questo mondo e quelli che cercano di perpetuarlo. La lotta anticarceraria dentro e fuori le prigioni è la stessa in Cile, Grecia, Indonesia o Messico. Il nemico ed i suoi principi sono comuni, per cui diviene necessario condividere esperienze e vissuti di resistenze offensive che ci permettano di avanzare nella costruzione di nuove relazioni antagoniste al potere. Ed è così che saluto fraternamente la creazione della FAI / FRI, quale istanza che potenzia la pratica ed il pensiero antiautoritario e che permetta di riconoscerci con fratelli sparsi nel mondo senza mai esserci visti in faccia.

Dopo aver trascorso 9 mesi dietro le sbarre, la mia energia si mantiene solidale con i prigionieri. Sapere che rischio anni di carcere in regimi di alta sicurezza, fa solo aumentare il mio disprezzo per questi centri di morte e per i suoi guardiani. L’unica alternativa per questi luoghi è la loro completa distruzione e per questo bisogna lavorare senza soste, sempre avanti.

Tutta la forza e la spinta per i prigionieri della CCF. Il vostro comportamento riempie d’orgoglio tutti noi anarchici ed antiautoritari e, come voi dite, è molto probabile che un qualche giorno ci incontreremo in qualche luogo del mondo per condividere pratiche ed esperienze.

Un altro imputato per il Caso Bombas

In attesa del Processo Politico

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