Salonicco – Comunicato della FAI-Cellula di Solidarietà Rivoluzionaria

Comunicato di rivendicazione di attacchi incendiari a Salonicco (12 e 13 gennaio)

* http://actforfreedomnow.blogspot.com/2011/01/communique-for-12-13-january-arson.html

trad. Cenere

CELLULA DI SOLIDARIETA’ RIVOLUZIONARIA

Comunicato di rivendicazione – Salonicco

E’ GUERRA

Oggi più che mai, la fortificazione del Potere e il suo attacco contro il nemico interno diventano una necessità urgente. Sotto la paura delle ribellioni in arrivo e delle dinamiche che si sono sviluppate, soprattutto negli ultimi anni, il Dominio deve proteggere i suoi interessi e lo farà.

Quindi, stiamo vivendo un aumento senza precedenti di repressione e controllo. Il loro meccanismo di accusare il nemico si è rinforzato e arricchito da un punto di vista sia umano che tecnico, mentre il loro arsenale legale aumenta e diventa più flessibile. La nuova legge “antiterrorista” che considera il pensare come un crimine, la super “cimice” che entra all’interno della comunicazione personale, l’arruolamento di centinaia di poliziotti che vanno su e giù per le strade sono solo alcuni degli esami che dimostrano cosa vuole comunicare il potere, che esso è qui e ovunque. Il potere parla, prima di vietare, ma si impone con le misure di precauzione per evitare che le coscienze armate lo combattano.

La democrazia colpisce e si vendica, ha prigioni e prigionieri di guerra. Prigionieri che smista come animali selvatici in gabbia, avendo prima cura di deplorare con ogni mezzo la loro dignità, pezzi delle loro stesse vite e infine far tacere la profondità delle loro scelte, che non sono altro che l’opposizione concreta contro tutto ciò che è ostile verso le nostre stesse vite.

Ovviamente, in questo gioco, il Potere ha alleati, come il ricco staff di giornalisti. Abbiamo sempre avuto dubbi riguardo all’ipocrisia che c’è dietro la loro maschera democratica, o al presunto pluralismo che invocano. In più, non ci sorprendiamo del loro avanzamento ad avanguardia della repressione nella versione più paranoide e delirante. Essi sono stati, sono e saranno sempre una bottega della polizia e dell’unità antiterrorista.

L’OBIETTIVO E’ LA MENTE

Il dominio, come un utilizzatore privilegiato e principale del terrore di massa, sa molto bene che la dimostrazione di forza, la paura che fa scoppiare nelle persone, è molto più importante che la forza stessa. Il sentimento di debolezza e vanità di ogni tipo di lotta è più efficiente di ogni arma di poliziotto e di ogni sistema di sorveglianza super hi-tech. Esso conduce alla ritirata e al silenzio. Al consolidamento della paura. La paura viene coltivata dal potere, ma esso la fa sbocciare dentro di noi. Esso ha permeato l’esistenza umana fin dentro le ossa e corroso tutti i rapporti sociali. Anche al livello dei gruppi sociali tra loro e contro l’etica dominante, ma anche in un livello individuale. La paura corrompe la relazione tra persone e le condanna a marcire nella miseria e nella noia. Ma esso principalmente interrompe la creazione di vere relazioni. Relazioni di solidarietà, relazioni sovversive e pericolose.

SUPERANDO I POLI PRO-SOCIAL E ANTI-SOCIAL

L’evoluzione del progetto rivoluzionario è impossibile se non siamo alla costante ricerca di comprendere il processo sociale, cercando alleati e individuando i nemici. Non consideriamo la società come un unico corpo, di norma vittimizzato, sottomesso o possibilmente rivoluzionario. Le relazioni sociali formano un terreno multiplo, che non può essere interpretato attraverso l’etica del giusto o sbagliato, la vittima o il boia, il Bene o il Male. In essi, vediamo manifestazioni del potere stesso, profondamente radicate ed estese al punto che esse non sono abbastanza visibili. Dall’altro lato, vediamo emergere da questo terreno comportamenti trascendentali insurrezionali e coscienze rivoluzionarie, pronte a guardare la vita dritta negli occhi…Questo multiforme mosaico di controversie consiste nell’”area” dove la guerra rivoluzionaria sta prendendo piede.

IL MOMENTO E’ ADESSO E IL NEMICO E’ OVUNQUE

Le “condizioni oggettive” ci sembrano molto astratte e non vogliamo rimanere inermi aspettando che esse “maturino”. Non progettiamo obiettivi a lungo termine e non vogliamo parlare di un periodo pre-rivoluzionario o di una società post-rivoluzionaria. Da un lato perché non vediamo la rivoluzione come un evento che si realizza in spazio e tempo molto specifici, ma come un continuo processo evolutivo con caratteristiche in costante mutazione. Dall’altro lato, perché pensiamo che il sistema politico, di ogni guarnizione ideologica-teorica, dal momento in cui si sarà istituzionalizzato in quanto tale, sarà già obsoleto, e dunque, a noi ostile.

Al contrario, proponiamo l’organizzazione da subito. La collettivizzazione dei rifiuti tramite l’applicazione attuale delle nostre proposte. La creazione di strutture belligeranti e infrastrutture nel presente, che progetteranno in continuo movimento il processo rivoluzionario di distruzione e creazione. Per la nascita di vere relazioni e legami tra compagni, tramite l’esperienza dell’attacco e della solidarietà concreta.

PER TUTTO O PER NIENTE

La realtà esistente forma una zona di guerra con centinaia di aspetti esplorati e inesplorati. Noi individuiamo il nemico nell’insieme diffuso dei ruoli, relazioni e comportamenti. Nel meccanismo della repressione, l’etica dominante e il ricatto della schiavitù salariale. Rigettiamo le lotte parziali perché condannate al fallimento. Desiderando toccare l’interezza consideriamo necessario l’attacco totale e multiforme. Consideriamo l’attacco come la rottura coscienza nei confronti del nemico con ogni mezzo che può essere sfruttato. Come un pezzo integrale della vera esistenza di ogni rivoluzionario. Non pensiamo che esistano in generale pratiche e mezzi rivoluzionari o riformisti. Ogni atto ha un senso dai motivi e dagli obiettivi del soggetto che lo realizza. Armata, può essere solo la coscienza. La mano terrà sempre solo uno strumento.

LA LOTTA E LA GUERRIGLIA URBANA RIVOLUZIONARIA DIFFUSA COME UNA POSIZIONE DI LOTTA

I metodi della guerriglia non sono qualcosa che tiriamo fuori dall’armadio della storia. Essi sono pratiche che sono state usate, con varie caratteristiche dai rivoluzionari in ogni angolo del pianeta. La tattica della sorpresa, la scelta del posto e del momento in cui l’azione si realizza forse sono solo – nelle condizioni attuali – le uniche abilità per colpire le infrastrutture e lo staff del nemico. Miriamo a sabotare le infrastrutture statali-capitaliste così come a terrorizzare i nostri nemici, realizzando una minaccia personale. Vogliamo che sia loro chiaro, come lo è per noi, che la guerra si svolge sempre su due lati e noi, avendone scelto uno, compiamo il passo. Di fronte al mostro del capitalismo che squarcia la vita umana e la dignità, scegliamo di armare il pensiero, la coscienza e l’azione.

LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA

Dai monti del Messico e gli altopiani delle Ande agli attacchi dinamitardi in Cile e agli incendi in Belgio ci sono persone che hanno deciso di non chinare il capo. La lotta per la libertà è la loro stessa vita, non qualcosa di estraneo.

Sapere che ai confini del mondo esistono persone che vivono e muoiono per le stesse o simili ragioni, con mezzi uguali o simili, e anche, essi possibilmente condividono gli stessi o simili sentimenti, pensieri, paura e sognano con noi, è qualcosa che ci da più che sollievo. E’ ciò che ci spinge a continuare anche nei momenti più difficili, ci riempie di forza e ci da la speranza che alla fine vinceremo. Se non abbiamo vinto ancora è anche dovuto al fatto che non siamo ancora una comunità, neanche una rete.

La mera conoscenza accademica è estremamente utile in discussioni infinite accompagnate da vino scadente. Se, comunque, essa non si trasforma in coscienza resta una chiacchiera inutile. E la coscienza viene fuori solo tramite l’esperienza.

Adesso, più che mai, esiste la necessità di continuare la lotta per ogni membro della comunità. Sapere cosa succede in giro per il mondo per diventare un motivo, un segnale dai rivoluzionari di tutto il mondo che la guerra è ancora in corso. Non solo un contributo in un semplice aggiornamento. Ma diventare il punto dove ogni rivoluzionario riconoscerà se stesso/a come parte di una rete e passerà all’attacco. Che cosa accadrebbe, se, per ogni colpo che viene inflitto a un membro della comunità, si lanciassero campagne internazionali di controinformazione riguardanti il fatto e i rivoluzionari di tutto il mondo passassero all’azione, costringendo i funzionari incapaci di trovare un posto dove nascondersi? Questa è la solidarietà internazionalista.

Intendiamo la solidarietà come una relazione dinamica, bilaterale e su più livelli. Bilaterale perché essa consiste di due o più parti che la sperimentano equamente, rompendo i miserabili ruoli di mittente e destinatario, quello che “esprime” solidarietà e quello che la “riceve”. Su più livelli perché il livello della sua validità dipende da come sono comuni gli obiettivi, i desideri e le sofferenze di coloro che ce l’hanno. E dinamica perché essa vuole sempre evolversi, per trovare modi creativi di prendere carne e ossa.

Consideriamo come necessaria, per l’evoluzione del progetto rivoluzionario, l’applicazione concreta della proposta per una rete internazionale. La creazione di una rete orizzontale, diffusa e in continua evoluzione. Uno strumento di comunicazione e dialogo aperto, come un trasmettitore di idee e pratiche dei rivoluzionari. Così, includiamo questi nostri attacchi all’interno del frangente dell’appello solidale con i membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco sotto processo, così come riguardo alla formazione di una federazione anarchica informale basata sulle proposte della FAI che la Cospirazione delle Cellule di Fuoco ha nuovamente ripreso.

Il 12 e 13 gennaio abbiamo fatto una serie di attacchi a Salonicco, mandando segnali di fuoco ai nostri compagni. Abbiamo colpito:

A mezzogiorno del 12 gennaio:

L’ufficio del giornalista e parlamentare del LAOS Angelos Kolokotronis. Un regalo per lui da parte nostra, per i suoi 35 anni di servizio come capo editor nel grande giornale da noi ben conosciuto come Snitch-Donia (Macedonia) e in altri media informativi, così come per le sue idee di estrema destra.

L’ufficio dell’unione degli ufficiali di polizia in pensione in Promitheos str.

Nella notte del 13 gennaio

2 veicoli della polizia nella regione di Peraia.

1 macchina del corpo diplomatico nella regione di Ano Toumpa.

SOLIDARIETA’ con i guerriglieri GERASIMOS TSAKALOS-PANAGIOTIS ARGIROU-HARIS HADJIMIHELAKIS, membri della O.R. Cospirazione delle Cellule di Fuoco e con tutti gli altri sotto processo per lo stesso caso.

LIBERTA’ per PANAGIOTIS MASOURAS-KOSTANTINA KARAKTSANI-GIORGOS KARAGIANNIDIS-ALEXANDROS MITROUSIAS.

Non dimentichiamo i nostri fratelli insubordinati DIMITRIS DIMTSIADIS-HARALAMBOS TSILIANIDIS-DIMITRIS FESSAS-SOKRATIS TZIFKAS-GIANNIS SKOULOUIDS e vogliamo ricordare loro che la scommessa della distruzione e della creazione c’è ancora.

Federazione Anarchica Informale – Cellula di Solidarietà Rivoluzionaria

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