NO TAV – SULLE INFAMIE DI NUMA ED ESPOSITO

Articolo di Luca Abbà in risposta alle infamie di Numa ed Esposito pubblicate su:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/152182/


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SULLE
INFAMIE DI NUMA ED ESPOSITO

L’articolo
pubblicato su La Stampa di domenica 7 marzo a firma di Massimo
Numa mi da spunto per fare alcune considerazioni visto che il
parlamentare Stefano Esposito citando il mio nome fa alcune
insinuazioni che definire becere è forse limitativo. Non è
tanto mia intenzione rivolgermi ad Esposito per rispondere alle sue
“domande”, quanto comunicare il mio modesto pensiero a tutti i
partecipanti del movimento no tav e alle persone che ancora
conservano un briciolo di coscienza critica per interpretare il mondo
che li circonda. Per quanto riguarda Massimo Numa, il suo livello di
professionalità giornalistica si commenta da se, basta leggere
le sue “perle” delle ultime settimane. Peccato che nessuno in
questi anni nessuno lo abbia ancora posto in condizione di non
nuocere, ma se va avanti così credo che a quel momento non
manchi molto.

Sicuramente
la bassezza di articoli come questo è segnale della difficoltà
in cui si trovano i propositori del TAV che si trovano di fronte un
movimento che si oppone con fierezza e determinazione alle trivelle e
che non cede alle continue e pesanti provocazioni di tipo politico,
mediatico e poliziesco. Nonostante le difficili condizioni e la
sproporzione dei mezzi in campo, una popolazione di migliaia di
persone continua a resistere ed opporsi allo scempio del proprio
territorio e della propria vita, ed è per questo che gli
attacchi che rivolti al movimento si fanno via via più duri e
accaniti.

Il
tentativo di delegittimare i No Tav descrivendo una presunta deriva
violenta, che non esiste, naufraga malamente, e il movimento si
presenta forte di una partecipazione popolare matura e non
rappresentabile; non esistono né capi né guide da
corrompere con promesse di carriera politica o altro. Tutto ciò
da fortemente fastidio a chi come Esposito giace da anni nei palazzi
del potere. A proposito, perché i giornalisti non indagano sui
proventi e privilegi dei politici, perché vogliono indagare
sulle modalità di vita di chi si oppone al Tav, perché
non denunciano la quotidiana discriminazione che subiscono le classi
sociali più povere ed indifese (tipo gli immigrati)? Semplice,
perché i mass media spesso sono complici e fautori
dell’attuale sistema sociale basato sullo sfruttamento dell’uomo
sull’uomo e sulla natura.

Su
una cosa sono d’accordo con l’articolo di Numa: il titolo che
recita così: “Via i professionisti della violenza”; un
indicazione interessante, visto che nella foto sono ritratti gli
agenti antisommossa. Ebbene si, in Val di Susa sono in tanti a
chiedere e desiderare che se ne vadano i professionisti della
violenza, quelli che sono stipendiati per picchiare chi dissente,
disposti a massacrare di calci e manganellate manifestanti inermi che
ovunque in Italia reclamano libertà e dignità. I
celerini e i loro capi vivono una vita con e per la violenza,
mercenari di uno stato che è l’istituzione violenta per
eccellenza con i suoi carceri, i CIE, strategie della tensione e con
la sua costante politica della paura; curioso che nessun politico e
giornalista che conta abbia da dire nulla su tutto ciò!

Credo
anche che in Val di Susa se ne abbia abbastanza di persone che come
Massimo Numa usano la loro posizione di potere per discriminare
persone e travisare la realtà, spero che si adottino presto
delle misure efficaci per rispondere a dovere a queste provocazioni;
da parte mia mi impegnerò al più presto per affrontare
il tema della libertà di informazione e del rapporto
mass-media/movimenti tramite serate informative o altro; accetto
collaborazioni.

Ah
dimenticavo, non per dare soddisfazioni ad Esposito, ma per chi non
mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta
valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto
fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo
del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio
anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico
(volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille
faccende della vita di campagna.

L’amore
per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo
dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito questa estate a
farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari,
voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha
visto lavorare sa cosa intendo.

Un
saluto e un ringraziamento a chi mi sta vicino e condivide con me,
nonostante le difficoltà, questi stupende giornate di lotta,
ci vedremo ancora sulle strade, nei presidi, sulle barricate…

Luca
Abbà
– Frazione Cels, Exilles – Valsusa 10 marzo
2010

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