FBI contro gli anarchici cileni

fonte: Hommodolars.org – 09.11.09

Impressionante!
Lo Stato del Cile non ce l’ha fatta con gli anarchici ed ha dovuto chiedere aiuto al Leviatano maggiore e la sua polizia favorita: l’FBI (alla quale il portoricano Calle 13 ha dedicato un eccellente pezzo dal titolo “Querido FBI”, in cui si invita alla violenza ed alla lotta libera contro questi maiali. Il video di Calle 13 su:
http://www.youtube.com/watch?v=ZrIetb7LRpk).

Pertanto, abbiamo sbirri e magistrati cileni che viaggiano negli States per esser formati sugli ordigni esplosivi e sul “fenomeno anarchico”. A sua volta, l’FBI ha sollecitato il nostro Stato a fornire informazioni sulla “evoluzione che potrebbe avere la serie di attentati esplosivi in Cile”. Se nascondersi sotto le gonne dei repressori gringos non dovesse funzionare, si sta valutando di chiedere aiuto direttamente ai “Magnifici”, ai “Superman”.

D’altra parte negli ultimi giorni sono stati sospesi dei carabineros che, annoiati, facevano scherzi come falsi avvisi di bombe o chiamate di allarme… no comment.

Insomma… arriva l’insurrezione.

Segue l’articolo dal quotidiano borghese La Tercera che inoltre, nel numero dell’8 novembre 2009, riporta una cartina psicogeografica degli attentati esplosivi in Cile.

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La Procura ricorre all’FBI per cercare di frenare la serie degli attentati esplosivi

La collaborazione è coordinata dall’ufficio dell’organismo nordamericano nell’ambasciata di Santiago del Cile.

Commissariati, chiese, filiali bancarie, ditte, ambasciate e ultimamente palestre ed hotel sono stati gli “obiettivi” della sequela di attentati esplosivi registrati negli ultimi anni e che sono stati rivendicati da gruppi anarchici. Martedì 3 novembre, una carica esplosiva composta da polvere nera e nitroglicerina è detonata all’esterno dell’Hotel Marriott, a Las Condes, lesionando 6 persone.
E’ stato l’attentato numero 14 del 2009 (e 102 dal 2004), aumentando il timore cittadino di restare vittime di uno di questi attacchi.

All’insegna delle indagini per questi attentati, negli ultimi mesi il Ministerio Público ha chiesto una collaborazione al Federal Bureau of Investigation (FBI), l’entità di polizia più importante degli USA e il cui aggregato in Cile è l’agente Stanley Stoy.

D’accordo con le fonti consultate, la cooperazione sollecitata è stata di carattere tecnico e su due punti in particolare: informazione sui modi d’elaborazione degli esplosivi da parte dei gruppi radicalizzati e consulenza in merito al fenomeno anarchico a livello mondiale. A sua volta. l’FBI ha richiesto alla Procura informazioni sull’evoluzione che potrebbe avere la sequela di attentati nel nostro paese.

All’interno di tale collaborazione, lo scorso marzo 6 magistrati e 10 carabineros sono andati negli USA, dall’FBI, per esser formati sulle indagini relative agli attentati esplosivi. Tra i partecipanti c’era anche il procuratore Francisco Jacir, che indaga sugli attentati esplosivi, ed anche i procuratori Mario Elgueta e Sergio Moya, incaricati di indagare sugli attentati nella regione de La Araucanía (territorio mapuche – ndt).

Nel settembre del 2001, l’FBI ha fornito la sua collaborazione nelle indagini per le chiamate relative ai “pacchi-bomba” che erano giunte all’ambasciata degli USA di Santiago.

Fonti dell’ambasciata USA di Santiago hanno precisato che le collaborazioni si fanno tutte le volte che sono richieste.

Lamentele nel governo

“Siamo già in una tappa in cui le indagini di polizia devono concretizzarsi in esiti giudiziari” ha criticato il sottosegretario agli Interni, Patricio Rosende, dopo che il 12 agosto due palestre sono state oggetto di attentati.

Per gli attacchi c’è un giovane in detenzione cautelare: Cristián Cancino, 27 anni, che nel mese di marzo ha collocato una bomba che non è scoppiata in una farmacia di Las Condes. Intanto, Diego Ríos, presunto fornitore di esplosivi si è dato alla latitanza.

Degli attentati verificatisi negli ultimi anni, 11 sono avvenuti a Las Condes. Il sindaco del comune, Francisco de la Maza, afferma che le indagini sono state inefficienti: “Alla fine questa situazione può generare una psicosi. E già qualcosa si sta verificando: gente che vede uno zaino e crede sia una bomba, altri che iniziano a dare gli allarmi telefonici per scherzo.”

A tal proposito, la Procura segnala che si tratta di indagini complesse, per il fatto che le cellule anarchiche cambiano continuamente componenti e leaders.

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