Sabotata una pelletteria a Santiago del Cile

fonte: Liberación Total – 06.11.09

La notte di giovedì 5 novembre ci siamo recati alla pelletteria CueroBat, in calle Santa Rosa 3811, Santiago del Cile. Questa ditta si dedica a lavorare le pelli, lucrando sulla morte di centinaia di animali.

In questo posto ogni mese vengono lavorate almeno 360.000 pelli bovine, pelli destinate a foderare divani, all’abbigliamento ed ad articoli per la sicurezza industriale, convertendo la vita degli animali in meri strumenti e oggetti di consumo, da utilizzare secondo la volontà di altri esseri.

Una gran luna ci custodiva le spalle, mentre con pezzi di metallo e di colla abbiamo chiuso tutte e 4 le porte di accesso. Abbiamo versato anche molta vernice rossa, simbolo del sangue che sgorga dalla ditta di pelli, abbiamo macchiato le mura e le insegne della CueroBat.
Infine abbiamo lasciato delle scritte in modo che si sappia che la nostra non è stata un’espressione artistica, bensì un sabotaggio contro il dominio degli umani sulle altre specie (specismo). A grandi lettere abbiamo vergato.  “PELLI=ASSASSINIO”
assieme ad una A cerchiata, con una F ed una L al suo interno, simbolo dell’ALF.

Gli sfruttatori troveranno sempre delle scuse per giustificare l’assassinio, dicendo che è solo per lavoro, per far soldi, che gli animali sono per il consumo umano, che dio così ha voluto, che gli animali non sentono dolore, che rispettano le leggi sui diritti animali, ecc.
E’ per questo che né con la convinzione, né con le leggi si può pretendere di porre fine allo sfruttamento. Le leggi sono per se stesse, la ratifica dell’ordine delle cose e di conseguenza la ratifica di tutto un sistema sociale basato sullo sfruttamento, qualunque esso sia.

Sappiamo che con queste azioni non fermiamo la produzione delle pelli, ma almeno causiamo ritardo, malessere e incertezza tra gli assassini.
Siamo coscienti del fatto che i piccoli sabotaggi (se costanti) possono portare alla chiusura delle ditte e questo è qualcosa che nessuno può disprezzare. Non ci sono scuse per non agire!


Non è una coincidenza che quest’azione l’abbiamo realizzata un 5 novembre, questa è stata la nostra forma di salutare il compagno Barry Horne che 8 anni fa è morto mentre era in carcere per le azioni dell’ALF, in Inghilterra. Barry, come molti altri compagni, s’è reso conto che l’azione diretta era la forma più efficace nella lotta per la liberazione animale ed è con pratica e convincimento che ha realizzato azioni dalla rottura dei vetri alla diffusione dei volantini, fino a liberare gli animali ed incendiare le attività collegate allo sfruttamento animale.
Barry, tu vivi in quelli che lottano!

Non possiamo non salutare anche il compagno Mauricio Morales, che è morto il 22 maggio, per lo scoppio dell’ordigno esplosivo che stava per collocare nella scuola della gendarmeria. Il compagno credeva anche nella liberazione animale e lo aveva ribadito in diversi comunicati, come il fatto che era vegano e come quando in un video citava la frase dell’ALF: se non tu, chi? Se non ora, quando?

Abbasso tutte le gabbie!
Liberazione umana, animale e della terra, adesso!

Frente de Liberacion Animal

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