Caso Bombas: aggiornamento processuale e nuove dal Cile

In questi mesi Culmine ha via via pubblicato tutti i resoconti processuali redatti dai compagni e dalle compagne del blog solidaridadporlxspresxs, ovvero gli amici ed i familiari degli arrestati il 14 agosto 2010, a Santiago del Cile.

Il processo di primo grado sta divenendo uno dei più lunghi della storia giudiziaria cilena, con udienze quotidiane che si stanno protraendo da mesi. La ragione è fornita dalla impressionante mole di presunte prove da parte dell’accusa, sull’ordine delle migliaia, e dei testimoni dell’accusa, centinaia e quasi tutti sbirri.

Purtroppo, non abbiamo mai avuto il tempo necessario per tradurre le cronache giudiziarie, ben dettagliate, dei compas cileni; anche perché spesso ci sono delle differenze a livello procedurale che, se non spiegate, rendono difficile la comprensione di tali scritti.

Un esempio è proprio dato da quel che sta accadendo in questi giorni.

In pratica, la procura -rappresentata da un pool di magistrati della Fiscalía sur- ha tentato di far annullare il processo, chiedendo la destituzione di ben 3 giurati colpevoli d’aver ostacolato la ammissibilità di presunte prove a carico dell’accusa. Nello specifico, si trattava di “prove” sulla presunta colpevolezza di Omar, ossia il compagno accusato di aver finanziato il gruppo, ricevendo contributi dall’estero, dall’Europa in particolare.

Alla fine è stato rigettato questo tentativo della procura, che avrebbe portato all’annullamento di tutta la fase dibattimentale, e adesso il processo continuerà con l’esame dei testimoni a carico della difesa. Due sono i testimoni citati dalla difesa che tanto scalpore stanno suscitando: il ministro degli Interni e l’ex-procuratore Peña, cioè l’artefice del Caso Bombas. Il ministro le sta provando tutte per non testimoniare, proprio perché dovrebbe dire la verità sulle pesanti ingerenze del potere esecutivo nelle attività di quello giudiziario.

Ricordiamo che sono 5 i compagni sottoposti a questo procedimento giudiziario: Felipe, Monika e Francisco accusati di collocazione di ordigni esplosivi, e Omar e Carlos accusati di finanziamento delle attività illecite.

Un breve aggiornamento su altre vicende giudiziarie che coinvolgono compagni cileni:

- a breve inizierà il processo contro Luciano “Tortuga” Pitronello, anarchico cileno-italiano rimasto ferito durante l’esplosione dell’ordigno che stava collocando in una banca.

- in agosto continuerà il processo per il Caso Security, in cui sono imputati Marcello Villarroel, Juan Aliste e Freddy Fuentevilla. Il caso riguarda una rapina ad una banca conclusasi in una sparatoria e conseguente decesso di uno sbirro. Un altro compagno, per fortuna, è uccel di bosco.

- Indagini aperte, per la durata di 100 giorni, contro Carla e Ivan, due compagni catturati da poco mentre trasportavano un ordigno esplosivo.

- Per fortuna, continuano senza esito le ricerche di compagni che hanno scelto la clandestinità.

Concludiamo, ricordando il 22 maggio. Tre anni fa, il Punky Mauri ci ha lasciati mentre trasportava un ordigno destinato alla scuola per carcerieri. Per l’occasione ci saranno diverse iniziative di memoria e di lotta.

Saluti ribelli,

culmine, 16 maggio 2012

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